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martedì, gennaio 31, 2023

Vendo un rene per mangiare

 



Il prelievo di organi del corpo umano si sviluppa attraverso una catena commerciale complessa e ben strutturata che ha trovato terreno fertile in diverse zone del mondo.  Le stime indicano che il numero globale di trapianti commerciali – trapianti che comportano un pagamento per l’organo e quindi illegali – è di circa 10.000 all’anno, pari al 10% di tutti i trapianti. Nella maggior parte dei casi, l’organo venduto è un rene.
Il giro di affari è rilevante, stimato tra 600 milioni e 1,2 miliardi di dollari fino allo scoppio della pandemia.
Il mercato degli organi del corpo umano si pratica in diversi Paesi del Medio Oriente e in Nord Africa piuttosto che su altre zone del mondo interessate da questo sfruttamento – come la Cina o l’America Latina – Bisogna far luce innanzitutto su un mix drammatico di povertà, abusi, guerra, che caratterizza da troppo tempo queste aree.  Oltre 5 milioni di rifugiati sono le prede più facili da adescare per promettere denaro in cambio di organi.
Dalla Turchia alla Siria, fino allo Yemen, alla Libia, all’Iraq e all’Egitto, la rete di disperati donatori e di broker senza scrupoli racconta storie di disumanità e di crimini che ormai vanno avanti da anni, con pochissimi progressi a livello giuridico.
Nel mirino c’è soprattutto l’Egitto, considerato il vero centro del “mercato rosso” dell’intera regione. Nel 2010 il Paese ha adottato il Transplantation of Human Organs and Tissues Act proprio per arginare il vergognoso fenomeno della vendita di reni e fegati che stava preoccupando il Governo, soprattutto per la reputazione nei confronti dei turisti stranieri.
Tuttavia, nonostante il divieto legislativo sul commercio di organi e l’istituzione di un comitato di sorveglianza incaricato di applicare le rigide disposizioni, i trapianti e i traffici illegali di organi sono continuati.
Non è stata utile nemmeno la legge interna sulla lotta alla tratta di esseri umani, nella quale si include la rimozione di organi come una forma illecita di sfruttamento.



sabato, gennaio 07, 2023

Hitler era maschio

 


Solo il fatto di non voler comprendere e accettare situazioni poco soddisfacenti determina un ridimensionamento della percezione che induce ai veri e propri sintomi dissociativi. Tutte le condizioni della nostra mente, labile o meno, possono aprire un libero meccanismo alla possibilità di essere suggestionati, influenzati e condizionati dal potere che, invece, avidamente vorremmo possedere sempre, possedere totalmente.
Il potere assoluto, appunto, dove anche le cose più impensabili diventano proprie. Personalmente non riesco ad esserne coinvolto, non emotivamente, almeno.
Consideriamo, anche e soprattutto, una dissociazione di comodo egoismo, in cui il proprio e vero io non si dissocia affatto, anzi, ricomincia ad innescare un'altra mera condizione...ossia, opera volutamente un "restringimento" della propria coscienza e conoscenza: quella sana e vigile.
"I capelli corti quasi rasati, un paio di occhiali da vista con montatura semplice, il viso pulito e ben sbarbato: è così che appare Marcel Hesse, il diciannovenne che ha ucciso un bambino di 9 anni, vicino di casa, e poi si è dato alla fuga.
Un omicidio che aveva annunciato su internet: ma non su siti pubblici e aperti a tutti. Hesse ne aveva scritto su darknet, parlando con un suo contatto: una rete virtuale privata, nata con l’obiettivo di proteggere privacy e dissidenti politici ma diventata presto una piattaforma del cybercrimine.
Il diciannovenne ha annunciato al suo contatto di voler compiere un crimine, poi - prima di darsi alla fuga - ha anche pubblicato un filmato del delitto".
Voi direte che è un esaltato folle, ma di Hitler cosa ne pensate? Ve lo dico io. In una società di dissociati anche un assassino può emergere e scatenare una guerra mondiale. E dopo anni ci sono persone che inneggiano al nazista.
In effetti la paura è un sentimento che scaturisce da ciò che non si conosce. E credo che sarà sempre così finché non apriremo davvero il cuore all'altro, finché non torneremo alla nostra vera essenza umana.
Il nostro comportamento verso i migranti fa da testimonianza a quello che voglio dire. Spesso li consideriamo un pericolo perché non li conosciamo, li consideriamo diversi per via del colore della pelle ma quando ne abbiamo bisogno (vedi badanti) li accettiamo solo per convenienza. Mentre la nostra vera essenza umana ci deve insegnare che sono esseri umani come noi di pelle bianca.
Noi celebriamo la Festa della Donna ed io mi chiedo quale donna? Che significa essere donna in questa società odierna?
Secondo il maschio l'otto marzo dovrebbe essere l'unico giorno in cui si festeggia la donna. Negli altri deve tornare a essere un oggetto a suo uso e consumo. La mettiamo scosciata nel cofano di un'automobile, accanto a un frigorifero e il lato B deve essere ben fatto se vuol fare la velina, l'attrice, la fotomodella. La modella deve essere magra e quindi anfetamine in grande quantità per togliere al 100% l'appetito. E se non se ne va bisogna mettere due dita in bocca e vomitare. Le ragazze minorenni dell'Est riempiono i marciapiedi e se sgarrano il pappone picchia, picchia forte. Il padrone ti mette le mani addosso e se non gliela dai ti licenzia. Il marito va a puttane e quando incontra una svelta ti licenzia con il divorzio. Del resto, è una storia cominciata male. Nasce da una costola del maschio per fargli compagnia. Deve partorire, lavorare, mantenere le chiappe e i seni sodi per evitare tradimenti. Lo stupro è una normalità, è lei che ci stava. Le donne non hanno bisogno di frasi, ma di maschi in grado di diventare uomini, e difficilmente accade.


