venerdì, dicembre 31, 2021

Trovare la strada giusta

 




La religiosità risveglia la potenzialità di vivere la realtà sotto una luce meritevole di amore.

Perché avvenga occorre umiltà e la consapevolezza di "meritare" di cogliere la presenza e donarla a sé e agli altri.

Sembrerebbe una semplice occasione naturale,

ma nella realtà tutto questo sembra inafferrabile, distante, in sintesi non avviene con facilità.

Mi chiedo perché. Forse ci si avvicina con scarso rispetto degli altri, forse tutto quel che circonda l'essenza della religiosità paga il prezzo di una trasmissione non incontaminata, allora, nelle migliori delle ipotesi, ci fermiamo allo sguardo religioso sulle cose senza dare un senso religioso all'appartenenza perché significherebbe uscir fuori dal proprio sé per darsi ad un tutto che sia ben più ampio del sé.

mercoledì, dicembre 22, 2021

Dedicato a Lei

 



Spesso il dolore risiede proprio nella consapevolezza di non poterlo condividere con la propria metà. È fondamentale sapere che un fardello può essere portato anche con l'aiuto di chi ti ama; non necessariamente poi deve avvenire, è proprio solo la consapevolezza di poterlo fare che solleva gli animi. Di contro, affrontare la solitudine in questo senso atterra anche i più fiduciosi. È impossibile parlare d'amore senza passare per la condivisione anche del dolore. Che spesso c'è ed è incomprensibile agli altri.

sabato, dicembre 18, 2021

Dare un senso al nichilismo



 

Il nichilismo non è una terapia astratta. E' la mancanza di senso del vivere che coinvolge tutti. Prende una persona, la intorbidisce, la ovatta. Occorre qualcosa che riesca a cacciarla dal nostro cuore, facendo tornare il desiderio di rimettersi in moto. Credo che tutto questo sia davvero giusto e importante. Che occorra un impegno culturale a tutti i livelli. Riscoprire studio e lettura e, con essi, i grandi principi dell'antichità. Mi riferisco soprattutto all' "alterum non laedere" e a l"unicuique suum tribuere". Ma anche i valori di solidarietà e correttezza umana dettate dalle morali cattoliche, laiche e socialiste. Oggi più che mai risollevare la "questione morale" è fondamentale. Giusto sottolineare che la nostra società attuale da una parte incoraggio l'uniformità, dall'altra faccia da motore per l'individualismo più sfrenato. Adesso tocca a noi: esaltare il concetto sano di individualismo, cioè ciò che noi individui possiamo portare di buono agli altri e alla società. Nel contempo contrasteremo anche l'uniformità a cui ci vogliono relegare. Lasciamo la nostra firma, in sostanza, sul mondo, la nostra impronta anzi. Non è facile, certo, tuttavia bisogna avere "quel" coraggio non per giudicare o condannare il soggetto dell'azione, ma l'azione. L'omologazione non può essere giustificata. Dobbiamo ragionare con la nostra testa, capire cosa e chi sbaglia. Anche da pulpiti eccezionali. E farci carico. Noi nel nostro piccolo, altri nel loro grande. Le nuove tecnologie sicuramente hanno portato enormi progressi ma anche tanti nuovi problemi che non possiamo sottovalutare. Alla base di ogni essere umano ci deve essere buon senso ma sempre più spesso i fatti e le circostanze dimostrano il contrario...speriamo in un divenire di speranza. Si vive commettendo errori: è impossibile non sbagliare, ma l'errore dovrebbe essere un'occasione di apprendimento che arricchisce il nostro bagaglio di esperienze. La verità è un concetto astratto che naturalmente quando viene declinata nella realtà, assume un valore relativo. Non esiste una verità, esistono molte verità. Solo convogliando le diversità in un'etica unica si potrebbe evitare la confusione  e dare un senso al nichilismo.  


mercoledì, dicembre 15, 2021

Dove si nascondono i supercookies

 


Le informazioni sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lo erano secoli fa, inutile stupirsi che lo siano anche oggi.
Eric Schmidt, co-fondatore di Schmidt Futures e già CEO e Presidente di Google, commentava così i tanti timori sulla privacy nell'era del digitale a margine di una recente intervista. E, ovviamente, aveva ragione: per far soldi con la pubblicità sul world wide web non c'è nulla di più importante che sapere esattamente cosa piace alle oltre due miliardi di persone che lo frequentano.
I cosiddetti "supercookies" servono a questo: tracciare un profilo accurato delle attività online di milioni di utenti. E a differenza dei normali cookies, messi sotto accusa fin dal 1996 e facilmente cancellabili dai nostri pc, stavolta non è possibile né identificarli né disinstallarli. Non solo, secondo i ricercatori della Stanford University e di Berkeley, questa nuova genia di software spia sarebbe in grado di ricostruire le nostre peregrinazioni digitali anche se abbiamo impostato dal browser l'eliminazione automatica dei cookies. I dati poi vengono messi a confronto con una lista di mille e cinquecento siti per vedere se uno di questi è stato visitato o meno. Stando al Wall Street Journal, buona parte delle compagnie che hanno usato questa tecnologia non erano a conoscenza della sua reale funzione. Anzi, avrebbero perfino eliminato i supercookies dai loro siti appena contattati dai ricercatori di Stanford e Berkeley malgrado il loro uso non infranga alcuna legge americana.
Cose che capitano, verrebbe da dire, in un mondo dove la pubblicità online vale miliardi di dollari e dove tutte le maggiori compagnie che operano sul web stanno trovando metodi sempre più raffinati per personalizzare i propri servizi ritagliandoli su misura. Eli Pariser, nel suo libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You, pone una data di inizio a questa tendenza: il 4 dicembre del 2009. Quando Google comunicò sul suo blog che da quel momento in poi avrebbe usato ben 57 segnali diversi per capire chi erano i frequentatori del suo motore di ricerca. Dal luogo di accesso al tipo di browser usato, fino ai siti visitati. "Più Google saprà di voi, con il vostro permesso, più i suoi consigli e le sue indicazioni saranno puntuali", disse Eric Schmidt.
Ora però le ricerche che facciamo sul web o su Amazon vengono regolarmente filtrati e allo stesso tempo vanno ad aumentare ad ogni navigazione quel che queste compagnie sanno di noi.
"La nostra vita comincia ad essere tracciata, peccato che non ne abbiamo il minimo sentore", ha avvertito dalle pagine di Newsweek Jon Leibowitz, presidente della Federal Trade Commission.


lunedì, dicembre 13, 2021

Lo studente annoiato

 




