lunedì 30 settembre 2019

Dialogo sobrio





primo personaggio

Pavese ha scritto che il sacrificio era bestiale ma si riferiva a se stesso e per questo si è ammazzato.
In fondo Pavese si è sempre sentito in esilio, esule “dalla vita, dal sesso, dalla donna, dall’amore” (Fabrizio Bandini). Con il tempo la sessualità diventa il perno della vita, ma vissuta come mutilazione. In molti hanno trovato una spiegazione psicanalitica: L’infanzia di Pavese, dopo la scomparsa del padre, è sicuramente segnata dalla presenza dominante della madre, donna rigida e severa (A. Guiducci).
10 bustine di sonnifero e lascia una lettera dove si legge che perdona tutti e chiede perdono a tutti.

 secondo personaggio

eppure, (che mi si perdoni), la scelta di pavese non ha avuto nulla di brillante. un’esistenza di primissimo piano, una sensibilità non di questo mondo, una delicatezza etera tipica delle dee. l’essersi imposto la scelta di morire ha tolto qualcosa al potere dell’imposizione e, secondo me, non ha conferito nulla di più alla sua vita. il rifiuto di fernanda pivano, la madre edonistica e l’assenza del padre non sono neppure alibi ché, così non fosse, la vita sarebbe piena di morti suicidi.

primo personaggio

Esprimere un giudizio su una persona che sceglie di suicidarsi mi sembra sbagliato perché noi non possiamo conoscere l’intensità della sua sofferenza. Dall’esterno si costruiscono solo ipotesi.

secondo personaggio

non ho detto questo. rifaccio: la sacralità della vita supera ogni intenzione terrena. ho parlato di concetti, non di persone. però fai tu.
se dovessi parlare di persone, comportamenti, illazioni gratuite e giudizi sperticati, dovrei limitarmi a costatare due cose: la prima è che il giudizio lapidario e fuori tema è cosa tua, la seconda è che prendi ramazzate in ogni blog su cui lasci commenti spesso sperticati e assolutamente (a quanto pare) non graditi.
ma, così facendo, diventerei come te. e la cosa non mi piace (ora è chiaro o devo scendere ancora di livello, per farti capire?)
invece, poiché sono fatto d’altra pasta: mi chiedo – in senso generale – quanto sia opportuno andare in giro per il mondo o per il web a pontificare come se tutti fossero stupidi. ancora prima (perché questo fatto testimonia i “cosa” ma non i “perché), mi chiedo quale meccanismo possa indurre chicchessia a credere che simili atteggiamenti siano costruttivi per la propria vita e, di riflesso, per la vita di chi gli sta vicino.
il biblico “porgi l’altra guancia” (parlo di concetti, se ancora non si fosse capito) è una ca__ta pazzesca. le guance le ho finite da un po’

giovedì 26 settembre 2019

Libertà non significa cambiare idea












Mi sembra di essere in un vortice che mi attira sempre di più: mi attira verso il raggiungimento di quella libertà che per molto tempo ho inseguito.
La società sta ripiegandosi in un egoismo, in un qualunquismo sfrenato alla ricerca solo di cose.
La grazia e la disperazione sono molto vicine perché molte volte la disperazione si trasforma in grazia e quando non si recepisce un messaggio della grazia, questo può diventare disperazione.
Qualcuno ci provoca.
E' come il fuoco che brucia, il fuoco che purifica.
Il fuoco che entra dentro può essere un fuoco distruttore come può essere un fuoco purificatore.
Serve un impegno notevole che si sviluppa nel tempo. Accumulando esperienze e interessi, lasciando filtrare quelle qualità che permettono di poter costruire una identificazione individuale significativa. La forza della libertà e la predisposizione alla relazione, nascono dalla certezza verso le proprie capacità.
Il bene dell'io, come il bene comune, è un bene relazionale fatto di scelte definitive e stabili, che mantengano la caratteristica della permanenza, di un impegno di fedeltà e di costruttività.
L'incapacità di permanere nella scelta significa l'incapacità di una effettiva responsabilità.
Illudendosi di essere libero solo perché può continuamente cambiare le sue scelte, l'uomo finisce spesso per essere condizionato dalla mentalità dominante, dal potere enorme del mass-media. In realtà, spesso il potere sceglie lui, e l'uomo non è più protagonista. Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti.
Dice la Arendt: "L'autorità e la violenza sono opposti: dove l'una governa per il bene comune l'altro è assente. La violenza compare dove l'Autorità è scossa e lasciata a se stessa finisce per scomparire. Questo implica che non è corretto pensare all'opposto della violenza in termini di non violenza, parlare di potere non violento è di fatto una ridondanza. La violenza può distruggere l'Autorità; è assolutamente incapace di ricrearla."
L'Autorità si esprime attraverso la politica che è stata sconfitta proprio per l'abbandono dei giovani delusi dalla corruzione e dal luogo comune: i partiti sono tutti uguali.