domenica, ottobre 16, 2022

La fine delle tradizioni

 



In crisi non è la società della tecnica, ma le forme della tradizione occidentale, che da tale civiltà sono portate al tramonto. Non solo la creazione di nuove tecnologie distrugge le tecnologie obsolete, ma la civiltà della tecnica, nel suo insieme, distrugge le forme tradizionali nelle quali si è via via presentata la " tecnica" occidentale: la religione, la morale, la politica, l'arte, la filosofia. Esse sono distrutte non nel senso che sono bandite, ma nel senso che vien negata la loro pretesa di guidare l'umanità, e questa negazione non consiste in un semplice atto teorico ma nella maggior " potenza" della razionalità scientifico-tecnologica rispetto a qualunque altra forma di razionalità. La crisi dei " valori tradizionali" è la loro impotenza rispetto alla potenza tecnologica. Ogni critica che nella "nostra" cultura viene rivolta alla civiltà della tecnica si fonda su quello stesso atteggiamento di cui tale civiltà è la più rigorosa realizzazione. Questo atteggiamento- che compare insieme all'uomo- consiste nella persuasione di essere padroni delle proprie azioni e di essere in grado di padroneggiare, mediante l'agire le cose del mondo. L'Oriente ha coltivato soprattutto la capacità di divenire padroni del mondo interiore, soprattutto del mondo esteriore l'Occidente. Anche i filosofi che, come Heidegger (in cui riecheggiano alcune forme tipiche della saggezza orientale), mettono in questione il rapporto mezzo-fine, contestano il modo in cui tale rapporto viene realizzato, non questo rapporto come tale. L'antica arte di fabbricare una brocca è anche per Heidegger profondamente diversa da una moderna centrale idroelettrica. Eppure, nonostante ogni indubbia diversità l'antico e il nuovo modo di fabbricare le cose hanno in comune l'essenziale e il decisivo: la persuasione (la fede) che l'uomo è capace di dominare il mondo, cioè di trasformarlo conformemente ai propri progetti. È così "naturale", questa persuasione, che in genere non si vuol perdere tempo attorno a essa. La sostanza di tale persuasione rimane immutata anche quando si rileva che gli autentici attori storici non sono gli individui, ma i gruppi, gli apparati, le istituzioni, le strutture. (si tratta della versione attuale del concetto tradizionale che l'autentico attore della storia sia il divino) è così naturale, quella persuasione, appunto perché in essa consiste la "natura" dell'uomo.

venerdì, settembre 30, 2022

Biden ha sbagliato

 


Dice Ferguson: " Il problema sono gli Stati Uniti perché l’Amministrazione Biden si è imbarcata in una strategia che punta a prolungare  la guerra, nella convinzione che questo porterà a un cambio di regime in Russia".
La cosiddetta gaffe di Biden non era affatto una gaffe: membri dell’Amministrazione hanno più volte indicato quella che chiamo la strategia cinica ma ottimista di prolungare la guerra e aspettare che le sanzioni facciano cadere Putin. Trovo però questa strategia straordinariamente rischiosa e pensata male. Se gli Usa adoperassero la loro influenza sia su Ucraina che Russia per spingere a un cessate il fuoco, allora accadrebbe: e tuttavia l’Amministrazione Biden non sembra coinvolta nella diplomazia. È un grave errore: e i rischi di prolungare la guerra sono molto maggiori di quanto Biden non sembri comprendere. Potrebbe essere fortunato e magari Putin viene davvero rovesciato: ma se scommetti il futuro dell’Ucraina su questo esito, le chance mi sembrano terribili».