Se qualche insegnante invece di snocciolare date, conquiste e battaglie dell'impero romano pensasse a raccontare ai discenti come vivevano le donne e i maschi romani, come vestivano, i negozi, i giochi e l'uso del tempo libero, forse qualche ragazzo potrebbe confrontare due realtà diverse: quella di ieri e quella di oggi. Incuriosirsi e cominciare a leggere qualche pagina del libro di storia.
Solo la curiosità riesce a trovare la bellezza nei luoghi più nascosti.
L'insegnante, ruolo ormai surclassato da altri modelli, sicuramente è una delle figure fondamentali di ogni bambino/ragazzo.
Quella figura portante, con la quale tu condividi ore seduto dietro a un banchetto con la possibilità di seguire, ascoltare o fuggire e pensare ad altro con la mente.
Ho avuti molti docenti, ma alcuni di questi resteranno dentro di me per il modo di aver catturato la mia attenzione. Uno dei miei sogni sarebbe proprio questo: riuscire con tutto me stesso attrarre l'attenzione di un bambino/ragazzo e come la principessa Shahrazàd, tener desta la loro curiosità al punto di muoverli a cercar oltre.
Secondo me il problema della scuola oggi è che da un lato ci sono sistemi ammuffiti che non creano appunto interesse, ma dall'altro c'è chi cerca di ovviare con insegnamenti "alternativi" dimenticandosi di quelli di base. In parole povere è inutile insegnare ad usare un pc se prima non si insegna la grammatica italiana!
Lamentarsi è una forma insana di innalzare la pila di problemi.
I prof lamentano uno stipendio inadeguato alle responsabilità...che non osano quindi assumersi.
Non credo che un aumento di stipendio guarisca il loro assenteismo.
La fermezza costruttiva e il cuore spugnoso che elargisce sapere non appartiene loro...ma a chi appartiene ormai?! Che tristezza.
Bisogna risvegliare un interesse per la bellezza che sta dentro le cose che si insegnano.
Bisogna accendere il desiderio.
C'è in giro troppa rassegnazione, la cinica convinzione che non vale la pena impegnarsi, che è meglio adattarsi a fare gli impiegati della pubblica istruzione.


domenica, dicembre 12, 2021

Sharon

 


                      Daniele dice:

La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021, escluso novembre con un post in più nel giorno del 24 del mese, dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.

                                            Femminicidio


Violentata e ammazzata di botte dal compagno della madre. Aveva solo 18 mesi la piccola Sharon, ma Gabriel Robert Marincat, operaio romeno di 25 anni, fidanzato di Silvia Barni, 24 anni, non ha avuto nessuna pietà. Silvia, barista in un locale di Cabiate, piccola cittadina comense, è uscita per andare al lavoro affidando Sharon, avuta da una precedente relazione, al suo nuovo compagno. I tre convivono sotto lo stesso tetto da qualche mese ma è la prima volta che Robert e Sharon restano da soli in casa. Durante la breve assenza, Silvia chiama il compagno per sincerarsi che la bimba stia bene. Lui la rassicura mostrandole le foto della piccina che, all'apparenza, sembra stia dormendo. Ma qualcosa non convince la giovane mamma, che chiede a sua madre di andare ad accertarsi delle condizioni della piccina. Marincat manda un'altra foto della bimba, in cui è sporca di vomito e si vedono lividi sul volto. Marincat parla di un «incidente domestico», la bambina sarebbe rimasta schiacciata dal peso di una stufetta elettrica che le sarebbe rovinata addosso. Trasportata in elisoccorso all'ospedale di Bergamo per un gravissimo trauma cranico, i medici non riescono a salvarle la vita: Sharon muore nel giro di poche ore. Ma la verità, raccapricciante, svelata dall'autopsia, è un'altra. Sharon è stata violentata e poi picchiata fino alla morte, come ha confessato il suo assassino: «Sì, ho abusato di lei e poi l'ho picchiata fino a ucciderla». Due ore di percosse e agonia oltre ogni immaginazione. A due settimane dalla tragedia, l'assassino è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina. Il legale di Marincat ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica sul suo assistito tossicodipendente. Ma perché l'ha uccisa? La procura sosterrà che il movente è la violenza sessuale. Ma una bambina di un anno e mezzo, pur volendo, non avrebbe potuto parlare».


Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online



La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Gabriel Robert Marincat, romeno di 26 anni, per l'omicidio della piccola Sharon Barni, di soli 18 mesi, figlia della compagna, uccisa a botte e seviziata l'11 gennaio scorso a Cabiate (Como), nell'appartamento della donna. La corte ha condannato l'imputato a risarcire il danno, fissando una provvisionale di 200 mila euro a favore della mamma della bambina e di 50 mila euro al padre. La pm Antonia Pavan nella sua requisitoria aveva chiesto l'ergastolo.


da Republica it


La serie di storie sul femminicidio, ideata da Daniele Verzetti e che ha visto la partecipazione di altri utenti, per me finisce con il racconto di questo episodio di straordinaria violenza.

Ringrazio Daniele Verzetti che mi ha permesso di vedere da vicino e con il cuore frantumato una realtà orrenda, trascurata dalle Istituzioni e dimenticata dai politici impegnati in qualche colossale pasticcio relativo all'elezione del Presidente della Repubblica


venerdì, dicembre 10, 2021

Il Continente senza idee

 



Gli sbagli di Joe Biden in Afghanistan

Ian Bremmer, politologo e fondatore del Centro Studi Eurasia Group, dice oggi al Corriere della Sera che ora Biden avrà un grosso problema: «L’errore più grande è stato lasciare la base aerea di Bagram a luglio: per evacuare tutte queste persone serviva un’area nella quale poter controllare la sicurezza, e non è il caso dell’aeroporto di Kabul. Poi ci sono stati tanti altri errori: mancanza di pianificazione, informazioni errate, unilateralismo, una confusa strategia di comunicazione. Il fallimento della guerra non è colpa di Biden, i suoi predecessori hanno una responsabilità maggiore, ma dato che è lui che sta gestendo così male questa evacuazione e lo sta facendo da solo, invece di farlo con gli alleati, questo sarà un grosso problema per lui». Secondo Bremmer gli americani «evidentemente pensavano che il governo afghano sarebbe rimasto in piedi e che la Difesa afghana avrebbe combattuto. Quando hanno lasciato Bagram, l’intelligence parlava di un governo che sarebbe durato due o tre anni. Ora, se l’intelligence dice questo, ma ammette che potrebbe essere molto peggio, e però tutti sanno che Biden vuole andarsene a ogni costo, è plausibile che le persone che lo consigliano possano aver edulcorato i rapporti. O semplicemente è stato lui a non voler ascoltare. Certo ora ci saranno molte dita puntate».



giovedì, dicembre 09, 2021

Il pericolo di chi non crede in niente

 


Io credo in certi principi e nella rara bellezza interiore dell'uomo e nell'amore. Ritengo che chi non crede in nulla in realtà è sfiduciato da tutto ma l'errore che fa è di disinteressarsi della realtà per questa ragione perché poi se non sei presente a lottare, ti troverai il fatto compiuto e non avrai scampo.

mercoledì, dicembre 08, 2021

da Sapere

 



Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla "Ineffabilis Deus" che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernardette presentandosi come «l’Immacolata Concezione» Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla Ineffabilis Deus. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

CHE COSA VUOL DIRE IMMACOLATA CONCEZIONE?

Vuol dire che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

PERCHÉ LA VERGINE MARIA È STATA CONCEPITA IMMACOLATAMENTE?

La risposta sta nel fatto che la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire il Verbo incarnato e quindi portare con sé, nel Suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana. Il catechismo afferma che Gesù Cristo è vero Dio ma anche vero uomo, nell’unico soggetto che è divino. Si tratta dell’unione ipostatica. Ebbene, non si può pensare che Dio, somma perfezione e somma purezza, possa aver ricevuto la natura umana da una creatura toccata –anche se brevemente – dal peccato e, quindi, in quanto tale, soggetta in qualche modo all’azione del Maligno.

IN CHE PARTE DEL VANGELO SI PUÒ FACILMENTE DEDURRE CHE LA VERGINE MARIA E' IMMUNE DAL PECCATO ORIGINALE:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te»



da Famiglia cristiana.

domenica, dicembre 05, 2021

Qualcosa di magico

 


Le cose si manifestano inaspettate. E sono al di là quello che appaiono.

