giovedì 27 aprile 2017

La strada che porta alla Verità






Vorrei che tutti capissero che c'è un metodo che precede e rende possibile la conoscenza. Consiste nella capacità di cogliere i nessi tra le cose, di andare oltre quello che appare, di compiere il continuo percorso del segno fino all'origine, al significato.
Non mi faccio irretire da un piccolo campo di verità astratte e formali, con le conseguenti applicazioni scientifico-tecniche. Le restrizioni di questo dominio del razionalismo scientifico portano a una strada dove la conoscenza non ha più rapporto con la vita, con le questioni della vita. La questione che emerge con più forza è quella della certezza, anche per le caratteristiche prodotte dal tempo in cui ci troviamo a vivere, dal nichilismo che respiriamo, dall'incapacità di stare alle evidenze più elementari della nostra esperienza.
Tutto ciò che non è trascrivibile, traducibile in linguaggio matematico e non sottoponibile alla dimostrazione sperimentale, non è conoscibile ed è relegato nel campo del meramente soggettivo.
E quando si sta male ed è già difficile mettere insieme i pezzi di sè.... a salvare sarà proprio quanto non si può dimostrare o definire scientificamente.
La capacità di cogliere i nessi tra le cose è fondamentale per arrivare ad una conoscenza più completa, al di là della tecnologia e della scienza...è l'intuizione soggettiva che conta.
La natura è il luogo dei rapporti che sviluppano la persona; cioè la natura è il luogo dell'esperienza.
Caratteristica della natura è quella di costituire una trama organica e gerarchica che solleciti l'esigenza di unità immanente ad ogni persona.
L'esperienza vera mobilita e incrementa la nostra capacità di aderire, la nostra capacità di amare.
La vera esperienza immerge nel ritmo del reale, e fa tendere irresistibilmente ad una unificazione fino all'ultimo aspetto delle cose, cioè fino al significato vero ed esauriente di una cosa.