venerdì 31 dicembre 2021

Trovare la strada giusta

 


Che la destinazione di fatto dell'esistenza umana s'avvicini alla destinazione di diritto, quella per cui l'uomo è fatto, quella che rende l'uomo veramente se stesso, oppure si allontani da essa, dipende da una decisione che si rinnova nel tempo, quotidianamente e in molteplici modi. Dipende da una consuetudine, voluta o suggerita o imposta.
Anche il mutamento delle civiltà è esito di processi complessi riconducibili ad una sola causa.
Sicché si spiega come si possa considerare la divisione, il particolarismo e il rattrappimento della nostra attuale società come l'esito di un impegno costante di distrazione.
Impegno, perché non è un caso.
Costante, cioè non sporadico, se si vuole organizzato.
Di distrazione, perché trae, poco alla volta e per piccoli passi, da un'altra parte.
Per i cambiamenti di superficie basta un'inserzione pubblicitaria, o una voce grossa, o un'idea ripetuta ossessivamente, o una convenienza pratica.
Per i cambiamenti veri, che segnano la storia di un'intera epoca, ci vuole ben altro.
Una serie di atti che mutano la direzione fino a farci trovare con la faccia che guarda da un'altra parte.
La scrittrice americana Flannery O'Connor, in un suo racconto " La schiena di Parker", parla di un uomo che era come un ragazzo cieco, girato con tanta delicatezza da non accorgersi che la sua destinazione era cambiata. Il cambiamento era stato positivo e lo aveva condotto a un moto di stupore per se stesso fino a fargli venire in mente che c'è qualcosa di straordinario nel fatto di esistere.
Ecco, facciamoci girare la testa verso il lato giusto.

mercoledì 22 dicembre 2021

Dedicato a Lei

 


La pace accompagnata dalla serenità arriva sempre da una fonte inesauribile. Un'acqua viva che sgorga limpida e purificatrice. Non conosco modalità diverse, non vedo alternative valide, facili surrogati, qualcosa che entra in te e rimane scacciando la solitudine. E poi la memoria è viva grazie agli sprazzi ripetuti di sofferenza. Solo così la morte si trasforma in una luce immensa. Amare significa aver piacere della presenza di un'altra persona. Una persona a cui raccontare le tue sensazioni, emozioni, commentare un passo del vangelo. Sono tutte cose che non puoi fare con altri, nemmeno i figli perché il rapporto non è paritario come quello marito-moglie. Tu sei il padre e non puoi esternare una tua tristezza e procurare un dolore. Io li accolgo sempre con il sorriso e le mie angosce non trovano uno sbocco relazionale. Il dolore è la mancanza di comunicazione, una parte del tuo essere vivo che è morta.
"Sia fatta la tua volontà" è il passo più importante per la vita di un cristiano. Significa che quello che mi accade è sempre per il mio bene perché io ho donato la mia vita al Signore. E' questo che mi fa stare bene anche se solo attraverso il dolore posso rendere viva mia moglie. In questi momenti di sofferenza sento che mi sta accanto. E' una realtà particolare, anche difficile da raccontare, perché solo chi la vive in prima persona può comprenderla. Spesso "da noi", (noi esseri umani), ci si aspetta sempre la cosa giusta. Devi fare questo, devi essere così, devi fare in quest'altro modo. La verità è che non dobbiamo niente a nessuno, se non a noi stessi e al rispetto di chi incarniamo veramente. A volte mi chiedo cosa sarebbe stato giusto dire in certe occasioni. Bisogna sempre dire la cosa giusta o farla, ma non è così! Nessuno è perfetto, solo Dio lo è. Allora accettiamo di essere mortali con i nostri difetti perché in realtà nell'amore incondizionato c'è un fatto, che chi ci ama non fa domande, chi ci ama condivide pur non capendo cosa ci passi per la testa!
La gente parla del dolore con una tale superficialità da fare impallidire, come se il dolore fosse come un segno con la matita che puoi cancellare con la gomma del tempo, ma non è così.











lunedì 20 dicembre 2021

Assumersi la responsabilità

 



La caratteristica di un Valore è un credere condiviso da tante persone. Mancando questo tipo di valore ognuno di noi ha valori personali e non condivisi dagli altri. Questa è la frammentazione che favorisce il nichilismo.
Qualcuno parte dal vecchio scartando il nuovo che è solo un "diverso", toglie il superfluo e aggiunge la parte costruttiva dell'etica. Sa che deve trasmettere tutto per evitare che scompaia.
Questo compito è riservato innanzitutto a genitori e scuola, ma forse tutti dobbiamo diventare educatori.
I valori dovrebbero valere in primis per gli adulti per essere trasmissibili in maniera adeguata e proficua. I figli si accorgono delle contraddizioni.
Per questo sono smarriti e trasgressivi perché non c'è trasgressione più grande della doppiezza, pure se inconsapevole.
Se una generazione non è in grado di educare e fornire dei valori a quella successiva, la società non può che degradare.
Non è giusto che i genitori non sempre sentano, che non sappiano come regolarsi. Allora, credo, che la necessità di tutti genitori sia quella di crescere, cambiare, mettersi a confronto con il mondo con "sincerità" ed esprimere sulla realtà che ci circonda un giudizio di valore.
E donarlo ai figli come quello che si ha di più prezioso, sapendo, credendo profondamente che starà poi a loro trovare la loro verità. Questo si fa e questo no. Ecco le piccole regole e i grandi valori snocciolati a parole.
Negli anni '80 non so se i valori siano crollati, o cambiati (sì, qualcosa si è perso..). Di sicuro è stato un periodo di benessere. I figli come me crescevano nella bambagia, ma con molte aspettative. Aspettative che nel corso degli anni hanno pesato e tolto certezze a quelli che sono appunto i genitori di oggi, che magari si sentono inadeguati alle prime difficoltà, nel loro percorso genitoriale. Purtroppo non basta, tutti i genitori amano i propri figli, ora come nelle generazioni passate, il problema è che sovente li amano di un amore malato. A sensazione, l'errore più grande dei genitori di oggi, mi sembra quello di non responsabilizzare i figli a sufficienza. Non significa buttare i figli fuori di casa, significa semplicemente non prendere le loro difese quando non lo meritano.
Poi è altrettanto vero che oggi la nostra società sembra aver perso dei valori.
Ma i buoni genitori, che sanno trasmettere i valori, esistono anche oggi, eccome.

sabato 18 dicembre 2021

Dare un senso al nichilismo



 

Il nichilismo non è una terapia astratta. E' la mancanza di senso del vivere che coinvolge tutti. Prende una persona, la intorbidisce, la ovatta. Occorre qualcosa che riesca a cacciarla dal nostro cuore, facendo tornare il desiderio di rimettersi in moto. Credo che tutto questo sia davvero giusto e importante. Che occorra un impegno culturale a tutti i livelli. Riscoprire studio e lettura e, con essi, i grandi principi dell'antichità. Mi riferisco soprattutto all' "alterum non laedere" e a l"unicuique suum tribuere". Ma anche i valori di solidarietà e correttezza umana dettate dalle morali cattoliche, laiche e socialiste. Oggi più che mai risollevare la "questione morale" è fondamentale. Giusto sottolineare che la nostra società attuale da una parte incoraggio l'uniformità, dall'altra faccia da motore per l'individualismo più sfrenato. Adesso tocca a noi: esaltare il concetto sano di individualismo, cioè ciò che noi individui possiamo portare di buono agli altri e alla società. Nel contempo contrasteremo anche l'uniformità a cui ci vogliono relegare. Lasciamo la nostra firma, in sostanza, sul mondo, la nostra impronta anzi. Non è facile, certo, tuttavia bisogna avere "quel" coraggio non per giudicare o condannare il soggetto dell'azione, ma l'azione. L'omologazione non può essere giustificata. Dobbiamo ragionare con la nostra testa, capire cosa e chi sbaglia. Anche da pulpiti eccezionali. E farci carico. Noi nel nostro piccolo, altri nel loro grande. Le nuove tecnologie sicuramente hanno portato enormi progressi ma anche tanti nuovi problemi che non possiamo sottovalutare. Alla base di ogni essere umano ci deve essere buon senso ma sempre più spesso i fatti e le circostanze dimostrano il contrario...speriamo in un divenire di speranza. Si vive commettendo errori: è impossibile non sbagliare, ma l'errore dovrebbe essere un'occasione di apprendimento che arricchisce il nostro bagaglio di esperienze. La verità è un concetto astratto che naturalmente quando viene declinata nella realtà, assume un valore relativo. Non esiste una verità, esistono molte verità. Solo convogliando le diversità in un'etica unica si potrebbe evitare la confusione  e dare un senso al nichilismo.  


