venerdì, dicembre 31, 2021

Trovare la strada giusta

 


Che la destinazione di fatto dell'esistenza umana s'avvicini alla destinazione di diritto, quella per cui l'uomo è fatto, quella che rende l'uomo veramente se stesso, oppure si allontani da essa, dipende da una decisione che si rinnova nel tempo, quotidianamente e in molteplici modi. Dipende da una consuetudine, voluta o suggerita o imposta.
Anche il mutamento delle civiltà è esito di processi complessi riconducibili ad una sola causa.
Sicché si spiega come si possa considerare la divisione, il particolarismo e il rattrappimento della nostra attuale società come l'esito di un impegno costante di distrazione.
Impegno, perché non è un caso.
Costante, cioè non sporadico, se si vuole organizzato.
Di distrazione, perché trae, poco alla volta e per piccoli passi, da un'altra parte.
Per i cambiamenti di superficie basta un'inserzione pubblicitaria, o una voce grossa, o un'idea ripetuta ossessivamente, o una convenienza pratica.
Per i cambiamenti veri, che segnano la storia di un'intera epoca, ci vuole ben altro.
Una serie di atti che mutano la direzione fino a farci trovare con la faccia che guarda da un'altra parte.
La scrittrice americana Flannery O'Connor, in un suo racconto " La schiena di Parker", parla di un uomo che era come un ragazzo cieco, girato con tanta delicatezza da non accorgersi che la sua destinazione era cambiata. Il cambiamento era stato positivo e lo aveva condotto a un moto di stupore per se stesso fino a fargli venire in mente che c'è qualcosa di straordinario nel fatto di esistere.
Ecco, facciamoci girare la testa verso il lato giusto.

mercoledì, dicembre 22, 2021

Dedicato a Lei

 


La pace accompagnata dalla serenità arriva sempre da una fonte inesauribile. Un'acqua viva che sgorga limpida e purificatrice. Non conosco modalità diverse, non vedo alternative valide, facili surrogati, qualcosa che entra in te e rimane scacciando la solitudine. E poi la memoria è viva grazie agli sprazzi ripetuti di sofferenza. Solo così la morte si trasforma in una luce immensa. Amare significa aver piacere della presenza di un'altra persona. Una persona a cui raccontare le tue sensazioni, emozioni, commentare un passo del vangelo. Sono tutte cose che non puoi fare con altri, nemmeno i figli perché il rapporto non è paritario come quello marito-moglie. Tu sei il padre e non puoi esternare una tua tristezza e procurare un dolore. Io li accolgo sempre con il sorriso e le mie angosce non trovano uno sbocco relazionale. Il dolore è la mancanza di comunicazione, una parte del tuo essere vivo che è morta.
"Sia fatta la tua volontà" è il passo più importante per la vita di un cristiano. Significa che quello che mi accade è sempre per il mio bene perché io ho donato la mia vita al Signore. E' questo che mi fa stare bene anche se solo attraverso il dolore posso rendere viva mia moglie. In questi momenti di sofferenza sento che mi sta accanto. E' una realtà particolare, anche difficile da raccontare, perché solo chi la vive in prima persona può comprenderla. Spesso "da noi", (noi esseri umani), ci si aspetta sempre la cosa giusta. Devi fare questo, devi essere così, devi fare in quest'altro modo. La verità è che non dobbiamo niente a nessuno, se non a noi stessi e al rispetto di chi incarniamo veramente. A volte mi chiedo cosa sarebbe stato giusto dire in certe occasioni. Bisogna sempre dire la cosa giusta o farla, ma non è così! Nessuno è perfetto, solo Dio lo è. Allora accettiamo di essere mortali con i nostri difetti perché in realtà nell'amore incondizionato c'è un fatto, che chi ci ama non fa domande, chi ci ama condivide pur non capendo cosa ci passi per la testa!
La gente parla del dolore con una tale superficialità da fare impallidire, come se il dolore fosse come un segno con la matita che puoi cancellare con la gomma del tempo, ma non è così.











