mercoledì, marzo 27, 2019

Guardo una rosa








Oltre il non saper scrivere sembrerebbe in crisi anche l'osservazione. Poche immagini ci turbano, quasi nessuna ci commuove, è motivo di scoperta.
Les Murray in alcuni suoi versi ricorda che Newton osservando la mela cadere dal ramo ha capito molte cose, e aggiunge però che se si fosse anche chiesto come diavolo aveva fatto ad arrivare lassù quella mela, allora avrebbe scoperto una fisica perfetta.
Guardare veramente è un atto di implicazione con tutti gli aspetti del fenomeno. Cioè è usare la ragione.
Disse una volta il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel: "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Osservo le vie, le persone, le chiese, i bar, le osterie, le ormai fatiscenti sezioni di partito. Ma dopo l'osservazione, appunto, viene il ragionamento, il giudizio, la sintesi. Carrel (in Riflessioni sulla condotta della vita): "Nello snervante comodo della vita moderna la massima delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata...La maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo della personalità".
La crisi della cultura è causata dalla mancanza dell'osservazione. Se uno non si sofferma a guardare una rosa, come potrà mai descriverla?
E' il fenomeno dell'anoressia dell'osservazione.
In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, la possibilità di mettersi in discussione.
Io penso non sia soltanto l'ascolto, sempre importante, ma anche la lettura e il guardare con occhi aperti, il fare esperienze, perché il linguaggio ha sempre anche una motivazione e trovare emozioni anche oltre la parola aiuta paradossalmente la parola.

lunedì, marzo 25, 2019

La Democrazia schiavizzata








La democrazia giorno dopo giorno ha cominciato a trasformarsi in un qualcosa che somiglia molto alla schiavitù. Il padrone incontrastato si chiama Potere.
Potremmo chiederci: chi ha più interesse a operare un annullamento del rapporto col mistero, a stabilire che dio anche se c'è è inutile? E' il Potere che attraverso il richiamo ai valori che stabilisce pretende dalla gente ubbidienza secondo il proprio disegno.
La nostra società è determinata e dominata dal moralismo. Chi aderisce ai valori conclamati dalla mentalità comune propagandata dal Potere è considerato un democratico.
Attraverso la proclamazione di questi valori che la televisione, i giornali, la scuola impongono come criteri unici del vivere in base ai quali tutto è giudicato, il Potere, più o meno lentamente, ma sempre violentemente, omologa e pianifica tutto. Pianifica non solo il comportamento esteriore, ma penetra e omologa le coscienze.
Al nostro fianco vivono generazioni mute. Esse attraversano in silenzio la vita, portando con sé nella tomba un grido inespresso.
In Italia non esiste più autorità, esiste, invece, uno sterminato potere. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.


giovedì, marzo 21, 2019

Olismo e quantistica








 Secondo la scienza olistica quella che noi chiamiamo "ragione" non è altro che il sistema digitale mediante il quale noi osserviamo i fenomeni analogici in un contesto olistico. In altre parole, ciascuno di noi spezza l'intero in piccole parti che sono a lui più comprensibili. Su questo si basano tutte le scienze occidentali: "immaginano" sistemi semplici che poi raggruppano in entità via via più complesse. Non esiste un "sistema chiuso" del quale misurare l'entropia però ci serviamo del concetto per arrivare, approssimando, ad algoritmi che spiegano in termini comprensibili alla nostra specie, fenomeni ben più complessi. Così la "ragione" dipende dalla cultura, dalla mente e dalle esperienze di ciascuno. Non è universale ma "probabilistica".
Bene.



Io contesto la scienza olistica perché contraddittoria ,
non è intellegibile.
Somiglia a un tubetto di dentifricio.


