venerdì 16 novembre 2018

L'amore è fatto di piccole cose








L'amore è fatto di piccolissime cose. Più passa il tempo e più sono le sfumature, gli accorgimenti, le attenzioni, i dettagli ad essere percepiti. Non il ti amo urlato, ma la carezza silenziosa quando è triste, lo squillo se sei in ritardo, l'allungare la strada per non passare sotto l'ospedale dove è morto suo padre, e il sorriso perché lei ha compreso.
Quando si incontra una persona importante per la propria vita, c'è sempre un primo momento che ci fa percepire un presentimento che qualcosa in noi è messo alle strette dall'evidenza di un riconoscimento ineludibile: "Ecco, è lui, ecco, è lei". Ma solo lo spazio dato dal ripetersi di questo avvenimento carica l'impressione di peso esistenziale.
Cioè, solo la convivenza lo fa entrare sempre più radicalmente e profondamente in noi, fino a che, ad un certo punto è assoluto.
Ma non basta.
La conoscenza sarà una persuasione che avverrà lentamente e nessun passo successivo smentirà i precedenti.
Dalla convivenza (nel senso di conoscenza) deriverà una conferma di quella eccezionalità dell'evento accaduto.
Si sperimenta ciò non come una vaga eventualità, ma nella sua evidenza stringente.
Abbiamo bisogno subito di capire che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti, cui occorre dare uno spazio e un tempo perché avvengano.
L'uomo di oggi ha fretta o inganna se stesso.
Per questo l'amore diventa solo un gioco che prima o poi finisce per annoiarci.