lunedì, dicembre 20, 2021

Assumersi la responsabilità

 



Se una generazione non è in grado di educare e fornire dei valori a quella successiva, la società non può che degradare.
Non è giusto che i genitori non sempre sentano, che non sappiano come regolarsi. Allora, credo, che la necessità di tutti genitori sia quella di crescere, cambiare, mettersi a confronto con il mondo con "sincerità" ed esprimere sulla realtà che ci circonda un giudizio di valore.
E donarlo ai figli come quello che si ha di più prezioso, sapendo, credendo profondamente che starà poi a loro trovare la loro verità. Questo si fa e questo no. Ecco le piccole regole e i grandi valori snocciolati a parole.
Negli anni '80 non so se i valori siano crollati, o cambiati (sì, qualcosa si è perso..). Di sicuro è stato un periodo di benessere. I figli come me crescevano nella bambagia, ma con molte aspettative. Aspettative che nel corso degli anni hanno pesato e tolto certezze a quelli che sono appunto i genitori di oggi, che magari si sentono inadeguati alle prime difficoltà, nel loro percorso genitoriale. Purtroppo non basta, tutti i genitori amano i propri figli, ora come nelle generazioni passate, il problema è che sovente li amano di un amore malato. A sensazione, l'errore più grande dei genitori di oggi, mi sembra quello di non responsabilizzare i figli a sufficienza. Non significa buttare i figli fuori di casa, significa semplicemente non prendere le loro difese quando non lo meritano.
Poi è altrettanto vero che oggi la nostra società sembra aver perso dei valori.
Ma i buoni genitori, che sanno trasmettere i valori, esistono anche oggi, eccome.

sabato, dicembre 18, 2021

Dare un senso al nichilismo



 

Il nichilismo non è una terapia astratta. E' la mancanza di senso del vivere che coinvolge tutti. Prende una persona, la intorbidisce, la ovatta. Occorre qualcosa che riesca a cacciarla dal nostro cuore, facendo tornare il desiderio di rimettersi in moto. Credo che tutto questo sia davvero giusto e importante. Che occorra un impegno culturale a tutti i livelli. Riscoprire studio e lettura e, con essi, i grandi principi dell'antichità. Mi riferisco soprattutto all' "alterum non laedere" e a l"unicuique suum tribuere". Ma anche i valori di solidarietà e correttezza umana dettate dalle morali cattoliche, laiche e socialiste. Oggi più che mai risollevare la "questione morale" è fondamentale. Giusto sottolineare che la nostra società attuale da una parte incoraggio l'uniformità, dall'altra faccia da motore per l'individualismo più sfrenato. Adesso tocca a noi: esaltare il concetto sano di individualismo, cioè ciò che noi individui possiamo portare di buono agli altri e alla società. Nel contempo contrasteremo anche l'uniformità a cui ci vogliono relegare. Lasciamo la nostra firma, in sostanza, sul mondo, la nostra impronta anzi. Non è facile, certo, tuttavia bisogna avere "quel" coraggio non per giudicare o condannare il soggetto dell'azione, ma l'azione. L'omologazione non può essere giustificata. Dobbiamo ragionare con la nostra testa, capire cosa e chi sbaglia. Anche da pulpiti eccezionali. E farci carico. Noi nel nostro piccolo, altri nel loro grande. Le nuove tecnologie sicuramente hanno portato enormi progressi ma anche tanti nuovi problemi che non possiamo sottovalutare. Alla base di ogni essere umano ci deve essere buon senso ma sempre più spesso i fatti e le circostanze dimostrano il contrario...speriamo in un divenire di speranza. Si vive commettendo errori: è impossibile non sbagliare, ma l'errore dovrebbe essere un'occasione di apprendimento che arricchisce il nostro bagaglio di esperienze. La verità è un concetto astratto che naturalmente quando viene declinata nella realtà, assume un valore relativo. Non esiste una verità, esistono molte verità. Solo convogliando le diversità in un'etica unica si potrebbe evitare la confusione  e dare un senso al nichilismo.  