Io non credo che quello che vediamo sia tutto.

L’autobus era affollato. Non c’era posto a sedere per tutti. Qualcuno spingeva, 

qualcuno si appoggiava, altri si aggrappavano.

C’era un ragazzo che poteva essere mio figlio qualche anno fa. Io l’ho sentito 

come fosse mio figlio.

Si lamentava con una tristezza sconsolata della voce.

Come se nessuno lo potesse ascoltare.

Il suo lamento era una canzone. Gli ho teso la mano per sostenerlo.

A quel gesto, c’è stato un movimento fra i passeggeri.

Un varco inaspettato si è aperto , ed è emerso , lì fra i tanti , un posto libero che 

nessuno aveva mai visto prima di allora .

Il ragazzo si è seduto, con un sorriso per me.

Credevo che non l’avrei più rivisto.

Ma un giorno, sul molo di Pescara, ho visto lo stesso ragazzo che ripeteva il gesto 

di tendere la mano.

A qualcuno , un ragazzo come lui che stava vacillando, col rischio di cadere, in 

acqua.

Gli ha teso la mano, come avevo fatto io .

L’altro ragazzo ha avuto un attimo di impercettibile sbandamento, poi è ritornato i 

piedi .

E gli ha sorriso.

Quel gesto, quel sorriso sono passati di mano in mano, di vita in vita.

Quello che mi sta accadendo mi ha dato di più di quello

che mi ha tolto.

Ho conosciuto il significato vero della sofferenza e anche

del sacrificio.

Ma la cosa più grande è questa speranza che cammina insieme a noi.


venerdì, dicembre 03, 2021

Il potere aumenta il narcisismo

 


L'uomo cambia per il potere, o è il potere che cambia l'uomo: il risultato è lo stesso comunque. L'uomo per sua natura non è infallibile, quindi sbaglia anche chi ha il potere. Il problema è - qui ci sta il concetto di delirio di onnipotenza - che chi è al potere non ha l'umiltà di riconoscere l'errore e di cercare di porvi rimedio. Il potere finisce quasi sempre a causare degli effetti negativi sugli uomini. La libertà totale sfocia nell'anarchia e nella guerra l'uno contro l'altro. Il potere limita la libertà, direi per principio. Lo stato crea dunque leggi, ma anche consuetudini, regole sociali. E' inevitabile che cerchi di uniformare le persone, perché ovviamente è più facile governare e mantenere il potere. La situazione non è però irrimediabile. Possiamo svincolarci da questo tentativo di uniformarci, pur rispettando le leggi. Ma interessa svincolarci da questo? Per me no :) Forse perché le troppe comodità e tecnologie ci hanno reso così tanto pigri? Per conoscere una realtà devi viverla. E' facile fare vittimismo quando sei incudine, mentre è complicatissimo non essere martello quando lo strumento è nelle tue mani. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese. Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine. Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini. Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale. E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata. I giochi di potere sono all'ordine del giorno, e non solo per quanto riguarda le investiture in campo politico/lavorativo ma anche nei piccoli nuclei familiari e relazionali. In realtà il potere come qualità in sé, innata o 'guadagnata' operosamente e onestamente, non esiste: è sempre sorretto dalla condiscendenza e dal favoritismo della massa, che ne è manipolata. Per fare un esempio: ultimamente mi sono informato sul Narcisismo.  In psicologia ci sono dei personaggi, detti 'enablers', senza i quali i Narcisi non riuscirebbero ad esercitare alcun potere sulle loro vittime. Gli enablers in genere sono dei co-dipendenti che necessitano della malattia del Narciso per rivestire il ruolo di 'salvatori', di 'giusti', di 'belli e bravi', di 'sani', e dunque ci tengono a fomentarla. Personalmente tendo a ragionare con la mia testa e a prendere le persone singolarmente, relazionandomi a loro solo in base al modo in cui si relazionano con me. Non mi faccio più fregare dai pettegolezzi/voci di corridoio o dalle manipolazioni, e nemmeno un parere soggettivo a una vicenda esterna mi condiziona, perché alla fine, "ognuno sta solo sul cuor della terra" coi fantasmi della sua mente, e non possiamo sapere cosa ha passato, cosa gli è mancato e perché si è trovato in quella specifica situazione.




giovedì, dicembre 02, 2021

Gli orfanatrofi rumeni di Ceaușescu

 


La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri.
C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... ma è poi così?
Io credo che prima dobbiamo amare noi stessi, e una volta ottenuta la consapevolezza che noi esistiamo perché meritiamo di esistere e che valiamo a prescindere dal resto del mondo, allora possiamo dare il nostro amore sicuri che in qualche modo (anche inatteso) esso tornerà di nuovo a noi.
La mancanza d'amore porta alla morte interiore e dell'anima della persona che agli occhi degli altri è trasparente come il vetro. L'isolamento, l'indifferenza verso il prossimo sono la piaga della nostra società, si ama e si è riamati solo se c'è una contropartita, non siamo più capaci di amare senza secondi fini, non siamo più capaci di accogliere l'altro senza egoismo, non siamo più capaci di dare e di darci senza aspettarci nulla in cambio.
L’amore è un "alimento" indispensabile da quando siamo nella pancia della mamma fino all’ultimo nostro respiro.
Più non ricevi amore, più non sai darne.
E' stato dimostrato che il cervello è molto plastico fino ai 2 anni. E' nei primi due anni della nostra vita che si struttura la nostra personalità. I bambini negli orfanatrofi rumeni sotto Chauchesku che vivevano rinchiusi in gabbiette senza alcun contatto umano sin dalla nascita sviluppavano, nel tempo, ritardi nello sviluppo, malattie. Dopo i due anni, avrebbero riportato problemi nell'apprendimento o difficoltà a interpretare la realtà fino all'età adulta. Quindi l'amore è anche direttamente correlato alla c.d. "intelligenza".
Non si muore per mancanza di amore, ma per mancanza di amore si passa una vita insignificante, vuota e piena di inutile e sterile dolore.

martedì, novembre 30, 2021

Modalità del pensiero

 


                                                        

Ci sono dolori e dolori, quelli per i quali possiamo e dobbiamo fare qualcosa, pensiamo ai bambini costretti a lavori o sfruttati sessualmente, venduti o massacrati, pensiamo alle guerre, alle ingiustizie che l'egoismo umano crea; questi sono dolori che infliggiamo noi agli altri chiudendo gli occhi e a volte facendo finta di non vedere.

Poi ci sono i dolori nel corpo, nella mente e nello spirito; alcuni di questi potrebbero essere evitati se solo ci comportassimo meglio e facessimo più attenzione ai nostri stili di vita: se mi drogo, abuso di alcol, non mi alimento o mi alimento troppo è probabile che mi procuri e procuri agli altri sofferenze, così quando penso, credo che la vita sia come i social me la rifilano e voglio a ogni costo essere o diventare come quella o quel influencer, è ovvio che vivrò di delusioni e sofferenze mai risolte che a loro volta creano dolori.

Ma qui parliamo di "quel" dolore che fa parte della vita di tutti e ciascuno, nessuno escluso, e allora da persona di fede mi domando perché il dolore?

E mi accorgo che il primo a salire sulla croce è stato proprio Lui, il Signore e allora il Signore non ci ha promesso di salvarci dal dolore, ma nel dolore.

