martedì 11 febbraio 2020

Cosa vuoi di più dalla vita?







La pubblicità, se ne avessi il potere, la proibirei.
E' una quasi scienza che usa la suggestione psicologica per finalità condizionanti e manipolatorie.
Credo che, da un punto di vista etico, sia assolutamente illecita, perché più che informare l'utente, il cittadino sui prodotti e sulle loro proprietà e caratteristiche, tende a condizionarne i comportamenti favorendo i produttori/venditori.
Se poi riflettiamo che oltre alla funzione sostanzialmente induttivo-manipolatoria essa ha effetti più che concreti sulle vendite di un prodotto e sul suo costo (una vera tassa privata) pagata da chi acquista: pagare per farsi convincere ad acquistare oggetti di cui si potrebbe benissimo fare a meno, illudendosi di essere un po' più felici, è il colmo della manipolazione
psicologica, ma questo è il tipo di "libertà" che non pochi intendono difendere: è una libertà di alcuni (pochi) contro altri (molti).
La pubblicità spadroneggia anche nei farmaci con effetti catastrofici.
Dopo la messa al bando del Vioxx e di tutti i farmaci a base dello stesso tipo di molecole, i cosiddetti Cox2, gli studiosi hanno messo sotto accusa altre due famiglie di medicinali: quelli a base di ibuprofen, come il Moment e il Buscofen, e quelli che contengono il diclofenac, come il Voltaren. Le due sostanze, infatti, aumentano le percentuali di rischio per l’infarto. La notizia è stata diffusa dal quotidiano britannico The Guardian, dopo che sull’autorevole rivista British Medical Journal è stata pubblicata una ricerca dell’ Università di Nottingham sui rischi legati agli antidolorifici. Le autrici dello studio epidemiologico, Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland, hanno identificato 9.218 pazienti in Inghilterra, Galles e Scozia, tra i 25 e i 100 anni, che hanno già sofferto di un primo infarto e li hanno tenuti sotto osservazione. Nelle valutazioni finali, naturalmente, sono stati considerati i fattori come l’età, le malattie cardiovascolari diagnosticate, il fumo e il consumo di altri farmaci, come l’ Aspirina che riduce il rischio di un attacco di cuore. Il risultato è stato che con il consumo di ibuprofen il rischio infarto cresce del 24 per cento, mentre con l’assunzione di diclofenac aumenta addirittura del 55 per cento. Per quanti hanno curato il dolore con il rofecoxib, il principio attivo del Vioxx, il rischio infarto è salito del 32 per cento, contro il 21 per cento in più di un altro Cox2, il celecobix contenuto nel Celebrex. In Gran Bretagna l’attenzione si è tutta concentrata sull’ibuprofen, da sempre considerato uno dei farmaci più sicuri del mercato e usatissimo come sostituto del Vioxx. Secondo le ricercatrici, ogni 1.005 persone ultra sessantacinquenni che assumono ibuprofen, uno subirà un infarto. E per capire l’impatto dei numeri, è bene considerare che solo oltremanica i pazienti che soffrono di artrite e sono quindi potenziali consumatori di antidolorifici, sono circa 9 milioni.
L’astratto pubblicitario è la condanna della nostra dignità umana.
La pubblicità è ciò che elude il tuo nesso con l'infinito e tende a identificare il concreto con un formaggino che si compra, con lo shampoo per i capelli, con la pancia che fa male, col gelato che ti piace, e tutto questo è così ironicamente concreto da finire nel marcio del cestino.
L’evoluzione dell'uomo è misurata dal pantalone con la vita bassa, dallo stivaletto appropriato, dall'orologio reclamizzato e perfino dall'assorbente giusto. Tutto rigorosamente alla moda. Tutto parecchio assurdo.
Assecondiamo la realizzazione imposta del bisogno artificioso.

35 commenti:

  1. Immagine:


    Possibile ricerca correlata: sunshine 2007.