mercoledì, dicembre 15, 2021

Dove si nascondono i supercookies

 


Le informazioni sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lo erano secoli fa, inutile stupirsi che lo siano anche oggi.
Eric Schmidt, co-fondatore di Schmidt Futures e già CEO e Presidente di Google, commentava così i tanti timori sulla privacy nell'era del digitale a margine di una recente intervista. E, ovviamente, aveva ragione: per far soldi con la pubblicità sul world wide web non c'è nulla di più importante che sapere esattamente cosa piace alle oltre due miliardi di persone che lo frequentano.
I cosiddetti "supercookies" servono a questo: tracciare un profilo accurato delle attività online di milioni di utenti. E a differenza dei normali cookies, messi sotto accusa fin dal 1996 e facilmente cancellabili dai nostri pc, stavolta non è possibile né identificarli né disinstallarli. Non solo, secondo i ricercatori della Stanford University e di Berkeley, questa nuova genia di software spia sarebbe in grado di ricostruire le nostre peregrinazioni digitali anche se abbiamo impostato dal browser l'eliminazione automatica dei cookies. I dati poi vengono messi a confronto con una lista di mille e cinquecento siti per vedere se uno di questi è stato visitato o meno. Stando al Wall Street Journal, buona parte delle compagnie che hanno usato questa tecnologia non erano a conoscenza della sua reale funzione. Anzi, avrebbero perfino eliminato i supercookies dai loro siti appena contattati dai ricercatori di Stanford e Berkeley malgrado il loro uso non infranga alcuna legge americana.
Cose che capitano, verrebbe da dire, in un mondo dove la pubblicità online vale miliardi di dollari e dove tutte le maggiori compagnie che operano sul web stanno trovando metodi sempre più raffinati per personalizzare i propri servizi ritagliandoli su misura. Eli Pariser, nel suo libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You, pone una data di inizio a questa tendenza: il 4 dicembre del 2009. Quando Google comunicò sul suo blog che da quel momento in poi avrebbe usato ben 57 segnali diversi per capire chi erano i frequentatori del suo motore di ricerca. Dal luogo di accesso al tipo di browser usato, fino ai siti visitati. "Più Google saprà di voi, con il vostro permesso, più i suoi consigli e le sue indicazioni saranno puntuali", disse Eric Schmidt.
Ora però le ricerche che facciamo sul web o su Amazon vengono regolarmente filtrati e allo stesso tempo vanno ad aumentare ad ogni navigazione quel che queste compagnie sanno di noi.
"La nostra vita comincia ad essere tracciata, peccato che non ne abbiamo il minimo sentore", ha avvertito dalle pagine di Newsweek Jon Leibowitz, presidente della Federal Trade Commission.


lunedì, dicembre 13, 2021

Lo studente annoiato

 




