venerdì 30 aprile 2021

Voglio andare al cinema

 


Ci sono film americani che raccontano gli errori degli Stati Uniti. Gli scandali e l'autocritica è sincera. I film francesi hanno un fascino incredibile. Ultimamente ho visto "Insyriated", cioè ingabbiati nella Siria, paese dove da diversi anni c'è una guerra civile che vede coinvolti l'Isis, l'America e la Russia.
Molto bello è il film "Una donna fantastica" (Una mujer fantástica) è un film del 2017 diretto da Sebastián Lelio. La protagonista Daniela Vega parla di una donna che abita in un corpo di uomo. La donna racconta la sua storia reale, la vita di una trans che desidera restare quella che è e non sottoporsi a un intervento chirurgico.
Si può definire transgender (trans: oltre, al di là, e gender: genere) chiunque non si riconosca nello stereotipo maschile o femminile: tuttavia, in ambito psicologico, medico e legale il termine viene usato per indicare un transessuale non operato ai genitali.
Ci sono film che si portano in cuore e sono quelli che ci hanno regalato il riflesso di “quel qualcosa” che stavano vivendo in quel momento. L’arte cinematografica è anch’essa bellezza da scoprire e apprezzare.
Bisogna fare uno sforzo per risalire il corso delle cose, e capovolgere gli eventi. Con purezza e sincerità di fronte a noi stessi...perché vivere non è seguire come pecore il corso degli eventi, nel solito tran tran di questo insieme di idee, di gusti, di percezioni, di desideri, di disgusti che confondiamo con il nostro io e dei quali siamo appagati senza cercare oltre, più lontano. Vivere è superare se stessi, mentre l'uomo non sa far altro che lasciarsi andare ( Antonin Artaud ).
Purtroppo la bellezza è a portata di tutti ma non per tutti.
Trovare dei film che siano davvero belli credo che sia diventata una impresa ardua; intendo di quelli che ti lasciano proprio il segno. Forse -e dico forse- è un po' più semplice coi libri per me (anche se ultimamente è un po' che non leggo qualcosa che mi scolpisce l'anima).
Io i film li vedo soprattutto a SKY e con la ricerca trovi quelli che sono sicuramente belli.
Si può scegliere sia il regista che il protagonista.
Giorni fa ho scelto "L'ultimo tango Parigi" Un film "sequestrato" per scene, diciamo ardite. Non è recente e ho provato a vederlo. Una grande sorpresa, oltre l'arte recitativa di Marlon Brando il film con lo stigma dell'immoralità, invece è didascalico. Il messaggio che ci manda è che un amore che si basa esclusivamente sull'attrazione sessuale è destinato a una morte a breve tempo.
Amo molto il cinema e penso che tutto debba essere filtrato e guardato con occhio anche critico. Non credo vi siano film che plagiano le menti (questa è l'anticamera della censura) ma solo cose adatte o meno a certe fasce d'età e poi film belli e brutti, anche disgustosi a volte. Io non guardo mai gli horror ad esempio: ecco quello che non piace uno non lo guarda.
Guardare un horror è masochismo, perché come può piacere a impaurarsi. Poi sono falsi e pieni di trucchetti. Ultimamente ho rivisto tutta le serie di Al Pacino, che sarà anche un istrione, ma sicuramente è il più bravo degli ultimi trenta anni.   

mercoledì 28 aprile 2021

Colloquio tra Brunella e Gus

 


Cara Brunella, 


io ho visto la donna che sarebbe diventata mia moglie in uno stabilimento balneare di Pescara che si chiama "Le quattro vele". A nord c'è un altro stabilimento che ha un nome cinese. Qualche anno fa mio figlio che non conosceva la mia storia, rientrando a casa, mentre stavamo guardando la TV, mi fece una confidenza: "Augusto, oggi ho visto una ragazza con i capelli biondi. I nostri sguardi si sono incrociati e lei mi ha sorriso. Poi il vento ha scompigliato i suoi capelli coprendole il viso. E' stato un attimo. Sono certo che non dimenticherò quel volto né oggi, né domani e nemmeno tra centomila anni".
Quella ragazza è diventata la moglie di mio figlio.
Chissà se Danielino, suo figlio e mio nipote, nello stabilimento che viene dopo "Le quattro Vele" e " Hai Bin " incontrerà la ragazza bionda con i capelli che coprono il suo volto”


Gus, ti rispondo,


il primo nitido ricordo di te, attraverso il blog, coincide con il post delle caprette. E, attraverso le parole di quel post, mi è giunta la fragranza buona di Emanuela Bruna.
Perché un uomo, una  persona, quando ha accanto una persona che odora di pane caldo, emana tra le righe la sua influenza.
Ho imparato pian piano a conoscere questo amore “dedicato”, questa consapevole riconoscenza verso chi sa trarre da noi il lato fragrante delle cose buone.
Ho imparato a riconoscere in te anche il pensiero della paura della inevitabile perdita.
Ho sempre immaginato questa coppia unita soprattutto nei momenti duri. Questa dedizione naturale, questo spirito leggero del sacrificio, naturale come l'amore, necessario come l'aria.
In molte frasi che hai scritto ho letto l'ammirazione verso questa donna. E questo non è solo frutto dell'amore. Ma della consapevolezza di avere al fianco una donna delicata e cristallina. Unica per tanti versi. Anche migliore di noi.
Una donna capace di lasciare una scia di buono ovunque passi, ovunque guardi.
Credo che persone così, anche ora che non ci sono più, siano presenti nell'aria, al primo sbocciare delle violette, nello sguardo delle caprette, nella brezza del vento che scompiglia i capelli perché hanno la capacità di abitare gli animi. Per sempre. E restarvi impresse con il loro profumo.
Un dolore sordo e intraducibile segna il passo alla perdita fisica.
Ma mi piace pensare che i mille fiori che presto sbocceranno siano mischiati col suo profumo, del suo, ora a noi invisibile, continuo gesto di cura, di soffio, di sorriso verso gli altri.


Con grande affetto


Brunella.



martedì 27 aprile 2021

Aih aih la fine del mondo

 


Lo hanno fatto con il baco del 2000 , poi con i vari allineamenti dei pianeti, poi con le profezie Maya. Per fortuna siamo ancora qui, ma non certo al sicuro.