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    1. Pensate alla pubblicità dei giochi online, dove alla fine viene mandata a velocità ultrasonica la striscia vocale che avvisa "il gioco prolungato può diventare patologico e nuocere alla salute".
      Una persona neanche di media intelligenza dovrebbe comprendere che ti stanno fottendo.

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    2. Ogni medicina è tossica e potenzialmente pericolosa. Le case farmaceutiche sono una lobby che dietro le quinte del mondo crea la malattia e poi la cura.
      Come la nascita di certi virus come l'ebola ma anche altri.
      È tutto un business dove la gente che stia male o che stia bene deve portare comunque un ricavato e un guadagno se no ci pensano loro a procurarselo.

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    3. Li chiamano anti-infiammatori non steroidi (niente cortisone) e hanno effetti catastrofici sui reni. In USA molti giocatori di basket hanno usato questi prodotti e sono finiti in dialisi.
      Il Voltaren, per esempio, può produrre fibrillazione ventricolare, cioè il cuore pulsa a mille ma non pompa e può verificarsi un arresto cardiaco fatale.

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    4. Vi sembra corretto pubblicizzare gli alcolici?
      Nel 2016, più di 3 milioni di persone sono morte a causa del consumo pericoloso di alcol nel mondo. A rivelarlo un report presentato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Un decesso su venti è dunque legato all'alcol e più di tre quarti dei morti sono uomini.
      Sono i dati Oms dell'ultimo report appena pubblicato. Altissimo anche il peso complessivo di malattie dovute alla bottiglia. Tra le soluzioni una tassa ad hoc, il divieto di pubblicità e una diffusione limitata.

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  2. Domanda: e' la pubblicità ad aver spinto l'uomo a ritenere molti beni superflui come indispensabili, oppure la pubblicità ne è stata la conseguenza?
    E' quindi l'uomo, annebbiato dai suoni e dalle immagini della pubblicità, che si "impunta" a comprare anche cose inutili, oppure lo fa ugualmente e la pubblicità semplicemente mette in evidenzia il prodotto della marca X piuttosto che il prodotto della marca Y?
    Secondo me la risposta è la seconda.
    C'è da dire che il telefonino quando ero ragazzetto era visto come un "aggeggio del demonio", oggi invece è indispensabile, a prescindere da chi ne abusa.
    Non è invece indispensabile cambiare il telefonino ogni mese, ma ecco - di questo ne parliamo spesso - che la società attuale, materialistica, impone come status symbol di avere sempre il telefonino all'ultimissima moda.

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  3. C'è con dolore, senza farmaci. Già due infarti e anche ictus. Ogni mattina, pomeriggio e sera per 9 pillole e lo dico: mai, senza dolore!

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  4. http://www.omeopatiapossibile.it/ricerca-scientifica/disease-mangering-quando-la-malattia-non-ce-bisogna-inventarla/

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  5. Lo chiamano Disease mongering, è l’ultima moda e di grande tendenza, e tratta di creare un bisogno per trasformarlo in consumo, possibilmente di massa; nello specifico si creano nuove malattie a tavolino. Per fare un esempio, ora anche la timidezza è diventata una malattia: la chiamano “social anxiety disorder” e la curano farmacologicamente. Altri esempi li portano la sindrome denominata “Disturbo di Attenzione e/o Iperattivà” (ADHD) trattata nei bambini con psicofarmaci pesanti e tossici, e il continuo abbassamento dei valori di rischio, ad esempio del colesterolo (passato da 240 a 200) o della pressione arteriosa, di modo che il numero dei pazienti fuori norma sia maggiore.

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    1. Del resto anche in Internet diversi siti guadagnano con programmi inutili. Io uso AdGuard AdBlocker un'estensione del browser Edge che neutralizza la pubblicità menzognera.