Quali sono i rischi più gravi?

«Quello ovvio è che l’Ucraina venga distrutta al punto da non essere è più una nazione sostenibile, magari con dieci milioni di profughi. Inoltre, se minacci Putin con un cambio di regime, le probabilità che ricorra a misure disperate per evitare la sconfitta crescono: e quelle misure disperate includono l’uso di armi nucleari. Lui non è Saddam o Gheddafi: ha un arsenale nucleare più vasto di chiunque al mondo ed è incredibilmente irresponsabile parlare apertamente di cambio di regime in queste circostanze. Putin deve essere portato al tavolo dei negoziati: dobbiamo sfruttare il fatto che è in difficoltà, non incoraggiarlo a prendere misure disperate».

Ma finché Putin è al potere non resta un problema per la stabilità mondiale?

«E cosa otterremmo con un cambio di regime in Russia? Anche assumendo che il risultato fosse di nostro gradimento, a beneficiarne sarebbe la Cina. Tutta la strategia americana è basata su un profondo e strategico errore di calcolo che mi rende molto nervoso per le prossime settimane».

                                         Niall Ferguson

(di Luigi Ippolito corrispondente da Londra del Corsera)


lunedì, agosto 29, 2022

Basta con il razzismo

 


La perdita della consapevolezza, della capacità di elaborare ciò che si è o si è stati è una delle peggiori sconfitte possibili, un fallimento conclamato sotto il profilo umano.
Io non credo né nei ripensamenti senza se e senza ma, né nella separazione tra vita e politica: certe rabbiose esternazioni sono il sintomo evidente dell'incapacità di rapportarsi e con il reale e con le proprie esperienze. Il proprio ombelico come unità di misura del mondo, quest'é ciò che nutre certe visioni del mondo in chiave di aggressiva rivendicazione esercitata nei confronti dei più deboli, che si vede sempre più spesso...
Che dire che non sia stato già detto? Forse che l'impressione peggiore me la fa la capacità di perdersi dietro dispute pseudo-politiche mentre ci sono persone in pericolo di vita, la capacità di ragionare sulla teoria della presunta correttezza mentre la sostanza umana si perde e muore.
“Una tedesca bianca e ricca, nemica dell’Italia”. Così è stata bollata in fretta e furia Carola. Che, a bordo della sua nave, solca il mare alla ricerca di persone sfortunate, rimaste sole tra le onde, e le soccorre. Senza farsi troppe domande su quale sarà la loro destinazione, su quale nazione le accoglierà. A lei non interessa: si avvicina, le strappa a quelle acque profondissime, dà loro una seconda vita, una nuova speranza.
Matteo Salvini: “Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”. Carola Rackete, spiega Salvini, “tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi. L’Italia ha rialzato la testa: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita”.
Perché questo signore ha la faccia tosta di candidarsi come Ministro degli Interni?

venerdì, marzo 18, 2022

Riassunto

 


