Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post

venerdì, marzo 01, 2024

La religione tascabile

 



Ci sono gli atei che non ce la fanno a credere che possa esistere un dio e si formano una coscienza in base alle esperienze della vita. Non mi infastidiscono e molti rispettano chi crede. Poi ci sono i santi, specialmente quelli grandi che con la vita dimostrano l'importanza della fede. Infine, c'è una massa blaterante che crede a pezzetti. Non ai preti e relativa Chiesa, non all'Incarnazione, nemmeno a pensarci alla Resurrezione. È la massa dei credenti a una religione tascabile a proprio uso e consumo. Mi mettono tristezza perché non hanno capito e nemmeno vogliono capire. Io sto in mezzo a loro ma so benissimo che il dubbio dipende solo dalla mancanza di una fede completa. Morto dio gli italiani lo hanno sostituito con altri poteri stravaganti. In Italia non esiste più l’autorità che è stata sostituita da uno sterminato potere. L’Autorità amministra per il bene della collettività, il Potere è fine a sé stesso. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni. Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano. Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo. Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere. La democrazia, invece, si alimenta di convinzioni etiche e ideali che cercano di diffondersi e di affermarsi fino a diventare forza costitutiva della società. Ciò presuppone però il libero confronto e questo, a sua volta, la libera e diretta partecipazione di coloro che vi portano le proprie convinzioni, quale che ne siano la fonte e il fondamento, laico o religioso. La democrazia è, per così dire, un regime in prima persona, non per interposta persona. Se essa è occupata da forze che agiscono come longa manus di poteri esterni, diventa il luogo di scontro e prepotenza di potentati che obbediscono alle loro regole e non rispondono a quelle della democrazia: potentati che sono, tecnicamente, irresponsabili. La mia speranza è di vivere il vangelo e non di raccontarlo. Il denaro, solo quello che mi basta per vivere. Il problema della mancanza di una presenza fisica è irrisolvibile perché la donna che vorrei stringere tra le braccia è morta. Ma proprio questa sofferenza la rende viva ed è la fonte della mia gioia. La fede un modo di vivere. Per questo devi vedere attraverso il vecchio e il nuovo testamento che tipo di esistenza ti propone. Se trovi *non desiderare la donna d'altri* devi essere d'accordo. Se non lo sei cambia religione. La sottomissione è per la tua tutela, perché se contesti cadi nell'errore, come Adamo e Eva. L'eucaristia, o comunione, o santa cena, per gran parte delle Chiese cristiane, è il sacramento istituito da Gesù durante l'Ultima Cena, alla vigilia della sua passione e morte. Il termine deriva dal greco antico εὐχαριστία, eucharistía, «ringraziamento, rendimento di grazie». Se Gesù lo ha chiesto devi farlo, altrimenti cambia religione. Il resto, come miracoli, qualche dogma inutile non ci riguarda. Non dobbiamo pensare a quello che c'è dopo la morte. Le parole di Cristo sono metafore. Non possiamo pensare di capire il significato di vita eterna. Sappiamo solo che Cristo ha vinto la morte. Il dubbio è proprio l'avvicinarsi troppo, risolvere la questione sbagliando. Dio ci ha donato il libero arbitrio, quindi non ci vuole burattini, ma nemmeno contestatori della Verità. I suoi doni l'uomo li sta utilizzando molto male.




mercoledì, febbraio 21, 2024

Sapere non basta. Desiderare nemmeno.

 


Non sempre individuare quel che va male corrisponde ad avere un'altra idea di “bene”. Ma quand'anche lo si sapesse o intuisse, per contrapporsi non bastano gli uomini di buona volontà allertati. 
Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che al prossimo, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore.
Guardati bene da costoro o
 allertati dall'idea benefit di comunanza. Il sistema e la sua modalità liquida ci ha corroso, intorpidito, asservito, addomesticato. E seguiterà per generazioni anche se dovessimo ripartire dalla clava da domani mattina. Identificare ciò che non va non sempre equivale ad avere chiarezza sulla cosa giusta. E soprattutto comunicarselo in modo da trasformarlo in azione sovversiva.
Tante anime di buona volontà non fanno in automatico un “pensiero” da cui una dottrina, da cui un'azione. E, conciati come siamo c'è un'unica speranza (che speranza non è) che scenda in campo (meglio in terra) un portatore sano di alternativa. Ma la logica vorrebbe che sorgesse dal basso mentre ormai siamo solo in condizione di sentire dall'alto. Perché il basso siamo noi. Che, muti e rassegnati, indignati solo a metà, continuiamo a digerire fino a farci scoppiare la bile.
Sapere non basta. Desiderare nemmeno.


                                       Rassegnazione per principianti 

Tu non cercare nulla. Non c'è niente da trovare,
Niente da capire. Accontentati.
Quando verrà il loro tempo fioriranno i tigli
Sopra la tomba scavata di fresco.
Quando verrà il suo tempo si dissiperà il buio,
Scintillerà la luce rinata.
Niente è concluso, tutto continua.
E tu sarai allegro. O forse no.
Tra sparire e ricominciare
L'impossibile accade.
Come e perché non è stato svelato.
Suona nuova al principiante l'antichissima melodia.
Per cercare il senso profondo, non sprofondare.
Tu non cercare. Così lo troverai.

                                                      Mascha Kaléko 

domenica, gennaio 07, 2024

Facciamoci il meno male possibile

 


Quando una coppia è tale si diventa una persona sola. A volte non serve chiedere a cosa stai pensando? Perché i suoi pensieri sono i tuoi. L'amore vero è quello che anche dopo mezzo secolo, quando ti dà un appuntamento e la vedi da lontano ti emozioni. Ti compiaci della sua voce del suo odore e soprattutto capisci al volo quando ha bisogno del tuo aiuto.
La costruzione di un rapporto è una storia di crescita condivisa: nel matrimonio si condividono il progetto di vita, la prole, la socialità e molte altre cose. Credo che l'elemento cardine resti comunque la condivisione... anche o forse soprattutto delle responsabilità.
Quando questo manca i rapporti sono squilibrati e possono finire, ma la separazione in sé non è il male assoluto: c'è di molto peggio in effetti. La crescita è comunque una storia di separazioni a partire dalla nascita, quando ci si separa dal corpo della madre.
La conflittualità che di solito accompagna una separazione coniugale è la cosa più nociva, la stigmatizzazione sociale della donna separata e dei figli di coppie separate produce danni: queste cose sono qualcosa di molto peggio della separazione in sé.
Ho visto coppie stare insieme senza amarsi, perché le loro idee glielo imponevano. Le coppie innamorate si riconoscono subito, si guardano, si cercano, non riescono a stare l'uno senza l'altro. Perché senza, niente avrebbe più senso.
Bisogna essere consapevoli sin dall'inizio che non è tutto rose e fiori.
La nostra società è impaziente e allo stesso tempo pretenziosa.
Dopo la fase del corteggiamento, dei fuochi di inizio rapporto, poi c'è chi non riesce ad accettare quella che possiamo definire routine; ma la routine non è per forza negativa, anzi.
In genere subentra la nuova fase del rapporto amoroso, che porta alla nascita di un figlio (e quindi a convogliare il grosso dell'affetto e delle attenzioni verso di lui); ma non necessariamente, perché una coppia può anche vivere insieme per 70 anni anche senza figli.
Invece ci sono cinquantenni che sfasciano i matrimoni perché si mettono con una ventenne. Questo perché il cinquantenne si sente ancora un trentenne e vuole vivere la vita di un trentenne.
Oggi purtroppo vanno di moda questi rapporti dall'età sbilanciata che scompigliano molto le carte.


lunedì, dicembre 18, 2023

L'amore liquido

 