Alcuni studiosi della Bibbia affermano infatti che alcuni eventi successi nell’anno appena trascorso sono inequivocabili segni che l’apocalisse è vicina. Dalla nascita della mucca rossa, ai vulcani che si riattivano i profeti della fine hanno stabilito che abbiamo appena un anno (forse meno) di sopravvivenza e praticamente non stapperemo lo spumante del 2022.
Il profeta Ezechiele ha scritto che il Mar Morto il mare altamente salato dove non vivono i pesci proprio per l’alta presenza di sodio prenderà vita prima della fine dei tempi. Si racconta che Dio abbia maledetto le acque che avrebbe riportato in vita prima dell’arrivo del Messia. In effetti è successo che piccoli pesci sono apparsi nelle acque salatissime dando ragione al profeta.
Nel 2018 il Temple Istitute ha annunciato la nascita della mucca rossa, altro segno dell’imminente apocalisse. Sempre nell’anno appena trascorso nel sacro muro di Gerusalemme è comparso un serpente ripreso dai moltissimi turisti presenti sul posto.
Il serpente rappresenta il male impersonificato, come quello che ha tentato Eva nel Giardino dell’Eden. Anche questo visto come un segno dell’avvento del Messia. Ma non solo animali portano questi messaggi ne esistono altri ancora più inquietanti.
Gli studiosi vedono il risvegliarsi del fuoco e quindi dell’attività vulcanica un’altra inquietante ipotesi che il tempo per gli umani è agli sgoccioli. La furia di Dio, sostengono ancora gli studiosi, sarà annunciata da un aumento di eventi sismici tra cui terremoti e vulcani. E anche questa è un’altra cosa che possiamo spuntare dalla lista “Fine del mondo”.
Chiaramente anche la politica globale è vista come un segno della fine del mondo, ed in particolare le tensioni in corso in Israele. “La guerra distruggerà il mondo intero” viene scritto nel 1200 nella Bibbia parlando di una guerra apocalittica tra Israele e Iran.
E tanto per essere positivi continua: “Le Nazioni cadranno e ci saranno dolori paragonabili alle doglie del parto”. Rabbi Pinchas Wiston sostiene che la guerra è una “crisi profetica basata sulla Bibbia”.
Poteva non entrare l'ex Presidente Trump nelle predizioni apocalittiche? Chiaramente no. Uno dei segni letti come profetici è la decisione di trasferire l’ambasciata americana degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme. La sua decisione ha infranto decenni di tradizione diplomatica e molti hanno letto un significato spirituale come un primo passo verso la realizzazione della promessa di Dio ai discendenti del Profeta Abramo.
Ora sapete tutto, quindi i vostri progetti per il 2022 forse andranno rivisti e sia la dieta che l’iscrizione in palestra forse vanno messi in secondo piano.



lunedì 26 aprile 2021

Il Peccato

 




Racconta Luigi Giussani che conosceva un medico che gli parlava spesso di una sua vocazione missionaria. Per seguire questa sua dedizione si è fatto frate per andare nel Mozambico. Un giorno mentre faceva il suo lavoro, con i voti già definitivi, incontrando una bella bionda disse: "La bionda mi attira di più che fare il frate. Allora, se la bionda mi soddisfa di più, ho il diritto di andare con la bionda. Come il marito di quella donna: se lo attirava di più la segretaria, perché non doveva andare con la segretaria. Nel dinamismo della libertà è implicita la possibilità dell'errore. Scegliere ciò che immediatamente soddisfa di più, invece che tendere a ciò che è il destino per cui si è fatti. La libertà di scelta non è la libertà: è una libertà imperfetta. La libertà sarà compiuta, piena, quando sarà di fronte al suo oggetto che la soddisfa totalmente: allora sarà totalmente libera, totalmente libertà. Il problema è perché si vive. Il concetto teologico del missionario è questo: "Nel disegno della vita, il mistero di Dio gli ha chiesto questo compito, gli ha dato questa vocazione, anche se gli ha fatto incontrare una donna piacente. Se uno cede all'emozione perde la strada. Questo è il concetto di peccato. Il peccato è debordare, uscire dalla strada del destino per soffermarsi su qualcosa che interessa di più al momento. Lo stesso ragionamento vale per il marito che si invaghisce della segretaria. Quando il cammino di fede sarà compiuto l'uomo non ha più bisogno di scegliere perché conosce il suo destino. La libertà è ora perfetta.
Uno è missionario, l'altro è sposato. Sono momenti importanti per un uomo. E' necessario permanere nella scelta e non assecondare piaceri effimeri.
La parola destino sta ad indicare il significato della vita. Infatti la parola greca indica il significato ultimo, il destino come significato.
L'uomo «sta bene come non mai» quando gli diventa familiare la coscienza del suo destino. Vale a dire: quando gli è diventato familiare lo scopo positivo di tutto quello che fa e ha la prospettiva della permanenza di quello che lui è.
Hanno scelto tutti e due la strada più facile, in fondo il peccato fa star bene al momento. Poi, le conseguenze cambiano il proprio destino e quello di altri. Il peccato quindi non è fine a stesso, ma si allarga come una macchia d'olio attorno a chi lo compie. Il cristiano ha le armi per difendersi se vuole, sono la preghiera e i Sacramenti. 
Già da qui inizia la nostra libera scelta.



domenica 25 aprile 2021

La memoria di una giornata

 