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  6. Molto interessante questo post Gus: la pubblicità purtroppo è un accessorio ineliminabile della società consumistica, di fatto crea bisogni fittizi la cui soddisfazione è possibile dietro pagamento di denaro ai produttori che si arricchiscono. Una società diversa richiederebbe un completo rivolgimento sociale e culturale e temo sia puramente utopistica, quanto meno nei tempi brevi. Bisogna diffondere messaggi come il tuo... bisognerebbe fargli pubblicità ;-))

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    1. Cara amica, non si può fare niente per l'inquinamento del pianeta Terra, non si può fare niente contro la società consumistica.
      Simpatico. Facciamogli la pubblicità 😀

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  7. Ogni anno centinaia di migliaia di uomini si sottopongono a dolorose biopsie per il cancro della prostata e moltissimi subiscono prostatectomie radicali, che spesso danno luogo a conseguenze devastanti come incontinenza, impotenza e trauma psicologico. Ma il fatto sconcertante è che la maggior parte di questi uomini non sarebbe mai morta per una forma tanto comune di cancro, che spesso cresce così lentamente da non fare danno. Come siamo arrivati a un tale eccesso di esami clinici e di interventi chirurgici inutili?
    Questa è la storia scioccante di come l’uso improprio di un test per il cancro della prostata abbia rovinato sistematicamente la vita di milioni di uomini, derubando il sistema sanitario di risorse preziose, scritta dallo scienziato padre della scoperta che ha portato allo sviluppo del test.
    Per la prima volta, medici e vittime denunciano i danni causati dal test e chiedono che si individui un marcatore davvero specifico per i cancri aggressivi. Il grande inganno sulla prostata pone domande provocatorie sulla natura del sistema sanitario e sulle terribili conseguenze umane che derivano dalla manipolazione della scienza per vantaggi personali ed economici.

    Biografia degli autori
    Richard J. Ablin è professore di Immunopatologia presso la facoltà di Medicina della University of Arizona. Pioniere nella ricerca sul cancro della prostata e nell’immunoterapia, ha scoperto il PSA nel 1970 e per decenni ha lottato contro l’uso improprio della sua scoperta come screening per il cancro della prostata.

    Ronald Piana è uno scrittore scientifico specializzato in oncologia. Ha pubblicato oltre 250 articoli per diverse riviste scientifiche.


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  8. I farmaci, indispensabili al bisogno, purtroppo vengono adoperati anche quando non ce n’è davvero bisogno, ma la via del medicinale è quella più veloce e i medici in questo sono maestri, mai una volta che si domandino quali potrebbero essere stati i motivi di quel disturbo/malattia, ti propinano la medicina e via. Dovrebbero e dovremmo usare più cautela anche nell’uso dei medicinali senza lasciarci condizionare dalle “mode” del momento. ‘Notte Gus.
    sinforosa

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    1. I farmaci li producono gli americani e solo loro li conoscono.
      I medici, specialmente i medici italiani prendono una percentuale sulle vendite e ti prescrivono il farmaco.
      Io li uso raramente.
      A domani Sinforosa.

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    2. Non solo gli americani: Novartis è svizzera e la Bayer è tedesca e sono due enormi colossi. Il mercato dei farmaci è un business colossale ma a mangiarci dentro non sono solo le multinazionali USA

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    3. Esatto Daniele, ma le multinazionali USA sono le più voraci.

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  9. Dimenticavo. La chirurgia ha fatto passi da gigante e si vive di più.
    I farmaci che salvano la vita sono pochissimi. Direi la penicillina e altri antibiotici che hanno sconfitto le malattie polmonari, la tubercolosi, la sifilide, il tifo.

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  10. Esiste una forte deriva negativa della pubblicità che è proprio quella che citavi tu in un tuo commento del disease mongering. Va detto che in questo tranello o se vogliamo in questa malattia, ci cadono proprio quelli che non hanno forza di volontà e libera capacità di discernimento e giudizio. Vero anche che in quella fascia ci sono tanti esseri umani (quelli che la scienza chiama benevolmente "Pirloidi" :-))) ) La pubblicità dovrebbe informare secondo me più che invogliare. Detto questo, esco in parte dal topic del tuo post e se mi permetti spezzerei una lancia a favore del Voltaren (compresse immagino) Io ogni tanto lo prendo per il mal di schiena ma ( ora lo dico e magari domani crepo stecchito d'infarto e tocco ferro fin da ora lol) non mi ha mai dato problemi.