L'amore affievolito permette le stravaganze più tragicamente ridicole. Nessuno se ne preoccupa. In fondo è un problema che dovranno risolvere le generazioni future. In questa società crudele non si pensa minimamente al dopo. La tentazione dell’uomo è quella di dare, piuttosto che sé stesso, altre cose a lui estranee. La superficialità dei rapporti con l’altro, non ci permette di andare in profondità: di donarsi. Ma quando si decide di lasciarci coinvolgere nella vita dell’altro, assumere una relazione, una parola, un gesto, cura, ascolto, allora ciò che ci sembrava impossibile a causa della nostra condizione di ripiegamento su noi stessi, diventa possibile, ed è fonte di gioia. Oggi tutto è "pensato" per non durare: le automobili, i frigoriferi, le stampanti, l'amore. Siamo nell'epoca del consumo e del rinnovo, non della conservazione. La fase iniziale è quella che piace a tutti..poi iniziano a subentrare doveri e responsabilità del rapporto di coppia..e qualcuno si "ritira". Viene ignorato del tutto il concetto di riparazione. Io non mi colloco tra quelli che, presi dal consumismo, preferiscono comprare una cosa nuova che riparare quella vecchia. Nell'ambito dei rapporti umani credo ancora nel valore della riparazione. Non solo nell'amore! La mia generazione è nata con il rammendo. Non era una scelta, ma una necessità. I marinai rimettevano a posto le reti usate per la pesca con molta maestria. Purtroppo, l’usa e getta si amplia sempre più anche nei rapporti interpersonali e nelle famiglie, un vero peccato perché il più delle volte basterebbe un po’ di impegno per continuare a percorrere la vita insieme. Ormai l'intelligenza naturale, quella che si muove insieme all'affettività (cuore) sta per essere sostituita da quella artificiale. C'è un aggeggio che spegne le luci, quindi la sera non serve più dare uno sguardo alle stanze e a qualche rubinetto lasciato aperto. Anche noi cambiamo modo di vivere a piccoli passi, fino a quando la nostra testa sarà girata completamente da un'altra parte. Nell'amore ci sono varie fasi ma se in ognuna di esse non ci si mette l'entusiasmo e l'amore dell'inizio, l'emozione di sempre, allora queste fasi invece che essere un'evoluzione avranno il sapore di un logorio costante del sentimento e quindi come i petali di un fiore che appassisce, qualunque amore sarà destinato a sfiorire e finire. Oggi manca il lavoro dell’artigiano nell'amore. La coppia in questa società *dell’usa e getta*, quando avviene qualche frattura, scoppia, anche se ci sono figli. Ci vuole fantasia e creatività per continuare a vivere un unico amore, ma alla base di tutto ci vuole un sentimento forte, profondo, impossibile da scalfire. Il sesso è normale e bello, ma il Potere cerca di dividerlo dall'amore. Si arriva a 40 anni con una serie di tanti falsi amori che si possono contare con tre o quattro mai. Si perde il senso dell'amore e appena il sesso vacilla si sfascia l'unione. Distrutta la spinta propulsiva resta solo un senso opprimente di amarezza. L'amore è un sentimento fatto di tante piccole cose che devono ripetersi e crescere giorno dopo giorno. Oggi manca il lavoro dell’artigiano nelle coppie. La coppia in questa società” dell’usa e getta”, un’espressione verissima, quando avviene qualche frattura, si separano, anche se ci sono figli. Gettano via, come dei calzini bucati un’unione, un sacramento, anziché con pazienza rammendare lo strappo, con buona vista ricucire ogni filo rotto, e rendere il rammendo più rinforzato di prima. Il valore del matrimonio o dell’unione, è prendersi cura l’uno dell’altro, soprattutto quando il cammino è faticoso, prendersi per mano ed essere consapevoli, che l’uno ha la responsabilità dell’altro. Mancano i valori veri nella nostra società. In Giappone, quando un vaso prezioso si rompe invece di buttare via i pezzi li rimettono insieme e tra un pezzo e l’altro mettono dell’oro fuso in modo tale che, una volta il vaso ricomposto, le “ferite” brillano. Ogni singola crepa viene valorizzata, questo procedimento si chiama “Kintsugi” (che significa riparare con l’oro). Eppure, strapparsi alla menzogna e star lontani da questa potrebbe essere proprio la via più facile e semplice per vivere un rapporto sereno (ma anche una vita serena). Io sono convinto che l'amore non è che finisca, ma si trasforma in altro, continuamente... Ci sono molte fasi. Così come la fase del corteggiamento passa, passano anche le altre. Poi diventa una sorta di routine, ma non negativa (a meno che le cose non prendano una piega noiosa), intendo una routine positiva del sentimento. Entrano in gioco nuove cose, nuove prospettive, e l'amore ha nuove luci e sfumature, diverse dall'inizio o dalla fase appena precedente. È vero che oggi sempre più persone si arrendono al primo cambiamento di fase... ma forse è perché a tutti piace la fase iniziale? Io non lo so, sinceramente...


giovedì, novembre 23, 2023

Il vero nemico è il capitalismo


 


Lo slogan del consumismo mi sembra alquanto rozzo come filosofia della vita: "Si lavora per produrre e si vive per consumare".
La più recente sociologia ha dimostrato i pericoli di questa ideologia, un gretto materialismo edonistico, un individualismo sfrenato e, insieme, la promozione del conformismo sociale.
L'acquiescenza ad ogni forma di governo purché garantisca un certo standard di vita, la formazione di una società privata di stimoli intellettuali e caratterizzata da informazioni distorte e superficiali, come il mito del successo, dal conformismo ai modelli della pubblicità.
Nasce così l'alienazione dell'uomo che si lascia trasformare da attivo cittadino in passivo consumatore.
Fenomeno sociale studiato da Hegel, Feuerbach e dal giovane Marx.
Spesso come esempio o addirittura unica causa del Capitalismo è indicata la pubblicità, che ne è invece una delle manifestazioni, forse la più visibile, la facciata più esposta, ma una conseguenza a sua volta della produzione industriale per il consumo di massa.
Marcello Marchesi in *Sancta publicitas* ha colto il significato ideologico, quasi religioso della concezione di vita imposta dal capitalismo.
“Una delle cose fondamentali della vita è la dignità".
"Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla.”
Il capitalismo può sopravvivere solo se la gente consuma. Ai tre pensatori il fatto non poteva sfuggire.
Il problema è che si producono cose inutili e i Media ci impongono e spingono al consumo.
È avvilente.
Le industrie che producono beni costosi e superflui contribuiscono all'inquinamento dell'atmosfera a causa dell'anidride carbonica. Lo sviluppo equilibrato cioè produrre di meno, ma meglio non verrà mai applicato.
Questa caratteristica è una degenerazione dell'Occidente. Un'offesa al mondo povero.
L’uomo contemporaneo ha chiuso da tempo le porte alla dignità, al rispetto di sé stesso e della comunità.
Si culla su un guanciale comodo e sicuro, ovvero su una vita che punti esclusivamente al benessere personale, benessere fatto di piaceri materiali destinati ad esaurirsi, con la conseguenza che deve cercarne sempre altri, e in questo modo consuma e consuma, senza rendersi conto che l’anima è diventata flaccida.


lunedì, novembre 20, 2023

L'illusione della droga e dell'alcol


 

