venerdì 31 luglio 2015

Riappropriarsi del Vero

 
 
 

 
 
 
 

L'agorà, secondo Guy Debord, è la comunità generale, è sparita, con le comunità limitate a enti intermedi o a istituzioni indipendenti, al bar o ritrovi, o a lavoratori di un' azienda.
Non esiste più un luogo dove la gente possa discutere della realtà che la riguarda perché non riesce mai a liberarsi in modo duraturo dalla presenza opprimente del discorso dei mass media e dalle varie forze organizzate per erogarlo.
 Ciò che è falso crea il gusto e si rafforza eliminando consapevolmente qualsiasi riferimento possibile all'autentico.
 E ciò che è autentico viene ricostruito più rapidamente possibile perché assomigli al falso.

 

 

 

 


lunedì 27 luglio 2015

Utilizzare il tempo con intelligenza


 
 
 

 
 

Una volta invidiavo il cane dei vicini

nel giardino sottostante la mia finestra,

perché lui non si annoiava,

non aveva il problema si sapere che fare.

Cosa mi era successo?

Si era ammalato il mio rapporto con il tempo.

Prima il tempo era al mio servizio

e io non sentivo il

bisogno di riempirlo, poi ho cominciato ad avvertire

il bisogno o dovere di riempire il tempo.

Sono rinato quando, seduto su una poltrona,

ho cominciato a guardare i miei quadri.

Non erano fatti di niente, ossia di solo colore,

ma avevo scoperto che dietro il colore,

c'era qualcosa di nuovo

a dargli senso, drammaticità,

insomma poesia.

Poi, un po' alla volta,

guardando con occhi nuovi mi sono accorto

che non solo dietro il colore c'è una

Rivelazione

 

 


giovedì 23 luglio 2015

Pensare al futuro dei figli

 
 

 
 
 
 
La Strada di Cormac McCarthy
sembra un racconto di una disperazione
tale da togliere il respiro.
Bene, è esattamente il contrario.
E' vero, a leggere si resta senza fiato.
Ci sono scene crude e forti.
Ma se avete un figlio, è difficile che
a un certo punto non sentiate
il bisogno di fermarvi, chiudere il libro
e andare di là, in cameretta,
per dargli una carezza.
A me è successo, davvero. Dormiva.
E mi è venuto in mente quello
che mi aveva detto un amico,
un teologo di Bergamo,
don Maurizio: "Fermati, fai un passo
indietro e chiediti:
 "Cosa sarà di lui?".
 


martedì 21 luglio 2015

Caratteristiche di un Paese che cresce







Quali sarebbero, a vostro modo di vedere, o nel vostro comune sentire, i parametri per definire la crescita di un paese? Il reddito? L'occupazione? Il PIL? La soddisfazione personale? Quella collettiva? La capacità di ricerca? Il numero dei giovani? Il numero di abitanti in rapporto al territorio? Lo sviluppo tecnologico? La mera statistica? La fantasia? La malavita? La salute? Metto ovviamente degli esempi, alcuni reali, altri fittizi, altri improbabili, perché mi rendo conto che il sistema economico cui siamo sottoposti, non solo ha fatto acqua da tutte le parti e lo si sta artificialmente mantenendo in vita, perché alcuni ritengono che le alternative siano peggiori, o che non esistano alternative, ma soprattutto perché non è facile umanamente cercare o creare degli "standard" che rendano la soggettività della vita misurabile. Io mi accontenterei, ad esempio, della fantasia.


sabato 18 luglio 2015

Vivere sempre con la Presenza






La memoria di Cristo è l'unica memoria che diventa sempre
più grande e invadente quanto più passa il tempo e si cammina.
Come diceva Möhler in una sua lettera: " Io penso che non
potrei più vivere se non Lo sentissi più parlare". E' una memoria
che diventa così grande e invadente che ci si alza al mattino
tranquilli, perché nella profondità della sua prospettiva con cui
si vedono le cose domina la Sua presenza.
Senza la presenza del significato l'uomo non può più vivere.
E infatti tutti vivono nel limbo di un presentimento. Noi siamo
chiamati invece a diventare lottatori, i camminatori perché sappiamo
bene dove andare.
Ognuno di noi ha già cominciato a percepire come Cristo ha la
profondità di un mare o di un cielo, un mare e un cielo particolari
perché senza limiti.


