sabato, dicembre 26, 2015

Alla ricerca di una vera identità







Il bene dell'io, come il bene comune, è un bene relazionale fatto di scelte definitive e stabili, che mantengano la caratteristica della permanenza, di un impegno di fedeltà e di costruttività.
L'incapacità di permanere nella scelta significa l'incapacità di una effettiva responsabilità.
Illudendosi di essere libero solo perché può continuamente cambiare le sue scelte, l'uomo finisce spesso per essere condizionato dalla mentalità dominante, dal potere enorme dei mass-media. In realtà, spesso il potere sceglie lui, e l'uomo non è più protagonista. Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti.




sabato, dicembre 19, 2015

Un gap comunicativo




Il succo del mio discorso credo che risieda in questa frase:
"Relazioni falsate, basate sull'invalidamento alla fonte del senso originario; dinamiche pregiudiziali compromettenti l'autenticità di ogni rapporto."
Sono i pregiudizi e soprattutto i giudizi che falsano i rapporti e l'impossibilità di comprensione

lunedì, dicembre 14, 2015

Gesù ci invita ad entrare in comunione con lui





Nei vangeli sinottici Gesù dice ai suoi discepoli che «ad essi è stato dato di conoscere i misteri del Regno dei cieli» ( Mt 13,11), «del regno di Dio» (Lc 8,10) o, anche, che è stato loro «confidato il mistero del Regno di Dio» (Mc 4,11). Il mistero è ora oggetto di rivelazione ai piccoli, ai semplici, ai quali non è richiesto un linguaggio da iniziati ma un cuore puro (cfr. Mt 11,25). Ciò che Dio conosce viene comunicato agli uomini, perché lo conoscano anche loro: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Non si tratta però di una conoscenza riservata, ma, al contrario, di un messaggio destinato ad essere divulgato con una predicazione universale e gratuita: «quello che ascoltate all'orecchio - dirà ancora Gesù ai suoi discepoli - predicatelo sui tetti» (Mt 10,27). La rivelazione del «mistero» della salvezza cristiana e l'invito al «sacramento» del battesimo sono diretti a tutte le genti, senza eccezione (cfr. Ef 3,5-6; Mt 28,19-20). Il contenuto di quest'offerta non è una «gnosi», un sistema di pensiero per interpretare il cosmo e le sue leggi, né semplicemente una regola di vita, bensì l'offerta della vita personale di Dio stesso e l'invito ad entrare in comunione con lui (cfr. 1Gv 1,3-4).


lunedì, dicembre 07, 2015

L'uomo si riconcilia con Dio





Cristo ha incaricato Pietro di fondare la Chiesa che già c'era, cioè Lui, gli apostoli e la comunità dei credenti erano la Chiesa. Gesù ha investito di questa missione il migliore dei suoi apostoli conoscendo le sue debolezze.
A Pietro che diceva di amarlo rispose che lo avrebbe rinnegato per tre volte prima che il gallo cantasse.
Senza la Chiesa Cristo sarebbe un dubbio personaggio storico, meno di Napoleone. Secondo te Napoleone può cambiare la vita di un uomo? Nella Chiesa Cristo vive attraverso i Sacramenti, la lettura dei Vangeli e l'Eucarestia. Nella Chiesa l'uomo che ha peccato si riconcilia con Dio attraverso la Confessione. Nella Chiesa l'uomo si libera del peccato originale, si unisce in matrimonio e riceve l'estrema unzione.
Ipotizzando un rapporto diretto con Dio ogni uomo avrebbe una sua religione diversa. Direi tascabile. Nella Chiesa si assicura l'unità dei credenti. Riguardo alle altre religioni e agli uomini in genere tutti abbiamo da imparare. Nella parabola del samaritano chi ama il prossimo non è il sacerdote e nemmeno il levita, ma la persona più generosa pronta a fornire aiuto a chi è nel bisogno.


