lunedì 30 luglio 2018

Ancora ventisettesima ora











L'umanità per progredire ha bisogno dell'essere umano nelle sue caratteristiche femminili e maschili espresse in pari dignità. E' un cammino ostacolato dalle religioni e dalla filosofia. Il maschio schiavizza la donna e crede di progredire con una serie infinita di lotte e guerre.



giovedì 26 luglio 2018

Speriamo di conservare l'amore









Julián Carrón, dice: “Confondiamo il desiderio di totalità con i desideri e soccombiamo alla loro dittatura, cioè confondiamo le esigenze originali dell’uomo con le immagini prodotte dalla nostra fantasia o indotte dal mercato, dai poteri”. Vi è oggi un appiattimento del desiderio che passa in modo solo apparentemente paradossale proprio attraverso l’esasperazione dei desideri. Basti pensare a ciò che tutti conosciamo sotto il nome di clonazione, riproduzione assistita, matrimoni di fatto, adozioni di bambini anche per omosessuali. Per dire che si desidera tutto, si pretende la trasformazione in diritto di ogni desiderio, ma, al tempo stesso, si fanno sempre meno i conti con la profondità del desiderio umano. La delusione e la violenza sono le conseguenze più evidenti a livello personale e sociale di questa dinamica. Diceva Mauriac: “Mi sono sempre ingannato sull’oggetto dei miei desideri, non sappiamo quel che desideriamo, non amiamo quel che crediamo di amare”.
Allora ecco la questione: come si può riappropriarsi del proprio desiderio umano? Chi e che cosa ci può aiutare? E inoltre, si può ancora parlare oggi di esigenze originali dell’uomo, a fronte di un cosiddetto relativismo etico culturale che sembra ormai un ingrediente ovvio della nostra mentalità? Ne va, in questi interrogativi, non solo del destino di una cultura, di una civiltà, la nostra, ma della vita di ognuno di noi. Ora quelle dei due ospiti sono esemplificazioni importanti, che provano a segnalare dei punti delicati, controversi, in cui sono coinvolti i desideri, i bisogni umani e che appartengono ad aree particolarmente sensibili del dibattito attuale. In particolare, e qui vorrei solo annunciare una linea delle due proposte, provocazioni, in particolare Stanley Hauerwas affronta la questione della cura, perciò della malattia, del rapporto con la morte nell’attuale contesto in cui le scoperte, gli avanzamenti della medicina, le nuove frontiere che si aprono alla sopravvivenza e al desiderio di vita, di uscire vivi dalla vita, come dirà spesso, come dice spesso, devono fare i conti con sempre più rilevanti problemi di risorse e di distribuzioni delle risorse. Come decidere chi curare? Chi ha il diritto di essere curato? Con quali criteri stabilire l’ordine delle priorità, anche negli investimenti destinati alla ricerca in questo campo? E’ una questione di giustizia? È l’interrogativo con cui vedremo misurarsi il Professor Hauerwas. E ancora: quale immagine dell’uomo, del suo rapporto con la morte emerge dal modo di affrontare il problema della salute e della cura? Forse un desiderio come quello della salute va colto anche nel suo valore di sintomo rivelatore di una concezione del vivere e del morire. Carter Snead affronta invece il grande tema della normatività, dei limiti o dei confini in rapporto a tutte le grandi questioni etiche poste dagli sviluppi delle scienze biomediche e biogenetiche. Chi è deputato a decidere? Alcuni dicono: “La scienza stessa può e deve farlo, il suo punto di vista non ha bisogno o non tollera altri punti di vista”. Snead mostra i limiti di una tale posizione, la scienza non ci dice chi siamo, perché cosa siamo fatti e che cosa dobbiamo l’uno all’altro. Resta allora la domanda: in quale nuova prospettiva discutere dell’esperienza umana in termini razionali?


domenica 22 luglio 2018

La ventisettesima ora








Da sempre la ricerca della definizione di donna, di un’altra donna, si è sviluppata intorno allo studio della sessualità, come unica possibilità di condivisione della propria identità. La diversità può essere condivisa solo se prima conosciuta. Il suo ultimo lavoro, Il mistero di Maria è l’ennesimo tassello di questa ricerca, lo svelamento dell’ennesima diversità tra uomo e donna. Il respiro. Il mistero di Maria è il respiro, che passa per il cuore e lì trova il silenzio per esistere. Il silenzio non come mancanza di cosa dire ma come essenza dell’essere. Quando si è non servono parole per dirsi. Maria, Madonna, ritratta con le mani incrociate sul petto, protegge e al contempo indica il cuore. Luce Irigaray non poteva scegliere giorno migliore per condurci dentro il cuore delle donne e aiutarci ad ascoltarne il silenzio. La redenzione del genere umano, annunciata dall’Arcangelo, non poteva che passare per il cuore. Il peccato originale, che ha fatto meritare agli uomini la perdita della felicità eterna, lontano dalle influenze bibliche di mele e serpenti, è la pretesa dell’umanità di dimenticare il cuore a favore della mente, il femminile a favore del maschile. L’unica redenzione possibile per il genere umano è da sempre, e ancora oggi, il respiro del cuore. Il silenzio di Maria alla proposta dell’Arcangelo di essere colei che avrebbe dato vita al nuovo uomo, non è inibizione davanti al divino, ma è consapevolezza della propria divinità, che è consapevolezza della propria essenza. È solo nel silenzio, nel luogo interiore delle donne che c’è lo spazio per l’altro. È solo nel suo grembo che il feto (il mondo) troverà l’ossigeno (il respiro) per vivere e conoscere di nuovo il cuore.





