domenica 31 gennaio 2021

Narcisismo e Potere

 


Il potere cambia l'uomo in modo irreversibile! È quello del potere purtroppo uno dei temi più scritti, da Platone a Marx, dibattuti, controversi e complessi! Chi detiene il potere alla fine si impone su chi lo subisce! Il potere è violento! Costrittivo! E viola ogni forma di libertà! Il potere sovrasta in tutti (nessuno escluso) i settori della vita. Siamo sempre stati coinvolti indirettamente, inconsapevolmente, in rapporti di potere, solo una chiara consapevolezza può "salvarci" dall'influenza che potrebbe avere ed allontanarci dal pensiero di esercitarlo.

giovedì 28 gennaio 2021

La libertà guida il nostro cammino

 




La vera libertà per me si può raggiungere solo liberandosi da tutti quegli orpelli inutili, materiali o no (per esempio l'ipocrisia), che ci trattengono e non ci permettono di elevarci e di vedere la realtà delle cose.
La nostra è una società che ci vede come tanti burattini incapaci di pensare, invece non tutti sono così.
Essere veramente liberi non è facile, comprende sempre un percorso da seguire, un misurarsi con gli altri, una crescita costante fatta di cadute, di rinnovamenti, di certezze che mano a mano di scoprono e si acquisiscono.
Vorrei dire che è facile generalizzare affermando che sono i giovani a non essere liberi.
Il problema della schiavitù mentale e spirituale non conosce età.
Io ho la mia identità: so chi sono, cosa voglio e non ascolto falsi profeti. Soprattutto non mi sento una protagonista né in senso positivo né in senso negativo.
Io sono io, nella mia semplicità.
In questi ultimi due giorni infatti sto riflettendo molto sul rapporto che ho con le persone che mi circondano. Questi legami nascono "dalle qualità che permettono di poter costruire una identificazione individuale significativa", qualità che si sviluppano dalle esperienze di vita e sviluppando degli interessi in vari campi.
Ma questi interessi, sono fondamentali per cementare il legame? Oppure il legame è tale che riesce a coinvolgere l'uno negli interessi dell'altro e viceversa?
L'identificazione individuale non rischia comunque di essere smorzata in un'amicizia? La vera libertà è seguire i propri interessi, se si cambia non si è più liberi.
Il rischio è che la piena identificazione individuale significativa porti a una piena solitudine.
Ma più ci allontaniamo da noi stessi, più diventiamo infelici.
la Libertà, quella vera, non ha bisogno di dogmi né di qualcuno che spieghi cosa sia o ci guidi verso di essa.
Tutte le persone che hanno la forza di essere sempre se stesse, che non cedono a false promesse, che non cadono in trappole lusinghiere, che pensano sempre con la propria testa sono già libere.
Poi ci sono quelle che credono di essere libere e seguono guru modaioli, mass media pretenziosi, persone che fuori sembrano perfette ma dentro sono orribili, sistemi politici soffocanti, falsi dei.
Essere liberi è facile?
No, però ne vale la pena.
Come cantava Bertoli "e alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti".



domenica 24 gennaio 2021

Atteggiamenti comportamentali

 





Non credo che la definizione di un blog come un momento virtuale della vita sia esatta. Per me si tratta di qualcosa che è reale. Diciamo che è come scrivere una lettera e avere delle risposte. Quello che si dovrebbe capire è come le persone interagiscono.

Ma tutti noi siamo diversi a secondo dell'ambiente e delle persone con cui ci relazioniamo.

Gli atteggiamenti comportamentali che ho allo stadio, mentre assisto ad un incontro di calcio, sono molto diversi da quelli che ho in ufficio. E anche nel posto di lavoro assumo diversi atteggiamenti a seconda che stia parlando con il direttore o con un impiegato. Anche nella famiglia parlo a mia moglie in un certo modo che è differente dal linguaggio che ho con i figli.

In realtà siamo una, cento, mille persone.

Il guazzabuglio di parole è specchio di un tipo di pensiero e le chiusure ideologiche nullificano la persona privandola della libertà di un dialettico confronto che accolga idee anche discordi.

