lunedì, ottobre 30, 2023

Il pianto è un analgesico naturale

 







Quando piangiamo, il nostro corpo produce un ormone chiamato adrenocorticotropo (ACTH), che regola la gestione dello stress, e le encefaline, un antidolorifico naturale. Anche per questo motivo spesso dopo aver pianto ci sentiamo meglio. 
Il pianto diminuisce crescendo in età. I bambini piangono e piangono e piangono: beati loro. 
Non tutti i bambini però piangono e purtroppo sono quei bambini che in un certo qual modo sono cresciuti come adulti in miniatura o per vicissitudini personali/ambientali o a causa di genitori che li hanno troppo responsabilizzati e così trattengono il pianto e con lui tutte quelle emozioni che lo coinvolgono, sì, perché col pianto si sprigionano un'infinità di emozioni.
Ci sono un'infinità di pianti. C'è il pianto disperato a causa di un malessere fisico, psicologico o morale, c'è il pianto stizzoso del capriccio, c'è il pianto sommesso di colui che teme di non essere accettato o amato, c'è il pianto di chi ha quella paura che sfocia in angoscia, c'è il pianto di chi è consapevole di aver perso una persona cara, c'è il pianto senza lacrime di chi non ha più lacrime da versare.

Quante tipologie di pianto.

Meccanismo fisiologico del pianto:

È una conseguenza diretta dell'aumentata produzione di adrenalina che accompagna i forti stress e che determina anche aumento della frequenza e forza di contrazione cardiaca, sudorazione, midriasi (allargamento della pupilla), aumento della frequenza respiratoria.
Nel caso mio sono certo che non aumenta l'adrenalina.
Io non blocco il processo fisiologico perché non si sviluppa.
Non so niente degli altri che piangono e non conosco i motivi per cui lo fanno. Poi non tutti affrontano le situazioni nello stesso modo, cioè piangendo, ci sono anche coloro che di piangere proprio non sono capaci, ma potrebbero provare un dolore interno che gli altri non hanno perché lo scaricano con le lacrime.
Io sono fatto così. Non piango.
Come padre e marito ho affrontato situazioni molto difficili.
Mia moglie e i miei figli non mi hanno visto piangere su fatti gravi che accadevano ma si sono appoggiati alla mia spalla.
Nel frattempo, io sono cresciuto tanto e i miei figli vedono in me una persona forte che sa ascoltare, perdonare, abbracciare.


martedì, ottobre 24, 2023

La sconfitta del marxismo

 


La fase terminale del marxismo è una società di uguali con pari dignità.
Un concetto ardito che cozza contro l'egoismo dell'uomo.
Stalin si è mosso verso questo risultato e quando la realtà ha sconfitto l'idea ha cercato di raggiungerla con la forza. Questa filosofia ha partorito una dittatura tra le più feroci mai esistite nel mondo. Milioni di persone ammazzate nella lotta politica tra le diverse anime del comunismo.
Amici mi raccontano che una sera andarono al ristorante del "Castello" di Praga. Erano circa le nove. Dopo mezz'ora arrivò una frotta di giovani. Furono colpiti dal fatto che rimasero lì fino alla chiusura del locale, ognuno davanti al suo boccale di birra, in silenzio. Non avevano nulla da dirsi. Era l'indice del clima umano di quel Paese.
Il ponte Carlo è uno storico ponte in pietra sulla Moldava, situato nella città di Praga, e collega la Città Vecchia al quartiere di Malá Strana: è il più famoso monumento della capitale della Repubblica Ceca. Misura 515 metri di lunghezza e 20 metri di larghezza.
L'Autorità si esprime attraverso la politica che è stata sconfitta proprio per l'abbandono dei giovani delusi dalla corruzione e dal luogo comune: i partiti sono tutti uguali.
Anche se così fosse i partiti si possono cambiare solo partecipando alla loro vita. Dici che tutti sono succubi del Potere ed è questo il problema principale, perché se fossero solo i deboli a cedere non ci sarebbe problema.
Rileggo con attenzione i libri di Hannah Arendt e lo faccio lentamente perché in qualche modo mi sorprende.
Mi interessa molto la discussione su violenza e potere, due termini quasi sempre associati tanto che è diventato un luogo comune affermarne la intrinseca connessione.
Non so se ho capito bene quello che la Arendt sostiene, ma mi sembra che operi un rovesciamento di questo postulato sostenendo appunto che la violenza è solo uno strumento.
La Arendt nota come ci sia sempre stata una generale riluttanza ad occuparsi della violenza in sé, difatti esiste un consenso generalizzato fra i politologi sulla affermazione che la violenza è "la più flagrante manifestazione del potere" e Max Weber ha definito lo stato come "il dominio degli uomini sugli uomini basato sui mezzi di una violenza legittima o quanto meno ritenuta legittima".
E considera strano questo consenso a meno di non rifarsi alla valutazione data da Marx dello Stato come strumento di oppressione nelle mani della classe dominante.

giovedì, ottobre 19, 2023

Libertà all'amore




 «La consapevolezza e l'amore, forse, sono la stessa cosa, perché non conoscerete niente senza l'amore, mentre con l'amore conoscerete molto"




(Fëdor Mihajlović Dostoevskij).