mercoledì 15 dicembre 2021

Dove si nascondono i supercookies

 


Le informazioni sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lo erano secoli fa, inutile stupirsi che lo siano anche oggi.
Eric Schmidt, co-fondatore di Schmidt Futures e già CEO e Presidente di Google, commentava così i tanti timori sulla privacy nell'era del digitale a margine di una recente intervista. E, ovviamente, aveva ragione: per far soldi con la pubblicità sul world wide web non c'è nulla di più importante che sapere esattamente cosa piace alle oltre due miliardi di persone che lo frequentano.
I cosiddetti "supercookies" servono a questo: tracciare un profilo accurato delle attività online di milioni di utenti. E a differenza dei normali cookies, messi sotto accusa fin dal 1996 e facilmente cancellabili dai nostri pc, stavolta non è possibile né identificarli né disinstallarli. Non solo, secondo i ricercatori della Stanford University e di Berkeley, questa nuova genia di software spia sarebbe in grado di ricostruire le nostre peregrinazioni digitali anche se abbiamo impostato dal browser l'eliminazione automatica dei cookies. I dati poi vengono messi a confronto con una lista di mille e cinquecento siti per vedere se uno di questi è stato visitato o meno. Stando al Wall Street Journal, buona parte delle compagnie che hanno usato questa tecnologia non erano a conoscenza della sua reale funzione. Anzi, avrebbero perfino eliminato i supercookies dai loro siti appena contattati dai ricercatori di Stanford e Berkeley malgrado il loro uso non infranga alcuna legge americana.
Cose che capitano, verrebbe da dire, in un mondo dove la pubblicità online vale miliardi di dollari e dove tutte le maggiori compagnie che operano sul web stanno trovando metodi sempre più raffinati per personalizzare i propri servizi ritagliandoli su misura. Eli Pariser, nel suo libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You, pone una data di inizio a questa tendenza: il 4 dicembre del 2009. Quando Google comunicò sul suo blog che da quel momento in poi avrebbe usato ben 57 segnali diversi per capire chi erano i frequentatori del suo motore di ricerca. Dal luogo di accesso al tipo di browser usato, fino ai siti visitati. "Più Google saprà di voi, con il vostro permesso, più i suoi consigli e le sue indicazioni saranno puntuali", disse Eric Schmidt.
Ora però le ricerche che facciamo sul web o su Amazon vengono regolarmente filtrati e allo stesso tempo vanno ad aumentare ad ogni navigazione quel che queste compagnie sanno di noi.
"La nostra vita comincia ad essere tracciata, peccato che non ne abbiamo il minimo sentore", ha avvertito dalle pagine di Newsweek Jon Leibowitz, presidente della Federal Trade Commission.


lunedì 13 dicembre 2021

Lo studente annoiato

 




Se qualche insegnante invece di snocciolare date, conquiste e battaglie dell'impero romano pensasse a raccontare ai discenti come vivevano le donne e i maschi romani, come vestivano, i negozi, i giochi e l'uso del tempo libero, forse qualche ragazzo potrebbe confrontare due realtà diverse: quella di ieri e quella di oggi. Incuriosirsi e cominciare a leggere qualche pagina del libro di storia.
Solo la curiosità riesce a trovare la bellezza nei luoghi più nascosti.
L'insegnante, ruolo ormai surclassato da altri modelli, sicuramente è una delle figure fondamentali di ogni bambino/ragazzo.
Quella figura portante, con la quale tu condividi ore seduto dietro a un banchetto con la possibilità di seguire, ascoltare o fuggire e pensare ad altro con la mente.
Ho avuti molti docenti, ma alcuni di questi resteranno dentro di me per il modo di aver catturato la mia attenzione. Uno dei miei sogni sarebbe proprio questo: riuscire con tutto me stesso attrarre l'attenzione di un bambino/ragazzo e come la principessa Shahrazàd, tener desta la loro curiosità al punto di muoverli a cercar oltre.
Secondo me il problema della scuola oggi è che da un lato ci sono sistemi ammuffiti che non creano appunto interesse, ma dall'altro c'è chi cerca di ovviare con insegnamenti "alternativi" dimenticandosi di quelli di base. In parole povere è inutile insegnare ad usare un pc se prima non si insegna la grammatica italiana!
Lamentarsi è una forma insana di innalzare la pila di problemi.
I prof lamentano uno stipendio inadeguato alle responsabilità...che non osano quindi assumersi.
Non credo che un aumento di stipendio guarisca il loro assenteismo.
La fermezza costruttiva e il cuore spugnoso che elargisce sapere non appartiene loro...ma a chi appartiene ormai?! Che tristezza.
Bisogna risvegliare un interesse per la bellezza che sta dentro le cose che si insegnano.
Bisogna accendere il desiderio.
C'è in giro troppa rassegnazione, la cinica convinzione che non vale la pena impegnarsi, che è meglio adattarsi a fare gli impiegati della pubblica istruzione.


domenica 12 dicembre 2021

Sharon

 


                      Daniele dice:

La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021, escluso novembre con un post in più nel giorno del 24 del mese, dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.

                                            Femminicidio


Violentata e ammazzata di botte dal compagno della madre. Aveva solo 18 mesi la piccola Sharon, ma Gabriel Robert Marincat, operaio romeno di 25 anni, fidanzato di Silvia Barni, 24 anni, non ha avuto nessuna pietà. Silvia, barista in un locale di Cabiate, piccola cittadina comense, è uscita per andare al lavoro affidando Sharon, avuta da una precedente relazione, al suo nuovo compagno. I tre convivono sotto lo stesso tetto da qualche mese ma è la prima volta che Robert e Sharon restano da soli in casa. Durante la breve assenza, Silvia chiama il compagno per sincerarsi che la bimba stia bene. Lui la rassicura mostrandole le foto della piccina che, all'apparenza, sembra stia dormendo. Ma qualcosa non convince la giovane mamma, che chiede a sua madre di andare ad accertarsi delle condizioni della piccina. Marincat manda un'altra foto della bimba, in cui è sporca di vomito e si vedono lividi sul volto. Marincat parla di un «incidente domestico», la bambina sarebbe rimasta schiacciata dal peso di una stufetta elettrica che le sarebbe rovinata addosso. Trasportata in elisoccorso all'ospedale di Bergamo per un gravissimo trauma cranico, i medici non riescono a salvarle la vita: Sharon muore nel giro di poche ore. Ma la verità, raccapricciante, svelata dall'autopsia, è un'altra. Sharon è stata violentata e poi picchiata fino alla morte, come ha confessato il suo assassino: «Sì, ho abusato di lei e poi l'ho picchiata fino a ucciderla». Due ore di percosse e agonia oltre ogni immaginazione. A due settimane dalla tragedia, l'assassino è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina. Il legale di Marincat ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica sul suo assistito tossicodipendente. Ma perché l'ha uccisa? La procura sosterrà che il movente è la violenza sessuale. Ma una bambina di un anno e mezzo, pur volendo, non avrebbe potuto parlare».


Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online



La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Gabriel Robert Marincat, romeno di 26 anni, per l'omicidio della piccola Sharon Barni, di soli 18 mesi, figlia della compagna, uccisa a botte e seviziata l'11 gennaio scorso a Cabiate (Como), nell'appartamento della donna. La corte ha condannato l'imputato a risarcire il danno, fissando una provvisionale di 200 mila euro a favore della mamma della bambina e di 50 mila euro al padre. La pm Antonia Pavan nella sua requisitoria aveva chiesto l'ergastolo.


da Republica it


La serie di storie sul femminicidio, ideata da Daniele Verzetti e che ha visto la partecipazione di altri utenti, per me finisce con il racconto di questo episodio di straordinaria violenza.

Ringrazio Daniele Verzetti che mi ha permesso di vedere da vicino e con il cuore frantumato una realtà orrenda, trascurata dalle Istituzioni e dimenticata dai politici impegnati in qualche colossale pasticcio relativo all'elezione del Presidente della Repubblica


venerdì 10 dicembre 2021

Il Continente senza idee

 



Dice Giorgio Steiner: "Non sono anti-americano, anzi: ammiro molte cose degli Stati Uniti, dove vivono e lavorano i miei due figli. Ma bisogna sapere che il novanta per cento degli americani, parlando, usa 380 parole d' inglese, mentre nelle opere di Shakespeare ce ne sono 24.000. La lingua viene divorata dal minimalismo ossessivo dei codici elettronici, come dimostrano i messaggi sempre più compressi che si mandano i ragazzi sui cellulari». Il problema è che siamo un popolo di anoressici della lingua. La capacità di scrittura e anche di elaborazione del discorso compiuto sono in crisi. Le parole, le frasi, i periodi sono come degli sciancati.
Si scrive e si parla come si pensa.
Se si parla rachitico si pensa così, se si ha in bocca una lingua morta, anche il pensiero non è in buona salute. La povertà di linguaggio determina una sempre minore possibilità di colloquio sia con se stessi che, soprattutto, con gli altri. In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, emozioni e sensazioni. L’Europa, secondo me, aveva raggiunto il suo equilibrio fra i poli opposti del pragmatismo umanistico filosofico ateniese e la religiosità ostentata di Gerusalemme quando a governare era Roma che univa in sé tutto (pregi e difetti compresi) di queste due idee e così è stato anche dopo la caduta dell’Impero. Per esempio là dove c’era il Papa c’era anche Leonardo da Vinci e il trionfo della scienza. Secondo me tutto è venuto a cadere quando, dopo il Primo conflitto Mondiale, è caduto l’ultimo baluardo della nostra cultura ovvero Vienna che anche se si trovava nell’area mitteleuropea era però riuscita a incarnare lo stesso i due poli opposti della questione sollevata da Steiner. Con le dittature disumanizzanti di Destra e Sinistra e il successivo asservimento ideologico all’America (un paese troppo giovane per avere una Storia) siamo diventati il continente senza idee.
Io parlo per me ma ritengo che problemi come il non leggere, il decadentismo intellettuale e l’ignoranza che spinge a fermarsi alla superficie siano un segno di questo problema.
Ciò che sta succedendo oggi in Europa era stato predetto, esattamente 100 anni fa, da Splenger con il suo "Tramonto dell'occidente". I valori massimi che abbiamo assimilato e che portiamo avanti non permettono crescita etica, morale e intellettuale.

giovedì 9 dicembre 2021

Il pericolo di chi non crede in niente

 


"Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.”
Michael Ende fa pronunciare queste parole ad uno dei personaggi della Storia Infinita, Gmork il servo del Nulla.
Cosa fa da sempre chi vuole esercitare il potere?
Cerca di annullare tutti quelli che vuole controllare con tanti mezzi: il terrore, un’ideologia, il rimbambimento mediatico, la mancanza di idee, la violenza verbale e sociale, la perdita di punti di riferimento superiori.
Sono poche quelle persone “divergenti” che conservano nonostante tutto la capacità di pensare con la propria testa e di opporsi a questi meccanismi perversi.
Ho avuto occasione di vedere Nerve e lo trovo esempio appropriato  di come (in questo caso con i social) poche persone cercano di sottomettere e controllarne tante altre.
Tante persone che frequentano Facebook o altri social fanno questo, chi più subdolamente e chi invece in modo diretto e violento.
Ma questo non è potere.
Io sono convinto che il vero potere è essere consapevoli di se stessi e conservare la propria dignità e la libertà di scegliere sempre fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato seguendo ciò che la nostra coscienza ci dice di fare e non seguire falsi profeti.
E' complicato analizzare la complessità epistemologica, ontologica e sociologica dei termini "normale" e "patologico" e della psichiatria tout court come dispositivo teorico e istituzionale.
Mentre la "malattia mentale" è davvero indefinibile, la sua definizione è, tuttavia, critica per comprendere alcuni aspetti della divisione sociale nella modernità borghese e capitalista.


mercoledì 8 dicembre 2021

da Sapere

 



Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla "Ineffabilis Deus" che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernardette presentandosi come «l’Immacolata Concezione» Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla Ineffabilis Deus. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

CHE COSA VUOL DIRE IMMACOLATA CONCEZIONE?

Vuol dire che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

PERCHÉ LA VERGINE MARIA È STATA CONCEPITA IMMACOLATAMENTE?

La risposta sta nel fatto che la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire il Verbo incarnato e quindi portare con sé, nel Suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana. Il catechismo afferma che Gesù Cristo è vero Dio ma anche vero uomo, nell’unico soggetto che è divino. Si tratta dell’unione ipostatica. Ebbene, non si può pensare che Dio, somma perfezione e somma purezza, possa aver ricevuto la natura umana da una creatura toccata –anche se brevemente – dal peccato e, quindi, in quanto tale, soggetta in qualche modo all’azione del Maligno.

IN CHE PARTE DEL VANGELO SI PUÒ FACILMENTE DEDURRE CHE LA VERGINE MARIA E' IMMUNE DAL PECCATO ORIGINALE:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te»



da Famiglia cristiana.

domenica 5 dicembre 2021

Qualcosa di magico

 


Le cose si manifestano inaspettate. E sono al di là quello che appaiono.

Io non credo che quello che vediamo sia tutto.

L’autobus era affollato. Non c’era posto a sedere per tutti. Qualcuno spingeva, 

qualcuno si appoggiava, altri si aggrappavano.

C’era un ragazzo che poteva essere mio figlio qualche anno fa. Io l’ho sentito 

come fosse mio figlio.

Si lamentava con una tristezza sconsolata della voce.

Come se nessuno lo potesse ascoltare.

Il suo lamento era una canzone. Gli ho teso la mano per sostenerlo.

A quel gesto, c’è stato un movimento fra i passeggeri.

Un varco inaspettato si è aperto , ed è emerso , lì fra i tanti , un posto libero che 

nessuno aveva mai visto prima di allora .

Il ragazzo si è seduto, con un sorriso per me.

Credevo che non l’avrei più rivisto.

Ma un giorno, sul molo di Pescara, ho visto lo stesso ragazzo che ripeteva il gesto 

di tendere la mano.

A qualcuno , un ragazzo come lui che stava vacillando, col rischio di cadere, in 

acqua.

Gli ha teso la mano, come avevo fatto io .

L’altro ragazzo ha avuto un attimo di impercettibile sbandamento, poi è ritornato i 

piedi .

E gli ha sorriso.

Quel gesto, quel sorriso sono passati di mano in mano, di vita in vita.

Quello che mi sta accadendo mi ha dato di più di quello

che mi ha tolto.

Ho conosciuto il significato vero della sofferenza e anche

del sacrificio.