A volte si adottano frasi irriflesse e distorsioni semantiche dove spesso manca una coerenza logico-argomentativa.

Certe dinamiche comunicative individuali e di gruppo della vita reale è possibile che si replichino nella dimensione virtuale non ancora molto indagata nella sua specificità. Nei limiti ho esaminato varie volte il problema e anche recentemente in Internet tra realtà e finzione, ecc.

Attraversando alcuni blog o forum mi è sembrato che ci sia una tendenza a preferire le astrattezze e la fuga evasiva dalle varie e contrastanti forme della vita. Se si tenta di esaminarne qualche aspetto concreto e quotidiano, anche in modi non complessi, risulta veramente fuori portata di comprensione, ma se viene percepito dissonante con una propria visione del mondo credo spesso si finga di non capire, si “fraintende”, si ricorre a digressioni, si disconferma, ecc. E' certo più facile il gioco in cui, viceversa, si finge di capire improvvisate e incomprensibili divagazioni in conniventi rimandi con l'illusione di apparire sapienti, ma in realtà incapaci di riconoscere i punti salienti o ineludibili del tema in esame.


giovedì 21 gennaio 2021

Un mondo confuso

 


È un mondo confuso soprattutto sul suo procedere. Sta rotolando indietro senza che se ne accorga. Rinnega speranze e ne crea altre fittizie, in cui finisce col crederci.

Il giovani d'oggi dobbiamo aiutarli a crescere e maturare. Renderli capaci di fare scelte ragionevoli.

Privilegiare l'osservazione nei confronti dell'ideologia.

L'ideologia ci lascia sospesi in una tensione al futuro stolidamente senza volto. Una speranza anonima e senza consistenza.

Manca anche l’attesa, sembra una sciocchezza ma in realtà il saper attendere favorisce l’immaginazione, la fantasia, l’introspezione, la riflessione, la speranza.

Oggigiorno, abituati fin da piccoli a veder realizzato immediatamente ogni più piccolo desiderio/richiesta, non ci si allena a questo bellissimo e utile stato dell’animo.

Saper attendere è una di quelle qualità che stanno scomparendo fra le nuove generazioni, peccato. 

L'attesa aumenta il desiderio di un qualcosa da raggiungere e dà uno scopo al tuo vivere, diverso dal consumo del fatuo o dell'inutile. Il Potere vuole ragazzi angosciati che cercano la soddisfazione nel cellulare ultimo tipo o nel vestito alla moda.

La conclamazione di valori ideologici strumentalizzati dal Potere finisce per stordire i giovani sempre più smarriti per l'insicurezza del loro cammino e l'impaccio nell'identificare una propria esigenza prevalente.

Mancando un obiettivo di medio e lungo periodo alla fine vengono ingabbiati all'interno di un bisogno dominante che sembra quello immediatistico che si consuma giorno dopo giorno facendo scomparire l'autenticità iniziale.

Manca oggi completamente la partecipazione, la condivisione, ci si agita in una totale confusione alimentata e ingabbiata dalla strumentalizzazione del potere a discapito di una propria identità.


lunedì 18 gennaio 2021

Il consulente di Conte

    


