venerdì 11 gennaio 2019

La morte della libertà










L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati  (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso.  E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina, l'adulto sul minore e così via degradando.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere.  Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca  il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.
Mi è venuto in mente uno dei capolavori di De André. L'impiegato che "al ballo mascherato" usa la bomba per distruggere i simboli del potere opprimente per chi è nelle parti basse della piramide.
Invece quella bomba serve solo al potere per "rinnovare i volti del potere".
Oggi il potere usa bombe (metaforiche) che lascia in mano del popolo, da usare contro i nemici, al fine di rafforzare..il proprio potere.


33 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: second coming jesus christ

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  2. Infatti la storia ci insegna
    Piazza Fontana
    Stazione di Bologna
    Il delitto Moro
    Solo per citarne 3
    Per far si che "disgregare" il potere sono morti quanti innocenti?!
    Il potere ci sarà sempre, possiamo andare in piazza, fare manifestazioni...io mi ricordo i tempi "di piombo" nel '78
    Ci si randellava e anche tanto, ma che sia destra, sinistra, centro, chi va al potere, sempre avrà "potere" nelle masse.
    Come sarà sempre cosi, nella piccola comunità che e' la famiglia.
    E non per mancanza di volontà, o paura o altro, ma la difficoltà nasce che non si e' tutelati "dall'alto"
    Bacio.

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  3. Fiorella, il fatto che il Potere c'è sempre stato non significa che uno debba rassegnarsi alla violenza fisica e psicologica. Il potere di oggi usa i mezzi comunicazione, la tecnologia, il ricatto e la menzogna.

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  4. Oggi la citazione di De Andrè è perfetta e mi fa piacere che tu abbia apprezzato quella mia vecchia analisi.

    Scavando a fondo, a proposito di consenso, il potere chiede all'impiegato (nel brano sogno numero due):
    "tu sei il potere,
    vuoi essere giudicato?
    Vuoi essere assolto o condannato?".

    Quindi il potere addirittura chiede il consenso all'impiegato (colui che butta la bomba).

    La risposta da parte dell'impiegato è ovvia: nessun giudizio e al massimo assoluzione.

    Ma il potere non chiede il consenso, lo cerca e lo usa.
    Infatti nella realtà (cioè in quella che viene narrata nel disco "storia di un impiegato") l'impiegato non fa parte del potere e da esso viene semplicemente usato (per gettare la bomba).

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    1. Così è più chiaro.
      Ti ringrazio.
      Io ricordavo vagamente l'album del primo tifoso del Genoa -:)

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  5. Tutti hanno il potere. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
    Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
    Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
    Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.

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  6. Perché tutti hanno il potere. Succede quando l'Autorità vacilla.
    La morte dell'autorità può anche piacere alla cosiddetta generazione del sessantotto, la quale ha cercato di divorare i padri, le leggi, prescrizioni e precetti.
    Vivere in questa condizione dà una specie di ebbrezza, che agli inizi è molto piacevole.
    Ma l'euforia non dura mai a lungo. Chi divora padri e tradizioni finisce per generale dei padri più mostruosi che pretendono obbedienza fino alla morte.
    Il '68 ,usando la metafora ,è come uno che smonta tutti i pezzi di un orologio e poi non è capace di rimetterli al posto giusto affinché la sveglia sia funzionante.

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    1. Molto bella questa metafora del '68 quale orologio.
      Da ricordare, musicalmente parlando, anche "La mia generazione ha perso" di Giorgio Gaber.

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    2. Il '68 va da un arco di tempo che va dal 1968, appunto, fino al sequestro Moro nel 1978. Dopo il dramma di Moro è rimasto soltanto il terrorismo delle Brigate Rosse, sconfitto nel 1988.
      Ricordo la canzone di Gaber.

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  7. Nel "Gattopardo" Tomasi di Lampedusa scrive: "Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.
    Attualissimo anche oggi. E' stata affossata la Dc, poi Craxi per far posto a Berlusconi e ora il Potere è nelle mani del Comico, dell'Inetto e del Razzista.

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    1. Il razzista è il peggiore.

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    2. No, è l'inetto che ci fa fare la figura dei fessi in Europa che ridono di noi. Al posto del contributo, dove si spenderanno tanti soldi (che prenderamno a noi) potevano creare nuove opportunità, 80% andrà al sud. Conosco bene il sud, non ho mai visto persone morire di fame. Tutti belli cicciottella. Molti muoiono uccisi dalla mafia perché i corraggiosi sono davvero pochissimi. Siamo noi lo stato.
      E chi è... caratterialmente omertosi e .. furbo, si vede a occhio, vero Gus?
      L'ultimo sbarco di centinaia di persone, clandestine o meno, sono state collocate in diversi stati europei, come giusto che sia. Stai zitto gus, l'inetto ha pensato bene come vincere le elezioni, altrimenti avrebbe vinto Salvini. L'insetto ha capito bene cosa vigliono certe persone delle sue parti. Abbiamo visto dopo pochi mesi le file di persone per prendere i soldi. Nemmeno hanno capito. Vergogna.
      Gus, è proprio vero che il tuo rapporto col blog è SOLO didascalico. I fatti sono altri. A insegnare siete bravi, l'unica cosa che ho gradito di Di Maio è che non si è laureato a Napoli al FEDERICO II. Fondamentalmente è stato un onesto.

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    3. Ops. Di non essere riuscito a laurearsi.

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    4. Il Comico ha riempito la testa di molti italiani e l'Inetto ha fatto un programma senza conoscere cosa sia il bilancio. Il Bilancio dello Stato. E' crollata la produzione industriale.