Ma la cosa più grande è questa speranza che cammina insieme a noi.


venerdì 3 dicembre 2021

Il potere aumenta il narcisismo

 


L'uomo cambia per il potere, o è il potere che cambia l'uomo: il risultato è lo stesso comunque. L'uomo per sua natura non è infallibile, quindi sbaglia anche chi ha il potere. Il problema è - qui ci sta il concetto di delirio di onnipotenza - che chi è al potere non ha l'umiltà di riconoscere l'errore e di cercare di porvi rimedio. Il potere finisce quasi sempre a causare degli effetti negativi sugli uomini. La libertà totale sfocia nell'anarchia e nella guerra l'uno contro l'altro. Il potere limita la libertà, direi per principio. Lo stato crea dunque leggi, ma anche consuetudini, regole sociali. E' inevitabile che cerchi di uniformare le persone, perché ovviamente è più facile governare e mantenere il potere. La situazione non è però irrimediabile. Possiamo svincolarci da questo tentativo di uniformarci, pur rispettando le leggi. Ma interessa svincolarci da questo? Per me no :) Forse perché le troppe comodità e tecnologie ci hanno reso così tanto pigri? Per conoscere una realtà devi viverla. E' facile fare vittimismo quando sei incudine, mentre è complicatissimo non essere martello quando lo strumento è nelle tue mani. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese. Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine. Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini. Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale. E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata. I giochi di potere sono all'ordine del giorno, e non solo per quanto riguarda le investiture in campo politico/lavorativo ma anche nei piccoli nuclei familiari e relazionali. In realtà il potere come qualità in sé, innata o 'guadagnata' operosamente e onestamente, non esiste: è sempre sorretto dalla condiscendenza e dal favoritismo della massa, che ne è manipolata. Per fare un esempio: ultimamente mi sono informato sul Narcisismo.  In psicologia ci sono dei personaggi, detti 'enablers', senza i quali i Narcisi non riuscirebbero ad esercitare alcun potere sulle loro vittime. Gli enablers in genere sono dei co-dipendenti che necessitano della malattia del Narciso per rivestire il ruolo di 'salvatori', di 'giusti', di 'belli e bravi', di 'sani', e dunque ci tengono a fomentarla. Personalmente tendo a ragionare con la mia testa e a prendere le persone singolarmente, relazionandomi a loro solo in base al modo in cui si relazionano con me. Non mi faccio più fregare dai pettegolezzi/voci di corridoio o dalle manipolazioni, e nemmeno un parere soggettivo a una vicenda esterna mi condiziona, perché alla fine, "ognuno sta solo sul cuor della terra" coi fantasmi della sua mente, e non possiamo sapere cosa ha passato, cosa gli è mancato e perché si è trovato in quella specifica situazione.




giovedì 2 dicembre 2021

Gli orfanatrofi rumeni di Ceaușescu

 


La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri.
C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... ma è poi così?
Io credo che prima dobbiamo amare noi stessi, e una volta ottenuta la consapevolezza che noi esistiamo perché meritiamo di esistere e che valiamo a prescindere dal resto del mondo, allora possiamo dare il nostro amore sicuri che in qualche modo (anche inatteso) esso tornerà di nuovo a noi.
La mancanza d'amore porta alla morte interiore e dell'anima della persona che agli occhi degli altri è trasparente come il vetro. L'isolamento, l'indifferenza verso il prossimo sono la piaga della nostra società, si ama e si è riamati solo se c'è una contropartita, non siamo più capaci di amare senza secondi fini, non siamo più capaci di accogliere l'altro senza egoismo, non siamo più capaci di dare e di darci senza aspettarci nulla in cambio.
L’amore è un "alimento" indispensabile da quando siamo nella pancia della mamma fino all’ultimo nostro respiro.
Più non ricevi amore, più non sai darne.
E' stato dimostrato che il cervello è molto plastico fino ai 2 anni. E' nei primi due anni della nostra vita che si struttura la nostra personalità. I bambini negli orfanatrofi rumeni sotto Chauchesku che vivevano rinchiusi in gabbiette senza alcun contatto umano sin dalla nascita sviluppavano, nel tempo, ritardi nello sviluppo, malattie. Dopo i due anni, avrebbero riportato problemi nell'apprendimento o difficoltà a interpretare la realtà fino all'età adulta. Quindi l'amore è anche direttamente correlato alla c.d. "intelligenza".
Non si muore per mancanza di amore, ma per mancanza di amore si passa una vita insignificante, vuota e piena di inutile e sterile dolore.

martedì 30 novembre 2021

Modalità del pensiero

 


                                                        

Tutto il dolore passa attraverso la percezione che si ha di esso e quindi passa attraverso la "mente". Ci sono persone ammalate terminali che vivevano come se "nulla fosse", sempre colme di vita, di speranza, di accettazione, nonostante tutto; altre persone sanissime fisicamente ma turbate nella mente da angosce, panico, ansie, che vivevano ingabbiate in queste loro paure che toglievano persino la voglia di vivere. Il dolore più grande, secondo me, è non trovare più un senso da dare alla vita, finché rimane quello sebbene ammalati si è vivi, al contrario sebbene vivi si è morti. Il dolore, per la cultura greca, ma diciamo pure per le culture politeistiche, sta là; come le montagne, i fiori, il mare, la pianura. Il dolore sta là e capita di incontrarlo. La tragedia esistenziale greca non consiste nella ricerca di senso del dolore: i greci, ben noti cultori del limite, non si chiedevano che senso avesse il Peloponneso non meno che il meltemi agostano (tipico vento di agosto): si “limitavano” a prenderne atto. Il dolore si limitavano a incontrarlo (ed a superarlo, magari). La tragedia greca non sta nella mancanza di senso, sta nel rapporto potenzialità dell’uomo e limite alle stesse, limite, per altro, ignoto, la cui scoperta spesso ne indica pure il suo oltre passamento (con conseguenze che sappiamo). Dunque, i Greci non avevano necessità di dare senso al dolore: il loro problema esistenziale consisteva nel tenere in equilibrio Gaia e Nemesi. Gaia, rappresenta la madre terra, e Nemesi la potenza divina. Il dolore, per la cultura greca, ma diciamo pure per le culture politeistiche, sta là; come le montagne, i fiori, il mare, la pianura. Il dolore sta là e capita di incontrarlo. Esistano tante di tipologie di dolore. Bisogna stare all'erta, per non farsi trovare impreparati "perché quel ramo morente, tornerà un giorno, conficcato nel tuo petto, chiedendo se ora lo riconosci" C'è sempre un conto da pagare, alla fine. I dolori dell'animo soggettivi sono da rispettare come quelli oggettivi perché ogni persona ha una propria sensibilità. E ognuno di noi ha la propria storia e le proprie ferite dell'animo. C'è un subdolo dolore esistenziale che rinchiude un uomo dentro una gabbia e riguarda il distacco da quello che offre la vita. Una rottura insanabile con l'ordine delle cose, con il mondo che non riesce a dare quello che inconsciamente l'uomo cerca. Alcuni dolori li portiamo con noi per sempre, nascosti dentro delle piaghe che non mostreremo più a nessuno. È normale, si impara a convincerci e ad azzittirli...come quando perdiamo una persona che amiamo e però bisogna andare avanti. Poi ci sono dolori vari ed eventuali, che ci colpiscono come un ago appuntito ,poi la ferita si rimargina piano, piano. Io credo che il dolore, sia fisico che psicologico, non sia né qualcosa da sottovalutare né qualcosa a cui dare eccessiva importanza. Fa parte di noi, certamente, a volte per cause naturali a volte per cause esterne: imparare a gestirlo, accettarlo e anche superarlo è uno dei nostri doveri perché se non facciamo così non possiamo imparare ad apprezzare la vita. Infatti, se ci fai caso, senza dolore non c'è gioia.

