sabato, febbraio 08, 2020

Donna, niente si fa per te








Mi convinco che le donne siano completamente fuori tempo. Intendo quelle di questa generazione e ancora qualcuna successiva.  Non sono riuscite scrollarsi di dosso l'ausiliarismo, forse perché è ancestrale e ci vorranno secoli ancora per rimuoverlo. E forse anche perché fanno i figli, procreano, e questa singolarità è un'arma a doppio taglio, non solo socialmente ma proprio biologicamente. Sembrerebbe quasi che la (sovra)struttura sociale agisca come una violazione alla genetica dei ruoli. Come se l'intelligenza dell'Uomo che lo rende capace di organizzarsi e modificare il suo ambiente sia un'attività che agisca però solo in superficie, senza riuscire ad intaccare il solido sistema naturale (e darwiniano) per cui le esigenze della vita rendono inespugnabili i ruoli. Forse l'astrazione ragionata è troppo spinta, per cui cerco di fare qualche esempio. Osserviamo la gestione delle relazioni umane : è la donna a farsene carico. Dal ricordare il compleanno di tutto il parentado, proprio e acquisito, al vicinato e ormai anche al lavoro. Dalla visita in ospedale a quella al cimitero. Convenzioni, si potrebbe dire, o spartizione dei ruoli ed è proprio qui che non va più, perché i ruoli non si sono spartiti affatto.  Le donne sono sempre lì, prese dal dovere, dal ruolo atavico, dall'affettività allargata, si tengono la catena al piede da sole, perché questo ruolo (voluto o non voluto) oggi non è neanche più riconosciuto, e il cinismo del maschio non conduce a proposte alternative di equità e le donne seguitano ad essere maltrattate. Nei comportamenti, nei valori, nei progetti e nelle aspettative. Non si scorge in prospettiva  uno straccio di assetto possibile e diverso basato su una credibile pari dignità.
Le donne svizzere hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1971 e fino al 1985 avevano bisogno del consenso del marito per lavorare o addirittura per aprire un conto in banca. Ancora oggi guadagnano in media il 19% in meno degli uomini e - secondo un recente sondaggio di Amnesty International - il 59% di loro denuncia di avere subito molestie sessuali almeno una volta nella vita. È per chiedere una piena parità di diritti, di stipendio e di rispetto che centinaia di migliaia di svizzere sono scese in piazza in diverse città del Paese. Un'onda viola - questo il colore scelto dalle manifestanti - che ha messo in scena uno sciopero declinato tutto al femminile.



25 commenti:

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    1. La storia difficilmente torna indietro. Il femminismo appartiene a un determinato periodo storico culminato con le vittorie divorzio-aborto. Ora sono ingabbiate in un ruolo a tutto campo che impedisce e soffoca le qualità migliori, intuito, sensibilità e intelligenza.

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    2. Mi fece sbalordire la Fornero quando disse che l'età pensionabile doveva essere uguale per uomini e donne perché questo è un'espressione di parità...ma da quale pianeta disperso parlava? di sicuro la sua non sarà stata un'esperienza di vita comune, forse avrebbe dovuto/dovrebbe rendersene conto e tacere.

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    3. Spesso, troppo spesso, le donne assumono atteggiamenti auto-distruttivi: per esempio si sottomettono al mito del "multi-tasking", tanto per dirla in forma modaiola, e se ne vantano, dicono di voler dimostrare così la loro superiorità. In pratica si incollano da sole la croce e la portano per tutti, cercando di rimanere perfette, perché anche questo ci vuole, no?

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    4. Intanto il programma pensionistico del nuovo governo penalizza ulteriormente le donne perché spostare sulla sola anzianità contributiva la soglia di accesso al pensionamento significherebbe escludere una gran parte di lavoratrici che non ce la farà mai a raggiungere 41 anni di attività.