I mezzi di informazioni più importanti come le TV i giornali e internet per pagare i costi della loro attività devono ricorrere alla pubblicità.
La pubblicità è il mezzo di convinzione del Capitalismo. A cosa deve convincerci? Semplice: consumare. Il martellamento continuo causa lo svilimento dei Valori, dei Desideri. Per esempio, l'Amore viene sostituito dal sesso, la famiglia diventa un albergo con servizio di ristorante, l'Essere dall'Apparire.
Non vedo soluzioni che possano liberarci da questo tipo di Potere. Ormai la politica è stata sostituita dall'economia e l'economia è subordinata alla tecnologia.
È inevitabile che questa "spettacolarizzazione del quotidiano" cui assistiamo oggi renda il mediocre motivo di successo e perciò abbassi le pretese di eccellenza del singolo. In questo senso siamo incastrati in una prigione di mattoni. I nostri talenti vengono talmente inariditi da questo marasma di sensazionalità facile che spesso vengono completamente dimenticati, o nemmeno ci si accorge di averli.
Alla fine, diventeremo persone senza emozioni, robot che vagano alla ricerca di qualcosa che faccia pulsare più forte il nostro cuore.
I talenti sono i principali nemici del consumo sciocco e quindi vengono attaccati con violenza, fino alla distruzione.
Dal 2001 al 2014, negli Stati Uniti più di mezzo milione di persone sono morte di overdose per farmaci o droghe e di questi 165.000 a causa degli analgesici oppioidi. Gli analgesici oppioidi, da soli, sono attualmente responsabili di oltre la metà dei decessi per droghe e farmaci negli USA.
L'uomo per sua natura deve provare emozioni e avere desideri. La vita non lo permette, subentra il disagio esistenziale e per non soffrire e godere di un illusorio stato di benessere ricorre all'eroina o all'alcol.
Ho l'impressione che l'umanità stia correndo verso qualcosa di sconosciuto e forse la causa è la paura di vivere.
Sta scomparendo la cultura della sostanza a favore dell'apparenza, sia in campo professionale che umano.
Non conta più quello che si sa fare davvero o come ci si comporta, ma solo come e quanto si appare, a qualsiasi costo, con qualunque mezzo lecito o illecito.
Si è prodotta una cultura dell'Io a danno di quella del collettivo.
È chiaro che nell'io tutto annega nella solitudine esistenziale, compresi i valori effimeri che ne derivano.
I ragazzi seguono la strada che noi percorriamo davanti a loro: deserte autostrade e cattedrali tra le dune.
Si sta diffondendo una distorsione per cui sembra più interessante fingere ciò che non si è piuttosto che vivere ciò che si è.
C'è una disaffezione nei confronti di noi stessi che credo sia una conseguenza del fatto che oggi vengono offerte milioni di sollecitazioni sulla realtà, ma è molto difficile imbattersi nella proposta di un significato della stessa. E senza significato la realtà diventa arida, povera, non provoca più alcuna attrattiva.
La ricerca dell'effimero avviene perché ai giovani abbiamo dato tutto e non conoscono il sacrificio della conquista, ma ciò è il risultato del boom economico periodo in cui sono cresciuti genitori ed insegnanti che hanno anticipato i loro desideri senza alcuna richiesta.
Così facendo si spegne il desiderio. Sì, anche della vita.
La televisione da anni ha "rapito" le menti degli italiani, condizionandone la vita. Tralasciando la pubblicità...I media, anche se non schierati politicamente, finiscono per usare un linguaggio e modi che modificano la percezione della realtà dello spettatore. Tutti noi siamo soggetti a questo, chi più e chi meno.
Questo ovviamente non significa il dover buttare via il televisore, tutt'altro.
Bisogna non perdere mai il senso critico, neanche quando ci sediamo in poltrona.
Tutto quello che sentiamo in televisione va "pesato" e ponderato. Magari anche usando il web - nel suo lato migliore - per informarci in modo adeguato.
La politica ha usato giocoforza la televisione per conquistare il consenso, non solo Berlusconi, che della televisione è stato ovviamente grande protagonista. E hanno trovato una sponda ideale negli italiani che trattano la politica come una partita di calcio.


lunedì, ottobre 09, 2023

Il Valore è un credere condiviso

 



È un po' come quando arriva un nuovo paziente e se ne redige per prima cosa l'anamnesi. L'anamnesi altro non è che ascoltare il paziente stesso. La sua storia, i motivi che lo hanno spinto a rivolgersi al medico, i desideri, i timori, le abitudini.
Comunicare è, prima di tutto, essere disposti ad ascoltare.
Ci sono delle persone con cui il colloquio diventa gradevole, mi piace leggere, imparare e dissentire, mettere in tavola concetti anche fastidiosi, perché comprendo che ci sarà dibattito, spiegazione, ascolto e costruzione.
Perché conosco la storia dell'interlocutore che non si nasconde come tanti, troppi, altri; e conoscendo le persone viene voglia di aprirsi, confidarsi, colloquiare senza pregiudizi e senza paura di scoprire le proprie debolezze.
Se non dai alla persona l'attenzione che merita, non la aiuti, non la inciti a guardarsi dentro.
Stiamo subendo un individualismo deleterio che non è così libero come si crede ed è poco responsabile, dall'altra parte siamo in difficoltà trovare momenti autenticamente comunitari.
La caratteristica di un Valore è un credere condiviso da tante persone. Mancando questo tipo di valore ognuno di noi ha valori personali e non condivisi dagli altri. Questa è la frammentazione che favorisce il nichilismo.
Qualcuno parte dal vecchio scartando il nuovo che è solo un "diverso", toglie il superfluo e aggiunge la parte costruttiva dell'etica. Sa che deve trasmettere tutto per evitare che scompaia.
Questo compito è riservato innanzitutto a genitori e scuola, ma forse tutti dobbiamo diventare educatori.
I valori dovrebbero valere in primis per gli adulti per essere trasmissibili in maniera adeguata e proficua. I figli si accorgono delle contraddizioni.
Per questo sono smarriti e trasgressivi perché non c'è trasgressione più grande della doppiezza, pure se inconsapevole.
Il modo vecchio non era più buono, ma non era pronto un modo nuovo. E il nostro mondo è sempre più complesso, tende sempre di più a trasformare gli esseri umani, i cittadini in numeri, in soggetti senza identità da definire tramite regolamenti, indagini di mercato, circolari.


È tutto.




giovedì, settembre 21, 2023

Un freno all'odio

 


Oggi, come notò Pascal, “nessuno sa più restare solo chiuso nella propria stanza”. Per momenti meditativi che rielaborino fantasie, percezioni, impressioni, ecc. Per revisionare la propria visione del mondo da cui discende il nostro gioire e soffrire che ci rendono vitali, per conoscere i propri modi conoscitivo-emozionali, per ridefinire e affinare quelli comunicativo-relazionali strumento essenziale della vita. Domina un parlare automatico e prevedibile e le questioni serie sono tabù. Non svendiamoci con tediosi affabulatori privi di humour e lievità e ci siano care le persone con cui è possibile sintonizzarci anche per un fugace incontro. Si teme il giudizio o di ammettere la nostra fragilità e il bisogno dell’altro. Una condivisione di emozioni e sentimenti pur avventurosa sarebbe vincente per una consapevolezza non elusa con evasioni e disimpegno. La prerogativa e il dovere della forma umana è farsi domande altrimenti diventa una vita di animali che mangiano, dormono, si difendono, si accoppiano, si ammalano e muoiono con la sola differenza che gli animali lo fanno per strada e l'uomo in lussuosi appartamenti. Quando l'assurdo si fa norma e specchio della realtà che ti circonda, è difficile mantenersi integri. Si fa, certo, se si pensa, se si sente, ma si avverte una profondissima e immensa solitudine. La vera libertà qui, nel mondo virtuale non esiste, perché questo contesto non ci appartiene, ci è estraneo perché qui tutto è perituro, anche il ricordo, anche i pensieri, anche la mente (corpo, mente, intelligenza sono vestiti che indossiamo solo per un po’, poi si cambiano). Il nostro libero arbitrio in definitiva si riduce a due semplici scelte: amico o nemico. Il resto sono due rotaie che ti sei costruito, due rotaie che dove viaggi pensando di guidare. Si dovrebbe capire che innanzi tutto si esce dal regno del polveroso dell'assurdo se ciascuno di noi riprende su di sé il mestiere di vivere, il mestiere duro di essere un uomo, quella ricerca del vero senza la quale l'uomo è condannato a una parvenza di incidenza, a una vita spezzata, una vita che non ha senso. In questi giorni molti di noi stanno analizzando il pianeta Blog. Purtroppo, gli utenti sono uno, dieci, cento, mille persone. Mi potrebbe pure andare bene se le dieci, cento, mille persone rimanessero sempre e comunque genuine, sincere e disinteressate. Poi che uno si impegni o meno a “dialogare” o al contrario preferisca tergiversare dipende molto dall’età, dalle esperienze, dalla cultura, dagli interessi, dalle motivazioni che lo hanno spinto ad aprire un blog. Ma l'aspetto più brutto nel mondo dei blog è che le persone, a volta, finiscono per disprezzarsi per liti nate da banalità, oppure per pareri diversi. E gli amici corrono a schierarsi in favore dell'uno o dell'altro non per valutazione, ma quasi per un senso di appartenenza a una certa bandiera. E come bambini capricciosi e vendicativi si rompe per sempre un dialogo che era iniziato bene e termina in malo modo. 


