mercoledì, ottobre 31, 2018

La noia è un disturbo della personalità








La teoria dell'informazione, quale metafora, si potrebbe applicare anche alla noia, nei suoi aspetti di non-sorpresa e non-originalità. Un'informazione eccessiva, ridondante non comunica e crea solo confusione. Annoia pure una percezione prolungata nel tempo, spettacoli, dissertazioni prive di vivacità, la monotonia di un paesaggio anche se scorre sotto gli occhi. Escluderei gli ambienti, sia pure sempre uguali, ma per qualche aspetto mutevoli, o una personalità con una propria identità di base, ma poliedrica quando è richiesto.
In sé nulla è noioso, perché la noia è un vissuto soggettivo, la cui soglia è variabile. Dipende da precedenti esperienze e personali inclinazioni. “A chi più sa perder tempo più spiace” (Dante).
Si rivede un film per rivivere emozioni e identificazioni; si rilegge un libro per reinterpretarlo o perché è il “nostro romanzo”; un saggio per ri-assimilare un argomento che ci sta a cuore. Una tematica m'interessa se suscita associazioni e memorie, confronti stimolanti e contrasti da ridefinire.
Se la vita oscilla tra noia e dolore, la noia è un pendolo tra norma e patologia, tra routine framezzata da mete, e un drammatico senso di vuoto. Oggi testimoniato soprattutto dai giovani, le cui reazioni di rado sono costruttive.
L'altra faccia della noia è la curiosità, che ci spinge a conoscere per piacere o perché è necessario. La sua fine segnerebbe quella della civiltà e della Storia. Tuttavia chi è capace di essere curioso è più esposto alla noia; specie se vi è costretto. Infatti, la sperimentano solo gli uomini o, secondo alcuni, gli animali obbligati a conviverci.




martedì, ottobre 30, 2018

Senza il desiderio muore la vita







Il desiderio è correlato alla curiosità e al trascendente.
La gente ormai pensa che la morte sia la fine dell'uomo e che l'anima è solo una invenzione della Chiesa.

lunedì, ottobre 29, 2018

La soluzione c'è
















Riky mi ha confidato che:
"A me piace vedere i blog come dei bar, dei pub, delle biblioteche, dei luoghi di riflessione, anche dei cinema (dove non si guarda il film, ma si legge).
A seconda del posto in cui si entra, si deve assumere l'atteggiamento giusto.
Ci sono dei bar dove si consuma un veloce e gustoso caffè, si scambia qualche parole e qualche battuta con gli altri avventori e con il barista.
Da qualche parte si può togliere la cravatta e arrotolare le maniche di camicia, lasciandosi andare a battute e risate, bevendo un boccale di birra. Altrove si sorseggia una bevanda calda e si parla di cose serie, confrontandosi e arricchendosi sentendo parlare l'altro, anche se ogni tanto una battuta ci può stare anche in questi posti.
Nei blog si legge anche per apprendere.
Talvolta apprendiamo anche cose che ci sono generalmente estranee, ma apprezziamo chi parla e quindi ascoltiamo anche queste cose che generalmente ci sono estranee".


domenica, ottobre 28, 2018

Il divoratore di testi alchemici









Affidiamoci al Signore, e per ciascuno la “fine del mondo” giungerà al termine sella propria vita.

venerdì, ottobre 26, 2018

Contro il maschilismo









Vorrei incoraggiare le donne a liberarsi dalla schiavitù del maschio che somiglia sempre di più a quella definita da Aristotele, cioè la donna è solo un uomo mutilato.
E poi abbiamo il pasticcio di Tommaso d'Aquino: "Sappiamo che la fede cristiana afferma che l’uomo e la donna sono stati creati entrambi in stato di grazia, e quindi di perfezione; ma se, come insegna la scienza aristotelica, la donna è per natura un maschio incompiuto, ossia un essere imperfetto, allora sembra che la fede cristiana sia sbagliata, perché sarebbe contraddittorio ammettere che la donna sia stata creata nella prima origine del mondo quando tutto avrebbe dovuto invece essere perfetto". Il quesito quindi è eminentemente teologico, e le tesi scientifiche vengono prese per buone senza questionare nel merito, così come, genericamente parlando, fanno ancora oggi i teologi. Quindi Tommaso, nella soluzione delle difficoltà, accetta la teoria aristotelica, ed ammette pertanto che, considerando il meccanismo della sua generazione, la femmina sia un maschio mancato; ma, argomenta poi, nell’ordine universale della natura la donna è necessaria, perché la riproduzione può avvenire solo dall’incontro di maschio e femmina, e perciò secondo la sua propria essenza anche la donna, in quanto donna, è perfetta.


