sabato, ottobre 29, 2022

Premio all'evasore fiscale

 


Il dentista non fatturava ma faceva "lo sconticino".
Lo hanno preso i caraBBinieri e si è cuccato un anno di carcere. Studio chiuso e ora vive con le elemosine dei suoi ex clienti.
Medici, avvocati, imbianchini, idraulici. Una marea di gente che evade il fisco. Ruba e la pena è il carcere.
Solo il lavoratore dipendente in Italia paga le imposte, con percentuali che arrivano al 43%
Uno schifo. Nemmeno Draghi ha pensato a combattere l'evasione fiscale. Dopo aver stretto la mano a parecchia gente, accolto a bracca aperte il cavaliere di Arcore si è voltato a guardare gli amici Renzi e Braschi, e uno sguardo di scherno l'ha fatto all'uomo del Carroccio, un tipo separatista, razzista e fascista.
Amico intimo della signora Jean-Marie Le Pen e forse di Putin.
Gelmini e Carfagna detestano i fratelli e sorelle d'Italia e picchiano Il Berlusca che vuole la grande coalizione nazi-fascista.
Ora arriva il signor presidente del Consiglio e teorizza con la testa a destra. Chi ha grossi redditi significa che è bravo, quindi bisogna premiarlo con una riduzione forte dell'imposta. Via gli scaglioni e vai con la flax tax. 15% (la tassa piatta) uguale per tutti. Per i ricchi che sono grandi evasori e per i *miserelli* con redditi bassissimi.
Quando ci capita di essere ricoverati in un ospedale italiano è bene portarsi la carta igienica, perché non hanno i soldi per comprarla. L'evasione generale dei professionisti toglie al bilancio dello stato le risorse destinate alla collettività. Per non parlare delle aziende che grazie a bravi commercialisti presentano i bilanci in rosso. Nei Paesi normali l'evasione fiscale è rara e chi non paga il dovuto finisce in carcere. Al Capone fu catturato non per i delitti commessi ma per l'evasione fiscale.
Io valuto le persone dai comportamenti reali e non dalle chiacchiere che dicono. Pensate che un prete pedofilo abbia la fede, creda al cristianesimo?
Inoltre, osservando la religione cristiana, quasi tutto dovrebbe coincidere con i doveri dell'agnostico, dell'ateo, del laico.
Non rubare, non fare falsa testimonianza, non desiderare la cosa d'altri (poi finirai per rubarla) onora i genitori, non desiderare la donna/uomo dell'altro/a perché finirai per sfasciare una famiglia, non uccidere.
A volte ho avuto occasione di parlare con persone su problematiche varie.
Dove non arriva la conoscenza e l'intelligenza l'uomo s'appiglia alla furbizia che non rispetta la verità. Io mi affido solo alla mia conoscenza perché la discussione deve avere l'obiettivo della ricerca della verità.
Per questa la furbizia non è solo la scelta della scorciatoia e del compromesso, ma si appiglia anche alla menzogna.
Ora, come può un cristiano definirsi tale se poi paga in nero? Se poi è a favore della pena di morte? Se poi sul lavoro fa il furbino e non lavora responsabilmente e onestamente? Se fa la Comunione magari tutti i giorni e poi parla e sparla di questo e di quello? 