giovedì, settembre 14, 2023

Il linguaggio è in crisi

 



Qualcuno ha scritto su una rivista che siamo un popolo di anoressici della lingua. La capacità di scrittura e anche di elaborazione del discorso compiuto sembrerebbero in crisi.
Le parole, le frasi, i periodi sono come degli sciancati.
Si scrive e si parla come si pensa.
Se si parla rachitico si pensa così, se si ha in bocca una lingua morta, anche il pensiero non è in buona salute.
Sarà vero?
Direi di sì perché pensare è sempre un'esperienza linguistica.
La povertà di linguaggio determina una sempre minore possibilità di colloquio sia con sé stessi che, soprattutto, con gli altri.
È uno strumento per capirsi e come "colloquio" il linguaggio è essenziale.
Nel parlare insieme l'ascoltare è il presupposto di base e la capacità di ascoltare ha bisogno della parola.
In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, la possibilità di mettersi in discussione.
Montaigne, faceva notare nei suoi saggi, che la preoccupazione principale e l’investimento degli educatori mira solo ad arredare la testa di conoscenze; si ignorano tranquillamente la capacità di giudizio e la virtù. Per questo, secondo il filosofo, è necessario modellare il pensare più che colmare il cervello di dati e di modi espressivi. L’impegnarsi a pensare bene, con rigore e sostanza, che Pascal nei suoi "Pensieri" considerava come il principio della morale.
Per l'anoressia della lingua soprattutto scritta, bisogna tener conto di alcuni fattori come l'età della persona, l'istruzione ricevuta, l'ambiente sociale, familiare, e lavorativo, e infine le letture dell'individuo.
Il cervello può essere "arredato" solo quando vi sia spazio sufficiente per gli arredi e comunque "arredarlo" comporta la fatica del trasporto e sistemazione degli arredi. In un ambiente piccolo si possono disporre poche cose. Arredare comporta anche lo sviluppo di una certa capacità organizzativa per l'utilizzo ottimale dello spazio ed inoltre la ricerca del giusto equilibrio tra funzionalità e bellezza. Insomma, è un discorso complesso e sono necessarie diverse cose per ottenere un buon risultato.
Secondo Tullio de Mauro il linguaggio, scritto o parlato che sia, contrariamente a quanto pensano diversi giornalisti o politici che dovrebbero essere maestri della dialettica, non è semplicemente un mezzo di comunicazione. Non è semplicemente uno strumento che ci permette di interagire con altri soggetti. Il linguaggio rappresenta ciò che siamo, è un elemento fondante di una comunità, di un popolo. Chiaramente esso ha, come tutti i concetti naturali, una scala gerarchica. Nel gradino più in basso vi è il linguaggio popolare, rozzo, basilare, usato dalla gente comune. Salendo in questa scala si raggiunge una maggiore qualità, raffinatezza, formalità. Il gradino più alto dovrebbe essere presieduto dalle istituzioni, laiche o religiose, morali o economiche 


sabato, agosto 26, 2023

Alla ricerca della parola sincera

 


La verità è un meccanismo di simbiosi con il reale che ti permette di avere una tua idea simile se non uguale a ciò che accade o è accaduto realmente. Naturalmente, di persona in persona, la verità cambia, poiché questa è soggettiva per cui, ognuno, di un episodio accaduto ha una sua versione, che può essere considerata falsa da alcuni e accettata come vera da altri. In Rashomon, capolavoro assoluto, senza età e senza censure del grandissimo autore giapponese Akira Kurosawa, la verità è il tema centrale, da cui partono i numerosi rami cinematografici che innesca l’autore in un interessante e difficile meccanismo a catena.
Il film Rashomon è un classico sempre citato quale esempio. La trama è nota: un samurai viene assassinato e le tre testimonianze appaiono al tempo stesso vere e false. Perché ognuna è dominata dagli interessi di chi le racconta. Gli angoli visuali incidono in modo determinante sulla rappresentazione, sulle derivate narrazioni e conseguente stessa costruzione, o creazione, della “realtà”. Vista come appare a soggetti diversi. Ciò che si riporta con le parole, pure da conoscenze approfondite e da testimonianze davanti a realtà in apparenza non ambigue, è solo interpretazione.
La verità riguarda soprattutto chi afferma un qualcosa in perfetta onestà, sia in una posizione di laico che in quella di religioso.
La verità diventa maligna quando nell'affermazione c'è la tendenza a incanalarla nel proprio percorso preferito.
Lo scrittore G. Carofiglio dedica una riflessione alla difficile arte, secondo lui creativa, di porre le domande giuste, e solo essenziali, durante gli interrogatori. Tra l'altro esamina il problema del rapporto tra comunicazione e realtà. Non sotto aspetti filosofici o metafisici, scientifici o fantascientifici, spesso oziosi, ma più significativamente comunicativi.
La traduzione in parole condiziona la struttura stessa dei fatti, della conoscenza, di quella che per tradizione convenzionale – e illudendoci – chiamiamo “realtà?” Ci s'inganna specialmente sulla fiducia che ne esista una sola, quando ne possiamo mettere a confronto molte versioni, di cui alcune contraddittorie. Tutte risultano dalla comunicazione, spesso distorcente, e non da impossibili riflessi di verità oggettive ed eterne.
In realtà siamo governati dalla dittatura del singolo pensiero, in assenza di intelligenza emotiva multifocale, la stessa ripetizione di un modo di pensare ci rende sonnambuli. Penso che ci sia un effetto collaterale su Internet, esattamente la ripetizione del collegato senza ulteriori analisi elimina l'effetto cognitivo per l'evoluzione del pensiero.


giovedì, agosto 03, 2023

Il ruolo educativo dei genitori

 



Se una generazione non è in grado di educare e fornire dei valori a quella successiva, la società non può che degradare.
Non è giusto che i genitori non sempre sentano, che non sappiano come regolarsi. Allora, credo, che la necessità di tutti genitori sia quella di crescere, cambiare, mettersi a confronto con il mondo con "sincerità" ed esprimere sulla realtà che ci circonda un giudizio di valore.
E donarlo ai figli come quello che si ha di più prezioso, sapendo, credendo profondamente che starà poi a loro trovare la loro verità. Questo si fa e questo no. Ecco le piccole regole e i grandi valori snocciolati a parole.
Negli anni '80 non so se i valori siano crollati, o cambiati (sì, qualcosa si è perso) Di sicuro è stato un periodo di benessere. I figli come me crescevano nella bambagia, ma con molte aspettative. Aspettative che nel corso degli anni hanno pesato e tolto certezze a quelli che sono appunto i genitori di oggi, che magari si sentono inadeguati alle prime difficoltà, nel loro percorso genitoriale. Purtroppo, non basta, tutti i genitori amano i propri figli, ora come nelle generazioni passate, il problema è che sovente li amano di un amore malato. A sensazione, l'errore più grande dei genitori di oggi, mi sembra quello di non responsabilizzare i figli a sufficienza. Non significa buttare i figli fuori di casa, significa semplicemente non prendere le loro difese quando non lo meritano.
Poi è altrettanto vero che oggi la nostra società sembra aver perso dei valori.
Ma i buoni genitori, che sanno trasmettere i valori, esistono anche oggi, eccome.
Diventa sempre più difficile essere buoni genitori. Oggi, a differenza di decenni fa in cui la società era più omogenea nell'enunciare i concetti di "buono, accettabile, non buono, cattivo", è molto più fluida e quelle enunciazioni, riconosciute all'unanimità da famiglia e da tutte le agenzie educative, oggi si intersecano, si confondono le une con le altre e quindi diventa più difficile individuarle e proporle. Senza alcun dubbio per certi versi il tutto è andato migliorando, ma in fatto di impegno educativo-genitoriale questo implica maggiore difficoltà; urge più consapevolezza del ruolo educativo-genitoriale.


