venerdì, giugno 29, 2018

L'amore cambia e non cessa











Il kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente "riparare con l'oro", è una pratica giapponese che consiste nell'utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d'oro per la riparazione di oggetti in ceramica (in genere vasellame), usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti. La tecnica permette di ottenere degli oggetti preziosi sia dal punto di vista economico (per via della presenza di metalli preziosi) sia da quello artistico: ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico ed ovviamente irripetibile per via della casualità con cui la ceramica può frantumarsi. La pratica nasce dall'idea che dall'imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

giovedì, giugno 28, 2018

Guardando il film Casomai











Hayao Miyazaki mi piace molto ... nei suoi film riesce a trasportarti dentro la fantasia creatrice di un sogno ... ma comunque, in genere, un film ben fatto sa darti spesso degli spunti di riflessione autentici che di bello hanno la proiezione indiretta dei nostri pensieri.

mercoledì, giugno 27, 2018

Vivere il presente











Lo chef Michael e l'epidemiologa Susan si conoscono per caso mentre il mondo va verso il proprio collasso, lasciando la popolazione privata dei propri sensi. Il primo senso a sparire è l'olfatto, seguito dal gusto, l'udito e la vista. Nonostante il declino e una morsa di pazzia e violenza che attanaglia il mondo, Michael e Susan in qualche modo riescono ad innamorarsi e a passare insieme momenti di tenerezza. Nel frattempo, il mondo cerca di andare avanti nonostante la perdita dei sensi, riadattandosi alla nuova realtà.
I motivi per cui i sensi spariscono non sono spiegati o compresi, ma la perdita dei sensi avviene generalmente dopo una crisi: l'olfatto svanisce dopo un attacco di enorme tristezza; il gusto sparisce dopo una specie di collettivo attacco bulimico; l'udito scompare in seguito a uno scoppio collettivo di ira. Proprio durante lo scatto d'ira che lascerà sordo Michael, l'uomo attacca e oltraggia Susan nel peggiore dei modi. La donna scappa dall'appartamento di Michael, intento a spaccare oggetti e a devastare la sua stessa casa. Tornato in sé, tramite una telefonata Micheal dichiara a Susan di essere innamorato di lei, ma lei scaglia via il telefono, mentre l'udito abbandona anche lei. Il film finisce con la riunione dei due amanti pochi istanti prima che anche il senso della vista sparisca.

martedì, giugno 26, 2018

La cinica calunnia







Ricordo di aver ascoltato la storia di una maestra su un programma televisivo, forse la “5 storia” ed è, ad ogni modo, documentato. L'insegnante si chiamava Italia Donati.
Arrivata in un paesino del meridione, iniziò a insegnare e affittò una stanza nella casa del sindaco, non essendoci molta scelta. Il problema nacque dal fatto che lei era molto bella ed il sindaco, benché sposato, noto come “sciupafemmine”.
Inutile dire che a quei tempi un’insegnante doveva essere al di sopra di ogni sospetto, dare il buon esempio, ed essere di comprovata moralità.
Insomma, passare per amante di un uomo sposato, cosa terribile, diventava una tragedia.
Per evitare le continue maldicenze e la fuga degli alunni, si sottopose a visita ginecologica che la confermò vergine. Già questa era, a quei tempi, un’esperienza traumatica.
Chiese ed ottenne il trasferimento in un altro paese ma non le fu permesso neppure l’accesso con la scusante che non volevano i rifiuti dell’altro paese.
Obbligata quindi a ritornare nel primo, angariata ulteriormente dalle tue amate “chiacchiere”, si tolse la vita.
Pensavo a tutte le lamentele di essere umani calpestati dal cinismo di questa società, pensavo al bisogno di rispetto e verità nelle storie personali. E pensavo ai bollini che la gente ti lascia addosso, e nonostante il bene compiuto continua a vedere quello che ha nella propria testa, pensavo a quanti incontrano finalmente persone giuste e buone, ma accorgendosi che forse sono migliori di loro, iniziano competizioni senza fine per sminuire il ‘buono’, e se proprio non ci riescono, partono con le calunnie e la divulgazione di cose false difficilmente recuperabili, pensavo che il primo rispetto che si deve a sé e agli altri è la verità, quella verità che solo il silenzio nel cuore del Mistero può svelarti impedendoti di arrenderti alla logica della menzogna.



