lunedì 26 luglio 2021

Le cose nascoste

 


Stiamo andando a raccogliere frutta, radici e bacche. Neppure esiste un villaggio, solo dei ripari. Non ci sono sentieri ma solo tracce che lasciamo per il gruppo che ci segue. Dove manca la vegetazione, con una scheggia di pietra lasciamo indicazioni su dove siamo passati e, al caso, cosa abbiamo trovato o che direzione abbiamo seguito. Queste sono le tracce che ogni generazione lascia a quelle future.
L'uomo è diverso dall'animale, che subito dimentica. L'animale vive in modo non storico, poiché si risolve nel presente. L'uomo invece resiste sotto il grande carico del passato anche se lo schiaccia a terra e causa una grande sofferenza. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono dal fatto che si sappia ricordare il passato, nel bene e nel male.
I fatti belli e quelli brutti sono la nostra vita e non possiamo separarli per non alterarne la verità e trasmettere la menzogna alle generazioni future.
Perché ricordiamo più a lungo gli eventi che ci spaventano? Gli scienziati sembrano aver trovato la causa. È una proteina, la beta-Catenina, che funziona come un nastro bi-adesivo: tiene incollate le cellule tra di loro, ha un ruolo nella formazione dell`embrione, ma soprattutto svolge un`importante funzione nella memorizzazione di stimoli negativi. Lo studio pubblicato su Nature Neuroscience è stato condotto da Kerry Ressler della Emory University di Atlanta, negli Usa, e la "proteina del ricordo" potrebbe, in prospettiva, aiutare nella cura dei disturbi della memoria nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer e nel disturbo post-traumatico da stress.
Del resto se, come abbiamo detto, la memoria, una funzione fondamentale della nostra conoscenza è anche vero che il nostro cervello immagazzina ed elabora una quantità straordinaria di ricordi e di informazioni e che tutti noi crediamo di essere persone umane, dotate di un Sé unitario, grazie al fatto che sentiamo di contenere nella mente i fatti della nostra vita e di poterli raccontare a noi stessi e agli altri in qualsiasi momento. Inoltre è stato dimostrato che gran parte del nostro sapere e della nostra vita sta nascosto nella nostra mente in modo inconscio e implicito e che può essere richiamato alla nostra attenzione cosciente quando se ne presenti l’occasione o la necessità.
Cancellare i ricordi negativi, gli errori...sarebbe davvero una tragedia.
Gli errori del passato sono il nostro tesoretto di esperienza.
I ricordi brutti ci fanno da monito e paradossalmente da aiuto, per affrontare le difficoltà presenti e future della vita.
Un passato fatto solo di bei ricordi poi ci farebbe vivere in un costante stato di nostalgia altamente dannoso, non riusciremmo neanche a uscire a prendere il giornale.

giovedì 22 luglio 2021

Mio padre






 

