lunedì 31 ottobre 2016

Parliamo della coerenza

 
 

 
 
Quando un uomo è contento di essere coerente,
quando si gonfia in un "voglio essere coerente"
è distorto, perché afferma se stesso,
e perciò può addirittura commettere
un errore più grave di quello che commetterebbe
non essendo coerente: l'orgoglio di sé.
La vera incoerenza, ed errore quindi, di un uomo
sta nella presunzione di sapere, di controllare,
di presumere la propria compiutezza, che altro non
è che l'arroganza di determinare in base a quel che
“tocca” di umano, finito, tangibile, circolare al proprio sé.
Come in tutte le esperienze meramente umane,
quando si smette di “cercare”, allora si “trova”.
Quando cioè si pone un limite alla propria ragione


martedì 25 ottobre 2016

A chi piace la crematura








Nel caso in cui per un defunto venga scelta la cremazione, "non sia permessa" la conversione delle ceneri "in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione". Lo indica la Congregazione per la Dottrina della Fede in un documento che è stato approvato da Papa Francesco. Nello stesso documento si sottolinea che non è consentita "la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra e in acqua o in altro modo". In ogni caso debbono essere sepolte nei cimiteri o in altri luoghi sacri. La Chiesa non ammette la conservazione delle urne cinerarie in casa se non in "circostanze grave ed eccezionali". Mai comunque le ceneri "possono essere divise tra i vari nuclei familiari". Se la cremazione "non è vietata" dalla Chiesa, resta comunque la preferenza per la sepoltura dei defunti.



venerdì 21 ottobre 2016

Attacco immotivato alla famiglia




L'uomo è un essere strutturalmente aperto, definito dal compito inesauribile di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche. Rispetto a tutti gli altri essere viventi ha una caratteristica del tutto particolare: ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali, in tempo breve, sono in grado di attuare autonomamente
tutti i comportamenti di cui geneticamente dispongono, per l'uomo vi è la necessità di una lunga traiettoria educativa. La stabilità della relazione generativo-educativa è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario di sviluppo della vita umana personale.
Tale processo non implica solo la diade madre-bambino, bensì anche la figura maschile-paterna.
L'emergenza dell'identità del soggetto umano ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza, complementarietà e chiarezza delle figure e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.


giovedì 20 ottobre 2016

Nel cuore e nella mente





Si dice che le diversità non si incontrano, ma si scontrano.
Non è detto che lo scontro sia una cosa per forza negativa, violenta. Di certo, bisogna fare i conti col nuovo mondo che ci aspetta


martedì 18 ottobre 2016

L'omologazione dei desideri








Il potere, nella sua realtà storico-politica, mostra una radicale inimicizia verso il senso religioso. E' questa inimicizia che dobbiamo contestare. D'altra parte il potere, attraverso gli strumenti d'invasione della coscienza, non può non cercare di omologare valori e atteggiamenti che gli consentano di mantenere lo statu quo e perpetuare il suo dominio. Gli intendimenti del potere non hanno senso religioso e forse nemmeno etico, né un principio di autolimitazione del potere stesso, né l'apertura all'aiuto di un fattore più grande, cioè la fede. Ma lo stato ateo non esiste. Se non fa riferimento ad un principio che lo trascende e che quindi pone ad esso dei limiti, lo stato tende per sua natura ad attribuirsi una dimensione divina.

lunedì 17 ottobre 2016

Alla continua ricerca della Verità

 
 

 
 

Vorrei che tutti capissero che c'è un metodo

che precede e rende possibile la conoscenza.

Consiste nella capacità di cogliere i nessi

tra le cose, di andare oltre quello che appare,

di compiere il continuo percorso del segno

fino all'origine, al significato.

Non mi faccio irretire da un piccolo campo

di verità astratte e formali,

con le conseguenti applicazioni scientifico-tecniche.

Le restrizioni di questo dominio

del razionalismo scientifico portano a

una strada dove la conoscenza non ha

più rapporto con la vita, con le questioni della vita.

La questione che emerge con più forza

è quella della certezza, anche per

le caratteristiche prodotte dal tempo

in cui ci troviamo a vivere, dal nichilismo

che respiriamo, dall'incapacità di stare

alle evidenze più elementari della nostra esperienza.

Tutto ciò che non è trascrivibile,

traducibile in linguaggio matematico

e non sottoponibile alla dimostrazione sperimentale,

non è conoscibile ed è relegato

nel campo del meramente soggettivo.



giovedì 13 ottobre 2016

L'intelligenza artificiale











Sì, la scienza.
Ora vado a vedere un film a Sky on demand e posso vederlo dall'inizio grazie allo strumento Wi-Fi che dal mio Pc va alla televisione. Non esiste uso appropriato. Il Potere si interezza solo del guadagno.




martedì 11 ottobre 2016

La violenza delle televisioni

 
 

 
 

La televisione generalista significa due cose: si rivolge a tutti indistintamente e     
ha come contenuto tutto.

