domenica, febbraio 27, 2022

Il nemico in casa

 



  

Beppe Severgnini | 26 febbraio 2022

Per comprendere le conseguenze del mancato sostegno alla democrazia in Russia, occorre tempo. Ma qualcosa si muove. Degli applausi a Putin qualcuno, in Italia e in Europa, comincia a vergognarsi.
Un dramma può essere istruttivo? Certo, e per fortuna. Nessuno vorrebbe imparare così, ma non c’è dubbio che il dolore ci insegni qualcosa. Ci spinge a interrogarci, a compatire, a condividere, a rimpiangere. Talvolta a pentirci. L’Ucraina non fa eccezione.
Una nazione in pace viene invasa, attaccata, bombardata. Come se la storia, impazzita, si fosse messa a correre all’indietro, e Kiev 2022 inseguisse Praga 1968, Budapest 1956, Vienna 1938. Una Anschluss fuori tempo massimo che sarebbe grottesca, se non fosse tragica. «Liberare l’Ucraina da nazisti e drogati» è il proposito di Vladimir Putin. Sembra una battuta in una sceneggiatura di Mel Brooks, non la dichiarazione del presidente di una grande potenza del XXI secolo.
Qual è la differenza tra le lezioni di oggi e quelle di ieri? Ora vediamo di più, lo vediamo in fretta, volendo lo rivediamo. Questo facilita la compassione, non sempre la comprensione. Per quella, occorrono i dettagli. Leggete i servizi di Francesco Battistini da Kiev, di Andrea Nicastro da Mariupol’, di Lorenzo Cremonesi dal confine occidentale: nei loro racconti c’è tutta la follia di una guerra assurda e vicina. Aprite Google Maps. Trieste è a metà strada fra Palermo e Kiev.
Capiremo i nostri errori? Le azioni e le omissioni che non hanno impedito il dramma? Per comprendere le conseguenze del mancato sostegno alla democrazia in Russia, occorre tempo; per valutare i motivi della nostra eccessiva dipendenza energetica, serve onestà. Ma qualcosa si muove. Degli applausi e degli inchini a Putin qualcuno, in Italia e in Europa, comincia a vergognarsi.
Come si spiega quel sostegno acritico? In molti modi: simpatia personale, nata quando Putin sembrava diverso; calcolo politico; interessi economici. Vocazione al servilismo, in qualche caso. È accaduto a politici, diplomatici, governanti in servizio e in pensione, architetti e cantanti, gente d’affari e persone di cultura. «A Mosca, a Mosca!», ripetevano, come le sorelle di Cechov. Molti sperano, in queste giorni drammatici, che non sbuchino certe immagini, certi abbracci, certi post. Se il loro silenzio imbarazzato fosse l’inizio di un esame di coscienza, sarebbe una buona notizia. Ma è così?



Beppe Severgnini

Corriere della Sera.

martedì, febbraio 22, 2022

Il femminicidio politico

 




Crisi Ucraina-Russia, intervista a Francis Fukuyama: "Putin non si accontenterà di Kiev. La sua è una sfida alle democrazie"

L'autore di "Fine della storia" fa autocritica ("Trent'anni fa sottovalutai la debolezze dei Paesi occidentali") e sui venti di guerra nell'Est Europa dice: "Il Cremlino vuole rimettere insieme quanto può dell’Urss e dimostrare che il sistema della Russia è il più adatto ai popoli slavi" Francis Fukuyama avverte: "Non c'è ragione per credere che Putin si accontenti dell'Ucraina. Quindi una cosa deve essere molto chiara: se dopo passerà a minacciare i Paesi della Nato, dobbiamo essere pronti, determinati ed uniti ad applicare l'articolo 5 dell'Alleanza per fermarlo, ossia l'uso della forza militare per la difesa reciproca. Tutto è in gioco".


Paolo Mastrolilli di Repubblica.it


Anticipare il futuro dello scontro in atto tra Russia e Ucraina, le risposte dell'aggressione al Donbass da parte dell'Europa e degli USA, non è un mio compito.

Putin ha parlato e fatto un qualcosa che somiglia politicamente alla catena di femminicidi che sta avvelenando il mondo.