La gelosia è una brutta bestia. Io sono una vittima della gelosia. Quella di mio padre verso la moglie.
Era geloso anche di uno sguardo. Non dico di un sorriso perché mia madre non regalava agli uomini nemmeno quello, tanto era riservata e pudica.
Mia madre era una donna bellissima.
Somigliava a Greta Garbo. Maestra ,come del resto mio padre.
A casa mia c'era costantemente la guerra. Sempre per l'assurda gelosia di mio padre.
Urla e accuse irrispettose che mio padre indirizzava a mia madre che non riusciva mai a tranquillizzarlo.
Mio padre non usava le mani. Non lo ha fatto nemmeno con mia sorella e mio fratello. Io ero il cocco di casa. L'ultimo nato dei figli. Dodici anni dopo mia sorella ed esattamente dieci, dopo mio fratello.
Da bambino ero terrorizzato dalle scenate di gelosia di mio padre.
Quando tornavo a casa ero sempre angosciato da un pensiero. Trovare mia madre uccisa.
La paura era immotivata perché, come ho detto, non ho visto mai mio padre dare uno schiaffo a mamma.
Quando mio padre, un siciliano duro, passava qualche settimana in Sicilia, nella nostra casa era una festa.
E’ morto il dieci agosto di un anno che non ricordo.
Un po’ alla volta ho cominciato ad amare mio padre.
Ho capito perché era così aggressivo.
Il fatto è che mia madre non lo amava abbastanza.
Si conobbero grazie ad un concorso a cattedre per maestri.
Nella graduatoria mio padre era tra i primi tre e mia madre una delle ultime.
La casualità. Mio padre era di Petralia Soprana un paese delle Madonie dove è stato girato il film "Cento passi", dedicato a Impastato.
Mio padre guardò tutte le sedi disponibili e scelse quella con altitudine maggiore, Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Mia madre, da ultima fu costretta a scegliere l'unica sede rimasta disponibile, cioè Pescasseroli. La località non è come oggi. Allora i lupi, di notte, venivano a raschiare porte e finestre delle abitazioni. Mia madre si sentì sperduta e trovò l'unico appoggio in mio padre. Poi si sposarono, ma mia madre non amava il siciliano duro e sanguigno.
Mamma si sentiva solo in quel paesino abitato da lupi che la notte raspavano sulle finestre. Papà era un bell'uomo, elegante e colto. La conquistò come compagnia e non come passione. Lei sempre riservata, mai una carezza, un bacetto e bloccava sul nascere ogni affettuosità. Io ero l'ultimo, nato per dispetto, come mi ha raccontato mia madre e papà mi voleva un gran bene.
Trovavo sotto il mio cuscino sempre qualche cioccolatino al liquore. Quel 10 agosto cominciò ad avere le vertigini, chiamai l'ambulanza che venne subito. Mio padre russava, era già in coma. Morì verso le cinque del mattino all'Ospedale.


martedì 20 luglio 2021

Da cittadino a consumatore

 



In una società come la nostra, monopolizzata dal capitalismo, chi deve affrontare il rischio educativo trova molti problemi.
Compito dell'educazione è favorire una crescita ordinata cercando di prevenire conflittualità. I genitori non sanno quando è il momento di lasciare la mano del figlio, ormai capace di camminare senza le stampelle genitoriali. E' tutto difficile e per questo il dubbio s'impossessa di noi.
Prima il fidanzatino era qualcosa di normale.
Direi un gioco. Oggi con il fidanzatino si fa sesso.
Il problema è che il sesso, importante corollario dell'amore, pressando a tutto campo ha schiacciato l'amore, sostituendolo con il piacere fisico separato da quello spirituale.
Nella vita puoi arrivare a mille fidanzati senza comprendere la grandezza dell'amore.
Penso che i genitori abbiano grossi problemi nell'affrontare il rischio educativo, anche per evitare che i ragazzi siano esclusi dalla mentalità imposta alla società dal Potere.
I genitori hanno, inoltre, anch'essi bruciato i valori. Per esempio quello della fedeltà coniugale.
Non si può essere felici finché intorno a noi tutti soffrono e si infliggono sofferenze; non si può essere morali fintantoché il procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e ingiustizia; non si può neppure essere saggi fintantoché l'umanità non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi
La diffusione dell'industria, l'arresto della mortalità infantile, il prolungamento della vita umana hanno portato ad un sistema economico che si regge sulla produzione intensiva di beni di massa. Ma perché la produzione continui occorre che i beni vengano consumati e rapidamente sostituiti da altri beni.
Si lavora per produrre e si vive per consumare. La sociologia ha dimostrato i pericoli di questa rozza ideologia: un gretto materialismo edonistico. Lo sviluppo dell'individualismo sfrenato e, insieme, la promozione del conformismo sociale. Ogni forma di governo è buona purché garantisca un certo standard di vita. La formazione di una società priva di stimoli intellettuali e caratterizzata da informazioni distorte e superficiali, il mito del successo, i modelli della pubblicità contribuiscono all'alienazione dell'uomo che si lascia trasformate da attivo cittadino in passivo consumatore.

