giovedì, gennaio 31, 2019

Barbarie subite dalle donne










Per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. Questo dato sconvolgente, proveniente da una ricerca della Harvard University, apre il rapporto sulla violenza contro le donne nel mondo diffuso in questi giorni dal "Panos Institute" di Londra, un'organizzazione non governativa che si occupa di problemi globali e dello sviluppo. Il rapporto, preparato per l'apertura di una sessione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, raccoglie studi e ricerche sul problema della violenza sulle donne effettuati in ogni parte del pianeta da organismi e istituti nazionali e internazionali. Dalle sue pagine, emerge la drammatica fotografia di una realtà che non risparmia nessuna nazione e nessun continente.
Una mi ha detto:
"La donna stuprata. Milano è una città dove le mani maschili pensano di poter perlustrare tranquillamente il tuo corpo. Avevo 7 anni e quando andavo a scuola, con la mia sorellina, mi mettevo in tasca dei sassi...Sul Tram poi eri un bersaglio facile e se alzavi la voce, la persona in questione diceva che mi sognavo tutto, poi scendeva alla prima fermata! 16 anni. Tornavo dall'ufficio, ore 8 p.m. tranquilla e serena quando un uomo mi viene addosso, non mi ero nemmeno accorta che c'era, nessuno in giro, ho mollato borsa, libri e mentre lui cercava....io gli ho piantato le unghie in faccia; mi è rimasta la sua pelle sotto le unghie, Poi appena libera sono corsa a casa spaventata e il mio caro papà con la scopa in mano è sceso per dargliele......logicamente non c'era più".


mercoledì, gennaio 30, 2019

L'assenza dei genitori






I miei genitori, sono sempre presenti, sono autorevoli ma mai autoritari, mi hanno trasmesso dei valori importanti, e mi hanno dato la possibilità di crescere e anche di sbagliare e imparare dai miei sbagli. Non è facile essere genitori ma se alla base mancano quei valori come: rispetto per se e per gli altri, sincerità, dignità, amore e unità familiare e fede, i figli cresceranno senza punti di riferimento importanti.







martedì, gennaio 29, 2019

Tempo astratto









Dal momento che non mi è dato modo di sapere cosa mi riserva il futuro e guardare al passato non avrebbe senso, perché quello che è stato fatto non si può mutare, mi concentro sul momento che sto vivendo attimo per attimo, cercando di non sprecarlo.

sabato, gennaio 26, 2019

La Garbatella













«La partenza fu strepitosa; e il viaggio, un vero raid fantascientifico per Useppe! Fecero tutto il Centro Storico, da Piazza Venezia a Piazza del Popolo, e poi a Via Veneto, Villa Borghese, e poi di nuovo indietro Piazza Navona, e il Gianicolo, e San Pietro! Si scaraventarono per tutte le strade con un rumore gigantesco, perché Ninnarieddu, per far sentire chi era lui, aveva abolito il sistema della marmitta. [...] Useppe non aveva mai conosciuto quei quartieri, che in un ciclone risplendente correvano addosso alla motocicletta di Nino, come a una sonda spaziale lanciata attraverso i pianeti. A voltare gli occhi in alto, si vedevano statue volare con le ali distese fra le cupole e le terrazze, e trascinare i ponti in corsa con le tuniche bianche al vento. E alberi e bandiere giostrare. E personaggi mai visti, sempre di marmo bianco, in forma d'uomo e di donna e d'animale, portare i palazzi, giocare con l'acqua, suonare trombe d'acqua, correre e cavalcare dentro alle fontane e appresso alle colonne ...»(Elsa Morante, La Storia, pag. 399)