giovedì, dicembre 03, 2015

Il pensiero pasticciato




Spesso interagiamo con le persone in modo diverso ma forse questo dipende anche da come gli altri si rapportano con noi.
Non credo sia recitare, anzi secondo me è un modo molto personale che ognuno di noi ha con il vivere nella società.
Comunque ciò che è importante è restare fedeli a se stessi anche se vediamo negli altri differenti modi di pensare e rispettarsi l'un l'altro.


lunedì, novembre 30, 2015

Osservare e poi descrivere












“Contemplari et contemplata aliis tradere”
“Contemplare e dare agli altri le cose contemplate”.
In questo “motto”, coniato da S. Tommaso, il “contemplare” è la parte più importante, benché essa non deve essere disgiunta dal “donare agli altri”.
E’ una gioia interiore a stento contenuta, contemplare è frutto della fede è una cosa che fa del bene agli altri oltre che a noi stessi, desta il desiderio di sapere il segreto di questa gioia, così strana in un mondo come il nostro di oggi, e, quando se ne intuisce la fonte l’anima ne trae sempre una spinta di desiderio verso questo amore di Dio





venerdì, novembre 27, 2015

Superare la falsa meritocrazia





Purtroppo  la giustizia, l'uguaglianza e la meritocrazia sono solo un'utopia ,in un modo dove il prepotente ,l'arrogante ,l'ignorante presuntuoso ed il più furbo ha sempre la meglio.



mercoledì, novembre 25, 2015

E' bello quando accade



Allora potrei interpretare lo scritto come l'incontro con un qualcuno di divino (forse un angelo) con le sembianze umane. Il suo sguardo ti aiuta a rendere tutto più facile.   Vedi quel volto per un istante e andando via pensi che avresti voglia di rivedere quel viso. Forse una metafora per far capire che se questa umanità così persa vedesse il divino potrebbe ancora rinascere e salvarsi?




domenica, novembre 22, 2015

L'incanto della Bellezza







L’integrità o perfe­zione (integritas sive perfectio), poiché le co­se incomplete, proprio in quanto tali, sono deformi. Quindi si esige la dovuta propor­zione o armonia (debita proportio sive con­sonantia) tra le parti. Infine la radiosità, il bello interiore. 


martedì, novembre 17, 2015

Il male allontana il Regno dei Cieli






Francesco come Benedetto XVI. Come il suo diretto e vivente predecessore, Bergoglio all’Angelus si è rivolto ai musulmani chiamandoli “fratelli“. Un saluto impensabile soltanto mezzo secolo fa, ovvero prima del Concilio Vaticano II, che scrisse e approvò la dichiarazione “Nostra aetate”, pietra miliare per le relazioni tra la Chiesa di Roma e le religioni non cristiane, ebraismo e islamismo in primis, a cui il documento dedica paragrafi molto importanti. “Se, nel corso dei secoli, – si legge nel testo approvato da oltre 2500 padri conciliari – non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà”.
I fratelli musulmani sono quelli che rispettano le altre religioni e non compiono atti di barbarie inaudite.


lunedì, novembre 09, 2015

Il capitalismo è maschio







Quando camminano senza la croce, quando edificano senza la croce, quando vedono un Cristo senza croce, non sono più discepoli del Signore: sono mondani, vescovi, preti, cardinali e papi, ma non sono discepoli del Signore, e il Paradiso non possono vederlo nemmeno con il telescopio, perché nessuno sa dove sta il Paradiso. Io ho una vecchia Alfa 146 e sul cofano trovo solo il residuo secco del processo digestivo dei piccioni e non ho niente da acchiappare.


sabato, novembre 07, 2015

L'urlo del leopardo



Con la classica espressione “gatta morta” si indica una persona che, nonostante abbia un’immagine ed un comportamento inoffensivo, apparentemente innocuo e mansueto, nasconde in realtà un altro tipo di personalità, più subdola ed aggressiva.
Tale persona usa questo stratagemma per raggiungere i propri scopi ed interessi. In realtà si tratta di una persona malevola, aggressiva, ficcanaso, intrigante e sleale che finge di essere dolce, timida ed indifferente per ingannare il prossimo. Molto spesso “gatta morta” viene anche definita una persona che cela la sua natura poco virtuosa fingendo di essere irreprensibile.