sabato 17 luglio 2021

Liberi vivendo la propria identità

 


Secondo Luigi Giussani ciò che caratterizza questo tempo storico è la violenza. 
Il risultato è che la persona è concepita semplicemente come un fascio di reazioni. Ciò comporta due conseguenze: in primo luogo l’io risulta dissociato, cioè ragione e affezione sono slegate; in secondo luogo dominano la paura e la presunzione. 
È proprio in virtù di questa progressiva riduzione dell’umano che il potere governa e determina il singolo. Si avvera perciò una sorta di anoressia dell’umano che dissocia il soggetto e lo fa vivere nella paura. Il compito della comunità cristiana, dunque, è quello di ridare identità all’uomo. 
Cosa definisce dunque questa identità? L’uomo è caratterizzato innanzitutto dalla libertà, ovvero dalla capacità di percepire la realtà attraverso il paragone tra ciò che incontra e il suo cuore.
La libertà nasce quindi come percezione della realtà (conoscenza) e come affetto ad essa. Il secondo fattore della libertà è il giudizio che, in quanto tale, è frutto di una corrispondenza non automatica e di un lavoro.
La terza caratteristica della libertà è di essere una prassi creativa, cioè un’esaltazione della corrispondenza ultima fra la realtà totale e il cuore dell’uomo, essendo entrambe fatte dall’unica intelligenza di Dio.
Come avviene questo ridestarsi dell’identità autentica dell’uomo? Attraverso l’incontro con una realtà umana viva, qualitativamente differente, capace di attrarre perché corrispondente al cuore.
L’incontro si dilata poi in una compagnia che è il luogo geografico e sociale in cui si è chiamati a vivere ciò che l’incontro ha ridestato.
Occorre, tuttavia, evitare il rischio di ridurla, secondo un uso strumentale, a un progetto di potere. Da una compagnia così intesa, infatti, non possono che conseguire la degenerazione dell’operosità ad attivismo e la riduzione della vita comunitaria a schemi prestabiliti, siano essi vocali (discorso) od operativi (attività). Una compagnia siffatta è una compagnia egocentrica. La domanda, al contrario, è la modalità operativa di appartenenza alla compagnia. In essa si attua l’intreccio di ragione e affezione.
Domanda e gratitudine vigono là dove la compagnia è concepita e vissuta come luogo di cammino, sorgivo del richiamo e dell’aiuto alla propria identità. Pretesa e lamento emergono, invece, quando la compagnia è vissuta in modo egocentrico. 


giovedì 15 luglio 2021

The Battle of Seattle

 


Sono preoccupato per le nuove generazioni: crescono in fretta e vivono in una società sempre più materialistica e legata all'apparenza, troppo 'connessa' inoltre. E' vero che anche io da bambino, come quasi tutti quelli della mia età, eravamo coccolati e riempiti di giochi e attenzioni. Tuttavia siamo cresciuti con alcuni valori e sviluppando quella fantasia che è un ideale antidoto per il grigiume dell'apparenza. La cultura dell'apparenza è davvero una ricerca dell'effimero. E il guaio è che inizia già da piccolissimi. Siamo fottuti già prima di crescere e di costruirci una solida identità. Una mia compagna di scuola si innamorava perdutamente del ragazzo di turno, lo corteggiava fino al midollo e quando questo ci stava, dopo appena due settimane non lo desiderava più. Ho sempre pensato che per lei gli uomini fossero solo un capriccio. Oggi, si fa così con le cose, con gli animali, con le persone in genere. Ed è triste. Molto. Il tutto sempre e subito sta alla base della scontentezza, della perdita di desiderio, della perdita di senso, dell’incapacità di assumersi responsabilità, dell’incapacità di amare e di donare. Insomma, il tutto sempre e subito è la ricetta per far crescere un individuo immaturo. Il tutto è subito è la modalità che indica il Potere per aumentare i consumi e far credere alle persone che solo in questo modo è possibile essere felici e invece si arriva al nichilismo descritto da Leopardi nella poesia "Il sabato del villaggio". Bisognerebbe che i giovani leggessero questo post, anche se pochi lo capirebbero, presi come sono dal loro Io che non ammette autocritiche. Bisogna però riconoscere che non è colpa loro. I primi movimenti noglobal, quelli di Seattle, hanno interpretato bene il futuro incolpando, soprattutto, le multinazionali, che si sono appropriate di tutto anche della vita dei giovani.