giovedì, gennaio 24, 2019

Affermare una presenza










Senza sacrificio non ci può essere verità in un rapporto d’amore, 
perché vuol dire che l'altro non è valorizzato secondo la sua natura.
 E’ invece affermato per il tuo gusto, per il tuo istinto. 
Affermare una presenza è amore, afferrarla vuol dire piegarla a te, 
renderla schiava. Il sacrificio non è il non andare con un'altra donna, 
il sacrificio è respingere tutte le negatività che sono dentro di te.
La fedeltà è solo la conseguenza dell'affermazione dell'altro, 
dell'amore verso l'altro.
Il sacrificio non è sospendere la volontà di qualche cosa, ma arrestare
 la volontà che non è secondo la natura di un rapporto. 
Il sacrificio è andare contro la menzogna,
 fare la cosa in modo vero, leale, sincero, giusto.
Nella misura in cui si progredisce nel cammino della vita
si diventa più saggi e ci si distacca dai desideri egoistici
e si sale nel modo di amare. Dapprima non si ama che se stessi,
poi l'altro, infine finalmente gli altri.
Allora l'amore diventa una virtù: volere il bene altrui
è il bene stesso :è il vero amore. Ed è l'inizio di tutto.
L'amare è gioia che crea entusiasmo.
Lo stesso sentimento che si prova in cuore
quasi fosse un dio nascosto. E' intensità a volte e anche fretta di
arrivare là dove il cuore sarà felice.

mercoledì, gennaio 23, 2019

Un soffio di tenerezza












È molto più importante un abbraccio, un bacio, far sentire all'altro che ci sei sempre e comunque di tante parole dette così che alla fine si perdono nel vento.
Nel virtuale funziona?
Sì, certo, anche nel virtuale si può realizzare la stessa cosa.
Basta impegnarsi.


martedì, gennaio 22, 2019

Toghe a luci rosse








La società Diritto e Scienza è una scuola di formazione giuridica avanzata "specializzata nella preparazione al concorso di magistratura ordinaria".
A presiedere il comitato scientifico è Francesco Bellomo, direttore della scuola, ex magistrato ordinario ora consigliere di Stato, finito al centro di un presunto scandalo che riguarda la gestione degli allievi della scuola.
Secondo il Fatto Quotidiano, infatti, per non perdere le borse di studio le allieve avrebbero dovuto sottostare ad alcune regole come la "clausola del fidanzato", il "divieto di matrimonio" e "l'obbligo di minigonne". Non solo. Ci sarebbe stato poi anche il vincolo di riservatezza assoluto e altre limitazioni. Per esempio "il direttore scientifico poteva - scrive il Fatto - 'esporre in pubblico la vita personale della borsista inadempiente', durante le lezioni e negli articoli".
Tutto sarebbe partito dall'esposto del padre di una allieva che avrebbe dato il via all'istruttoria. Dopo le indagini il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa ha approvato la destituzione di Bellomo perché il contratto per i borsisti "non rispetta la libertà e la dignità della persona". Ora si attende l'adunanza dei consiglieri per ratificare (o meno) la decisione. Il Consiglio accusa il direttore della scuola di aver "violato il prestigio della magistratura" e lo fa presentando quattro addebiti principali, riassunti in un documento finale che il Fatto riporta oggi in edicola. "Risulta che era il consigliere Bellomo a sottoporre a colloquio gli aspiranti a tale borsa di studio e a selezionarli - si legge - L' accesso alle borse di studio comportava per i borsisti la sottoscrizione di un vero e proprio contratto. Il contratto prevede numerosi impegni dei borsisti nell'interesse della società, tra cui la scrittura di articoli per la rivista Diritto e Scienza, la partecipazione a studi e convegni, la promozione dell' immagine della società". Ma non solo. "È emerso - si legge nel documento - che conteneva una clausola limitativa relativa a matrimonio e fidanzamento: decadenza in caso di matrimonio; fidanzamento consentito solo se il/la fidanzato/a risultasse avere un quoziente intellettuale pari o superiore a un certo standard; competeva al consigliere stabilire se i fidanzati o fidanzate dei o delle borsiste superassero il quoziente minimo necessario per essere fidanzati e/o ammessi/e (ciò appare particolarmente significativo). È stato poi dichiarato che, allegato a tale contratto, vi fosse un documento contenente il cosiddetto dress code, che prevede diversi tipi di abbigliamento dei borsisti a seconda delle occasioni. Per l'abbigliamento femminile si fa anche menzione alla diversa lunghezza della gonna, del tipo di calze e del tipo di trucco".
Degne di nota anche le modalità di valutazione dei candidati alle borse di studio (del valore di 4mila euro) con cui, si legge nell'avviso pubblico di Milano, "il vincitore ha diritto alla frequenza gratuita annuale (da ottobre a giugno) del corso ordinario di preparazione al concorso in magistratura ed all’esame di avvocato organizzato in Milano e può essere chiamato a collaborare con la società nell’attività scientifica e divulgativa (ricerca, pubblicazioni, convegni, etc.)". "Dalla rivista giuridica della società si desumono le modalità e gli strumenti valutativi per attribuire il punteggio che consente di beneficiare delle borse di studio di fascia A e di fascia B - riporta il Fatto - Per quanto riguarda il genere femminile, i criteri di scelta si riassumono in potere/successo; intelligenza; capacità di amare; bellezza; personalità. Per quanto riguarda, invece, i criteri di scelta del genere maschile: bellezza; femminilità; attitudine materna; intelligenza; eleganza". In un caso, inoltre, Bellomo avrebbe chiesto ad una borsista, intenzionata a lasciare il fidanzato per ottenere la borsa di studio di fascia A, di "sottoscrivere un contratto con il quale si impegnava a corrispondergli 100 mila euro se non avesse tenuto fede a questa decisione".
La domanda che mi pongo:
"Quante ragazze uscite da questa prestigiosa scuola di formazione (avendo dato prova di quelle capacità indispensabili per l'esercizio della professione quali l'avere rapporti personali con il professore, o avere il fidanzato ricco, bello) hanno poi superato il concorso e sono poi diventati magistrati?"

