lunedì 29 giugno 2020

L'automobile






Mio padre aveva una stranissima e del tutto personale idea del funzionamento delle automobili. Il cambio, per esempio, era un apparato di cui non comprese mai il corretto fine. Credo che gli fosse pure antipatica questa leva che ingombrava. Secondo la sua concezione dell’universo meccanico, un’automobile doveva essere in grado di partire quale che fosse la marcia inserita; le automobili che riuscivano nell'impresa, erano le uniche degne di chiamarsi tali e di essere utilizzate.
Per fortuna, guidava poco, quasi niente. Ma una o due delle quattro volte che ha guidato personalmente, io fui testimone del duello fra l’uomo e la macchina.
- Papà, fa guidare me-
- No no no; tu sei un dissennato. Non ne parliamo proprio-
E lui guida. Ad un semaforo ci fermiamo. L’incrocio era con altre quattro strade, una delle quali ad angolo acuto. Un camion con rimorchio, avendo il verde, cominciò a curvare per immettersi sulla nostra carreggiata. Purtroppo, il camionista prese la curva troppo stretta e il rimorchio cominciò a salire sul cofano della nostra automobile. Lentamente, molto lentamente ci salì sopra e lo schiacciò.
Durante quest’operazione di pressatura, mio padre impassibile si guardava la scena.
Il camionista accortosi della cosa, si fermò, per grazia di dio.
- E adesso cosa facciamo? Sussurrò papà-
- E che facciamo? Papà, vediamo di scendere. Ma pure tu, potevi suonare il clacson, invece di rimanertene immobile come se non fossero fatti tuoi!
- Senti, non cominciare con i tuoi soliti sofismi; piuttosto, scendi che io non posso scendere altro che dalla parte tua-
Il camionista era disperato, con le mani nei capelli non si faceva capace del guaio che aveva combinato e si scusava terrorizzato, temendone le conseguenze sul suo lavoro.
Nel frattempo, mio padre, che si era rimesso in ordine dalla discesa acrobatica dal lato non suo, cercava di tranquillizzarlo perché, in fondo, si erano “ammaccate due lamiere”. E rivolto a me:
"Senti, Augù; noi non possiamo rimanere in mezzo alla strada e, visto che tu stai a tuo agio in mezzo alla confusione, preoccupati di sistemare le cose. Il signore ed io, intanto, andiamo a prenderci un caffè. Quando hai finito, raggiungici. Mi raccomando: fa le cose per bene e non combinare disastri".
- Mi commuove la fiducia, papà-
Giorni dopo, durante la cena.
- Papà, toglimi una curiosità. Ma a te chi te l’ha data la patente?-
- A me l’ha data il Prefetto in persona-
- Complici eh, visto che non sai guidare-
- So guidare benissimo! Sono le automobili che non funzionano. Ecco perché non le guido.

sabato 27 giugno 2020

Contro il falso





Moravia scrisse il suo capolavoro a 22 anni. Svela analiticamente lo sfacelo dell’istituzione familiare, dei nuovi desideri senza valore. Facendo l'ombrellina trovi il fidanzato ricco che ti paga l'Università. Diamoci una ripulita.

giovedì 25 giugno 2020

Una Scuola inadeguata





La scuola è una delle agenzie educative, la più importante dopo la famiglia, purtroppo le famiglie sono in continua evoluzione.
Ormai i genitori lavorano entrambi e generalmente il lavoro li tiene lontani dalla famiglia dal mattino alla sera, i bambini iniziano a frequentare l'asilo nido dall'età di tre mesi per più di otto ore al giorno.
Ora, cosa si può pretendere da una mamma e un papà che vedono i loro bimbi solo per la cena, il bagnetto serate, il sonno e il fine settimana?
Il più delle volte questi bimbi ricattano i loro genitori con capricci che sfiancano e così i genitori li accontentano in tutto e per tutto, se poi si considera che l'età della genitorialità si è alzata tantissimo e il bambino, avuto intorno ai quarant'anni, è più percepito come un bene personale da salvaguardare che un essere umano da far crescere, dimmi tu.
E qui parliamo di famiglie "normali", se a queste aggiungiamo la marea di famiglie dove i genitori sono separati, divorziati, dove ci sono "nuovi" papà e "nuove" mamme, nuovi fratelli "del compagno o compagna" del genitore, famiglie di stranieri in cui il papà lavora a singhiozzo e la povertà bussa continuamente alla porta, famiglie di ex-carcerati, famiglie seguite dai servizi sociali... puoi ben capire che la scuola, che ha certamente le sue responsabilità e non deve assolutamente delegare altri, in realtà può fare ben poco.