L'amore non è complicato. È il piacere di stare insieme.
L'organizzazione della società capitalista non crea le condizioni per favorire l'amore.  Basta vedere un film e subito, forse il giorno dopo, il maschio e la femmina fanno sesso. Senza conoscersi, senza amarsi, spinti solo da un'attrazione frutto della chimica ormonale. Il sesso è un componente importante dell'amore ma senza l'amore lascia spazio alla "vampata" che inevitabilmente è destinata a spegnersi. Per conoscere una realtà bisogna viverla. Il Potere lo impedisce e l'uomo non sa cos'è l'amore. Quando i coniugi lavorano entrambi il marito passa il tempo con altre donne e la moglie con altri uomini. Tutto di corsa e la sera subentra la stanchezza e si vede un film. La casa è come una stazione, si parte e si arriva. Quando la donna resta a casa deve badare alla cucina, a lavare e stirare. Se c'è il marmocchio ha le sue giuste pretese. Se il sentimento non è forte, va tutto a scatafascio. E' quello che vuole il potere. Altro giro, altra coppia. Aumentano i consumi. Due case, due frigoriferi, avvocati, automobili.
L'amore al giorno d'oggi...l'orgoglio è un elemento di rottura da non trascurare. Litigare nei rapporti di coppia accade, spesso per una sciocca coerenza non si fa il passo indietro. E dal litigio si passa a creare una barriera che separa. E' vero che oggi l'amore risente della società usa e getta. Una volta un orologio rotto, prima di buttarlo via, veniva riparato. Oggi invece l'orologio si butta e si compra un orologio nuovo. Bisognerebbe cercare di ricostruire il rapporto anche dopo alcuni momenti di conflittualità. Poi è chiaro che l'orologio rotto può anche non ripararsi. Ma bisogna provarci. E poi oggi l'amore soffre perché si è perso l'ascolto. Si sono perse le piccole, grandi premure. Non c'è tempo. I ritmi scanditi dalla società sono troppo serrati. Abbiamo bisogno subito di capire che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti, cui occorre dare uno spazio e un tempo perché avvengano.
L'uomo di oggi ha fretta o inganna sé stesso. Per questo l'amore diventa solo un gioco che prima o poi finisce per annoiarci.
Penso che dall'innamoramento all'amore non esista un passaggio automatico, un automatismo. L'amore è la gioia di stare con una persona. Ci sarà una componente misteriosa, ma la felicità che ti dà una presenza non può essere casuale. Concordo sul fatto che al giorno d'oggi lo sviluppo dell'amore sia impossibile a causa di un convulso modo di vivere.

Mi diceva un mio caro amico filosofo: 


" Per caso ci si incontra e può nascere l'amore, ma poi l'amore non vive o si sviluppa per caso".


Se due persone vogliono stare insieme devono capire che è un impegno e non un gioco, che non c'è solo il bello e il buono ma che i momenti di difficoltà sono tanti e che bisogna trovare i compromessi, bisogna rispettarsi, crescere insieme e assecondare il sentimento che si trasforma.


Il matrimonio è in coma profondo.


Vogliono sposarsi e adottare figli solo coppie omosessuali:


Praticamente in Italia vogliono sposarsi solo le coppie omosessuali, ma la

Meloni non lo permetterà.

Ascoltiamo la Littizzetto:



(LaPresse) "Non puoi fermare l'amore, al massimo puoi fargli lo sgambetto. Ma lui si alza in piedi e va avanti": il toccante monologo di Luciana Littizzetto a 'Che tempo che fa' sulle famiglie arcobaleno dopo il divieto di trascrizione all'anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali.


Littizzetto racconta la storia di Luca e Marta, l'uno cresciuto in una famiglia 'tradizionale' e l'altra con due mamme, poi fa un appello. "Non discriminate i bambini per il modo in cui sono stati concepiti o per l'identità dei genitori. Pensate ad aiutare le famiglie e non a rendergli la vita ancora più difficile. O sembrerete come chi vuole asciugare il mare con il mocio"


sabato, ottobre 14, 2023

Un impegno di fedeltà e di costruttività.