Tutta la realtà del mondo entra nella televisione, ma subisce una

trasformazione.

E' un altro mondo, selezionato, distorto.

La televisione pretende di raccontare il mondo in modo esaustivo e con la sua

forza di verosimiglianza si arroga
 
il discrimine di ciò che può essere reale e ciò

che invece non lo è, di quello che ha la cittadinanza nella vita e quello che

invece va nascosto, al limite represso.

 Il mondo è diviso in tre fette: informazione, intrattenimento e la pubblicità.

Ma il tutto avviene dentro un unico flusso per cu i programmi entrano uno

nell'altro, si confondono, si ibridano.

Tutto avviene contemporaneamente con un unico scopo: nascondere il più

possibile la verità.

 

 


giovedì 6 ottobre 2016

Il susseguirsi dei perché










La Chiesa non solo è espressione di vita, qualcosa che nasce dalla vita, ma è una vita. Chi si accinge a verificare una propria opinione sulla Chiesa deve tener presente che per l'intelligenza reale di una vita come la Chiesa occorre adeguata convivenza. Io ho questa convivenza.
Io non giustifico, cerco solo di capire, spiegare, indagare. Il comportamento di Dio è il Mistero per noi impenetrabile. Se riuscissimo a farlo saremmo anche noi divinità. Io racconto la mia fede. Un cattolico ha accanto una Presenza e non è nemmeno sfiorato dal pensiero di un'analisi critica sulla dottrina cattolica che è un patrimonio, anche dei non credenti. Tutto parte e si ripropone da una domanda fatta da Cristo a Pietro: "Chi credi che io sia?". Si può rispondere con un sì oppure con un no.

Il sì corrisponde a un cambiamento radicale. Quello che è accaduto a Sant'Agostino e Saulo di Tarso. Teologicamente la volontà di Dio non è a noi conoscibile, nel senso che non possiamo capirla. Questo fenomeno viene chiamato "Mistero".

Perché Dio ha scelto di vivere come uomo utilizzando il corpo di una ragazzina di nome Maria? Poteva anche scendere sulla terra e vivere da umano e non da divinità.

Perché si è fatto crocifiggere per poi risorgere dopo tre giorni?

Perché lascia il libero arbitrio all'uomo quando potrebbe guidarlo nella via del bene? Perché non ferma la mano degli assassini, i terremoti, le inondazioni, le guerre?

Cristo, gli apostoli e la comunità dei credenti erano già Chiesa. Poi Lui è tornato dal Padre lasciando agli apostoli lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo illumina l'uomo che è senza peccato.

Perché l'uomo pecca?




















martedì 4 ottobre 2016

Il cinque ottobre non è una data qualsiasi









L’amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona. Richiamo del corpo e dell’istinto, forza dell’affettività, aspirazione dello spirito e della volontà. La fedeltà coniugale è un’esperienza ragionevole e piena di fascino. Dà un senso compiuto alla tua vita. Potrei anche affermare che è una vocazione.

lunedì 3 ottobre 2016

Il cammino filosofico

 
 
 


 
 
 
La filosofia - affermano Deleuze e Guattari - è creazione di concetti che il filosofo non possiederà mai, ma di cui sarà l'amico. Non ci si interroga dunque sulla filosofia per assegnarle un ruolo o delle competenze, ma per mostrare come ogni domanda sulla filosofia sia una domanda posta alla filosofia, e come quest'ultima sia una ricerca in continuo divenire negli atti stessi che la instaurano. Da qui il tono paradossale di questo libro, il cui aspetto saliente è la vena pedagogica dei suoi autori, il loro procedere per 'exempla' fingendo di mimare, fin dal titolo, il linguaggio dei manuali a uso universale. Da qui anche la folla di volti, di nomi e di eventi suscitata da questo libro. Chi è ad esempio il pedagogo che ci viene incontro fin dal titolo, come l'ombra eterna e il doppio del filosofo? Deleuze e Guattari si inoltrano nell'impresa impossibile di insegnare una filosofia 'da fare'. Dove ciò che viene chiamato 'discussione' non è confronto su un problema, ma il problema stesso in divenire, in movimento. E il filosofo si configura esclusivamente come l'involucro del suo principale personaggio concettuale e di tutti gli altri, che sono gli intercessori, i veri soggetti della filosofia. Il personaggio concettuale è dunque, al tempo stesso, ciò che precede e ciò che 'succede' al filosofo, in altre parole: il suo orizzonte