sabato 31 ottobre 2020

Non sentirsi solo




Vivere in un palazzo è un po' come essere dentro un film.
Vite che si intrecciano, che a volte non si toccano mai.
Mi arriva a tutto volume la grande musica che ascolta un vecchio signore.
De Gregori, Dalla, Edith Piaf e Charles Trenet e le canzoni stupende di Jacques Brel.


giovedì 29 ottobre 2020

Comunicare con gli altri


 

Se abbiamo i piedi ben radicati alla terra, ai nostri valori, e la braccia allargate per abbracciare la libertà, che ogni uomo porta con sé, non dobbiamo temere “mostri” che vogliono annientare la nostra ragione, le nostre sicurezze.
Oggi c’è una brezza piacevole, dopo il temporale all’alba.
Non è semplice comunicare nel modo giusto perché a volte diciamo qualcosa e però il nostro interlocutore percepisce altro oppure ci aspettiamo delle risposte diverse e prendiamo per negative quelle diverse che ci arrivano.
La cosa importante è sapere di avere la coscienza pulita e non partire mai con l'intento di voler ferire davvero qualcuno.
La prima , autentica, comunicazione, è con se stessi. Se si parla a cuore aperto, non si sbaglia mai. O perlomeno non si trae in inganno. Si può essere duri forse, insensibili a volte, ma si gioca a carte scoperte. E allora non ci sono mostri che tengano, né dramma, ma solo orizzonte terso. E nessuna paura di sbagliare. L'uomo ha una grande spinta naturale verso la comunicazione. Essa però è imperfetta per natura e così può generare anche fraintendimenti, anche a prescindere da comportamenti che possono essere irrispettosi nei confronti del prossimo, messi in atto da parte di chi cerca la comunicazione, ma non accetta il dialogo e il confronto. Confronto e dialogo, tra idee e pensieri, che è invece alla base della crescita del nostro "io". Alla base di una buona comunicazione ci deve essere rispetto per le idee altrui, una rettitudine di intenti e una capacità di comunicare. Tuttavia ciò che conta soprattutto è comunicare con retta coscienza, se “alla fine di una comunicazione” la coscienza non ti rode significa che hai fatto tutto ciò che era in tuo potere, se poi l’interlocutore non è “contento” dovrebbe a sua volta vedersela con la propria coscienza. La libertà è qualcosa che si dovrebbe fermare quando limita quella di un altro. Il dialogo serve a comprendere quando, anche senza saperlo, invadiamo quella degli altri. A livello teorico non sembra qualcosa di difficile, ma quando cominciamo ad agire nascono le difficoltà. In ogni caso se non c'è nemmeno l'idea del rispetto verso gli altri, l'attuazione pratica diventa impossibile. La comunicazione a volte nasconde insidie. Quello che comunichiamo all'altro è diverso da quello che l'altro percepisce ed anche da quello che intendevamo comunicare. Nulla è facile in questo gioco. Gli incontri che mi hanno emozionato sono avvenuti con persone che non conoscevo. Io ho una facilità enorme a parlare della mia vita, delle sensazioni che provo, degli amori, e incontrando una persona estroversa si arriva a una comunicazione straordinaria.


lunedì 26 ottobre 2020

Le stanze della memoria




Lo psicologo Gerd Thomas Waldhauser dell’Università di Lund in Svezia ha realizzato una ricerca grazie alla quale ha scoperto che grazie alla memoria selettiva possiamo allenare la nostra mente a dimenticare gli avvenimenti difficili.
Tale ricerca dimostra che più cerchiamo di dimenticare un ricordo, più difficile sarà recuperarlo. Qualche errore spiacevole potrebbe demoralizzarci, ma avendo la certezza che saremo in grado di non ripeterlo è anche giusto dimenticarlo, a meno che uno non abbia tendenze masochiste.