L’Aja avverte Putin: “Sui crimini di guerra in Ucraina nessuna immunità”.
Il procuratore della Corte penale internazionale vede “motivi fondati” per credere nelle brutalità dei russi contro i civili. Usa e G7 sulla stessa linea.
Ci sono "motivi fondati" per credere che la Russia abbia commesso crimini di guerra in Ucraina. A dirlo da Leopoli, dove è arrivato ieri, è il procuratore capo della Corte penale internazionale dell'Aia, Karim Khan, spiegando di essersi recato in territorio ucraino per raccogliere maggiori informazioni nell'ambito dell'indagine che ha aperto il 3 marzo. Le sue parole seguono di 24 ore la dichiarazione di Joe Biden - e ribadite ieri - che ha definito Vladimir Putin "un criminale di guerra": un commento giudicato "inaccettabile e imperdonabile retorica" dal portavoce del Cremlino, ma che ora trova sostegno nell'inchiesta del tribunale internazionale.
Non soltanto il presidente americano, del resto, rivolge un'accusa del genere a Mosca: "Gli autori dei crimini di guerra perpetrati in Ucraina - afferma il comunicato congiunto dei ministri degli Esteri del G7 che si sono incontrati nel corso della giornata a Bruxelles - dovranno renderne conto davanti alla giustizia internazionale".
Sottolineando in particolare "l'uso di armi contro civili", di cui la Russia è stata ripetutamente accusata durante l'invasione, i responsabili della diplomazia delle sette maggiori democrazie industrializzate, tra cui l'Italia, si sono felicitati dell'indagine condotta dalla Corte dell'Aia. Ancora più esplicito è stato uno dei sette plenipotenziari, la ministra degli Esteri britannica Liz Truss: "Ci sono prove molto, molto forti che sono stati commessi crimini di guerra e che dietro questi crimini c'è Vladimir Putin", ha detto alla Bbc. "Alla fine spetterà alla Corte decidere chi è un criminale di guerra, ma intanto spetta a noi fornire le prove".
In un'intervista alla rete televisiva americana Cnn, il procuratore Khan, a lungo un avvocato britannico specializzato in diritti umani prima di assumere l'incarico di capo della Corte penale internazionale, ha spiegato cosa intende per crimini di guerra riferiti al conflitto in Ucraina: "La legge è molto chiara su questo punto. Colpire intenzionalmente civili è un crimine. Colpire intenzionalmente edifici abitati da civili è un crimine. Naturalmente sono necessarie ulteriori indagini, per esempio per stabilire se quegli edifici civili sono stati usati per lanciare attacchi che li rendono un bersaglio legittimo. Ma anche in quei casi non c'è la licenza di usare bombe a grappolo o di fare uso sproporzionato della forza in aree civili". Il procuratore ha aggiunto che in questi casi "non c'è immunità per nessuno, vale per un soldato che uccide, terrorizza o stupra civili, vale per un comandante che ordina bombardamenti, vale per i suoi superiori civili": possibile allusione allo stesso Putin.
Mentre il segretario di Stato americano Antony Blinken cita il "serio timore che la Russia usi armi chimiche in Ucraina", altra azione che rientrerebbe nella categoria dei crimini di guerra, la Casa Bianca precisa che mercoledì Biden ha definito Putin "criminale di guerra" parlando spontaneamente, non come messaggio politico preparato. Ma ieri il presidente ha di nuovo alzato i toni, descrivendo Putin come "un dittatore omicida, un puro criminale che conduce una guerra immorale contro il popolo ucraino, autore di una brutalità semplicemente disumana". E la vicepresidente Kamala Harris ha affermato che l'Onu dovrebbe investigare la Russia per crimini di guerra per le "atrocità" compiute in Ucraina.
Tra gli episodi su cui il giudice Khan e altri stanno raccogliendo prove ci sarebbero una strage di civili a Chernihiv il 4 marzo, quando i razzi russi hanno colpito un complesso di appartamenti in cui sono morte 33 persone, e il recente bombardamento dell'ospedale e del teatro di Mariupol.  Putin sarà portato sul banco degli imputati all'Aia e condannato come "criminale di guerra" .
Le immagini dallo stadio Luzniki che non avremmo mai voluto vedere: una folla che canta e ascolta le menzogne di Vladimir Putin. La propaganda, le folle osannanti, l’adesione che Putin ancora trova nella sua popolazione non cancellano però alcuni elementi chiarissimi, dati di fatto: il primo che il genocidio lo sta realizzando Putin colpendo la popolazione civile dell’Ucraina con il chiaro intento di terrorizzare il popolo e costringerlo alla resa. Il secondo punto è il martirio della città di Mariupol: Putin vuole impedire all’Ucraina qualsiasi sbocco al mare. Il terzo è l’attacco a Leopoli, in una zona vicino all’aeroporto, ovvero le linee di rifornimento militare dell’Occidente che rallentano l’avanzata di Mosca.

martedì, marzo 15, 2022

Videogiochi violenti

 