Praticamente l'Ucraina è la donna che ha tradito l'amato uomo, cioè la Russia.

La conseguenza è l'assassinio, il femminicidio che diventa l'Ucrainicidio.

Putin offeso definisce l'Ucraina serva dell'Europa, una creatura creata dalla Russia, uno stato storicamente inesistente. L'amante tradito direbbe che la compagna è una *puttana*.

L'acrobata russo dimostra la sua ignoranza della Storia.


La presenza della specie homo sapiens in Ucraina risale al 32.000 a.C. come emerge dai ritrovamenti del Paleolitico superiore Gravettiano nei Monti della Crimea.


A partire dal 4.500 a.C. fiorì nelle steppe dell'Europa meridionale la cultura di Cucuteni in particolare a Trypillia e nella regione Dniepr-Dniestr.


A partire dall'XI secolo a.C. il territorio fu abitato dai Cimmeri. Nel VII secolo a.C. questo popolo fu cacciato dai nomadi Sciti di ceppo iranico, che vissero nella regione per molti secoli, organizzandosi nel Regno di Scizia e lasciando importanti testimonianze archeologiche. Ad essi si devono, infatti, i cosiddetti kurgan, tumuli funebri, ed i loro celebri corredi di gioielli d'oro.


A partire dal II secolo a.C. gli Sciti subirono la pressione di altre stirpi di nomadi iranici, chiamate collettivamente Sarmati, in particolare degli Jazigi e dei Rossolani.


Contemporaneamente, a partire dal VI secolo a.C. sulle coste del Mar Nero furono fondate alcune colonie di Mileto, fra cui Olbia, Tyras (odierna Bilhorod-Dnistrovs'kyj) e Borysthenes. Dal I secolo d.C. Tyras godette della protezione dell'Impero Romano.


Sino notizie prese da Wikipedia, che consiglio di consultare:


https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Ucraina



domenica, febbraio 20, 2022

E' l'ora di Kamala Harris

 


Buona sera. Grazie. John Lewis, prima di lasciarci, ha scritto che la democrazia non è uno stato, è un atto e quello che intendeva dire è che la democrazia non è garantita: dobbiamo avere una forte volontà di difenderla, salvaguardarla, non darla mai per scontata. Questo richiede una battaglia, dei sacrifici, ma anche gioia, perché noi, il popolo, abbiamo il potere di costruire un futuro migliore. Quando l’essenza della nostra democrazia era in gioco durante queste elezioni e il mondo ci guardava, voi avete dato vita ad un nuovo giorno, una nuova alba per l’America. Ringrazio i volontari della nostra campagna, questo grandioso team, a loro va il nostro grazie per aver coinvolto il più alto numero di persone che si sia mai registrato e per avere reso possibile questo vittoria; ringrazio gli scrutatori, le autorità che hanno lavorato senza sosta per garantire che ogni voto venisse contato: il nostro paese vi è grato, avete promosso e difeso l’identità della nostra democrazia e dei cittadini americani che rendono questo paese quello che è. Grazie per l’affluenza. So che siamo in un momento difficile, soprattutto gli ultimi mesi, con la sofferenza, il dolore, le preoccupazioni, le battaglie quotidiane; siamo testimoni del vostro coraggio, della vostra resilienza e generosità. Per quattro anni avete marciato, organizzato manifestazioni per l’uguaglianza, la giustizia, le nostre vite, il pianeta. Siete riusciti a consegnare un messaggio molto chiaro: avete scelto speranza, onestà, scienza, verità. Avete scelto Joe Biden come prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Joe è una persona che sa guarire, unire, ha una mano ferma, esperienza, è una persona che ha vissuto sulla sua pelle cosa significa la perdita e questo gli ha dato uno scopo; è un uomo con un cuore grande che ama tutti quelli che sono intorno a lui, la moglie Jill, i figli Hunter e Ashley, i sui nipoti, la famiglia. Io l’ho conosciuto quando era vicepresidente e l’ho conosciuto come padre di Beau, che vogliamo ricordare. Mio marito Doug, i nostri figli, mia sorella, la nostra famiglia, siamo davvero grati a Joe e Jill per averci accolto nella loro famiglia; ringrazio mia madre, che è sempre nei nostri cuori. Quando è arrivata qui a 19 anni dall’India non immaginava questo momento, ma credeva in un’America dove questi momenti sono possibili. Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere cioè che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente. Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi. Mi rivolgo ai cittadini americani, a prescindere dal loro voto: io lotterò per essere per Joe quello che lui è stato per Obama, leale, preparato, pensando sempre a voi. Ora comincia il lavoro duro, necessario, essenziale per salvare le vite e combattere l’epidemia, ricostruire l’economa, eliminare il razzismo sistemico, affrontare la crisi climatica e far guarire l’anima di questa nazione. La strada non è facile, ma l’America è pronta. E lo siamo io e Joe. Abbiamo eletto un presidente che rappresenta il meglio di noi, che il mondo rispetterà e che i figli ammireranno, un comandante che rispetta i soldati e ci terrà al sicuro, un presidente per tutti agli americani.