Mi domanderete: " E il leopardo?"
Vi rispondo: " Il leopardo ha rifiutato di farsi fotografare"




venerdì, ottobre 30, 2015

A me piaceva Edith Piaf





 Dove va' l'emozione di un cielo con una così grande e lucente luna? E dove vanno a finire le ombre dei passi che lei illumina? Forse se ne vanno. Ma dove vanno? Bella la tua luna! Grande Luna! Mi sovvien Leopardi!


lunedì, ottobre 26, 2015

Abbandonati dalla creatività








E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.

mercoledì, ottobre 21, 2015

La Presenza è una realtà nuova






"Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti, Non sono infiniti, loro,Tu sei infinito. e dentro quei tasti, infinita è la musica che puo fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. (Baricco-Novecento)

venerdì, ottobre 16, 2015

San Paolo introduce e Luca spiega





Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
In quel tempo, mentre era nel tempio, Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.
Vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.
Tutti costoro, infatti, hanno deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”.


lunedì, ottobre 12, 2015

La parola ci spiega il Fare e l'Essere










Orazione, non è preghiera ma perdersi nella contemplazione di Qualcuno che ci chiede se lo amiamo con sincerità. La preghiera non sono parole perdute nell'aria davanti a un tabernacolo contenente il Corpo di Cristo. Allora contemplazione è un silenzio orante è «Senti, io non lo so come, ma Ti voglio bene!».
Lui è Colui che mi prende la mano tirandomi a se chiudendo gli occhi sul mio ieri che nemmeno io voglio ricordare e insegnandomi a Essere nel Fare. "Mi ami tu?" Mio Signore che mi conosci dall'alba dei tempi mi chiedi se Ti amo, come hai fatto con Pietro, io che......."Sì, io Ti amo" e domani sbaglierò ancora e ancora e ancora, ma sempre Ti dirò che Ti amo, che sei nel mio cuore. Sempre.

Il cielo sta nuovamente preparando un nuovo temporale. Io sono al caldo della mia casa. Sono una persona che ringrazia per questo privilegio. E Amerò di più chi al freddo, bagnato, penserà a Cristo senza bestemmiare la vita ingrata.

venerdì, ottobre 02, 2015

Allarghiamo l'area della nostra coscienza



Dostoevskij iniziò a scrivere "l'Idiota" e buttò giù molte delle
riflessioni e degli appunti che lo portarono a "I Fratelli Karamazov" e al suo incompiuto disegno di grande romanzo. Dostoevskij supera l'ipotesi che sorge in Nietzsche di un nichilismo lieve, o gaio, propagandato come modo di vivere da "turista", un po' distaccato e scettico tra le cose belle e le difficoltà del mondo.
Dostoevskij comprende che l'abisso dell'animo umano non si risolve nell'individuare una buona idea o una norma giusta, ma nel mistero della presenza di Cristo.




lunedì, settembre 28, 2015

Filosofia e fede potrebbero confrontarsi








L'habitus mentis della filosofia è il non credere a ciò che si vede: l'esempio che si riporta è il bastone immerso nell'acqua che ai nostri occhi appare piegato. Occorre farlo riemergere per accorgersi che è diritto.
Viceversa la fede deve credere a ciò che non si vede. Senza questa fiducia priori, non sarebbe fede.
Sono due ambiti legittimi, autonomi nei loro confini. Come due parallele che non s'incontrano e potrebbero confrontarsi, anche condividere alcuni punti non oltrepassando le rispettive competenze.
Ultimamente in numerosi saggi spesso proposti dalle gerarchie ecclesiali è palese la pretesa di compatibilità, ma sottintendendo la supremazia della Verità rivelata, anche con implicazioni scientifiche, come il creazionismo, Il Disegno Intelligente, ecc.
Nelle università prende piede il pensiero post metafisico, salvo qualche residuo del vecchio accademismo anti relativista.
Il senso comune scambia ancora la filosofia per ancella della teologia o comunque in un ambito di neo spiritualità. Con conseguenze anche sul dibattito etico, sulle nuove etiche e bioetica.