giovedì, ottobre 27, 2022

Il tempo si è fermato










La pace accompagnata dalla serenità arriva sempre da una fonte inesauribile. Un'acqua viva che sgorga limpida e purificatrice. Non conosco modalità diverse, non vedo alternative valide, facili surrogati, qualcosa che entra in te e rimane scacciando la solitudine. E poi la memoria è viva grazie agli sprazzi ripetuti di sofferenza. Solo così la morte si trasforma in una luce immensa. Amare significa aver piacere della presenza di un'altra persona. Una persona a cui raccontare le tue sensazioni, emozioni, commentare un passo del vangelo. Sono tutte cose che non puoi fare con altri, nemmeno i figli perché il rapporto non è paritario come quello marito-moglie. Tu sei il padre e non puoi esternare una tua tristezza e procurare un dolore. Io li accolgo sempre con il sorriso e le mie angosce non trovano uno sbocco relazionale. Il dolore è la mancanza di comunicazione, una parte del tuo essere vivo che è morta.
"Sia fatta la tua volontà" è il passo più importante per la vita di un cristiano. Significa che quello che mi accade è sempre per il mio bene perché io ho donato la mia vita al Signore. È questo che mi fa stare bene anche se solo attraverso il dolore posso rendere viva mia moglie. In questi momenti di sofferenza sento che mi sta accanto. È una realtà particolare, anche difficile da raccontare, perché solo chi la vive in prima persona può comprenderla. Spesso "da noi", (noi esseri umani), ci si aspetta sempre la cosa giusta. Devi fare questo, devi essere così, devi fare in quest'altro modo. La verità è che non dobbiamo niente a nessuno, se non a noi stessi e al rispetto di chi incarniamo veramente. A volte mi chiedo cosa sarebbe stato giusto dire in certe occasioni. Bisogna sempre dire la cosa giusta o farla, ma non è così! Nessuno è perfetto. Allora accettiamo di essere mortali con i nostri difetti perché in realtà nell'amore incondizionato succede qualcosa di straordinario. Chi ci ama non fa domande, chi ci ama condivide, capendo cosa stiamo pensando
La gente parla del dolore con una tale superficialità da fare impallidire, come se il dolore fosse come un segno con la matita che puoi cancellare con la gomma del tempo, ma non è così.




martedì, ottobre 25, 2022

Ricordi di fanciullesca

 




Quando ero piccolo non mi piacevano le favole solite; mi annoiavo e me ne andavo via, lasciando il narratore, chiunque fosse, con un palmo di naso.
Mi piacevano, invece, le favole paurose, quelle che mi spaventavano.
I racconti gotici, per intenderci. Una, in particolare, sicuramente inventata, se non ricordo male, raccontava in mille maniere diverse sempre lo stesso accadimento: una bambina povera, moriva, ma poiché era bellissima, diventava una stella.
Di solito me la indicavano pure nel cielo, se era possibile farlo.
Quando, dopo le mie petulanti insistenze nel sentirlo, il racconto, che pure conoscevo, si avvicinava all’epilogo, mi mettevo a piangere e mi scagliavo, con tutta la mia rabbiosa debolezza contro chi raccontava, dimentico delle mie insistenti richieste, imputandogli la colpa del mio pianto.
Ricordo che piangevo con le lacrime copiose.
Crescendo smisi di piangere. E, da allora, non ho pianto più. Mi manca il pianto, i singhiozzi, ma ormai è tardi per i rimpianti.
Che grande debolezza non piangere! Piange Achille, piange Ettore, piange Ulisse.
Forse farete fatica a crederci ma finché cadranno lacrime di commozione o compassione il mondo continuerà a girare. Sembra strano ma al pianto non si può comandare e la cosa peggiore è che i miei occhi lacrimano per il freddo o altro, ma non per un pianto, magari di commozione o di compassione.
Ma sono sicuro che da qualche parte c'è chi piange amaramente.
Ora che mi ricordo non ho mai pianto per rimorso.
Anche Gesù pianse nel vedere Lazzaro "sepolto" e vedendo Gerusalemme "tradita".
Anche Pietro pianse dopo aver rinnegato per tre volte Cristo.

sabato, ottobre 22, 2022

La decadenza dell'Occidente

 