sabato, febbraio 19, 2022

L'amico di Putin

 


I governi sono la causa dell'effetto serra e cambiamenti climatici. Lo sviluppo sostenibile si riassume in uno slogan: "Produrre meglio, produrre di meno". E' necessario che la politica si riprenda il primato sull'economia che si muove nel solco di una logica priva di contenuti morali ed etici. Si producono tante cose inutili all'uomo, che fanno del male all'uomo. E la gente non ha un'abitazione, e la gente muore di fame. Servirebbe un accordo su scala mondiale e una programmazione per la conversione industriale per evitare la perdita del lavoro ai dipendenti delle imprese. Sono certo che quello che ora si dovrebbe cominciare a fare un giorno saremo costretti a farlo per non far sparire il pianeta terra. La temperatura del pianeta è aumentata di 0,6 gradi in un secolo. Mentre il livello dei mari sale di un centimetro ogni dieci anni. Nel 2025, tre miliardi e mezzo di persone subiranno mancanze d’acqua potabile. Attualmente due miliardi e mezzo di persone non hanno accesso ad acqua pulita. La prima conseguenza è la morte di un milione e 700mila bambini l’anno a causa di malattie diarroiche. L’inquinamento atmosferico è la causa del decesso di tre milioni di persone ogni anno. Non dobbiamo dimenticare che negli anni novanta sono andati perduti 90 mila chilometri quadrati di foreste. Intanto un miliardo e 300 milioni di poveri aspettano. Il 23 per cento della popolazione dei paesi in via di sviluppo vive con un reddito annuo di 365€.

Per ora si vede il dittatore russo, Putin, che aggredisce continuamente l'Ucraina. Lo scorso anno, l’Ucraina ha approvato una legge che proibisce a 13 oligarchi di possedere dei media per influenzare la politica, colpendo direttamente l’amico di Putin Viktor Medvedchuck, uno degli uomini più ricchi del mondo. Oltre alla sua attività di petroliere, infatti, Medvechuck — che è ancora ai domiciliari, accusato di altro tradimento — è il leader del principale partito filorusso d’Ucraina. Piattaforma dell’Opposizione, ed è proprietario di un impero televisivo attraverso il quale diffondeva la propaganda di Mosca e influenzava la politica ucraina. Poco dopo il suo arresto, Putin ha cominciato ad ammassare truppe al confine.


mercoledì, febbraio 16, 2022

Un mondo disumanizzato

 