giovedì, settembre 24, 2015

Non sempre il progresso è positivo



Il progresso è "buono" quando ha come scopo il "benessere" degli esseri umani ma diventa "cattivo" quando diventa disordine oppressione e diciamo anche prigionia

venerdì, settembre 18, 2015

martedì, settembre 15, 2015

Educare i figli al Vero





Nel mondo si è sempre imposta la legge del più forte. Del resto l'uomo è un animale e la sua anima sarà morta per asfissia.


venerdì, settembre 11, 2015

I limiti del perdono dell'uomo





Nella situazione umana attuale non c'è un ideale al quale possiamo sacrificarci, perché di tutti noi conosciamo le menzogne. Noi, che non sappiamo che cosa sia la verità. E' la più terribile definizione del cinismo che identifica l'atteggiamento dell'uomo d'oggi, e poiché non sa il nome della verità, tutto gli sembra menzogna, anche l'aspirazione ultima e costitutiva del cuore, anche l'esigenza profonda di certezza, anche la passione per la giustizia. Ognuno pretende avere così la propria morale, ma questa è la più grande e triste menzogna. Che l'uomo abbia la sua morale significa infatti che ognuno è dominato dalla morale dello stato, del potere, cioè dalla morale dei valori comuni, stabiliti da coloro che hanno i mezzi per farlo. Così, per una pressione osmotica irresistibile, tutti coloro che pretendono di avere una loro morale finiscono sotto il dominio della morale del Potere. La moralità vera è quella che nasce dall'eucarestia, cioè dal Dio non più anonimo, ma presente, cui apparteniamo. E' impossibile all'uomo perdonare: l'uomo può dimenticare, può ovviare, ma non perdonare. Perdonare significa infatti far rinascere da capo. L'Eucarestia è la memoria di un uomo che muore al nostro posto, che ci grazia, che ci fa diventare colmi di essere, come se non avessimo fatto nulla di male.


martedì, settembre 01, 2015

Il trascendente è afferrabile





La religiosità risveglia la potenzialità di vivere

 la realtà sotto una luce meritevole di amore.

Perché avvenga  occorre umiltà e

la consapevolezza di "meritare" di cogliere

 la presenza e donarla a sé e agli altri.

Sembrerebbe una semplice occasione naturale,  

ma nella realtà tutto questo sembra inafferrabile,

distante, in sintesi non avviene con facilità.

Mi chiedo perché. Forse ci si avvicina

 con scarso rispetto degli altri,

forse tutto quel che circonda l'essenza

della religiosità paga il prezzo di una

 trasmissione non incontaminata, allora, 

nelle migliori delle ipotesi, ci fermiamo

allo sguardo religioso sulle cose senza dare

un senso religioso all'appartenenza perché

significherebbe uscir fuori dal proprio sé

 per darsi ad un tutto che sia ben più ampio del sé.