Dice Giorgio Steiner: "Non sono antiamericano, anzi: ammiro molte cose degli Stati Uniti, dove vivono e lavorano i miei due figli. Ma bisogna sapere che il novanta per cento degli americani, parlando, usa 380 parole d' inglese, mentre nelle opere di Shakespeare ce ne sono 24.000. La lingua viene divorata dal minimalismo ossessivo dei codici elettronici, come dimostrano i messaggi sempre più compressi che si mandano i ragazzi sui cellulari». Il problema è che siamo un popolo di anoressici della lingua. La capacità di scrittura e anche di elaborazione del discorso compiuto sono in crisi. Le parole, le frasi, i periodi sono come degli sciancati.
Si scrive e si parla come si pensa.
Se si parla rachitico si pensa così, se si ha in bocca una lingua morta, anche il pensiero non è in buona salute. La povertà di linguaggio determina una sempre minore possibilità di colloquio sia con sé stessi che, soprattutto, con gli altri. In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, emozioni e sensazioni. L’Europa, secondo me, aveva raggiunto il suo equilibrio fra i poli opposti del pragmatismo umanistico filosofico ateniese e la religiosità ostentata di Gerusalemme quando a governare era Roma che univa in sé tutto (pregi e difetti compresi) di queste due idee e così è stato anche dopo la caduta dell’Impero. Per esempio, là dove c’era il Papa c’era anche Leonardo da Vinci e il trionfo della scienza. Secondo me tutto è venuto a cadere quando, dopo il Primo conflitto Mondiale, è caduta la 
Mitteleuropa, ultimo baluardo della nostra cultura, ovvero Vienna che anche se si trovava nell’area era però riuscita a incarnare lo stesso i due poli opposti della questione sollevata da Steiner. Con le dittature disumanizzanti di Destra e Sinistra e il successivo asservimento ideologico all’America (un paese troppo giovane per avere una Storia) siamo diventati il continente senza idee.
Io parlo per me ma ritengo che problemi come il non leggere, il decadentismo intellettuale e l’ignoranza che spinge a fermarsi alla superficie siano un segno di questo problema.
Ciò che sta succedendo oggi in Europa era stato predetto, esattamente 100 anni fa, da Splenger con il suo "Tramonto dell'occidente". I valori massimi che abbiamo assimilato e che portiamo avanti non permettono crescita etica, morale e intellettuale.


giovedì, ottobre 20, 2022

Sono rapporti a rischio

 




La costruzione di un rapporto è una storia di crescita condivisa: nel matrimonio si condividono il progetto di vita, la prole, la socialità e molte altre cose. Credo che l'elemento cardine resti comunque la condivisione... anche o forse soprattutto delle responsabilità. Quando questo manca i rapporti sono squilibrati e possono finire, ma la separazione in sé non è il male assoluto: c'è di molto peggio in effetti. La crescita è comunque una storia di separazioni a partire dalla nascita, quando ci si separa dal corpo della madre. La conflittualità che di solito accompagna una separazione coniugale è la cosa più nociva, la stigmatizzazione sociale della donna separata e dei figli di coppie separate produce danni: queste cose sono qualcosa di molto peggio della separazione in sé.
Ho visto coppie stare insieme senza amarsi, perché le loro idee glielo imponevano. Le coppie innamorate si riconoscono subito, si guardano, si cercano, non riescono a stare l'uno senza l'altro. Perché senza, niente avrebbe più senso.
La superficialità e l'indifferenza sono alla base di amori malati e deboli, incapaci di superare le difficoltà che la vita impone. Bisogna essere consapevoli sin dall'inizio che non è tutto rose e fiori.
La nostra società è impaziente e allo stesso tempo pretenziosa.
Dopo la fase del corteggiamento, dei fuochi di inizio rapporto, poi c'è chi non riesce ad accettare quella che possiamo definire routine; ma la routine non è per forza negativa, anzi.
In genere subentra la nuova fase del rapporto amoroso, che porta alla nascita di un figlio (e quindi a convogliare il grosso dell'affetto e delle attenzioni verso di lui); ma non necessariamente, perché una coppia può anche vivere insieme per 70 anni anche senza figli.
Invece ci sono 50enni che sfasciano i matrimoni perché si mettono con una 20enne. Questo perché il 50enne si sente ancora un 30enne e vuole vivere la vita di un 30enne.
Oggi purtroppo vanno di moda questi rapporti dall'età sbilanciata che scompigliano molto le carte.