Emanuele Severino è stato uno dei più grandi filosofi italiani del '900.
Il suo pensiero filosofico intende collocarsi oltre tutta la storia della filosofia occidentale, permeata dal nichilismo.
«La tradizione occidentale sarà distrutta e il mondo sarà governato da una tecnica senza etica».
La tendenza in atto , ha sostenuto il prof.  Emanuele Severino, appare irreversibile.
Assisteremo alla disintegrazione dei valori che hanno dominato la Terra. 
Questa distruzione è operata dal pensiero filosofico degli ultimi due secoli, che mostra ciò che comunemente viene chiamata la morte di Dio, cioè la fine di ogni verità assoluta, di ogni fondamento morale o etico. 
Se non c'è qualche limite, nessuna verità che argini e guidi l'azione dell'uomo, allora la scienza e la tecnica hanno via libera, ricevono da parte della filosofia del nostro tempo l'autorizzazione a procedere al dominio totale delle cose.
Avremo un mondo regolato dalla tecnologia, che ha la scienza come autoreferente.
L'etica non è più ciò che era un tempo, cioè la guida che dice alla tecnica: “Tu puoi arrivare fin qui e non oltre”. 
Ma è la tecnica a servirsi dell'etica, per aumentare la sua stessa potenza».
Sarà, la tecnologia già sperimenta sulla intelligenza artificiale a guidare la nostra esistenza. La politica è sparita totalmente e viviamo in una società senza morale e nemmeno etica.  Pasolini  parla di omologazione generalizzata, quindi Severino non è un visionario. Io non divido il tempo in anni, mesi e settimane, e nemmeno ho la forza di dire "Domani è un altro giorno". Nessuno parla di distruzione del mondo, ma si dovrà affrontare un mondo robotizzato. Disumanizzato lo è già adesso.






lunedì, febbraio 14, 2022

Essere protagonisti

 



Essere protagonisti significa avere la capacità di testimoniare agli altri la possibilità di una vita umana che si realizza oltrepassando i soliti modelli freddi e incomunicabili. Se così non è, essere protagonisti si risolve sempre, in un modo o nell'altro, in una sopraffazione, in una violenza sull'altro: questa sarebbe una definizione di protagonismo del tutto inumana. La via che porta a un diverso modo di pensare il protagonismo umano è quella di consentire agli altri di realizzare fino in fondo la vocazione al proprio destino promuovendo la vita sul piano di una continua partecipazione. Guardare chi è protagonista è guardarci in uno specchio che ci restituisce un'immagine piena di speranza, affrancandoci dall'angoscia e dalla banalità dell'insignificanza quotidiana.
Nel momento in cui uno diventa un'annoiata comparsa la realtà si lascia docilmente colonizzare dall'abitudine, dalle abitudini che l'uomo acquisisce nella vita quotidiana contattando identità diverse. E quasi scompare.
Nel reticolo delle abitudini, la realtà non si realizza, si nasconde, svanisce.
La coscienza non rimane più sveglia e si occupa soltanto di quello che ha davanti, di quello che capta sul momento.
Il tempo si contrae, si divide il suo fluire diventa impercettibile.
La coscienza si spegne e perde la sua identità, e l'essere stesso, l'essere a cui questa coscienza appartiene si nasconde altrettanto, o ancora più della realtà. Il comprimario accetta passivamente ogni violenza, diventa incapace di amare, di proporre e si fa trascinare dagli eventi.
Il comprimario perde la sua libertà di poter scegliere chi e in cosa credere, decidere in piena autonomia e cambiare anche idea. Bisogna essere liberi.
Liberi di esprimere il proprio io senza preoccuparsi troppo delle opinioni altrui e soprattutto senza farsi troppo influenzare dalle stesse.
Solo la nostra identità personale nel tempo rende sensate cose come l’assunzione di responsabilità e ci permette di vivere da protagonisti, e non da spettatori, la nostra vita.

venerdì, febbraio 11, 2022

Riflessione inutile

 


«Come le pecorelle escon del chiuso

a una, a due, a tre, e l’altre stanno

timidette atterrando l’occhio e ’l muso;

e ciò che fa la prima, e l’altre fanno,

addossandosi a lei, s’ella s’arresta,

semplici e quete, e lo ’mperché non sanno…»


Dante Alighieri.


Io penso che si possa e si debba rimanere se stessi, e quindi magari anche essere fuori dal coro, e riuscire ugualmente a far emergere ciò che di bello e originale c’è in ciascuno, anche se in apparenza si muove nel gregge.
In realtà siamo governati dalla dittatura del singolo pensiero, in assenza di intelligenza emotiva multifocale, la stessa ripetizione di un modo di pensare ci rende sonnambuli. Penso che ci sia un effetto collaterale su Internet, esattamente la ripetizione del collegato senza ulteriori analisi elimina l'effetto cognitivo per l'evoluzione del pensiero.
Tutti intruppati nei soliti giri, incapace di autonomia consapevole, schiavi di chi dirige danze e traffico.
Ma c'è chi è fuori dal coro, chi lancia l'esempio, chi tiene blog non allineati, chi riesce addirittura a dare un senso a Facebook.. non disperiamo, semmai, invece, impegniamoci affinché le distanze si riducano, anziché rinchiuderci nelle nostre torri d'avorio.
Io mi informo su Covid 19, ma è fuori della mia vita. Non esiste, non merita attenzione o paure. Resta il dolore per le famiglie che perdono i loro cari. Riesco facilmente a sopportare le restrizioni e mi irrita chi per sfuggire da un obbligo ricorre all'inno nazionale, che è pure brutto e diversivi diversi. Il mondo fuori di me può causarmi depressione.