 



Mi sembra di essere in un vortice che mi attira sempre di più: mi attira verso il raggiungimento di quella libertà che per molto tempo ho inseguito.
La società sta ripiegandosi in un egoismo, in un qualunquismo sfrenato alla ricerca solo di cose.
La grazia e la disperazione sono molto vicine perché molte volte la disperazione si trasforma in grazia e quando non si recepisce un messaggio della grazia, questo può diventare disperazione.
Qualcuno ci provoca.
È come il fuoco che brucia, il fuoco che purifica.
Il fuoco che entra dentro può essere un fuoco distruttore come può essere un fuoco purificatore.
Serve un impegno notevole che si sviluppa nel tempo. Accumulando esperienze e interessi, lasciando filtrare quelle qualità che permettono di poter costruire una identificazione individuale significativa.
La forza della libertà e la predisposizione alla relazione nascono dalla certezza verso le proprie capacità.
Il bene dell'io, come il bene comune, è un bene relazionale fatto di scelte definitive e stabili, che mantengano la caratteristica della permanenza, di un impegno di fedeltà e di costruttività.
L'incapacità di permanere nella scelta significa l'incapacità di una effettiva responsabilità.
Illudendosi di essere libero solo perché può continuamente cambiare le sue scelte, l'uomo finisce spesso per essere condizionato dalla mentalità dominante, dal potere enorme dei mass-media. In realtà, spesso il potere sceglie lui, e l'uomo non è più protagonista. Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti.
Dice la Arendt: "L'autorità e la violenza sono opposti: dove l'una governa per il bene comune l'altro è assente. La violenza compare dove l'Autorità è scossa e lasciata a sé stessa finisce per scomparire. Questo implica che non è corretto pensare all'opposto della violenza in termini di non violenza, parlare di potere non violento è di fatto una ridondanza. La violenza può distruggere l'Autorità; è assolutamente incapace di ricrearla."
L'Autorità si esprime attraverso la politica che è stata sconfitta proprio per l'abbandono dei giovani delusi dalla corruzione e dal luogo comune: i partiti sono tutti uguali

lunedì, ottobre 09, 2023

Il Valore è un credere condiviso

 



È un po' come quando arriva un nuovo paziente e se ne redige per prima cosa l'anamnesi. L'anamnesi altro non è che ascoltare il paziente stesso. La sua storia, i motivi che lo hanno spinto a rivolgersi al medico, i desideri, i timori, le abitudini.
Comunicare è, prima di tutto, essere disposti ad ascoltare.
Ci sono delle persone con cui il colloquio diventa gradevole, mi piace leggere, imparare e dissentire, mettere in tavola concetti anche fastidiosi, perché comprendo che ci sarà dibattito, spiegazione, ascolto e costruzione.
Perché conosco la storia dell'interlocutore che non si nasconde come tanti, troppi, altri; e conoscendo le persone viene voglia di aprirsi, confidarsi, colloquiare senza pregiudizi e senza paura di scoprire le proprie debolezze.
Se non dai alla persona l'attenzione che merita, non la aiuti, non la inciti a guardarsi dentro.
Stiamo subendo un individualismo deleterio che non è così libero come si crede ed è poco responsabile, dall'altra parte siamo in difficoltà trovare momenti autenticamente comunitari.
La caratteristica di un Valore è un credere condiviso da tante persone. Mancando questo tipo di valore ognuno di noi ha valori personali e non condivisi dagli altri. Questa è la frammentazione che favorisce il nichilismo.
Qualcuno parte dal vecchio scartando il nuovo che è solo un "diverso", toglie il superfluo e aggiunge la parte costruttiva dell'etica. Sa che deve trasmettere tutto per evitare che scompaia.
Questo compito è riservato innanzitutto a genitori e scuola, ma forse tutti dobbiamo diventare educatori.
I valori dovrebbero valere in primis per gli adulti per essere trasmissibili in maniera adeguata e proficua. I figli si accorgono delle contraddizioni.
Per questo sono smarriti e trasgressivi perché non c'è trasgressione più grande della doppiezza, pure se inconsapevole.
Il modo vecchio non era più buono, ma non era pronto un modo nuovo. E il nostro mondo è sempre più complesso, tende sempre di più a trasformare gli esseri umani, i cittadini in numeri, in soggetti senza identità da definire tramite regolamenti, indagini di mercato, circolari.