Piazzale Loreto fra corso Buenos Aires e viale Monza a Milano dovrebbe chiamarsi piazza Guerra civile, luogo della Milano popolare prescelto per mostrarne la ferocia e il dolore, prima usata per le fucilazioni in massa di partigiani, con i passanti obbligati dai fascisti a fermarsi davanti ai cadaveri. Poi il 29 aprile del ' 45 per la famosa esposizione dei cadaveri dei capi fascisti, Mussolini e la Petacci fucilati dal comunista Audisio a Giulino di Mezzegra, un villaggio vicino al lago Maggiore portati a Milano con gli altri fucilati a Dongo, Pavolini, Zerbino, Mezzasoma, Romano, Liverani, Porta, Coppola, Darquanno, Stefani, Nudi, Casalinuovo Calistri, Untimperghe e un fratello della Petacci. Le cronache delle giornate della Liberazione di Milano sono caotiche e rese più contraddittorie dalle speculazioni di parte e dalle leggende successive. Cerchiamo di fare un minuto di chiarezza. La fucilazione di Mussolini e dei gerarchi era una conclusione inevitabile dei venti mesi di una guerra senza prigionieri? No, ancora il 24 aprile si pensava a un arresto e a un processo di Mussolini. Riccardo Lombardi, designato prefetto di Milano dal comitato di liberazione lo conferma: «Avevo preparato una prigione a San Vittore e una guardia di partigiani fidati capaci di tenere i nervi a posto. Gli alleati angloamericani erano d' accordo che fossimo noi a occuparcene». Sono ore concitate in cui tutti i comandi decidono senza informarsi a vicenda. Al comando dell' esercito partigiano la decisione è un' altra. Ricorda Fermo Solari, l' uomo del Partito d' azione che condivide il comando con il comunista Luigi Longo: «Telefonarono da Musso che il Duce era prigioniero. Longo uscì per dare ordini e poi mi disse: ho trovato solo Audisio, ho mandato su lui perché ce lo porti a Milano. Quando si seppe che Mussolini e i gerarchi erano stati fucilati noi ci adattammo al fatto compiuto che del resto approvavamo in pieno». Lo approvavano in pieno anche perché da uomini politici sapevano che la fucilazione di Mussolini sarebbe stata una responsabilità destinata a pesare negli anni. Altro punto da chiarire: l' esposizione dei cadaveri a piazzale Loreto, appesi a testa in giù a un distributore di benzina, non fu la «bassa macelleria» che i fascisti superstiti ma anche parte della pubblica opinione considerò incivile. No, l' esposizione dei cadaveri non fu un atto di sadismo e di vendetta impietosa, fu una necessità. Si è saputo da chi comandava la guardia partigiana che la folla accorsa a vedere il fascismo morto continuava a crescere e a premere contro l' esile cordone partigiano talché fu necessario alzare i cadaveri perché li potessero vedere anche da lontano. Il caso e le protezioni di classe decidono la sorte degli altri gerarchi. Il maresciallo Graziani viene salvato dal generale Cadorna, comandante militare dell' esercito partigiano e consegnato agli alleati a cui chiede «l' onore di conservare l' arma individuale». Muoiono casualmente Arpinati e Starace. Il primo da anni in rotta con il Partito fascista ucciso da una squadra di partigiani che passano per la sua campagna sulla collina di Bologna. Achille Starace, il segretario del partito, quello che nelle cerimonie del regime ordinava il «saluto al Duce fondatore dell' impero» è arrestato a Porta Genova. Si è salvato fin lì in un appartamentino in affitto, se ci stesse chiuso scamperebbe ma gli vien voglia di prendere un caffè in un bar vicino, ci va in tuta sportiva e pantofole. Lo portano a piazzale Loreto dove è esposto il cadavere del Duce. Lui mormora «fate presto». L' uomo più odiato del regime, Roberto Farinacci, è bloccato e giustiziato a Vimercate mentre fugge la sera del 25 in auto con l' amica Claudia Medici del Vascello. Si è ucciso gettandosi da una finestra con la moglie l' ideologo del razzismo Giovanni Preziosi. Piazzale Loreto e la sua tragica esposizione non sono casuali e non sono solo vendetta. Sono un macabro segnale per abbreviare la guerra. L' Hitler assediato nella cancelleria a Berlino si decide al suicidio quando viene informato di come è morto Mussolini. Lo sentono mormorare: «Non mi avranno vivo, non andrò a fare il mostro in qualche circo sovietico». Il Terzo Reich si chiude con un macabro ballo della corte nazista che brinda a Champagne e si ubriaca mentre il capo e la sua amante, sposata nel bunker, si tolgono la vita. La caduta del fascismo è meno nibelungica. Prima di fuggire da Milano i principali gerarchi hanno intascato grosse somme, il comandante della Guardia nazionale Ricci ha fatto in tempo a incassare in banca un assegno di quattro miliardi e il ministero degli Esteri ha spartito con i ministri le divise pregiate, ma a piazzale Loreto e al Comitato di liberazione di quel denaro non arriverà una lira, in parte finito a un partito come il famoso «oro di Dongo» in parte nelle tasche degli ignoti che in quelle ore drammatiche riuscirono a unire l' utile al patriottico.


Giorgio Bocca



https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/02/26/quel-che-accadde-non-fu-casuale.html

giovedì 22 aprile 2021

Il profumo del vento

 


Sembra, stando ad una ricerca, che le memorie indelebili che attraversano anche generazioni, siano quelle dei 5 sensi ... a quanto pare anche nel dna si trasmettono ... il vento poi è visto in oriente come elemento meditativo che richiama gli echi della memoria... porta profumi, sapori, odori, freschezza o caldo.
Tornare indietro nel tempo grazie ad un profumo è una cosa bellissima e spaventosa allo stesso modo. A volte arriva come un pugno fortissimo in pieno volte, altre ti culla dolcemente come una mamma un neonato.
In genere a me, quella sensazione, arriva con le prime giornate primaverili. Quando dalle finestre si infila quel profumo di fiori, il cielo azzurro si fa strada e il mio cuore si riempie di una dolce nostalgia che oscilla tra gioia e tristezza.
La bora è un vento particolare con raffiche che possono superare la soglia dei 150–160 km/h.
Il vento è simbolo dello Spirito di Dio che soffia in ogni dove.
Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera .Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna…
Trieste si pronuncia con la prima "e" stretta e la seconda larga! Il mio cuore per un nuovo viaggio!
Anche il dialeto è gradevole; le bele M
ule(ragazze) la città pulita....Le campane di San Giusto, Barcola e il mare.....piazza Unità ora molto illuminata. La madre di mia moglie era di Trieste. Poi venne a Pescara e sposò un pugliese.