La croce o è una pietra di inciampo o una pietra su cui innalzarci, chiediamo al Signore di darci la forza di sentirlo accanto nell'ora del dolore.


lunedì, novembre 29, 2021

La falsa filantropia



 

Alcuni ricchissimi americani, Bill Gates e Warren Buffett in testa, vogliono convincere gli altri ricchi a donare il 50% della loro ricchezza per opere di beneficenza. Addirittura Buffett ha dichiarato che destinerà ad opere filantropiche il 99% del suo patrimonio; costui dichiara di "non rinunciare a niente di cui abbia realmente bisogno". Aggiunge che il suo stile di vita resterà invariato e che i suoi figli hanno già ricevuto "somme significative ed altre ne riceveranno in futuro". In pratica, dichiarano, essi cercano di restituire una dimensione etica al capitalismo americano.
Sono incredibili gli americani. Come facciano a vivere in una lacerante contraddizione che, da un lato, li vede disposti alla filantropia e, dall'altro, li vede opporsi alla solidarietà, lo sa solo quella testa di plastica che hanno. Come si può conciliare l'impegno filantropico a donare il 99% del patrimonio e non comprendere che è altrettanto necessario un impegno solidale come la sanità pubblica? Sono dei fenomeni! Hanno la capacità di non vedere la contraddizione violenta che esiste fra slancio filantropico e negazione della solidarietà. Ma che società contorta! La beneficenza si fa nel silenzio. Evidentemente le dichiarazioni servono per spettacolarizzare la loro vera o presunta magnanimità, mentre obiettivamente, vivendo nel lusso più sfrenato, non conoscono i reali bisogni di chi è meno fortunato.



Mc 12,38-44


In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


sabato, novembre 27, 2021

Una identità esplicita

 


Ci sono delle persone con cui il colloquio diventa gradevole, mi piace leggere, imparare e dissentire, mettere in tavola concetti anche fastidiosi, perché comprendo che ci sarà dibattito, spiegazione, ascolto e costruzione. Perché conosco la storia dell'interlocutore che non si nasconde come tanti, troppi, altri; e conoscendo le persone viene voglia di aprirsi, confidarsi, colloquiare senza pregiudizi e senza paura di scoprire le proprie debolezze, perché non verranno usate contro di me.

mercoledì, novembre 24, 2021

Lucrezia





 

                                               Daniele dice:


La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021, escluso novembre con un post in più nel giorno del 24 del mese, dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.


                                                Femminicidio



Lucrezia partecipava ad attività di volontariato, dal gruppo comunale della Protezione Civile alle attività in parrocchia. La sua famiglia, molto benvoluta in paese, era molto attiva nella vita di comunità. Così, quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, in molti si sono dati da fare sui social per diffondere elementi utili al suo ritrovamento. Lucrezia era però già morta. A ucciderla è stato il fratello Giovanni Francesco, 22 anni, diplomato all'istituto tecnico industriale e con esperienze all'estero. Voleva, così ha riferito agli investigatori, «"liberare" i genitori dal peso delle richieste di somme di denaro avanzate da Lucrezia per ristrutturare una abitazione in cui sarebbe dovuta andare a vivere con il fidanzato». Approfittando quindi dell'assenza dei genitori, il giovane, dopo essersi appostato tra la camera di Lucrezia e il bagno, le ha sferrato tre fendenti con un coltello da caccia che l'hanno uccisa sul colpo. In seguito l'assassino ha avvolto il corpo della sorella in un lenzuolo bianco e in teli di plastica e, dopo aver trascinato il cadavere per le scale dei tre piani della villetta sino al garage, l'ha caricato sul sedile posteriore della sua Fiat Panda per poi nasconderlo sotto due vecchi materassi nella zona di campagna dove è stato ritrovato. I rilievi effettuati dalla sezione investigazioni scientifiche mediante il luminol all'interno dell'abitazione familiare e sull'auto hanno confermato tutto. Sotto un mobile del garage è stato trovato il coltello da caccia. Giovanni Francesco è accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.




Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online





lunedì, novembre 22, 2021

L'azione finale

 



Credo che il suicidio sia una questione economico-culturale.
Con l'evoluzione economica sia ha più tempo per pensare, per perdersi nel pensiero inutile.
E gli esperti sono ormai tutti concordi che l'eccessivo allontanamento dalla vita presente e concreta per rifugiarsi in un mondo di pensiero sia la principale causa della depressione e quindi del suicidio.
L'uomo finalmente libero dalle urgenza della sopravvivenza può abbandonarsi sui rimpianti del passato e le angosce del futuro. Ho letto da qualche parte che l'uomo delle caverne, concentrato al 100% sulla sopravvivenza quotidiana, seguiva libero le sue pulsioni primordiali, senza freni inibitori, né scrupoli morali.
Pare che non ci si suicidasse molto a quei tempi.
Poi con i primi progressi materiali, l'uomo poté concedersi il lusso di erigersi un totem, cioè il super-io, con tutto il suo corredo di angherie.


                                 Ogni uomo deve capire che tutto
                                 può sparire molto in fretta:
                                il gatto, la donna, il lavoro,
                                la ruota davanti,
                               il letto, le pareti,
                              la stanza;
                              tutte le nostre necessità,
                              amore compreso,
                             poggiano su fondamenta di sabbia.
           
                                             (Charles Bukowski)


Su tutto sembra prevalere l'immagine tragica dell'ultimo uomo che insieme alla sua donna osserva declinare il sole per l'ultimo tramonto della storia, così come la fissa Giosuè Carducci in una sua poesia "Su Monte Mario".
Il punto di arrivo dell’uomo d’oggi è il cinismo appassionato della cultura laica che fa considerare il mondo come un grande gioco, talvolta tragico, sempre venato di un sorriso amaro.
I mezzi di comunicazioni riportano solo i fatti delittuosi, la barbarie del maschilismo, stupri, pedofilia. L'uomo è sicuro che si può vivere senza Valori.
Il suicidio secondo me ha spesso, ma non sempre, alla base un disagio mentale. Affrontare situazioni problematiche per il loro futuro, perché chi fa questa scelta, non vede Nulla nel suo futuro, tanto, che molto spesso prima di suicidarsi tolgono la vita a chi è loro più prossimo, persone, anche se in modo anomalo, amano.
Sarebbe opportuno un’attenta lettura, di chi fa parte della nostra famiglia, di amici, di coloro che frequentiamo a diversi titoli, di conoscenti, a ravvisare dei segnali inconfondibili che lanciano.
Cercare di entrare nella loro testa ma soprattutto nel cuore, per capire, ed eventualmente aiutare, prima che sia troppo tardi.
In questi tempi, sono tante le motivazioni che possono destabilizzare, non possiamo fare discorsi saggi e poi lasciarli in balìa di loro stessi. In quei momenti hanno bisogno di un atteggiamento che li faccia sentire importanti, poi arriva tutto il resto.




giovedì, novembre 18, 2021

L'eclissi dell'amore



È evidente che non si possa fare un paragone con il passato, troppo distanti sono le realtà che ci separano da quando i "miei" nonni si sono scelti e sposati (primi del 900) all'oggi in cui i figli decidono di convivere o di sposarsi a quarant'anni o giù di lì.
Le società cambiano e cambieranno ed è giusto così, semmai dobbiamo cercare di instillare il pregio e il valore dei valori, che a differenza delle società restano immutati e cioè il rispetto verso l'altro, chiunque esso sia e da qualunque parte arrivi, cominciando dal più prossimo, il rispetto delle idee altrui, il rispetto dell'ambiente, l'onestà, la sincerità e la rettitudine nel compiere azioni e nel pronunciare parole. Se riuscissimo a fare solo questo vivremmo già in paradiso e questo è compito anzitutto delle famiglie e poi, di seguito, di tutte le agenzie educative.