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    5. Ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno. I numeri della violenza di genere
      In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa. Solo lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, fidanzato o convivente.
      Per capire il fenomeno abbiamo dato uno sguardo ai dati aggiornati, presentati nell’indagine condotta dall'Istat in collaborazione con il Ministero della Giustizia.
      Il fenomeno resta di enormi proporzioni e i numeri parlano chiaro: quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all'insulto verbale, la vita femminile è costellata di violazioni della propria sfera intima e personale. Spesso un tentativo di cancellarne l'identità, di minarne profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta.
      Il tragico estremo di tutto questo è rappresentato dal femminicidio, che anche se in leggero calo rispetto agli anni precedenti, dimostra di essere ancora un reato diffuso ed un problema che necessita di una risposta non solo giudiziaria, ma culturale e educativa.
      E proprio il femminicidio, l’uccisione di una donna con la quale si hanno legami sentimentali o sessuali, rappresenta la parte preponderante degli omicidi contro il genere femminile. Più dell’82 per cento dei delitti commessi a scapito di una donna, nel nostro paese, sono classificati come femminicidi. Un numero gigantesco: oltre quattro su cinque.
      700 milioni di donne sono state obbligate a sposarsi prima dei 15 anni.
      Il 35% delle donne ha subito violenze sessuali o fisiche da parte del partner o un membro della famiglia.
      In India, a Nuova Delhi, il 92% delle donne ha subito violenze sessuali in pubblico.
      La mutilazione genitale femminile colpisce 200 milioni di donne in 30 paesi, una pratica realizzata prima dei 5 anni di età.
      Quasi 3 miliardi di donne e bambine vivono in paesi in cui lo stupro, all’interno del matrimonio, non è punibile.
      4,5 milioni di donne e bambine sono ridotte a schiave della prostituzione.

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  2. Fuori tempo? Io penso che le donne siano sempre un passo avanti!
    Secondo me sei stato un po' troppo pessimista, o forse ho interpretato male il tuo scritto. Certo i problemi legati alle differenze retributive, al machismo\sessismo di alcuni ambienti sussistono ancora oggi e non sono problemi di poco conto..per non parlare poi del femminicidio.
    Però la donna in sé brilla: conosco tante ragazze e donne che - single o accoppiate, senza figli o con figli - hanno trovato la loro via. Oserei dire: sono pienamente realizzate. Persone con la testa sulle spalle, determinate, intelligenti (e anche un po' furbette, ecco, se posso avanzare una critica). I problemi nelle loro vita non mancano, piccoli o grandi che siano, ma raramente le sento scoraggiarsi.
    Il multitasking è un po' nella natura di donna. Nel loro essere protettive. Nella precisione che le caratterizza.
    Oggi vedo tanti mariti e compagni che danno il loro contributo alle faccende domestiche e agli altri impegni di famiglia.
    Giusto così.

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    1. Riky, mi sembra di aver motivato ampiamente la condizione della donna nel mondo. Tu hai letto bene parlando di problemi legati alle differenze retributive, al machismo\sessismo e al femminicidio, aggiungendo che non sono problemi di poco conto.
      Secondo i dati più aggiornati di fonte OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale.

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    2. Se vi capita andate a vedere un film intitolato "Cafarnao", regia di Nadine Labaki.
      Girato a Beirut. Il protagonista è un bambino di 12 anni, fuggito dalla Siria, che è diventato già grande. La sorella è una bambina di 12 anni. Arriva il menarca e viene venduta a un adulto. Al mercato non si vendono solo frutta e verdura, ma anche bambine.

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  3. Le donne non riescono a scrollarsi di dosso il proprio ruolo "forse perché fanno figli" infatti l'essere gravide o dover badare a bambini molto piccoli è qualcosa che penalizza la vita sociale di una persona, ma... crea il futuro ed educa la prossima generazione.

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  4. Il problema è che la società seguita a ignorare il ruolo della donna che subisce violenza già all'interno del nucleo famigliare.
    Insidiata e ricattata nei posti di lavoro, violentata al primo angolo buio di una strada.

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  5. Un post molto riflessivo e di grande discussione....

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    1. In effetti a me interessa l'opinione della donna sulla sua condizione nella nostra società e anche negli altri Paesi.
      Buona domenica Simona.

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  6. Purtroppo in molti Paesi la donna è ancora considerata una "proprietà", prima della famiglia di origine e poi di quella acquisita. Ci sono poi donne che per far fronte all'estrema povertà si prostituiscono, offrono i loro uteri per partorire figli che non potranno mai stringere fra le braccia. Nei nostri Paesi, non poveri, la donna se volesse potrebbe davvero occupare il posto che merita, senza se e senza ma.
    Purtroppo vedo molte donne che si sciupano correndo dietro a mode che non esaltano le loro caratteristiche naturali, originali, uniche, ma che le rendono schiave di un cliché che le abbruttiscono, non solo esteticamente facendole sembrare finte ma anche interiormente perché dentro a quel cliché si perdono, rimanendo poi deluse. È ovvio che questo vale per tutte quelle donne... in una parola insicure.
    sinforosa

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    1. Una disamina perfetta.
      Grazie Sinforosa.