 Spesso il profumo portato dal vento mi crea sensazioni particolari mi porta lontano nel tempo, come se fossi veramente lì, altre volte mi trasporta nel futuro, come un avviso di ciò che sta per accadere.
I ricordi sono un nostro tesoro.
Lo so bene che cullarsi nei ricordi, nella nostalgia, distoglie l'attenzione dal nostro presente e da ciò che facciamo per costruirci il nostro futuro.
Ma senza memoria, cosa saremmo?
Tralasciamo l'aspetto del passato che è monito per evitare di commettere gli stessi errori. Pensiamo al solo valore del ricordo: i ricordi fissano delle nostre sensazioni in quello che è stato il nostro presente..togliere valore al ricordo significa non dare neppure valore al presente che stiamo vivendo!
La nostra vita si ricostruisce attraverso i ricordi. La perdita di memoria è quasi sempre causata da traumi gravi o da malattie.
Ho sognato quando Bruna mi portava alla tomba della madre triestina che non ha nemmeno conosciuta. Raccontano che era una donna generosa e per fare pulizia a casa si mise a lavare le lenzuola. Non erano passati nemmeno 15 giorni dal parto e un'emorragia fatale la uccise.


lunedì 19 aprile 2021

Una grande luce

 


C'è un brano del suo "Les contemplations" intitolato l'Eremita (Victor Hugo). L'eremita che si alza al mattino presto e, alla luce di una candela, inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente come nel suo cuore si fa luce appena inizia a meditare. Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro posto, cioè il loro significato. La dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà Nella percezione della realtà determinata dal "cuore" sorge un iniziale giudizio, quindi un uomo vede se e quanto la realtà in cui si imbatte gli corrisponde e lo soddisfa. Nella percezione determinata dal cuore il punto o il luogo dove l'io non è più l'oggetto o la determinazione particolare che lo fa reagire, non è il potere, ma una realtà dentro di sé, come strumento di paragone nell'impatto con ogni realtà, che assicura la sua unità nell'incontro e nel confronto con tutto.
Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme.
Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente.
Ogni numero è zero di fronte all'infinito.
L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo.
Ho conosciuto un buddista che incarnava nel modo più classico l'esoterismo proprio della setta. Di lui conservo un ricordo che ancora mi commuove. Quando ci siamo salutati mi ha abbracciato, ma senza poter dire nulla. Nessun contenuto che la sua dedizione a qualcosa di ultimo che avevamo in comune. Io ho letto il vecchio testamento ma non trovato un'attrazione particolare. Un libro non è una Presenza. Per me la fede non è un insieme di regole, dogmi, precetti. La fede è un modo di vivere che corrisponde alle esigenze del mio io. Quindi un fatto molto razionale. Quando scrivo "modo di vivere" parlo di una particolare tensione verso una meta. La fede compiuta si ha quando Cristo manifesta la sua azione servendosi di un uomo.



domenica 18 aprile 2021

Stare bene con gli altri

 


La semplicità io l'associo all'assenza di malizia, all'assenza di secondi fini, all'assenza di furbizia, alla genuinità, alla sincerità, all'attenzione all'altro, alla serenità con cui si sanno affrontare anche le realtà che feriscono.
I bambini possono avere solo alcune di queste sfumature della semplicità.
Spetta poi a ciascuno, crescendo, coltivare tutte quelle altre sfumature che lo renderanno una persona coerente o meno alle cose che dice, che suggerisce.
Di certo la persona "veramente semplice" vive serenamente anche quelle realtà per cui la persona "complicata" si dispera, battendo pugni e piedi.
La semplicità è una questione di cuore, di emozioni, sentimenti.
La passione di capire, ciò che ci sta attorno, senza voler essere protagonisti, superare gli altri, ma di godere di ciò che ci circonda e dispiacersi su ciò che è male, senza giudicare.
Non è semplice comunicare nel modo giusto perché a volte diciamo qualcosa e però il nostro interlocutore percepisce altro oppure ci aspettiamo delle risposte diverse e prendiamo per negative quelle diverse che ci arrivano.
La cosa importante è sapere di avere la coscienza pulita e non partire mai con l'intento di voler ferire davvero qualcuno.
La semplicità è tutto, la chiarezza è tutto, la trasparenza è tutto.
Tutta roba che un sacco di gente, non sa proprio neanche dove sta di casa.
Arduo, dice Luigi Giussani, non si contrappone a semplice.
Semplice indica la modalità con cui affrontare l'arduo.
Se tu guardi l'arduo senza semplicità, dici: " Ma, se, però, forse, chissà" , che sono le parole più sordidamente nemiche della percezione del vero.
Perché uno può trovarsi davanti una faccia bella, ma se non la ama trova tutti i pretesti per dire: "Qui, ma, però, ha il puntino qui, ha il puntino nero lì, ha il puntino giallo là, ha il naso leggermente spostato a sinistra, leggermente spostato a destra".
Scavare su terreni, soprattutto rocciosi ,è molto faticoso; lo è anche scavare in noi stessi, sotto tante incrostazioni fatte d'abitudini e forse di vizi ormai consolidati. Credo sia un esercizio necessario a tutte le latitudini, ma sicuramente indispensabile oggi, così spesso protesi verso l'esteriorità, la superficialità, la banalità, le apparenze.
I Padri della Chiesa dicevano: scava dentro di te.
E' lì la fonte del bene, ed essa può sempre continuare a zampillare, se tu scavi sempre.
Ci sono due tranelli che al fondo ci trattengono dal chiederci: "Cosa sto cercando?" o ci impediscono anche solo di avvicinarci alla risposta, seppure ci siamo fatti la domanda: Il mondo moderno ha rinunciato alla possibilità di conoscere la verità.
La curiosità di una domanda allarga la ragione perché dilata l'orizzonte del conoscibile.
Il cuore intuisce già che l'orizzonte è più ampio di quanto il mondo oggi affermi.
La nostra capacità di indagare le cose con la ragione
è ispirata dal presentimento del cuore che esiste qualcosa di più grande.
Si chiama esigenza di verità.







venerdì 16 aprile 2021

Fidarsi degli altri

 