La ragione, invece, è quell'originale apertura con cui l'uomo percepisce il senso del reale.
E non si conosce una realtà se non cogliendone il senso.
Se ho una macchina e la esamino pezzo per pezzo, fino ai più minuti componenti e non ne capisco il senso, cioè a cosa serve, la sua funzione nella totalità, non posso dire di conoscerla.
Inversamente, posso dire di conoscere la macchina anche se non so analizzarla, ma ne colgo il senso.
Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che si incontra e si segue e la natura originale della propria persona.
Dobbiamo diventare creativi, da non confondere con l'esuberanza immaginativa, cioè riuscire ad abbracciare la realtà secondo l'impeto ultimo e l'ideale del cuore, cioè secondo il giudizio.



martedì, marzo 19, 2019

La luce dentro






L'offerta è una tavola imbandita che offre coreografiche ed elaborate squisitezze, con cibi che sembrano a portata di mano, ma in realtà costano tantissimo in termini fisici e psicologici. Quel di cui avremmo bisogno è semplicemente pane e olio ma il desiderio indotto ci fa sentire tesi verso l'apparente varietà di offerta. E mischi un pasticcino a una tartina, aggiungi uno shakerato E123, ripassi al tavolo per una meringa e poi ti dai del coglione per la nausea allo stomaco. Se l'anoressia psicologica fosse un segno del percorso verso un rifiuto -nausea- potrebbe essere anche un passaggio auspicabile. Mi passa l'appetito verso qualcosa che non nutre né spirito né corpo. Ma dove si trovano pane e olio, amici?
Cos’è la vita? Cos’è l’amore? Cos’è la morte? Da quando vi sono uomini che pensano, queste domande fondamentali non hanno cessato di impegnare il loro spirito. Da millenni, le grandi religioni si sono sforzate di fornire le loro risposte. L’uomo stesso, non appare, allo sguardo penetrante dei filosofi, nel suo essere, indissolubilmente “homo faber”, “homo ludens”, “homo sapiens”, “homo religiosus”? E non è a quest’uomo che la Chiesa di Gesù Cristo intende proporre la buona novella della salvezza, portatrice di speranza per tutti, attraverso il flusso delle generazioni e il riflusso delle civilizzazioni?
la vita è un dono ricevuto che contempla in sè la responsabilità ma anche il libero arbitrio. Quando la scelta di restituzione del dono propende, per varie ragioni, verso il diniego, è semplicemente un problema di non aver trovato (forse non cercato?) quella “ragione" in grado di propendere verso il positivo, verso la sua accettazione nel bene e nel male. Non è un problema di ordine morale. E' un problema di spendita esistenziale.
C'è una frase molto bella di Elisabeth Kubler Ross: “Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c'è il sole, ma quando cala l'oscurità rivelano la loro bellezza solo se c'è una luce dentro.» Scoprire quella luce dentro ognuno di noi, le chiavi per accedervi, attraverso chi o cosa, è il vero senso del dono.

sabato, marzo 16, 2019

Dolore privo di lacrime





Conosco tanti, troppi, che dicono di non piangere più. Alcuni immagino che se ne vergognino soltanto, perché questa società malata, specie per i maschi, riesce ad inibirle le lacrime. Io piango naturalmente, per commozione, per gioia, per liberazione, per disperazione. Piango per una sofferenza, piango davanti ad un film, piango leggendo righe che mi creano scompiglio. Il pianto è un accessorio autentico della nostra personalità. Bloccarlo è sciocco. Come trattenere la pipì.

