venerdì, agosto 31, 2018

La ricchezza dell'amore








Attraverso l'altro noi gettiamo il nostro ponte, dando legittimità e pienezza alla nostra soggettività.
Un uomo incapace di attraversare se stesso mediante gli altri è sterile.
Attraversare l'altro non vuol dire toccarlo ma nutrire un interesse sentito per la qualità della sua interiorità.
Significa partecipare al suo disagio, alla sua felicità, alle sue problematiche.
In questo facciamo un regalo a noi stessi attraverso l'altro perché scacciamo la nostra solitudine interiore semplicemente ascoltando.
Ascoltare è tenere le orecchie aperte all'esterno e nel fare questo allontaniamo il rumore assordante del nostro silenzio, che è quello che ci svuota di senso.
Non so se ognuno di noi possa pensarsi persona compiuta.
Io credo che questa possa esserne una direzione.
L'apparenza parla di riempimento di vuoti.
Riuscire a dare alloggio agli altri è qualcosa che regala a se stessi una grande ospitalità d'animo.
La presenza degli altri nella nostra vita è fondamentale. La solitudine è piacevole quando ricercata, mai quando subita. Per accogliere gli altri è necessario essere aperti e propositivi, anche verso l'ascolto. Tacere ogni tanto ed ascoltare nel profondo l'altra persona.





mercoledì, agosto 29, 2018

La periferia di una città






Il quartiere inizia poco dopo con le costruzioni palazzinare degli enti, Inps, Inpdap, Ina che negli anni sessanta regalavano abitazioni civili ma rigorosamente in zone periferiche e che liberavano il peso popolare del sovraffollamento di  impiegati, operai, commesse, precari, anziani, pensionati e tutta quella gente grigia da poco più o poco meno di mille euro al mese circola in quella zona della città. C'è consumismo e forse felicità a basso prezzo, anche qui si compra forsennatamente nei negozi dei cinesi che hanno scarpe piene di lustrini e di magliette di un azzurro acceso. Ci sono bancarellari che vendono magliette striminzite che indossano giovani e vecchie senza alcuna distinzione o lunghi abiti fiorati di seta finta di pessima qualità e di punti dati in fretta. Eppure questo luogo ferito dalle case tutte uguali ,dai colori tutti spenti, dalle piazze tutte finte disegnate a tavolino come se fossero uno spazio assolutamente da inventare per imporre una città che non esiste è un luogo modesto ma assennato , ha un suo dignitoso destino benevolmente accettato. Nulla interrompe il gioco del consumismo povero. La sfilza dei negozi che seguono la strada presentano il volto ammiccante dei negozi del centro e trovi le stesse cose solo un po' più condite , un po' più ricche, un po' più sgargianti ma a prezzi accessibili. tutte quelle persone che brulicavano sul marciapiede stretto in mezzo al traffico tra le ali protettive di alti palazzoni brutti che siamo soliti chiamare case. Tutte quelle persone erano assolutamente addomesticate al luogo, perfettamente integrate in un destino, completamente assegnate alla loro vita e a tutto quello che vi hanno costruito intorno. Quegli impiegati, quelle casalinghe, quelle pensionate che hanno figli o i nipoti precari o disoccupati, tutte quelle fasce sociali che sono i poveri. Vivono beatamente contenti e si reputano fortunati.


sabato, agosto 25, 2018

Premessa e svolgimento







Sono diversi i profumi che cantano nel mio cuore: profumi di ragazzina, di gonnelline a pieghe, di calzettoni blu, di dolci biscotti preparati per il Natale. Profumo di frasi al ritorno dalla scuola. profumo di baci. di risate complici. di mani accarezzate, scaldate per il freddo di giorni invernali. Profumo di una vita donata e ripresa troppo in fretta.

martedì, agosto 21, 2018

Tutte le sfaccettature









 Penso ad esempio quando si è davanti a certi parenti (non stretti) a cui vorresti dire: "Di voi non me ne frega un cazzo", ma poi metteresti delle persone in difficoltà. E' proprio così: sorta di adattamento.