lunedì, luglio 17, 2023

La poligamia è bella

 


L'uomo è un animale e quindi come istinto dovrebbe preferire la poligamia. Infatti, molti lo fanno senza rimorso alcuno. A me sembra qualcosa di schifoso. Il mentire al coniuge, accarezzare con quelle mani che nemmeno due ore fa sostavano in altri posti. Molte donne danno per scontato che l'uomo si prenda queste libertà e fanno finta di non sapere. Non è giusto.
La tendenza dell'affettività è verso la poligamia e solo la ragione cerca di ricondurla alla monogamia. Il richiamo dei sensi è determinante, non ficcarsi in situazioni a rischio è decisivo.
Insomma, l'amore diventerà un contratto a termine e per definire solo obblighi, doveri e diritti della coppia che si sfascia: praticamente il superamento del matrimonio.
Fare figli diventa un atto irresponsabile e poi creano intralci al lavoro.
Secondo Bauman, se l’uomo senza qualità è il perfetto ritratto dell’uomo moderno (leggere Musil), l’uomo senza legami è l’individuo plasmato dalla «modernità liquida», termine con cui l’autore indica quel periodo che dagli anni ’60 in poi è stato indicato da altri studiosi come postmodernità, tarda modernità, capitalismo maturo, modernità riflessiva.
Per natura io credo che siamo fatti tutti per essere poligami. Ma c'è la ragione, c'è il decidere di mettere un freno a determinati istinti. La possibilità di non cedere esiste, tuttavia credo che dietro un atto egoista esista sempre una motivazione. A volte futile, stupida, una giustificazione abietta. A volte motivata da qualcos'altro di cui forse non si ha neppure piena coscienza.
Insomma, il discorso sarebbe lungo e forse neanche così semplice da trattare.
Da quello che vedo e sento in giro in ambito di tradimenti c'è ormai assoluta parità di genere.
Tanti uomini tradiscono ma anche tante donne, eccome, con una differenza dovuta proprio al genere: la donna è molto più scaltra dell'uomo, nel tradire.
Indubbiamente chi riesce a tradire il proprio compagno/a marito/moglie è perché di fatto non ama a sufficienza colui o colei con cui ha scelto di vivere o non sa nemmeno cosa significhi amare; tuttavia, ci sono culture che ammettono e accettano la poligamia. In questo caso tutto può anche andar bene finché non arrivano figli, è allora che cominciano le vere rivalità, difficoltà, complicanze.
La vita di coppia è molto impegnativa e chi non ha voglia di affrontare questo impegno farebbe meglio a rimanere solo o sola o a formare una coppia a tempo determinato. Oggigiorno, sempre di più, pochi hanno voglia di impegnarsi.

sabato, luglio 08, 2023

Il desiderio dell'inclusione nella normalità

 


L'incubo (The Nightmare) è un dipinto a olio su tela (1,02 m x 1,27 m) di Johann Heinrich Füssli, realizzato nel 1781 e conservato al Detroit Institute of Arts, negli Stati Uniti d'America.
Il significato del dipinto è da far risalire ad una leggenda della mitologia scandinava. Il “mare” era un piccolo demone che durante il sonno poteva sedersi sul petto dei dormienti causando ansia e incubi notturni. Questo tema è raffigurato in L’Incubo di Johann Heinrich Füssli ed è precursore del Romanticismo europeo.
Secondo Moravia crediamo di realizzare i nostri desideri, ma in realtà siamo sempre all’interno di un percorso obbligato che il sistema sociale impone, e questo ci angoscia e ci rende rancorosi. Inoltre, la nostra ispirazione è un'esagerata voglia di inclusione nella normalità. Negli ultimi anni è stata decodificata una nuova ansia sociale denominata FOMO, fear of missing out, la paura di restare fuori, di non essere inclusi nella socialità.
Il conformismo è viscido perché quando si cerca di combatterlo, nasce un altro tipo di conformismo.
Per esempio, gli Hippy, composto per la maggior parte da adolescenti e giovani adulti bianchi, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, che avevano ereditato una tradizione di dissenso dai primi bohémien e dai beatniks, criticavano la guerra nel Vietnam, contrari al nucleare, fautori della libertà sessuale, accolti al meglio dai Beatles nella famosissima canzone All You Need Is Love, con il passare del tempo finirono per diventare, anch'essi, beceri conformisti.
Croce diceva: non possiamo non definirci cristiani. Tutta la nostra cultura si basa sugli insegnamenti del Vangelo, paradossalmente ho conosciuto atei con un senso della morale più alto dei credenti. Il fatto è che i veri credenti sono pochi, molti credono per tradizione, perché imposto loro dall’educazione e spesso sono ignoranti. Credono per modo di dire.
Inconsciamente le nostre radici sono cristiane. Una religione che auspica l'abbandono dell'attaccamento alle cose della terra e la speranza verso il cielo.
Con la società nichilista è cosa difficile e allora l'uomo diventa un miscuglio di credente-ateo. Come ho scritto si tratta della religione tascabile.
L'ateo deve costruirsi una coscienza, come il samaritano, e riesce a farlo bene e così si creano due schieramenti, uno pieno di falsi credenti e un altro di atei che sono più vicini a Dio.
Il giudizio sulla realtà senza preconcetti richiede un «distacco da sé», un lavoro faticoso che, nella tradizione religiosa, si chiama ascesi, e che può essere realizzato solo dalla persuasione dell'«amore a noi stessi come destino, come affezione al nostro destino. È questa commozione ultima, è questa emozione suprema che persuade la virtù intera».
Se uno non è molto vicino al *distacco* non potrà essere mai un credente.
Laico, agnostico e altri termini sono tutte definizioni dell'ateismo.
Non c'è niente di male. Ognuno sceglie la strada che vuole.
In teologia l'errore viene chiamato peccato.
Leggi qualsiasi comandamento e si vede subito l'errore.
*Non desiderare la donna d'altri* perché si sfascia un'altra famiglia.
Se la nostra vita è piena di errori abbiamo detto no a Cristo. A questo punto non so cosa succede, ma io sto bene dicendo sempre sì.
Non so cosa sia la morale universale e nemmeno mi risulta una scrittura nel DNA
.

lunedì, giugno 12, 2023

Contro l'omologazione

 