Se qualche insegnante invece di snocciolare date, conquiste e battaglie dell'impero romano pensasse a raccontare ai discenti come vivevano le donne e i maschi romani, come vestivano, i negozi, i giochi e l'uso del tempo libero, forse qualche ragazzo potrebbe confrontare due realtà diverse: quella di ieri e quella di oggi. Incuriosirsi e cominciare a leggere qualche pagina del libro di storia.
Solo la curiosità riesce a trovare la bellezza nei luoghi più nascosti.
L'insegnante, ruolo ormai surclassato da altri modelli, sicuramente è una delle figure fondamentali di ogni bambino/ragazzo.
Quella figura portante, con la quale tu condividi ore seduto dietro a un banchetto con la possibilità di seguire, ascoltare o fuggire e pensare ad altro con la mente.
Ho avuti molti docenti, ma alcuni di questi resteranno dentro di me per il modo di aver catturato la mia attenzione. Uno dei miei sogni sarebbe proprio questo: riuscire con tutto me stesso attrarre l'attenzione di un bambino/ragazzo e come la principessa Shahrazàd, tener desta la loro curiosità al punto di muoverli a cercar oltre.
Secondo me il problema della scuola oggi è che da un lato ci sono sistemi ammuffiti che non creano appunto interesse, ma dall'altro c'è chi cerca di ovviare con insegnamenti "alternativi" dimenticandosi di quelli di base. In parole povere è inutile insegnare ad usare un pc se prima non si insegna la grammatica italiana!
Lamentarsi è una forma insana di innalzare la pila di problemi.
I prof lamentano uno stipendio inadeguato alle responsabilità...che non osano quindi assumersi.
Non credo che un aumento di stipendio guarisca il loro assenteismo.
La fermezza costruttiva e il cuore spugnoso che elargisce sapere non appartiene loro...ma a chi appartiene ormai?! Che tristezza.
Bisogna risvegliare un interesse per la bellezza che sta dentro le cose che si insegnano.
Bisogna accendere il desiderio.
C'è in giro troppa rassegnazione, la cinica convinzione che non vale la pena impegnarsi, che è meglio adattarsi a fare gli impiegati della pubblica istruzione.


domenica, dicembre 12, 2021

Sharon

 


                      Daniele dice:

La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021, escluso novembre con un post in più nel giorno del 24 del mese, dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.

                                            Femminicidio


Violentata e ammazzata di botte dal compagno della madre. Aveva solo 18 mesi la piccola Sharon, ma Gabriel Robert Marincat, operaio romeno di 25 anni, fidanzato di Silvia Barni, 24 anni, non ha avuto nessuna pietà. Silvia, barista in un locale di Cabiate, piccola cittadina comense, è uscita per andare al lavoro affidando Sharon, avuta da una precedente relazione, al suo nuovo compagno. I tre convivono sotto lo stesso tetto da qualche mese ma è la prima volta che Robert e Sharon restano da soli in casa. Durante la breve assenza, Silvia chiama il compagno per sincerarsi che la bimba stia bene. Lui la rassicura mostrandole le foto della piccina che, all'apparenza, sembra stia dormendo. Ma qualcosa non convince la giovane mamma, che chiede a sua madre di andare ad accertarsi delle condizioni della piccina. Marincat manda un'altra foto della bimba, in cui è sporca di vomito e si vedono lividi sul volto. Marincat parla di un «incidente domestico», la bambina sarebbe rimasta schiacciata dal peso di una stufetta elettrica che le sarebbe rovinata addosso. Trasportata in elisoccorso all'ospedale di Bergamo per un gravissimo trauma cranico, i medici non riescono a salvarle la vita: Sharon muore nel giro di poche ore. Ma la verità, raccapricciante, svelata dall'autopsia, è un'altra. Sharon è stata violentata e poi picchiata fino alla morte, come ha confessato il suo assassino: «Sì, ho abusato di lei e poi l'ho picchiata fino a ucciderla». Due ore di percosse e agonia oltre ogni immaginazione. A due settimane dalla tragedia, l'assassino è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina. Il legale di Marincat ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica sul suo assistito tossicodipendente. Ma perché l'ha uccisa? La procura sosterrà che il movente è la violenza sessuale. Ma una bambina di un anno e mezzo, pur volendo, non avrebbe potuto parlare».


Crediti

Testi e ricerche Laura Zangarini

Sviluppo grafico Grafici Corriere Online



La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Gabriel Robert Marincat, romeno di 26 anni, per l'omicidio della piccola Sharon Barni, di soli 18 mesi, figlia della compagna, uccisa a botte e seviziata l'11 gennaio scorso a Cabiate (Como), nell'appartamento della donna. La corte ha condannato l'imputato a risarcire il danno, fissando una provvisionale di 200 mila euro a favore della mamma della bambina e di 50 mila euro al padre. La pm Antonia Pavan nella sua requisitoria aveva chiesto l'ergastolo.


da Republica it


La serie di storie sul femminicidio, ideata da Daniele Verzetti e che ha visto la partecipazione di altri utenti, per me finisce con il racconto di questo episodio di straordinaria violenza.