martedì 23 giugno 2020

Il lavoro dell'artigiano nelle coppie




Oggi manca il lavoro dell’artigiano nelle coppie. La coppia in questa società” dell’usa e getta”, un’espressione verissima, quando avviene qualche frattura, si separano, anche se ci sono figli.
Gettano via, come dei calzini bucati un’unione, un sacramento, anziché con pazienza rammendare lo strappo, con buona vista ricucire ogni filo rotto, e rendere il rammendo più rinforzato di prima.
Il valore del matrimonio o dell’unione, è prendersi cura l’uno dell’altro, soprattutto quando il cammino è faticoso, prendersi per mano ed essere consapevoli, che l’uno ha la responsabilità dell’altro. Mancano i valori veri nella nostra società.
In Giappone, quando un vaso prezioso si rompe invece di buttare via i pezzi li rimettono insieme e tra un pezzo e l’altro mettono dell’oro fuso in modo tale che, una volta il vaso ricomposto, le “ferite” brillano. Ogni singola crepa viene valorizzata, questo procedimento si chiama “Kintsugi” (che significa riparare con l’oro).
Eppure, strapparsi alla menzogna e star lontani da questa potrebbe essere proprio la via più facile e semplice per vivere un rapporto sereno (ma anche una vita serena).
Io sono convinto che l'amore non è che finisca, ma si trasforma in altro, continuamente... Ci sono molte fasi.
Così come la fase del corteggiamento passa, passano anche le altre.
Poi diventa una sorta di routine, ma non negativa (a meno che le cose non prendano una piega noiosa), intendo una routine positiva del sentimento.
Entrano in gioco nuove cose, nuove prospettive, e l'amore ha nuove luci e sfumature, diverse dall'inizio o dalla fase appena precedente.
E' vero che oggi sempre più persone si arrendono al primo cambiamento di fase... ma forse è perché a tutti piace la fase iniziale?
Io non lo so, sinceramente...

domenica 21 giugno 2020

L'amore con la scadenza







L'amore è da costruirsi giornalmente.  E' una scelta quotidiana, anche uno sforzo se vogliamo. "Non si sceglie di chi innamorarsi ma si sceglie chi amare".
E' faticoso amare perché l'altro è diverso da noi, può avere esigenze differenti, sogni contrastanti, attitudini che non comprendiamo. Fa fatica perché vuol dire mettersi in gioco, abbandonare gli istinti egoistici e pensare per due.
Tuttavia penso sia la fatica più bella del mondo perché la verità è che ne vale la pena. Quando si ama davvero e si ha la fortuna di essere riamati si scopre una merce rara, una merce che realmente non può essere acquistata ma che ha un valore incommensurabile.
La diversità è un arricchimento ma non sempre viene percepito come tale, appunto perché spesso si tende a non comprendere, a non capire a pieno. Ci vogliono tempo, pazienza, volontà...e anche spirito di sacrificio. Le coppie migliori non sono quelle che non cadono mai ma quelle che si rialzano tenendosi per mano, perché hanno compreso la natura dei propri sbagli e hanno capito di stare comunque meglio insieme che separati. Non per convenienza, ma proprio per Amore.
Una sposa disse rammaricata: "Credevo che non avremmo mai litigato io e te".
Solo dopo anni si convinse che litigare (per poi riconciliarsi) è brutto e bello assieme. Perché mostra la forza di un sentire, il bisogno di esprimere e di chiedere, la tenerezza dell'accogliere. Mostra il sudore, non la melassa.
Siamo diversi come uomini e donne, siamo diversi nelle nostre esperienze di vita, siamo diversi nei caratteri e nelle modalità di affrontare la vita.
Si può essere in disaccordo e discutere per qualsiasi motivo, ma le discussioni si trasformano in litigi dolorosi per un solo motivo, perché non ci sentiamo amati. Quando non ci sentiamo amati, proviamo dolore e, quando proviamo dolore, abbiamo difficoltà a comunicare in modo educato, rispettoso ed amorevole.
La gran parte delle volte, l’arroganza ci porta a pensare che il nostro punto di vista sia l’unico possibile, l’unico corretto.
Non lo facciamo per ascoltare e rispettare qualcosa di diverso e ci poniamo come unico obiettivo l’imposizione di noi stessi e dei nostri pensieri, anche se questo crea sofferenza all'altro. Il motivo per cui ci rifiutiamo di accettare e di capire il punto di vista dell’altro, nella quasi totalità dei casi, è dovuto al modo con cui le divergenze vengono espresse.