domenica, ottobre 16, 2022

La fine delle tradizioni

 



In crisi non è la società della tecnica, ma le forme della tradizione occidentale, che da tale civiltà sono portate al tramonto. Non solo la creazione di nuove tecnologie distrugge le tecnologie obsolete, ma la civiltà della tecnica, nel suo insieme, distrugge le forme tradizionali nelle quali si è via via presentata la " tecnica" occidentale: la religione, la morale, la politica, l'arte, la filosofia. Esse sono distrutte non nel senso che sono bandite, ma nel senso che vien negata la loro pretesa di guidare l'umanità, e questa negazione non consiste in un semplice atto teorico ma nella maggior " potenza" della razionalità scientifico-tecnologica rispetto a qualunque altra forma di razionalità. La crisi dei " valori tradizionali" è la loro impotenza rispetto alla potenza tecnologica. Ogni critica che nella "nostra" cultura viene rivolta alla civiltà della tecnica si fonda su quello stesso atteggiamento di cui tale civiltà è la più rigorosa realizzazione. Questo atteggiamento- che compare insieme all'uomo- consiste nella persuasione di essere padroni delle proprie azioni e di essere in grado di padroneggiare, mediante l'agire le cose del mondo. L'Oriente ha coltivato soprattutto la capacità di divenire padroni del mondo interiore, soprattutto del mondo esteriore l'Occidente. Anche i filosofi che, come Heidegger (in cui riecheggiano alcune forme tipiche della saggezza orientale), mettono in questione il rapporto mezzo-fine, contestano il modo in cui tale rapporto viene realizzato, non questo rapporto come tale. L'antica arte di fabbricare una brocca è anche per Heidegger profondamente diversa da una moderna centrale idroelettrica. Eppure, nonostante ogni indubbia diversità l'antico e il nuovo modo di fabbricare le cose hanno in comune l'essenziale e il decisivo: la persuasione (la fede) che l'uomo è capace di dominare il mondo, cioè di trasformarlo conformemente ai propri progetti. È così "naturale", questa persuasione, che in genere non si vuol perdere tempo attorno a essa. La sostanza di tale persuasione rimane immutata anche quando si rileva che gli autentici attori storici non sono gli individui, ma i gruppi, gli apparati, le istituzioni, le strutture. (si tratta della versione attuale del concetto tradizionale che l'autentico attore della storia sia il divino) è così naturale, quella persuasione, appunto perché in essa consiste la "natura" dell'uomo.

venerdì, ottobre 14, 2022

Storiella scollacciata



 