mercoledì 15 luglio 2015

Cristo tra la gente




Zaccheo, si arrampica su un sicomoro per vedere Gesù.
Zaccheo si arrampica sul sicomoro perché era piccolo di statura.
Gesù gli passa vicino, guarda dove si era issato e gli dice:
"Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".
Immaginiamo che cosa ha sentito quell'uomo. E' come se Cristo gli
avesse detto: " Io ti stimo".
Ma quell'incontro non sarebbe vero, sarebbe come se non fosse
avvenuto duemila anni fa, se non potesse avvenire anche adesso.
Un uomo non può aderire a Cristo se non percepisce che è vero oggi.








giovedì 9 luglio 2015

L'utopia non è una menzogna

 
 


 
 
 
Per aderire basta essere sinceri, affermare la corrispondenza e, perciò, essere ragionevoli: la ragionevolezza è affermare la corrispondenza tra quello in cui ci si è imbattuti e se stessi e il proprio cuore. Per negare occorre un preconcetto: occorre essere attaccati a qualcosa che si vuoi difendere; se si ha da difendere qualcosa di fronte all'evidenza e alla verità, non si vede più l'evidenza, non si vede più la verità, si è accanitamente tesi a salvare quello che si vuoi salvare. Per questo la Fede è ragionevole, se non lo fosse sarebbe disumana.
 


martedì 7 luglio 2015

Difendersi dalle aggressioni






Quando qualcuno ci schiaccia un alluce abbiamo subito un risentimento e ci ergiamo in uno sguardo minaccioso.
Se invece ci schiacciano la personalità, in modo tale che essa ne risulta letteralmente soppressa, o così intimidita da rimanere incapace di agire, questo lo subiamo tranquillamente tutti i giorni.
Accade nella politica, attraverso i mass media e altri strumenti come la scuola, il posto di lavoro, la politica.
Dietro la fragile maschera della parola "io" c'è una grande confusione.
Soltanto l'involucro di questa parola ha una certa consistenza.
Ma il tragitto del suono "io" è tutto e solo pieno di dimenticanza.
Eppure l'evoluzione di una società è tanto più definibile come "civile" quanto più porta a galla e chiarisce il valore del singolo io, della persona, non essendovi umanità se non nell'io concreto, nella persona singola.





venerdì 3 luglio 2015

La ragazza bruna dagli occhi verdi







Avevo 19 anni. Poco prima di partire per Ancona, a chi mi consigliava di entrare nella Fuci, avevo risposto con un perentorio: "Mai!". Tuttavia nella città marchigiana, dove mi ero iscritto a Economia e Commercio, mi sentivo solo, e così per trovare amici mi ritrovai nella sede della Fuci.Lì rimasi colpito dallo sguardo di una ragazza bruna con gli occhi verdi, e il giorno dopo, pur di rivederla, mi unii ad altri in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto.Tutti recitavano il Rosario. Per non fare brutta figura finsi di pregare anch'io, ma sentendomi ridicolo decisi di imparare " Il Salve Regina" e cominciai a pregare sul serio. Dopo un po' ebbi la precisa sensazione che qualcuno mi stesse ascoltando. Una Presenza che non era presente fisicamente.
Nel nostro cervello c'è una zona che è dedicata alla memoria. In sostanza un hard disk. Il vissuto resta per un certo periodo di tempo. Se non avviene qualcosa che lo risvegli si cancella per sempre. Infatti, del nostro passato ci sono tanti fatti che non ricordiamo. E' come se non fossero accaduti.
Ieri mentre facevo un po’ di pulizia nei cassetti della scrivania ho trovato il libretto dell'Università. Dal profondo dall'inconscio ho portato in superficie la Fuci, Paola e la Presenza. L'hard disk ha ripreso a girare.