La ricchezza non è una colpa, ma il problema è che non è nemmeno un merito. Se fossi capo del Governo farei una bella tosatura con un'imposta di successione corposa con il 50% in favore della disoccupazione. Io penso che la politica debba riprendere la direzione del Paese e disciplinare l'economia in senso democratico. Cioè tornare alle origini: la prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata all'etimologia del termine; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale. È il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata. Negli anni ci siamo abituati a considerare "normale" e "dovuto" avere più di una casa, più di una automobile, fare fine settimana fuori casa, ci siamo abituati al ristorante almeno una volta la settimana o al mese, ci siamo abituati al teatro, al cinema, al divertimento, all'aperitivo prima di cena, ai viaggi, alla cura esagerata del corpo, al telefono di ultima generazione, allo shopping a ogni cambio di stagione e via discorrendo e quando non si possono più avere soldi per questo ci si reputa poveri e indigenti, si ricorre ai prestiti, ai debiti pur di ottenerli, ci si dispera. Questo non per dire che non esiste disuguaglianza, purtroppo c'è e ci sarà sempre, piuttosto per affermare che molti, forse la maggioranza, ha investito in queste cose futili e non magari in una istruzione migliore, in una università piuttosto che un'altra, insomma per molti "quella" e solo "quella" è vita e investire sul futuro della famiglia, dei figli è superfluo. Il male del capitalismo è soprattutto la perdita dei valori culturali e dell'appartenenza a una società. Tutte le spese elencate sono il cinico frutto dei media che ci insegnano un certo modo di vivere con il solo scopo di incrementare i guadagni delle aziende industriali, commerciali e dello svago. Le coppie per una automobile rinunciano a un figlio. Si desidera la donna d'altri, la roba d'altri, si ammazza per raccattare anche 100 euro. Chi ha insegnato la qualità della vita viene considerato un personaggio inventato dalla Chiesa, mai esistito con una credibilità inferiore a quella che ha babbo natale. È proprio il futile che muove l'ingranaggio del capitalismo che trasforma l'uomo da soggetto a oggetto di consumo. I paesi più poveri sono paesi per lo più agricoli. Purtroppo, anche quelli che hanno buone produzioni restano poveri per le difficoltà di commerciare e sfruttare davvero tali produzioni. Mi spiego: lo zucchero europeo è prodotto in quantità eccessive e non solo non importiamo zucchero da altri, ma ne esportiamo abbondantemente nei paesi poveri, anche in quelli che sono produttori di zucchero. Il nostro costa meno del loro, perché i nostri governi offrono ai coltivatori degli aiuti di stato, che, naturalmente, i paesi poveri non possono permettersi. Così gli stronchiamo le gambe. Il capitalismo è competizione disumana. Non può sopravvivere se aiuta concretamente i paesi poveri. La politica dei produttori di zucchero è un esempio chiaro. Il capitalismo fa solo elemosina. Non può e non vuole aiutare la concorrenza. Nel frattempo, distrugge valori e ambiente. Il capitalismo teorizza il primato dell'economia sulla politica e va avanti con lo sfruttamento dell'uomo, il massiccio ricorso al lavoro minorile. Causa lo sviluppo degli integralismi religiosi e quindi intolleranza. Crea sacche di povertà anche nei paesi ricchi. In Europa i disoccupati superano i diciotto milioni. I governi sono corrotti, le città non sono vivibili e le periferie centri di raccolta degli emarginati. L'uomo è ridotto ad un animale di consumo. Il problema è politico. Riprendersi il primato sull'economia. Produrre di meno, ma qualitativamente meglio, nel rispetto rigoroso dell'ambiente. Non siamo in una società meritocratica che offre le stesse opportunità a tutti. Vanno avanti i ricchi, i figli di, gli amici di... i soliti raccomandati, a scapito di chi magari potrebbe operare sul serio per migliorare il nostro Paese. La distribuzione della ricchezza trovo che non ci sia mai stata: il ricco sarà sempre più ricco, alle spalle del povero.
Perché?
Perché chi sta ai vertici non vuole perdere il suo status, per cui l'evasore continuerà a evadere le tasse, il politico continuerà a guadagnare cifre esorbitanti senza fare niente, c'è chi continuerà a intascare bustarelle per chiudere tutti e due gli occhi...E intanto la disoccupazione aumenta, i poveri sono sempre più poveri, aumentano i poveri che vengono qui per cercare una vita dignitosa e cosa trovano? Niente, solo altri poveri.


sabato, aprile 22, 2023

Oltraggio alla tolleranza

 




Secondo l'Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell'Unione europea l'omofobia danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa. L'Italia è il paese dell'Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. L’omofobia, ci dice il Parlamento europeo, è “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio”. Ma il punto più importante è quello che segue alla definizione, ove si legge che l’omofobia è “analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo”. Stabilendo questa analogia tra omofobia e razzismo si evidenzia ciò che l’omosessualità ha in comune rispetto alla razza: il fatto di essere una caratteristica della persona che non ha niente a che vedere con le scelte o con la statura morale di un individuo. L'uomo è strano. L'orientamento sessuale è un istinto e non una scelta. Il razzismo è insensato. Il sogno generalmente è la speranza che si realizzi un desiderio soggettivo. L'utopia è credere che diverse negatività collettive, grazie allo studio, alla conoscenza e alla cultura possano cessare di esistere nei cervelli bacati di molti uomini. Razzismo-omofobia-tolleranza verso i diversi-pari dignità degli esseri umani. E' così. La società cerca di uniformarci perché poi è più facile imporre determinati consumi, ma anche, per il potere, mantenere il controllo. Adesso siamo al punto che "essere fuori dal coro" è propagandare una restaurazione: un ritorno al passato, ai muri issati, al rifiuto e alla non tolleranza di chi ha usanze diverse dalla nostra, utilizzando i violenti e le eccezioni come regola (poi in Italia si fa confusione tra comprendere e giustificare; comprendere non significa giustificare e difendere, significa capire cosa c'è dietro a un atto). Al passato bisogna guardare solo per fare tesoro degli errori. E secondo me la cultura serve proprio per vincere la paura del diverso. Non significa svendere la propria identità culturale, significa cercare di capire le altre identità culturali. La diversità è un'autentica ricchezza, purtroppo coloro che gridano ai “buu” o che insultano, denigrano a causa della diversità di cultura o colore della pelle sono persone molto, molto ignoranti e lo dimostrano perché non conoscono la storia, quella passata e quella attuale, non comprendono la ricchezza che sta dietro a ogni popolo e alla sua cultura e lo dimostrano, appunto, comportandosi da bestie, con tutto il rispetto per tutte le bestie. L’intolleranza verso coloro che hanno diversa cultura e colore della pelle ci sarà finché esisteranno gli ignoranti e poiché ultimamente persino coloro che hanno poteri dimostrano tale ignoranza e ristrettezza di prospettiva, la massa di ignoranti non può che moltiplicarsi. 

