lunedì 18 febbraio 2019

Ieri era no oggi è sì








Sarebbe possibile parlare di morale se ci fosse un solo uomo sulla terra? Di morale dico, non di etica.
Se la risposta è no, come credo, forse possiamo chiarire un po’ meglio cosa è la morale togliendola da quell'empireo astratto, da quel limbo nebuloso in cui si tende a collocarla.
La morale è la mia individuale responsabilità, quella che io sento di avere di fronte a me in rapporto agli altri.
Questa mia individuale responsabilità, che possiamo chiamare coscienza, non dipende in nessun modo dall'etica e cioè da quel complesso di codici o di norme che in un dato momento storico e in una certa area geografica regola il comportamento dell'individuo nell'ambito della comunità di cui fa parte.
Nella responsabilità io rispondo all'altro. E rispondo all'altro perché non ne posso fare a meno, perché dall'altro non posso prescindere, da solo non posso vivere. E allora la dimensione in cui si realizza la morale è quella dell'assunzione della reciproca responsabilità.
Per una certa etica la pena di morte è codificata e accettata, per la morale e cioè il mio rapporto con me la pena capitale costituisce qualcosa che si pone al di fuori e contro.
La morale ha come fondamento primo il riconoscimento dell'altro come se stesso. Il riconoscimento dell'altro da sé come se stesso è stato alla base del processo evolutivo dell'uomo, della sua conoscenza, il passaggio dalla condizione primitiva a quella della civiltà.