Si vocifera che Il consulente di Giuseppe Conte sia Massimo D'Alema. Il "Velista" è fuori da ogni gioco e dalla realtà. Spero che Conte venga sostituito da Dario Franceschini del PD.
Giorgio Gaber ci ricorda che qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Sì, qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come, più di sé stesso. Era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra, il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti, avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra, il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
D’Alema, questo piccolo essere, uno dei principali responsabili del tracollo della sinistra proveniente dal PCI, pensava di strumentalizzare la protesta dei lavoratori per la sua battaglia personale contro Renzi. E i lavoratori gli hanno detto a chiare lettere cosa pensano di lui. Essendo un ex comunista, non c'è da sorprendersi se capisce le cose con un certo ritardo. Forse oggi D'Alema s'è reso conto che è tramontata la sudditanza psicologica dei lavoratori verso i leader, il cui "verbo" nessuno osava contestare. E se non l'ha capita neppure oggi, D'Alema è irrecuperabile, almeno per quanto concerne il rapporto con la realtà. D'Alema che s'infila in un corteo della Cgil è un uomo che non si rende conto del mondo in cui vive. S'è fermato agli anni '80, quando i militanti del suo partito lo consideravano un genio. Oggi D'Alema ha capito che per lui è arrivato il tramonto. Si tolga dai piedi, con dignità, e si goda la sua pensione stratosferica. I lavoratori gli hanno dato il benservito. Ne prenda atto.
Ma pensandoci bene in fondo Baffino è un precursore. Lui aveva capito che il marxismo era una bufala (ideologia, quindi utopia) tragicamente presa per vera dal socialismo reale.
Aveva capito che la classe operaia ambiva a diventare borghesia, riuscendoci. Da buon ateo l'unica cosa che gli rimaneva era gestire una fetta di potere e soldi. Un po' alla volta tutti sono diventati come lui. Affaristi e ladri. Qualcuno ha seguitato a fare il matto con la falce e martello e raccattare una manciata di voti nelle elezioni. Quelli di sinistra li trovi in qualche forum a catechizzare senza uno straccio di idea di sinistra che li caratterizzi. Moralisti, moraleggianti, vegetariani, ambientalisti, professori. Insomma, il peggio del peggio.
Il socialismo reale è stato applicato. Ha deluso le aspettative di molti giovani che credevano in una società più giusta. Ha lasciato dietro molti morti. Il marxismo appartiene a un'epoca storica passata e molto diversa da quella attuale. Il capitalismo tecnologico ha vinto e miete vittime e infelicità. La terza via di Enrico Berlinguer è rimasta in un cassetto a marcire tra sogni e utopie. A me rimane il ricordo di un periodo giovanile bello e di lotta. Ci chiamavamo "compagni", una parola piena di promesse non mantenute e caduta in disuso.
Gaber, De André e Rino Gaetano hanno analizzato al meglio il fenomeno del '68 e del comunismo, arrivando sostanzialmente alla stessa conclusione di "glorioso fallimento".
Il comunismo in sé non coincide con il concetto di sinistra, perché la sinistra può essere tale anche senza il comunismo.
Ma come ho sempre pensato, governare secondo i principi della sinistra risulta probabilmente impossibile.
Il Pd ha governato, ma con politiche centriste o addirittura di centrodestra, specie sul lavoro. Politiche di sinistra sul lavoro forse sono davvero un'utopia?
D'Alema è un Berlusconi con i baffi, senza il cerone, i tacchi e il parrucchino, senza le barzellette.

Amen.

sabato 16 gennaio 2021

La politica al servizio del Potere

   

      

Sofocle disse: Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere. Il potere e il desiderio di grandezza, assorbono il cuore dell’uomo avido, lo ubriacano e gli causano una specie di delirio di onnipotenza, calpestando tutti i valori. Quanto più grande è il potere, tanto più cresce l’abuso degli altri uomini dimenticando che esso è il nulla, se non riconosce di essere creatura. Non dimentichiamoci che ci sono altri abusi di potere anche nel nostro piccolo mondo domestico, causando danni irreparabili, togliendo la vita a chi si ribella alle vessazioni, e stravolgendo la vita alle piccole vittime, che vengono private dei loro diritti primari: Amore e serenità. Quando una cultura diventa dominante il suo contenuto è così sistematicamente veicolato dai media che si innesca una veloce osmosi che riesce ad informare inconsapevolmente la mentalità di tutti. Così che a un certo punto la fisionomia stessa del muoversi della società e dei singoli diventa totalmente riconducibile alle immagini e ai parametri mentali degli strumenti di comunicazione. E' molto raccapricciante vedere un individuo totalmente determinato nei suoi giudizi e nelle sue movenze dal dettato comune. L’uomo non può vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato. L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società. E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione. Basta disporre di una efficiente organizzazione per consentire qualunque cosa. Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori. Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti. E nell'astenia generale l'alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte per il flusso umano. La politica deve favorire la collettività e permettere individualmente alle persone di partecipare e suggerire sui problemi del Paese. L'imposizione annichilisce l'essere umano e poi lo schiavizza. A questo punto non hai nemmeno voglia di parlare. Il punto d'arrivo del marxismo è una società di eguali con pari dignità. Il problema è che solo un lungo discorso d'amore e di cultura può permettere che il dirigente di una azienda abbia un reddito pari a quello di un operaio e lo accetti con serenità. Il comunismo ha cercato di imporre questa visione della vita con la forza e si è trasformato nella più crudele delle dittature. La politica è una punta dell'iceberg. I politici si prendono stipendi, vitalizi e brutture. Fa parte del gioco. E' difficile capire come i cittadini possano cambiare la politica, visto che il potere provvederebbe poi a fare in modo che nulla cambi. Venendo ai giovani, credo siano frastornati dalla loro vita frenetica, iniziata fin da bambini: scuola, sport, attività extra. Per gestire la colossale rete di contatti che sviluppano si attaccano inevitabilmente ai social. E quando si fermano un istante, è come se fossero persi nel vuoto. Il potere ha bisogno che i giovani siano subito pronti alla vita da adulti e alle consuetudini imposte dalla società. Da adulti si fa terribilmente fatica a coltivare rapporti profondi fuori dalla famiglia. I rapporti più profondi sono quelli che nascono da bambini, da ragazzini o da ragazzi. C'era più tempo per farlo. Oggi invece si fa tutto, dallo sport alla scuola, ma ho l'impressione che i rapporti, tra i giovani, siano meno profondi e duraturi.
Il Potere è il cancro di ogni società. 
Il Potere mangia tutta la carne e ci lascia solo l'osso da rodere come cani affamati 
che si sbranano fra di loro.