La prostata è un organo importante dell'apparato urinario e tutti sconsigliano la sua esportazione.
Il problema non è l'uccello. Dopo la morte di mia moglie ho deciso che per me il capitolo "donna" era chiuso. Da cattolico considero il matrimonio un sacramento da rispettare fino alla morte. Sono contento di questa scelta che mi fa sentire bene perché ho la prova che l'essere cristiano non è una "chiacchiera" ma un'esperienza provata con i fatti.
La vedovanza è più impegnativa del matrimonio.
Il PSA è un semplice esame del sangue, la visita all'urologo ora programmata una volta all'anno e non è un calvario. L'intervento non serve e con le tecniche attuali si fa con il Laser verde che riduce la prostata allo stato gassoso. Si entra la mattina in ospedale e ti dimettono la sera.
Io mi preoccupo di più della Juve ,che nemmeno quest'anno vincerà la Champions ,che della prostata.
E senza gioco potrebbe farsi sfuggire anche il quarto posto che serve per partecipare alla prossima Champions.
Intanto ho fatto fuori la lombo sciatalgia.
E' semplice.
Dipende dai polpacci delle gambe che se non mangi carni rosse, almeno una volta alla settimana, perdono robustezza.
Il dolore è forte e parte dal piede fino ad arrivare alla schiena.
Non servono farmaci, scegliere la fisioterapia a base di Ultrasuoni e elettroterapia (Tens). In una settimana il dolore va via completamente.
Da quando mangio il filetto alla piastra antiaderente la sciatalgia è diventata solo un ricordo.
Per carne rossa si intendono la carne di manzo, l’agnello, il montone e il vitello adulto. Consumando tagli di carne magra almeno una volta la settimana si riducono notevolmente i rischi per la salute e si fa incetta di elementi benefici per l’organismo. Sì perché la carne rossa è una miniera di minerali e vitamine importantissimi per le funzioni del nostro organismo.
Ignoro sia il nutrizionista che il dietologo.
La formula è un'altra. Niente sfiga, ma fortuna. Insomma serve un pizzico di *culo*.
Jean-Paul Sartre l’aveva capito molti anni fa dicendo: “La patria, l’onore e la libertà non sono niente. L’universo intero gira intorno a un paio di chiappe”. Una delle più grandi passioni di artisti, registi, stilisti e scrittori di fama internazionale. Honoré de Balzac nel 1830 nel suo “Traité de la vie élégante” diceva: “Camminando le donne possono mostrare tutto, senza lasciar vedere nulla”. Brigitte Bardot sussurrava in uno dei suoi film più celebri: “Tu les aimes, mes fesses?” (Tu lo ami, il mio sedere?), mentre Rimbaud e Rubens non si lasciavano sfuggire l’occasione di immortalare il loro amore per la parte posteriore del corpo femminile.

martedì, ottobre 11, 2022

La Noia



 

Ci sono diverse situazioni che portano alla noia. 
Moravia ne parla ampiamente.



«Mi farebbe molto più piacere sapere che sei mia non soltanto sotto e sopra, ma anche dentro.»

«Dentro dove?»

«Dentro.»

La vidi ridere, con quel suo riso un po’ infantile che le sollevava le labbra sui canini aguzzi: «Dentro non sono di nessuno. Dentro ci sono i polmoni, il cuore, il fegato, gli intestini. Che te ne faresti?

La frase della conoscenza sopra sotto e non dentro svela il disagio del protagonista Dino, trentacinquenne che si è annoiato anche del sesso per quel dentro insipido della bellissima Cecilia che ha 17 anni.

Dino era ricco. 

Abitava in via Margutta.

Cecilia aveva un viso dalla carnagione pallida, incorniciato da una folta chioma mora e crespa, una bocca infantile, due piccole rughe e due grandi occhi scuri, che tradivano l’infantilità nascosta invece dal suo corpo.

Da quello che ho capito Dino vince la noia, attraverso la gelosia.

Io non mi annoio, cerco però momenti di ozio..sono la parte migliore di me perché sono i miei spazi, quelli in cui inventi tutto oppure fissi un punto nel vuoto..adoro lo sbadiglio è come una pennellata che cancella tutto e ti senti subito meglio.

La noia è, a mio avviso, sinonimo di pigrizia mentale e fisica.

La noia è una sensazione di vuoto momentaneo, provocato dal fatto che la nostra mente è alla continua ricerca di stimoli.
Più siamo allenati a tenere attiva la nostra mente, più raccogliamo informazioni ,più siamo propensi all'azione, alla progettazione del nostro presente e futuro, più siamo ricchi di idee, interessi, voglia di conoscere imparare o e voglia di vivere in tutti i sensi, meno saranno le probabilità che la noia ci faccia precipitare nel senso di vuoto, d'impotenza, di tempo perso.

La noia è collegata al tempo, pensiamo quando siamo in coda ad un semaforo, o in un ufficio postale, diventiamo subito impazienti ,perché annoiandoci pensiamo sia tempo perso.

