sabato, luglio 03, 2021

Fascino e disumanità del potere



 

La libertà è una continua ricerca della qualità del tuo modo di vivere. Si deve scoprire ogni atteggiamento, azione e pensieri che costituiscono errori.
Il problema è la nostra incapacità di non comprendere la complessa struttura dell'errore e commetterlo, senza capire che stiamo sbagliando.
Molti pensano che la libertà sia la possibilità di scegliere, invece è libero chi non deve scegliere perché la sua coscienza sa dove si trova il giusto.
E' un uomo libero il samaritano che non si pone il problema di aiutare un uomo ferito perché sa che è quello che deve fare, mentre il levita e il sacerdote pensano alla scelta: dovrei aiutare quella persona che giace sul ciglio della strada, ma se sta solo fingendo e mi aggredisce, che ne sarà di me? Ha scelto la liberà imperfetta, quella che ti fa scegliere e poi sbagliare.
Sofocle disse: Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.
Il potere e il desiderio di grandezza, assorbono il cuore dell’uomo avido, lo ubriacano e gli causano una specie di delirio di onnipotenza, calpestando tutti i valori. Quanto più grande è il potere, tanto più cresce l’abuso degli altri uomini dimenticando che esso è il nulla, se non riconosce di essere creatura.
Non dimentichiamoci che ci sono altri abusi di potere anche nel nostro piccolo mondo domestico, causando danni irreparabili, togliendo la vita a chi si ribella alle vessazioni, e stravolgendo la vita alle piccole vittime, che vengono private dei loro diritti primari: Amore e serenità.
Quando una cultura diventa dominante il suo contenuto è così sistematicamente veicolato dai media che si innesca una veloce osmosi che riesce ad informare inconsapevolmente la mentalità di tutti.
Così che a un certo punto la fisionomia stessa del muoversi della società e dei singoli diventa totalmente riconducibile alle immagini e ai parametri mentali degli strumenti di comunicazione.
E' molto raccapricciante vedere un individuo totalmente determinato nei suoi giudizi e nelle sue movenze dal dettato comune.
L’uomo non può vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato. L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società. E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione. Basta disporre di una efficiente organizzazione per consentire qualunque cosa. Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori. Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti. E nell'astenia generale l'alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte per il flusso umano.
In Italia non esiste più autorità, esiste, invece, uno sterminato potere. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.


20 commenti:

  1. Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere picchiavano tutti i detenuti, ma non i camorristi.
    Roberto Saviano

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  2. Certo potere viscido può coinvolgere te e me serenamente. Se domani fossimo all'improvviso al potere nel nostro governo, dovremmo o sottometterci all'andazzo, o lasciar perdere. Rivoltarne le dinamiche risulterebbe impossibile o molto pericoloso (guarda Papa Luciani che fine ha fatto..).
    L'unico potere che possiamo brandire è non averne.

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  3. A volte è il potere che ti cerca e non devi rifiutarlo, permettendo che vada a gente inaffidabile. Chi ha il potere deve delegarlo agli altri affinché ci sia una crescita generalizzata.

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    1. ..tanto siamo i maestri del subappalto.. :(

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    2. Franco, mi riferivo alla mia esperienza di lavoro. Aiutare gli altri a imparare.

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  4. Post assai ricco di spunti. Ne colgo alcuni: la libertà, come capacità di ascolto della 'legge morale' assimilata con saggezza e discernimento; la percezione della creaturalità come antidoto al delirio di onnopontenza sempre in agguato; la concezione del potere come servizio e non come dominio: secondo Giorgio La Pira la politica rappresenterebbe la più alta e compiuta forma di carità. Buon fine settimana e grazie.

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  5. Scusa il refuso: onnipotenza.

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    1. Sì, La Pira aveva compreso la vera finalità del potere politico.

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  6. Lo sai che questo è un quesito che mi faccio spesso e che sento spesso porre dalle persone che ho accanto? "se io fossi al potere, riuscirei ad essere una buona persona come sono adesso? Oppure mi farei anche io corrompere, accecare dalla sete di avere di più?".

    Il miglior modo di valutare una persona è lasciarla libera di scegliere, altroché 😉

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  7. La bontà è insignificante. Quello che conta è l'onestà. La scelta è l'opzione della persona che ha un dubbio. Nella nostra coscienza è già scritto quello che dobbiamo fare, assecondando il giusto. Il samaritano è la risposta più convincente scritta nei vangeli. Universale perché non divide gli uomini in credenti e atei, ma la valutazione terrà conto solo dei comportamenti.

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  8. La vita potrebbe essere semplice ma siamo tutti noi a complicarla....
    Buona domenica

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  9. Sono gli egoismi che rovinano tutto.
    Ciao Simona.

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  10. Quando il potere non è servizio bensì “accaparramento” non può che generare male.
    sinforosa

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    1. Il potere di trasforma facilmente dal dare al prendere.

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  11. La vita è bella quando vissuta in modo semplice e ringraziando ogni giorno per quello che si ha.

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    1. Amiamo quello che abbiamo.
      Ciao Stefania.

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  12. La tua riflessione sul Potere la trovo sublime e la condivido in pieno. Concordo anche con la famosa affermazione di Sofocle. Credo però che la vita sia un continuo dover scegliere e decidere che strada e quali soluzioni intraprendere, e quindi la libertà consista proprio nel poter fare queste scelte in piena coscienza e senza costrizioni, minacce, influenze nocive. Certo si può sbagliare, ma la libertà non consiste nell'avocarsi il diritto all'errore, generando nel prossimo in tal caso un forte sospetto di malafede, ma la possibilità di fare la scelta giusta nonché valutare le priorità. Nel fare una scelta ci possono essere in ballo due possibilità entrambe giuste, apprezzabili, e nessuna delle due sbagliata, ma si deve fare una scelta, anche solo una scelta di priorità, quindi il decidere quale delle due proposte sul tavolo necessita di urgenza e quindi vanta una priorità rispetto all'altra. Ecco pertanto un caso dove poter scegliere in piena libertà e coscienza è molto importante.

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    1. La libertà secondo Giussani
      (teologo)


      Si parla spesso di libertà come scegliere sempre la cosa che piace o conviene di più, oppure l'azione più adeguata a un certa situazione. Teologicamente questa è la libertà imperfetta, perché nello scegliere c'è il rischio dell'errore, cioè puoi sbagliare.
      La libertà è perfetta quando nella tua coscienza è già scritta la Verità. Non devi scegliere, ormai l'ha già fatto e non si pone il problema.
      Un esempio illuminante è il comportamento del samaritano.
      La strada che da Gerusalemme scende a Gerico è piena di curve e ideale per le imboscate. Capita che un sacerdote mentre cammina, appena dopo una curva, vede un uomo boccheggiante sul ciglio della strada. Pensa, sceglie e sbaglia "Sicuramente è un brigante pronto ad afferrarmi, rubarmi e poi ammazzarmi e, quindi, non si ferma. Più tardi la stessa situazione si pone a un levita che si dirigeva verso Gerico. Non si ferma, non sceglie il comportamento giusto, cosa che farà un samaritano che non crede in Cristo ma ascolta la sua coscienza. Nessuna scelta, nessun tentennamento: "Lì c'è un uomo ferito e vado a soccorrerlo.
      Esemplare questo passo di un Vangelo. Chi veramente amava il prossimo era un non credente e non il sacerdote e il levita. E' un ammonimento verso chi va in parrocchia, si comunica e nella vita è un egoista che pensa solo al suo tornaconto.

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