lunedì 12 aprile 2021

Il conformista

 




Ci sono gli atei che non ce la fanno a credere che possa esistere un dio e si formano una coscienza in base alle esperienze della vita. Non mi infastidiscono e molti rispettano chi crede. Poi ci sono i santi, specialmente quelli grandi che con la vita dimostrano l'importanza della fede. Infine c'è una massa blaterante che crede a pezzetti. Non ai preti e relativa Chiesa, non all'Incarnazione, nemmeno a pensarci alla Resurrezione. E' la massa dei credenti a una religione tascabile a proprio uso e consumo. Mi mettono tristezza perché non hanno capito e nemmeno vogliono capire. Io sto in mezzo a loro ma so benissimo che il dubbio dipende solo dalla mancanza di una fede completa.
Eppure non c'è niente di complicato:
Comandamenti dell'Essere (Non avrai altro Dio fuori di me, Ama il prossimo tuo come te stesso, Non nominare il nome di Dio invano, Ricordati di santificare le feste, Non desiderare la donna d'altri, Non desiderare la roba d'altri)
Nel Libro della Sapienza si parla della Prudenza e della Sapienza. Virtù che rappresentano “ L’Essere”, cioè quello che noi siamo.
Il significato biblico di sapienza dà risalto al sano giudizio, basato su conoscenza e intendimento; è la capacità di usare con successo la conoscenza e l’intendimento per risolvere problemi, evitare o prevenire pericoli, raggiungere certi obiettivi o dare consigli ad altri su come farlo. È il contrario di stupidità, stoltezza e pazzia, alle quali è spesso contrapposta.
Secondo Tommaso d'Aquino, fra queste quattro virtù (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza), il primato spetta alla prudenza, in quanto rappresenta la retta norma di tutte le azioni. Ciò significa che un atto umano, per essere compiuto secondo la perfezione cristiana, non basta che sia in se stesso buono, se non è anche equilibrato.
Morto dio gli italiani lo hanno sostituito con altri poteri stravaganti.
In Italia non esiste più l’autorità che è stata sostituita da uno sterminato potere. L’Autorità amministra per il bene della collettività, il Potere è fine a se stesso. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni. Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano. Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo. Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.
La democrazia, invece, si alimenta di convinzioni etiche e ideali che cercano di diffondersi e di affermarsi fino a diventare forza costitutiva della società. Ciò presuppone però il libero confronto e questo, a sua volta, la libera e diretta partecipazione di coloro che vi portano le proprie convinzioni, quale che ne siano la fonte e il fondamento, laico o religioso. La democrazia è, per così dire, un regime in prima persona, non per interposta persona. Se essa è occupata da forze che agiscono come longa manus di poteri esterni, diventa il luogo di scontro e prepotenza di potentati che obbediscono alle loro regole e non rispondono a quelle della democrazia: potentati che sono, tecnicamente, irresponsabili.
La mia speranza è di vivere il vangelo e non di raccontarlo. Il denaro, solo quello che mi basta per vivere.
Il problema della mancanza di una presenza fisica è irrisolvibile perché la donna che vorrei stringere tra le braccia è morta.
Ma proprio questa sofferenza la rende viva ed è la fonte della mia gioia.
Ormai tutti o quasi puntano i riflettori su se stessi non al bene comune con l'altro. Poi social network e amicizie virtuali il gioco è fatto.
I coniugi non si sentono apprezzati, voluti e accettati Perché il metro di paragone non è quello ci hanno insegnato i nonni ma quello che dice il web.
Comunque ogni matrimonio è un isola che si giudica a sé.
La paura spunta fuori quando accusi una debolezza, qualche scheletro nascosto nell'armadio.
Non è il mio caso. Il mio amore è accoglienza. Se non è accolto provo sofferenza.
Non sto bene. E' difficile per un uomo non avere accanto una donna che è anche presenza fisica.
La sofferenza causata dalla solitudine è dentro di me e nei rapporti con gli altri forse non si nota, ma potrebbe essere anche una mia impressione.