domenica 22 settembre 2019

Primi incontri









Ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. Tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio.
E' una sensazione che abbiamo provato tutti.
Quasi mistica, quasi paranormale.
E certe volte queste sensazioni durano a lungo,
te le porti appresso, le cerchi di nuovo.
Non ti riesce qualcosa, sei stanco
e non ce la fai più. E d'un tratto incontri
nella folla lo sguardo di qualcuno
- uno sguardo umano - ed è come se ti
fossi accostato a un divino nascosto.
E tutto diventa improvvisamente più semplice.
Andrej da Tarkovskij.

lunedì 16 settembre 2019

Tarquinia, capitale etrusca







La civiltà etrusca fu inizialmente identificata nel 700 A.C. quando furono scoperte iscrizioni in ceramiche nell'Etruria meridionale. La donna era famosa nell'antichità. Lei era nota per il suo look bello, affascinante ed un comportamento intrigante. Figurine in bronzo raffigurano che la donna era di status uguale all'uomo.
Durante il periodo villanoviano le donne si occupavano della casa. Il cucinare è stato fatto al fuoco su mercanzie di impasti come "argilla non purificata." Questi utensili sono stati costruiti dalle donne stesse. La donna era responsabile di fornire alla sua famiglia  cibo, acqua e stoviglie. (Haynes, 21).
Le cerimonie di sepoltura erano simili per il maschio e la femmina, tranne nei casi di un guerriero o di una donna che apparteneva a una famiglia benestante. Le donne etrusche non erano conosciute solo per la loro maestria e bellezza, ma per la quantità di libertà di cui godevano.
Plauto sostiene che le fanciulle etrusche avevano l’abitudine a prostituirsi per procurarsi la dote. Sono sicuramente giudizi distorti di chi non riusciva a comprendere un comportamento diverso da quello di cui era abituato. La realtà, come sempre, è molto meno romanzata e sicuramente la morale greca aveva l’unico scopo di non mettere in crisi il proprio rigido ordinamento sociale. Ovviamente Teopompo deve essere stato il precursore del gossip, tanto che fin dall’antichità veniva ritenuto la lingua più velenosa della letteratura greca e soprannominato “maledicentissimus”
Gli etruschi sono un popolo misterioso. Le notizie sulla loro provenienza sono piuttosto vaghe. Secondo Erodito sono sbarcati sulle coste toscane nel XIII A.C.dall'Asia Minore, loro patria.
Le loro principali città sono Arezzo, Chiusi, Tarquinia e Volterra. Erano governati da un Re con l'aiuto del Senato, che rappresentava le famiglie ricche. La società era divisa in due classi: Padroni e schiavi. Agli etruschi vengono attribuite alcune invenzioni: i dadi e la palla, l'arco in edilizia.
Gli dei degli etruschi sono più o meno gli stessi dei greci e dei romani. Tinia è Giove, Uni è Giunone, Mnerva è Minerva.
Tornando alla donna Maurice Bardèce afferma che indossavano i corpetti alla Maria Stuarda, le crinoline tipo imperatrice Eugenia, i turbanti, i cappellini a forma conica e i gioielli erano sontuosi ed enormi. La donna etrusca ama i colori vivi, i ricami e i tessuti leggeri. Calza sandali graziosi. E' affascinante, decisa e qualche volta ardita.

mercoledì 11 settembre 2019

Auguri Lisa!