L'atmosfera è satura di anidride carbonica causata dalle industrie. Si producono beni inutili in grande quantità tutti destinati a rendere l'uomo un essere orribile e incapace di ragionare. Il desiderio di vita, di amore, di bellezza viene sostituito con la menzogna dell'appagamento dell'affettività mediante una vittoria virtuale su simboli creati artificiosamente.
Il linguaggio si riduce a suoni animaleschi, la capacità di ascolto e di dialogo sono azzerati anche per colpa di un sviluppo in modo incontrollato della tecnologia. Il tutto porta all'isolamento del genere umano. La società non è più una collettività di persone, ma un agglomerato di individui in lotta fra di loro.
Io  vedo  un progressivo impoverimento della cultura, italiana ed estera, e dei valori morali dell'uomo moderno. E non sto parlando solo dell'ascesa delle destre estremiste al potere, ma proprio di un menefreghismo estremo alla vera intelligenza e alla riflessione, che poi è quello che ci renderebbe animali più evoluti degli altri. Basta farsi un giretto sul web: la politica vuole che la gente abbia paura, e che trascuri il lato umano per farsi una gretta risata davanti a un video (che banalizza gli aspetti più sinceri dell'esistenza umana), o che schiacci la riflessione e il senso etico davanti a un videogioco. Sui videogiochi, hanno successo soprattutto quelli horror e d'azione, dove sei un serial killer che deve sterminare una popolazione di zombie o di mostri o persino di esseri umani. Ho visto gente che ci mette tutta l'anima, e gode come una bestia ad ogni cadavere "virtuale" che colleziona. Mero intrattenimento non è, perché vuole puntare a rendere la gente sempre più piena di rabbia e odio, fornendole in apparenza uno strumento di "sfogo" che ha lo scopo di lasciarle una sensazione di "potere, gloria e vittoria che possono essere ottenuti solo con la violenza". Questa è la società occidentale di oggi. Nella nostra Europa, che non ha più niente della raffinatezza mondo dell'antichità ellenica, nell'America e anche in estremo oriente.
Il mito dell’America funzionò presso la grande massa di gente povera e diseredata, la cui sopravvivenza era impossibile nell’Italia del tempo. Per tutti costoro l’idea stessa dell’America, per dirla tutta con la Arendt, era un’idea rivoluzionaria: perché dietro l’immagine della Statua della Libertà v’era una possibilità di salvezza. E così fu. In ciò consiste la frattura che il mito americano operò nell’Italia dei primi anni del secolo: una provinciale sottovalutazione delle potenzialità del modello americano da parte delle classi ricche e di gran parte del mondo politico, sia conservatore che liberale; un’accettazione incondizionata, perché imposta dai fatti e soprattutto dal desiderio di riscatto, da parte delle massa di gente umile e povera.
Così era prima cosi è oggi, anche se l'America non è più l'America e gli italiani si sono venduti a basso prezzo. Ora sia in Italia che in America c è la .. miseria che è la peggiore delle povertà.

martedì, febbraio 08, 2022

Pensiero criticato

 



Il Cristianesimo del XX secolo ha dovuto fare i conti con i fenomeni provocati dalla rivoluzione industriale, e dalle nuove forme di comunicazione che hanno prodotto individualismo, e la mancanza di relazione, impoverisce la sensibilità dell’uomo. Annulla un’etica che regoli i rapporti tra gli essere umani. Tutto ciò ha favorito la secolarizzazione, ha messo in crisi i grandi valori etici, la solidarietà, la fratellanza. La ricerca della relazione con Dio, i laicisti negano Dio, perché negano la dipendenza dal Creatore. Eppure l’esistenza di un Creatore è percepibile dall’intelligenza di ognuno. E quello che proprio non riescono ad accettare è che l’asse portante del Cristianesimo, quello che lo rende inassimilabile a qualunque altra fede o religione, è la Resurrezione di Cristo e quella di tutti noi alla fine dei tempi. Per loro si tratta di una vera alla morte e mettere la parola ”Fine” perché, nessuna fede, nessuna filosofia, nessuna profezia umana ha mai osato parlare di resurrezione dei corpi alla fine dei tempi e il relativismo moderno, che accetta come valide tutte le posizioni speculative (per poi, di fatto per negarle tutte) non può digerire questa fede inaudita che cambia la vita di 360 gradi. Una comunità che smette di inginocchiarsi di fronte alla ricchezza, al successo e al prestigio ed è capace, al contrario, di lavare i piedi degli umili e dei bisognosi, sarà più vicina all'insegnamento di Dio di quanto lo sia l'etica della vittoria a ogni costo che purtroppo abbiamo imparato negli ultimi tempi. A volte qualcuno non ha gradito il mio parlare sul pensiero religioso: "Trovo indelicato e irrispettoso ridere di chi crede, ma altrettanto irrispettoso e indelicato fare proselitismo continuo". Ho risposto così: "Ho la certezza che un ragionamento etico non convinca nessuno. Inviti una persona a casa tua, l'accogli, gli parli e spieghi chi è un cristiano, lo porti al ragionamento. Io parlo di come vivo e lo fai anche tu. Se qualcuno vuole imitarti può farlo benissimo e non mi infastidisce. Non mi turba l'enfatizzazione della scelta dell'ateismo. Non penso che vedere e vivere in un certo modo sia proselitismo fastidioso".


 

giovedì, dicembre 02, 2021

Gli orfanatrofi rumeni di Ceaușescu

 