mercoledì 18 luglio 2018

tutti i colori del bello









 Credo che tutto debba cambiare, quasi nulla resta uguale, anche le cose si usurano col tempo, immaginiamoci gli esseri umani che per principio naturale crescono e invecchiano.
L'aspetto che mi fa riflettere è che questo ci turbi tanto. Se accettassimo il modificarsi dei nostri stati d'animo, delle nostre percezioni, delle nostre visioni con una maggiore serenità saremmo uomini felici. Gli eventi della vita cambiano le persone. Diventi un altro uomo, anche nei particolari più insignificanti. Tutto quello che succede ha un senso diverso.
Ero un tipo meticoloso. Anche se vedevo che nella cassetta della posta non c'era niente aprivo per controllare. Ora vedo che è stracolma. Non apro. Mi dà fastidio farlo. Non mi interessa chi ha scritto e quello che vuole.
Uno stato d'animo che potrebbe sembrare svogliato. Invece non lo è. Ho cose più importanti da fare. Cose più importanti cui pensare. Se un campo di grano è giallo, io lo vedo verde. Sono costretto a vederlo verde.
Potevo indicare un altro colore, ma istintivamente ho scritto verde.
Il giallo è la tentazione. La mia fede lo trasforma in verde.
Il gioco dei colori è solo questo.
Sono costretto perché la mia coscienza è scritta. Scritta da tanto tempo.
La mia vita sarebbe persa, stravolta, scegliendo il giallo.


lunedì 16 luglio 2018

Non è un gioco







L'educazione è accompagnare la crescita di una persona alla scoperta del mondo e al modo di rapportarsi alla società. Il bambino fa tante domande e nessuna è insignificante e tu devi rispondere chiaramente senza imbrogliare usando un linguaggio accessibile e convincente. Nessuna ideologia, ma osservazione puntuale di quello che accade.

venerdì 13 luglio 2018

La fiducia nel relazionarsi






Mi ricorda quei figuri delle castalie che col Rolex al polso, dalle loro terrazze di Capalbio o Portofino di magioni ben difese e isolate dagli "altri" da reti, confini con sbarre e guardie giurate, predicano la loro insulsa ipocrisia a base di "accoglienze senza se e senza ma" a favore dei poveri "migranti".
Più le persone citano questi slogan innaturali e più sono intolleranti con coloro che resistono e non seguono la loro ortodossia.

giovedì 12 luglio 2018

Il dono di una tenerezza









Mi piace indagare sulla distinzione tra amore e tenerezza. Sono la stessa cosa, ma l'amore è qualcosa di infinito. L'amore per una persona cara che non fa più parte della nostra vita (non necessariamente defunta) è appunto un sentimento che sopravvive.




venerdì 6 luglio 2018

Quando la filosofia è negativa











Nel mondo del pensiero corto anche l' Apocalisse è corta. Passa dalla muccapazza allo tsunami, dall' Aids all' influenza aviaria, transitando per l' obesità dei bambini e per il terrorismo islamista, dalla siccità alla bomba atomica coreana~ E sempre correndo da un 'emozione a un' immagine, da un bacio perugina a una catafstrofe, dall' io minimo alla rivolta delle periferie, la vita diventa un viaggio velocissimo nella sconclusionaggine dell' asprezza sonora, un pensoso galleggiare nel nulla. L' illusione è quella dei frattali, con il pensiero corto che riproduce intensamente ma minimamente quello lungo, come in un granello lavico c' è già intera la forma della rovina da cui si è staccato.

Francesco Merlo

mercoledì 4 luglio 2018

Come si spegne il desiderio della vita





L'io è quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'uomo, la struttura dell'umana natura.
Nel nostro io interagiscono la ragione e l'affettività. Il blocco di questa attività di interscambio causa la dissociazione dell'io.
La ragione corre verso l'alienazione e l'affettività si manifesta con un fascio di reazioni irragionevoli. L'uomo pensa di realizzare il proprio ideale invece asseconda il volere del Potere che dopo averlo privato dei desideri originari gli impone quelli falsi.
Le esigenze di un uomo pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza e l'intelligenza per realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno, cosa molto diversa dall’ideale che rappresenta l’oggetto di perfezione per cui il cuore dell’uomo è fatto.
Nell'io interagiscono il cuore (affettività) e la ragione che fa da filtro.
Per esempio in un giardino tu vedi qualcosa che somiglia all'insalata, e l'affettività ti spinge a prenderla e mangiarla. La ragione filtrando ti suggerisce di guardare cosa vuoi mangiare, e allora cammini piano e scopri un cartello con la scritta: erba avvelenata.

lunedì 2 luglio 2018

Testa in manutenzione









Girare la testa è un'espressione generica. Significa vedere con chiarezza il cammino della vita che devi percorrere. Se ti girano la testa da un'altra parte non vedi più la strada giusta. In questo caso è giusta la tua riflessione: rimettere la testa nel lato giusto.




"Il cambiamento era stato positivo e lo aveva condotto a un moto di stupore per se stesso fino a fargli venire in mente che c'è qualcosa di straordinario nel fatto di esistere.
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