Luigi Giussani ha scritto che *fidarsi è bene, non fidarsi è meglio* è un proverbio stupido, contrario a quanto c'è di più evidente.
Sono d'accordo.
La capacità di fidarsi è propria dell'uomo grande e adulto, dell'uomo che ha conosciuto molte cose, che ha riflettuto su tutto: egli sa immediatamente quando l'altro gli parla se deve dubitare o se l'altro parla schiettamente.
Quanto uno è più ricco di umanità, quanto più uno è critico di se stesso, è cosciente dei limiti del suo andare umano, è cosciente della sua realtà, tanto più che sa quando e come fidarsi.
Sapersi fidare: questa è genialità.
Non sapersi fidare: questo è un errore che commettono tutti, anche il marito verso la moglie, anche la madre verso il figlio, il figlio verso i genitori.
E questo è all'origine di tanti dissesti.
Istintivamente e naturalmente sono uno che si fida. Ma perché questo avvenga anche razionalmente l'altro mi deve assomigliare, cioè devo riconoscere in lui le mie stesse modalità, non necessariamente negli atteggiamenti comportamentali.
E' chiaro che le brutte esperienze sono un deterrente che creano una sovrastruttura diffidente. Ma se volessi solo interrogare il mio istinto direi che mi fido, fin troppo. Credo nel potenziale buono di tutti.
Spesso capita di fidarsi di chi non si dovrebbe e non fidarsi di chi invece lo meriterebbe.
La fiducia dipende da cosa ti aspetti dagli altri, dipende da cosa desideri, dipende da cosa stai vivendo in un particolare momento, da cosa "ti serve" dentro.
Ho letto che l’essere chiusi in se stessi, stare sempre sul chi va là, non aiuta né se stessi né migliora il rapporto con gli altri con cui bisogna inevitabilmente rapportarsi, almeno che non si voglia vivere da eremiti in mezzo ad un’isola deserta.
E sono pienamente d'accordo.
Un amico sincero è un balsamo nella vita, è la più sicura protezione.
Potrai raccogliere tesori d’ogni genere ma nulla vale quanto una vera amicizia.
L’amico suscita nel cuore una tranquillità che si diffonde in tutto l’essere.
Con lui si vive un’unione profonda che dona all’animo gioia inesprimibile.
La sua presenza ridesta la nostra mente e la libera da molte preoccupazioni.


mercoledì 14 aprile 2021

Capire cosa ci manca



 

L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso. E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina, l'adulto sul minore e così via degradando.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere. Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.
Mi è venuto in mente uno dei capolavori di De André. L'impiegato che "al ballo mascherato" usa la bomba per distruggere i simboli del potere opprimente per chi è nelle parti basse della piramide.
Invece quella bomba serve solo al potere per "rinnovare i volti del potere".
Oggi il potere usa bombe (metaforiche) che lascia in mano del popolo, da usare contro i nemici, al fine di rafforzare..il proprio potere.
L'infelicità esistenziale si presenta nella persona matura che sente la mancanza di qualcosa che non è nemmeno in grado di definire. Il disagio giovanile è una caratteristica della nostra società. Una situazione che crescendo diventa insostenibile.
A 13/14 anni si dovrebbe giocare con le bambole, invece i ragazzi perdono la spensieratezza con i primi incontri che non sono d'amore ma si basano esclusivamente sul sesso. Ogni sei mesi un'amicizia. Si arriva a 40 anni completamente stanchi e incapaci di un amore vero.
Credo che la ricerca di alcune cose dipenda dal fatto che ormai siamo incapaci di essere felici con noi stessi e pensiamo di compensare le nostre paure con qualcosa di materiale e lo facciamo senza capire cosa realmente ci manca.  


lunedì 12 aprile 2021

Il conformista

 




Ci sono gli atei che non ce la fanno a credere che possa esistere un dio e si formano una coscienza in base alle esperienze della vita. Non mi infastidiscono e molti rispettano chi crede. Poi ci sono i santi, specialmente quelli grandi che con la vita dimostrano l'importanza della fede. Infine c'è una massa blaterante che crede a pezzetti. Non ai preti e relativa Chiesa, non all'Incarnazione, nemmeno a pensarci alla Resurrezione. E' la massa dei credenti a una religione tascabile a proprio uso e consumo. Mi mettono tristezza perché non hanno capito e nemmeno vogliono capire. Io sto in mezzo a loro ma so benissimo che il dubbio dipende solo dalla mancanza di una fede completa.
Eppure non c'è niente di complicato:
Comandamenti dell'Essere (Non avrai altro Dio fuori di me, Ama il prossimo tuo come te stesso, Non nominare il nome di Dio invano, Ricordati di santificare le feste, Non desiderare la donna d'altri, Non desiderare la roba d'altri)
Nel Libro della Sapienza si parla della Prudenza e della Sapienza. Virtù che rappresentano “ L’Essere”, cioè quello che noi siamo.
Il significato biblico di sapienza dà risalto al sano giudizio, basato su conoscenza e intendimento; è la capacità di usare con successo la conoscenza e l’intendimento per risolvere problemi, evitare o prevenire pericoli, raggiungere certi obiettivi o dare consigli ad altri su come farlo. È il contrario di stupidità, stoltezza e pazzia, alle quali è spesso contrapposta.
Secondo Tommaso d'Aquino, fra queste quattro virtù (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza), il primato spetta alla prudenza, in quanto rappresenta la retta norma di tutte le azioni. Ciò significa che un atto umano, per essere compiuto secondo la perfezione cristiana, non basta che sia in se stesso buono, se non è anche equilibrato.
Morto dio gli italiani lo hanno sostituito con altri poteri stravaganti.
In Italia non esiste più l’autorità che è stata sostituita da uno sterminato potere. L’Autorità amministra per il bene della collettività, il Potere è fine a se stesso. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni. Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano. Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo. Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.
La democrazia, invece, si alimenta di convinzioni etiche e ideali che cercano di diffondersi e di affermarsi fino a diventare forza costitutiva della società. Ciò presuppone però il libero confronto e questo, a sua volta, la libera e diretta partecipazione di coloro che vi portano le proprie convinzioni, quale che ne siano la fonte e il fondamento, laico o religioso. La democrazia è, per così dire, un regime in prima persona, non per interposta persona. Se essa è occupata da forze che agiscono come longa manus di poteri esterni, diventa il luogo di scontro e prepotenza di potentati che obbediscono alle loro regole e non rispondono a quelle della democrazia: potentati che sono, tecnicamente, irresponsabili.
La mia speranza è di vivere il vangelo e non di raccontarlo. Il denaro, solo quello che mi basta per vivere.
Il problema della mancanza di una presenza fisica è irrisolvibile perché la donna che vorrei stringere tra le braccia è morta.
Ma proprio questa sofferenza la rende viva ed è la fonte della mia gioia.
Ormai tutti o quasi puntano i riflettori su se stessi non al bene comune con l'altro. Poi social network e amicizie virtuali il gioco è fatto.
I coniugi non si sentono apprezzati, voluti e accettati Perché il metro di paragone non è quello ci hanno insegnato i nonni ma quello che dice il web.
Comunque ogni matrimonio è un isola che si giudica a sé.
La paura spunta fuori quando accusi una debolezza, qualche scheletro nascosto nell'armadio.
Non è il mio caso. Il mio amore è accoglienza. Se non è accolto provo sofferenza.
Non sto bene. E' difficile per un uomo non avere accanto una donna che è anche presenza fisica.
La sofferenza causata dalla solitudine è dentro di me e nei rapporti con gli altri forse non si nota, ma potrebbe essere anche una mia impressione.