68 commenti:

  1. Splendido post,Gus. Hai tutta la mia comprensione.
    Purtroppo io non sento molto la solitudine e ho dovuto dire no a diversi inviti.
    Ma tu sai che nel virtuale non sei solo:ci sono io che sono con te. ❣️

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    1. Che posso fare per te?
      Vuoi scrivere un post nel mio blog?
      Oppure vuoi parole d'amore che potrebbero farti sobbalzare?
      Oppure un post dove si calcola il tempo che abbiamo passato nella nostra vita nella sala da pranzo.

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    2. Un post lo scriverò.
      Si ecco, prova a farmi sobbalzare se riesci.
      ... In sala da pranzo? Io, esempio, non pranzo mai. Colazione e cena.
      La mia vita è questa: ospedali, esami, colazione in cremeria che consumo al parco, poi vado spesso a camminare, anche se piove.
      Alla sera solo TV.

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    3. Franco ha parlato del tempo passato in bagno. Per alzare il livello, io ho scelto la sala da pranzo, sostituibile anche con la cucina, mai un ospedale.

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    4. ..eppure ne parlavo non per abbassarne il livello.. ;)

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    5. Franco, tu scrivi post straordinari. Grande inventiva e simpatia.

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    6. Franco sei simpaticissimo quando scrivi tu.

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  2. Possible ricerca correlata: conformista scena del ballo

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  3. Il conformista, rigore lineare e giochi di luci e ombre.
    A 50 anni di distanza, Il conformista di Bernardo Bertolucci continua a raccontare una contemporaneità senza tempo.

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  4. Certamente potrei suggerirvi di vedere questo splendido film, invece di commentare il mio angusto post.

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  5. Non bisogna dimenticare che il film di Bertolucci è tratto dall'omonimo romanzo del grande Moravia, che certamente avrete letto.

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  6. Sei triste oggi, gus? 🤗

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    1. Se non mi parli del conformismo posso diventare triste😎

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    2. Non ho tempo. A stasera.

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    3. A presto.
      Ciao.

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  7. Ho molti amici virtuali, ma in realtà c'è solo una amica. È buono o cattivo? Ciao Gus!

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    1. L'amicizia è un rapporto molto complesso. E' più facile trovare un amore che un amico, perché nell'amicizia non c'è spazio per il sesso, mentre nell'amore la diversità ormonale detta non poche leggi nella sfera del desiderio sessuale.

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  8. I miei amici sono solo virtuali purtroppo.Fortunato chi che ne ha tanti di reali!

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    1. OLga, ti assicuro che l'amicizia reale non esiste.
      Stavo vedendo un film di Ettore Scola, *C'eravamo tanto amati* con Gassman, la Sandrelli, Satta Flores e Nino Manfredi. Erano partigiani e poi..... un giorno, finita la guerra Manfredi e la Sandrelli sono quasi fidanzati e il suo miglior amico, Gianni (Gassman)che fa? Gli ruba la fidanzata.
      Il film è bellissimo. Uno di quelli che piacerebbe a Riky Giannini, che per incazzatura fece il gran rifiuto.

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  9. Esempi di conformismo:

    abbigliamento

    modo di pensare

    gusti musicali

    taglio dei capelli

    atteggiamenti comportamentali

    le parole che scegliamo nel parlare

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  10. Secondo Moravia crediamo di realizzare i nostri desideri, ma in realtà siamo sempre all’interno di un percorso obbligato che il sistema sociale impone, e questo ci angoscia e ci rende rancorosi. Inoltre, la nostra ispirazione è un'esagerata voglia di inclusione nella normalità. Negli ultimi anni è stata decodificata una nuova ansia sociale denominata FOMO, fear of missing out, la paura di restare fuori, di non essere inclusi nella socialità.

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  11. L'uomo che appare in TV ha quasi sempre un po' di barba, capelli scompigliati e l'immancabile ciuffetto sulla fronte. Il maschio, insomma, è più vanitosodella donna.
    Quando ho sostenuto il concorso per direttore amministrativo, agli esami indossavo un maglione. Gli altri giacca e cravatta. Un esaminatore mi disse: "Deve stupirci sulle cose che scriverà, perché il maglione non fa parte dello stile del dirigente.