La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri.
C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... ma è poi così?
Io credo che prima dobbiamo amare noi stessi, e una volta ottenuta la consapevolezza che noi esistiamo perché meritiamo di esistere e che valiamo a prescindere dal resto del mondo, allora possiamo dare il nostro amore sicuri che in qualche modo (anche inatteso) esso tornerà di nuovo a noi.
La mancanza d'amore porta alla morte interiore e dell'anima della persona che agli occhi degli altri è trasparente come il vetro. L'isolamento, l'indifferenza verso il prossimo sono la piaga della nostra società, si ama e si è riamati solo se c'è una contropartita, non siamo più capaci di amare senza secondi fini, non siamo più capaci di accogliere l'altro senza egoismo, non siamo più capaci di dare e di darci senza aspettarci nulla in cambio.
L’amore è un "alimento" indispensabile da quando siamo nella pancia della mamma fino all’ultimo nostro respiro.
Più non ricevi amore, più non sai darne.
E' stato dimostrato che il cervello è molto plastico fino ai 2 anni. E' nei primi due anni della nostra vita che si struttura la nostra personalità. I bambini negli orfanatrofi rumeni sotto Chauchesku che vivevano rinchiusi in gabbiette senza alcun contatto umano sin dalla nascita sviluppavano, nel tempo, ritardi nello sviluppo, malattie. Dopo i due anni, avrebbero riportato problemi nell'apprendimento o difficoltà a interpretare la realtà fino all'età adulta. Quindi l'amore è anche direttamente correlato alla c.d. "intelligenza".
Non si muore per mancanza di amore, ma per mancanza di amore si passa una vita insignificante, vuota e piena di inutile e sterile dolore.

martedì, marzo 09, 2021

Oggi è il nove marzo

 




Qual è il prezzo di una donna che è anche la tua ex moglie, nonché la madre di tua figlia, e si ostina a pretendere una congrua liquidazione in sede civile? Ventimila euro, più un’automobile. Così sostiene il sicario di Faenza che ha ucciso Ilenia Fabbri per conto dell’ex marito. Il quale, bontà sua, ha confessato di averglieli dati, sì, ma duemila, e con la missione di farle soltanto paura. Il tariffario va dunque precisato: duemila euro per spaventarla, ventimila e un’auto per sgozzarla. Proviamo a immaginare le trattative, con il mandante che offre quindici e il sicario che ne chiede quaranta - in fondo, se la ex vincesse la causa, potrebbe prenderne molti di più - finché ci si accorda quasi a metà strada: ventimila euro e un’automobile. Affare fatto.



Massimo Gramellini.

giovedì, dicembre 10, 2020

La creatura donna

 


Un grande avvocato si presentò in tribunale per difendere lo stupratore. Con un filo e un ago. Con la sinistra reggeva l'ago muovendo la mano e con la destra dimostrava che il filo non poteva penetrare nel forellino dell'ago in movimento.

Questa trovata fu sufficiente per far assolvere lo stupratore.

Lei è una ragazzina di appena quindici anni e come tutte le ragazzine di quell'età andava a scuola e forse sognava l'amore.

Otto cittadini italiani l'hanno stuprata ripetutamente con tutta la violenza che un simile atto comporta.

Ora sono liberi, girano tranquillamente per il paese o la città, non ricordo quale, mentre la vittima non gode di nessuna protezione.

Marinella è stata stuprata a quindici anni e l'intero paese si è schierato in difesa degli stupratori, lasciandola sola.

Non ha più messo piede a scuola, vive probabilmente nella vergogna e nel terrore che questo possa accaderle di nuovo.

I suoi stupratori se la sono sfangata con un servizio civile.

sabato, febbraio 08, 2020

Donna, niente si fa per te








Mi convinco che le donne siano completamente fuori tempo. Intendo quelle di questa generazione e ancora qualcuna successiva.  Non sono riuscite scrollarsi di dosso l'ausiliarismo, forse perché è ancestrale e ci vorranno secoli ancora per rimuoverlo. E forse anche perché fanno i figli, procreano, e questa singolarità è un'arma a doppio taglio, non solo socialmente ma proprio biologicamente. Sembrerebbe quasi che la (sovra)struttura sociale agisca come una violazione alla genetica dei ruoli. Come se l'intelligenza dell'Uomo che lo rende capace di organizzarsi e modificare il suo ambiente sia un'attività che agisca però solo in superficie, senza riuscire ad intaccare il solido sistema naturale (e darwiniano) per cui le esigenze della vita rendono inespugnabili i ruoli. Forse l'astrazione ragionata è troppo spinta, per cui cerco di fare qualche esempio. Osserviamo la gestione delle relazioni umane : è la donna a farsene carico. Dal ricordare il compleanno di tutto il parentado, proprio e acquisito, al vicinato e ormai anche al lavoro. Dalla visita in ospedale a quella al cimitero. Convenzioni, si potrebbe dire, o spartizione dei ruoli ed è proprio qui che non va più, perché i ruoli non si sono spartiti affatto.  Le donne sono sempre lì, prese dal dovere, dal ruolo atavico, dall'affettività allargata, si tengono la catena al piede da sole, perché questo ruolo (voluto o non voluto) oggi non è neanche più riconosciuto, e il cinismo del maschio non conduce a proposte alternative di equità e le donne seguitano ad essere maltrattate. Nei comportamenti, nei valori, nei progetti e nelle aspettative. Non si scorge in prospettiva  uno straccio di assetto possibile e diverso basato su una credibile pari dignità.
Le donne svizzere hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1971 e fino al 1985 avevano bisogno del consenso del marito per lavorare o addirittura per aprire un conto in banca. Ancora oggi guadagnano in media il 19% in meno degli uomini e - secondo un recente sondaggio di Amnesty International - il 59% di loro denuncia di avere subito molestie sessuali almeno una volta nella vita. È per chiedere una piena parità di diritti, di stipendio e di rispetto che centinaia di migliaia di svizzere sono scese in piazza in diverse città del Paese. Un'onda viola - questo il colore scelto dalle manifestanti - che ha messo in scena uno sciopero declinato tutto al femminile.