martedì, febbraio 08, 2022

Pensiero criticato

 



Il Cristianesimo del XX secolo ha dovuto fare i conti con i fenomeni provocati dalla rivoluzione industriale, e dalle nuove forme di comunicazione che hanno prodotto individualismo, e la mancanza di relazione, impoverisce la sensibilità dell’uomo. Annulla un’etica che regoli i rapporti tra gli essere umani. Tutto ciò ha favorito la secolarizzazione, ha messo in crisi i grandi valori etici, la solidarietà, la fratellanza. La ricerca della relazione con Dio, i laicisti negano Dio, perché negano la dipendenza dal Creatore. Eppure l’esistenza di un Creatore è percepibile dall’intelligenza di ognuno. E quello che proprio non riescono ad accettare è che l’asse portante del Cristianesimo, quello che lo rende inassimilabile a qualunque altra fede o religione, è la Resurrezione di Cristo e quella di tutti noi alla fine dei tempi. Per loro si tratta di una vera alla morte e mettere la parola ”Fine” perché, nessuna fede, nessuna filosofia, nessuna profezia umana ha mai osato parlare di resurrezione dei corpi alla fine dei tempi e il relativismo moderno, che accetta come valide tutte le posizioni speculative (per poi, di fatto per negarle tutte) non può digerire questa fede inaudita che cambia la vita di 360 gradi. Una comunità che smette di inginocchiarsi di fronte alla ricchezza, al successo e al prestigio ed è capace, al contrario, di lavare i piedi degli umili e dei bisognosi, sarà più vicina all'insegnamento di Dio di quanto lo sia l'etica della vittoria a ogni costo che purtroppo abbiamo imparato negli ultimi tempi. A volte qualcuno non ha gradito il mio parlare sul pensiero religioso: "Trovo indelicato e irrispettoso ridere di chi crede, ma altrettanto irrispettoso e indelicato fare proselitismo continuo". Ho risposto così: "Ho la certezza che un ragionamento etico non convinca nessuno. Inviti una persona a casa tua, l'accogli, gli parli e spieghi chi è un cristiano, lo porti al ragionamento. Io parlo di come vivo e lo fai anche tu. Se qualcuno vuole imitarti può farlo benissimo e non mi infastidisce. Non mi turba l'enfatizzazione della scelta dell'ateismo. Non penso che vedere e vivere in un certo modo sia proselitismo fastidioso".


 

