lunedì, giugno 27, 2022

Scrive Sabino Cassese

 


La maggioranza dei giudici della Corte suprema americana ha «ridato il potere di regolare o proibire l’interruzione volontaria della gravidanza al popolo e ai suoi rappresentanti eletti», come ha scritto nella sua sentenza del 24 giugno scorso. Invece, la minoranza dissenziente ha osservato con amarezza che ora «uno Stato può forzare una donna a portare a termine la gravidanza anche se deve affrontare i più grandi costi personali e familiari, anche se il feto ha le più gravi anomalie o è il frutto di uno stupro o della violenza commessa da un padre su una giovane figlia».
Il presidente della Corte si è dissociato osservando che la maggioranza ha fatto un passo che non era necessario, mentre avrebbe dovuto autolimitarsi.  La Corte suprema, contestando sé stessa, ha scritto una delle più brutte pagine della storia della giustizia costituzionale e ha messo in crisi il modello che essa ha rappresentato nel mondo.
La sentenza che aveva permesso l’aborto, riconosciuto come diritto della donna, era di cinquant’anni fa. Era stata confermata da un’altra sentenza del 1992. I 28 casi citati dalla maggioranza a sostegno della propria tesi, in cui la Corte ha radicalmente modificato il proprio orientamento, si fondavano su precedenti decisioni della Corte stessa.



mercoledì, giugno 22, 2022

Post accaldato

 



Sbatti il sesso in prima pagina.
C’è da vendere uno yogurt? Ecco che dovete fare l’amore con il sapore.
Un film deve avere audience? Sesso, 50 sfumature, donne nude.
E poi ci si stupisce che i giovani, maschi e femmine, hanno solo il sesso in testa.
Voglio fare una piccola premessa: non tutte le ragazzine sono indifese e ignare, non tutti i ragazzi sono violenti e dominatori. Per fortuna ci sono ancora tanti ragazzi e ragazze che, vuoi per la famiglia o la scuola o perché hanno solide figure di riferimento alle spalle, sanno bene come comportarsi.
In una società senza freni, dove gli adulti che dovrebbero essere i punti di riferimento non sanno pensare nemmeno a se stessi, dove la violenza viene presentata come la normalità, dove l’uomo di 70 anni si accompagna alla ragazza di 18 ma lei è puttana e va con lui solo per i soldi ,mentre lui è figo perché si scopa la ragazzina. Troppo comodo dire che sono solo le ragazzine che smaniano troppo presto per le gioie del sesso.
I ragazzi apprendono dagli adulti pronti a sbandierare amanti a destra e sinistra.
Il sesso, purtroppo, è spesso stato associato alla violenza e all’umiliazione: in guerra, come "comportamento culturale accettato", come “metodo di convinzione", usato da Putin.




sabato, giugno 18, 2022

Fare chiarezza

 




Sulla natura della donna i dottori della Chiesa hanno commesso errori madornali.
Soprattutto Sant'Agostino e San Paolo.
Errori più gravi di quelli di Aristotele e Platone.
La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell'ordine della natura che le mogli servano i loro mariti e i figli i loro genitori (Agostino) «E' un pensiero che deriva dalle teorie di Platone, che Sant'Agostino riprende parlando della donna come della parte irrazionale e malata del genere umano, quella che deve essere limitata affinché non commetta danni. Piatone credeva nella metempsicosi, nella reincarnazione; diceva che gli uomini che si comportavano male nella vita si sarebbero reincarnati in una donna, ovvero in un essere inferiore, irrazionale, privo di doti filosofiche come ragione, buon senso e saggezza, che invece appartengono all'uomo».
Prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1Cor 11,1-6.13-16)
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l`uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l`uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.
I dottori della Chiesa sono responsabili del maschilismo.
Sembrerebbe di sì.
Io dico che gli uomini psicologicamente sono più fragili, vulnerabili, e hanno cominciato a capire che, anche dal punto di vista del "comando io" dove abitualmente si autocelebravano, le donne hanno fatto più strada nelle strategie più vincenti: sono diventate più... furbe. Forse perché non si creano, essendo per natura più delicate, delle competizioni troppo logoranti, stressanti, ma bensì agiscono in modo più intuitivo, più intelligente, empatico soprattutto. Credo che l'empatia femminile riesca a sfruttare l'uomo più arrogante e presuntuoso. E anche la storia parla...
Anche dal punto emozionale della relazione si dice, appunto, che le donne per un dato biologico, essendo madri hanno una capacità di lettura delle emozioni, quindi anche del potere oggettivamente migliore.
Confido che col tempo emergeranno anche le differenze di qualità che già ci sono, ma che l'uomo di oggi ancora non vuole credere né cedere.