venerdì 23 ottobre 2020

Tutti i colori





La diversità è come il pensiero libero, scevro da idiosincrasie e pregiudizi, per certi versi è anche come la Fede autentica: fa paura, perché sprona a vedere il mondo con occhi diversi.
Ecco perché c'è così tanto odio.
Odio ingiustificato, che rovina solo il mondo.
Rimane solo una cosa: combatterlo, dimostrando che nel diverso, nel bene, nel giusto, nel pensare con la propria testa non c'è niente di male.

mercoledì 21 ottobre 2020

Vivere male



                                        Munch, Malinconia 1891

Certi stati emozionali sono negativamente percepiti come associati alla vulnerabilità della psiche e all’indecifrabilità dei processi psichici. Si vorrebbero curare con gli psicofarmaci le forme dell’infelicità esistenziale, esperienza che andrebbe vissuta e interpretata per un cambiamento, né so quando possano giovare le meditazioni orientate all’apatia del vuoto mentale o l’adeguarsi a ruoli, ideologie e false coscienze prestabilite al fine di non essere considerati devianti de-omologati.

lunedì 19 ottobre 2020

Il rischio di trasformare il mondo


 In crisi non è la società della tecnica , ma le forme della tradizione occidentale, che da tale civiltà sono portate al tramonto. Non solo la creazione di nuove tecnologie distrugge le tecnologie obsolete, ma la civiltà della tecnica, nel suo insieme, distrugge le forme tradizionali nelle quali si è via via presentata la " tecnica" occidentale : la religione, la morale, la politica, l'arte, la filosofia. Esse sono distrutte non nel senso che sono bandite, ma nel senso che vien negata la loro pretesa di guidare l'umanità, e questa negazione non consiste in un semplice atto teorico ma nella maggior " potenza" della razionalità scientifico-tecnologica rispetto a qualunque altra forma di razionalità. La crisi dei " valori tradizionali" è la loro impotenza rispetto alla potenza tecnologica. Ogni critica che nella "nostra" cultura viene rivolta alla civiltà della tecnica si fonda su quello stesso atteggiamento di cui tale civiltà è la più rigorosa realizzazione. Questo atteggiamento- che compare insieme all'uomo- consiste nella persuasione di essere padroni delle proprie azioni e di essere in grado di padroneggiare, mediante l'agire le cose del mondo. L'Oriente ha coltivato soprattutto la capacità di divenire padroni del mondo interiore, soprattutto del mondo esteriore l'Occidente. Anche i filosofi che , come Heidegger ( in cui riecheggiano alcune forme tipiche della saggezza orientale) , mettono in questione il rapporto mezzo-fine , contestano il modo in cui tale rapporto viene realizzato , non questo rapporto come tale. L'antica arte di fabbricare una brocca è anche per Heidegger profondamente diversa da una moderna centrale idroelettrica. Eppure, nonostante ogni indubbia diversità l'antico e il nuovo modo di fabbricare le cose hanno in comune l'essenziale e il decisivo: la persuasione ( la fede) che l'uomo è capace di dominare il mondo, cioè di trasformarlo conformemente ai propri progetti. E' così "naturale" , questa persuasione, che in genere non si vuol perdere tempo attorno a essa. La sostanza di tale persuasione rimane immutata anche quando si rileva che gli autentici attori storici non sono gli individui, ma i gruppi, gli apparati, le istituzioni, le strutture. ( si tratta della versione attuale del concetto tradizionale che l'autentico attore della storia sia il divino) è così naturale, quella persuasione, appunto perché in essa consiste la "natura" dell'uomo. La civiltà della tecnica è il pieno dispiegamento della "natura" dell'uomo. «Siamo vicini a un punto di non ritorno oltre il quale il riscaldamento globale diventerà irreversibile. La scelta di Trump potrebbe spingere la Terra oltre questa soglia e farla diventare come Venere, con temperature oltre 250 gradi e piogge di acido solforico». È Stephen Hawking a tratteggiare la terribile prospettiva. Il grande astrofisico, che ha spiegato gli enigmi dei buchi neri, punta il dito contro il presidente americano e la sua decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima: «Il cambiamento climatico è uno dei grandi pericoli da affrontare - ha detto in un’intervista alla Bbc per i suoi 75 anni -, se vogliamo fermarlo dobbiamo farlo ora».