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  7. Io sono in parte d'accordo con Riccardo nel senso che (salvo quelle parti del mondo e sono ancora tante, dove la donna è di fatto ancora un oggetto - anche se iniziano ad esserci forme di rivolta anche in quei luoghi - ) la donna ha fatto molti passi avanti nell'ambito della sua libertà personale e dei suoi diritti. Il femminicidio purtroppo infatti nasce da quei bastardi che non sanno e non vogliono accettare che la donna sia una persona e non una loro proprietà. Gli altri problemi nascono dal fatto che nei ruoli di potere sono ancora troppo poche le donne rispetto ai maschi. Unica pecca forse il fatto che le donne non sempre sappiano essere solidali ed unite fra loro e questo è un limite. È poi vero che oggi molte donne si trovano poi a gestire tutto da sole dal lavoro alla famiglia, ma ce ne sono altrettante che sono invece aiutate dal loro compagno o marito. Poi ci sono mille sfaccettature, dalla disperazione e la povertà che colpisce molti luoghi e che porta a donne ad affittare il loro utero come diceva Sinforosa, o ad altre situazioni cmq drammatiche. IL percorso della donna nella società è ancora lungo ma è vero che sono pochi gli uomini disposti ad aiutarla (soprattutto nella vita pubblica e politica) per farle conquistare i diritti che ancora non ha. Da questo punto di vista il titolo del tuo post è davvero perfetto.

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    1. Daniele, parli delle problematiche che ho sollevato nel post e chiarite nei commenti. Ci sono dati terrificanti. Non si può capire il problema osservando amicizie emancipate.
      Il mio post riguarda la donna del mondo, le bambine siriane di undici anni vendute agli adulti.
      Devi vedere il film Cafarnao.

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    2. Comprendo, tu prendi in esame quella che potremmo definire l'altra parte del mondo. In quel caso la situazione è drammatica, ed è vero se togliamo le associazioni umanitarie, nulla si fa per la donna nulla fa l'uomo per lei. Tu fai riferimento nella tua risposta al mio commento, alle ragazze siriano vendute agli adulti, ma la cosa sconvolgente è che il turismo sessuale esiste in nazioni che si dicono civilizzate come il Brasile per fare un esempio. L'ottica da cui tu analizzi la condizione femminile è quella più drammatica, e come tale ci dovrebbe essere un agire internazionale volto ad un cambiamento della realtà in quei luoghi. E poi esiste il problema della mentalità (vedi Islam e paesi arabi dove la donna è ancora molto sottomessa nonostante dicevo anche prima, ci siano i primi germi di una ribellione in atto*), mentalità che è dura da cambiare nell'occidente figuriamoci in quelle aree. Devo vedere quel film mi hai molto incuriosito. In aree poi di guerra, dove ogni essere umano, ogni civile è inerme, donne e bambini sono quelli che più di altri subiscono gli orrori schifosi della guerra.

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  8. Da vedere anche Insyriated, regia di Philippe Van Leeuw.
    Le donne sono chiuse nelle loro case. Se si azzardano a uscire vengono stuprate.
    La guerra civile siriana, o crisi siriana, ha avuto inizio il 15 marzo 2011 in Siria con le prime dimostrazioni pubbliche contro il governo centrale.

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    1. Lo so, ho scritto anche una poesia alcuni anni fa sulla situazione in Siria in generale e non specificatamente sulla situazione della donna. Mi ricordo anche di un fatto gravissimo accaduto anni fa a Lahore in Pakistan dove durante una notte, per fortuna quindi non ci furono vittime, fu distrutta una scuola femminile da terroristi locali. Vittime nessuna ma il senso di quell'attentato era chiaro: le donne non devono studiare. Ma, ed è una storia vera, la reazione delle docente con le sue alunne la mattina seguente fu stupenda: fecero cmq lezione, a cielo aperto, semplicemente sedendosi sul marciapiede di fronte.

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    2. E' bello leggere storie di donne che non hanno paura.
      Grazie Daniele.

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  9. Post interessante, condivido appieno il commento di Sinforosa
    Buon pomeriggio

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  10. Mi sono piaciuti tutti i commenti che hanno scritto i tuoi lettori.
    Io una volta ho letto un libro (purtroppo non ricordo né il nome, né l'autrice) in cui parlava anche di argomenti che hai citato tu nelle varie risposte (le mutilazioni, per esempio) e mi sono venuti i brividi riflettendo sul fatto che a volte è anche una questione di fortuna: la fortuna di nascere donna in certi Paesi piuttosto che in altri...

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    1. A volte scrivere che la donna non è adeguatamente apprezzata può sembrare offensivo, ma io penso che la realtà non bisogna mai nasconderla. Come hai scritto nel tuo post del "segno", nascere in certi paesi è una maledizione.

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