venerdì 19 giugno 2020

Sveglia l'amore







La grande forza dell'amore è proprio quella dei piccoli gesti. Uscire dal lavoro magari un po' delusi e stanchi, e ricevere un abbraccio di conforto. E anche la condivisione. La condivisione è l'essenza della convivenza ed è piuttosto complicata. Non significa ovviamente non avere i propri spazi personali. Ma senza condivisione l'amore finisce inesorabilmente.

mercoledì 17 giugno 2020

I pensieri di una madre





L'uomo è un essere strutturalmente aperto, definito dal compito inesauribile di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche.
Rispetto a tutti gli altri essere viventi ha una caratteristica del tutto particolare: ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali, in tempo breve, sono in grado di attuare autonomamente tutti i comportamenti di cui geneticamente dispongono, per l'uomo vi è la necessità di una lunga traiettoria educativa.
La stabilità rella relazione generativo-educativa è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario di sviluppo della vita umana personale.
Tale processo non implica solo la diade madre-bambino, bensì anche la figura maschile-paterna.
L'emergenza dell'identità del soggetto umano ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza, complementarietà e chiarezza delle figure e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.
Tutto questo discorso per dire che il padre fa benissimo ad aiutare la madre ma deve stare attento a non imitarla negli atteggiamenti comportamentali. Deve conservare la sua identità di uomo e padre.
Un recente studio condotto dall'Università del Michigan ha mostrato come ci siano anche nell'uomo variazioni ormonali durante i nove mesi di gravidanza. Nello specifico, mentre nelle donne si alzano i livelli di cortisolo, testosterone, progesterone ed estradiolo, negli uomini si verifica un calo di testosterone ed estradiolo mentre i livelli degli altri due ormoni rimangono invariati. Questo cambiamento ormonale cosa potrebbe significare? Un calo di testosterone indica meno aggressività e più amorevolezza; l’estradiolo forse aiuta a preparare gli uomini a tenere fede alle loro nuove responsabilità.
Parallelamente all’innalzamento di testosterone registrato nelle donne lo studio, pubblicato sull’American Journal of Human Biology e condotto su ventinove coppie tutte alla loro prima esperienza di genitorialità, ha portato alla luce una sorta di livellamento dei ruoli, durante il quale la madre assume comportamenti più aggressivi per proteggere il bambino da possibili pericoli esterni, mentre i padri subiscono una modificazione ormonale volta a renderli più amorevoli e indulgenti nei confronti del bambino che sta per nascere.