mercoledì, ottobre 24, 2018

Superare anche l'inganno









E' un bellissimo film, ma molto amaro, anche se è un messaggio che fa riflettere: quanto sia più importante l'amore delle cose materiali che accumuliamo.
In fondo per il protagonista è scoprire la "recita" il vero motivo di dolore che lo fa cadere in catalessi, non la perdita dei suoi preziosi quadri. e se è un messaggio che fa riflettere: quanto sia più importante l'amore delle cose materiali che accumuliamo.
In fondo per il protagonista è scoprire la "recita" il vero motivo di dolore che lo fa cadere in catalessi, non la perdita dei suoi preziosi quadri.

martedì, ottobre 23, 2018

Il linguaggio atrofizzato







Tempo fa Giorgio Napolitano in occasione della Festa della Repubblica disse che In Italia c'è il rischio di una "regressione civile".
Parole durissime quelle pronunciate dall' allora Presidente della Repubblica.
Anche i toni erano preoccupati. Alludeva a fatti di cronaca dalla questione dell'immigrazione.  Violenza e insofferenza forte verso "legittime decisioni dello Stato democratico".
Di fronte a tutto questo, Napolitano lanciò un appello: rifondare l'Italia come avvenne nel 1946 quando nacque la Repubblica e il Paese riuscì a ripartire dopo la guerra con "un forte impegno e slancio comune".
Anche io vedo una " regressione civile"  non è latente, ma effettiva, ma di altra natura.
Dopo di che i limiti da superare sono sempre quelli degli altri, che siamo così bravi ad individuare secondo il nostro metro di giudizio, le nostre sensazioni, la nostra esperienza.
IL primo limite è quello del linguaggio, che descrive, rappresenta, raffigura, circoscrive.
E uscire dai limiti del proprio linguaggio temo sia una missione impossibile: il mio linguaggio, come il tuo linguaggio e quello di chiunque altro, mi rappresenta, è il mio senso, il mio mondo, il mio sguardo su cose e persone.
Ma il linguaggio è un mezzo imperfetto.
E la comunicazione conseguente è limitata in sé e arriva all'altro filtrata dal suo linguaggio, dalla sua esperienza, dal suo mondo.
Quando poi abbiamo a disposizione solo il linguaggio verbale scritto, senza scomodare citazioni, la limitazione è ancora più forte. In ogni messaggio di tipo verbale non solo vengono veicolati una molteplicità di significati, ma il processo di decodifica non è meccanico, ma si realizza attraverso un processo interpretativo in cui entrano in gioco numerosissimi fattori, il contesto, la conoscenza, l'emotività, l'attenzione.



lunedì, ottobre 22, 2018

Gli scheletri nell'armadio











la notte ho bisogno di un vago sottofondo, non dico il traffico di un'autostrada, ma il silenzio totale un po' mi spaventa, devo dire la verità. Perché poi il minimo rumorino mi spaventa.





