martedì 19 settembre 2017

Le professoresse tenere e belle






La mia professoressa di diritto era molto gentile con me.
 Diceva che ero una persona speciale. Ma non è questa la tenerezza.
 Io indossavo una giacca a tre bottoni e allacciavo il secondo e il terzo.
 Quando mi interrogava, e lo faceva sempre perché secondo lei
 io ero un modello da imitare, si alzava dalla cattedra e mi
 abbottonava il primo e il secondo bottone della giacca.
 Ecco, questa è la tenerezza. Non insegnava solo il diritto.
 Tenerezza è tendersi verso l'altro, dal suo etimo tendersi verso.
 Ma credo che se davvero è percepita e diretta verso
 l'oggetto amato non è soggetta a inversioni temporali.
 Amore e tenerezza sono , a priori, sentimenti dell'anima
che nutre verso se stessa, riconoscendosi poi in un oggetto
 esterno che ne esterna la bellezza. La tenerezza e l'amore non sono eterni?
  No se non li percepiamo e viviamo in primis.
Ma i rapporti finiscono, certamente perché esauriscono
il loro compito ma la tenerezza rimane ed è pronta a ri-esternarsi.
La tenerezza è il linguaggio segreto dell'anima.
Ti guarderanno tutti a meno che non siano speciali.
I compagni di scuola mi guardavano storto e poi il voto che segnava sul registro era sempre 10.
E loro domandavano: "Ci dica perché è speciale!", e lei rispondeva che non potevano capire. Un giorno, dopo l'ennesima richiesta sul fatto dello "speciale", la prof sbottò: "Speciale anche nei particolari. Per esempio tu e gli altri maschi quando vi interrogo guardate con insistenza il mio seno, Gus mi guarda solo negli occhi".
Quella era la prof di matematica, signora Russo. Il suo pezzo forte erano le gambe sempre scoperte. Sì, lei mi tirò fuori dall'ultimo banco portandomi al primo. Migliore visione della lavagna e maggiore attenzione. Capitò tutto quell'anno perché la prof di lettere, una zoppa, signora De Dominicis contribuì a farmi diventare uno studente modello. Per carenza di aule il mio orario scolastico era serale. Allora abitavo a Giulianova. A Pescara prendevo il pullman di linea e la sera tornavo a casa con un vecchio treno. Fino a Silvi ero con una ragazza generosa al massimo.