Venendo alla questione del blog, a volte dimentichiamo che è cazzeggio, che è anche parlare di massimi sistemi ma come lo si potrebbe fare davanti a un caffè al bar, e poi oh, è anche dare informazioni su determinati argomenti

domenica, agosto 19, 2018

La magia di un film






Mi piacciono i film che spiazzano, raccontando storie e personaggi surreali, anticipatori, diversi.
Ho appena finito "Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro, quello di "Quel che resta del giorno" ( splendido romanzo e splendido film).
Mi ha lasciato una inquietante sensazione che mi piace.
La storia di un grande amore, dice il risvolto della copertina, ma è banale ridurlo a questo.
E' una storia possibile che non vede gli umani protagonisti.
Protagonisti sono dei cloni, esseri chiamati sin dal loro concepimento a fungere da donatori di organi, una volta divenuti grandi.
Alcuni di loro vivono protetti in un collegio speciale che coltiva in loro la cultura, l'arte, il senso della bellezza.
Tra essi, tre diventano amici, condividono amori e destino, s'interrogano timidamente, senza avere il coraggio , se non alla fine, di saperne di più, su ciò che li attende davvero e sul senso della loro esistenza.
Sanno quel poco che basta: diventeranno donatori o assistenti di donatori; hanno un futuro programmato, sanno di essere sterili e si dedicano al sesso senza proiettare su di esso chissà quali significati e conseguenze.
Hanno degli adulti di riferimento che non spiegano loro granché, sono misteriosi e inavvicinabili.
Accettano, sostanzialmente.
E anche quando piccole e ripetute fibrillazioni sentimentali, interrogativi ricorrenti e deviazioni della normalità li spingono a chiedere e sapere di più, non si danno a lacrime, rabbie e ribellioni.
Continuano ad accettare. E a cercare di capire.
Mi è piaciuto il pudore di questi personaggi, visibile ampiamente nella scrittura controllata di Ishiguro.
Il romanzo agghiaccia per la tematica ( il potere forse nullificante della scienza sull'umanità; la metafora dell'infanzia manipolata dagli adulti)ma commuove per quanto di inespresso s'intravede nei personaggi che mai usano dire e fare qualcosa di plateale , a differenza dei non cloni; il loro "spirito di servizio"; il loro timido e prudente tentativo di diventare ciò che non sono, totalmente umani.
Agghiacciante è anche la contrapposizione tra esistenze individuali e strutture sociali e culturali.
Il libro mi ha sollecitato il ricordo dei film "Parla con me" e "Mare dentro" , non so bene perché: forse l'atmosfera, l'evidente marginalità dei protagonisti, la diversità assoluta dei loro comportamenti, lo stile del racconto.
La storia d'amore promessa dal risvolto di copertina c'è, sia chiaro, ed è anche straziante in effetti, ma raccontata all'interno di una cornice più vasta diventa un rimpianto tra gli altri, un qualcosa di possibile e bello dentro ciò che esclude l'impossibile.
Leggere per credere, o per pensarla diversamente.



domenica, agosto 12, 2018

Me la vedo brutta








Io amo il blog non moderato, tanto che per anni ho letto nei miei confronti accuse incredibili e false cercando di rifiutare la moderazione. Chi mi legge da diverso tempo sa benissimo di cosa stia parlando. Eppure, a me piace spiegare che l'accusa, quasi tutte le accuse erano infondate e ammettere, quando è il caso che l'accusa è giusta.
Ho letto di due commenti non graditi dall'Admin di un blog che ha scelto la moderazione. Mi sembra di averli visti, dato una leggiucchiata, senza capire niente dei due commenti incriminati.
C'è un'altra cosa molto grave. Mi sento come Giuda.

-Cristo: "Qualcuno di voi mi tradirà".
-Giuda: "Sono forse io Signore?"
-Cristo: "Tu l'hai detto".

E poi la struttura del blog moderato innervosisce il mio mouse che si sente come un cieco che deve rispondere e per farlo è costretto a gironzolare fino allo sfinimento.
Sicuramente avrò torto ma qui e altrove vedo persone che mi spaventano.
Vedo prepotenza mascherata, desiderio di piantare un piede sul petto dell'interlocutore, marpioni che viaggiano con il bianco e il nero, parlottare continuo non dentro i blog, ma fuori, attraverso telefoni, mail e altro che non posso definire. Tutto questo inficia la purezza del virtuale e rappresenta un inganno verso chi non conosce il bisbigliare nascosto agli altri.
Scrivere con questo stato d'animo produce in me una struggente sofferenza.
Spero che domani sia un altro giorno.
Questa sera me la vedo brutta, disse la marchesa passeggiando nuda sugli specchi. 