venerdì, ottobre 19, 2018

Storie di diavoli








Per demonio, "dià-ballo" (separo, divido) e "diabolos" (accusatore, calunniatore ) intendo lo spirito di divisione, la sistematica negazione di una verità assoluta e per contro la tendenza a relativizzare tutto, e così facendo a svuotare tutto di significato. Filosoficamente è l'indifferentismo e il nominalismo ( nichilismo) della nostra epoca. Emblema tipico è nell'epigrafe che chiude il noto best-seller di Umberto Eco "Il nome della rosa". Ricordate? "Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus". Io mi oppongo, filsoficamente, s'intende, con tutte le forze ad una simile Weltanschaaung.
Ma "demonio" è anche lo spirito del male che purtroppo affligge in diversa misura tutti i viventi sia con un'attività ordinaria ,sia ,raramente, con un'attività straordinaria. E' evidente ai nostri giorni considerando anche certa musica, di cui Marylin Manson è solo l'ultimo esponente di una nutrita serie. Del resto non lo scopro certo io che oggi si può bellamente negare l'esistenza di Dio, ma credere nel diavolo. Molti sono i modi . Sia con formali atti di culto che talvolta possono culminare, come si è tragicamente visto, anche in pratiche sanguinose e omicide ( basti pensare al caso di Chiavenna); sia cedendo ad una sorta di visione esteriormente filantropica ed esoterica che Vladimir Solovev, il filosofo russo grande amico di Dostoevskij, vaticinò un secolo fa nel suo celebre Racconto dell'Anticristo (Ne suggerisco la lettura. Ha il "difetto" che si legge d'un fiato, ma andrebbe ben meditato, credo...); sia ancora con forme di culto sincretistico  come il vudù e di neo-paganesimo non mai senza pratiche magiche che anche in epoca moderna in diversi contesti ritornano tra noi: dal Maresciallo Von Ludendorff e dalla di lui consorte signora Mathilda (Mistici del Terzo Reich) (l'albero fiammeggiante nella notte dl solstizio d'inverno...), a Julius Evola , fino alla grande diffusione dei movimenti New Age, l'importante è ignorare ed escludere la dimensione religiosa ,beninteso cristiana, sostituendola con la magia non senza maschere accattivanti e apparentemente innocue, leggere, piacevoli e divertenti : da Mary Poppins, a Harry Potter, ai telefilm sulle sorelle "Streghe"



giovedì, ottobre 18, 2018

Le tappe della crescita









Il primo anno di vita è un periodo cruciale per lo sviluppo delle competenze emotive e cognitive. Un gruppo di ricercatori americani ha dimostrato che la corretta evoluzione dei circuiti cerebrali nei primi 12 mesi di vita determina sia il quoziente di intelligenza che la maturità emotiva già nei bambini di quattro anni. Lo studio è stato pubblicato su Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging.

Dalle immagini della risonanza magnetica di 233 bambini, gli scienziati del Cedars-Sinai di Los Angeles e dell’University of North Carolina Chapel Hill hanno scoperto che il livello di crescita dei circuiti cerebrali associati alle emozioni nella primissima infanzia può predire ansia e anomalie comportamentali nei bambini più grandi e negli adulti. L’attenzione degli scienziati si è concentrata sull’amigdala l’area cerebrale cruciale per il controllo delle emozioni.
«Attraverso le immagini della risonanza magnetica - ha dichiarato Wei Gao, principale autore dello studio - lo studio dimostra che i circuiti del cervello essenziali per la regolazione emotiva negli adulti sono assenti nei neonati ma emergono intorno a uno o due anni di vita fornendo le basi per un corretto sviluppo emotivo».
Monitorando lo sviluppo dei circuiti cerebrali nel primo anno di vita si possono predire anomalie nella formazione dell’intelligenza emotiva.
Un anomalo funzionamento dell’amigdala è associato a disturbi come depressione, ansia e schizofrenia negli adultiI risultati dello studio che fanno risalire lo sviluppo del sistema di controllo emotivo al primo anno di vita forniscono importanti indizi su quando lo sviluppo atipico può portare a effetti duraturi su emozione e cognizione più avanti
nella vita.
«Se confermati in studi futuri - ha detto John Gilmore - i risultati suggeriscono che potrebbe essere possibile identificare i bambini a rischio di difficoltà comportamentali associate a disturbi psichiatrici molto presto nella vita, consentendo un intervento precoce per ridurre il rischio e migliorare i risultati comportamentali a lungo termine».



