sabato 29 settembre 2018

Il riposo della mente








Il nostro corpo rispecchia chiaramente l'intelligenza di un Creatore.
La scienza potrebbe aumentare la vita dell'uomo se riuscisse a penetrare nella dinamica della rigenerazione cellulare.

venerdì 28 settembre 2018

La comunità dei credenti






E' riduttivo vedere
da una parte la riconduzione del fatto cristiano a un logos ancorato alla cultura dominante, da cui il trionfo di uno storicismo dato addirittura per scontato e
dall'altra la fedeltà cristiana ridotta a moralismo: una riduzione ancora più meschina perché depaupera il fatto cristiano, della sua nobiltà, della sua dignità, perché la fedeltà cristiana è per sua natura un amore, l'amore alla persona di Cristo.
All'interno di un tale cedimento della fede era inevitabile che l'idea della Chiesa finisse per ancorarsi ad una visione puramente localistica, geografica. Ma non c'è niente di più distruttivo di una esaltazione smisurata della Chiesa locale nei confronti della Chiesa universale, perché un valore o è universale o non è.
Da una parte si evacua una posizione umana realistica, lasciando spazio solo alla artificiosa gonfiatura volontaristica o a alla banalizzazione dell'esistenza ridotta a pura istintualità.
Dall'altra si rende essenzialmente abortivo l'impeto della costruzione, impedendo quella creatività che nasce dall'amore alla realtà intuita nel suo destino.
Amore che, analogicamente a quanto avviene nel rapporto fra l'uomo e la donna, diventa fecondo solo sé è consumato nel suo contesto più adeguato e naturale.
La Chiesa universale è la Chiesa che consta di tutti coloro che hanno una relazione personale con Gesù Cristo. 1 Corinzi 12:13-14 dice: "Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra". Vediamo che chiunque creda fa parte del corpo di Cristo. La vera Chiesa di Dio non è alcun edificio o alcuna denominazione particolare. La Chiesa universale di Dio è composta da tutti coloro che hanno ricevuto la salvezza mediante la fede in Gesù Cristo.


mercoledì 26 settembre 2018

Sapere non basta










Questo post mi aiuta,ancora una volta, a riflettere quanto la mia vita, ma anche quella di tanti altri, uomini di buona volontà, sia spesso controllata... dal basso. Possiamo davvero constatare che si saranno sempre più "diavoli" che Dio? .... Ma che c'è vo? nulla, appunto. Il nulla. Diversamente sarebbe più difficile.

Le vere persone di buona volontà, quelle che sanno vedere oltre i fatti, soprattutto in certe situazioni modeste, alla luce dell'infinito, noteranno subito che le piccole e grandi... negligenze a volte hanno profondità effimere, inesprimibili, spesso inaspettate proprio perché il nostro io vuole credere e sperare, sempre.

E' un po’ come qualcuno sostiene: "si parte da un’occasione con-

creta, o meno, un sasso gettato nell’acqua e subito si nota che il primo cerchio si allarga, assume dimensioni maggiori,deformi, per arrivare fin dove lo sguardo si perde. E così ci presentiamo: chi viene dal...basso? Oppure gli ultimi saranno i primi? E chi predica il vangelo... ma come?

Il valore di una persona, consiste solo nel...“fare e insegnare” ? No.

Eppure quando l’amore detta le sensazioni che solo il bene conosce non possono sbagliare mai. E'un continuo, estenuante ripetersi perché il “senso” deve resistere lasciandosi così banalmente scoprire ... ancora una volta.

Ma ciò che conta davvero non è vivere il giorno come se fosse l'ultimo, ma il sentire interiormente quelle emozioni essenziali che davvero ti fanno comprendere che sei sulla strada giusta. Che sai riconoscerti nonostante tutto.

E allora non propagandiamo solo libri a pro guadagno, si può comunque affinare il gusto e il giusto interiore. E lo so che un poco fa male. Ci sono rinunce, tante.