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  12. Atei, santi e massa. Mi sembra limitante. Non trovi? Parlando poi di una religione cui piace moltiplicare e moltiplicare: dogmi, poteri e cavilli. Oltre ai tradizionali pani e pesci, ovviamente.

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    1. Nel follower del tuo segui noto due fili di capelli che scendono sulla fronte.
      Sei conformista anche tu?
      Gianni Brera scriveva nel Guerin Sportivo che l'Italia era la patria di santi e navigatori. Ma oggi non nascono più i Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci e Marco Polo.
      Come santi ci siamo fermati a Pio e Teresa.

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  13. Eppure li taglio pure corti.. oltre al fatto che mi stanno abbandonando di loro spontanea iniziativa.. ed io non trattengo mai chi non vuol restare, a volte prego, chiedo spiegazioni, ma nulla più.. ;)

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  14. Franco, Il conformismo è viscido perché quando si cerca di combatterlo, nasce un altro tipo di conformismo.
    Per esempio gli Hippy, composto per la maggior parte da adolescenti e giovani adulti bianchi, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, che avevano ereditato una tradizione di dissenso dai primi bohémien e dai beatniks, criticavano la guerra nel Vietnam, contrari al nucleare, fautori della libertà sessuale, accolti al meglio dai Beatles nella famosissima canzone All You Need Is Love, con il passare del tempo finirono per diventare, anch'essi, beceri conformisti.

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    1. Vedi, Franco, se Moravia fosse stato un tuo amico avrebbe scritto, omaggiandoti, un altro romanzo *L'anticonformista*.

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  15. Quando il Leader si adegua in modo eccessivo alle norme e regolamenti che gli sono imposti da elementi esterni, riduce la sua capacità di pensare fuori dagli schemi: è importante invece allenarsi a “pensare fuori dalla scatola”, cosa che viene fatta in modo massiccio durante i seminari e le coaching di leadership. E’ importante essere propositivi anche di idee nuove anche temerarie o stravaganti se si crede possano portare ad una svolta, senza temere di apparire ridicoli.
    Buona serata

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    1. L'obiettivo del Potere omologante è proprio quello di azzerare la capacità di pensare.
      Ciao.

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  16. Quel film è solo un gran casino...direi irreale e fantasioso.

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  17. Scola affonda la sua lama tagliente nel cinico opportunismo. Il personaggio interpretato da Gassman è da nausea.
    Ciao.

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  18. Queste sono parole mie:
    "Visto da molti il nostro vivere attuale non sarà mai più coerente!
    L'uomo non è più controllabile,recuperabile."
    Chi possiede ancora un minimo di sincerità non dovrebbe più raccontare o testimoniare cos'è il bene, sopratutto perchè non ci si ritrova più, perchè ogni tanto non si è ancora a posto con la propria coscienza.
    L'esistere non giunge a se stesso, non nasce alla vita, non diventerà mai leale esistenza senza sentimenti, coinvolgimenti e sopratutto opere di giustizia.
    Finchè qualcosa non spezzerà quel cerchio di ferro di un 'io bloccato su se stesso poco cambierà!
    Finchè non si uscirà da quel mondo illuso sotto i riflettori, a portata di tutti, fin troppo comodo e facile da trovarsi, nulla, oggi, sarà possibile!


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    1. Il bene è poco, quindi cerchiamo di vedere negli altri solo qualche piccolo pregio, ignorando lo sporco.

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    2. Perché si vede ignorare lo sporco? A casa tua non pulisci?

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    3. Nelle persone bisogna ricercare la parte buona perché se osservi solo i difetti finisci per non accogliere nessuno.

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    4. Sii? Tu entri in una casa se è sporca? Io guardo anche i pregi tranquillo.

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  19. "Il mio amore è accoglienza. Se non è accolto provo sofferenza"
    Ho letto il tuo post, la mia attenzione è rimasta fissa su questa frase..si soffre quando doni amore ma questo non è accolto o peggio ignorato..ti crea un vuoto dentro eppure resti immobile con "quel" cuore spogliato tra le mani..
    Buona serata gus

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    1. La vita è fatta anche di situazioni dolorose di questo tipo.
      Ges, ti risento con piacere.
      Ciao.