lunedì, marzo 11, 2019

Tanto dio non esiste










"Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?"
Mi sembra che questa frase esprima meglio di qualsiasi altra
la vera questione davanti alla quale si trova ciascuno di noi,
in questi tempi in modo particolare.
E siccome l'abbiamo sentita tante volte, il rischio è che
soprassediamo subito, considerandola un po' esagerata, una frase
di Gesù che non ci riguarda, come dire: "Ma cosa c'entra
propriamente con noi?”. Potrà valere per gli altri, atei e agnostici.
E in questo modo archiviamo la questione prima di cominciare.
Un richiamo ci indica che non ci conviene compiere
questo tipo di ragionamento. Ha detto Benedetto XVI: "Capita ormai
non di rado che i cristiani si diano maggiori preoccupazioni per
le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno,
continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio
del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non
è più tale, ma spesso è perfino negato.
Nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario,
oggi non sembra più essere così in grandi settori della società,
a causa di una grande crisi di fede che ha toccato molte persone.
Questa crisi sta provocando effetti sempre più palesi che
rischiano così di trasformare il mondo in un deserto inospitale.
Sta avvenendo la scristianizzazione, una crisi del cristianesimo che attraversa
 il mondo occidentale e non solo.
Per molti uomini, l’essere cristiano ha perduto di senso e
 quindi d’ interesse: molti
 lo ignorano del tutto e non si curano nemmeno di conoscerlo; molti altri lo 
ritengono una cosa del passato, di cui non vale la pena occuparsi; altri si
 sentono assolutamente estranei a esso, in quanto realtà religiosa che
 pretende di incidere sulla vita umana, in particolare sulla vita morale, 
e perciò non soltanto rifiutano tale pretesa, ma la combattono aspramente.
L’uomo confonde la libertà di agire, con il fare i comodi propri, 
e l’egoismo impera
Le Messe sono piene di anziani, mentre i giovani non sanno più dialogare 
e guardarsi negli occhi, sono tutti connessi alla tecnologia, che è 
lo strumento di massificazione dell’intelligenza di una potenza 
devastante e spaventosa, se usata in modo improprio. 
Purtroppo il cristianesimo non è più la fonte della civiltà. 
Ed è perseguitato con i metodi più subdoli. Per questo la missione della 
Chiesa italiana ed europea non è più in giro per il mondo, ma la missione
 è qui, nel cuore della "scristianizzazione".
Dobbiamo prenderne atto purtroppo con molta tristezza!

sabato, marzo 09, 2019

Indagine sul dolore











Il dolore è parte della vita, sarà sempre con noi!
Ma anche la gioia e l'Amore sono sempre con noi, non disperiamoci, ma accettiamo, dopo il buio della notte, sorge sempre il sole.




giovedì, marzo 07, 2019

Cerchiamo la semplicità







Il pensiero dei bambini è leggero e veloce, ma anche puro per natura.
Noi adulti abbiamo perso la purezza (è inevitabile), quindi ragioniamo, senza cedere all'immediatezza. Purché ovviamente non sia un ragionare troppo farraginoso.
Si può quindi ragionare e promuovere la semplicità.
La semplicità sui blog è facilissima da perseguire: si entra in un blog, si legge quello che c'è scritto, ci si ragiona un attimo e si lascia il proprio parere.
A volte invece ci si lascia andare a ragionamenti che ci portano nettamente fuori strada e che ci portano a leggere ciò che non è scritto. Ecco, il pensare troppo..il troppo storpia :)





lunedì, marzo 04, 2019

L'eclissi dell'IO







Il dramma Sei personaggi in cerca d’autore è uno dei vertici del teatro pirandelliano; si tratta di un’opera in cui non si rappresenta semplicemente una vicenda sul palcoscenico: al centro dell’interesse dell’autore è l’evento teatrale stesso nel suo farsi, il processo attraverso il quale gli attori danno vita e consistenza ai personaggi immaginati dall’autore del testo. La scena è animata da due gruppi di personaggi: una compagnia teatrale e un nucleo familiare, in cui si intrecciano rapporti di odio-amore. Costoro irrompono in teatro mentre si svolgono le prove affermando di essere stati creati dalla fantasia di un autore che però non ha dato loro compiuta realtà artistica. Essi chiedono che la compagnia e il capocomico mettano in scena la loro tragica storia.

sabato, marzo 02, 2019

Milena e Franz





Ti ho già detto che so il motivo per cui Kafka non ti piace. 
Non è un difetto ma solo il tuo modo di approcciarti alla vita.
 A volte l'uomo è baciato dalla Grazia, altre resta solo con
 le sue domande che non hanno risposta. 
Ecco, Kafka fa parte del mondo negativo e io 
apprezzo la sua arte straordinaria che dimostra nel descriverlo. 
Non ho nemmeno paura di essere contagiato.
Che cosa faremo in queste giornate di inizio 
primavera, che ora vengono così presto? 
Stamane il cielo era grigio, ma se si va alla finestra ora, 
si è sorpresi e si appoggia la guancia 
alla maniglia della finestra.
Sotto si vede la luce del sole, che in verità è
 sulla faccia della fanciulla ingenua, che cammina
 così e si volta indietro, e nel medesimo istante
 si vede l'ombra dell'uomo che le viene appresso
 rapidamente. Poi l'uomo è già passato e 
l'ombra della bambina è tutta chiara.