Ringrazio Daniele Verzetti che mi ha permesso di vedere da vicino e con il cuore frantumato una realtà orrenda, trascurata dalle Istituzioni e dimenticata dai politici impegnati in qualche colossale pasticcio relativo all'elezione del Presidente della Repubblica


venerdì, dicembre 10, 2021

Il Continente senza idee

 



Dice Giorgio Steiner: "Non sono anti-americano, anzi: ammiro molte cose degli Stati Uniti, dove vivono e lavorano i miei due figli. Ma bisogna sapere che il novanta per cento degli americani, parlando, usa 380 parole d' inglese, mentre nelle opere di Shakespeare ce ne sono 24.000. La lingua viene divorata dal minimalismo ossessivo dei codici elettronici, come dimostrano i messaggi sempre più compressi che si mandano i ragazzi sui cellulari». Il problema è che siamo un popolo di anoressici della lingua. La capacità di scrittura e anche di elaborazione del discorso compiuto sono in crisi. Le parole, le frasi, i periodi sono come degli sciancati.
Si scrive e si parla come si pensa.
Se si parla rachitico si pensa così, se si ha in bocca una lingua morta, anche il pensiero non è in buona salute. La povertà di linguaggio determina una sempre minore possibilità di colloquio sia con se stessi che, soprattutto, con gli altri. In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, emozioni e sensazioni. L’Europa, secondo me, aveva raggiunto il suo equilibrio fra i poli opposti del pragmatismo umanistico filosofico ateniese e la religiosità ostentata di Gerusalemme quando a governare era Roma che univa in sé tutto (pregi e difetti compresi) di queste due idee e così è stato anche dopo la caduta dell’Impero. Per esempio là dove c’era il Papa c’era anche Leonardo da Vinci e il trionfo della scienza. Secondo me tutto è venuto a cadere quando, dopo il Primo conflitto Mondiale, è caduto l’ultimo baluardo della nostra cultura ovvero Vienna che anche se si trovava nell’area mitteleuropea era però riuscita a incarnare lo stesso i due poli opposti della questione sollevata da Steiner. Con le dittature disumanizzanti di Destra e Sinistra e il successivo asservimento ideologico all’America (un paese troppo giovane per avere una Storia) siamo diventati il continente senza idee.
Io parlo per me ma ritengo che problemi come il non leggere, il decadentismo intellettuale e l’ignoranza che spinge a fermarsi alla superficie siano un segno di questo problema.
Ciò che sta succedendo oggi in Europa era stato predetto, esattamente 100 anni fa, da Splenger con il suo "Tramonto dell'occidente". I valori massimi che abbiamo assimilato e che portiamo avanti non permettono crescita etica, morale e intellettuale.

giovedì, dicembre 09, 2021

Il pericolo di chi non crede in niente

 


"Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.”
Michael Ende fa pronunciare queste parole ad uno dei personaggi della Storia Infinita, Gmork il servo del Nulla.
Cosa fa da sempre chi vuole esercitare il potere?
Cerca di annullare tutti quelli che vuole controllare con tanti mezzi: il terrore, un’ideologia, il rimbambimento mediatico, la mancanza di idee, la violenza verbale e sociale, la perdita di punti di riferimento superiori.
Sono poche quelle persone “divergenti” che conservano nonostante tutto la capacità di pensare con la propria testa e di opporsi a questi meccanismi perversi.
Ho avuto occasione di vedere Nerve e lo trovo esempio appropriato  di come (in questo caso con i social) poche persone cercano di sottomettere e controllarne tante altre.
Tante persone che frequentano Facebook o altri social fanno questo, chi più subdolamente e chi invece in modo diretto e violento.
Ma questo non è potere.
Io sono convinto che il vero potere è essere consapevoli di se stessi e conservare la propria dignità e la libertà di scegliere sempre fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato seguendo ciò che la nostra coscienza ci dice di fare e non seguire falsi profeti.
E' complicato analizzare la complessità epistemologica, ontologica e sociologica dei termini "normale" e "patologico" e della psichiatria tout court come dispositivo teorico e istituzionale.
Mentre la "malattia mentale" è davvero indefinibile, la sua definizione è, tuttavia, critica per comprendere alcuni aspetti della divisione sociale nella modernità borghese e capitalista.