giovedì 14 gennaio 2021

La morte di dio

   


La questione suprema incomincia a questo punto. Nel suo pieno dispiegamento la natura dell'uomo vuol sentir parlare soprattutto di" problemi concreti" e di soluzioni che indichino " che cosa dobbiamo fare" . Si infastidisce se le si parla della possibilità che l'uomo sia un errore ( che è affermazione del tutto diversa dalla banale sentenza che l'uomo erra). Si infastidisce ancora di più, se le si dice che l'affermazione " l'uomo è un errore" ha un senso radicalmente diverso da quello che essa possiede in certi settori della "nostra cultura" . Per Nietzsche, ad es., l'uomo è un errore e deve trasformarsi in "superuomo". Ma il superuomo di Nietzsche ha i tratti essenziali della civiltà della tecnica. nel superuomo nietzschiano la persuasione di essere il dominatore del mondo raggiunge il culmine. Si tratta invece, pensando che l'uomo è un errore , di scorgere nel "super-uomo" - ossia in ciò che sta oltre l'uomo- il tramonto della persuasione di essere i padroni delle cose. Se si segue questo ordine di pensieri, ci si incammina lungo la via dove appare il senso autentico, ma profondamente nascosto, della " crisi" della civiltà della tecnica- il senso autentico del " limite" dello sviluppo. Lungo questa via, si dovrà indugiare a lungo su ciò che la cultura attuale dà come scontato : di essersi ormai definitivamente lasciata alle spalle il vecchio sogno della " verità". La scienza, la tecnica, la medicina, gli sviluppi hanno migliorato la nostra vita, non di poco. Ma ci sono cose che non possiamo risolvere in maniera definitiva: il decadimento del nostro corpo, la morte, le catastrofi naturali. Morale, religione, filosofia, politica, arte, non sono attaccate dalla civiltà tecnocratica, ma dalla società utilitaristica-materialistica. La morale è: raggiungo i miei scopi, in qualunque modo. L'arte è utile solo se mi fa conseguire i miei scopi. Così si ragiona nella società utilitaristica-materialistica. La politica? Quante volte è usata per gli scopi personali? La scienza ha pure allungato la vita dell'uomo. Oggi si arriva a 100 anni. Ma se entri in un reparto di geriatria, sei malati in ogni camera, vedi qualcosa di orribile. Sì, la medicina e la chirurgia permettono di vivere di più, ma la qualità della vita dopo l'aggiunta di una ventina d'anni è disastrosa. La Scienza non si occupa delle persone diventate larve fatiscenti. Per questo in molti paesi del mondo l'eutanasia è galoppante. E' una barbarie tenere in vita un malato del morbo di Parkinson. Il capitalismo tecnologico ha ammazzato la politica, la libertà senza confini ha annullato morale e etica. «La tradizione occidentale sarà distrutta e il mondo sarà governato da una tecnica senza etica». Il pensiero è del il filosofo Emanuele Severino. La tendenza in atto  fa intravedere sempre più radicalmente la distruzione della tradizione occidentale e siccome l'Occidente è alla testa del Pianeta, assisteremo alla disintegrazione dei valori che hanno dominato la Terra. Questa distruzione è operata dal pensiero filosofico degli ultimi due secoli, che mostra ciò che comunemente viene chiamata la morte di Dio, cioè la fine di ogni verità assoluta, di ogni fondamento, di ogni centro del mondo. Se non c'è alcun Dio, e cioè nessun limite, nessuna verità che argini e guidi l'azione dell'uomo, allora la scienza e la tecnica hanno via libera, ricevono da parte della filosofia del nostro tempo l'autorizzazione a procedere al dominio totale delle cose.