domenica, giugno 24, 2018

Decisamente contro Margherita







Sarebbe possibile parlare di morale se ci fosse un solo uomo sulla terra? Di morale dico, non di etica.
Se la risposta è no, come credo, forse possiamo chiarire un po’ meglio cosa è la morale togliendola da quell'empireo astratto, da quel limbo nebuloso in cui si tende a collocarla.
La morale è la mia individuale responsabilità, quella che io sento di avere di fronte a me in rapporto agli altri.
Questa mia individuale responsabilità, che possiamo chiamare coscienza, non dipende in nessun modo dall'etica e cioè da quel complesso di codici o di norme che in un dato momento storico e in una certa area geografica regola il comportamento dell'individuo nell'ambito della comunità di cui fa parte.
Nella responsabilità io rispondo all'altro. E rispondo all'altro perché non ne posso fare a meno, perché dall'altro non posso prescindere, da solo non posso vivere. E allora la dimensione in cui si realizza la morale è quella dell'assunzione della reciproca responsabilità.
Per una certa etica la pena di morte è codificata e accettata, per la morale e cioè il mio rapporto con me la pena capitale costituisce qualcosa che si pone al di fuori e contro.
La morale ha come fondamento primo il riconoscimento dell'altro come se stesso. IL riconoscimento dell'altro da sé come se stesso è stato alla base del processo evolutivo dell'uomo, della sua conoscenza , il passaggio dalla condizione primitiva a quella della civiltà.

venerdì, giugno 22, 2018

E' ora di pranzare







Che bello avere una memoria così ricca di dettagli.
Io, purtroppo, ricordo solo le cose fondamentali, ed è proprio per questo che scrivo molto.
Per non dimenticare..

lunedì, giugno 18, 2018

Il fascino del porto di Pescara







Come ha scritto Charles Baudelaire un porto è
un luogo affascinante per un’anima stanca delle
lotte della vita.
L’ampiezza del cielo, l’architettura mobile
delle nuvole, i colori cangianti del mare, il luccichio
dei fari, sono un prisma meravigliosamente
adatto a distrarre gli occhi senza
mai stancarli.
Le forme slanciate delle navi, con la loro
complicata attrezzatura, alle quali
l’onda imprime delle armoniose oscillazioni,
servono a conservare nell’anima il gusto
del ritmo e della bellezza. E, poi, soprattutto,
c’è una sorta di piacere misterioso
e aristocratico per chi non ha più né
curiosità né ambizione, nel contemplare,
disteso sul belvedere o appoggiato sul molo,
tutti quei movimenti di coloro che
partono e di coloro che ritornano,
di coloro che hanno ancora la forza di volere,
il desiderio di viaggiare o di arricchirsi.
Quando c'è burrasca per i motopescherecci è difficilissimo
entrare nel porto canale di Pescara.
Mogli, figli e parenti dei marinai aspettano con ansia il ritorno
dei loro cari. Sono momenti angoscianti.
Restano impressi anche nella memoria visiva.
Adoro il porto di Ponza.
Un gioiello di fine '700 dalla quinta curvilinea
rimodellato su un modello greco fenicio.
Potrei stare ore a rimirarmelo, a passeggiare sui suoi
due livelli stradali, a fotografare barche e sogni
 di innumerevoli vacanze.
il profumo di mare, di salsedine,
di caviglie bagnate da fresche e piccole onde
che vanno sulla sabbia. La visione di un tramonto.


 


venerdì, giugno 15, 2018

Il posto delle caprette








Ieri, se non è stato un sogno, sono andato a trovare le caprette.
Stavo su questa sedia, con il monitor e la tastiera.
E' venuta mia moglie:
"Augù, la parrucchiera è piena di clienti.
Vorrei andare a trovare le caprette.
Vuoi venire?".
Sono rimasto perplesso. Non conosco caprette.
Difficilmente dico di no a mia moglie.
Camicia, jeans, e l'avventura è cominciata.
Lei indossava un abitino grigio e una sciarpa di seta curiosa. Pure grigia, ma enorme.
Un filo di colore sulle labbra, occhi celeste chiaro, i capelli biondi.
Nelle mani qualche foglia di verdura.
Il posto delle caprette non era lontano.
A sud dello Stadio Adriatico. Un prato verde, ai margini della pineta dannunziana, dalle tamerici salmastre.
Tante volte mi era capitato di passare di lì, ma le caprette non le avevo mai viste.
Sì, le caprette ci sono. Anche le galline e un piccolo cinghiale nero.
Le bestioline hanno visto Manu e si sono presentate.
Ha offerto la verdura, le ha chiamate per nome.
Ho l'impressione che le caprette abbiano risposto.
Ho chiesto a Manu: " Ma le conosci da tanto le caprette?"
Mi ha risposto: "Sì, da tanto. Mentre tu eri al lavoro, avevo sempre un attimo di spazio
libero per trovare le mie amiche".