Intanto, personalmente, non posso dimenticare che l'11 settembre è il compleanno di mia figlia. Ho già telefonato a Brescia.
Quel giorno fatale del 2001 ero in ufficio a lavorare. Improvvisamente ho sentito i colleghi gridare: " E' scoppiata un'altra guerra" e guardavano la TV nella stanza del Presidente dell'Ente. Ho dato uno sguardo per poi tornare nella mia scrivania. Ho capito che era un attentato agli States che dopo aver flagellato il mondo intero, ora erano loro a pagare.
La dinamica dell'abbattimento delle Torre gemelle è una cosa difficile da credere. Aerei che volano indisturbati sul cielo americano come se fossero a casa loro. Gli americani che fanno fuori anche a un aereo privato che sbaglia rotta erano diventati impotenti e consenzienti. Non voglio addentrarmi nelle solite leggende metropolitane sulla storia e la verità non ce la faranno conoscere. Mi sembra chiaro che tra gli addetti al controllo dello spazio aereo doveva esserci qualche infiltrato di Al-Qaeda che ha bloccato i colleghi permettendo la strage di gente senza colpe.
Furono oltre 2900 le persone che morirono negli attentati dell'11 settembre 2001. Ne rimasero invece ferite più di 6mila in uno degli attentati più scioccanti della storia dell'America. Realizzati attraverso il dirottamento di quattro aerei da un gruppo di terroristi aderenti ad Al Qaeda, contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, a venire colpiti furono le Torri Gemelle e il Pentagono. L'ultimo velivolo, invece, si è schiantato al suolo nella campagna di Washington. 

sabato 7 settembre 2019

Voglio un robot femmina




      

La Terra a misura di Wi-Fi è l’oggetto di un ampio dossier dell’Economist. Il settimanale britannico analizza il cambiamento che la diffusione della tecnologia senza cavi sta portando in vari aspetti della vita e profetizza un “ritorno del nomadismo”.
Le nuove generazioni, specie negli Stati Uniti e in Giappone, si ritrovano infatti armate di computer portatile, cellulare, iPad e possono in buona misura “partecipare” a lezioni universitarie o lavorare in gruppo stando seduti in un caffè o in un aeroporto o da un altro Paese.
Anzi, come nell’antica cultura beduina, si creano luoghi di incontro e ristoro (appunto i bar, i parchi cittadini, le stazioni, persino gli autogrill) in tutto simili alle oasi del deserto.
Poi si riprende il viaggio. Verso dove?
Questo è più difficile dirlo: non è chiaro dove andiamo, ma possiamo comunicarlo in ogni istante e da ogni punto…
Stephen Hawking, il più famoso teorico fisico del mondo, che ha dichiarato senza mezzi termini: “lo sviluppo di una completa intelligenza artificiale potrebbe segnare la fine della razza umana”.
Hawking evidentemente sa di cosa parla, dal momento che le sue possibilità di comunicare con il mondo dipendono da un generatore artificiale di parole progettato da Intel. La nuova versione che adotterà a breve sarà in grado di imparare progressivamente il modo di pensare del proprietario e di suggerire via via le parole da pronunciare. Si tratta chiaramente di una forma – seppur primitiva – di intelligenza artificiale.
“Una macchina più evoluta comincerebbe a gestirsi da sola e si riprogrammerebbe a una velocità sempre maggiore. Gli umani, che sono limitati dalla lenta evoluzione biologica, non potrebbero competere e sarebbero sopraffatti.