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  20. Picciridda - Con i piedi nella sabbia, il film che ho visto questa sera.
    E' tratto dall'omonimo libro di Catena Fiorello, giornalista, scrittrice e autrice televisiva di origini siciliane, pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Giunti e poi ridato alle stampe nel 2017 ottenendo un grande successo di vendite.
    Vedere il film e leggere il romanzo.

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  21. Sì.
    Picciridda - Con i piedi nella sabbia

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  22. Concordo con Fabio che da me ha lasciato nei commenti una identificazione del conformista che direi perfetta: il conformismo, dice, "...ci porta ad assumere una certa forma, ad adattarci per mera convenienza o per paura... anche se nel profondo, ci accorgiamo di aderire a un qualcosa di non accettabile"

    Quindi, secondo me, seguire come una pecora il gregge ossia la massa, convinti che sia la cosa giusta senza provare ad esercitare un minimo di senso critico, non fa di queste persone dei conformisti ma solo soggetti facilmente raggirabili. Invece seguire il gregge consapevoli che lo si fa per convenienza, per paura o per vigliaccheria, allora sì, in questo caso si è conformisti. È la consapevolezza di seguire la maggioranza per non rischiare e non di seguirla perchè si condividono le idee del pastore a cui si va dietro, a fare la differenza tra soggetto raggirato ed il conformista.

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    1. Capita che uno sia decisamente conformista e non se ne rende conto.
      Praticamente al conformista in malafede si aggiunge il conformista inconsapevole.

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    2. Quindi tu inseriresti una terza fattispecie o meglio categoria: il conformista inconsapevole. Interessante ma allora mi domando come fa il conformista inconsapevole ad essere tale se conditio sine qua non per essere conformista è la consapevolezza della scelta che si fa e la perfetta conoscenza del perchè la si fa (ossia per convenienza, paura, vigliaccheria).

      Il conformista inconsapevole è più secondo me chi segue la maggioranza perchè è convinto perchè non ha minimamente senso critico e quindi si lascia raggirare. È vero che senza conoscerne intimamente le ragioni, il conformista si può confondere con chi invece è solo un pirla che si lascia fregare, però la consapevolezza nei momenti cruciali secondo me distingue le due figure

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    3. Moravia ha scritto un romanzo sul conformismo. Ho già citato:

      Crediamo di realizzare i nostri desideri, ma in realtà siamo sempre all’interno di un percorso obbligato che il sistema sociale impone, e questo ci angoscia e ci rende rancorosi. Inoltre, la nostra ispirazione è un'esagerata voglia di inclusione nella normalità. Negli ultimi anni è stata decodificata una nuova ansia sociale denominata FOMO, fear of missing out, la paura di restare fuori, di non essere inclusi nella socialità.

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    4. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese.
      Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine.
      Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini.
      Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale.
      E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata.

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    5. Concordo sulla solitudine dell'intellettuale soprattutto quando è impegnato sul sociale e come Pasolini per esempio, si spendeva molto per raccontare storie di borgata, di periferia. Ed è vero gli anni 60 sono stati il primo di una serie di mattoni per la modifica dell'animo umano, modifica avvenuta per quasi tutti, tranne appunto una consapevole e qualitativa minoranza.

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    6. Pasolini discutendo con l'amica Oriana Fallaci era convinto che in Italia non c'era nemmeno un uomo di sinistra ed era più facile trovarlo negli Stati Uniti:


      Poi uscimmo e per strada v’era un corteo a favore della guerra in Vietnam, ricordi? Tipi di mezza età alzavan cartelli su cui era scritto: "Bombardate Hanoi" e ci restasti male. Da una settimana ti affannavi a spiegarmi che il vero momento rivoluzionario non era in Cina né in Russia ma in America.
      «Vai a Mosca, vai a Praga, vai a Budapest e avverti che lì la rivoluzione è fallita: il socialismo ha messo al potere una classe di dirigenti e l’operaio non è padrone del proprio destino. Vai in Francia, in Italia, e ti accorgi che il comunista europeo è un uomo vuoto. Vieni in America e scopri la sinistra più bella che un marxista come me possa scoprire. I rivoluzionari di qui fanno venire in mente i primi cristiani, v’è in essi la stessa assolutezza di Cristo. M’è venuta un’idea: trasferire in America il mio film su San Paolo».
      Della cultura americana assolvevi quasi tutto, ma quanto soffristi la sera in cui due studen-tesse americane ti chiesero chi fosse il tuo poeta preferito, tu rispondesti naturalmente Rimbaud, e le due ignoravano chi fosse Rimbaud.....

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    7. Sai che, prendendo in esame il periodo di Pasolini, davvero la sinistra USA era forse la sinistra più vera e più "sinistra" che ci fosse? Scevra da quella forma dittatoriale che c'era nell'URSS, molto più consistente e forse meno manovrata di quella italiana legata al PCI e che poi esploderà in modo anche meno legato ai comunisti, negli anni settanta, in realtà non aveva tutti i torti era paradossalmente negli Stati Uniti una sinistra libera e sincera. Poi ovviamente col tempo questo piccolo patrimonio politico americano si è perso, si è spento.

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    8. Certo, Pasolini si spendeva molto per raccontare storie di borgata, di periferia. Ed è vero gli anni 60 sono stati il primo di una serie di mattoni per la modifica dell'animo umano. 👀

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    9. Lui ha voluto vivere proprio cosa provava un povero cristo che viveva per strada... La lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini del 16 novembre 1975
      04.02.19
      La lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini del 16 novembre 1975

      “Da qualche parte, Pier Paolo, mischiata a fogli e giornali e appunti, devo avere la lettera che mi scrivesti un mese fa. Quella lettera crudele, spietata, dove mi picchiavi con la stessa violenza con cui ti hanno ammazzato. Me la sono portata dietro per due o tre settimane, le ho fatto fare il giro di mezzo mondo fino a New York, poi l'ho messa non so dove e mi chiedo se un giorno la ritroverò. Spero di no. Vederla di nuovo mi farebbe male quanto me ne fece quando la lessi e rimasi intirizzita a fissar le parole, sperando di poterle dimenticare. Non le ho dimenticate, invece. Posso quasi ricostruirle a memoria. Più o meno, così: “Ho ricevuto il tuo ultimo libro. Ti odio per averlo scritto. Non sono andato oltre la seconda pagina. Non voglio leggerlo, mai. Non voglio sapere cosa v'è dentro la pancia di una donna. Mi disgusta la maternità. Perdonami, ma quel disgusto io me lo porto dietro fin da bambino, quando avevo tre anni mi sembra, o forse erano sei, e udii mia madre sussurrare che…”. Non ti risposi. Cosa si risponde a un uomo che piange la sua disperazione di trovarsi uomo, il suo dolore d'essere nato da un ventre di donna? Non era una lettera diretta a me, del resto, ma a te stesso, alla morte che rincorrevi da sempre per mettere fine alla rabbia d'essere venuto al mondo grazie a una pancia gonfia, due gambe divaricate, un cordone ombelicale che si snoda nel sangue. E come consolarti, placarti, di una simile ineluttabilità? Le parole con cui consolarti erano nel libro che tu rifiutavi con ira, l'unico modo per placarti sarebbe stato prenderti fra le braccia: amarti come solo una donna sa amare un uomo. Ma tu non hai mai permesso a una donna di prenderti fra le braccia, amarti. Quel nostro ventre da cui sei uscito ti ha sempre riempito di orrore. Fuorché tua madre, che veneravi come una Madonna messa incinta dallo Spirito Santo, dimenticando che anche tu eri stato legato a un cordone ombelicale che si snoda nel sangue, noi donne ti incutevamo fisicamente un disgusto. Se ci accettavi, era per pietà. Se ci perdonavi, era per volontà. In ogni caso non dimenticavi mai la leggenda che dà a noi la colpa d'aver colto la mela, scoperto il peccato. Odiavi troppo il peccato, il sesso, che per te era peccato. Amavi troppo la purezza, la castità che per te era salvezza. E meno purezza trovavi, più ti vendicavi cercando la sporcizia, la sofferenza, la volgarità: come una punizione. Come certi frati che si flagellano, la cercavi proprio con il sesso che per te era peccato. Il sesso odioso dei ragazzi dal volto privo di intelligenza (tu che avevi il culto dell'intelligenza), dal corpo privo di grazia (tu che avevi il culto della grazia), dalla mente priva di bellezza (tu che avevi il culto della bellezza).