domenica 11 ottobre 2020

La Donna


 

Io mi chiedo da sempre come sia possibile sottoporsi a certi ritmi. Bisogna essere efficienti sul lavoro e non rifiutare straordinari o missioni fuori sede, poi bisogna essere madri perfette e non fare perdere ai figli nessuna opportunità , poi bisogna essere mogli sempre seduttive, poi bisogna fare vita sociale , poi bisogna partecipare assiduamente alle attività delle scuole dei figli e seguirli passo passo negli studi dall'asilo all'università in modo da aiutare le povere creature che non sanno fare da sole neanche 1 +1, poi bisogna essere sempre al passo con la moda e setacciare nel tempo libero tutti gli outlet delle varie firme per avere le ultime cose griffate aggiornate, poi bisogna tenersi vive culturalmente con seminari o teatri , poi è indispensabile qualche attività creativa, possibilmente manuale, perché fa tanto bene, poi naturalmente , dalla 21 alle 22 di sera, è assolutamente indispensabile la palestra...Poi ci sono i week-end che sono altro lavoro...... E il lavoro è sempre più " da inventarsi ", "creativo ",  senza regole ,senza garanzie.  Tornare a fare le mamme ? E come si fa a vivere a Milano con uno stipendio solo? Forse bisognerebbe rinunciare al consumismo conducendo una vita diversa , molto diversa...ma ci sono spese fisse come il costo della casa...e bisogna saper persuadere ed educare anche i figli. Per riuscire a fare un cambiamento simile bisogna vivere in un contesto e in un comunità dove anche gli altri la pensano allo stesso modo. Non si può essere soli, se non si è abbastanza forti.

martedì 6 ottobre 2020

Amo la notte


 

A me piace il rumore di fondo del mondo. Lo puoi ascoltare solo di notte in aperta campagna. Difficile udire il brusio del Big Bang. Quando i ricordi danzano, sono ricordi belli, gioiosi. La luna cara a tutti noi, è un poco vanitosa perché tutti per ammirarla alziamo gli occhi al cielo. Ma è tanto bella luminosa, in tutte le sue forme! Sussurra agli innamorati, ispira i poeti, fa sognare chi è solo, e rincuora chi è triste. La notte mi è sempre piaciuta e mi piace ancor oggi, è stata una vera ossessione in un periodo della mia vita in cui il silenzio e i buio mi erano diventati pesantissimi da sopportare, da lì ho scoperto che ogni realtà non è solo bella o solo brutta è l'una e l'altra e il bello è che tutto dipende dalla nostra mente, dal nostro sguardo. Troppo rumore no, ma un po' di rumore può anche conciliare un'ottima meditazione. Almeno per quel che mi riguarda. Ma questo è il lato magico della notte. Di notte - lo so per esperienza personale - i sentimenti diventano più vivi, più intensi. Il sole trasmette ai nostri muscoli più energia, la luna invece riesce a collegarsi con il nostro cuore, evidentemente. La notte é magica. Si riesce a capire meglio se stessi, oltre a percepire il mondo che ci circonda. 
Bisogna solo porsi la domanda: "Ma io chi sono?".


...............................

...............................

La luna nasconde i suoi occhi

come donna innamorata,

il fiume l'aspetta nell'acqua

e una notte l'ha baciata...


Vorrei ritornare bambino

e guardare ancora il fuoco,

la Storia più grande è il Destino

che si svela a poco a poco:


la notte che ho visto le stelle

non volevo più dormire,

volevo salire là in alto per vedere...

e per capire...



Claudio Chieffo.