sabato, aprile 01, 2023

Non è giusto





C’è voluto l’intervento di un tribunale, dopo settimane di accese proteste, per convincere uno dei più antichi e prestigiosi atenei dell’India a socchiudere, se non aprire, le porte delle sue «stanze segrete» anche alle donne. Le studentesse dell’Università Musulmana di Aligarh (Amu), nello stato dell’Uttar Pradesh, hanno finalmente ottenuto il permesso di varcare l’ingresso della biblioteca e (forse) di sedersi accanto ai colleghi maschi. Forse, perché per ora il vice-rettore dell’Amu ha solo garantito alle studentesse la possibilità di usufruire di un bus che ogni domenica le trasferirà dal College femminile alla Maulana Azad Library, dove potranno restare per un tempo massimo di tre ore. Non è chiaro se da sole o anche alla presenza degli studenti di sesso opposto. Vietato ai cani e alle donne: questo era l’«editto» che impediva l’accesso alla storica biblioteca, famosa per la sua collezione di antichi scritti. Secondo i dirigenti dell'ateneo, la presenza delle ragazze avrebbe «attirato i maschi e rovinato la loro concentrazione». Il vice-rettore Zameer Uddin Shah, in un’intervista a The Times of India, si era lamentato che il numero degli studenti in biblioteca sarebbe quadruplicato, non per leggere, però, bensì per guardare le ragazze.
Gli aveva fatto eco la preside del Collegio femminile, Naima Gulrez: «Capiamo il desiderio delle studentesse di accedere a quei libri. Ma ragazze, avete mai visto una biblioteca? E’ affollata di maschi. Il vostro arrivo creerebbe subito un problema di disciplina». L’università di Aligarh è stata fondata 94 anni fa, in epoca coloniale. Da diversi anni le associazioni studentesche femminili chiedevano di potersi iscrivere alla biblioteca e di usufruire della sala di lettura, ma la richiesta era sempre stata respinta. Finché il mese scorso un tribunale locale ha accolto il ricorso di un’attivista; quindi, l’Alta Corte della vicina Allahabad ha criticato il divieto imposto dall’Università e chiesto alla direzione di rimuovere la restrizione in quanto «incostituzionale» perché basata su una discriminazione tra i sessi.
Il vicerettore aveva cercato di difendere il divieto sostenendo che nella biblioteca non c’era abbastanza spazio per accogliere le ragazze, e il codazzo di maschi che sarebbe seguito. «Ci sono 4 mila ragazze iscritte al corso di laurea» si era difeso Shah «e i posti a sedere sono appena 1.300. Non è una discriminazione, ma solo un semplice problema di capacità». Come unica soluzione, aveva quindi invitato le studentesse a ordinare i libri online o a frequentare la biblioteca della “sezione femminile” dell’ateneo. Ad eccezione delle donne già laureate, che avevano diritto di accesso, ma con soli 12 posti a sedere riservati sul totale di 1300.
La controversa presa di posizione aveva sollevato un’ondata di polemiche a livello nazionale e dure critiche anche da parte del governo di New Delhi. Il ministro delle Risorse Umane, la signora Smriti Irani, che è anche leader di un’associazione femminista del partito nazionalista induista Bjp, aveva scritto al vicerettore per denunciare il divieto come una «violazione dei diritti umani» e un «insulto» alle donne. Finché è arrivata la decisione, che ha concesso, anche se per poche ore alla settimana, l’ingresso misto alla Library. «È un momento storico per le donne di questo campus» ha detto una giovane che domenica è stata tra le prime a varcare la soglia «e anche per il prestigio dell’università». Sarebbe felice anche lo sceicco Abdullah che decise di istituire il Women’s College, a tre chilometri dalla Università di Aligarh, proprio per aiutare l’emancipazione delle donne, culturale ed anche economica, in un periodo in cui l’educazione femminile era considerate addirittura blasfema. A distanza di quasi un secolo, il collegio resta un simbolo di speranza per le ragazze della regione e tiene fede al principio con cui fu fondato: è «un’opportunità» per ragazze provenienti dai più diversi ceti sociali ed economici, il 40% delle 2500 studentesse proviene infatti dalle classi più umili ed emarginate, sono figlie di contadini, operai o piccoli commercianti.
Molte di loro saranno le «prime laureate della famiglia», simbolo di un’India che cambia. Come Zamzam Khanum, al primo anno di studi in Urdu, che spera di diventare maestra ed «aiutare mia madre che ha lavorato notte e giorno per pagare la mia educazione fino a qui». O come Nushifa, la prima ragazza del suo villaggio a finire al college: figlia di un fruttivendolo del villaggio di Rampur, vuole «imparare bene l’inglese, come le ragazze ricche che vengono dalla città».


 

lunedì, marzo 27, 2023

Cos'è l'evasione fiscale

 


Il dentista non fatturava ma faceva "lo sconticino".
Lo hanno preso i caraBBinieri e si è cuccato un anno di carcere. Studio chiuso e ora vive con le elemosine dei suoi ex clienti.
Medici, avvocati, imbianchini, idraulici. Una marea di gente che evade il fisco. Ruba e la pena è il carcere.
Solo il lavoratore dipendente in Italia paga le imposte, con percentuali che arrivano al 43%
Uno schifo. Nemmeno Draghi ha pensato a combattere l'evasione fiscale. Dopo aver stretto la mano a parecchia gente, accolto a braccia aperte il cavaliere di Arcore si è voltato a guardare gli amici Renzi e Braschi, e uno sguardo di scherno l'ha fatto all'uomo del Carroccio, un tipo separatista, razzista e fascista.
Amico intimo della signora Jean-Marie Le Pen e forse di Putin.
Gelmini e Carfagna detestano i fratelli e sorelle d'Italia e picchiano Il Berlusca che vuole la grande coalizione nazi-fascista.
Ora arriva la signor presidente del Consiglio e teorizza con la testa a girata a destra. Chi ha grossi redditi significa che è bravo, quindi bisogna premiarlo con una riduzione forte dell'imposta. Via gli scaglioni e vai con la flax tax. 15% (la tassa piatta) uguale per tutti. Per i ricchi che sono grandi evasori e per i *miserelli* con redditi bassissimi.
Quando ci capita di essere ricoverati in un ospedale italiano è bene portarsi la carta igienica, perché non hanno i soldi per comprarla. L'evasione generale dei professionisti toglie al bilancio dello stato le risorse destinate alla collettività. Per non parlare delle aziende che grazie a bravi commercialisti presentano i bilanci in rosso. Nei Paesi normali l'evasione fiscale è rara e chi non paga il dovuto finisce in carcere. Al Capone fu catturato non per i delitti commessi ma per l'evasione fiscale.
Io valuto le persone dai comportamenti reali e non dalle chiacchiere che dicono. Pensate che un prete pedofilo abbia la fede, creda al cristianesimo?
Inoltre, osservando la religione cristiana, quasi tutto dovrebbe coincidere con i doveri dell'agnostico, dell'ateo, del laico.
Non rubare, non fare falsa testimonianza, non desiderare la cosa d'altri (poi finirai per rubarla) onora i genitori, non desiderare la donna/uomo dell'altro/a perché finirai per sfasciare una famiglia, non uccidere.
A volte ho avuto occasione di parlare con persone su problematiche varie.
Dove non arriva la conoscenza e l'intelligenza l'uomo s'appiglia alla furbizia che non rispetta la verità. Io mi affido solo alla mia conoscenza perché la discussione deve avere l'obiettivo della ricerca della verità.
Per questa la furbizia non è solo la scelta della scorciatoia e del compromesso, ma si appiglia anche alla menzogna.
Ora, come può un cristiano definirsi tale se poi paga in nero? Se poi è a favore della pena di morte? Se poi sul lavoro fa il furbino e non lavora responsabilmente e onestamente? Se fa la Comunione magari tutti i giorni e poi parla e sparla di questo e di quello? 


lunedì, marzo 20, 2023

La gioia di stare insieme

 


“Tutto il mondo è paese”, recita il proverbio, ed è una verità applicabile a molti fenomeni: in questo caso la riferiamo alle adozioni gay. Vediamo in che senso. L’Alta Corte di Singapore ha riconosciuto a un omosessuale il “diritto” di adottare un bambino ottenuto da una procedura di utero in affitto negli Usa, pagata profumatamente dall’uomo, un medico di 46 anni. «Un caso senza precedenti nella città-Stato ultraconservatrice in termini di diritti della comunità gay»; così commenta AskaNewsper sottolineare che forse anche lì la giurisprudenza sta facendo il suo corso verso un’apertura ai “nuovi diritti”

lunedì, febbraio 27, 2023

Programma di Elly Schlein

      


                      


Salario minimo, ambiente, lavoro. Sono le prime tre parole d’ordine, corrispondenti ad altrettante priorità programmatiche, pronunciate da Elly Schlein nelle sue prime dichiarazioni dopo la vittoria alle primarie del Pd.


La neosegretaria ha presentato un programma che punta su temi cari alla sinistra, su questo ha fatto leva per differenziarsi dal suo sfidante Stefano Bonaccini.


«Le priorità sono il contrasto a ogni forma di disuguaglianza — ha spiegato a caldo — il diritto a un lavoro dignitoso, la necessità di affrontare con massima urgenza l’emergenza climatica. Dobbiamo ricostruire fiducia là dove s’è spezzata». Ma vediamo cosa contiene il suo programma per capire come si muoverà nello scenario politico.