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    1. Tranquillizzati su Voltaren. L'effetto fibrillazione ventricolare può scatenarsi quando l'assunzione del farmaco avviene con iniezione intramuscolare gluteo.
      E' successo a me e si prova una sensazione terribile.

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  11. La pubblicità é come il canto delle sirene di Ulisse... dobbiamo usare il buon senso quando acquistiamo,facendo attenzione alle etichette dei prodotti e, per quanto riguarda i farmaci, dobbiamo aver fiducia nei nostri medici, assumendo le dosi corrette

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    1. Il bugiardino va letto e poi si parla con il medico per valutare la pericolosità del farmaco.


      Dinoflenac (Voltaren e un altro centinaio)
      Avvertenze
      Assunto per via orale, questo antinfiammatorio non steroideo (FANS) è associato a eventi avversi cardiovascolari (tra cui l’infarto del miocardio, insufficienze cardiache), anche letali.

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  12. Secondo me è equiparabile a chi possiede le tecniche pubblicitarie di persuasione chi sa scrivere in modo da essere letto scorrevolmente. La scorrevolezza di un libro viene troppo spesso vista come bellezza del libro. Invece chi sa rendere la lettura scorrevole non è altro che uno che ha trovato una data tecnica del fraseggiare. Si tratta di sintassi, sillabe, suoni, nonché di contenuti messi alla giusta distanza uno dallʼaltro in modo da avere ciascuno il giusto risalto. Cognitivamente, il cervello ha bisogno di digerire unʼidea prima di assimilarne unʼaltra.
    Eccetera.
    Ma i contenuti sono veri? Sono giusti? Sono corretti? Ciò che stai comunicando è utile a chi lo riceve?
    Mi pare di ricordare sia nel “Fedro” che Socrate paragona lʼascolto di discorsi – lo fa per insegnare a difendersi dai sofisti, abili parlatori – a un negozio che vende bevande. In questo negozio ci sono bevande buone per lʼorganismo e bevande dannose, veleni. O anche cibi, mettiamo. Ora non ricordo con precisione.
    Solo che quando hai comprato una bevanda o un alimento non li hai ancora mangiati. Te li porti a casa nel loro contenitore. Lʼatto di comprare e lʼatto di assumere, in questo caso, sono distinti.
    Invece quando si ascolta un discorso, o si guarda una pubblicità, il messaggio ti è per così dire già entrato dentro senza che tu te ne ne sia accorto. Se è dannoso, sta già facendo i suoi danni.
    Il messaggio costruito con tecniche persuasive è come se fosse, a mio parere, un cibo fatto ingurgitare a forza. Cacciato giù per lʼesofago.
    Ma questo cibo è buono?

    Non entro nel merito dei messaggi che cerchi di combattere, la disinformazione farmaceutica o il risultato ideologico della comunicazione consumistica in cui viviamo, però cʼè bisogno di chi, come te, si sforza di combattere i “persuasori occulti” mostrando che ci sono alternative di pensiero.
    Io ad esempio non ho la televisione. A suo tempo, se non ricordo male, ci fu in questa scelta anche la volontà di stare al riparo dal bombardamento pubblicitario che già circonda le nostre vite. Volevo mantenere pulita la mia mente almeno da quello. Perché quando si incrosta lo sporco poi hai voglia a grattarlo via, ci vogliono prodotti, come le chemioterapie, che per uccidere una mosca buttano giù tutta la casa.