martedì 13 luglio 2021

Quando il futuro si accorcia

 


John Suterland, professore di Letteratura Inglese all' Università di Londra, ha sfidato i suoi studenti a ridurre l' Ulisse di Joyce a 160 battute, che è la capacità di un sms. E' la sua minima lunghezza, vale a dire la parte lunga ridotta al minimo; o, se preferite, la sua massima brevità, vale a dire la cortezza contratta all' eccesso. Inaspettatamente ne è nato su Internet un avventuroso gioco alla moda: il gioco del pensiero corto. Meravigliando per primo lo stesso Suterland, gli internauti di tutto il mondo hanno infatti accettato la succulenta gara e hanno messo a dieta il pensiero, da Conrad a Dante, dai Promessi Sposi a Moby Dick. Il pensiero narrante, l' affabulazione è stata così consegnata ai digitantes (digito ergo sum) che scrivono "xché" e non perché, "nn" invece di non, "ki" per chi, "dm" per domani, "pm" per pomeriggio, "sn" per sono, "cmq" per comunque, "cs" per cosa~ Nel pensiero corto, tutte le particelle pronominali di Petrarca hanno perso la i, e la poesia cosmico-intimista di Leopardi è diventata una sequela di suoni consonantici, un' implosione fonica: «E l nfrgre m dlc n qst mre». L' idea è che le vocali siano il grasso della comunicazione. E, in una visione anoressica del mondo, anche le belle frasi, come le belle ragazze, dovrebbero perdere l'adipe a favore del pensiero palestrato.

lunedì 12 luglio 2021

Dopo la sconfitta



 

Da poco s’è acquietato il dolore alla testa ed anche il respiro ha ripreso la sua cadenza normale. Il mal di testa ti avverte -è un avversario leale- ti avvisa che sta per arrivare. E la paura ti sale su prima del dolore. Ti chiedi se sarà un mal di testa amico o nemico? Amico se passerà in fretta, nemico se durerà una settimana, giorno dopo notte, analgesico dopo analgesico. Insieme alla domanda, e nell’attesa della risposta, nel petto senti il terrore che non possa passare mai più. E ricorri alla magia, alla personale liturgia che hai elaborato, ricorri al sacro perché ignori cosa accadrà e ne hai paura. Con una fascia ti stringi la testa forte forte e aspetti; al buio, aspetti. L’analgesico comincia a fare effetto e avverti un distacco, una distanza dalle cose; hai, per esse, lo sguardo sfocato che le sfuma mentre si allontanano. Ed i pensieri, liberati dal condizionamento del mondo che li circonda, cominciano la loro danza irregolare, illogica, dionisiaca. Per quanto tu ne abbia elaborato una strategia, sforzandoti di pensare pensieri belli, loro, all’ordine di Dioniso, spesso virano verso il brutto. Ed al dolore fisico aggiungi i pensieri. Anche per i pensieri brutti hai elaborato una strategia: pensarli fino in fondo, fino al peggio pensabile. E’ un esorcismo, direbbero i gesuiti. Sì, è un esorcismo. Funziona. Da bambino nessuno credeva alle mie cefalee, pensavano fossero scuse.  Credo che allora mi nacque il dubbio che il dolore non potesse passare mai più. Il mal di testa non avverte soltanto me. Avverte pure quelli che mi sono vicino; pure loro se ne accorgono perché comincio a muovermi con cautela, gli occhi si stringono, le parole diventano poche e accennate. E vedo pure la loro preoccupazione: è la cosa che sopporto peggio di tutte. Qualche volta apro l’Odissea. Sempre al Libro quinto. Non lo so perché, ma la apro sempre al Libro quinto, il libro di Calipso. L’Aurora si alzò dal letto dell’illustre Tritone Per portare la luce a immortale e mortali. Aurora si alza dal letto e fa alzare, sorgere la luce. Con un solo verbo, nel quale si specchiano due significati, si creano connessioni, sinapsi. Deve essere l’intontimento che mi fa leggere cose mai lette prima. Deve essere il tempo che passa e che trasforma i pensieri, belli o brutti che siano, in ricordi, belli o brutti pure loro. E non c’è maniera alcuna di governarli, vengono e vanno via a loro piacimento. Mia madre che mi raccontava del generale Montgomery, quel pallone, calciato al volo, che scheggiò il sette e finì fuori, il Mare del Nord, il suono del campanellino, dopo ogni esame, che chiamava per conoscerne l’esito… Una sonnolenza troppo vigile che speri si risolva in sonno. Ed il tempo passa ed il sonno non viene. Certe notti sono troppo lunghe. Aurora, ti prego, alzati dal letto.