Comunque af-fidiamoci sempre, o quasi.

martedì 25 settembre 2018

Amore sempre Amore





Chi non conosce questo estremo dialogo tra Gesù in croce e uno dei due “malfattori” (e non “ladroni”, come di solito si dice)? È solo l’evangelista Luca a narrarlo, ed è probabile che di scena siano due “rivoluzionari” contro il potere romano. Ma è andato in paradiso il ladrone prima del giudizio universale ? Un rivoluzionario..vale quanto un povero ladrone.. se aveva fame doveva pure mangiare.

domenica 23 settembre 2018

Oltre il mondo sensibile








Due cose riempiono l’anima di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell’Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito. 



http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaK/KANT_%20IL%20CIELO%20STELLATO.htm

 



mercoledì 19 settembre 2018

La vita a colori











Ridondanza color porpora. Drappeggio di damasco desolato. Questo lembo di stoffa che copre ma non scalda. L'amore partorito da un'idea sciocca ingravidata da una speranza disperata. L'amore figlio, livido d'assenza, cerchio d'occhi doppi, marginalmente segnati, profondamente violati. L'amore in fasce, urlante e dissennato, sporadicamente assegnato in premio di passione al primo della lista, eletto senza inganno, soltanto accompagnato al banco dei presenti, la sedia vuota, fredda di negligente temperanza. E guarda, adesso, come quel rosso piega verso il viola, come le labbra gonfie di non detto diventano una maschera di gesso. E rosso e viola. E tiepide le guance grigio orgoglio, scavate dall'interno piano piano. Fantasma dal lenzuolo dissestato, macchie di fumo e buchi di malinconia. Orfano di domani se non per l'illusione, ma è già domani, e la platea è già stanca. Facciamo i funerali più preziosi al sentimento dalle ginocchia blande.  E' nero. Nero di sordità sprezzante, il cielo al quale stendo i lembi nuova-vita. Sfrangiati, sfilacciati, pastello fino per segni che fatico a decifrare. Lembi novelli, non sanno svolazzare, non possono ancorare ad una corda la garanzia di quello che è migliore. Non hanno una madre silenziosa, ingravidata da un padre-ligio-totem. Sono respiri corti, strattonati, veli di profusione cadenti e spiegazzati. E rosso e viola e nero e pastellato. E' d'oro il dente di chi m'ha morso il cuore, d'argento il luccichio d'un pianto muto. E' rosso e viola e nero, l'oro e l'argento e la stella di natale. Non ha finestre, questo presepe di statuine molli. Non ha un coro di voci.  Finestre chiuse e porte già blindate. Giallo d'autore, per galli che sovrastano i palazzi, che cantano per primi ma sono sordi all'eco. E un bianco devastante, che ricompone le tracce del vissuto in una coltre innevata di distanza. E rosso e viola e nero ; l'oro e l'argento e il giallo battibecco. Il bianconulla e la parola fine, laddove niente è mai iniziato per davvero.
Stati d'animo e avvenimenti descritti in base ai colori fino ad arrivare a una nenia. A me piace il rosso. Qualcuno dà anche un significato a questa preferenza. Io dovrei essere una persona attiva, carismatica, energetica, estroversa e sensuale che riesce facilmente a farsi notare. Logicamente io non credo a queste cose, come l'oroscopo, ma così è scritto.