Lavoro

Nel campo del lavoro, dove più ha voluto marcare la discontinuità con il passato prendendo le distanze dalle politiche di renziana memoria, per Schlein è necessario «voltare nettamente pagina dopo gli errori del Jobs Act e del decreto Poletti sulla facilitazione dei licenziamenti e la liberalizzazione dei contratti a termine». La battaglia è per contrastare la precarietà limitando i contratti a termine, rendendo più conveniente il lavoro stabile, abolendo le forme più precarie come gli stage extracurriculari e gratuiti e regolando i lavoratori delle piattaforme. E insiste sul reddito di cittadinanza: «Non va abolito, va migliorato». E poi rimarca la necessità di una battaglia per il salario minimo.


Nel discorso dopo la vittoria, Schlein ha detto: «Saremo quel partito che non si dà pace finché non avremo posto un limite alla precarietà, posto un limite ai contratti a tempo determinato, abolito gli stage gratuiti, lottato per portare a casa il salario minimo. E lo dico già da ora, l’ho detto in queste settimane: ci rivolgeremo a tutte le altre opposizioni per fare questa battaglia insieme, per dire che sotto una certa soglia non è lavoro, è sfruttamento».


Guerra in Ucraina

Sulla guerra in Ucraina Schlein evidenzia come sia giusto sostenere il popolo (ed è stata favorevole all’invio di armi), ma si dice contraria all’aumento della spesa per gli armamenti e sottolinea la mancanza di una politica estera europea sulla sicurezza comune.


Il tema è considerato dirimente da diversi attuali esponenti del Pd: Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ha detto che la sua permanenza nel partito «dipenderà da come Schlein affronterà alcuni nodi fondamentali: se terrà o non terrà il Pd nella sfera atlantica, se terrà o non terrà la posizione che Enrico Letta con grande determinazione ha tenuto sul tema della guerra e degli aiuti all’Ucraina».



Ambiente

Altro tema forte, il cambiamento climatico. Contraria al nucleare, Schlein prevede maggiori investimenti sulle energie rinnovabili, sul risparmio energetico e sulle comunità energetiche. C’è anche l’intenzione di varare un piano fiscale eco-friendly, in grado di azzerare progressivamente i sussidi ambientalmente dannosi e legare le imposte indirette alle emissioni di Co2. Sul fronte urbanistico l’idea è quella di varare una legge nazionale sul consumo zero di suolo, a cui si aggiunge l’impegno riguardo a una legge sulla decarbonizzazione che aiuti chi resta indietro.


Sanità

Nella sua campagna per le Primarie, la neosegretaria ha poi insistito sulla Sanità, considerata «sottofinanziata» e vittima di un progressivo squilibrio tra pubblico e privato e tra Stato e Regioni. Schlein ritiene che sia necessario sostenere maggiormente il sistema sanitario nazionale, in termini di personale e risorse economiche, con un ruolo più forte da parte dello Stato, evitando che ci siano «cittadini di serie A e di serie B». E propone «una sanità sempre più territoriale e domiciliare».


Immigrazione

Altro punto importante è l’immigrazione, un tema che Schlein ha a lungo trattato in Europa. La segretaria pensa che il tema vada affrontato a livello europeo, riformando il trattato di Dublino ma mettendo in atto il principio di solidarietà e di una equa ripartizione delle responsabilità tra tutti gli Stati UE. «Non si fa politica sulla pelle dei migranti tenendoli bloccati in mare o nei porti. Servono meccanismi di redistribuzione», ha dichiarato Schlein ad Avvenire lo scorso gennaio.


Nel discorso tenuto dopo la vittoria, Schlein ha ricordato questo punto così: «proprio oggi (abbiamo) un’altra strage nel mare, davanti a Crotone, che pesa sulle coscienze di chi solo qualche settimana fa ha voluto approvare un decreto che ha la sola finalità di ostacolare i salvataggi in mare, quando invece ci vorrebbero vie legali e sicure per l’accesso a tutti i Paesi europei e ci vorrebbe una Mare Nostrum europea. Una missione umanitaria per il soccorso in mare».


Fisco

Idee di cambiamento anche in tema di Fisco. Per Schlein «il sistema fiscale italiano deve diventare più chiaro, comprensibile e semplice. In una riforma fiscale complessiva e progressiva anche il tema dei grandi patrimoni deve essere affrontato in un’ottica redistributiva, a partire dall’allineamento della tassa sulle donazioni e successioni al livello degli altri grandi Paesi europei».


Diritti

Grande spazio nel programma di Schlein è riservato ai diritti civili. «Dobbiamo batterci per una legge contro l’omobilesbotransfobia, l’abilismo e il sessismo. Vogliamo che il matrimonio sia un istituto aperto a tutte e tutti, con il pieno riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali e la fine della discriminazione subita dalle loro figlie e figli», ha scritto Schlein nel programma. A questo si aggiunge anche la battaglia per lo Ius soli, «perché la cittadinanza non sia riconosciuta per sangue».


Autonomia

Per quanto riguarda i rapporti fra Stato e regioni e il tema dell’Autonomia (è contraria al progetto del ministro Roberto Calderoli), Elly Schlein vorrebbe discutere i servizi essenziali, ipotizzando una legge che segni in modo chiaro e univoco le competenze specifiche di Stato e Regioni, ponendo fine alle trattative separate fra lo Stato e le singole regioni su temi chiave come la scuola.






giovedì, febbraio 23, 2023

Qui ha ragione Putin

 




Dice Giorgio Steiner: "Non sono antiamericano, anzi: ammiro molte cose degli Stati Uniti, dove vivono e lavorano i miei due figli. Ma bisogna sapere che il novanta per cento degli americani, parlando, usa 380 parole d' inglese, mentre nelle opere di Shakespeare ce ne sono 24.000. La lingua viene divorata dal minimalismo ossessivo dei codici elettronici, come dimostrano i messaggi sempre più compressi che si mandano i ragazzi sui cellulari». Il problema è che siamo un popolo di anoressici della lingua. La capacità di scrittura e anche di elaborazione del discorso compiuto sono in crisi. Le parole, le frasi, i periodi sono come degli sciancati.
Si scrive e si parla come si pensa.
Se si parla rachitico si pensa così, se si ha in bocca una lingua morta, anche il pensiero non è in buona salute. La povertà di linguaggio determina una sempre minore possibilità di colloquio sia con sé stessi che, soprattutto, con gli altri. In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, emozioni e sensazioni. L’Europa, secondo me, aveva raggiunto il suo equilibrio fra i poli opposti del pragmatismo umanistico filosofico ateniese e la religiosità ostentata di Gerusalemme quando a governare era Roma che univa in sé tutto (pregi e difetti compresi) di queste due idee e così è stato anche dopo la caduta dell’Impero. Per esempio, là dove c’era il Papa c’era anche Leonardo da Vinci e il trionfo della scienza. Secondo me tutto è venuto a cadere quando, dopo il Primo conflitto Mondiale, è caduta la Mitteleuropa, ultimo baluardo della nostra cultura, ovvero Vienna che anche se si trovava nell’area era però riuscita a incarnare lo stesso i due poli opposti della questione sollevata da Steiner. Con le dittature disumanizzanti di Destra e Sinistra e il successivo asservimento ideologico all’America (un paese troppo giovane per avere una Storia) siamo diventati il continente senza idee.
Io parlo per me ma ritengo che problemi come il non leggere, il decadentismo intellettuale e l’ignoranza che spinge a fermarsi alla superficie siano un segno di questo problema.
Ciò che sta succedendo oggi in Europa era stato predetto, esattamente 100 anni fa, 
da Oswald Spengler con il suo "Tramonto dell'occidente". I valori massimi che abbiamo assimilato e che portiamo avanti non permettono crescita etica, morale e intellettuale.