venerdì, maggio 29, 2020

Bene bene






Dei circa 7,6 milioni di decessi infantili (0-5 anni) che avvengono ogni anno nel mondo, la maggior parte è dovuta a infezioni respiratorie acute, dissenteria, morbillo e malaria.
Tutte malattie che possono essere prevenute tramite vaccini, zanzariere, misure igieniche e altre semplici forme di profilassi, che però spesso rimangono ignote o troppo costose per larghi strati della popolazione, nei paesi economicamente arretrati.
Lo stesso può dirsi per le medicine che possono curare queste malattie, comodamente accessibili per qualsiasi cittadino occidentale ma inarrivabili per quei tre miliardi di abitanti del pianeta che vivono con meno di due dollari al giorno.
Vaccinazioni
Dove regna la povertà, lo Stato non è in grado di assicurare neppure le vaccinazioni di base. Due milioni di bambini ogni anno muoiono a causa di malattie come il morbillo o la tubercolosi, per le quali esistono vaccini dal costo irrisorio.
Analfabetismo
La carenza di servizi sanitari di base è rafforzata dalla mancanza di informazioni. Spesso le comunità e le famiglie ignorano l'importanza vitale delle vaccinazioni, non sanno riconoscere i sintomi delle malattie e neppure quando sia giunto il momento di cercare un medico per un bambino che sta male. Per combattere queste forme di ignoranza sanitaria, si rivela fondamentale l'istruzione delle donne e delle future madri.
Una ragazza che ha frequentato qualche anno di scuola è in grado di assistere e nutrire meglio il suo bambino, sa leggere le istruzioni di un operatore sanitario e dosare un farmaco come una donna analfabeta non può fare (basti pensare alle decine di migliaia di bambini che ogni anno muoiono perché le madri diluiscono troppo le medicine o il latte in polvere).
HIV-AIDS
Fra le minacce alla salute dei bambini, occupa una posizione sempre rilevante l'HIV-AIDS.
Oltre ai 2,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni che convivono con il virus, in massima parte a causa del contagio da parte materna alla prima o durante la nascita, vanno considerati i moltissimi altri la cui vita è stata indirettamente segnata dall'AIDS.
Per coloro che accudiscono familiari malati, e soprattutto per i 16,6 milioni di orfani dell'AIDS, la capacità di tutelare il proprio stato di salute dipende esclusivamente dalla benevolenza di parenti, per lo più anziani e in difficoltà economiche, o dai rarissimi programmi assistenziali dello Stato.
Acqua
La mancanza di accesso all'acqua potabile - una condizione in cui si trova a vivere il 13% della popolazione mondiale - è strettamente connessa a una serie di malattie infettive che fanno ogni anno tre milioni e mezzo di vittime, in gran parte bambini sotto i 5 anni.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno circa 450 milioni di persone, soprattutto bambini in età scolare, siano infettati da parassiti intestinali veicolati dall'acqua impura.

martedì, maggio 26, 2020

Le sfaccettature della solitudine







Una persona sana, equilibrata, vive momenti di solitudine E momenti di socialità.
Questa società di progresso al peggio vorrebbe rendere la solitudine una malattia, uno dei molti tabù per idioti che dilagano (no silenzio, no digiuno, no oscurità, no limiti, no confini, etc.).