domenica 14 giugno 2020

Enveloppé d'amour








Per alcuni innamorarsi è questione di un momento, per altri invece è un processo più lento, graduale. Spesso capita di intrattenere un' amicizia per mesi, se non addirittura anni e poi un bel giorno ci si rende conto all'improvviso di essere innamorati di una persona, che vediamo con occhi diversi, che è diventata speciale. Ma perché ci si sente così bene quando si è innamorati? 
E' un mistero e non va indagato.
Ognuno di noi ha un modo diverso di vivere l'amore. Qualcuno vuole benissimo alla moglie ma va anche con le prostitute. Dice che è come fumarsi una sigaretta e non riguarda il suo amore vero. 
A me è bastato un suo sguardo per innamorarmi, ma l'amore è cresciuto perché lo "sguardo" si è confermato giorno dopo giorno. Io adoravo i piccoli difetti di mia moglie.
Provavo una grande tenerezza per qualche sua impuntatura. Le piaceva l'insegnamento e gli studenti li chiamava "figlioli".
Quando è andata in pensione i ragazzi della sua classe la hanno regalato una targa con questa scritta:
"Perché la mamma è sempre la mamma".
Io sono convinto che l'amore non è che finisca, come si suol dire, ma si trasforma in altro, continuamente... Ci sono molte fasi.
Così come la fase del corteggiamento passa, passano anche le altre.
Poi diventa una sorta di routine, ma non negativa (a meno che le cose non prendano una piega noiosa), intendo una routine positiva del sentimento. E l'amore va oltre la vita. Resta per sempre.


giovedì 11 giugno 2020

Memoria di....








Se piove, mi chiami accanto e mi indichi attraverso i vetri quel che succede fuori, distorto dai goccioloni sulla finestra, da quell'idea di mosso che ha la pioggia quando bagna come di virtualità tutto quello che scopre, toccandolo, appoggiandovisi sopra. – Guarda, piove, mi dici e mi convinci ci sia qualcosa da guardare, rannicchiati spalla contro spalla sul davanzale, e io ti dico – Tutte le volte la stessa storia, ma è una finestra, un po’ di pioggia! Dici – Zitto, e guarda; apri la finestra con l’acqua che rimbalza sul marmo e ci colpisce di riflesso. – Dai, che dopo ci tocca asciugare; ma dici che ti piace l’odore fertile dell’acqua, ti piacciono le persone in pantaloncini che camminano svelte, indecise tra il fastidio e il sollievo, guardi i palazzi di fronte, ti piace il nome dell’inverno pronunciato dalla bocca dell’estate, il brivido sulla pelle fuori stagione, il fatto che non si possa uscire, gli amici che chiamano per disdire la serata alla discoteca all'aperto, la televisione spenta. E io insisto – È pioggia, è solo pioggia: non può piacerti, è una cosa stupida. Tu dici che non c’è niente di male a essere stupida. E’ che la pioggia ti piace proprio, le gocce sul naso, o su una ciglia. Io vorrei prenderti e tu non vuoi. Il rumore delle auto sul fondo bagnato, le onde che alzano piano, ti piace quell'odore e colore di cenere che non è un fuoco spento, non è rovina, ma è una proprietà dell’acqua, è la cromatura d’una città sottomarina, ma senza i fronzoli dei coralli, è calma e bellezza, il segreto in un’ostrica. – Sei scema; ti dico all'orecchio, scrolli e ridi per togliermi la parola, il mento sulle mani, una freschezza sulla pelle. Resteresti a guardare la pioggia per ore, ne sei capace, poi fai una doccia, metti l’accappatoio, l’asciugamano attorno alla testa, e se piove ancora ti rimetti a guardala, incantata, che donna particolare che sei! – Chiudiamo? E’ un lago qua per terra, attenta ai piedi. La chiudiamo per metà, la tua parte rimane aperta, allora io mi sposto dietro di te, ti abbraccio e poggio il mento sulla spalla, e sei contenta se me ne sto zitto e guardiamo la pioggia, le persone che corrono nelle portiere in macchina, gli ombrelli infelici, pensavano se ne riparlasse tra mesi. Ma è possibile che non hai niente da fare, da startene a guardare la pioggia? - È un acquazzone, una cosa passeggera; mi piace starti avvolto contro, mi piace accarezzarti le braccia, il corpo, mi piace amarti senza fare l’amore, mentre guardi la pioggia e dici che ti piace guardarla, che non ti stancheresti mai, che è una cosa stupida e che non c’è niente di male, nelle cose stupide. Mi viene male alla schiena, mi formicolano le gambe. Chiudo la finestra, prendo uno straccio dalla cucina e asciugo il pavimento, rimango a guardare mentre piove, ma se non ci sei tu a guardare la pioggia mi diventa oltre che stupida, mi diventa inutile e insulsa, e non la guardo più.