Ma si possono combattere anche i momenti più stupidi di noia, guardandoci intorno, a volte basta guardare i movimenti di una formica. 

Si possono annoiare i giovani, per carenza di idee e di stimoli e si possono annoiare gli anziani, ai quali tutto può sembrare un film già visto. 



In realtà la vita offre a qualsiasi età un numero enorme di stimoli e di occasioni d'interesse. Sta solo a noi saperli cogliere per superare brillantemente i brevi o lunghi periodi in cui siamo costretti a lasciar scorrere il tempo inutilmente.



Per allontanare la noia basta fare una passeggiata, camminare fa bene alla salute e distrae la mente, leggere un libro, lasciare internet.




Chi è “noioso”? Chi replica copioni invariati, inamovibile dalle sue idee da aggiornare, chi non distingue ciò che è importante, e infarcisce un racconto con particolari superflui o svianti, ignora l'ironia e l'umorismo, non abbandona un argomento trito e senza proporre visioni alternative. Non conosce lo stile comunicativo modulato secondo le circostanze e duttile. Potrà possedere altre doti, ma non la sensibilità per accorgersi che sta tediando


lunedì, ottobre 10, 2022

Una risonanza nuova

 


                  Sunset at Sea:Thomas Moran Hand-painted Oil Etsy Sweden

A Firenze Dostoevskij iniziò a scrivere "l'Idiota" e buttò giù molte delle riflessioni e degli appunti che lo portarono a "I Fratelli Karamazov" e al suo incompiuto disegno di grande romanzo.
Dostoevskij supera l'ipotesi che sorge in Nietzsche di un nichilismo lieve, o gaio, propagandato come modo di vivere da "turista", un po' distaccato e scettico tra le cose belle e le difficoltà del mondo.
Dostoevskij comprende che l'abisso dell'animo umano non si risolve nell'individuare una buona idea o una norma giusta, ma nel mistero della presenza di Cristo.
Dice  Péguy che un allievo non fa che ripetere non la stessa risonanza ma un miserabile ricalco del pensiero del maestro; quando l'allievo non è che un allievo, fosse pure il più grande degli allievi, non genererà mai nulla.
Un allievo comincia a creare quando introduce egli stesso una risonanza nuova, cioè nella misura in cui non è allievo.
Non che non si debba avere un maestro, ma uno deve discendere dall'altro per le vie normali della figliolanza, non per le vie scolastiche della discepolanza.
La Chiesa ha dimenticato la strada della figliolanza. Il Papa dopo aver ammesso l'incapacità della Chiesa nei confronti del fenomeno "pedofilia" doveva denunciare i colpevoli a tutte le magistrature del mondo e poi dimettersi.
Questo è un atto di figliolanza, cioè l'introduzione di una risonanza nuova.
La Chiesa veicola il divino servendosi dell'umano che è portato a commettere l'errore. E' successo con Galileo Galilei, ora dobbiamo aspettare 400 anni prima che la Chiesa consegni alla magistratura preti, vescovi e cardinali osceni.
Chi mente a sé stesso e presta ascolto alle proprie menzogne, arriva al punto di non distinguere più la verità, né in sé stesso, né intorno a sé. 

(Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)



venerdì, ottobre 07, 2022

Aiutare i giovani

 