giovedì, giugno 16, 2022

La spirale del sesso

 




Io penso che nel mondo di oggi l'uomo un po' alla volta finisca per nascondersi all'altro e anche negli gli affetti più intimi si presenta sempre con una maschera. C'è qualcosa che blocca l'essere umano, come una diffidenza che ti porta a eclissarti per sfuggire a una valutazione che l'altro può fare. Sarà che questo tipo di società ingabbiata dal cinismo del capitalismo è caratterizzata dalla competizione che ti obbliga a restare sulla difensiva. Per questo gli amori nascono con la scadenza, cioè sono a tempo, per questo la famiglia spaventa e nella coppia si indebolisce il desiderio di avere un figlio.
Il mio scrivere, in fondo mi sembra una ribellione al non vero che caratterizza il nostro vivere.
Non riusciamo ad essere noi stessi. L'ho percepito in modo molto nitido ieri sera con un film del 1955 preso da Sky, la Rosa tatuata con Anna Magnani, un fenomeno dell'arte della recitazione. L'amore verso il marito lo urla e quando viene a sapere che aveva frequentato un'altra donna rifiuta di crederci, quasi impazzisce. Anche la figlia che si innamora di un marinaio mostra quasi sfacciatamente la bellezza di questo sentimento che è visto come se fosse immortale. Ma tutto il film è limpido, direi infantile, privo dei meccanismi contorti che sciupano l'amore di oggi.
Assomigliamo sempre di più agli americani. Per esempio Sky propone film consigliati agli spettatori con almeno 12 anni. Quindi, tranquillamente leggi il titolo e trovi "L'ultimo tango a Parigi". La società dei consumi vuole il coinvolgimento degli adolescenti nella spirale del sesso. Infatti le ragazzine appena uscite dal menarca hanno i primi rapporti sessuali. Il disegno è offrire in un unico pacchetto amore e sesso come se fossero la stessa cosa. Il secondo passaggio è gettare nel cestino dell'immondizia l'amore. Non è che ci si innamora della persona sbagliata, il fatto è che non è amore, non esiste, quindi, l'assunzione di responsabilità e l'unione dura pochissimo. Anche quando è amore lo riducono fine a se stesso e la coppia non si sposa, non desidera figli e il Potere si sbarazza dell'ingombro che prima si chiamava "famiglia".
Se non sei così ti emarginano, allora metti la maschera che poi diventa il tuo vero volto.


lunedì, giugno 13, 2022

Atteggiamenti comportamentali

 