domenica, maggio 24, 2020

La giusta distanza








Un post che deve farci riflettere ma ancor più aiutarci a capire che la vita è un lungo cammino e ognuno di noi deve percorrerlo secondo il suo passo, senza forzature, senza farsi condizionare da quelli abituati a volere tutto e subito.
Dimentichiamo troppo spesso che per raggiungere un obiettivo ci vuole tempo e il tempo è diverso da persona a persona. Ma è "colpa" anche degli altri che ci condizionano perché si aspettano quei risultati, se non nell'immediato, comunque in breve, facendo magari confronti con altre persone.
L'immediato toglie anche piacere, relativamente a ciò che inseguiamo e otteniamo, ricordando il noto detto per il quale l'attesa del piacere è la vera essenza del piacere.
L'ho imparato dopo l'incontro con una ragazza che sarebbe diventata mia moglie.
Bisognerebbe sempre fare un passo indietro e guardare il quadro generale della situazione e non il dettaglio momentaneo in cui siamo.
Sia per noi (chi siamo, dove siamo diretti, il tragitto del nostro essere nelle varie situazioni) ,sia gli altri interposti a noi.
Siamo così egoisti che distaccarci da noi stessi per vedere l'insieme diventa un lavoro che richiede un grande impegno. 
C'è un altro tipo di distacco.
Di fronte all'altro che non hai mai conosciuto oppure che prediligi, i due estremi, quanto più è distinta la coscienza, quanto più capisci che lui è l'altro, tanto più è profondo il nesso che si stabilisce, tanto più i terminali del tuo sguardo colgono i particolari dell'altro.
Quanto meno hai questa percezione della distinzione, tanto più è come se l'altro si sfocasse.
Tant'è vero che giungi fino a dire: "Chissà se è una mia fantasia o se è vero".
E' esattamente la posizione di tutta la filosofia contemporanea.
La ragione debole di Vattimo, i sofismi di Eco e l'ultimo nichilismo di Severino sono così.
Tu tra la folla noti un bellissimo volto femminile e ti avvicini per 
guardarlo meglio ,fino a sfiorare quel viso che è così vicino che vedi solo il naso o il padiglione auricolare, e finisci per non vedere più la ragazza.

venerdì, maggio 22, 2020

Un cuore grande






Non sempre si vuol perseguire la linea del non amore, ma a volte si subisce. L'anaffettività è un disturbo della personalità che si espande senza che nessuno se ne preoccupi. 
La violenza sui bambini, venduti nei paesi poveri ai pedofili accade sotto i nostri occhi. 
Anche i viaggi verso il sesso pedofilo avvengono e nessuno protesta. E l'espianto dei reni ha solo un costo.
Uno studio realizzato dal Journal of the American Medical Association nel 2002 su 305 persone che avevano venduto il loro rene nella zona di Chennai, in India, ha mostrato come a sei anni dall'operazione la loro condizione economica fosse mediamente peggiorata.
Qualcuno ha proposto di condannare a lunghe pene detentive chi si fa illegalmente impiantare un organo all'estero, e sarebbe giusto.

sabato, maggio 16, 2020

Post del sabato


Sbatti il sesso in prima pagina.
C’è da vendere uno yogurt? Ecco che dovete fare l’amore con il sapore.
Un film deve avere audience? Sesso, 50 sfumature, donne nude...
E poi ci si stupisce che i giovani, maschi e femmine, hanno solo il sesso in testa.
Voglio fare una piccola premessa: non tutte le ragazzine sono indifese e ignare, non tutti i ragazzi sono violenti e dominatori. Per fortuna ci sono ancora tanti ragazzi e ragazze che, vuoi per la famiglia o la scuola o perché hanno solide figure di riferimento alle spalle, sanno bene come comportarsi.
In una società senza freni, dove gli adulti che dovrebbero essere i punti di riferimento non sanno pensare nemmeno a se stessi, dove la violenza viene presentata come la normalità, dove l’uomo di 70 anni si accompagna alla ragazza di 18 ma lei è puttana e va con lui solo per i soldi ,mentre lui è figo perché si scopa la ragazzina. Troppo comodo dire che sono solo le ragazzine che smaniano troppo presto per le gioie del sesso.
I ragazzi apprendono dagli adulti pronti a sbandierare amanti a destra e sinistra.
Il sesso, purtroppo, è spesso stato associato alla violenza e all’umiliazione: in guerra, come "comportamento culturale accettato", come “metodo di educazione”.
La colpa è solo della famiglia. La scuola non conta più a nulla i genitori vanno a menare i prof. per difendere i gioielli di famiglia. C'è un altro aspetto da non sottovalutare ,quello della prostituzione giovanile volontaria per comprare abiti firmati. Qui tutto ricade di nuovo sulla famiglia come fanno a non notare capi costosissimi sui figli?
Vi assicuro che i miei figli non hanno mai visto Grande fratello non perché vietato da noi ,ma semplicemente perché hanno seguito il nostro esempio.