lunedì, gennaio 21, 2019

Rapporti diversificati






La felicità non può essere una felicità perduta. E ci resta, anche se dentro una ferita. Il mio dolore, quel mio dolore, è il terribile modo di averla ancora vicino a me, di averla ancora con me.
Non è qualcosa che cerco. Tutto è spontaneo. Quando mi sveglio la notte il primo pensiero è non accendere la lampada per non svegliare Bruna. E' un attimo e poi passa.

sabato, gennaio 19, 2019

L'incanto della pittura





L'arte è soggettiva: parto da un assunto molto preciso, per poi scendere a patti... posso togliere pezzi dall'Eneide, ma non dall'Odissea, ma anche la carta scura da Vermeer. Ogni artista solletica una nostra sensibilità, e la sensibilità non è catalogabile. Abbiamo un'educazione, quella si, ma guai poi a decidere per gli altri.

giovedì, gennaio 17, 2019

La cortesia è svanita nel nulla



Penso che l'uso eccessivo nel dare premi sia un atto antipatico perché crea esclusi.
E per questo non do premi, ma mi interessava l'interesse di parlare di cortesia non vagamente ma con un'inchiesta del Corsera.
Quindi, il premio è una discussione sulla cortesia e le parole di gentilezza abbandonate.

martedì, gennaio 15, 2019

Tutto per la donna








Credo che vada rimarcata l'importanza, nella società odierna, dei nonni.
Una volta infatti una madre poteva anche permettersi di non lavorare e far crescere il proprio figlio. Oggi invece non è possibile, per questo i nonni sono fondamentali come "babysitter e taxisti" (perdonate se sono stato brusco).
L'altra faccia della medaglia è che i nonni spesso finiscono per fare i genitori e questo è un male.
Poi ci sono i nonni che fanno anche i cuochi e i camerieri per la coppia.
Non credo infatti che solo la donna sia propensa a questo iperattivismo e al sacrificio.
Ci sono uomini e donne che lo sono e altri uomini e donne più pigri.