lunedì, agosto 17, 2015

Da una testimonianza nasce la metanoia








Il sale è che ,benché peccatrice, la donna sa riconoscere che Cristo è la Verità e con il suo cambiamento sarà salvata. Appunto la metanoia



domenica, agosto 09, 2015

L'Amore più grande






Descrivendo la situazione umana attuale, dice André Malraux: "Non c'è un ideale
al quale possiamo sacrificarci, perché di tutti noi conosciamo le menzogne. Noi,
che non sappiamo che cosa sia la verità". E' la più terribile definizione del
cinismo che identifica l'atteggiamento dell'uomo d'oggi, e poiché non sa il nome
della verità, tutto gli sembra menzogna, anche l'aspirazione ultima e costitutiva
del cuore, anche l'esigenza profonda di certezza, anche la passione per la
giustizia. Ognuno pretende avere così la propria morale, ma questa è la più
grande e triste menzogna. Che l'uomo abbia la sua morale significa infatti che
ognuno è dominato dalla morale dello stato, del potere, cioè dalla morale dei
valori comuni, stabiliti da coloro che hanno i mezzi per farlo. Così, per una
pressione osmotica irresistibile, tutti coloro che pretendono di avere una loro
morale finiscono sotto il dominio della morale del Potere. La moralità vera è
quella che nasce dall'Eucarestia, cioè dal Dio non più anonimo, ma presente, cui
apparteniamo. E' impossibile all'uomo perdonare: l'uomo può dimenticare, può
ovviare, ma non perdonare. Perdonare significa infatti far rinascere da capo.
L'eucarestia è la memoria di un uomo che muore al nostro posto, che ci grazia,
che ci fa diventare colmi di essere, come se non avessimo fatto nulla di male.


lunedì, agosto 03, 2015

Gesù nella nostra vita






Lentamente Gesù colloca la sua persona al centro dell'affettività e della libertà dell'uomo.
E' commovente la questione, è l'aspetto più commovente di tutto quanto il fatto cristiano, cioè la storia cristiana.
La vocazione in cui Cristo ci ha bloccati, in questo essere bloccati ha già dentro tutto.
Dove sei, dove uno vive queste cose, entrano flotti di umanità diversa. Altrimenti le cose restano immutabili, in tutti i sensi, e sembrano dar vigore e ragione alla superbia, alla pretesa, alla presunzione, al fariseismo.
La vocazione è un grido di battaglia, non come un posteggio, un posteggio in cantina.
Se si va a insegnare, se si va a lavorare in banca e si stabiliscono rapporti con gli altri compagni di lavoro, qualsiasi cosa si faccia, per quanti rapporti si tessano, questa battaglia è lo scopo. E' la battaglia del nuovo contro il vecchio. Per questo è la vera rivoluzione.
Anche ai tempi di Stalin tutti gridavano: "Rivoluzione!", e tutto sembrava rivoluzionario, animato da imperiosa volontà di rivoluzione. Son finiti negli accusati schemi dei propri avversari, identificandosi con essi.


mercoledì, luglio 29, 2015

Incredibile decisione della Cassazione




Giusta ma manifestazione delle donne contro l'astrusa  decisione
della Cassazione che assolve gli autori di uno stupro di gruppo portando come motivazione i
costumi della donna.


lunedì, luglio 27, 2015

Utilizzare il tempo con intelligenza






Una volta invidiavo il cane dei vicini

nel giardino sottostante la mia finestra,

perché lui non si annoiava,

non aveva il problema si sapere che fare.

Cosa mi era successo?

Si era ammalato il mio rapporto con il tempo.

Prima il tempo era al mio servizio

e io non sentivo il

bisogno di riempirlo, poi ho cominciato ad avvertire

il bisogno o dovere di riempire il tempo.

Sono rinato quando, seduto su una poltrona,

ho cominciato a guardare i miei quadri.

Non erano fatti di niente, ossia di solo colore,

ma avevo scoperto che dietro il colore,

c'era qualcosa di nuovo

a dargli senso, drammaticità,

insomma poesia.