giovedì, maggio 14, 2020

Hard disk e memoria










Se non dimenticassimo finiremmo tutti come Seresevskji , il mnemonista di Aleksandr Romanovic  Lurija ,in preda ad una memoria talmente affollata di ricordi, da creare un duplicato caleidoscopico e labirintico della realtà, impossibile da governare. Un doppione così intricato, folto, ridondante e linkato, da non permettere più di ricordare, con ordine e pertinenza, i fatti, le persone e gli oggetti della vita reale.
Dobbiamo capire se l’oblio della mente è un vuoto che non è più colmabile nonostante i nostri sforzi di recuperare il tempo perduto  o se questi vuoti della memoria sono essenziali all’equilibrio psico-fisiologico della nostra vita cognitiva perché impediscono quella pienezza troppo patologica, strabordante e straripante, di Seresevskij e di altri mnemonisti, che aumenterebbe talmente il potere della nostra memoria da renderlo nemico della memoria stessa, fino a impedirci di parlare della nostra vita con ordine e precisione e addirittura di agire nel mondo da persone normali.
E’ forse possibile che questi vuoti così importanti e fisiologici siano al contempo inaccessibili, ma colmabili attraverso strategie mirate del ricordo, attraverso itinerari particolari segnati dentro il fitto bosco della memoria.
Del resto se, come abbiamo detto, l’oblio è, insieme alla memoria, una funzione fondamentale della nostra conoscenza è anche vero che il nostro cervello immagazzina ed elabora una quantità straordinaria di ricordi e di informazioni e che tutti noi crediamo di essere persone umane, dotate di un Sé unitario, grazie al fatto che sentiamo di contenere nella mente i fatti della nostra vita e di poterli raccontare a noi stessi e agli altri in qualsiasi momento. Inoltre è stato dimostrato che gran parte del nostro sapere e della nostra vita sta nascosto nella nostra mente in modo inconscio e implicito e che può essere richiamato alla nostra attenzione cosciente quando se ne presenti l’occasione o la necessità.

martedì, maggio 12, 2020

Solo una frase







L'altra sera ho visto un bel film, La migliore offerta, di Tornatore. Il personaggio dell'antiquario era stupendo. Un uomo di successo, così tristemente distante dal mondo dei sentimenti, che ama le donne solo attraverso la loro rappresentazione dipinta e tocca le cose solo attraverso protezioni (guanti). Un uomo solo ed affezionato alla sua malata forma di collezionismo. Apparentemente intoccabile.
Pur tuttavia si lascia “toccare“ dalla realtà, altrettanto distorta e morbosa, di una donna fino ad innamorarsene.
Ma era tutto un inganno. Ma nonostante il tradimento lui esce dalla sua follia conservando la sua purezza. E attende fino alla fine quell'unico elemento di vero che ogni falso contiene.
E' una bella attesa quella che sa semplicemente di attesa, come certe nuvole cariche di promessa di pioggia. Spande nell'aria un odore di muschio, di terra, di sale. E' un momento che pretende osservazione di occhi e cuore attenti, o al contrario, disattenzione indifferente. Quel che si scorge negli altri è esattamente quel che si ricerca per sé, attraverso assonanze, similitudini. Piccoli grandi segni di alloggio emotivo, nonostante il “brutto” che ognuno reca sulle spalle.
Credo che la cosa più importante, nelle anime pure, sia conservare, nonostante i dolori, le disavventure, le delusioni, le ferite  quello sguardo magnanimo, indulgente che è l'antico sapore che ci portiamo dentro, una sorte di odore di pane caldo appena sfornato, che qualche volta ancora sentiamo nell'aria che ci accompagna in certe mattine di brina, quando si è in custodia solo a se stessi.  come tutti, inevitabilmente. Ma ci accompagna quel profumo di buono, di antico a custodia di un cuore che conserva lo sguardo puro da gettare sulle cose. E' fondamentale non lasciarsi smarrire dalla rabbia o dalle “circolarità”. Anche se esiste un solo impercettibile profumo di buono, è da inseguire come un cane da tartufo. Poiché a cristallizzarsi sugli inganni subiti o inflitti si finisce solo col diventarne vittime, ma al contempo, carnefici