Cognitive Neuroscience and Neuroimaging



mercoledì, ottobre 17, 2018

L'etica non accetta il dogma













Il debito incolmabile che noi abbiamo con il cristianesimo, si traduce spesso in un attacco verso una madre che nel tempo è diventata matrigna. Ancora oggi, ci dibattiamo all'interno di parole il cui senso dovrebbe essere chiaro e preciso, nitido e puntuale come una vetta di ghiaccio, visibile a tutti. E invece , per non pagare questo maledetto debito , ci trasciniamo dietro , come un figlio ancora non prodigo, un ritorno impossibile. Gli uomini, sono uomini dappertutto , capaci di far diventare male il bene e bene il male. La potenza umana non è nella creazione, ma nella semplice e condiscendente trasformazione delle cose.
Parliamo del debito da pagare.
Buona parte di ciò che è stato prodotto in occidente è opera di una trasformazione silenziosa, che ha una sovrana matrice. Che ci piaccia o no, le nostre radici affondano nel cristianesimo, la concezione dello stato, la comunità, la nascita dell'individuo, la differenza tra soggetto, individuo, persona, la solidarietà, l'individuo unico ma non identico, la necessità del ricorso al dogma, la volontà e la colpa, la responsabilità non delle azioni (come per i greci) non degli effetti (come per i popoli orientali) ma la responsabilità dello spirito che agisce, sono il prodotto di questo inestirpabile legame, la divisione tra materia e spirito, il diritto che assume il volto dell'individualità e dell'universalità, sono gli immensi debiti che ancora scontiamo, perché abbiamo dimenticato di averli accuratamente accolti e trasformati. L'uomo occidentale non può essere spiegato senza ricorrere all'imago dei, nessuno di noi credente o non credente, si è allontanato di un passo da tale punto di partenza.
Dove si può andare ,dopo aver pagato il tributo del riconoscimento?
La trasformazione, pur non producendo la rottura, che l'identità non si può rompere neanche se si volesse cambiare maschera alla vita, può portarci altrove, l'etica nasce dove finisce la morale degli "iddii" . L'etica ,come viaggio difficile della relazione nel mondo, impone l'abbandono del dogma e della fede. Ha ragione chi dice che la morale appare una ed universale perché una ed universale è la coscienza di ogni singolo uomo. Ma la coscienza è insufficiente se non è accompagnata da un dio che ne traccia la rotta. Così, pagato il tributo della riconoscenza, si può andare, fissando in ogni passo una nuova relazione. Tanto la morale è fatto dato, tanto l'etica appare paesaggio da costruire.










lunedì, ottobre 15, 2018

Il protagonismo esasperato







Come posso bloccare follower del mio blog?
Per impedire a qualcuno di seguirti:
Accedi a Blogger.
In altro a sinistra, accanto al nome del blog, fai clic sulla freccia giù .
Scegli il blog su cui lavorare.
Nel menu a sinistra, fai clic su Statistiche .
A destra, fai clic sul numero accanto a "Follower".
Trova il follower da bloccare e fai clic su Blocca. Questi non riceveranno più aggiornamenti quando pubblichi qualcosa sul blog.
Nota: anche se impedisci a qualcuno di seguire il tuo blog, quella persona potrebbe comunque essere in grado di aprire l'URL del tuo blog, leggerlo e lasciare commenti.

lunedì, ottobre 08, 2018

Scrivo lettere e tristezza





Dal Vangelo secondo Marco 4,35-41

In quel giorno, verso sera, Gesù disse ai
suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”.
E lasciata la folla, lo presero con sé,
così com’era, nella barca. C’erano anche
altre barche con lui.
Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento
e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.
Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro,
non t’importa che moriamo?”. Destatosi,
sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”.
Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
Poi disse loro: “Perché siete così paurosi?
Non avete ancora fede?”.
E furono presi da grande timore e
si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, a
quale anche il vento e il mare obbediscono?”.

domenica, ottobre 07, 2018

Così funziona la vita







Le tracce parallele riguardano da una parte l'importanza della definizione della "storia della scienza" e dall'altra l'ambiguità inerente alla definizione di "anormalità" stessa. Il conflitto tra fatti e valori è fondamentale non solo in termini di definizione scientifica ma anche per quanto riguarda la posizione dei "stigmatizzati" in relazione all'istituzione, al corpo sociale, al sé e all'interazione che è sempre determinata come asimmetrica.


venerdì, ottobre 05, 2018

Qualcosa che quieti l'anima







Ci sono poche cose che ci aiutano ad intuire, facilmente, cos'è quel "misterio eterno dell'esser nostro", come  Leopardi chiamava l'io di ciascuno di noi, come l'ascoltare la musicalità di un canto, la bellezza dello stesso, che riesce a far vibrare il cuore.
Leopardi la chiama "la sublimità del sentire".
Pensiamo all'emozione ,alla commozione che prova il cuore di chi ama la musica, se non è distratto da inutile cose, di chi ama ciò che lo sguardo incontra: il reale.
"Misterio eterno dell'esser nostro", Leopardi con questa frase riafferma la positività del Destino in ciascuno di noi e il grido del cuore dell'uomo è così forte e potente e bello che non si può non sentirsi trascinati e dire "già, è vero
Noi che non cerchiamo qualsiasi cosa, ma cerchiamo un bene, anche in mezzo alla confusione, cerchiamo qualcosa che "quieti" il nostro animo.
Dante (purgatorio XVII): "Ciascun confusamente un bene apprende/ nel qual si queti l'animo e desira;/ per che di giunger Lui ciascun contende.
Cerchiamo un bene, ma non riusciamo a definirlo; ma la ragione ci dice che ognuno di noi vorrebbe giungere a Lui. E la vita diventa un'avventura.
La vita è un'avventura, perché è la ricerca di quel bene nel quale il nostro animo si quieti.
Certo che se uno vive in un nascondiglio, come fa a vivere l'avventura in cui noi siamo destinati?