lunedì 29 novembre 2021

La falsa filantropia



 

Alcuni ricchissimi americani, Bill Gates e Warren Buffett in testa, vogliono convincere gli altri ricchi a donare il 50% della loro ricchezza per opere di beneficenza. Addirittura Buffett ha dichiarato che destinerà ad opere filantropiche il 99% del suo patrimonio; costui dichiara di "non rinunciare a niente di cui abbia realmente bisogno". Aggiunge che il suo stile di vita resterà invariato e che i suoi figli hanno già ricevuto "somme significative ed altre ne riceveranno in futuro". In pratica, dichiarano, essi cercano di restituire una dimensione etica al capitalismo americano.
Sono incredibili gli americani. Come facciano a vivere in una lacerante contraddizione che, da un lato, li vede disposti alla filantropia e, dall'altro, li vede opporsi alla solidarietà, lo sa solo quella testa di plastica che hanno. Come si può conciliare l'impegno filantropico a donare il 99% del patrimonio e non comprendere che è altrettanto necessario un impegno solidale come la sanità pubblica? Sono dei fenomeni! Hanno la capacità di non vedere la contraddizione violenta che esiste fra slancio filantropico e negazione della solidarietà. Ma che società contorta! La beneficenza si fa nel silenzio. Evidentemente le dichiarazioni servono per spettacolarizzare la loro vera o presunta magnanimità, mentre obiettivamente, vivendo nel lusso più sfrenato, non conoscono i reali bisogni di chi è meno fortunato.



Mc 12,38-44


In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


sabato 27 novembre 2021

Una identità esplicita

 


Lev Nikolàevič Tolstòj scriveva di Katjusha: pregava, chiedeva a Dio di aiutarlo, di dimorare in lui e di purificarlo, ma in realtà ciò che chiedeva si era già compiuto. Dio, che viveva in lui, si era destato nella sua coscienza. Lo sentì in sè, e per questo sentì non solo libertà, coraggio e gioia di vivere, ma sentì tutta la potenza del bene. Si leggono molti pensieri “pasticciati” e regolati a seconda di chi deve leggere. Per non fare figuracce , per non inimicarsi qualcuno, per dimostrarsi eruditi e autoreferenziali, oppure in altri casi avere una personalità schizofrenica , sfogando le proprie ire o gelosie, con improperi vari , poi…in altri luoghi come per magia tirare fuori dal cappello, alti ideali, giudizi a destra e a manca, a chi la pensa diversamente. Io credo che ad essere se stessi, ascoltare la propria coscienza ed essere coerenti con il proprio vivere, anche se può sembrare modesto, scontato e non dà fuochi d’artificio, sia una cosa incomparabile. Perché il tuo modo di essere è sempre uguale, sei te stesso ovunque.  Siamo in tanti su questo nostro Mondo! Tanti e altrettante sono le personalità di ciascuno. Mi piace sorridere a chi ha piacere d'incontrare il mio sorriso....altrimenti, saluto e proseguo. Anche la voce cambia tonalità quando, al telefono, voglio che si sappia che sono in buona salute. Questo specialmente con le persone che soffrirebbero se mi sapessero acciaccato! Certamente in una lunga conversazione la mia personalità risulta come sono veramente, come nello scrivere......Ieri, mentre imboccavo una bambina ,provvisoriamente assistita da me, una persona mi ha chiesto: "Tu sei cattolico, vero?" "Sì,  perché?" "Perché si vede!" Anche io sono dell'idea che qua dentro ci sia più di un rapporto virtuale... anche perché qua, si fanno incontri dove può una certa affinità, oppure  un'antipatia incredibile. Io nel blog sono come nel mondo reale ed è ovvio che il rapportarsi cambia... non perdendo comunque la propria individualità. Una cosa forse di diverso c'è. .. dal vero son più diretto. Dietro una tastiera non si capiscono i toni e allora mi dilungo in modo da non essere frainteso, faccia a faccia vado dritto al sodo perché c'è la mimica e le espressioni che aiutano e comunque sono sempre e solo io!

mercoledì 24 novembre 2021

Lucrezia





 

                                               Daniele dice:


La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021, escluso novembre con un post in più nel giorno del 24 del mese, dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.


                                                Femminicidio



Lucrezia partecipava ad attività di volontariato, dal gruppo comunale della Protezione Civile alle attività in parrocchia. La sua famiglia, molto benvoluta in paese, era molto attiva nella vita di comunità. Così, quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, in molti si sono dati da fare sui social per diffondere elementi utili al suo ritrovamento. Lucrezia era però già morta. A ucciderla è stato il fratello Giovanni Francesco, 22 anni, diplomato all'istituto tecnico industriale e con esperienze all'estero. Voleva, così ha riferito agli investigatori, «"liberare" i genitori dal peso delle richieste di somme di denaro avanzate da Lucrezia per ristrutturare una abitazione in cui sarebbe dovuta andare a vivere con il fidanzato». Approfittando quindi dell'assenza dei genitori, il giovane, dopo essersi appostato tra la camera di Lucrezia e il bagno, le ha sferrato tre fendenti con un coltello da caccia che l'hanno uccisa sul colpo. In seguito l'assassino ha avvolto il corpo della sorella in un lenzuolo bianco e in teli di plastica e, dopo aver trascinato il cadavere per le scale dei tre piani della villetta sino al garage, l'ha caricato sul sedile posteriore della sua Fiat Panda per poi nasconderlo sotto due vecchi materassi nella zona di campagna dove è stato ritrovato. I rilievi effettuati dalla sezione investigazioni scientifiche mediante il luminol all'interno dell'abitazione familiare e sull'auto hanno confermato tutto. Sotto un mobile del garage è stato trovato il coltello da caccia. Giovanni Francesco è accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.




Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online





lunedì 22 novembre 2021

L'azione finale

 



Credo che il suicidio sia una questione economico-culturale.
Con l'evoluzione economica sia ha più tempo per pensare, per perdersi nel pensiero inutile.
E gli esperti sono ormai tutti concordi che l'eccessivo allontanamento dalla vita presente e concreta per rifugiarsi in un mondo di pensiero sia la principale causa della depressione e quindi del suicidio.
L'uomo finalmente libero dalle urgenza della sopravvivenza può abbandonarsi sui rimpianti del passato e le angosce del futuro. Ho letto da qualche parte che l'uomo delle caverne, concentrato al 100% sulla sopravvivenza quotidiana, seguiva libero le sue pulsioni primordiali, senza freni inibitori, né scrupoli morali.
Pare che non ci si suicidasse molto a quei tempi.
Poi con i primi progressi materiali, l'uomo poté concedersi il lusso di erigersi un totem, cioè il super-io, con tutto il suo corredo di angherie.


                                 Ogni uomo deve capire che tutto
                                 può sparire molto in fretta:
                                il gatto, la donna, il lavoro,
                                la ruota davanti,
                               il letto, le pareti,
                              la stanza;
                              tutte le nostre necessità,
                              amore compreso,
                             poggiano su fondamenta di sabbia.
           