sabato 10 aprile 2021

Quello che non va

 


L'insegnamento dovrebbe essere una vocazione. Il lavoro con passione avrebbe aiutato a crescere una generazione di persone preparate, capaci di assumersi responsabilità. Invece si vedono in giro tanti bamboccioni che si trastullano con i cellulari.
E' successo perché l'insegnamento è diventato un semplice sbocco occupazionale.
Non dico che gli insegnanti sono stupidi. Ho semplicemente notato che si tratta di persone che hanno il diploma magistrale o la laurea. Una Scuola che prepara gli insegnanti non esiste. Le abilitazioni sono corsi pro-forma, e la struttura scolastica è vecchia e superata. Le Università feudi di baronie. Certamente in Italia non ci sono scuole come Oxford e Cambridge.
Secondo me la carenza di valori si fa sentire anche nelle scuole, luogo in cui, dopo la famiglia, si dovrebbero formare gli adulti di domani. A parte che, da quel che vedo, anche la componente prettamente nozionistica è carente, ma manca anche un collegamento con la realtà pratica, che dovrebbe stimolare l'apprendimento.
Ma, la cosa più grave è che si insegna solo, senza educare...educare non significa fare un un'ora di educazione civica, significa formare, cogliendo ogni occasione utile. Bisogna invogliare i ragazzi a interessare a ciò che li circonda, a formarsi una coscienza critica. E' vero, si lamenta la mancanza di tecnici, ma anche dietro ai tecnici ci devono essere delle persone, prima di tutto.
La Scuola dovrà rispondere di una grande carenza, quella di non essere stata capace di formare veri uomini.
Si potrebbe paragonare lo studente ad un bambino intelligente, che entrando in una stanza trovi sul tavolo una grossa sveglia e pian piano, per curiosità, la smonta tutta. Alla fine davanti a sé ha 50 o 100 pezzi, ma la sveglia non c'è più. Gli manca l'idea sintetica per ricostruirla.
Dio, Patria e Famiglia, come diceva Mussolini. Dio era un signore che dava olio di ricino ai dissidenti, la Patria era consegnare l'Italia al pazzo tedesco e la famiglia era qualcosa dove un marito aveva la moglie e anche l'amante.
Nelle scuole si insegna a obbedire al Potere, altro che Libertà!
Forse il vero problema sta nella realtà della nuova generazione degli insegnanti di oggi ,i quali loro stessi sono cresciuti senza conoscere rinunce e sacrifici in un mondo più edonistico e più protetto ,in cui anche le regole divenute più opzionali per cui anche nella trasmissione sono stati più di larghe vedute.
In base a una mia particolare gerarchia dei valori al primo posto dovrebbe collocarsi la formazione morale e dopo quella scolastica ,purtroppo adesso mi sono reso conto che tutto è concesso anche la trasgressione è vista come una forma di originalità didattica.
Il modo vecchio non era più buono, ma non era pronto un modo nuovo".
Esattamente, stiamo vivendo una lunga transizione, anche a causa di questa "esplosione" di prodotti elettronici che hanno peggiorato e migliorato la nostra vita, cambiandola comunque in modo profondo, mentre nel contempo la società imponeva ritmi fisici e mentali insostenibili, trasformando la vita in una sorta di frullatore. Ci sono giovani però che sono ancor 'oggi portatori di valori, vivaci dal punto di vista intellettuale: ma essendo giovani hanno spesso modi non ortodossi, nel frapporsi agli altri giovani che hanno seguito il cattivo esempio di una vita basata sull'apparenza e il materialismo.
Le difficoltà del mondo dell'insegnamento sono lo specchio dell'affanno della società attuale.


giovedì 8 aprile 2021

C'era una volta



Un politico che odiava gli indifferenti, quelli che non sanno scegliere

Questa lettera è stata inviata da Antonio Gramsci il 10 maggio 1928 alla madre, poco prima della sua condanna a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione.
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
Ti abbraccio teneramente.

Nino.

Le lettere sono uno dei più grandi e sconvolgenti documenti, o inconsapevoli "pezzi" di grande letteratura del 1900.
Da Gramsci che sfida il regime e viene arrestato all'uomo cha fa un viaggio in Italia attraverso le prigioni. Dall'uomo che scopre la dimensione barbara della segregazione allo studioso che polemizza con Croce, studia Machiavelli, divora Padre Brown, guarda a Gandhi. Dal padre che affascina i figli con le immagini colorate degli animali della foresta, o coi ricordi dell'infanzia della caccia alle rane al marito, al cognato e al figlio, che cerca ragioni di amore e di vita.
Eric Hobsbawm ha scritto:" L'elenco degli autori di tutto il mondo le cui opere sono più frequentemente citate nella letteratura internazionale di arte e di umanità contiene pochi nomi italiani, di cui soltanto cinque nati dopo il XVI secolo. In questo elenco non è compreso Vico e nemmeno Machiavelli, mentre è citato Antonio Gramsci".