lunedì 17 settembre 2018

Cosa è la poesia









Quello che noi spesso dimentichiamo è che la poesia nacque come epica, per semplificare possiamo chiamarla la poesia delle gesta ed aveva una particolare funzione ,doveva svolgere una funzione educativa, doveva comunicare ed esprimere. Era inammissibile una poesia non utile, non direttamente produttiva di qualcosa e per produzione intendo proprio la produzione di senso. Questo problema nasce già con i lirici greci che però pur sovvertendo in parte i canoni tradizionali e dando luogo alla poesia dei sentimenti continuano a percorrere la strada dell’utilità. Sono i lirici latini che presentano la seconda cesura, la poesia lirica si distacca definitivamente da quella epica non solo per i temi ma anche perché abbandona ogni scopo comunicativo o finalistico. Da quel momento in poi irrompe tutto e si perde il patto (che era stato sotteso nella poesia epica) e rimane un nuovo modo di fare poesia . Il poeta non deve indagare né verità , né deve darci una interpretazione di verità , non deve essere sottomesso all'oggetto, non deve più parlare della morte (oggetto) per renderla fatto universale. Deve accovacciarsi come meglio crede sull'oggetto, il poeta copre l'oggetto non lo scopre qui che la soggettività diventa prevalente, aperta la poesia al lirismo e liberato il poeta da ogni condizione di finalismo comunicativo è ovvio che il soggetto diventa oggetto della poesia.  Non è più la morte che viene raccontata ma è il poeta che è e sente morte ad essere oggetto della poesia. Ecco perché non riuscirà con molta difficoltà a trovare qualcosa che risponda al suo canone.
In questa assenza di patto però non possiamo vedere solo una perdita, a mio parere c'è anche una conquista appare sul palcoscenico umano la possibilità di infinite verità soggettive tessere non più quadri, pezzi isolati non più affreschi unitari, ma il loro valore rimane comunque straordinario perché ci permette di vedere e di rintracciare l’umanità attraverso dei frammenti infinitesimali spesso diversi per canone e per scelta linguistica che non ci raccontano più la morte ma le mille morti. Da una poesia non si può scorgere il mondo se non per frammenti rattoppati da gli occhi degli altri, il lettore di poesia deve essere umile ,non si deve aspettare niente, non deve cercare né verità né insegnamento, né illuminazione, né spiegazione del mondo, deve solo farsi prestare per un istante gli occhi di un altro stupendosi per la coincidenza identica del vedere insieme, nel vedere stupendosi ancora di più nel vedere il mai visto.

sabato 15 settembre 2018

Con il contrasto si cresce











Purtroppo la supponenza è un trabocchetto dove ognuno di noi finisce per inciampare.

venerdì 14 settembre 2018

L'ingordigia dei ricchi








L'immigrazione è una sfida vertiginosa perché mettendo alla prova la capacità di un individuo e di una società di cimentarsi con il diverso li costringe a ri-decidere su cosa si fondano, qual è la loro consistenza ultima. La condizione fondamentale per incontrare l'altro è la consapevolezza della propria identità. Ma affermare un'identità non significa brandire un'arma contro l'invasore. E' piuttosto riconoscere ciò che rende capaci di relazionarsi con l'altro. Significa affermare un io capace di misurarsi con un tu che la storia ha portato sull'uscio di casa. Solo così diventa possibile costruire un nuovo noi. Le migrazioni di massa sono un dato ineliminabile. della nostra epoca. Servono identità forti e aperte. Serve che la tentazione dello scontro lasci il posto alla logica di un incontro realista. Non bastano polizie, controlli e regole. l'immigrazione ha implicazioni di tipo culturale e sociale che esulano dalla sfera economica e che troppo spesso vengono dimenticate. Non si lascia la propria terra unicamente per un miglioramento economico o per la necessità di un lavoro, ma anche per poter godere di diritti fondamentali e spesso negati nel proprio Paese, come la pace, la democrazia, la libertà politica e religiosa, la parità tra uomo e donna. Le istituzioni devono valorizzare le esperienze maturate e dare consistenza alla parola sussidiarietà, molto evocata ma poco praticata. Il fatto è che, a differenza di quanto è accaduto nella maggior parte degli altri paesi europei, l'arrivo degli stranieri in Italia è stato un fenomeno tumultuoso con tassi di incremento annuo tra i più alti nel mondo. L'immigrazione ha portato con sé problemi socio-culturali e interrogativi lasciati marcire nei cassetti della politica e delle coscienze. Così, adesso molti italiani convivono con la paura di essere travolti da una realtà che per troppo tempo è stata poco o nulla governata.

giovedì 13 settembre 2018

Rigidità mentale







La coerenza a tutti i costi non l'ho mai compresa. Durante l'arco della vita si può cambiare idea. Se tutti restassimo sempre ancorati agli stessi pensieri non sarebbe possibile nessun tipo di evoluzione.



martedì 11 settembre 2018

Un giorno particolare








"Realizzati attraverso il dirottamento di quattro aerei da un gruppo di terroristi aderenti ad Al Qaeda, contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, a venire colpiti furono le Torri Gemelle e il Pentagono"

Purtroppo invece...
Realizzati dall'America contro l'America.
Con tanto di costosissimo e tristissimo museo beffa che commemora le innocenti morti per i giochi di potere americani.

