mercoledì, marzo 29, 2017

Un punto di arrivo e di partenza








Se ami il Signore, se ami Gesù, senso della storia e dell’esistenza del singolo e della storia del cosmo, cioè l’umanità, se ami il Signore, e si ama nella misura cui si conosce, allora se il Signore ti mette in una situazione particolare, ben precisa per la vocazione che ti dà, è dentro lì che ti provoca ad un’attività della testa e del cuore, cioè della tua persona, senza paragone con quella che tu tenevi prima. Per questo la cosa più mirabile e enigmatica, ma grandiosa di Dio è che dimostra di saper trarre dal male il bene. Il male non deve essere uno spauracchio in più, ma deve essere un input in più: si chiama conversione la seconda ipotesi di fronte alla prima. La provocazione o è bianca o è nera; ma se la provocazione della circostanza per te è nera, vuol dire che tu ritieni che Dio conta fino a un certo punto, che Dio è a parte, lontano da te.
Una volta che consegni la tua vita a Dio può succedere che ti capiti qualcosa di male, ma tu non ti scomponi e sai che da quella situazione negativa nascerà un impulso che ti farà crescere ancora.
Io conosco solo un punto d'arrivo, quello terreno. L'Aldilà riguarda l'immortalità dell'anima. Nel bene e nel male ne parla la Bibbia e la nostra conoscenza si ferma lì.


lunedì, marzo 27, 2017

Mi aspetta un Altro






Abbiamo parlato tante volte di fede: l'incontro con la Parola genera la certezza che io appartengo ad un Altro. La vita vera mia, appartiene a Lui. Sei Tu il vero miracolo che è nato nel mio cuore e ha cambiato la luce dei miei occhi. Il sorriso con cui saluto le persone. Il lavoro di ogni giorno: il mio io sei Tu, tutto ciò che è mio lo è perché io ti appartengo. Nel Battesimo Lui mi ha chiamato per nome e mi ha donato il Suo Amore. Indicandomi una strada. C'è voluto del tempo perché la riconoscessi! Ora so dove vanno i miei passi, e so che il tempo si fa breve! Per aderire basta essere sinceri, affermare la corrispondenza e, perciò, essere ragionevoli: la ragionevolezza è affermare la corrispondenza tra quello in cui ci si è imbattuti e se stessi e il proprio cuore. Per negare occorre un preconcetto: occorre essere attaccati a qualcosa che si vuoi difendere; se si ha da difendere qualcosa di fronte all'evidenza e alla verità, non si vede più l'evidenza, non si vede più la verità, si è accanitamente tesi a salvare quello che si vuoi salvare. Per esempio, uno degli scienziati che hanno capovolto il corso della storia umana, Pasteur, che ha scoperto i microbi (la scoperta più rivoluzionaria della storia della medicina), è stato osteggiato fino a volerlo fare mettere in manicomio - adesso l'avrebbero ucciso! - da chi? Dagli scienziati dell'Accademia delle Scienze di Parigi, quelli che per sé avrebbero dovuto capire più facilmente degli altri l'evidenza delle sue scoperte. Invece, cari miei, se le sue scoperte erano vere, la mia cattedra, il mio emolumento al 27 del mese, la mia fama... addio tutto! L'indomani sarei dovuto salire in cattedra e dire: «Ragazzi, vi ho contato balle fino ad ora!», sarebbe umiliante. Ecco, per fuggire da questa umiliazione, quegli scienziati sono stati gli ultimi a cedere, perché erano attaccati a qualcosa di precedente, a un preconcetto. Ma io ho usato una parola che serve per tutto, la parola «scandalo», che viene dalla parola greca scandalon che vuoi dire "inciampo", come un sasso che in montagna cade sulla strada: devi correre in paese a prendere la gru, se ci riesci. Scandalo è l'obiezione che deriva da un interesse affermato non in nome della verità, non come ricerca della verità.



mercoledì, marzo 22, 2017

Mi lascia indifferente









Anche per i cani ogni esperienza lascia delle tracce nella memoria: alcune restano più indelebili di altre e possono essere rievocate. Si tratta di esperienze positive (fissate grazie al rinforzo come ad esempio cibo, coccole, rinforzo sociale) ma anche di esperienze negative (purtroppo tali esperienze, seppur necessarie per la crescita, tendono a fissarsi in modo immediato e duraturo). Quindi, quando interagiamo con il cane ricordiamoci che lui ha memoria!
La pillola è stata testata sui cani e questo conferma che hanno memoria. E' un discorso complesso. Ci sono informazioni contrastanti.

sabato, marzo 18, 2017

La salvezza attraverso lo stupore e l'obbedienza





L'obbediente ammira le cose della terra per il loro aspetto interiore e sublime.
De Lubac, in Paradossi e nuovi paradossi, osserva che "il conformista", quell'uomo che aderisce alla mentalità comune, prende perfino le cose dello spirito per il loro aspetto formale, esteriore.
Per questo occorre coltivare una dote umana che è immediatamente propria del bambino  e diventa grande quando è propria dell'adulto: lo stupore.
Giovanni e Andrea si mettono a seguire Gesù.
Gesù si volta e dice: "Che cosa cercate?".
"Maestro, dove abiti?".
"Venite a vedere".
Ed essi andarono e rimasero quel giorno con Lui.
Immaginiamo quei due che vanno dietro, tutti intimiditi, a quel giovane uomo che li precede.
Chissà con quale stupore lo guardavano e lo ascoltavano.
Dallo stupore nasce una domanda: "Chi è Costui?", e a questa domanda segue una risposta, un sì o un no.
Lo stupore è un presentimento di qualche cosa di sovrumano, mai immaginato, inimmaginabile.
E' una sequela. Un incontro, una Presenza eccezionale, la domanda, la risposta e l'assunzione di responsabilità di fronte al fatto.
Stupore e obbedienza rappresentano la chiave di tutto. In merito all'obbedienza sono pochi coloro che ne riconoscono il significato profondo e per assurdo liberatorio, forse perché non ne hanno mai sperimentato la 'potenza'.
Gesù aveva autorità perché obbediva al Padre.
C'è un bellissimo libretto di Padre Raniero Cantalamessa che titola proprio 'L'obbedienza' e ne spiega benissimo il valore, ormai quasi perduto.
La salvezza di molte anime è passata dall'obbedienza a qualcuno per amore di Dio.