I giovani oggi non hanno futuro (almeno nel nostro Paese) non hanno speranze, non hanno neanche il sacro fuoco legato al desiderio di cambiare le cose perché sono già scafati e rassegnati soprattutto al fatto che le cose non possano cambiare. Molti di questi giovani provano rabbia, frustrazione, insicurezze e molti altri si adeguano alla società attuale vivacchiando, lasciandosi sedurre prima e convincere definitivamente poi, che la felicità è avere tutto e subito. La voglia di autenticità viene frustrata irrimediabilmente. Io credo che ai ragazzi vada restituito un po' di tempo. Un po' di tempo per riflettere, per pensare a se stessi, per capire gli altri. Oggi i ragazzi non hanno tempo. Devono fare tutto: studiare, sport, una disciplina (musica, danza). Colpa anche dei genitori che li devono esibire "come trofei". Restituiamo ai giovani il tempo. Diamo il tempo di crescere, ai ragazzi, diamo il tempo di maturare. Poi tutto giusto sul fatto che la nostra società sia troppo individualista (infatti il giovane oggi deve fare tutto...deve fare tutto lui, scuola, calcio, musica) e affetta da consumismo a volte sfrenato. La realtà virtuale apre nuove strade alla creatività e all’educazione, rimettendo anche in discussione le forme tradizionali di comunicazione, con serie implicazioni antropologiche. La città moderna è relativista: tutto è legittimo, e possiamo cadere nella tentazione di credere che, per non discriminare, per includere tutti, a volte dobbiamo relativizzare la Verità. Ma questo non è giusto. Dobbiamo smettere di nascondere il dolore delle nostre perdite e assumerci la responsabilità dei nostri crimini, della nostra apatia e delle nostre bugie, perché soltanto attraverso una riconciliazione riparatrice saremo uomini nuovi e, in questo modo, non avremo più paura di noi stessi. Aggiungerei che manca anche l’attesa, sembra una sciocchezza ma in realtà il saper attendere favorisce l’immaginazione, la fantasia, l’introspezione, la riflessione, la speranza. Oggigiorno, abituati fin da piccoli a veder realizzato immediatamente ogni più piccolo desiderio/richiesta, non ci si allena a questo bellissimo e utile stato dell’animo. Saper attendere è una di quelle qualità che stanno scomparendo fra le nuove generazioni, peccato. A ognuno le proprie responsabilità. I giovani di oggi non conoscono la vera dignità personale, quel filo sottile, troppo psicologico, troppo dipendente e non si ritrovano più, fanno fatica ad aggrapparsi alle responsabilità per ottenere la fiducia nelle proprie decisioni, nelle proprie capacità... in loro vive la paura di questo mondo instabile. Credere in se stessi è amarsi con coraggio affrontando il futuro che nemmeno il "potere" potrebbe distruggere guadagnando così un valore aggiunto.


martedì, ottobre 04, 2022

Crederci fino alla fine

 


"Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.”
Michael Ende fa pronunciare queste parole ad uno dei personaggi della Storia Infinita, Gmork il servo del Nulla.
Cosa fa da sempre chi vuole esercitare il potere?
Cerca di annullare tutti quelli che vuole controllare con tanti mezzi: il terrore, un’ideologia, il rimbambimento mediatico, la mancanza di idee, la violenza verbale e sociale, la perdita di punti di riferimento superiori.
Sono poche quelle persone “divergenti” che conservano nonostante tutto la capacità di pensare con la propria testa e di opporsi a questi meccanismi perversi.
Ho avuto occasione di vedere Nerve e lo trovo esempio appropriato  di come (in questo caso con i social) poche persone cercano di sottomettere e controllarne tante altre.
Tante persone che frequentano Facebook o altri social fanno questo, chi più subdolamente e chi invece in modo diretto e violento.
Ma questo non è potere.
Io sono convinto che il vero potere è essere consapevoli di se stessi e conservare la propria dignità e la libertà di scegliere sempre fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato seguendo ciò che la nostra coscienza ci dice di fare e non seguire falsi profeti.
E' complicato analizzare la complessità epistemologica, ontologica e sociologica dei termini "normale" e "patologico" e della psichiatria tout court come dispositivo teorico e istituzionale.
Mentre la "malattia mentale" è davvero indefinibile, la sua definizione è, tuttavia, critica per comprendere alcuni aspetti della divisione sociale nella modernità borghese e capitalista.