È tutto.




giovedì, ottobre 05, 2023

La semplicità è questione di cuore

 


La semplicità io l'associo all'assenza di malizia, all'assenza di secondi fini, all'assenza di furbizia, alla genuinità, alla sincerità, all'attenzione all'altro, alla serenità con cui si sanno affrontare anche le realtà che feriscono.
I bambini possono avere solo alcune di queste sfumature della semplicità.
Spetta poi a ciascuno, crescendo, coltivare tutte quelle altre sfumature che lo renderanno una persona coerente o meno alle cose che dice, che suggerisce.
Di certo la persona "veramente semplice" vive serenamente anche quelle realtà per cui la persona "complicata" si dispera, battendo pugni e piedi.
La semplicità è una questione di cuore, di emozioni, sentimenti.
La passione di capire, ciò che ci sta attorno, senza voler essere protagonisti, superare gli altri, ma di godere di ciò che ci circonda e dispiacersi su ciò che è male, senza giudicare.
Non è semplice comunicare nel modo giusto perché a volte diciamo qualcosa e però il nostro interlocutore percepisce altro oppure ci aspettiamo delle risposte diverse e prendiamo per negative quelle diverse che ci arrivano.
La cosa importante è sapere di avere la coscienza pulita e non partire mai con l'intento di voler ferire davvero qualcuno.
La semplicità è tutto, la chiarezza è tutto, la trasparenza è tutto.
Tutta roba che un sacco di gente, non sa proprio neanche dove sta di casa.
Arduo, dice Luigi Giussani, non si contrappone a semplice.
Semplice indica la modalità con cui affrontare l'arduo.
Se tu guardi l'arduo senza semplicità, dici: " Ma, se, però, forse, chissà" sono le parole più sordidamente nemiche della percezione del vero.
Perché uno può trovarsi davanti una faccia bella, ma se non la ama trova tutti i pretesti per dire: "Qui, ma, però, ha il puntino qui, ha il puntino nero lì, ha il puntino giallo là, ha il naso leggermente spostato a sinistra, leggermente spostato a destra".


lunedì, ottobre 02, 2023

Poche idee e confuse

 


Il pensiero di Guy-Ernest Debord sviluppa essenzialmente i concetti di alienazione e reificazione, già centrali nelle riflessioni di Karl Marx, ma reinterpretati alla luce delle trasformazioni della società europea nel secondo dopoguerra.
Lo sviluppo dell'economia nell'età contemporanea, con l'emergere dei nuovi fenomeni sociali del consumismo e della centralità dei mass media, avrebbe segnato infatti una nuova fase nella storia dell'oppressione della società capitalista: la prima fase del dominio dell'economia sulla vita sociale aveva determinato nella definizione di ogni realizzazione umana un'evidente degradazione dell'essere in avere.
La fase presente dell'occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dell'economia conduce a uno slittamento generalizzato dell'avere nell'apparire, da cui ogni avere effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima.
Ciò che aliena l'uomo, ciò che lo allontana dal libero sviluppo delle sue facoltà naturali non è più, come accadeva ai tempi di Marx, l'oppressione diretta del padrone ed il feticismo delle merci, bensì è lo spettacolo, che Debord identifica come un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini. Una forma di assoggettamento psicologico totale, in cui ogni singolo individuo è isolato dagli altri e assiste nella più totale passività allo svilupparsi di un discorso ininterrotto che l'ordine presente tiene su sé stesso, cioè, il suo monologo elogiativo.
Lo spettacolo, di cui i mass media sono solo una delle molte espressioni, è parte fondante della società contemporanea, ed il responsabile della perdita da parte del singolo di ogni tipo di individualità, personalità, creatività umane: la passività e la contemplazione caratterizzano l'attuale condizione umana.
Il termine "politica" viene dal greco "polis", un'entità politica, sociale ed economica, ma anche e soprattutto etico-morale. Fu Platone il primo a teorizzarla come un organismo educativo collettivo nei confronti del singolo, finalizzato al bene comune. Da tempo l'entità politica è scomparsa e il bene pubblico è stato sostituito dal bene personale, dal tornaconto di chi fa politica per aumentare il suo potere.
La corsa al bene personale ha ormai inquinato i rapporti interpersonali. Non c’è apertura verso gli altri, inoltre quel che è peggio è che l’altro viene percepito come un nemico, come qualcuno che voglia sottrarci il nostro bene.
Ecco perché viviamo in una società dove tutti sono in guerra con tutti.
Ormai siamo già nel baratro, non so se abbiamo qualche possibilità di tornare a un mondo fatto di valori veri.