Ah, per quel che concerne la vita sociale, in genere gli sposati tendono a rallentare molto i ritmi della loro vita sociale :).

lunedì, gennaio 14, 2019

Non discuto con chi ha torto








A me piace la filosofia, specialmente quando gli autori si beccano fra di loro come galline.
Eppure Schopenhauer è uno dei maggiori pensatori del XIX secolo e dovrebbe essere più serio nel rispetto dei colleghi.
Qualche aforisma è di assoluto valore:
"Senza libri lo sviluppo della civiltà sarebbe stato impossibile. Essi sono il motore del cambiamento, finestre sul mondo, “Fari, – come disse il poeta – eretti nel mare del tempo”. Essi sono compagni, insegnanti, maghi, banchieri dei tesori del mondo, i Libri sono l’umanità stampata".
Eppure Schopenhauer a me è simpatico assai, soprattutto per come tratta Hegel, che non sopporto.
Egli scrive:
"Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per aver torto, si diventa offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passa dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacca in qualche modo la sua persona.”
Il Nostro aggiunge due maniere per evitare questa deriva:
a) Far finta di niente;
b) Evitare di mettersi a discutere con chiunque capiti.
(Alla prescrizione b, aggiungerei una postilla personalissima: non c’è alcun motivo di discutere con chi ha torto.)
Eppure il Nostro, avvertendo la possibilità che si possa, nonostante ogni buona volontà, finire nel gorgo delle offese e della trivialità, suggerisce alcuni insulti che potrebbero essere utili all’abbisogna.
Per esempio:
" Vi sono certi individui sul cui viso è impressa una tale ingenua volgarità ed una tale bassezza del modo di pensare, nonché una tale limitatezza bestiale dell’intelletto, che ci si stupisce come mai siffatti individui abbiano il coraggio di uscire con un simile viso e non preferiscano portare una maschera."




sabato, gennaio 12, 2019

L'amarezza di un volto







Commesse che lavorano dalle sei di mattina alle dieci di sera. Paghe da fame. Nessun diritto sindacale e frequenti abusi. Dietro le luci delle vetrine, ci sono spesso condizioni di vero sfruttamento e di illegalità.
Da quando è iniziata la recessione, sono entrati in crisi non solo i piccoli negozi ma anche i supermercati e i centri commerciali sostituiti dalle bancarelle dove si compra un maglione a tre euro. Ora vanno a fare shopping, senza vergogna, anche quelli che una volta rappresentavano il “ceto medio”
I supermercati e i centri commerciali sono luoghi terribili ,le casse nei loro passaggi obbligati costringono ad interminabili attimi di stupida sospensione, così gli uomini devono guardare altri uomini. Non c'è l'attesa della fila delle Poste, o lo straniamento della metro, lì sei in un budello di terra e un treno corre veloce, le porte si aprono e l'umanità ha pensieri visibili. Alle casse dei supermercati, il tempo si spacca e la stupidità della fila ci rende abietti. Ho visto un uomo con un volto amaro, così sferzatamene rancoroso, così eloquentemente in disaccordo con il resto del mondo. Una foto d'altri tempi, in bianco e nero, la scriminatura perfetta sui capelli radi e perfettamente ordinati, il viso magro di chi si porta sulle spalle qualcosa di pesante  e quella smorfia di disgusto nella piega della bocca che attraversava una guancia come una piaga incurabile. Quale vita avrà attraversato quell'uomo? Ho allungato lo sguardo sul corpo, sui pantaloni marroni che dilagavano su gambe inesistenti  a causa della sua magrezza. Ho pensato a qualche malattia con la morte già prevista. Qualche mese, un anno al massimo.









venerdì, gennaio 11, 2019

La morte della libertà










L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati  (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso.  E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina, l'adulto sul minore e così via degradando.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere.  Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca  il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.
Mi è venuto in mente uno dei capolavori di De André. L'impiegato che "al ballo mascherato" usa la bomba per distruggere i simboli del potere opprimente per chi è nelle parti basse della piramide.
Invece quella bomba serve solo al potere per "rinnovare i volti del potere".
Oggi il potere usa bombe (metaforiche) che lascia in mano del popolo, da usare contro i nemici, al fine di rafforzare..il proprio potere.