sabato, maggio 09, 2020

Un volto falso







Un velo che maschera la sostanza del reale o addirittura una patologia della modernità, l’alienazione implicita nella società dello spettacolo in cui la manipolazione e la menzogna oscurano la realtà autentica dei soggetti. Ecco il nodo da cui prende le mosse l’indagine di Barbara Carnevali, storica della filosofia, ricercatrice invitata all’ "Institut d’Etudes Avancées" di Parigi, in un saggio da poco pubblicato da Il Mulino, intitolato Le apparenze sociali. Una filosofia del prestigio (pagine 222; 20 euro). Un progetto di filosofia dell’apparire sociale a partire proprio dall’analisi delle vanità, di quel mondo effimero in cui rientrano le mode, la fama, il successo, il prestigio, le buone maniere, lo snobismo, i pettegolezzi, e che non è una forma minore di realtà ma l’assetto sensibile della società dove si giocano come uno spettacolo le immagini che le persone hanno reciprocamente di se stesse.
Il "Potere" ti obbliga a portare avanti una vita destinata ad invogliare il desiderio del consumo, strappando dalla tua coscienza anche la minima parvenza di essere umano.
L'io è quel complesso di esigenze e evidenze che costituiscono la natura umana. Nell'io agiscono l'affettività (cuore) e la ragione che fa da filtro cercando di bloccare la parte negativa dell'istinto.
Secondo Bauman stiamo vivendo una fase della modernità che cancella la fiducia, la compassione, la pietà e invece si assiste ad un gorgo di smarrimenti e stordimenti dove uomini e donne si scoprono immersi tra il vuoto esterno e lo svuotamento interiore.
Sdraiarsi sul cofano di autovettura non è un mestiere, qualcosa che arricchisce la tua conoscenza, sensibilità. ll Potere ha programmato per quella donna una vita da robot, e poi se non è stata brava a farsi un buon conto in banca, quando i seni cominciano a scendere fino alla pancia, il fondo schiena diventa come il Tavoliere delle Puglie dopo un terremoto, il Potere la butta nel cassonetto dell'immondizia.
«Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze». Oscar Wilde lo sosteneva con ironia, sbeffeggiando i benpensanti e il luogo comune dell’abito che non fa il monaco, riaffermando il criterio che la forma è sostanza.

mercoledì, maggio 06, 2020

Letizia







Per chi vive solo, purtroppo,  i pensieri sono sempre gli stessi e si rincorrono
in un vortice senza fine.
Il non comunicare con gli altri è angoscioso.
Ma c'è qualcosa che riesce a distrarmi, a volte piacevolmente.
E' il film buono che ti pone domande continuamente e tu devi rispondere.
E' un dialogo atipico ma affascinante.
Il Cinema ha delle potenzialità enormi.
Una grande forza di convincimento.
E' uno strumento con cui anche a scuola si può insegnare molto.
Ai corsi per fidanzati molti parroci facevano vedere Casomai .
A volte i ragazzi capiscono meglio certe cose con un film
che con tanti discorsi.
Ho in mente un momento preciso: una notte guardavo
Sogni di Kurosawa e di fronte a quei quadri sconnessi,
di cui non capivo sostanzialmente niente, ma che avevano
una potenza estetica incredibile, per me si è aperto
un nuovo mondo.
Il mondo della bellezza.
Si può restare fissi a contemplare un ciliegio in fiore
anche un'ora.
Ma il cinema può essere anche diseducativo: chi non è
abituato a un certo uso della ragione può essere plagiato
da una forma di comunicazione così diretta e forte.
Il film è uno strumento comunicativo più forte degli altri
perché contiene una storia nella quale identificarsi.
Ma come tutta la comunicazione -letteraria, o televisiva o artistica
contiene rischi e potenzialità legati esclusivamente a chi ci sta dietro.
il cinema di Tarkowski o di Vanzina hanno fascino uguale e contrario.
Intercettano gli occhi che vogliono essere affascinati:
"Chi dal messaggio di impegno chi dal disimpegno".
La fascinazione è identica perché il mezzo è potente.
Ho pensato a un film di Miyazaki dove c'è
una prolungata contemplazione di un grande albero.
E' il coinvolgimento che nel buio di una sala cinematografica,
ti prende guardando le immagini che scorrono.
Mi sento inserito in quel paesaggio, la musica mi trascina,
vivo momenti intensi. Certo è importante scegliere
il tema che mi apparterrà per due ore.
Bergman: "Il posto delle fragole" "Sussurri e grida".