                                             (Charles Bukowski)


Su tutto sembra prevalere l'immagine tragica dell'ultimo uomo che insieme alla sua donna osserva declinare il sole per l'ultimo tramonto della storia, così come la fissa Giosuè Carducci in una sua poesia "Su Monte Mario".
Il punto di arrivo dell’uomo d’oggi è il cinismo appassionato della cultura laica che fa considerare il mondo come un grande gioco, talvolta tragico, sempre venato di un sorriso amaro.
I mezzi di comunicazioni riportano solo i fatti delittuosi, la barbarie del maschilismo, stupri, pedofilia. L'uomo è sicuro che si può vivere senza Valori.
Il suicidio secondo me ha spesso, ma non sempre, alla base un disagio mentale. Affrontare situazioni problematiche per il loro futuro, perché chi fa questa scelta, non vede Nulla nel suo futuro, tanto, che molto spesso prima di suicidarsi tolgono la vita a chi è loro più prossimo, persone, anche se in modo anomalo, amano.
Sarebbe opportuno un’attenta lettura, di chi fa parte della nostra famiglia, di amici, di coloro che frequentiamo a diversi titoli, di conoscenti, a ravvisare dei segnali inconfondibili che lanciano.
Cercare di entrare nella loro testa ma soprattutto nel cuore, per capire, ed eventualmente aiutare, prima che sia troppo tardi.
In questi tempi, sono tante le motivazioni che possono destabilizzare, non possiamo fare discorsi saggi e poi lasciarli in balìa di loro stessi. In quei momenti hanno bisogno di un atteggiamento che li faccia sentire importanti, poi arriva tutto il resto.




giovedì 18 novembre 2021

L'eclissi dell'amore



Io penso che nel mondo di oggi l'uomo un po' alla volta finisca per nascondersi all'altro e anche negli gli affetti più intimi si presenta sempre con una maschera. C'è qualcosa che blocca l'essere umano, come una diffidenza che ti porta a eclissarti per sfuggire a una valutazione che l'altro può fare. Sarà che questo tipo di società ingabbiata dal cinismo del capitalismo è caratterizzata dalla competizione che ti obbliga a restare sulla difensiva. Per questo gli amori nascono con la scadenza, cioè sono a tempo, per questo la famiglia spaventa e nella coppia si indebolisce il desiderio di avere un figlio.
Il mio scrivere, in fondo mi sembra una ribellione al non vero che caratterizza il nostro vivere.
Non riusciamo ad essere noi stessi. L'ho percepito in modo molto nitido ieri sera con un film del 1955 preso da Sky, la Rosa tatuata con Anna Magnani, un fenomeno dell'arte della recitazione. L'amore verso il marito lo urla e quando viene a sapere che aveva frequentato un'altra donna rifiuta di crederci, quasi impazzisce. Anche la figlia che si innamora di un marinaio mostra quasi sfacciatamente la bellezza di questo sentimento che è visto come se fosse immortale. Ma tutto il film è limpido, direi infantile, privo dei meccanismi contorti che sciupano l'amore di oggi.
Assomigliamo sempre di più agli americani. Per esempio Sky propone film consigliati agli spettatori con almeno 12 anni. Quindi, tranquillamente leggi il titolo e trovi "L'ultimo tango a Parigi". La società dei consumi vuole il coinvolgimento degli adolescenti nella spirale del sesso. Infatti le ragazzine appena uscite dal menarca hanno i primi rapporti sessuali. Il disegno è offrire in un unico pacchetto amore e sesso come se fossero la stessa cosa. Il secondo passaggio è gettare nel cestino dell'immondizia l'amore. Non è che ci si innamora della persona sbagliata, il fatto è che non è amore, non esiste, quindi, l'assunzione di responsabilità e l'unione dura pochissimo. Anche quando è amore lo riducono fine a se stesso e la coppia non si sposa, non desidera figli e il Potere si sbarazza dell'ingombro che prima si chiamava "famiglia".
Se non sei così ti emarginano, allora metti la maschera che poi diventa il tuo vero volto.


martedì 16 novembre 2021

La fedeltà è una vocazione





Se non si ha la piena stima sulla persona che ti vive accanto è meglio restare soli. Tutto questo parte dal concetto dell'amore straordinario che dura anche dopo la vita. Senza sacrificio non ci può essere verità in un rapporto d’amore, perché vuol dire che l'altro non è valorizzato secondo la sua natura. E’ invece affermato per il tuo gusto, per il tuo istinto. Affermare una presenza è amore, afferrarla vuol dire piegarla a te, renderla schiava. Il sacrificio non è il non andare con un'altra donna, il sacrificio è respingere tutte le negatività che sono dentro di te.
La fedeltà è solo la conseguenza dell'affermazione dell'altro, dell'amore verso l'altro.
Il sacrificio non è sospendere la volontà di qualche cosa, ma arrestare la volontà che non è secondo la natura di un rapporto. Il sacrificio è andare contro la menzogna, fare la cosa in modo vero, leale, sincero, giusto.
Per fare il vero, occorre il sacrificio: devi strapparti alla menzogna.
La fedeltà è una promessa spontanea, leale e impegnativa verso un'unione frutto di una libera scelta.
E' la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita a un essere umano. Bisogna superare lo scetticismo della società. Un’esperienza che la mentalità comune disistima e talvolta censura. Si ritiene che l’amore debba cessare e quindi la separazione tra gli sposi finisca per diventare inevitabile. E’ un modo per sfuggire ad una realtà che può essere fatta anche di sacrifici e rinunce. L’amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona. Richiamo del corpo e dell’istinto, forza dell’affettività, aspirazione dello spirito e della volontà. La fedeltà coniugale è un’esperienza ragionevole e piena di fascino. Dà un senso compiuto alla tua vita. Potrei anche affermare che è una vocazione.
Molte persone considerano l'innamoramento come fosse amore. La differenza tra i due sentimenti è però sostanziale, sia in ciò che si prova, sia in ciò che muove i due partner. Infatti, quando si è innamorati si tende a vedere l'altro come presumibilmente non è. Non sempre, ma spesso l'innamoramento crea una maschera per l'altra persona, un'idea che si espande nella mente che non rispecchia la realtà. Quando si ama un'altra persona, invece, si ha in mente il bene di questa e non si mette se stessi e il proprio sentimento davanti a tutto. Io penso che nel mondo di oggi l'uomo un po' alla volta finisce per nascondersi all'altro e anche con gli affetti più intimi si presenta sempre con una maschera. C'è qualcosa che blocca l'essere umano, come una diffidenza che ti porta a eclissarti per sfuggire a una valutazione che l'altro può fare. Sarà che questo tipo di società caratterizzata dalla competizione che ti obbliga a restare sulla difensiva. Per questo gli amori nascono con la scadenza, cioè sono a tempo, per questo la famiglia spaventa e nella coppia non c'è nemmeno il desiderio di avere un figlio. Quando si incontra una persona importante per la propria vita, c'è sempre un primo momento che ci fa percepire un presentimento che qualcosa in noi è messo alle strette dall'evidenza di un riconoscimento ineludibile: "Ecco, è lui, ecco, è lei". Ma solo lo spazio dato dal ripetersi di questo avvenimento carica l'impressione di peso esistenziale. Cioè, solo la convivenza lo fa entrare sempre più radicalmente e profondamente in noi, fino a che, ad un certo punto è assoluto. Ma non basta.
La conoscenza sarà una persuasione che avverrà lentamente e nessun passo successivo smentirà i precedenti. Dalla convivenza (nel senso di conoscenza) deriverà una conferma di quella eccezionalità dell'evento accaduto., Si sperimenta ciò non come una vaga eventualità, ma nella sua evidenza stringente. Abbiamo bisogno subito di capire che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti, cui occorre dare uno spazio e un tempo perché avvengano. L'uomo di oggi ha fretta o inganna se stesso.
Per questo l'amore diventa solo un gioco che prima o poi finisce per annoiarci. Penso che dall'innamoramento all'amore non esista un passaggio automatico, un automatismo. L'amore è la gioia di stare con una persona. Ci sarà una componente misteriosa, ma la felicità che ti dà una presenza non può essere casuale. Concordo sul fatto che al giorno d'oggi lo sviluppo dell'amore sia impossibile a causa di un convulso modo di vivere. Mi diceva un mio caro amico prete-teologo:
" Per caso ci si incontra e può nascere l'amore, ma poi l'amore non vive o si sviluppa per caso".


 

domenica 14 novembre 2021

La danza dei valori




 


Considero valore ogni forma di vita, la neve,

la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale,

l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto,

un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo,

la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare.    