mercoledì, dicembre 08, 2021

da Sapere

 



Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla "Ineffabilis Deus" che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernardette presentandosi come «l’Immacolata Concezione» Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla Ineffabilis Deus. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

CHE COSA VUOL DIRE IMMACOLATA CONCEZIONE?

Vuol dire che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

PERCHÉ LA VERGINE MARIA È STATA CONCEPITA IMMACOLATAMENTE?

La risposta sta nel fatto che la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire il Verbo incarnato e quindi portare con sé, nel Suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana. Il catechismo afferma che Gesù Cristo è vero Dio ma anche vero uomo, nell’unico soggetto che è divino. Si tratta dell’unione ipostatica. Ebbene, non si può pensare che Dio, somma perfezione e somma purezza, possa aver ricevuto la natura umana da una creatura toccata –anche se brevemente – dal peccato e, quindi, in quanto tale, soggetta in qualche modo all’azione del Maligno.

IN CHE PARTE DEL VANGELO SI PUÒ FACILMENTE DEDURRE CHE LA VERGINE MARIA E' IMMUNE DAL PECCATO ORIGINALE:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te»



da Famiglia cristiana.

domenica, dicembre 05, 2021

Qualcosa di magico

 


Le cose si manifestano inaspettate. E sono al di là quello che appaiono.

Io non credo che quello che vediamo sia tutto.

L’autobus era affollato. Non c’era posto a sedere per tutti. Qualcuno spingeva, 

qualcuno si appoggiava, altri si aggrappavano.

C’era un ragazzo che poteva essere mio figlio qualche anno fa. Io l’ho sentito 

come fosse mio figlio.

Si lamentava con una tristezza sconsolata della voce.

Come se nessuno lo potesse ascoltare.

Il suo lamento era una canzone. Gli ho teso la mano per sostenerlo.

A quel gesto, c’è stato un movimento fra i passeggeri.

Un varco inaspettato si è aperto , ed è emerso , lì fra i tanti , un posto libero che 

nessuno aveva mai visto prima di allora .

Il ragazzo si è seduto, con un sorriso per me.

Credevo che non l’avrei più rivisto.

Ma un giorno, sul molo di Pescara, ho visto lo stesso ragazzo che ripeteva il gesto 

di tendere la mano.

A qualcuno , un ragazzo come lui che stava vacillando, col rischio di cadere, in 

acqua.

Gli ha teso la mano, come avevo fatto io .

L’altro ragazzo ha avuto un attimo di impercettibile sbandamento, poi è ritornato i 

piedi .

E gli ha sorriso.

Quel gesto, quel sorriso sono passati di mano in mano, di vita in vita.

Quello che mi sta accadendo mi ha dato di più di quello

che mi ha tolto.

Ho conosciuto il significato vero della sofferenza e anche

del sacrificio.

Ma la cosa più grande è questa speranza che cammina insieme a noi.


venerdì, dicembre 03, 2021

Il potere aumenta il narcisismo

 