martedì, novembre 16, 2021

La fedeltà è una vocazione





Se non si ha la piena stima sulla persona che ti vive accanto è meglio restare soli. Tutto questo parte dal concetto dell'amore straordinario che dura anche dopo la vita. Senza sacrificio non ci può essere verità in un rapporto d’amore, perché vuol dire che l'altro non è valorizzato secondo la sua natura. E’ invece affermato per il tuo gusto, per il tuo istinto. Affermare una presenza è amore, afferrarla vuol dire piegarla a te, renderla schiava. Il sacrificio non è il non andare con un'altra donna, il sacrificio è respingere tutte le negatività che sono dentro di te.
La fedeltà è solo la conseguenza dell'affermazione dell'altro, dell'amore verso l'altro.
Il sacrificio non è sospendere la volontà di qualche cosa, ma arrestare la volontà che non è secondo la natura di un rapporto. Il sacrificio è andare contro la menzogna, fare la cosa in modo vero, leale, sincero, giusto.
Per fare il vero, occorre il sacrificio: devi strapparti alla menzogna.
La fedeltà è una promessa spontanea, leale e impegnativa verso un'unione frutto di una libera scelta.
E' la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita a un essere umano. Bisogna superare lo scetticismo della società. Un’esperienza che la mentalità comune disistima e talvolta censura. Si ritiene che l’amore debba cessare e quindi la separazione tra gli sposi finisca per diventare inevitabile. E’ un modo per sfuggire ad una realtà che può essere fatta anche di sacrifici e rinunce. L’amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona. Richiamo del corpo e dell’istinto, forza dell’affettività, aspirazione dello spirito e della volontà. La fedeltà coniugale è un’esperienza ragionevole e piena di fascino. Dà un senso compiuto alla tua vita. Potrei anche affermare che è una vocazione.
Molte persone considerano l'innamoramento come fosse amore. La differenza tra i due sentimenti è però sostanziale, sia in ciò che si prova, sia in ciò che muove i due partner. Infatti, quando si è innamorati si tende a vedere l'altro come presumibilmente non è. Non sempre, ma spesso l'innamoramento crea una maschera per l'altra persona, un'idea che si espande nella mente che non rispecchia la realtà. Quando si ama un'altra persona, invece, si ha in mente il bene di questa e non si mette se stessi e il proprio sentimento davanti a tutto. Io penso che nel mondo di oggi l'uomo un po' alla volta finisce per nascondersi all'altro e anche con gli affetti più intimi si presenta sempre con una maschera. C'è qualcosa che blocca l'essere umano, come una diffidenza che ti porta a eclissarti per sfuggire a una valutazione che l'altro può fare. Sarà che questo tipo di società caratterizzata dalla competizione che ti obbliga a restare sulla difensiva. Per questo gli amori nascono con la scadenza, cioè sono a tempo, per questo la famiglia spaventa e nella coppia non c'è nemmeno il desiderio di avere un figlio. Quando si incontra una persona importante per la propria vita, c'è sempre un primo momento che ci fa percepire un presentimento che qualcosa in noi è messo alle strette dall'evidenza di un riconoscimento ineludibile: "Ecco, è lui, ecco, è lei". Ma solo lo spazio dato dal ripetersi di questo avvenimento carica l'impressione di peso esistenziale. Cioè, solo la convivenza lo fa entrare sempre più radicalmente e profondamente in noi, fino a che, ad un certo punto è assoluto. Ma non basta.
La conoscenza sarà una persuasione che avverrà lentamente e nessun passo successivo smentirà i precedenti. Dalla convivenza (nel senso di conoscenza) deriverà una conferma di quella eccezionalità dell'evento accaduto., Si sperimenta ciò non come una vaga eventualità, ma nella sua evidenza stringente. Abbiamo bisogno subito di capire che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti, cui occorre dare uno spazio e un tempo perché avvengano. L'uomo di oggi ha fretta o inganna se stesso.
Per questo l'amore diventa solo un gioco che prima o poi finisce per annoiarci. Penso che dall'innamoramento all'amore non esista un passaggio automatico, un automatismo. L'amore è la gioia di stare con una persona. Ci sarà una componente misteriosa, ma la felicità che ti dà una presenza non può essere casuale. Concordo sul fatto che al giorno d'oggi lo sviluppo dell'amore sia impossibile a causa di un convulso modo di vivere. Mi diceva un mio caro amico prete-teologo:
" Per caso ci si incontra e può nascere l'amore, ma poi l'amore non vive o si sviluppa per caso".


 

domenica, novembre 14, 2021

La danza dei valori




 


Considero valore ogni forma di vita, la neve,

la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale,

l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto,

un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo,

la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare.    


(     Erri De Luca     )     


venerdì, novembre 12, 2021

Platone: si impara per imitazione

 


Si impara osservando, si impara dall'esempio, ma anche dalle parole, dallo studio, dall'esperienza e rimanere sé stessi in ogni dove, anche nel mondo virtuale, è il compimento di questo apprendere. 

giovedì, novembre 11, 2021

Elena


 



                                      Daniele scrive: 

 



La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.



                                        Femminicidio




La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.


Elena, mamma di una ragazza di 17, operaia all'Iveco in città, è stata uccisa a martellate dall'ex compagno Ezio Galesi, 59 anni, che ha confessato il femminicidio. I due si sono incrociati in un negozio nel tardo pomeriggio. Dopodiché Galesi ha aspettato Elena fuori casa, le ha bloccato ogni via di fuga parcheggiando la sua auto dietro a quella dell'ex compagna. Ha infranto il finestrino, trascinato a forza Elena fuori dalla macchina e poi l'ha colpita, stando agli esiti dell'autopsia, con almeno 16 martellate che le hanno sfondato la teca cranica. Uno dei testimoni del delitto è stato tra i primi a intervenire: «Elena era a terra, Galesi era davanti a lei, fermo, la guardava. Mi ha detto: ho fatto quello che dovevo fare». Elena aveva lasciato Galesi un anno fa e aveva trovato un nuovo compagno. Ma l'ex, già separato e con due figli adulti, la stalkerizzava da mesi. «Mi sentivo preso in giro da lei», ha detto subito dopo l'arresto, facendo riferimento a un credito di mille euro che a suo dire Elena gli doveva per alcuni lavori di giardinaggio da lui effettuati. Il conto, in parte, era già stato saldato, ma Galesi voleva l'intera somma e per sollecitare la ex aveva usato le maniere forti. Prima la scritta sul muro vicino a casa, «Goditela mille euro», e poi «a gennaio le ho bucato le gomme dell'auto». Elena non aveva però mai denunciato Galesi. Pochi minuti dopo la tragedia, sono arrivati in strada anche l'ex marito di Elena e la figlia 17enne. Hanno visto tutto. «Elena era a terra, lui era lì accanto, fermo immobile, fumava una sigaretta. Ho capito che era successo qualcosa di grave, ho pensato solo a portare via mia figlia» ha raccontato l'ex marito di Elena. I colleghi di lavoro all'Iveco di Brescia hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la giovane rimasta orfana della madre.


Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online

sabato, novembre 06, 2021

Riflessione malinconica



 

Tra cristianesimo e marxismo c'è una profonda e sotterranea parentela che non consiste tanto nella pretesa di educare l'umanità, quanto in una concezione del tempo, non più cadenzato sui cicli della natura, come lo era per i Greci, ma sui processi della storia carichi di promesse salvifiche, utopiche e rivoluzionarie. Se non si comprende questo, si rimane, come i più rimangono, in quella visione superficiale che contrappone il cristianesimo al marxismo sulla base dell'affermazione o della negazione dell'esistenza di Dio, che marca la differenza e nasconde quella sotterranea visione del mondo che li accomuna. A differenza dei Greci, per i quali il tempo, in quanto eterna ripetizione dei cicli della natura, non ospitava alcun senso, per la tradizione giudaico-cristiana, il tempo è fornito di "senso" dove «alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato». E quando il tempo è fornito di un senso, nasce la "storia", dimensione del tutto assente nel mondo greco, dove gli "storici" Erodoto, Tucidide, si limitano a narrare le vicende di cui furono testimoni. Del resto la parola "hìstor". in greco, significa "testimone". Una volta tradotto in storia, gli eventi che accadono nel tempo sono sottratti alla loro insignificanza e proiettati verso una finalità: che per il cristianesimo è la salvezza che si realizza nell'altro mondo e per il marxismo il miglioramento della condizione umana da realizzare in questo mondo. Per quanto differenti siano gli obiettivi, ad accomunare le due visioni del mondo è la visione "escatologica" del tempo, dove alla fine (éschaton) si realizza quello che il cristianesimo annuncia e il marxismo si ripromette. La promessa cristiana non ha verifiche e la promessa marxista è storicamente fallita, ma non è esaurita la visione ottimistica della storia con cui il cristianesimo ha animato l'Occidente, contagiando col suo ottimismo la scienza che guarda il futuro non alla maniera greca come eterna ripetizione del passato, ma come "progresso", la sociologia come miglioramento delle condizioni umane, e in generale tutti i saperi le cui ricerche sono promosse dalla fiducia nel futuro che il cristianesimo e non altri ha istillato nella nostra cultura. Ma se è vero come ha annunciato Nietzsche che «Dio è morto», perché «non fa più mondo», dal momento che se tolgo la parola "Dio" non ho difficoltà comprendere il mondo contemporaneo, mentre se tolgo la parola "denaro" o la parola "tecnica" con tutta probabilità non capirei più come si muove il mondo, allora anche l'ottimismo che il cristianesimo ha immesso nella cultura occidentale, si spegne e. dalla "storia" carica di senso, si torna al "tempo" come successione di giorni senza finalità. Il denaro e la tecnica, infatti, non hanno altro scopo che il proprio accumulo (il denaro) e il proprio auto potenziamento (la tecnica), per cui non sono più "mezzi" per conseguire una finalità, ma, come oggi constatiamo sulla nostra pelle, "fini" da raggiungere in sé e per sé. Per chi non si rassegna a vivere in un tempo senza finalità, per chi non rinuncia a una visione escatologica del tempo come il cristianesimo e come il marxismo, non vedo che difficoltà si frapponga a un loro incontro, magari in nome del Vangelo, dove ai poveri era promesso un riscatto in «nuovi cieli e in nuove terre» per il cristianesimo, su questa terra per Marx.


giovedì, novembre 04, 2021

La morte del finalismo





La scienza indaga "come" l'embrione determini il successivo effetto, mettiamo il feto. Non indaga per quale fine lo determini, ovvero del perché lo determini. In altre parole, la scienza si occupa della vita, di come essa si determini, e non di quale sia il fine della vita: la scienza si occupa di determinismo, non di finalismo. La morte della conoscenza è pensare che sia già stato tutto compreso, e già elaborate tutte le regole per giungere alla comprensione delle cose. Ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, non è che una piccola parte della realtà, e la metodologia che ci siamo dati è un'inquadratura "di comodo" per poterci dare un certo ordine. Francamente è più preciso dimostrare qualcosa con linguaggio logico della matematica che letterario. Dimostrare l'esistenza ma non comprenderla. Lui comprende Noi ma noi siamo troppo piccoli non in volume, peso o altro. Noi siamo piccoli in Sapienza. A me interessa l'uomo. La conoscenza scientifica di Galileo riguarda principalmente qualcosa che accadeva. La Terra ruotava attorno al Sole. La scoperta di Galileo ha dato la felicità all'uomo? Oggi ho letto che in Italia circa 10mila ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno avuto un figlio. La scienza si pre-occupa di queste madri-bambine? La conoscenza riguarda il reale, cioè il fine ultimo delle cose. Puoi osservare un campo di grano, una vigna, un uliveto e si capisce che il significato ultimo di queste cose è permettere all'uomo di nutrirsi. Tutta la natura ha questo significato. Perché? E' una casualità, oppure il mondo è al servizio dell'uomo. Il nesso è tra la natura e l'uomo. Cosa rende possibile di andare oltre quello che ci appare? Ciò che non è ancora stato toccato o accertato direttamente nei sensi vitali è nell'esistere nel suo essere più proprio, nella sua essenza. Questo è già un 'inizio molto profondo di ciò che continua a variare troppo nella scienza e anche metafisica".


martedì, novembre 02, 2021

Il sonno della ragione

 



Purtroppo noi italiani abbiamo "qualità" che ci dequalificano sempre di più agli occhi del mondo intero, c'è solo da vergognarsi, ma pare che la maggioranza non si vergogni affatto.

sabato, ottobre 30, 2021

Un incontro




 


S'è rifatta la calma

nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.

Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma

a pena svetta.

Una carezza disfiora

la linea del mare e la scompiglia

un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora

il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiarìa

la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata

e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia

vita turbata.

O mio tronco che additi,

in questa ebrietudine tarda,

ogni rinato aspetto co' tuoi raccolti diti

protesi in alto, guarda:

sotto l'azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai:ché tutte le cose  pare sia scritto:

«più in là»

                                             

giovedì, ottobre 28, 2021

E' già notte

 



Basta guardare l'evoluzione del neonato a ragazzo. Da questa osservazione è possibile scoprire le esigenze primarie dell'io. In particolare il bisogno di amare ed essere amati, l'affermazione della propria personalità, la socialità, il gioco, la curiosità di conoscersi e conoscere.
Nell'io interagiscono velocemente l'affettività (cuore) e la ragione che svolge il ruolo di filtro separando e scartando tutto quello che potrebbe farci male. Quando la ragione viene manipolata dai media non è più in grado di riconoscere il buono dal cattivo e l'affettività diventa un fascio di reazioni e comportamenti imposti dal Potere. Questa situazione, psicologicamente, viene definita dissociazione dell'io.
Questo meccanismo perverso, tanto più pericoloso poiché non è percepito dal soggetto che, anzi, tende ad adagiarsi nel circolo vizioso dei falsi bisogni e desideri. Ecco il compito dell'educazione, che si può configurare come una lotta contro il conformismo, la banalizzazione dei valori, l'appiattimento degli affetti.
Il potere, nella sua realtà storico-politica, mostra una radicale inimicizia verso il senso religioso. E' questa inimicizia che dobbiamo contestare. D'altra parte il potere, attraverso gli strumenti d'invasione della coscienza, non può non cercare di omologare valori e atteggiamenti che gli consentano di mantenere lo status quo e perpetuare il suo dominio. Gli intendimenti del potere non hanno senso religioso e forse nemmeno etico, né un principio di autolimitazione del potere stesso, né l'apertura all'aiuto di un fattore più grande, cioè la fede. Ma lo stato ateo non esiste. Se non fa riferimento ad un principio che lo trascende e che quindi pone ad esso dei limiti, lo stato tende per sua natura ad attribuirsi una dimensione divina.