giovedì, gennaio 10, 2019

Il Corsera informa









C’è voluto l’intervento di un tribunale, dopo settimane di accese proteste, per convincere uno dei più antichi e prestigiosi atenei dell’India a socchiudere, se non aprire, le porte delle sue «stanze segrete» anche alle donne. Le studentesse dell’Università Musulmana di Aligarh (Amu), nello stato dell’Uttar Pradesh, hanno finalmente ottenuto il permesso di varcare l’ingresso della biblioteca e (forse) di sedersi accanto ai colleghi maschi. Forse, perché per ora il vice-rettore dell’Amu ha solo garantito alle studentesse la possibilità di usufruire di un bus che ogni domenica le trasferirà dal College femminile alla Maulana Azad Library, dove potranno restare per un tempo massimo di tre ore. Non è chiaro se da sole o anche alla presenza degli studenti di sesso opposto.
Vietato ai cani e alle donne: questo era l’«editto» che impediva l’accesso alla storica biblioteca, famosa per la sua collezione di antichi scritti. Secondo i dirigenti dell'ateneo, la presenza delle ragazze avrebbe «attirato i maschi e rovinato la loro concentrazione». Il vice-rettore Zameer Uddin Shah, in un’intervista a The Times of India, si era lamentato che il numero degli studenti in biblioteca sarebbe quadruplicato, non per leggere, però, bensì per guardare le ragazze.
Gli aveva fatto eco la preside del Collegio femminile, Naima Gulrez: «Capiamo il desiderio delle studentesse di accedere a quei libri. Ma ragazze, avete mai visto una biblioteca? E’ affollata di maschi. Il vostro arrivo creerebbe subito un problema di disciplina».
L’università di Aligarh è stata fondata 94 anni fa, in epoca coloniale. Da diversi anni le associazioni studentesche femminili chiedevano di potersi iscrivere alla biblioteca e di usufruire della sala di lettura, ma la richiesta era sempre stata respinta. Finché il mese scorso un tribunale locale ha accolto il ricorso di un’attivista, quindi l’Alta Corte della vicina Allahabad ha criticato il divieto imposto dall’Università e chiesto alla direzione di rimuovere la restrizione in quanto «incostituzionale» perché basata su una discriminazione tra i sessi.
Il vice-rettore aveva cercato di difendere il divieto sostenendo che nella biblioteca non c’era abbastanza spazio per accogliere le ragazze, e il codazzo di maschi che sarebbe seguito. «Ci sono 4 mila ragazze iscritte al corso di laurea» si era difeso Shah «e i posti a sedere sono appena 1.300. Non è una discriminazione, ma solo un semplice problema di capacità». Come unica soluzione, aveva quindi invitato le studentesse a ordinare i libri online o a frequentare la biblioteca della “sezione femminile” dell’ateneo. Ad eccezione delle donne già laureate, che avevano diritto di accesso, ma con soli 12 posti a sedere riservati sul totale di 1300.
La controversa presa di posizione aveva sollevato un’ondata di polemiche a livello nazionale e dure critiche anche da parte del governo di New Delhi. Il ministro delle Risorse Umane, la signora Smriti Irani, che è anche leader di un’associazione femminista del partito nazionalista induista Bjp, aveva scritto al vice rettore per denunciare il divieto come una «violazione dei diritti umani» e un «insulto» alle donne.
Finché è arrivata la decisione, che ha concesso, anche se per poche ore alla settimana, l’ingresso misto alla Library. «È un momento storico per le donne di questo campus» ha detto una giovane che domenica è stata tra le prime a varcare la soglia «e anche per il prestigio dell’università». Sarebbe felice anche lo sceicco Abdullah che decise di istituire il Women’s College, a tre chilometri dalla Università di Aligarh, proprio per aiutare l’emancipazione delle donne, culturale ed anche economica, in un periodo in cui l’educazione femminile era considerate addirittura blasfema. A distanza di quasi un secolo, il collegio resta un simbolo di speranza per le ragazze della regione e tiene fede al principio con cui fu fondato: è «un’opportunità» per ragazze provenienti dai più diversi ceti sociali ed economici, il 40% delle 2500 studentesse proviene infatti dalle classi più umili ed emarginate, sono figlie di contadini, operai o piccoli commercianti.
Molte di loro saranno le «prime laureate della famiglia», simbolo di un’India che cambia. Come Zamzam Khanum, al primo anno di studi in Urdu, che spera di diventare maestra ed «aiutare mia madre che ha lavorato notte e giorno per pagare la mia educazione fino a qui». O come Nushifa, la prima ragazza del suo villaggio a finire al college: figlia di un fruttivendolo del villaggio di Rampur, vuole «imparare bene l’inglese, come le ragazze ricche che vengono dalla città».