mercoledì 7 aprile 2021

Il giudice malvagio




Propose loro ancora questa parabola per mostrare che dovevano pregare sempre e non stancarsi: «In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: ‘Rendimi giustizia sul mio avversario’.
Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: "Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno, pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa".
Il Signore disse: «Ascoltate quel che dice il giudice ingiusto. Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti? Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?»
Gesù è venuto per perdonare i nostri peccati e abbattere la religione maligna di Caifa. Attraverso l'atto penitenziale vengono rimessi i peccati, ma sono tanti che non conoscono Gesù e mettono in dubbio la sua esistenza. Che ne sarà di questi nostri fratelli?
Per sperare occorre aver ricevuto una grande grazia, la grande grazia della certezza nel presente: pochi hanno certezza nel presente, tutti hanno certezza nel presente quando non ci pensano; se ci pensano non hanno nessuna certezza. A cosa pensano? Ai soldi, alla carriera politica, alla moglie dell'amico, al marito dell'amica. Le ragazzine escono di casa con la pillola del giorno dopo e le mamme lo sanno. Più in la invece di fidanzarsi e poi sposarsi, cosa fanno? Convivono, oggi con uno e domani con un altro. Tu che hai speranza puoi immaginare un cambiamento quando le parrocchie sono piene di anziani e non di giovani? Mancano anche i preti che vengono dall'Africa. Le vocazioni sono pochissime nei paesi sviluppati. 


martedì 6 aprile 2021

Ciao, Augusto

 


Sei simpaticissimo e voglio raccontarti la mia storia.
Ho un nome, non posso dirtelo. Chiamami pure CrautoViola.


Le mie colleghe sono tutte donne.
Le mie colleghe sono quasi tutte madri. Di famiglia. Non in genere.
Ciò significa che sono condizionate sempre e comunque dagli umori del figlioletto di turno o dalla telefonata della maestra dell’asilo/elementari/medie che le richiama puntualmente all’ordine quando qualche misterioso virus colpisce i loro adorati pargoli.
Le mie colleghe sono quasi tutte divorziate e/o separate. Chi più chi meno in casa.
Quindi significa che devono fare tutto da sole. Tutto. Il padre (in senso generico) pensa ovviamente a spupazzarsi i figli comodamente nel fine settimana, piccola oasi di pace al riparo dallo spauracchio delle strutture scolastiche inadeguate, i malesseri occasionali e non, i compagnucci invadenti che si auto-invitano per pantagrueliche merende/pranzi/cene, i corsi della palestra, il catechismo, i compiti a casa, il corso di clarinetto e la ginnastica correttiva.
Le mie colleghe, messe tutte insieme, hanno un'età media di 45 anni (a gamba).
Vittime del post-femminismo e dello stile di vita che ti propone come modello da idolatrare una donna vincente, sempre giovane, in carriera e attiva 24 ora su 24, che tradotto vuol dire sgobbare di più, ignorare l’orologio biologico che urla disperato quando è il momento di procreare, barcamenarsi tra un lavoro che poi puntualmente verrà lasciato per un motivo o per un altro, una casa indomabile e un marito altrettanto bisognoso di cure che non esiterà a mollarti per un’altra a causa, dice lui, della tua assenza in famiglia, si ritrovano tutte, o quasi, sole, con figli a carico esageratamente piccoli in proporzione alla loro età.
Il che potrebbe anche andar bene, se prima hai avuto una vita appagante e soddisfacente.
Ma nel loro caso so per certo, visti i continui lamenti, che non è così.
Ergo, quando le nostre madri, ad esempio la mia, erano finalmente ad un passo dalla libertà con i figli quasi adulti e quasi sistemati, loro si ritrovano al principio.
Le mie colleghe, sempre in globale, hanno un peso medio di 70 chili a persona.
Questo è un altro grande problema perché aggiunge frustrazione alla disperazione in quanto sono sempre, perennemente a dieta. Chi sul serio e chi un po’ meno. La progressiva perdita di ossigeno nel cervello causata dalla mancanza di zuccheri e nutrimento sano restituisce alla realtà delle persone nervose, con i nervi a fior di pelle e con la vista annebbiata. Il che è un problema molto grave se consideriamo il fatto che una cattiva visione delle cose non porta a nulla di buono.
Le mie colleghe si ritrovano con la loro età, con il loro peso, con i loro figli e con le loro aspettative di successo ridotte al minino a lavorare dentro un call center.
I miei capi amano definirla Phone Collection. Fa più figo evidentemente. Ma questo nuova nomenclatura creata ad hoc apposta per gettare fumo sugli occhi, non cambia la realtà ne tanto meno conferisce maggiore prestigio alle loro mansioni.
Stanno comunque tutto il giorno al telefono.
Sempre a litigare con la gente. A combattere con la gente. A farsi insultare dalla gente. Le mie colleghe prendono uno stipendio medio di € 900 ogni mese. Questo sulla carta perché in realtà è ogni mese e mezzo. Allora se uno ha voglia di tirare due somme è facile capire che, se una è separata, ha due figli, piccoli o medio piccoli, che si ammalano ogni due per tre, che devono andare a scuola, fare il catechismo, fare le feste di compleanno, fare il corso di ginnastica correttiva, fare sport, fare il corso di clarinetto o quello che sia e perché no, anche terapia di gruppo infantile, alla fine del mese ci si arriva con l’acqua alla gola. Se poi il mese è allungato, come spesso capita, allora son dolori. Le mie colleghe sono incattivite. Questi luoghi di tortura moderna mascherati da ambienti lavorativi mirano a favorire la rivalità fra colleghi. I capi puntualmente ogni mese (e questa a differenza dello stipendio è sempre puntuale) amano affiggere una graduatoria, una classifica delle pratiche recuperate. Ovviamente chi ne ha recuperate di più e, secondo questa logica perversa, ha chiaramente vinto, non riceve gratifica alcuna. Niente. Nada de nada. Neanche la gioia di vedersi elogiare in pubblico. In compenso chi per un motivo o per un altro ha la sciagura di finire come fanalino di coda, viene additato come perdente, una schifo di persona perfettamente inutile sia dal punto di vista sociale che professionale. Una persona indegna. I capi dopo aver perpetuato sulla malcapitata una lavata di capo lunga quanto una quaresima usano togliere il saluto nonché la parola all’ultima della lista in modo che la sua autostima già precaria trovi il pretesto per annientarsi definitivamente.
Le mie colleghe si odiano fra loro. Si fanno del mobbing. Si sabotano a vicenda. Si intralciano. In maniere a volte talmente grette che non voglio riferire qui ora in questa sede, ma che presto farò, da tirare spesso fuori il loro lato peggiore, che, credetemi, è veramente peggiore. Le mie colleghe sono abbagliate da una prospettiva di carriera che in realtà non esiste. Nel nostro ufficio non c’è progresso. Non c’è avanzamento. Non ci sono promozioni. Non ci sono aumenti di stipendio. Non c’è nemmeno la possibilità di essere assunte dietro regolare contratto. Non c’è nemmeno la possibilità di un giorno di malattia pagato se, che so, hai la febbre a 40 gradi o un principio di infarto. Non c’è niente di niente. Ma loro non lo sanno. Oppure lo sanno ma fanno finta di non saperlo. E si studiano. Continuamente. E covano rancori. E si odiano. E si tormentano del successo di una e si gongolano sul fallimento di un’altra. Ma non riescono a vedere la cosa per quella che realmente è. Ossia un lavoro che è talmente annichilente, talmente abbrutente che se riesci a conservare un po’ di umanità alla fine della giornata e sorridere ai tuoi figli è grasso che cola.
Queste sono le mie colleghe. Questo è ciò che potrei diventare. Se continuo a rimanere li. Con loro. Nel favoloso mondo del Recupero dei Crediti. Nell’attesa di trovare una valida alternativa che non contempli un lavoro di banchista in una pizzeria al taglio, cameriera al pub o ai tavoli e commessa disperata, cerco di cavarmela al meglio. Come posso. Le ignoro.