 



mercoledì, ottobre 27, 2021

La consuetudine

 


Parlando della consuetudine, Michel Eyquem de Montaigne, racconta l'aneddoto di una contadina che, avendo incominciato ad accarezzare e prendere in braccio un vitellino fin dalla nascita, e continuando a farlo, giunse per l'abitudine a portarlo anche quando divenne un toro.
Ma il racconto serve a M. per introdurre il discorso sulla consuetudine che è come "una maestra di scuola prepotente e traditrice" che ci impone il giogo della sua autorità e, dopo un dolce e mite inizio, a mano a mano che il tempo lo rafforza, rivela "un volto furioso e tirannico", di fronte al quale non abbiamo più la libertà di alzare gli occhi e ci fa persino scegliere la tirannide al posto della libertà, come dimostrava il suo grande amico,  
Étienne de La Boétie, nel Discours di qualche anno prima.
Sostituiamo alla contadina e al toro, una madre e un figlio.
Inizialmente la madre prende per mano il bambino, ci parla e altro.
Il tutto aiuta il figlio a crescere. Se la consuetudine della madre non si arresta e la donna persiste nel prenderlo per mano anche quando è cresciuto commette una violenza e instaura un rapporto di dipendenza del figlio.
Dunque: la consuetudine reca in sé un meccanismo “suo”, cioè della ripetizione meccanica, quindi se ne è vittime e non artefici. La consuetudine si ripete con costanza se non si immettono variabili, giacché l'individuo stesso è variabile dipendendo dal contesto e dalla crescita personale.
Quindi la contadina che ha seguitato a portare in braccio il toro non è stata capace di interagire con la crescita del toro.
E' stata cieca e ottusa, quindi vittima della tirannide della consuetudine.
La consuetudine può diventare nemica. Le cose si evolvono, si cresce, si deve anche un po' cambiare. Non si possono ripetere meccanicamente le stesse azioni per una vita intera o quelle stesse azioni finiranno con lo schiacciarci.

domenica, ottobre 24, 2021

La Luna

 


Ho camminato lungo la spiaggia per quasi un'ora.
C'era una grande luna ieri sera, un po' offuscata da vapori di umidità.
E un grande silenzio.
Sono tornato a casa sul tardi.
IL palazzo dove abito è pressoché deserto, tutti scappati via, e non so dove.
Nessuna finestra accesa, nessuna presenza che si indovina dietro le tende degli appartamenti di fronte.
Le ragazze del primo piano dopo una giornata di studio sono uscite anch’esse.
Un po' mi manca la loro musica, che io ascoltavo da ragazzo, suonata a tutto volume, De Gregori, Dalla, Edith Piaf e Charles Trenet e le canzoni stupende di Jacques Brel.
E le telefonate chilometriche che la ragazza del pianterreno puntualmente inizia verso mezzanotte, sedendosi sul davanzale della finestra e intrattenendo l'intero condominio sui fatti suoi.
Voci, presenze, vite di cui non so niente scomparse in un giorno e solo qualche traccia, una bottiglia di detersivo sul davanzale del bagno, uno strofinaccio dimenticato ad asciugare sul filo di ferro attaccato al balcone ne testimonia l'esistenza.
Serata di malinconie, forse, dove "l'inferno degli altri" piano piano si trasforma in presenza rassicurante, nel tranquillo farsi della quotidianità, che scandisce ogni giorno e dà l'illusione di essere al riparo.
Però è bello questo silenzio dimenticato ,anche se si mescola ad una certa inquietudine uguale a quella che può prendere quando ci si ritrova senza esserci preparati davanti ad uno specchio.
E non ci si riconosce.


venerdì, ottobre 22, 2021

Comprendere la realtà


 

Chi disse Tertium non datur?

L'espressione entra nella formulazione del principio logico del terzo escluso che afferma che due proposizioni formanti una coppia antifatica (p e ¬p) devono avere valore di verità opposto, ovvero non esiste una terza possibilità (Tertium non datur). Esso si trova già formulato nella Metafisica di Aristotele😒

martedì, ottobre 19, 2021

Amare è bello

 


L'amore è fatto di equilibri sottilissimi. Anche perché negli anni le cose cambiano: i desideri, i sogni, i bisogni, le emozioni, le sensazioni. E poi cambiamo anche noi, non sempre in meglio.
Le fondamenta sono tutto: la voglia di stare insieme, di tenersi per mano, di continuare il percorso dalla stessa parte. E poi il sentimento, senza quello non si va da nessuna parte.
Comunque regole non esistono. Bisogna sperare che proceda tutto bene e al contempo mettercela tutta affinché sia effettivamente così. E' un impegno quotidiano perché l'incuria uccide.
Il figlio in genere è il simbolo di un amore duraturo: l'amore tra due persone nasce, si sviluppa, poi ha bisogno di essere trasmesso su una terza persona, il bambino appunto. E si prolunga il ciclo della vita. Poi chiaro che matrimoni solidissimi con figli possono rompersi, mentre coppie senza figli restano innamorate fino ai 90 anni. Oggi comunque l'amore però è una cosa diversa, secondo me. E' drogato dall'esteriorità. E questo porta spesso a confondere amore con attrazione sessuale.
L'attrazione sessuale è un corollario dell'amore, ma l'attrazione sessuale non riesce a diventare amore e se non c'è qualcosa di più importante, appena evapora l'amore muore.
Insomma, la durata media di un matrimonio è di diciassette anni.
Io penso che nel mondo di oggi l'uomo un po' alla volta finisce per nascondersi all'altro e anche con gli affetti più intimi si presenta sempre con una maschera. C'è qualcosa che blocca l'essere umano, come una diffidenza che ti porta a eclissarti per sfuggire a una valutazione che l'altro può fare. Sarà che questo tipo di società ingabbiata dal cinismo del capitalismo è caratterizzata dalla competizione che ti obbliga a restare sulla difensiva. Per questo gli amori nascono con la scadenza, cioè sono a tempo, per questo la famiglia spaventa e nella coppia non c'è nemmeno il desiderio di avere un figlio.




domenica, ottobre 17, 2021

Parlare con gli altri


 