giovedì 8 luglio 2021

La coscienza dell'uomo



 

Le tappe di trasformazione della coscienza sono simili in tutti gli individui, indipendentemente dal tipo di società, dal periodo storico, dalla cultura e dal grado di sviluppo della coscienza etica, morale e spirituale del gruppo di appartenenza. Le fasi salienti della trasformazione della coscienza individuale sono: il limbo dell'infanzia, le passioni della giovinezza e l'introversione contemplativa della maturità.
Jung distingue tre forme naturali di sviluppo della coscienza che prende avvio con l'adolescenza: "La prima forma di coscienza, quella del semplice riconoscere, rappresenta una condizione anarchica o caotica. Il secondo stadio, cioè quello del complesso dell'Io, è una fase monarchica o monistica. Il terzo stadio rappresenta un progresso della coscienza e cioè la coscienza della dualità, di uno stato dualistico". Jung era ateo.
Nel saggio Die Psychologie der unbewussten Prozesse, "La psicologia dei processi inconsci", del 1917, Jung aveva definito il problema dell’esistenza di Dio addirittura come uno dei problemi più stupidi che ci si possa porre". La psicologia analitica può solo dimostrare la presenza di un’immagine archetipica della divinità nell’inconscio.
Scrive Jung. "Noi giungiamo alla metà della vita con la più completa impreparazione, e , quel che è peggio, vi giungiamo provvisti di preconcetti, di ideali, di verità buoni sino a quel momento. Non è possibile vivere la sera della vita seguendo lo stesso programma del mattino, poiché ciò che sino ad allora aveva grande importanza ne avrà ora ben poca, e la verità del mattino costituisce l'errore della sera.
Dalle immagini della risonanza magnetica di 233 bambini, gli scienziati del Cedars-Sinai di Los Angeles e dell’University of North Carolina Chapel Hill hanno scoperto che il livello di crescita dei circuiti cerebrali associati alle emozioni nella primissima infanzia può predire ansia e anomalie comportamentali nei bambini più grandi e negli adulti. L’attenzione degli scienziati si è concentrata sull’amigdala l’area cerebrale cruciale per il controllo delle emozioni.
«Attraverso le immagini della risonanza magnetica - ha dichiarato Wei Gao, principale autore dello studio - lo studio dimostra che i circuiti del cervello essenziali per la regolazione emotiva negli adulti sono assenti nei neonati ma emergono intorno a uno o due anni di vita fornendo le basi per un corretto sviluppo emotivo». Bisogna uscire bene da quel limbo di vita che in effetti è sicuramente un caos ordinato.



mercoledì 7 luglio 2021

Figlio uccide la madre

 


                                           Daniele scrive: 



La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.