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  13. Con “messaggi subliminali” si fa riferimento a informazioni che il cervello immagazzina a livello inconscio, ovvero senza che lo stimolo sia stato processato attraverso i cinque sensi che l’uomo utilizza per fare esperienza della realtà che ci circonda. Lo studio sulla pubblicità subliminale ha preso piede nella prima metà del ‘900, sebbene la prima pubblicazione ufficiale, I persuasori occulti del sociologo vance Packard, risalga soltanto al 1957.
    Grazie Filippo. Bisogna stanare chi usa la menzogna per vendere roba dannosa o inutile.

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  14. Se non ricordo male, avevi già focalizzato l’argomento in un precedente post. Il problema della pubblicità è serissimo, basta pensare al lavaggio del cervello nel campo alimentare: in anni di comportamenti scorretti ha condizionato intere generazioni con prodotti industriali scambiati per genuini a scapito di quelli a km 0. Dal mio punto di vista il più serio e difficile da annullare riguarda il settore medico, e il più delicato di tutti è il settore pediatrico, perché manovrato e gestito da forti lobby multinazionali che tra corsi e lezioni per medici istruiscono e diffondono la loro “verità”. Stupendo il libro che citi, “i persuasori occulti”, lo lessi tempo fa; è un’ottima lezione per aprire gli occhi.

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    1. Cara Innassia, questo argomento va riproposto quando ci sono novità.
      https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina.
      Ciao.

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  15. ....Leggo: ma questo cibo è buono?
    Io correggerei la domanda in "Ma questo cibo è sano?"
    All'inizio della menopausa mi era stato consig
    liato un antidepressivo. tutto bene (nn ricordo il nome)dopo circa un anno Sob...iniziarono a tremare le gambe e mi visitò una neurologa che sospettò un inizio di Parkinson.
    Esami su esami e diagnosticò che quella medicina mi portava all'incontro proprio con il Pk!
    Le gambe mi fanno ancora male debbo considerare l'età a cui mi abbraccio.! A luglio saranno 80. Ne sono molto felice e a parere del prossimo nn amico.... "Complimenti signora"!!! Gus caro buona serata e bacio.

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  16. Dalla vita vorrei più serenità e meno invidia ma purtroppo sempre più il mondo gira al rovescio....

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    1. Chi ha capacità viene regolarmente invidiato.
      La serenità si acquista quando ognuno di noi non si cura delle cattiverie degli altri e rende conto delle sue azioni solo alla propria coscienza.
      Ciao Simona.

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  17. La pubblicità esiste da sempre e sempre esisterà. Guai se non ci fosse, altrimenti come girerebbe l'economia? Ci sono persone più o meno influenzabili, ovvio, e bisogna stare attenti alle bufale ma io non ho mai ritenuto la pubblicità dannosa o pericolosa.
    Come tutte le cose, è il singolo a scegliere.

    Sul fronte farmaci dico invece che la farmacologia è una scienza, anche lei va per esperimenti e non sempre tutto riesce alla perfezione.
    Detto questo, basta demonizzare.
    I farmaci sui cui tanti hanno da dire spesso salvano la vita delle persone: perché dire peste e corna, per esempio, del diclofenac e poi magari invocare la vincristina per curare il cancro? Uno no e l'altro sì?
    Bisogna essere seri e consapevoli anche in questo campo: i farmaci esistono, sta a noi e ai medici sapere come dosarli e quando usarli.

    Ti abbraccio.

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  18. Mi sembra che il mio post esprima una seria condanna alla pubblicità degli alcolici più pericolosi del fumo che è stato bandito.
    Ho parlato di farmaci pericolosi e ho elogiato la ricerca cha ha permesso di trovare medicinali salvavita che hanno permesso di neutralizzare malattie che causavano la morte di molte persone.
    Le multinazionali del farmaco non sono aziende filantropiche e il loro obiettivo primario è aumentare gli utili nel Bilancio.
    Ci sono stati commenti costruttivi e posso dire che il mio è un post molto buono.
    Hai fatto osservazioni che in parte non condivido.
    Un abbraccio Francesca.

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