mercoledì, ottobre 23, 2019

Una violenza terribile








Un grande avvocato si presentò in tribunale per difendere lo stupratore. Con un filo e un ago. Con la sinistra reggeva l'ago muovendo la mano e con la destra dimostrava che il filo non poteva penetrare nel forellino dell'ago in movimento.
Questa trovata fu sufficiente per far assolvere lo stupratore.
Lei è una ragazzina di appena quindici anni e come tutte le ragazzine di quell'età andava a scuola e forse sognava l'amore.
Otto cittadini italiani l'hanno stuprata ripetutamente con tutta la violenza che un simile atto comporta.
Ora sono liberi, girano tranquillamente per il paese o la città, non ricordo quale, mentre la vittima non gode di nessuna protezione.
Marinella è stata stuprata a quindici anni e l'intero paese si è schierato in difesa degli stupratori, lasciandola sola.
Non ha più messo piede a scuola, vive probabilmente nella vergogna e nel terrore che questo possa accaderle di nuovo.
I suoi stupratori se la sono sfangata con un servizio civile : se sei italiano e ti penti il tuo pentimento basta a salvarti dalla galera.
Gli stupratori italiani sono degni di un occhio di riguardo sia da parte di molta della pubblica opinione sia per quel che riguarda concessioni di sconti di pena, attenuanti ed eventuale criminalizzazione della vittima. Poi, pacificatore, scende l'oblio.
Se lo stupratore è un immigrato non si parla d'altro per mesi e le condanne sono molto più severe.
Lo stupratore di Capodanno se ne sta tranquillo a casa e la ragazza violentata è stata accusata di essersela andata a cercare perché si era ubriacata.
Poi c'è lo stupro di gruppo di Ferragosto, stesso destino.
Quello del San Valentino, invece, è finito con 11 anni di galera: gli stupratori erano rumeni.
Il Viminale ha pubblicato gli esiti di un'indagine da cui risulta che gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci.
Secondo i dati del ministero dell’Interno risulta di nazionalità italiana il 60,9% degli autori di stupro. Solo il 7,8% dei violentatori, invece, è di nazionalità romena, mentre il 6,3% risulta marocchina. Le vittime, precisa il ministero dell’Interno, sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e di nazionalità  italiana (68,9%).


lunedì, giugno 10, 2019

Episodio di violenza




  


Girovagando nella rete si leggono spesso fatti spiacevoli. Voglio raccontare un episodio molto sgradevole accaduto a Londra, il 30 maggio, a due ragazze che su un pullman stavano tornando a casa. Si chiamano Melania e Chris e si amano.
Quattro maschi, mossi da uno strano desiderio, chiedono alle ragazze di baciarsi, forse per eccitarsi, ma la motivazione non è importante, invece è incredibile la loro reazione dopo il rifiuto delle due donne che evidentemente si sentivano offese.
I "fuori di testa" si sono avventati contro Melania e Chris con furia inaudita. Malmenate brutalmente, derubate, e lasciate in mezzo a una pozza di sangue.
L'immagine sta facendo il giro del mondo, mostrando il volto assurdo dell'odio.


venerdì, gennaio 11, 2019

La morte della libertà










L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati  (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso.  E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina, l'adulto sul minore e così via degradando.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere.  Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca  il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.
Mi è venuto in mente uno dei capolavori di De André. L'impiegato che "al ballo mascherato" usa la bomba per distruggere i simboli del potere opprimente per chi è nelle parti basse della piramide.
Invece quella bomba serve solo al potere per "rinnovare i volti del potere".
Oggi il potere usa bombe (metaforiche) che lascia in mano del popolo, da usare contro i nemici, al fine di rafforzare..il proprio potere.


venerdì, dicembre 28, 2018

il potere della Bellezza









“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.