Ci sono delle persone con cui il colloquio diventa gradevole, mi piace leggere, imparare e dissentire, mettere in tavola concetti anche fastidiosi, perché comprendo che ci sarà dibattito, spiegazione, ascolto e costruzione. 
Perché conosco la storia dell'interlocutore che non si nasconde come tanti, troppi, altri; e conoscendo le persone viene voglia di aprirsi, confidarsi, colloquiare senza pregiudizi e senza paura di scoprire le proprie debolezze, perché non verranno usate contro di me.
Io preferisco una discussione , anche a un muso lungo, piuttosto che fare finta di non aver letto.
Meglio spiegarsi, che vivere nell'incertezza di non sapere cosa pensano gli altri e non poter correggere , eventualmente i propri errori.
Però non bisogna essere permalosi, altrimenti è un guaio.
Bisogna sempre dare una possibilità alle persone.
E poi a me piace ascoltare le anime che si raccontano, che si scoprono qualche volta più vicine a noi e qualche volta meno.
Io do tanto valore all'ascolto.
Soprattutto bisogna ascoltare per capire l'altro. Non porsi sempre dal nostro punto di vista, che può non essere quello giusto, al fine di valutare quello che la persona a noi vicina sta dicendo.
Si deve discutere per cercare la verità, non per stabilire chi ha ragione e chi ha torto.
Se ognuno di noi aspetterà, seduto in un angolo, che gli altri vengano incontro alle sue esigenze, sicuramente noi rimarremo ai margini della vita e tagliati fuori da ogni colloquio.
La volontà di capire, di sentire e vivere il problema degli altri, il nostro prossimo, ci toglie dall'isolamento, spezza il guscio del nostro egoismo, ci fa scoprire amici, e non dovunque gente che ci vuole male o che ci fa del male.


mercoledì, ottobre 13, 2021

Dove abita la memoria

 


E' scientificamente provato che c'è una parte del nostro cervello dedicata alla memoria. Come un hard disk in grande. Ma il ricordo deve essere evocato, pensato per non correre il rischio di essere eliminato. In questo caso un brandello di memoria della tua vita è come se non fosse mai accaduto. Ci sono testimonianze di persone che hanno fatto sogni con sensazioni di galleggiamento. E' incredibile ma stavano ricordando la vita nel liquido amniotico dell'utero della madre. I feti nuotano in un sacco pieno di liquido amniotico che permette loro di essere protetti da traumi ed infezioni. Inoltre è il liquido che consente loro di crescere al caldo e di allenare l’apparato digerente e respiratorio. Va detto anche che è provvidenziale l’aiuto del liquido al momento della fuoriuscita del feto dall’utero materno. Non siamo macchine, per fortuna, non siamo costretti a tenere registrati tutti gli avvenimenti che accadono e tutti i dati che la nostra memoria immagazzina. Siamo dotati della capacità di dimenticare, rielaborare e anche di far riposare la mente quando è sovraccarica senza che per questo motivo perda le sue capacità. La più bella visione della memoria che conosco è quella fornita da Leonardo Da Vinci il quale sosteneva che la mente fosse come una grande cattedrale, una struttura dotata di tante stanze formanti ciascuna un mondo a sé capace però di comunicare con gli altri ambienti. Come poi diceva il geniale Leonardo, è anche giusto che alcune di queste stanze restino vuote. Mi piacerebbe utilizzare tutte le nostre potenzialità cerebrali e scegliere più che di cancellare i brutti ricordi dl poterli archiviare in una cartella con scritto "file indesiderati" da aprire solo in caso servano per proteggerci da altre situazioni spiacevoli similari. La memoria umana io l'ho sempre avvertita a due facce: una quella precisa, quasi aritmetica, quella per cui ti ricordi che un anno fa alle ore 18.00 eri in quel negozio a comprare una determinata cosa o avevi sentito un tuo caro amico, e poi quella emotiva che ti fa rivivere esperienze più che altro belle e piacevoli ossia la parte dei ricordi. Quest'ultima è a volte meno precisa ma focalizza le sensazioni quasi sensoriali che il nostro "io" ricorda più decisamente. Io ho una memoria pessima. Soprattutto mi dispiace di non aver a mente molto della mia infanzia e adolescenza.. ma ognuno è fatto in maniera diversa, credo però che la scienza abbia fatto passi da gigante in questa ottica, e prima o poi dovremmo poter accedere anche nella metà oscura della nostra scatola della memoria. La memoria non scarta tanto quello che per lei è irrilevante, quanto ciò che non rientra nel campo dei suoi schemi. In altre parole ricordiamo solo quello che vogliamo ricordare. E il resto viene relegato nell'inconscio e pescato fuori con l'ipnosi regressiva. Ricordiamo persino brandelli di vita trascorsi del liquido amniotico, quindi saremmo capaci di ricordare proprio tutto, anche i dettagli più insignificanti.



martedì, ottobre 12, 2021

Uno sguardo

 



Capita di incontrare due occhi che ti attraggono e tutti gli altri attorno a te sbiadiscono e tu non hai parole mentre un sottile filo trasmette emozioni tra due anime sconosciute e poi il filo si fa vortice che avvinghia in un'altra dimensione ma all'improvviso tutto svanisce e ti lascia un vuoto.
Sarà stato un sogno?
Succede a volte che incontrare gli occhi di “qualcuno” , ti fa vibrare il cuore, e ti provoca un languore, una dolce malinconia e vorresti che mai finisse quella magia. E’ come se si arrestasse il mondo, i tuoi pensieri sfumano e restano solo quegli occhi.
Non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice".
Quel giorno soffiava un’aria di tramontana e i suoi capelli erano mossi dal vento. Il giorno dopo non c'era più il vento e non avevo davanti quel volto, eppure era presente, e dopo una settimana quella presenza era presenza ancora, e dopo un mese era presenza ancora.
Anche se fossero passati mille anni senza rivederla, la mia vita sarebbe stata stracciata dal desiderio di ritrovare quel viso con i capelli negli occhi.
L’ho vista di nuovo.
E mi ha guardato con un amore e con uno sguardo che io su di me non ero capace di avere.


domenica, ottobre 10, 2021

Rita

 



                                              Daniele scrive: 



La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.

                                       

                                               Femminicidio


A uccidere Rita -31 anni- (10/09/2021) sono stati tre colpi di pistola, uno alla schiena e due al volto, sparati da suo marito, Pierangelo Pellizzari, 61 anni, disoccupato, separato con due figli ormai grandi. Lei lo aveva lasciato, era ospite a casa di un'amica, non era disposta a tollerare oltre il controllo ossessivo del coniuge, che peraltro lei manteneva. Pellizzari non sopportava l'idea che lei lo avesse lasciato per cominciare una nuova vita. In cui lui non era contemplato e di cui non avrebbe fatto parte. Così ha deciso di ammazzarla. Le ha teso un agguato alle 7 di mattina nel parcheggio della «Meneghello funghi» l'azienda che si occupa di coltivazione e confezionamento champignon presso cui Rita era impiegata da quattro anni. Quando l'ha vista scendere dall'auto con cui le colleghe da qualche giorno la accompagnavano al lavoro, è sceso dalla sua jeep e le è andato in contro con la semiautomatica spianata e, senza dire una parola, ha premuto il grilletto. Poi le ha rubato il portafoglio e, senza fretta, è risalito a bordo della vettura e si è dato alla fuga facendo perdere le sue tracce. È rimasto nascosto per una trentina di ore prima che i carabinieri lo scovassero in un pollaio. Rita era cresciuta a Benin City, in Nigeria, dove aveva avuto tre figli da una precedente relazione, ai quali mandava i risparmi che riusciva faticosamente a mettere da parte: sognava di poterli portare un giorno in Italia. Nel nostro Paese era dal 2017, l'anno dopo aveva sposato l'uomo che sarebbe diventato il suo carnefice. Pellizzari aveva già usato violenza contro un'ex convivente romena, incassando nel 2018 una condanna per minacce aggravate e lesioni. Ora per lui l'accusa è di omicidio aggravato, porto abusivo di arma e minaccia aggravata. A cui si aggiunge anche il reato di rapina per aver sottratto il portafoglio dopo aver lasciato a terra, nel sangue, il corpo senza vita della moglie.



Testi e ricerche Laura Zangarini

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