lunedì 8 giugno 2020

La storia infinita







Tutto diventa obsoleto, si consuma, si brucia, e si cambia. Si cambiano oggetti, donne, idee, fedi. Nulla sembra poter, o dover, resistere. Dietro l'apparenza imperante c'è il nulla, se guardiamo dentro di noi, scorgiamo spesso baratri imperscrutabili, e se non siamo capaci di farci amicizia, si arriva a gesti estremi, quelli davvero irrecuperabili.

venerdì 5 giugno 2020

Le tre verità






Quid est veritas? L'inevasa domanda di Ponzio Pilato zavorra la coscienza di tutti gli uomini, se ne accorgano o meno.
Domandava sant'Agostino.
Che cosa più potentemente l'animo desidera della verità?
Anche se non ha aspettato la risposta, Pilato ha espresso
il nesso inesorabile che l'uomo avverte con la sua vita.
Non appena pensa la parola mistero ,l'uomo si trova davanti a qualcosa che non ha volto.
Il Mistero, per cui il cuore dell'uomo è fatto, rimane anonimo.
In qualunque sforzo di coscienza il Mistero resta anonimo.
E se il Mistero è anonimo, la vita è anomala, senza leggi.
Ma ancora sant'Agostino affermava: "Che cos'è la verità?
Un uomo che è tra noi.
Il Mistero non è più anonimo: ha il nome di Gesù Cristo.
il Mistero diventato uomo, nato dalla carne di Maria.

martedì 2 giugno 2020

Dostoevskij ne I fratelli Karamazov







Dostoevskij ne I fratelli Karamazov, dice: «L’ape conosce la formula del suo alveare, la formica conosce la formula del suo formicaio, ma l’uomo non conosce la propria formula». Se non c’è risposta a queste domande, perché allora le domande esistono? O come più pacatamente accenna Pavese, ne Il mestiere di vivere, «E allora perché attendiamo?». Ad un uomo, per riconoscere con certezza il significato di tutto, della sua vita e perfino della storia, occorre che quel significato si comunichi, e questo a me è accaduto. Auguro a tutti di incontrare quell'uomo che mi ha detto: «Che ti importa se prendi tutto il mondo e poi perdi te stesso?». Io sono il punto di coscienza del reale perché se io non fossi è come se non esistesse nulla, tutto esiste perché io me ne accorga.
Il senso del sacro si è perduto per i colpi violenti del razionalismo.
Non è raro sentire qualcuno che afferma che lo scopo della Chiesa è aiutare la società civile ad individuare e sorreggere una piattaforma di valori comuni.
Ma anche i pagani possono sostenere i valori comuni.
Ma qual è il significato della parola valore?
Che cosa è un valore? E' ciò per cui vale la pena, in fondo, vivere.
Ciò per cui veramente val la pena vivere è qualcosa che connette quello che un uomo sta facendo al Tutto.
Senza questo nesso con la totalità ogni cosa vale la pena per cinque minuti, oppure, che è lo stesso per cinque anni.
Per poter vivere il valore bisogna avere una percezione acuta e viva del Tutto.
Ma il senso del Tutto è Mistero: noi lo chiamiamo Dio, ma l'essenza della parola Dio è assoluto Mistero.
Di fronte al Mistero l'uomo resta come confuso, ricorre all'immaginazione, cerca cioè di interpretare il suo rapporto col Tutto, e interpretandolo inevitabilmente
lo riduce, e rimpicciolisce perciò il valore.