                                             Femminicidio



Generalmente il femminicidio è la tragica conclusione di una storia d'amore che finisce. Quando capita alla donna di chiudere un rapporto che ha perso ogni significato, a volte, avviene che l'uomo si senta offeso nel suo orgoglio e per  vendicarsi della sua sofferenza uccide la donna. Ma abbiamo visto che anche i genitori possono arrivare al femminicidio di una figlia e un figlio fuori di testa uccida la madre.
Ultimamente è successo a una parrucchiera che è stata uccisa a coltellate nella sua villetta di San Benigno Canavese (Torino). Il figlio, Renato, 44 anni, ha confessato il delitto. È stato lui a usare un coltello per ammazzare la madre, che giustamente non voleva dargli denaro che lui usava per acquistare la droga.  A dare l'allarme è stata la sorella della parrucchiera: ha telefonato a casa, e il nipote le ha risposto: «La mamma non c'è, è in cortile, richiama più tardi». La donna, insospettita, ha allertato i carabinieri che si sono recati sul posto. La donna è stata colpita al torace, in cucina, con un grosso coltello trovato non lontano dal suo corpo senza vita. 

martedì 6 luglio 2021

Mitologia greca

 





Si diventa forti superando ostacoli all'apparenza insormontabili.
La gioia?
E' l'intervallo che passa tra un dolore e l'altro.
Cerchiamo di espandere questo intervallo.

sabato 3 luglio 2021

Fascino e disumanità del potere



 

La libertà è una continua ricerca della qualità del tuo modo di vivere. Si deve scoprire ogni atteggiamento, azione e pensieri che costituiscono errori.
Il problema è la nostra incapacità di non comprendere la complessa struttura dell'errore e commetterlo, senza capire che stiamo sbagliando.
Molti pensano che la libertà sia la possibilità di scegliere, invece è libero chi non deve scegliere perché la sua coscienza sa dove si trova il giusto.
E' un uomo libero il samaritano che non si pone il problema di aiutare un uomo ferito perché sa che è quello che deve fare, mentre il levita e il sacerdote pensano alla scelta: dovrei aiutare quella persona che giace sul ciglio della strada, ma se sta solo fingendo e mi aggredisce, che ne sarà di me? Ha scelto la liberà imperfetta, quella che ti fa scegliere e poi sbagliare.
Sofocle disse: Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.
Il potere e il desiderio di grandezza, assorbono il cuore dell’uomo avido, lo ubriacano e gli causano una specie di delirio di onnipotenza, calpestando tutti i valori. Quanto più grande è il potere, tanto più cresce l’abuso degli altri uomini dimenticando che esso è il nulla, se non riconosce di essere creatura.
Non dimentichiamoci che ci sono altri abusi di potere anche nel nostro piccolo mondo domestico, causando danni irreparabili, togliendo la vita a chi si ribella alle vessazioni, e stravolgendo la vita alle piccole vittime, che vengono private dei loro diritti primari: Amore e serenità.
Quando una cultura diventa dominante il suo contenuto è così sistematicamente veicolato dai media che si innesca una veloce osmosi che riesce ad informare inconsapevolmente la mentalità di tutti.
Così che a un certo punto la fisionomia stessa del muoversi della società e dei singoli diventa totalmente riconducibile alle immagini e ai parametri mentali degli strumenti di comunicazione.
E' molto raccapricciante vedere un individuo totalmente determinato nei suoi giudizi e nelle sue movenze dal dettato comune.
L’uomo non può vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato. L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società. E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione. Basta disporre di una efficiente organizzazione per consentire qualunque cosa. Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori. Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti. E nell'astenia generale l'alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte per il flusso umano.
In Italia non esiste più autorità, esiste, invece, uno sterminato potere. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.