"Ricetta"


Scaccia la paura
e la paura della paura.
Per qualche anno le cose basteranno.
Il pane nel cassetto
e il vestito nell’armadio.
Non dire mio.
Hai preso le cose solo in prestito.
Vivi nel tempo e capisci
che poche cose ti servono.
Accasati.
E tieni pronta la valigia.
È vero quello che dicono:
ciò che deve succedere, succederà.
Non andare incontro alla pena.
E quando arriva,
guardala tranquillamente.
È effimera come la felicità.
Non aspettare nulla.
E abbi cura del tuo segreto.
Anche il fratello tradisce
se si tratta di te o di lui.
Prendi la tua ombra
come compagna.
Scopa bene la tua stanza.
E saluta il tuo vicino.
Aggiusta il recinto
e anche il campanello alla porta.
Tieni aperta la ferita dentro di te
sotto il tetto delle cose che passano.
Strappa i tuoi piani. Sii saggio
e credi nei miracoli.
Sono iscritti da tanto tempo
nel grande piano.
Scaccia la paura
e la paura della paura.


   Mascha Kaléko


 





lunedì, ottobre 15, 2018

Il protagonismo esasperato







Come posso bloccare follower del mio blog?
Per impedire a qualcuno di seguirti:
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Trova il follower da bloccare e fai clic su Blocca. Questi non riceveranno più aggiornamenti quando pubblichi qualcosa sul blog.
Nota: anche se impedisci a qualcuno di seguire il tuo blog, quella persona potrebbe comunque essere in grado di aprire l'URL del tuo blog, leggerlo e lasciare commenti.

venerdì, settembre 14, 2018

L'ingordigia dei ricchi








L'immigrazione è una sfida vertiginosa perché mettendo alla prova la capacità di un individuo e di una società di cimentarsi con il diverso li costringe a ri-decidere su cosa si fondano, qual è la loro consistenza ultima. La condizione fondamentale per incontrare l'altro è la consapevolezza della propria identità. Ma affermare un'identità non significa brandire un'arma contro l'invasore. E' piuttosto riconoscere ciò che rende capaci di relazionarsi con l'altro. Significa affermare un io capace di misurarsi con un tu che la storia ha portato sull'uscio di casa. Solo così diventa possibile costruire un nuovo noi. Le migrazioni di massa sono un dato ineliminabile. della nostra epoca. Servono identità forti e aperte. Serve che la tentazione dello scontro lasci il posto alla logica di un incontro realista. Non bastano polizie, controlli e regole. l'immigrazione ha implicazioni di tipo culturale e sociale che esulano dalla sfera economica e che troppo spesso vengono dimenticate. Non si lascia la propria terra unicamente per un miglioramento economico o per la necessità di un lavoro, ma anche per poter godere di diritti fondamentali e spesso negati nel proprio Paese, come la pace, la democrazia, la libertà politica e religiosa, la parità tra uomo e donna. Le istituzioni devono valorizzare le esperienze maturate e dare consistenza alla parola sussidiarietà, molto evocata ma poco praticata. Il fatto è che, a differenza di quanto è accaduto nella maggior parte degli altri paesi europei, l'arrivo degli stranieri in Italia è stato un fenomeno tumultuoso con tassi di incremento annuo tra i più alti nel mondo. L'immigrazione ha portato con sé problemi socio-culturali e interrogativi lasciati marcire nei cassetti della politica e delle coscienze. Così, adesso molti italiani convivono con la paura di essere travolti da una realtà che per troppo tempo è stata poco o nulla governata.

martedì, settembre 11, 2018

Un giorno particolare








"Realizzati attraverso il dirottamento di quattro aerei da un gruppo di terroristi aderenti ad Al Qaeda, contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, a venire colpiti furono le Torri Gemelle e il Pentagono"

Purtroppo invece...
Realizzati dall'America contro l'America.
Con tanto di costosissimo e tristissimo museo beffa che commemora le innocenti morti per i giochi di potere americani.

Io ricordo questo e che la Fallaci stava morendo e non si è curata per poter finire il suo libro.

Però una nascita è una cosa bella in mondo brutto.

sabato, agosto 04, 2018

L'intellettuale e la scrittrice






Il mio approccio al blog è sempre didascalico. Anche se uso toni forti non è per offendere una persona.
E' chiaro che non sono compreso. Due blog hanno bloccato il mio follower, un utente mi ha invitato a non commentare quello che scrive.
Forse hanno programmi che permettono di individuare l'IP. Un utente non può farlo per via della privacy di chi scrive.
Tutti vogliono essere lodati e alla prima considerazione che non è un applauso vanno fuori di testa ingaggiando battaglie furiose e cattive.
Non si può scrivere in una piattaforma che somiglia sempre di più a un nido di vipere.