Poi, un po' alla volta,

guardando con occhi nuovi mi sono accorto

che non solo dietro il colore c'è una

Rivelazione





giovedì, luglio 23, 2015

Pensare al futuro dei figli

 
 

 
 
 
 
La Strada di Cormac McCarthy
sembra un racconto di una disperazione
tale da togliere il respiro.
Bene, è esattamente il contrario.
E' vero, a leggere si resta senza fiato.
Ci sono scene crude e forti.
Ma se avete un figlio, è difficile che
a un certo punto non sentiate
il bisogno di fermarvi, chiudere il libro
e andare di là, in cameretta,
per dargli una carezza.
A me è successo, davvero. Dormiva.
E mi è venuto in mente quello
che mi aveva detto un amico,
un teologo di Bergamo,
don Maurizio: "Fermati, fai un passo
indietro e chiediti:
 "Cosa sarà di lui?".
 


martedì, luglio 21, 2015

Caratteristiche di un Paese che cresce





Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Il capitolo Giovanni 14, rivela Gesù come la personificazione di queste tre qualità divine, ma anche svela la chiave che apre uno spiraglio sulla comprensione del progetto di Dio che fa, a dir poco, sbalordire.
Questa affermazione di Gesù esprime la composizione pragmatica della funzionalità delle virtù di Dio, che nel loro insieme sono intrinseche alla natura Trina di Dio, ma anche e soprattutto, hanno funzionalità universale della esplicazione della sua volontà, perché operano al volere decisionale di Dio, essendo parte di Dio stesso.

sabato, luglio 18, 2015

Vivere sempre con la Presenza






La memoria di Cristo è l'unica memoria che diventa sempre
più grande e invadente quanto più passa il tempo e si cammina.
Come diceva Möhler in una sua lettera: " Io penso che non
potrei più vivere se non Lo sentissi più parlare". E' una memoria
che diventa così grande e invadente che ci si alza al mattino
tranquilli, perché nella profondità della sua prospettiva con cui
si vedono le cose domina la Sua presenza.
Senza la presenza del significato l'uomo non può più vivere.
E infatti tutti vivono nel limbo di un presentimento. Noi siamo
chiamati invece a diventare lottatori, i camminatori perché sappiamo
bene dove andare.
Ognuno di noi ha già cominciato a percepire come Cristo ha la
profondità di un mare o di un cielo, un mare e un cielo particolari
perché senza limiti.


mercoledì, luglio 15, 2015

Cristo tra la gente




Zaccheo, si arrampica su un sicomoro per vedere Gesù.
Zaccheo si arrampica sul sicomoro perché era piccolo di statura.
Gesù gli passa vicino, guarda dove si era issato e gli dice:
"Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".
Immaginiamo che cosa ha sentito quell'uomo. E' come se Cristo gli
avesse detto: " Io ti stimo".
Ma quell'incontro non sarebbe vero, sarebbe come se non fosse
avvenuto duemila anni fa, se non potesse avvenire anche adesso.
Un uomo non può aderire a Cristo se non percepisce che è vero oggi.








giovedì, luglio 09, 2015

L'utopia non è una menzogna

 
 


 
 
 
Per aderire basta essere sinceri, affermare la corrispondenza e, perciò, essere ragionevoli: la ragionevolezza è affermare la corrispondenza tra quello in cui ci si è imbattuti e se stessi e il proprio cuore. Per negare occorre un preconcetto: occorre essere attaccati a qualcosa che si vuoi difendere; se si ha da difendere qualcosa di fronte all'evidenza e alla verità, non si vede più l'evidenza, non si vede più la verità, si è accanitamente tesi a salvare quello che si vuoi salvare. Per questo la Fede è ragionevole, se non lo fosse sarebbe disumana.
 