Lev Nikolàevič Tolstòj scriveva di Katjusha: pregava, chiedeva a Dio di aiutarlo, di dimorare in lui e di purificarlo, ma in realtà ciò che chiedeva si era già compiuto. Dio, che viveva in lui, si era destato nella sua coscienza. Lo sentì in sè, e per questo sentì non solo libertà, coraggio e gioia di vivere, ma sentì tutta la potenza del bene. Si leggono molti pensieri “pasticciati” e regolati a seconda di chi deve leggere. Per non fare figuracce , per non inimicarsi qualcuno, per dimostrarsi eruditi e autoreferenziali, oppure in altri casi avere una personalità schizofrenica , sfogando le proprie ire o gelosie, con improperi vari , poi…in altri luoghi come per magia tirare fuori dal cappello, alti ideali, giudizi a destra e a manca, a chi la pensa diversamente. Io credo che ad essere se stessi, ascoltare la propria coscienza ed essere coerenti con il proprio vivere, anche se può sembrare modesto, scontato e non dà fuochi d’artificio, sia una cosa incomparabile. Perché il tuo modo di essere è sempre uguale, sei te stesso ovunque.  Siamo in tanti su questo nostro Mondo! Tanti e altrettante sono le personalità di ciascuno. Mi piace sorridere a chi ha piacere d'incontrare il mio sorriso....altrimenti, saluto e proseguo. Anche la voce cambia tonalità quando, al telefono, voglio che si sappia che sono in buona salute. Questo specialmente con le persone che soffrirebbero se mi sapessero acciaccato! Certamente in una lunga conversazione la mia personalità risulta come sono veramente, come nello scrivere......Ieri, mentre imboccavo una bambina ,provvisoriamente assistita da me, una persona mi ha chiesto: "Tu sei cattolico, vero?" "Sì,  perché?" "Perché si vede!" Anche io sono dell'idea che qua dentro ci sia più di un rapporto virtuale... anche perché qua, si fanno incontri dove può una certa affinità, oppure  un'antipatia incredibile. Io nel blog sono come nel mondo reale ed è ovvio che il rapportarsi cambia... non perdendo comunque la propria individualità. Una cosa forse di diverso c'è. .. dal vero son più diretto. Dietro una tastiera non si capiscono i toni e allora mi dilungo in modo da non essere frainteso, faccia a faccia vado dritto al sodo perché c'è la mimica e le espressioni che aiutano e comunque sono sempre e solo io!


giovedì, giugno 09, 2022

Genitori inadeguati

 



E' una verità, celebrata peraltro in tantissimi film, sketch e monologhi comici: il padre generalmente va in tilt quando la figlia ragazzina ha i primi spasimanti, mentre è fiero del figlio ragazzino e delle sue prime conquiste. Secondo me è sentore di maschilismo.
Non è semplicemente un diverso modo di essere tra uomo e donna (l'uguaglianza tra i sessi non cancella naturalmente le differenze). La madre infatti penso che affronti in modo uguale sia le prime cotte della figlia, sia quelle del figlio.
Poi agli uomini ci piace buttare l'occhio sulle belle donne; anche se le donne lo fanno in maniera più discreta. Ma lo fanno anche loro. Non ho consultato statistiche, e forse nemmeno esistono. Così, il tutto è nato da impressioni reali. Certamente ci sono madri che mettono la pillola del giorno dopo nella borsetta delle figlie, ma sono eccezioni.
La donna oggetto è un concetto purtroppo ancora attuale. Bisogna impegnarsi per superare questo muro costruito dal maschilismo.
Generalmente tutti gli amici che ho frequentato raccontavano le gesta dei maschietti e si lamentavano delle minigonne delle figlie. Io ho sempre fatto qualche risatina.
Non puoi spiegare perché era presente l'errore nel loro approccio al rischio educativo. La amiche non si vantavano dei figli maschi cacciatori di prede femminili. La donna è cresciuta, l'uomo non vuol farlo.
La grandezza della donna è che quando è necessario sa fare madre e padre contemporaneamente. Senza nulla togliere l'importanza dell'uomo, la donna, nella maggioranza dei casi, ha risorse, sensibilità e capacità di empatia che all'uomo mancano un po'.
Poi ci sono anche le colpe della società, che dà tanti messaggi sbagliati.
Bisogna lavorare, tutti insieme, per cambiare le cose in meglio e far sì che sul serio uomini e donne abbiano la stessa dignità nell'accesso a tanti lavori che scioccamente si credono riservati solo all'uomo.
Siamo ancora arretrati, in un mondo cresciuto per secoli sotto il segno del maschio che può prevaricare. E che ancora non riesce ad attribuire alla donna l'esatta dimensione. A tutti i livelli. E' soprattutto un fatto di cultura. Nel mondo (India) ci sono paesi dove agli stupratori viene comminata una semplice pena pecuniaria. In altre parti del mondo basta sposare la donna aggredita e il reato si estingue.