giovedì, agosto 09, 2018

Elisa D’Ospina è una modella, scrittrice






Diventare influencer sul web è un’aspirazione di molti, specie tra i più giovani, i quali con i social network hanno capito che potrebbero guadagnare bene. E’ un percorso lento e faticoso che deve portare il tuo pubblico a seguirti, ad avere fiducia in te; c’è bisogno di un’interazione e di un confronto con i tuoi seguaci e di avere spirito imprenditoriale.
Instagram è uno dei social più utilizzati dalle aziende per i promuovere i propri prodotti; per questo spesso chiedono il supporto di persona con migliaia di seguaci come testimonial del loro brand. Ma siamo proprio sicuri che quei follower siano tutti reali? Un articolo del The Daily Telegraph Australia denuncia come il mercato si sia accorto del business dei fake che portano le aziende a non avere nessun ritorno di immagine. Il meccanismo è semplice: ci si affida a siti su cui poter comprare follower (seguaci) e il gioco è fatto. Improvvisamente da poche centinaia di utenti si passa ad essere seguiti da migliaia. Non solo, si possono comprare anche i like ai propri post e commenti.
Il digital strategist Hugh Stephens, direttore di Dialogue Group, aveva già dichiarato che ci sarebbe stato un crollo del marketing online a causa dell’incremento dei “falsi famosi” sui social.
Un altro problema che attende chi fa business sui social network sarà quello di specificare con l’hashtag #ad o dichiarando esplicitamente che il post è sponsorizzato, alterando la capacità di influenzare sottilmente i loro seguaci. Tempi duri per gli aspiranti influencer, insomma.
Molti finora i nomi di chi grazie ai social ha fatto la propria fortuna. Basta pensare a Huda Kattan, blogger che si occupa di beauty, che per un singolo post su Instagram chiede 18 mila dollari o di Chiara Ferragni, la fashion blogger made in Italy che ne chiede 12 mila. Ecco allora che su Internet si affaccia una nuova figura: il coach che insegna a usare Instagram per diventare influencer o insegna alle aziende a sfruttarne il business. Tra fake, bot e tutta questa virtualità, non è che il passaparola sarà sempre il mezzo più efficace per influenzare amici e conoscenti? Sarà indubbiamente un po’ vintage, ma ha contribuito al successo di molti.




lunedì, agosto 06, 2018

I rischi del virtuale







Navigare online e partecipare ai social può essere divertente, istruttivi, informativo, comunicativo, nulla fornisce le informazioni richieste più velocemente del web, allo stesso modo si ha la possibilità di mettersi in contatto con tutte le persone del mondo, ricercare nuovi amici, dare esperienze.
Però il web ha il suo lato oscuro e pone dei rischi a cui bisogna prestare particolare attenzione.
Esaminiamo le principali forme della navigazione online a rischio:
la partecipazione a videogiochi violenti, la violazione del copyright nell’ambito delle ricerche scolastiche, la visione di materiale pornografico, il contatto con adulti cyberpredatori sessuali, l’autoproduzione di materiale pedopornografico, la frequentazione dei social networks al fine di stringere relazioni sessuali, la frequentazione di comunità online che enfatizzano le condotte auto ed etero aggressive.

https://www.marilenacremaschini.it/il-lato-oscuro-della-navigazione-online/

sabato, agosto 04, 2018

L'intellettuale e la scrittrice






Il mio approccio al blog è sempre didascalico. Anche se uso toni forti non è per offendere una persona.
E' chiaro che non sono compreso. Due blog hanno bloccato il mio follower, un utente mi ha invitato a non commentare quello che scrive.
Forse hanno programmi che permettono di individuare l'IP. Un utente non può farlo per via della privacy di chi scrive.
Tutti vogliono essere lodati e alla prima considerazione che non è un applauso vanno fuori di testa ingaggiando battaglie furiose e cattive.
Non si può scrivere in una piattaforma che somiglia sempre di più a un nido di vipere.

mercoledì, agosto 01, 2018

Il Lamento di Arianna








Per avere occhi come i nostri si deve morire e rinascere tante volte.
Dentro il nostro lament Si nasconde la via che conduce a colei che intona canti e fa brillare gli occhi.
Ma pochi hanno il coraggio di sopportare l'incanto e il degrado.