martedì, luglio 07, 2015

Difendersi dalle aggressioni






Quando qualcuno ci schiaccia un alluce abbiamo subito un risentimento e ci ergiamo in uno sguardo minaccioso.
Se invece ci schiacciano la personalità, in modo tale che essa ne risulta letteralmente soppressa, o così intimidita da rimanere incapace di agire, questo lo subiamo tranquillamente tutti i giorni.
Accade nella politica, attraverso i mass media e altri strumenti come la scuola, il posto di lavoro, la politica.
Dietro la fragile maschera della parola "io" c'è una grande confusione.
Soltanto l'involucro di questa parola ha una certa consistenza.
Ma il tragitto del suono "io" è tutto e solo pieno di dimenticanza.
Eppure l'evoluzione di una società è tanto più definibile come "civile" quanto più porta a galla e chiarisce il valore del singolo io, della persona, non essendovi umanità se non nell'io concreto, nella persona singola.





martedì, giugno 30, 2015

L'amore che si sviluppa attraverso la conoscenza















Quando Gesù viene chiamato l’Agnello di Dio in Giovanni 1:29 e Giovanni 1:36, è un riferimento a Lui come sacrificio perfetto e finale per il peccato. Per capire chi era Gesù e che cosa ha fatto, dobbiamo partire dall’Antico Testamento che contiene profezie sulla venuta di Cristo come “sacrificio per il peccato” (Isaia 53:10). L’intero sistema sacrificale stabilito da Dio nell’Antico Testamento, era infatti un preparativo per la venuta di Gesù Cristo, che è il sacrificio perfetto di Dio per l’espiazione dei peccati del Suo popolo (Romani 8:3; Ebrei 10).

mercoledì, giugno 24, 2015

Quando l'affettività diventa prepotenza



Ma, si potrebbe dire: dove finisce la consuetudine e inizia la "cultura" (quando M. scrive i saggi, dalle Indie Occidentali appena scoperte arrivano notizie di popoli nuovi, dove il potere non ha le caratteristiche del dominio, rivelando un’antropologia culturale diversa da quella europea e asiatica...)? E poi, l'abitudine intorpidisce davvero i sensi o è anche una necessità? Non andremmo tutti alla malora se agissimo come ci pare e tentassimo la via della libertà? Come si fa a stare nudi e liberi, senza "abiti" o tradizioni? E se si tratta di cambiarli, quali sono quelli inadatti alla valorizzazione personale?



martedì, giugno 23, 2015

Quando l'incontro ha una particolare attrattiva





Il coraggio di dire Io avviene in una situazione
particolare che si chiama incontro.
Solo nel fenomeno dell'incontro si dà la
possibilità all'Io di decidere, di rendersi capace
di riconoscere ed accogliere la verità,
e la verità è una presenza.
Tutto, per ciascuno di noi, è cominciato con un incontro.
La fede nasce come grazia di un incontro che
gratuitamente sorprende.
Quando si è colpiti dall'incontro la vita cambia,
senza che ci si ponga innanzitutto il problema di cambiarla.
L'incontro con Cristo, come narra il Vangelo, ha fatto
venir voglia di seguirlo, non immediatamente
di cambiare la vita.
In quell'inizio, l'ultimo pensiero per Giovanni, Simone e Andrea,
era quello di cambiare la vita.
Seguendo la Presenza incontrata si impara
che cos'è la vita morale, essa viene resa possibile.
Perché se il termine della nostra considerazione
fosse cambiare la vita o il diventar più morali,
come esortano gli esponenti del partito degli onesti,
l'attenzione si sposterebbe inevitabilmente su di sé
invece che sulla Presenza, e ciò non farebbe cambiare.


venerdì, giugno 19, 2015

Potrebbe aver ragione Leopardi





Stendo un tappetino dove potrà camminare l'amico vagabondo. Fanno ancora l'esame di stato? Ma è un'idiozia. Leopardi introduce il rapporto tra quello che offre il mondo e il nostro Desiderio. Senza saperlo, lui, il precursore del nichilismo, spiega che il desiderio dell'uomo non è di questo mondo. L'aveva già capito quando compose l'Infinito, a Silvia e il Sabato del villaggio. Più avanti della teologia e dei dottori della Chiesa, lui, il Leopardo ateo e inconsapevolmente credente.