martedì, marzo 14, 2017

Amare ed essere amati





Se uno non è appassionatamente alla ricerca dello scopo del suo vivere non capisce che gli altri sono vivi, alla ricerca di uno scopo del loro vivere, non capisce che gli altri vivono e che non sono manichini, ma compagni in cammino.
Teresa di Calcutta quando vedeva la gente in India abbandonata lungo le strade, che erano cloache a cielo aperto, non aveva timori perché la stima verso quell'uomo che stava morendo, era tale e quale alla stima che portava a sua madre.
Teresa di Calcutta e' stata un esempio di grande amore verso l'umanità. Un esempio che si ripeterà poche altre volte nella storia o forse mai più. Se solo tutti noi riuscissimo a sentire anche il più piccolo pezzettino del suo cuore dentro di noi.
Riusciamo a vedere nell'altro ciò che siamo. E allora l'altro susciterà in noi amore se ne siamo pieni noi, fastidio se ci sentiremo intimamente attentati nei nostri privilegi e così via. Se sono sereno guardo nell'altro-e desidero per l'altro- tutto ciò che desidero per me.
Trova il tempo..
La peggiore malattia oggi  è il non sentirsi desiderati né amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo che muoiono di fame, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere di essere desiderato, di essere amato, e di essere importante per Dio. Vi è fame d’amore, e vi è fame di Dio.

martedì, marzo 07, 2017

La violenza della società







 L'etica dovrebbe essere usata per cose più importanti e non per il pranzo e poi è anche moralmente sbagliato perché quello che è in natura, compreso gli animali sono destinati all'uomo. Non può essere un errore etico mangiare prosciutto, salsicce, oppure una bistecca alla fiorentina.
I musulmani non mangiano maiale e poi qualcuno si riempie di esplosivi e si lancia in un centro commerciale.
Cristo liberò l'uomo da queste idiozie:
"Non quello che entra dalla bocca rende impuro l’uomo, ma quello che ne esce (Matteo 15, 11)".
 


lunedì, marzo 06, 2017

Una proposta di vita







Ma è pur sempre vero che di ciò che si ama si può sempre parlare.
Pur ripetendosi si dicono ugualmente cose nuove, perché il cuore vero è sempre nuovo.
Andrea Emo è un grande pensatore ignorato. Qualcuno, mi sembra un quotidiano ad alta diffusione nazionale ha riesumato la sua figura.
Secondo Emo la Chiesa è stata per molti secoli la protagonista della storia, poi ha assunto la parte non meno gloriosa di antagonista della storia.
Oggi è soltanto la cortigiana della storia.
Io non voglio vivere la Chiesa come cortigiana della storia.
Se Dio è entrato nel mondo non è per essere cortigiano, ma redentore, salvatore, punto affettivo totale, verità dell'uomo.
Questa passione mi tormenta.
Nella contingenza di una decisione si può, evidentemente, sbagliare, ma lo scopo per cui agiamo è solo questo: che la Chiesa non sia cortigiana, ma protagonista della storia.
Questa immanenza della Chiesa alla storia incomincia da me, da te, dove sono, dove sei.
Essere protagonisti significa avere la capacità di testimoniare agli altri la possibilità di una vita umana che si realizza oltrepassando i soliti modelli freddi e incomunicabili. Se così non è, essere protagonisti si risolve sempre, in un modo o nell'altro, in una sopraffazione, in una violenza sull'altro: questa sarebbe una definizione di protagonismo del tutto inumana. La via che porta a un diverso modo di pensare il protagonismo umano è quella di consentire agli altri di realizzare fino in fondo la vocazione al proprio destino promuovendo la vita sul piano di una continua partecipazione. Guardare chi è protagonista è guardarci in uno specchio che ci restituisce un'immagine piena di speranza, affrancandoci dall'angoscia e dalla banalità dell'insignificanza quotidiana.


sabato, marzo 04, 2017

La Politica delega al Potere






I politici passano il tempo a parlare di cose prevalentemente inutili, fanno i loro interessi e si parano il sedere con le loro leggi...
Non abbiamo più i personaggi che facevano politica perché l'amavano. Vedi Nenni, Togliatti, Moro, Berlinguer...
La virtù principale è la disonestà.
Ma cosa ne sanno i politici che sono distribuiti nei vari ministeri senza sapere quasi nulla della materia di cui si occupano?
Sono superpagati e da lì lo scarso interesse per il bene vero del Paese.

mercoledì, marzo 01, 2017

Amore non vuol dire gelosia








La gelosia fa parte dell'amore umano. E appunto non potremmo mai amare celestialmente. Forse illuderci. Ed anche in questo, come umani, siamo bravissimi.