lunedì 11 gennaio 2021

Una stanza vuota

 


Amare la vita e desiderare la felicità: sembra ovvio, e tuttavia è proprio quello che accade alla maggioranza di noi? Finché si è bambini è forse più facile, ma poi le cose si complicano e capita di cadere in situazioni che ci portano a odiare la vita e a una profonda infelicità. Le ragioni di questo sono tante e spesso svolgono un ruolo determinante le circostanze esterne, ma molto dipende da noi e dalle nostre scelte. In realtà ogni uomo è naturalmente orientato alla ricerca della felicità, ma, nell’urgenza di trovarla, finisce per soddisfare bisogni effimeri imposti dall’esterno, come il denaro e il successo, o per seguire insegnamenti e perseguire obiettivi che non sono fatti per lui.
Sul filo della Regola di san Benedetto, Dom Guillaume ci guida in un percorso attraverso i meccanismi che giorno dopo giorno ci chiudono in una gabbia sempre più soffocante. Perché oggi l’uomo è tutt’altro che libero. La strada per la vera libertà, e dunque per una felicità piena e feconda, passa per una profonda conoscenza di sé: la consapevolezza dei doni ricevuti, dell’importanza del proprio ruolo nella comunità dei viventi, ma anche di questo desiderio di vita e felicità che ci abita e rappresenta il potente motore che, correttamente indirizzato, ci spinge a crescere e a vivere davvero.

sabato 9 gennaio 2021

I ritardi della Scienza

 


La bomba atomica usata dagli americani contro i giapponesi: gli obiettivi da colpire, Hiroshima e Nagasaki sono stati decisi all'ultimo momento. La bomba atomica avrebbe potuto colpire anche città diverse. Per gli americani l'importante era usare la bomba atomica. Quali i motivi?
-giustificare le enormi spese sostenute per arrivare alla bomba atomica,
-dimostrare al mondo intero, in particolare alla Russia , che i più forti, i padroni del mondo erano loro, gli americani,
-sconfitta la Germania la resistenza giapponese si poteva stroncare in un periodo medio-lungo, con vittime anche americane. Con la bomba atomica le vittime sarebbero state tutte giapponesi, la guerra sarebbe finita e il mondo intero avrebbe potuto iniziare a ricostruire case e fabbriche. Sull'azione bellica distruttiva degli Stati Uniti d'America ci sono molti pareri. Il mio è che è stato commesso in crimine inammissibile. Peggio di Hitler che agiva nel pieno di una follia devastante. Truman, invece, ragionava.


mercoledì 6 gennaio 2021

Si chiamava Italia Donati

 