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  8. Chi ha letto il romanzo Nerve di Jeanne Ryan?

    Quando viene selezionata come concorrente per Nerve, un gioco in diretta online, Vee non è sicura che avrà il coraggio necessario ad affrontare le sfide via via proposte. Eppure chiunque si nasconda dietro Nerve sembra conoscerla alla perfezione e sapere esattamente ciò che desidera: i premi sono allettanti e il suo partner nel gioco è il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento tutto si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Gran Premio, la finale di Nerve. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita.

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    1. Dal romanzo è stato tratto anche un film: Nerve è un film del 2016 diretto da Henry Joost e Ariel Schulman con protagonisti Emma Roberts, Dave Franco e Juliette Lewis.

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  9. Chi ha detto di rassegnarci?!
    E' un mio pensiero, ma non di rassegnazione.

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    1. Fiorella, non pensavo a te. Mi irrita il luogo comune : "E' stato sempre così".
      Bacio.

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  10. Chi esercita il potere è a sua volta sottomesso ad un altro potere ed allora?
    Personalmente comincio a pensare che Terzani abbia ragione, quando afferma: "Dov’è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché." E' necessario iniziare da noi stessi a liberarci dalle nostre paure, dalla nostra ignoranza, rielaborare un altro modo di vita, di pensiero. E' un pò come quando si afferma di volere la pace nel mondo...come si può volerla se non siamo, a priori, noi in pace con noi stessi?
    Abbraccio siempre

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    1. Sì, il potere tiene tutti legati con una catena di ferro.

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  11. Quante occasioni e quante opportunità, in cui semplicemente ogni giorno, papà ha fatto la sua scelta. E’ stata la sola onestà a fargli tenere dritta la barra della propria condotta? E’ stato solo il senso del dovere a impedirgli un compromesso, anche con se stesso? E’ stata la fedeltà , l’obbedienza alle leggi e allo stato?
    Io penso di no, credo che mio padre lasci , più di ogni altro esempio, quello di un uomo capace di affermare la propria libertà. Con se stesso, rimanendo coerente al proprio pensiero, alle proprie convinzioni. Con gli altri, quando ha respinto blandizie e ricatti senza neanche cercare protezioni “politiche”, nella consapevolezza che anche quelle potevano avere un prezzo. E’ stato libero nel senso più completo del termine, quello che include la consapevolezza del proprio ruolo. Non istituzionale, di commissario liquidatore, ma di uomo, di marito, di padre, di cittadino.
    Il mondo, in una certa misura, va nella direzione, in cui vogliamo che vada (anche nella subordinata forma del “permettiamo”). Ciascuno di noi è responsabile per qualche grado di questa direzione, secondo l’inclinazione che attraversa la nostra quotidianità e che possiamo cambiare con le nostre scelte e il nostro agire. Nelle piccole e nelle grandi cose: nell’accettare di non fare o di non prendere una fattura, di chiedere o di non chiedere un permesso che una norma impone, di rispettare o meno i diritti del nostro prossimo, e per esempio di delegare ad altri le scelte che dovrebbero impegnarci.

    Questo è il potere che ha ciascuno di noi.

    Umberto Ambrosoli – Qualunque cosa accada – Sironi editore.

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  12. Lo sai Farfalla che per qualcuno è facile essere libero e che per altri è quasi impossibile. E gli altri sono la maggioranza.

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  13. “Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.”
    Michael Ende fa pronunciare queste parole ad uno dei personaggi della Storia Infinita, Gmork il servo del Nulla.

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  14. Non è vero chi ha molto ha più paura di perdere troppo. Chi non ha nulla da perdere rischia di più.
    Notte gus.

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    1. Non lo so. Io mi interesso di tutte le persone che formano una collettività.

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  15. Allora conosciamo noi stessi, senza aver paura delle conseguenze.
    Il potere ci spersonalizza solo se glielo permettiamo.

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    1. Lo sai che io non sono uno, nessuno o centomila. Io il potere l'ho avuto, l'ho fatto in tanti pezzettini per 200 persone che lavoravano per me.

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  16. Siamo strumenti Gus. Votare, ad esempio, sarebbe un nostro potere, ma viene usato per rafforzare chi si prende gioco di noi, non esercitarlo frantumerebbe davvero il Sistema, ma ancora pochi sono coscienti di questa possibilità...

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  17. La gente si vende e arrivano al 60%. Io non votavo dalla fine de PCI. Nelle ultime elezione, da imbecille, ho scelto il partito del Comico e dell'Inetto racconta frottole.

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    1. Li ho votati anche io, come la Raggi a Roma... ma non è grave sbagliare... grave è il perseverare nell'errore..

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    2. Io torno a non votare. Vincerà Salvini e ci cacceranno dall'Europa.

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  18. Il vero potere per me è uno solo, quello della libertà di pensiero.
    Chi vuoi per comodità, per paura, per aggregarsi al “carro del vincitore” non pensa con la propria testa, passami la parola ma è un coglione che si lascia schiacciare dal falso potere e da mere promesse perché è molto più comodo essere gregario: niente responsabilità, nessun dovere, niente coscienza. Chi crede veramente in un ideale, o in qualcosa che per lui è importante difficilmente si lascerà dominare, perché lotterà fino in fondo per difendere ciò in cui crede, per i gregari l’importante è avere il loro orticello sempreverde.
    Ciao Gus!

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  19. Chi rinuncia alla dignità viene immediatamente fagocitato dal Potere.
    Ciao Morgana.

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