giovedì, giugno 14, 2018

Il dentista che faceva lo sconto






Il cristianesimo non è un insieme di leggi, dogmi e regole.
Il Cristianesimo è solo Cristo.



martedì, giugno 12, 2018

Una storia bizzarra







Caro Gus ...per una volta mi cogli di sorpresa! Al di là del tuo racconto, non sapevo, o forse non ho colto ... che sei Abruzzese come me ... bello sapere quanto le persone di cui ho stima (anche se questa stima è intuibile solo dal web) siano più vicine di quanto si immagini ... la solita storia de "il mondo è piccolo" ... riguardo il contenuto, è difficile a chi vive in luoghi diversi o nelle città, immaginare di trovarsi un orso, un cervo o anche un semplice scoiattolino dentro casa ... accadde (per me) anni fa ... e nessuno mi credette; Pazienza. Molto eleganti le parole del tuo commento sotto al post ... chiare concise e dirette al punto.


lunedì, giugno 11, 2018

Un pizzico di fiducia aiuta







Generalmente il diffidente è di fatto un insicuro e quindi anche in questo caso entra in campo l’educazione e l’ambiente in cui si è cresciuti. Colui che si fida e che vede sempre il lato buono degli esseri umani è anche colui che sa donare in modo gratuito, senza aspettarsi granché.

venerdì, giugno 08, 2018

Il teologo racconta la barza






Si fa presto a dire:
"Ho fatto un incontro!".
L'incontro deve avere le caratteristiche di eccezionalità per essere preso in considerazione.
L'altro giorno, così per fare qualcosa di nuovo, ho preso il tranvai.
C'era un normalissimo tranviere che faceva trac-trac con la manovella.
Ho pensato. Ecco, torno da mia moglie e dico: "Sai, ho fatto un incontro! Un tranviere".
Ma dai, non è serio. Non è un incontro.
Ma se, mentre sei lì col tranviere e questo inchioda di schianto il tranvai perché uno è passato veloce e poi apre lo sportello e grida "Cornuto!", la cosa si fa interessante.
E sì, il passante offeso corre dietro al tram, si apre un varco, arriva vicino al tranviere e gli dice: " Mi scusi, ma perché mi ha detto cornuto? Come fa a sapere che io sono un cornuto?". E il tranviere che comincia a tremare come una foglia, si giustifica: " Non si offenda, lei ha attraversato all'improvviso e mi è scappata l'invettiva".
"No, no lei ha ragione, io sono cornuto. Perché, vede, io mi sono sposato. Poi sono andato in Inghilterra, a Londra, sono stato due anni a lavorare, sono tornato e mia moglie aveva un bambino. Lei cosa avrebbe fatto?"
Il tranviere fa un cenno e l'altro: " Eh, me lo sono tenuto! Soltanto che il bambino è cresciuto e bisognava mandarlo all'asilo, dalle suore a pagamento. E dopo l'asilo c'erano le elementari e mia moglie mi ha detto: " Lasciamolo dalle suore"....che mi costa, mi costa un occhio della testa. Dopo la scuola elementare, la scuola media ancora dalle suore.... cosa vuol farci sono troppo buono e l'ho lasciato lì dalle suore, sempre pagando l'ira di dio. Finita la media gli ho fatto fare il Liceo e in una scuola privata a pagamento. Lei cosa avrebbe fatto? Gli ho fatto fare il liceo. Quanto mi è costato 'sto figlio. Ma la settimana scorsa non ci ho visto più. Mia moglie mi fa: " Senti, ha finito il liceo bene, mandiamolo all'Università".
" Ah no, no! sono sbottato a dire. "Fino a questo punto proprio no!" Perché il figlio di una buona donna, al massimo, può fare il tranviere!".