domenica, febbraio 06, 2022

La Bellezza salverà il mondo





 La società educa ad un concetto soggettivo di bellezza, che è basato esclusivamente sull’apparenza, quindi sull’esteriorità, da qui l’omologazione di un corpo perfetto, se non lo è lo si ha, si effettuano vari ritocchi chirurgici, plastiche, protesi.
Ma questa è vera bellezza? E quanto dura? Questa bellezza è effimera, è inconsistente e dà un piacere momentaneo, e si dilegua col trascorrere del tempo. Ma, là dove non c’è indifferenza ,non c’è egoismo, c’è un cuore che pulsa, che si lascia coinvolgere da ciò che ci circonda, un fiore, una foglia, un tramonto, un bambino, e con umiltà guarda l’altro, e allevia il dolore e la sofferenza, dona gioia e condivisione. Questa è vera bellezza!
Secondo Piero Ferrucci la Bellezza è il frutto di un cuore ardente che si offre come cibo all'anima.
E' la guida luminosa per la progressione spirituale, ci trasmette il senso del colore e dell'armonia universale, e va ricercata e attinta nelle intuizioni di luce che penetrano in ogni aspetto della vita. C'è una "luce" speciale che irradia dagli occhi di chi ama l'oggetto dello sguardo.
Anche un piccolo fiore, una coccinella che ti accarezza il palmo della mano, il quadro che osserviamo e a cui vorremmo tendere le braccia per potervi entrare. Quanta bellezza nel nostro mondo, nella nostra terra! E l'artefice di tutto questo? La Bellezza in persona che con armonia ha creato ciò che noi possiamo abbracciare in queste notti fredde: un cielo blu zeppo di stelle!
Ha scritto  Andrej Tarkovskij che nessuno sa che cos'è la bellezza. L'idea che la gente si fa della bellezza, il concetto stesso di bellezza, mutano nel corso della storia assieme alle pretese filosofiche e al semplice sviluppo dell'uomo nel corso della sua vita personale. E questo mi spinge a pensare che, effettivamente, la bellezza è il simbolo di qualcos'altro. Ma di cosa esattamente? La bellezza è simbolo della verità. Non dico nel senso della contraddizione "verità/menzogna", ma nel senso di cammino di verità, che l'uomo sceglie.
La verità, manifestata dalla bellezza, è enigmatica; essa non può essere né decifrata né spiegata con le parole, ma quando un essere umano, una persona si trova accanto a questa bellezza, si imbatte in questa bellezza, sta di fronte a questa bellezza, essa fa sentire la sua presenza, almeno con quei brividi che corrono lungo la schiena. La bellezza è come un miracolo, del quale l'uomo diventa involontariamente testimone.
Per questo il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij afferma: ”La bellezza salverà il mondo”.


venerdì, febbraio 04, 2022

Aprire subito le discoteche

 


Non bisogna trascurare il problema educativo, come ha scritto sul Corsera Ernesto Galli della Loggia, non sappiamo più educare i giovani (solo compiacerli).

Compiacere i giovani è divenuto così il primo comandamento di chiunque intenda apparire al passo dei tempi e magari giovane anche lui: dal ministro dell’Istruzione al sindaco dell’ultimo borgo d’Italia che si farebbe impalare pur di non chiudere una discoteca da diecimila decibel.

Ma i giovani non dovrebbero essere adulati. Adularli, compiacerli, è il modo più sicuro per rovinarli: perché così li si rinchiude nell’informe in cui essi ancora consistono e dal quale invece devono essere aiutati a uscire, «e-ducati» (condotti fuori: ah la folgorante perspicuità della lingua latina!). Per l’appunto l’educazione non l’incensamento è il vero diritto che i giovani possono, e devono, accampare nei confronti della società. Qualche giorno andrò a trovare Ernesto Galli della Loggia. Sono curioso di conoscere dove si nasconda l'effetto educativo delle *discoteche*. Mi sembra che tra i problemi di mascherine, distanze, la terza dose, il Governo debba risolvere e decidere sull'apertura di questo luogo sacro, specialmente per i giovani.

Ecco, ci siamo. Anticipo la buona notizia.

Le discoteche riaprono dal 10 febbraio

Sta per scadere l’obbligo di chiusura per le discoteche, disposto sotto Natale quando il contagio aveva ripreso la sua corsa. Il governo ha deciso che le discoteche potranno riaprire — ma a partire dal 10 febbraio. Diverse associazioni di categoria hanno chiesto al governo che questa sia l'ultima proroga della misura di chiusura: «A noi serve una data certa» per poter riaprire, ha detto Gianni Indino, presidente del Silb dell'Emilia-Romagna, che pure dice di apprendere «con grande soddisfazione» la notizia dell'ormai prossimo stop alla chiusura.

mercoledì, febbraio 02, 2022

Tanto pe' cantà

 


Lo slogan del consumismo mi sembra alquanto rozzo come filosofia della vita:  "Si lavora per produrre e si vive per consumare". La più recente sociologia ha dimostrato i pericoli di questa ideologia, un gretto materialismo edonistico, un individualismo sfrenato e, insieme, la promozione del del conformismo sociale.

L'acquiescenza ad ogni forma di governo purché garantisca un certo standard di vita, la formazione di una società privata di stimoli intellettuali e caratterizzata da informazioni distorte e superficiali, come il mito del successo, dal conformismo ai modelli della pubblicità.