Dante è unico. Leopardi molto complesso. 
La sua avventura finisce male e diventa il precursore del nichilismo.
Quando leggevo Leopardi non mi era amico. 
Rappresentava molto meglio di quello che avrei saputo fare io, 
quello che io sentivo, ma non mi era amico: era un'autorità fuori di me.
 Un po' per curiosità, un po' per dovere ho incominciato a capire certe cose. 
Leopardi mi spiegava le ragioni del suo essere malinconico 
e io non condividevo. I suoi lamenti li sentivo veri ma aumentavano
 la mia malinconia. Un motivo in più per essere in contrasto con lui,
 ma non solo non ero in contrasto, anzi mi diventava amico. 
Avevo compreso che uno ti diventa amico nella misura in cui tu lo interiorizzi, 
vale a dire, comprendi le ragioni del perché lui ti rappresenta.


giovedì, ottobre 04, 2018

Si muore anche per mancanza d'amore






Madre Teresa aveva una grande capacità di amare: cosa vuol dire esattamente? Credo che sia il saper dare tutto, ma ancor di più accogliere in sé l’altro.

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità

(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)








martedì, ottobre 02, 2018

Il grande avvocato








La società e il sistema giudiziario dovrebbero lavorare coesi per garantire la tutela della vittima, ma non succede ed è profondamente sbagliato perché la piaga della violenza IN TUTTE LE SUE FORME continua a espandersi senza alcun freno.
Se poi c’è chi asserisce che “lo stupro in sé non è una grande piaga sociale” allora questo ci da la misura di quanto marcia e maschilista sia la società. Lo stupro e la violenza in genere sono delle grandi piaghe sociali, le condanne sono o almeno dovrebbero essere il mezzo per punire chi commette questi atti e le pene devono o dovrebbero essere adeguate al reato commesso.

lunedì, ottobre 01, 2018

La morte biologica dell'Europa







George Steiner non mi è simpatico; ma devo riconoscerne l’acutezza di pensiero e una certa continua sua tensione intellettuale che finisce per fondersi con la tensione morale.
Quando ebbe a sostenere che, con l’eccidio nazista, l’Europa si era suicidata, c’è poco da essere antipatico, devi sbattere la testa su quel pensiero e su quello che comporta. Già! Aver distrutto il mondo di Kafka, Kraus, Celan, Mahler, ecc., non fu forse la distruzione dello spirito dell’Europa ,cioè di un’identità, senza la quale ci resta un’Europa geografica e commerciale? E lo spirito dell’Europa non era forse un tentativo di sincretismo fra Atene, la città dell’Uomo, e Gerusalemme, la città di Dio? Lo spirito europeo non è forse il tentativo di negoziare il logos con l’imperativo della Rivelazione divina proclamata dai Libri? Dalla Torà non meno che dal Vangelo, dalla Bibbia, dal Corano? L’Europa non è forse la ricerca della convivenza fra Aristotele e Maimonide?
Il compromesso fra le due città, non c’è stato sempre, oscillando fra le due città, a volte tendendo verso Atene, a volte tendendo verso Gerusalemme senza che mai una delle due prendesse il sopravvento o riuscisse a distruggere per sempre l’altra.
Un adattamento del genere non è facile, per niente facile: per ottenerne uno soddisfacente, le grandi idee umane devono tornare ad essere patrimonio dello spirito europeo, le grandi idee umane devo essere la cultura viva e critica che identifica ogni europeo. Una volta Thomas Mann, conversando di un conoscente comune con un amico, gli chiese perché mai ritenesse che il terzo non fosse europeo. La risposta fu:
"Perché non capisce niente delle grandi idee umane".
Noi europei capiamo le grandi idee umane? Abbiamo ancora la cultura viva delle grandi idee umane? Abbiamo ancora la capacità di concordare le due città?
Temo di no, avendo abdicato al pragmatismo americano che, certo, non è noto per una particolare sensibilità verso la "memoria".