giovedì, giugno 07, 2018

Per lui era un cialtrone











Di Schopenhauer trovo eccezionalmente vera
 la teoria del desiderio: l'uomo desidera, si sbatte
 per esaudire il desiderio e una volta fatto, non si accontenta, 
ma ha un desiderio più grosso. 
La felicità è dunque qualcosa di breve ed effimero 
(quando si esaudisce il desiderio) e destinata 
a lasciar spazio all'infelicità.

mercoledì, giugno 06, 2018

Non è bello










Grande mistero l’amore, c’è chi riesce persino a perdonare il tradimento dell’altro/a! Sarebbe auspicabile un amore fedele, ma oggigiorno, o forse anche in tempi andati ma allora era omesso, tollerato o magari tenuto nascosto, sembra che questo valore abbia perso di valore, per uomini e anche tantissime donne.

martedì, giugno 05, 2018

Merel Kindt






La memoria è fatta di ricordi belli e brutti. Molti sono insignificanti e si cancellano subito dal nostro cervello. Un ricordo bruttissimo potrebbe condizionare la vita di un essere umano. Gli scienziati ci hanno pensato e con grande entusiasmo sono riusciti a scovare sostanze in grado di eliminare dalla memoria i fatti  spiacevoli.
Il nuovo farmaco, che è ancora in via di sperimentazione ma che ha già dato i primi risultati positivi sui topi, è stato testato da un gruppo di studiosi olandesi guidati da Merel Kindt. La ricerca è stata pubblicata su Nature Neuroscience.
Quando si subisce un trauma, si legge sulla rivista specializzata, il ricordo della paura si intrufola nella memoria a breve termine: è a questo punto che agisce la “pillola dell`oblio”. Il farmaco - il cui principio attivo è il propranololo, un betabloccante che garantisce l`effetto amnesia - intercetta i ricordi sgradevoli impedendo loro di fissarsi nella nostra memoria definitiva, quella a lungo termine.
I ricercatori hanno iniziato la sperimentazione anche sugli uomini. Merel Kindt e colleghi hanno allora coinvolto 60 studenti dell`Università di Amsterdam , la paura è scomparsa, mentre lo stesso non è accaduto agli studenti a cui era stato somministrato il placebo. “Potrebbe essere il primo passo - dicono i ricercatori – per il trattamento di ansia patologica e disordini dovuti a traumi psicologici”. Saremo quindi in grado di selezionare i ricordi e scartare quelli indesiderati? coinvolge solo la memoria a breve termine, mentre non si conoscono ancora i suoi effetti nel lungo periodo, né l`influenza del propranololo sui ricordi lontani nel tempo, come i traumi infantili che persistono da adulti.


Francesca







La prima adolescenza, cioè quella che arriva a quindici anni, l'ho vissuta in un paesino della costa Adriatica. L'estate era una grande festa per noi maschietti. Arrivavano famiglie dalle città per passare le vacanze al mare. I più grandi rincorrevano le signore e i ragazzini le governanti. La spiaggia era molto bella. Un solo stabilimento balneare e una ventina di cabine. L'ultima della serie presentava un piccolo forellino fatto con il trapano da mani abili. E da quel buco la nostra immaginazione diventava realtà. Ormai avevo 15 anni, alto, ben messo, e non curiosavo più nei forellini per spiare le donne nella loro intimità. L'ennesima estate si apprestava a lasciarci. Monotona e identica alle altre. Invece accadde qualcosa di eccitante e diverso. Un pomeriggio dopo il cambio d'abito una signora uscì e invece di tornare a casa venne verso il nostro piccolo gruppo. Dal suo sguardo di ghiaccio caldo non impiegai molto a comprendere che cercava me. Mi prese per mano e mi portò nella sua villa. Mi disse:" Ora puoi vedermi con tutta tranquillità". La storia durò una quindicina di giorni. Poi partì per tornare a Milano. Si chiamava Francesca, sposata. Aveva trent'anni.

domenica, giugno 03, 2018

Aspettando il tuono














Tutte le formiche sono dedite all'arte della guerra, 
ma alcuni generi spiccano per combattività.
Cominciamo con le formiche schiaviste che assalgono
 i nidi di altre formiche per procurarsi gli schiavi, poi le 
nostre Tetramorium caespitum 
che spiccano per la combattività e 
la capacità di agire in gruppo, 
le formiche combattenti : formiche legionarie.