Io ricordo questo e che la Fallaci stava morendo e non si è curata per poter finire il suo libro.

Però una nascita è una cosa bella in mondo brutto.

venerdì 7 settembre 2018

Cosa fanno i narcisisti







Freud utilizzò nei suoi scritti il termine "narcisismo" in almeno cinque situazioni diverse in cui lo definì come:
•una perversione sessuale (inizialmente rispetto allo stadio narcisistico in cui le pulsioni sono ancora frammentate);
•uno stadio del normale sviluppo della libido (narcisismo primario), cioè della sessualità (la sessualità e l'aggressività - rispettivamente Eros e Thanatos - rappresentano dal 1920 le due pulsioni fondamentali dell'essere umano), ed in questo senso il narcisismo rappresenta “il completamento libidico all’egoismo della pulsione di autoconservazione”;
•una caratteristica della schizofrenia, nella quale la libido verrebbe ritirata dal mondo esterno e investita sul soggetto, che pertanto risulta non trattabile psicoanaliticamente - introversione della libido o narcisismo secondario -;
•un tipo di scelta dell'oggetto d'amore, nella quale l'oggetto verrebbe scelto in quanto rappresenta quello che il soggetto era o vorrebbe essere;
•un costrutto posto in relazione al concetto di autostima, o sentimento di sé; esso deriva dall’ampiezza dell’Io e proviene:
•dal residuo del narcisismo infantile primario;
•dall’onnipotenza convalidata dall’esperienza (adempimento dell’ideale dell’Io);
•dal soddisfacimento in amore (successo dell’investimento di libido oggettuale).

http://www.studiopsicologia.com/articoli/narcisismo/freud-narcisismo.php

martedì 4 settembre 2018

Come le pecore






La conclusione non arriva tramite le parole ma con trasmissione diretta dovuta a osservazione sensazione ed esperienza. Attraverso le concezioni non si prende la vita..la vita va vissuta e spiegata con esperienze.
Il problema è che i filosofi vogliono pensare solo alla Filosofia, i Teologi solo alla Teologia, gli Psicologi solo alla Psicologia, i poeti solo alla poesia, sono scienziati che scoprono cose o pensieri che esistono, spostano la tenda per fare Luce.
Eppure sappiamo tutti che siamo "UNO" con tutto. Solo insieme in piena comunione è Verità di vita Vera, dico Vita del quotidiano, con i pensieri le intuizioni e la vita diviene umana...ma l'umanità nel mondo manca perché ci sono divisioni e non condivisione. 
Sempre più nelle chat (o forum o blog, ormai identici) s'incontrano interlocutori sconclusionati e desensibilizzati all'esame della realtà. Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. L'uomo che non affronta argomenti nel profondo vince sempre: pensare stanca.
Nell'epoca “liquida”, tecnologica , astrologica, spiritualistica, credulona nei maghi, ci si affilia e assimila al ribasso, cercando condivise sicurezze, narcosi evasive e surrogati di vita. La monocultura della realtà riprodotta, siano foto, cartoline o testi, detesta la scrittura sciolta, sequenziale e sensata. Il mondo della relazione si sgretola nell'afasia, negli spezzoni di frasi, di parole reticenti e smozzicate portate avanti all'infinito, come pretesto artificioso per far proseguire una comunità che altrimenti avrebbe fine.
Come "lo specchio della vita" di Pellizza da Volpedo. " Come le pecore" E ciò che l’una fa e le altre fanno). Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. Il pittore lo dipinse ai primi anni del Novecento, è passato più di un secolo eppure nulla è cambiato. Il genere umano va avanti per categorie e quei pochi che ragionano con la propria testa sono fuori dal gioco. Riusciremo per davvero a fare 1+1=2 accorciando le distanze che ci dividono?

lunedì 3 settembre 2018

La danza dei ricordi










Più che Hitchcock, rileggendo il post l'atmosfera mi sembra assurda, inquietante, praticamente una situazione kafkiana.
Nel film di Hitchcock l'uomo sulla sedia a rotelle utilizzava il binocolo e la macchina fotografica con teleobiettivo.