Nasce così l'alienazione dell'uomo che si lascia trasformare da attivo cittadino in passivo consumatore. Fenomeno sociale studiato da Hegel, Feuerbach e dal giovane Marx. 

Spesso  come esempio o addirittura unica causa del Capitalismo è indicata la pubblicità, che ne è invece una delle manifestazioni, forse la più visibile, la facciata più esposta, ma una conseguenza a sua volta della produzione industriale per il consumo di massa.

Marcello Marchesi in *Sancta publicitas* ha colto il significato ideologico, quasi religioso della concezione di vita imposta dal capitalismo.

“Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla.”

martedì, febbraio 01, 2022

Gli aspetti della vita



 

La vita diventa un veleno se non crediamo in essa, quando non è che un mezzo per saziare la vanità, l'ambizione, l'invidia. E si comincia ad avere nausea(Sándor Márai). In “Le vent se lève!… Il faut tenter de vivre!“ (Paul Valéry) di Hayao Miyazaki  si afferma che "si deve provare a vivere", in ogni caso - perché "tu sei qui, e la vita esiste".“ Si alza il vento, dobbiamo cercare di vivere” tutto ruota attorno a questa frase. Quando il vento si leva occorre afferrare quello che il vento cerca di strapparci, fosse il cappello, un ombrello, i nostri sogni. Occorre afferrarli e viverli, fino al sacrificio, fino a quando il vento non tornerà a posarsi e capiremo di cosa erano fatti. E' amore. Puro amore. Due persone, guidate dal destino, s'incontrano e tra loro aleggia una particolare magia: quando si scopre di amare e di essere amati si desidera condividere. Perché quest'amore è dono è  reciprocità. E' una domanda semplice che investe tutti, a tal punto che prima o poi, questa domanda deve essere fatta, perché riguarda qualunque uomo. Pur nella sua semplicità rappresenta una sfida straordinaria, perché per rispondere a questa domanda non bastano delle parole, non rispondiamo con un discorso o con delle spiegazioni che qualcuno ci dà o che ci diamo noi stessi, ma solo vivendo; la risposta a questa domanda è una vita. Quando facciamo riferimento alla vita, non significa fuggire dal mondo o ricercare una qualsivoglia egemonia, ma essere servizio all’uomo, a tutto l’uomo e a tutti gli uomini, a partire dalle periferie della storia e tenendo desto il senso della speranza che spinge a operare il bene nonostante tutto .Ci sono gesti, parole che tante volte rendono testimonianza alla Vita e alla Verità più di molti fiumi di parole. La vita per me, è un ricominciare, ricominciare ogni alba e ogni tramonto, insomma ogni giorno e questo ci aiuta a crescere. Noi siamo fatti per l’eccezionalità, non certo per la banalità, ma l’ideale della vita è che l’eccezionalità, cioè questa grandezza, possa essere sperimentabile dentro la normalità, dentro il quotidiano. Per cui insieme alla domanda iniziale - «Come si fa a vivere?» - ne  sorge subito un’altra: «Qual è il nostro compito? Cosa stiamo a fare al mondo?» Scrive Tolstoj: "Esaminai la vita di enormi masse di uomini sia di quelli passati sia di quelli contemporanei. E di uomini che avevano capito il senso della vita, che avevano saputo vivere e morire io ne vedevo non due, tre, dieci, bensì centinaia, migliaia, milioni. Ed io fui preso da amore per quegli uomini. Quanto più penetravo nella loro vita di uomini viventi e nella vita degli uomini che erano già morti, dei quali leggevo o sentivo raccontare, tanto più io li amavo, e tanto più mi diventava facile vivere". La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. La vita è l'anelito al bene. L'anelito al bene è la vita. Dice Lev Tolstoj che la vita è stata data agli uomini per la loro felicità, loro devono solo viverla al modo giusto. Se la gente si amasse, invece di odiarsi a vicenda, la vita sarebbe una continua felicità per tutti. C'è un solo modo per far sì che la vita divenga più felice ed è che le singole persone divengano più buone .Vivere una vita buona significa dare agli altri più di ciò che prendiamo loro.