 

martedì, gennaio 08, 2019

L'orologio della vita









Ritornando alle Confessioni, il vescovo di Ippona, partendo dall’eternità di Dio, dal suo essere sciolto da ogni concetto di tempo, in quanto suo creatore e iniziatore, elabora la sua affascinante teoria del tempo. Egli innanzitutto si chiede che cosa sia il tempo e fornisce una risposta singolare. Egli dice: «Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so». L’unica cosa che per lui sembra essere acquisita è la presenza di un passato e di un futuro. Infatti «senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente».
Ma subito dopo egli stesso mette in dubbio tale affermazione, perché come farebbero ad esistere il passato e il futuro «dal momento che il primo non è più, il secondo non è ancora? ». E anche lo stesso presente – egli dice - se fosse sempre presente, senza tradursi in passato, non sarebbe più tempo, ma eternità: «Se dunque il presente, per essere tempo, deve tradursi in passato, come possiamo dire anche di esso che esiste, se la ragione per cui esiste è che non esisterà? Quindi non possiamo parlare con verità di esistenza del tempo, se non in quanto tende a non esistere».
Di qui le perplessità di Agostino. Il passato e il presente, in definitiva, non esisterebbero. Il primo, infatti, non è più esistente, mentre il secondo non esiste ancora. Ma anche il presente, in fondo, è solo un momento che si traduce in passato e, in quanto tale, esso non esiste.


http://www.pensierofilosofico.it/articolo/Il-Tempo-nelle-Confessioni-di-SAgostino/123/

lunedì, gennaio 07, 2019

Cuore e Tesoro













Il sindacato nasce proprio per evitare che le masse siano strumentalizzate dal potere attraverso i mezzi di comunicazioni, Tv, giornali. Uno sciopero generale era in grado far cadere un governo. Il problema è che anche nel sindacato i capi finiscono per diventare potere e dietro compensi e possibilità politiche fingono soltanto di lottare contro i carnefici. Per questo l'arma dello sciopero è scomparsa dalla vita sociale del nostro Paese.

sabato, gennaio 05, 2019

Questo non è il P.D.









Nel Vangelo secondo Luca, Zaccaria era un sacerdote della classe di Abia (l'ottava delle 24 classi in cui i sacerdoti ebrei erano ripartiti). Secondo il racconto evangelico egli e sua moglie Elisabetta erano ormai di età avanzata quando Zaccaria, mentre svolgeva il suo servizio nel Tempio di Gerusalemme, ebbe la visione dell'arcangelo Gabriele, il quale gli annunciò la prossima nascita di un figlio (fino a quel momento non ne avevano avuti). Poiché Zaccaria non gli credette, per convincerlo Gabriele lo fece diventare muto fino a che il suo annuncio non si fosse adempiuto.

venerdì, gennaio 04, 2019

Così non va bene









La nostra società è impaziente e allo stesso tempo pretenziosa.
Dopo la fase del corteggiamento, dei fuochi di inizio rapporto, poi c'è chi non riesce ad accettare quella che possiamo definire routine; ma la routine non è per forza negativa, anzi.
In genere subentra la nuova fase del rapporto amoroso, che porta alla nascita di un figlio (e quindi a convogliare il grosso dell'affetto e delle attenzioni verso di lui); ma non necessariamente, perché una coppia può anche vivere insieme per 70 anni anche senza figli.
Invece ci sono 50enni che sfasciano i matrimoni perché si mettono con una 20enne. Questo perché il 50enne si sente ancora un 30enne e vuole vivere la vita di un 30enne.
Oggi purtroppo vanno di moda questi rapporti dall'età sbilanciata che scompigliano molto le carte.

mercoledì, gennaio 02, 2019

Antonio Gramsci






Io apprezzo questi quattro intellettuali: Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini.
Da ragazzo ero comunista ma con il fallimento del socialismo reale ho capito che si trattava di una tragica utopia.