lunedì, giugno 06, 2022

Cosa è veramente la libertà

 



La libertà è una continua ricerca della qualità del tuo modo di vivere. Si deve scoprire ogni atteggiamento, azione e pensieri che costituiscono errori.
Il problema è la nostra incapacità di non comprendere la complessa struttura dell'errore e commetterlo, senza capire che stiamo sbagliando.
Molti pensano che la libertà sia la possibilità di scegliere, invece è libero chi non deve scegliere perché la sua coscienza sa dove si trova il giusto.
E' un uomo libero il samaritano che non si pone il problema di aiutare un uomo ferito perché sa che è quello che deve fare, mentre il levita e il sacerdote pensano alla scelta: dovrei aiutare quella persona che giace sul ciglio della strada, ma se sta solo fingendo e mi aggredisce, che ne sarà di me? Ha scelto la liberà imperfetta, quella che ti fa scegliere e poi sbagliare.
Sofocle disse: Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.
Il potere e il desiderio di grandezza, assorbono il cuore dell’uomo avido, lo ubriacano e gli causano una specie di delirio di onnipotenza, calpestando tutti i valori. Quanto più grande è il potere, tanto più cresce l’abuso degli altri uomini dimenticando che esso è il nulla, se non riconosce di essere creatura.
Non dimentichiamoci che ci sono altri abusi di potere anche nel nostro piccolo mondo domestico, causando danni irreparabili, togliendo la vita a chi si ribella alle vessazioni, e stravolgendo la vita alle piccole vittime, che vengono private dei loro diritti primari: Amore e serenità.
Quando una cultura diventa dominante il suo contenuto è così sistematicamente veicolato dai media che si innesca una veloce osmosi che riesce ad informare inconsapevolmente la mentalità di tutti.
Così che a un certo punto la fisionomia stessa del muoversi della società e dei singoli diventa totalmente riconducibile alle immagini e ai parametri mentali degli strumenti di comunicazione.
E' molto raccapricciante vedere un individuo totalmente determinato nei suoi giudizi e nelle sue movenze dal dettato comune.
L’uomo non può vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato. L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società. E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione. Basta disporre di una efficiente organizzazione per consentire qualunque cosa. Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori. Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti. E nell'astenia generale l'alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte per il flusso umano.
In Italia non esiste più autorità, esiste, invece, uno sterminato potere. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.


giovedì, giugno 02, 2022

Il porto di Pescara

 


Come ha scritto Charles Baudelaire un porto è

un luogo affascinante per un’anima stanca delle

lotte della vita.

L’ampiezza del cielo, l’architettura mobile

delle nuvole, i colori cangianti del mare, il luccichio

dei fari, sono un prisma meravigliosamente

adatto a distrarre gli occhi senza

mai stancarli.

Le forme slanciate delle navi, con la loro

complicata attrezzatura, alle quali

l’onda imprime delle armoniose oscillazioni,

servono a conservare nell’anima il gusto

del ritmo e della bellezza. E, poi, soprattutto,

c’è una sorta di piacere misterioso

e aristocratico per chi non ha più né

curiosità né ambizione, nel contemplare,

disteso sul belvedere o appoggiato sul molo,

tutti quei movimenti di coloro che

partono e di coloro che ritornano,

di coloro che hanno ancora la forza di volere,

il desiderio di viaggiare o di arricchirsi.

Quando c'è burrasca per i motopescherecci è difficilissimo

entrare nel porto canale di Pescara.

Mogli, figli e parenti dei marinai aspettano con ansia il ritorno

dei loro cari. Sono momenti angoscianti.

Restano impressi anche nella memoria visiva.

Adoro il porto di Ponza.

Un gioiello di fine '700 dalla quinta curvilinea

rimodellato su un modello greco fenicio.

Potrei stare ore a rimirarmelo, a passeggiare sui suoi

due livelli stradali, a fotografare barche e sogni

 di innumerevoli vacanze.

il profumo di mare, di salsedine,

di caviglie bagnate da fresche e piccole onde

che vanno sulla sabbia. La visione di un tramonto.