Le persone che commettono gravi errori, ma fanno tesoro di essi e cambiano in meglio, sono da applaudire.
Alcuni miei concittadini sono stati indagati per un giro di spaccio, hanno fatto giorni di carcere, ora sono ai domiciliari e hanno l'obbligo di firma. Commercianti e persone conosciute. Mi piacerebbe che si riscattassero, facendo qualcosa di importante per gli altri. Per me è colpa di questa società basata sulla competizione e sull'esaltazione del successo. Per questo si genera l'invidia. Per questo guardiamo alle mancanze altrui, perché tiriamo un sospiro di sollievo sulle mancanze nostre. La società invece dovrebbe incoraggiare il rispetto delle regole della convivenza e incoraggiare le persone a trovare il proprio appagamento e il proprio equilibrio. Se io non posso raggiungere il 100 come gli altri, devo essere contento del 70 che ottengo. Invece la società competitiva e aggressiva mi costringe a dire: "Per fortuna che c'è quello che prende 50".Ci sono errori per i quali non esiste redenzione. Penso all'assassinio, ovviamente. Ma gli altri...beh, io mi auguro che il mondo e le persone offrano la possibilità di scontarli. Chi si pente e cambia vita ma apprezzato, non si può pensare solo al male commesso.
Si guardano i difetti degli altri perché si è perso il senso di appartenenza alla comunità. Non più tanti singoli che operano insieme, ma una molteplicità di egoismi. E comunque è bene che ognuno di noi comunichi cose belle e parli di cose belle, se si persevera nelle scemenze e cattiverie non ne usciamo. Positività, insomma!
Gesù disse loro anche questa parabola:

“Un cieco può forse pretendere di fare da guida a un altro cieco? Se lo facesse, cadrebbero tutti e due in una buca! Nessun discepolo è più grande del suo maestro; tutt'al più, se si lascia istruire bene, sarà come il suo maestro. E tu perché stai a guardare la pagliuzza che è nell'occhio di un tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come osi dirgli: fratello, lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio, allora vedrai chiaramente e potrai togliere la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”.
Direi che possiamo cominciare da qui!
Ricordo di aver ascoltato la storia di una maestra su un programma televisivo, forse la “5 storia” ed è, ad ogni modo, documentato. L'insegnante si chiamava Italia Donati.
Arrivata in un paesino del meridione, iniziò a insegnare e affittò una stanza nella casa del sindaco, non essendoci molta scelta. Il problema nacque dal fatto che lei era molto bella ed il sindaco, benché sposato, noto come “sciupafemmine”.
Inutile dire che a quei tempi un’insegnante doveva essere al di sopra di ogni sospetto, dare il buon esempio, ed essere di comprovata moralità. Insomma, passare per amante di un uomo sposato, cosa terribile, diventava una tragedia. Per evitare le continue maldicenze e la fuga degli alunni, si sottopose a visita ginecologica che la confermò vergine. Già questa era, a quei tempi, un’esperienza traumatica. Chiese ed ottenne il trasferimento in un altro paese ma non le fu permesso neppure l’accesso con la scusante che non volevano i rifiuti dell’altro paese. Obbligata quindi a ritornare nel primo, angariata ulteriormente dalle tue amate “chiacchiere”, si tolse la vita. Pensavo a tutte le lamentele di essere umani calpestati dal cinismo di questa società, pensavo al bisogno di rispetto e verità nelle storie personali. E pensavo ai bollini che la gente ti lascia addosso, e nonostante il bene compiuto continua a vedere quello che ha nella propria testa, pensavo a quanti incontrano finalmente persone giuste e buone, ma accorgendosi che forse sono migliori di loro, iniziano competizioni senza fine per sminuire il ‘buono’, e se proprio non ci riescono, partono con le calunnie e la divulgazione di cose false difficilmente recuperabili, pensavo che il primo rispetto che si deve a sé e agli altri è la verità, quella verità che solo il silenzio nel cuore del Mistero può svelarti impedendoti di arrenderti alla logica della menzogna.
Da rimarcare che Italia Donati non era una donna pentita, ma una bella persona e la maldicenza l'ha ammazzata. Pensate se la gente può credere a chi è cambiato.





venerdì 1 gennaio 2021

2021:pensare alla donna

 


Il problema è che nel dibattito sociologico, nell'approccio "italiano", c'è sempre il nero e bianco.
Così avremo da una parte femministe incattivite e dall'altra maschilisti ancorati su concezioni quasi preistoriche.
Il tuo auspicio è comunque giusto: lavorare insieme per superare le differenze all'interno della nostra società.
Ci vuole tanta buona volontà che purtroppo spesso rimane ferma alle buone intenzioni.