(     Erri De Luca     )     


venerdì 12 novembre 2021

Platone: si impara per imitazione

 


Si impara di più dal linguaggio, dall'esperienza, dalla cultura, oppure dal sogno?
Io penso che si possa e si debba rimanere se stessi, e quindi magari anche essere fuori dal coro, e riuscire ugualmente a far emergere ciò che di bello e originale c’è in ciascuno, anche se in apparenza si muove nel gregge. In realtà siamo governati dalla dittatura del singolo pensiero, in assenza di intelligenza emotiva multifocale, la stessa ripetizione di un modo di pensare ci rende sonnambuli. Penso che ci sia un effetto collaterale su Internet, esattamente la ripetizione del collegato senza ulteriori analisi elimina l'effetto cognitivo per l'evoluzione del pensiero. Tutti intruppati nei soliti giri, incapaci di autonomia consapevole, schiavi di chi dirige danze e traffico. Ma c'è chi è fuori dal coro, chi lancia l'esempio, chi tiene blog non allineati, chi riesce addirittura a dare un senso a Facebook.. non disperiamo, semmai, invece, impegniamoci affinché le distanze si riducano, anziché rinchiuderci nelle nostre torri d'avorio. Le parole di solito sono evocatrici di significati che rimandano ad esperienze comuni e condivise: Questo è il valore del linguaggio. Se dico: sedia, se dico: dolore e così via tu capisci. Probabilmente capisci qualcosa di approssimativo che rimanda alla tua esperienza e non alla mia, ma ci sono cose che appartengono universalmente alla esperienza umana. Ciascuno di noi pensa a molte cose al di fuori dei propri interessi culturali e professionali perché siamo umani. La stupidità e la pigrizia invece non hanno patria nella mente: chi non vuole pensare lascia che altri lo facciano per lui a proprio rischio e pericolo. Conformarsi non è solo il nostro limite, ma anche la nostra risorsa: la quasi totalità di quello che sappiamo lo abbiamo appreso per imitazione a cominciare dalla lingua che parliamo. Dobbiamo imparare la tolleranza e la pazienza. Le cose che ci disgustano a volte sono le stesse che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi. Dobbiamo imparare l'umiltà senza la quale non riusciamo ad amare le altre persone, troppo presi come siamo a volercene sentire superiori... ma qualche volta un po' di malizia sbarazzina o un puntino piccolo piccolo sulla i di passaggio, ammetto che possono liberare una bella sensazione ed un po' di spensieratezza puerile.
La conclusione non arriva tramite le parole ma con trasmissione diretta dovuta a osservazione ed esperienza. 


giovedì 11 novembre 2021

Elena


 



                                      Daniele scrive: 

 



La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.



                                        Femminicidio




La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.


Elena, mamma di una ragazza di 17, operaia all'Iveco in città, è stata uccisa a martellate dall'ex compagno Ezio Galesi, 59 anni, che ha confessato il femminicidio. I due si sono incrociati in un negozio nel tardo pomeriggio. Dopodiché Galesi ha aspettato Elena fuori casa, le ha bloccato ogni via di fuga parcheggiando la sua auto dietro a quella dell'ex compagna. Ha infranto il finestrino, trascinato a forza Elena fuori dalla macchina e poi l'ha colpita, stando agli esiti dell'autopsia, con almeno 16 martellate che le hanno sfondato la teca cranica. Uno dei testimoni del delitto è stato tra i primi a intervenire: «Elena era a terra, Galesi era davanti a lei, fermo, la guardava. Mi ha detto: ho fatto quello che dovevo fare». Elena aveva lasciato Galesi un anno fa e aveva trovato un nuovo compagno. Ma l'ex, già separato e con due figli adulti, la stalkerizzava da mesi. «Mi sentivo preso in giro da lei», ha detto subito dopo l'arresto, facendo riferimento a un credito di mille euro che a suo dire Elena gli doveva per alcuni lavori di giardinaggio da lui effettuati. Il conto, in parte, era già stato saldato, ma Galesi voleva l'intera somma e per sollecitare la ex aveva usato le maniere forti. Prima la scritta sul muro vicino a casa, «Goditela mille euro», e poi «a gennaio le ho bucato le gomme dell'auto». Elena non aveva però mai denunciato Galesi. Pochi minuti dopo la tragedia, sono arrivati in strada anche l'ex marito di Elena e la figlia 17enne. Hanno visto tutto. «Elena era a terra, lui era lì accanto, fermo immobile, fumava una sigaretta. Ho capito che era successo qualcosa di grave, ho pensato solo a portare via mia figlia» ha raccontato l'ex marito di Elena. I colleghi di lavoro all'Iveco di Brescia hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la giovane rimasta orfana della madre.


Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online

lunedì 8 novembre 2021

Rinfrescare la stanza dell'anima

 


Diceva Luigi Giussani: "In una società come la nostra non si può creare qualcosa di nuovo se non con la vita: non c’è struttura né organizzazione o iniziative che tengano. E’ solo una vita diversa e nuova che può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto". Viviamo in un mondo, in una società che esalta l’autonomia dell’uomo. Se da un lato quest’autonomia è fortemente minacciata dalla negazione dei diritti dell’uomo, dall’altro si esprime come forte domanda sulla soggettività e di rispetto dell’uomo visto nella sua globalità. Non è più sentita la responsabilità individuale, perché ci si appoggia quella collettiva. L’uomo di fatto ha perso la percezione del peccato. E’ indispensabile imparare a convivere con gli altri, essere solidali, assumersi responsabilità comuni per realizzare un progetto umano. Dare il giusto valore a sentimenti che dentro di noi proviamo, i sentimenti sbagliati, che ci inducono ad azioni sbagliate: noia, prepotenza, indifferenza, gelosia, invidia, odio, maldicenza, orgoglio, presunzione. Scoprire dentro di noi la nostra “nudità” e aver voglia di rivestirci di sentimenti buoni e accoglierli con umiltà. Madre Teresa di Calcutta racconta di quando era una giovane suora e s'imbatté in un povero moribondo abbandonato in mezzo alla strada. Lo accolse in casa sua, lo medicò, si prese cura di lui (Pare la parabola del buon Samaritano...ma è storia dei nostri giorni). Poco dopo l'uomo morì, ma prima di morire pronunciò queste parole: "Ho vissuto tutta la vita come un cane e muoio come un re". Cosa aveva visto quell'uomo negli occhi della Santa? Ciò che io non cerco negli occhi del mio prossimo. La vita è anche una splendida lunga confessione! Due giorni fa ho pulito, ho rinfrescato la stanza della mia anima. L'anima mia si è fatta ampia e lucente.


sabato 6 novembre 2021

Riflessione malinconica



 