L'uomo cambia per il potere, o è il potere che cambia l'uomo: il risultato è lo stesso comunque. L'uomo per sua natura non è infallibile, quindi sbaglia anche chi ha il potere. Il problema è - qui ci sta il concetto di delirio di onnipotenza - che chi è al potere non ha l'umiltà di riconoscere l'errore e di cercare di porvi rimedio. Il potere finisce quasi sempre a causare degli effetti negativi sugli uomini. La libertà totale sfocia nell'anarchia e nella guerra l'uno contro l'altro. Il potere limita la libertà, direi per principio. Lo stato crea dunque leggi, ma anche consuetudini, regole sociali. E' inevitabile che cerchi di uniformare le persone, perché ovviamente è più facile governare e mantenere il potere. La situazione non è però irrimediabile. Possiamo svincolarci da questo tentativo di uniformarci, pur rispettando le leggi. Ma interessa svincolarci da questo? Per me no :) Forse perché le troppe comodità e tecnologie ci hanno reso così tanto pigri? Per conoscere una realtà devi viverla. E' facile fare vittimismo quando sei incudine, mentre è complicatissimo non essere martello quando lo strumento è nelle tue mani. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese. Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine. Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini. Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale. E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata. I giochi di potere sono all'ordine del giorno, e non solo per quanto riguarda le investiture in campo politico/lavorativo ma anche nei piccoli nuclei familiari e relazionali. In realtà il potere come qualità in sé, innata o 'guadagnata' operosamente e onestamente, non esiste: è sempre sorretto dalla condiscendenza e dal favoritismo della massa, che ne è manipolata. Per fare un esempio: ultimamente mi sono informato sul Narcisismo.  In psicologia ci sono dei personaggi, detti 'enablers', senza i quali i Narcisi non riuscirebbero ad esercitare alcun potere sulle loro vittime. Gli enablers in genere sono dei co-dipendenti che necessitano della malattia del Narciso per rivestire il ruolo di 'salvatori', di 'giusti', di 'belli e bravi', di 'sani', e dunque ci tengono a fomentarla. Personalmente tendo a ragionare con la mia testa e a prendere le persone singolarmente, relazionandomi a loro solo in base al modo in cui si relazionano con me. Non mi faccio più fregare dai pettegolezzi/voci di corridoio o dalle manipolazioni, e nemmeno un parere soggettivo a una vicenda esterna mi condiziona, perché alla fine, "ognuno sta solo sul cuor della terra" coi fantasmi della sua mente, e non possiamo sapere cosa ha passato, cosa gli è mancato e perché si è trovato in quella specifica situazione.




giovedì, dicembre 02, 2021

Gli orfanatrofi rumeni di Ceaușescu

 


La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri.
C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... ma è poi così?
Io credo che prima dobbiamo amare noi stessi, e una volta ottenuta la consapevolezza che noi esistiamo perché meritiamo di esistere e che valiamo a prescindere dal resto del mondo, allora possiamo dare il nostro amore sicuri che in qualche modo (anche inatteso) esso tornerà di nuovo a noi.
La mancanza d'amore porta alla morte interiore e dell'anima della persona che agli occhi degli altri è trasparente come il vetro. L'isolamento, l'indifferenza verso il prossimo sono la piaga della nostra società, si ama e si è riamati solo se c'è una contropartita, non siamo più capaci di amare senza secondi fini, non siamo più capaci di accogliere l'altro senza egoismo, non siamo più capaci di dare e di darci senza aspettarci nulla in cambio.
L’amore è un "alimento" indispensabile da quando siamo nella pancia della mamma fino all’ultimo nostro respiro.
Più non ricevi amore, più non sai darne.
E' stato dimostrato che il cervello è molto plastico fino ai 2 anni. E' nei primi due anni della nostra vita che si struttura la nostra personalità. I bambini negli orfanatrofi rumeni sotto Chauchesku che vivevano rinchiusi in gabbiette senza alcun contatto umano sin dalla nascita sviluppavano, nel tempo, ritardi nello sviluppo, malattie. Dopo i due anni, avrebbero riportato problemi nell'apprendimento o difficoltà a interpretare la realtà fino all'età adulta. Quindi l'amore è anche direttamente correlato alla c.d. "intelligenza".
Non si muore per mancanza di amore, ma per mancanza di amore si passa una vita insignificante, vuota e piena di inutile e sterile dolore.