domenica 4 aprile 2021

Cronaca (E.I.T.R.D.)

 



Daniele scrive: 




La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.



Brugherio (Monza Brianza) - Un uomo di 46 anni di Brugherio, in Brianza, è stato arrestato dai carabinieri di Monza dopo aver sequestrato e violentato ripetutamente una donna conosciuta da appena un mese.
Tutto ha inizio con una chiamata al 118: la donna, 51 anni, lamenta un'intossicazione per una cospicua assunzione di farmaci e calmanti. I militari indagano e la donna, visitata al Pronto soccorso dell'ospedale San Gerardo di Monza, racconta i continui abusi: farmaci narcotizzanti, violenze e videoriprese di rapporti sessuali consumati con un uomo appena conosciuto. Lunedì scorso i carabinieri hanno bussato alla porta del 46enne e hanno trovato una situazione drammatica: la donna completamente stordita dai farmaci, impossibilitata a muoversi, che poco prima aveva subito una violenza sessuale. Gli uomini dell'Arma hanno arrestato l'uomo per sequestro di persona, violenza sessuale e revenge porn, portando la donna alla Mangiagalli di Milano. Le indagini lampo, attivato il codice rosso con la Procura della Repubblica di Monza, hanno appurato che la donna era tornata nell'appartamento dell'uomo proprio per chiedergli di impedire la diffusione di un filmato che la ritraeva dal contenuto esplicitamente sessuale e una volta dentro casa è rimasta nuovamente vittima del 46enne che ha approfittato di lei dopo averla narcotizzata. Nella casa è stato sequestrato materiale informatico su cui sono in corso approfondimenti investigativi, corde, manette e collari a uso erotico. All'uomo, già in carcere, è stata anche notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti e violenza sessuale in seguito alla denuncia presentata dalla ex moglie anche lei vittima di violenze psicologiche, fisiche e di revenge porn con diffusione di materiale sessuale che la ritraeva.


giovedì 1 aprile 2021

Vivi l'attimo

 



Il pensare al passato e qualche volta anche al futuro è qualcosa che accade spesso, ma finisce per togliere spazio alla realtà che devi vivere in ogni attimo della tua vita, evitando che scappi via con il pericolo che non torni più. Che cosa diventa una vita che valorizza la meditazione e da questo lascia che sorga l’esperienza della contemplazione? Uno sperimentare, vivere, pulsare senza condizionamento; nella leggerezza, nel gioco, nella fiducia .Cos’è la meditazione nella nostra visione? L’atto dell’essere consapevoli di ogni attimo presente. Uno stare nel momento che accade, non sul passato, né sul futuro, ma sull’adesso sapendo che tutta la nostra esistenza accade ora e mai più. Se tu sei presente a ciò che la vita ti offre, di presenza in presenza il tuo sguardo diventerà sempre più chiaro, meno condizionato dalla paura, dal giudizio, dall’aspettativa. Ogni accadere prende il posto di un accadere che l’ha preceduto e che scompare: ciò che adesso accade lascia il passo ad un altro evento e noi non tratteniamo né ciò che è stato, né ciò che è, né attendiamo ciò che verrà: semplicemente accogliamo ciò che accade. C'è un brano del suo  "Les contemplations"  intitolato l'Eremita (Victor Hugo). L'eremita che si alza al mattino presto e, alla luce di una candela, inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente come nel suo cuore si fa luce appena inizia a meditare. Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro posto, cioè il loro significato. La dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà Nella percezione della realtà determinata dal "cuore" sorge un iniziale giudizio, quindi un uomo vede se e quanto la realtà in cui si imbatte gli corrisponde e lo soddisfa. Nella percezione determinata dal cuore il punto o il luogo dove l'io non è più l'oggetto o la determinazione particolare che lo fa reagire, non è il potere, ma una realtà dentro di sé, come strumento di paragone nell'impatto con ogni realtà, che assicura la sua unità nell'incontro e nel confronto con tutto. Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme. Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente .Ogni numero è zero di fronte all'infinito. L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo.  
Se con lo sguardo vado ad osservare una debole nebbiolina sita nella costellazione di Andromeda, ebbene quella è la galassia di Andromeda (formata da 300 miliardi di stelle) che dista 2 milioni e mezzo di anni luce, quindi la vedo come era 2 milioni e mezzo di anni fa: quando quell’immagine è partita, sulla Terra non c’era ancora l’Uomo!