Tra cristianesimo e marxismo c'è una profonda e sotterranea parentela che non consiste tanto nella pretesa di educare l'umanità, quanto in una concezione del tempo, non più cadenzato sui cicli della natura, come lo era per i Greci, ma sui processi della storia carichi di promesse salvifiche, utopiche e rivoluzionarie. Se non si comprende questo, si rimane, come i più rimangono, in quella visione superficiale che contrappone il cristianesimo al marxismo sulla base dell'affermazione o della negazione dell'esistenza di Dio, che marca la differenza e nasconde quella sotterranea visione del mondo che li accomuna. A differenza dei Greci, per i quali il tempo, in quanto eterna ripetizione dei cicli della natura, non ospitava alcun senso, per la tradizione giudaico-cristiana, il tempo è fornito di "senso" dove «alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato». E quando il tempo è fornito di un senso, nasce la "storia", dimensione del tutto assente nel mondo greco, dove gli "storici" Erodoto, Tucidide, si limitano a narrare le vicende di cui furono testimoni. Del resto la parola "hìstor". in greco, significa "testimone". Una volta tradotto in storia, gli eventi che accadono nel tempo sono sottratti alla loro insignificanza e proiettati verso una finalità: che per il cristianesimo è la salvezza che si realizza nell'altro mondo e per il marxismo il miglioramento della condizione umana da realizzare in questo mondo. Per quanto differenti siano gli obiettivi, ad accomunare le due visioni del mondo è la visione "escatologica" del tempo, dove alla fine (éschaton) si realizza quello che il cristianesimo annuncia e il marxismo si ripromette. La promessa cristiana non ha verifiche e la promessa marxista è storicamente fallita, ma non è esaurita la visione ottimistica della storia con cui il cristianesimo ha animato l'Occidente, contagiando col suo ottimismo la scienza che guarda il futuro non alla maniera greca come eterna ripetizione del passato, ma come "progresso", la sociologia come miglioramento delle condizioni umane, e in generale tutti i saperi le cui ricerche sono promosse dalla fiducia nel futuro che il cristianesimo e non altri ha istillato nella nostra cultura. Ma se è vero come ha annunciato Nietzsche che «Dio è morto», perché «non fa più mondo», dal momento che se tolgo la parola "Dio" non ho difficoltà comprendere il mondo contemporaneo, mentre se tolgo la parola "denaro" o la parola "tecnica" con tutta probabilità non capirei più come si muove il mondo, allora anche l'ottimismo che il cristianesimo ha immesso nella cultura occidentale, si spegne e. dalla "storia" carica di senso, si torna al "tempo" come successione di giorni senza finalità. Il denaro e la tecnica, infatti, non hanno altro scopo che il proprio accumulo (il denaro) e il proprio auto potenziamento (la tecnica), per cui non sono più "mezzi" per conseguire una finalità, ma, come oggi constatiamo sulla nostra pelle, "fini" da raggiungere in sé e per sé. Per chi non si rassegna a vivere in un tempo senza finalità, per chi non rinuncia a una visione escatologica del tempo come il cristianesimo e come il marxismo, non vedo che difficoltà si frapponga a un loro incontro, magari in nome del Vangelo, dove ai poveri era promesso un riscatto in «nuovi cieli e in nuove terre» per il cristianesimo, su questa terra per Marx.


giovedì 4 novembre 2021

La morte del finalismo





La scienza indaga "come" l'embrione determini il successivo effetto, mettiamo il feto. Non indaga per quale fine lo determini, ovvero del perché lo determini. In altre parole, la scienza si occupa della vita, di come essa si determini, e non di quale sia il fine della vita: la scienza si occupa di determinismo, non di finalismo. La morte della conoscenza è pensare che sia già stato tutto compreso, e già elaborate tutte le regole per giungere alla comprensione delle cose. Ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, non è che una piccola parte della realtà, e la metodologia che ci siamo dati è un'inquadratura "di comodo" per poterci dare un certo ordine. Francamente è più preciso dimostrare qualcosa con linguaggio logico della matematica che letterario. Dimostrare l'esistenza ma non comprenderla. Lui comprende Noi ma noi siamo troppo piccoli non in volume, peso o altro. Noi siamo piccoli in Sapienza. A me interessa l'uomo. La conoscenza scientifica di Galileo riguarda principalmente qualcosa che accadeva. La Terra ruotava attorno al Sole. La scoperta di Galileo ha dato la felicità all'uomo? Oggi ho letto che in Italia circa 10mila ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno avuto un figlio. La scienza si pre-occupa di queste madri-bambine? La conoscenza riguarda il reale, cioè il fine ultimo delle cose. Puoi osservare un campo di grano, una vigna, un uliveto e si capisce che il significato ultimo di queste cose è permettere all'uomo di nutrirsi. Tutta la natura ha questo significato. Perché? E' una casualità, oppure il mondo è al servizio dell'uomo. Il nesso è tra la natura e l'uomo. Cosa rende possibile di andare oltre quello che ci appare? Ciò che non è ancora stato toccato o accertato direttamente nei sensi vitali è nell'esistere nel suo essere più proprio, nella sua essenza. Questo è già un 'inizio molto profondo di ciò che continua a variare troppo nella scienza e anche metafisica".


martedì 2 novembre 2021

Il sonno della ragione

 



Purtroppo noi italiani abbiamo "qualità" che ci dequalificano sempre di più agli occhi del mondo intero, c'è solo da vergognarsi, ma pare che la maggioranza non si vergogni affatto.

sabato 30 ottobre 2021

Un incontro




 

Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non sapeva chi era. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così (Calvino).
Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura.
D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Nel romanzo "Furia" Salman Rushdie definisce New York una città di mezze verità ed echi che in qualche modo domina la terra. Si può odiare questo dominio oppure si può celebrarlo, o ancora rassegnarvisi, ma resta un fatto: New York è il plesso culturale della realtà americana, in tutto il suo eclettismo, la sua emotività, la decadenza, l'intelligenza e il potere. Le mezze verità non sono sufficienti perché l'uomo occidentale, malgrado il suo sapere corre il rischio di arrendersi davanti alla questione della verità. New York è la città ideale per chiedere:" Voi cosa state cercando?" e chiedersi: "Io cosa sto cercando?". La curiosità di una domanda allarga la ragione perché dilata l'orizzonte del conoscibile. Il cuore intuisce già che l'orizzonte è più ampio di quanto il mondo oggi affermi. La nostra capacità di indagare le cose con la ragione è ispirata dal presentimento del cuore che esiste qualcosa di più grande. E per questo che l'uomo non raggiunge la felicità qualsiasi cosa ottenga. Come ha scritto Montale nella poesia "Maestrale" rincorre la gioia spingendosi sempre "più in là".



S'è rifatta la calma

nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.

Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma

a pena svetta.

Una carezza disfiora

la linea del mare e la scompiglia

un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora

il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiarìa

la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata

e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia

vita turbata.

O mio tronco che additi,

in questa ebrietudine tarda,

ogni rinato aspetto co' tuoi raccolti diti

protesi in alto, guarda:

sotto l'azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai:ché tutte le cose  pare sia scritto:

«più in là»

                                             

giovedì 28 ottobre 2021

E' già notte

 



Basta guardare l'evoluzione del neonato a ragazzo. Da questa osservazione è possibile scoprire le esigenze primarie dell'io. In particolare il bisogno di amare ed essere amati, l'affermazione della propria personalità, la socialità, il gioco, la curiosità di conoscersi e conoscere.
Nell'io interagiscono velocemente l'affettività (cuore) e la ragione che svolge il ruolo di filtro separando e scartando tutto quello che potrebbe farci male. Quando la ragione viene manipolata dai media non è più in grado di riconoscere il buono dal cattivo e l'affettività diventa un fascio di reazioni e comportamenti imposti dal Potere. Questa situazione, psicologicamente, viene definita dissociazione dell'io.
Questo meccanismo perverso, tanto più pericoloso poiché non è percepito dal soggetto che, anzi, tende ad adagiarsi nel circolo vizioso dei falsi bisogni e desideri. Ecco il compito dell'educazione, che si può configurare come una lotta contro il conformismo, la banalizzazione dei valori, l'appiattimento degli affetti.
Il potere, nella sua realtà storico-politica, mostra una radicale inimicizia verso il senso religioso. E' questa inimicizia che dobbiamo contestare. D'altra parte il potere, attraverso gli strumenti d'invasione della coscienza, non può non cercare di omologare valori e atteggiamenti che gli consentano di mantenere lo status quo e perpetuare il suo dominio. Gli intendimenti del potere non hanno senso religioso e forse nemmeno etico, né un principio di autolimitazione del potere stesso, né l'apertura all'aiuto di un fattore più grande, cioè la fede. Ma lo stato ateo non esiste. Se non fa riferimento ad un principio che lo trascende e che quindi pone ad esso dei limiti, lo stato tende per sua natura ad attribuirsi una dimensione divina.