      In loro ti tuffavi, ti umiliavi, ti perdevi: tanto più voluttuosamente tanto più essi erano infami. Di loro ci cantavi con le tue belle poesie, i tuoi bei libri, i tuoi bei film. Da loro sognavi d'essere ucciso, prima o poi, per compiere il tuo suicidio. Sono cattiva a dirti questo? Sono crudele anch'io? Forse, ma sei stato tu a insegnarmi che bisogna essere sinceri a costo di sembrare cattivi, onesti a costo di risultare crudeli, e sempre coraggiosi dicendo ciò in cui si crede: anche se è scomodo, scandaloso, pericoloso. Tu scrivendo insultavi, ferivi fino a spaccare il cuore. 💔
      Grande scrittrice la Fallaci.

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    10. Ma se sapeva benissimo chi prima o poi l'avrebbe ucciso, perché raccontare menzogne? Oriana doveva essere denunciata.
      Dopo che Pasolini fu ucciso la Fallaci fece una brutta cosa telefono' a Padellaro e disse:

      “Sono Oriana Fallaci. Padellaro, ascolta bene: Pasolini è stato ucciso dai fascisti. DAI FASCISTI, devi scriverlo”. Sarà stato il giorno dopo la scoperta del corpo maciullato all’Idroscalo di Ostia e il telefono sulla mia scrivania nella redazione romana del Corriere della Sera (allora in via del Parlamento) vibrava di rabbia. Lusingato, ma anche intimorito dall’attenzione della grande collega, non sapevo cosa rispondere. Balbettai qualcosa sulle indagini di polizia, cose a cui la voce non era minimamente interessata. Voleva, anzi intimava un titolo sul Corriere dell’indomani, che non ebbe.

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    11. Ogni storia finisce in un certo modo.
      Il giudizio non spetta a noi.

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    12. Leonardo andava con gli uomini. Quindi la Gioconda diventa uno scarabocchio?

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    13. E' sbagliato fare i moralisti.
      Il film di Pasolini su Cristo è straordinario Nessuno è riuscito ad avvicinarsi alla fede come Pier Paolo.

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    14. Ma che moralisti. Sono giudizi di valore, Gus! Altrimenti come potrebbe esserci il business dei Santi?
      E i.. "diavoli"? Aveva ragione quel Padre esorcista che sosteneva che proprio oggi ci sono più "diavoli" che Dio.

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    15. Il giudizio di valore è un'accoglienza, specialmente per chi si trova ad essere un *diverso*.

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    16. Diverso inteso come ateo o come gay?

      da Il cristianesimo è davvero la religione assoluta?

      (1963)



      Chi ha la chiara la struttura logica di un giudizio di valore sa che esso manca necessariamente l’evidenza razionale. La convinzione che viene espressa in un giudizio di valore deriva non da un’operazione mentale, ma da una precisa esperienza del valore. Una tale convinzione siamo soliti chiamarla fede. Al contrario del sapere, infatti, la fede non si fonda su un’evidenza razionale [...], ma su un’esperienza interiore. [...] Con ciò risulta evidente anche il motivo per cui tutti i tentativi di dimostrare scientificamente l’assolutezza del cristianesimo siano destinati al fallimento. Essi lo sono perché si fondano su un disconoscimento del carattere logico della tesi dell’assolutezza, non vedendo che questa presenta un giudizio di valore o, come ora possiamo anche dire, un giudizio di fede che come tale nono potrà mai essere oggetto di dimostrazione scientifica. Di fronte a simili tentativi deve perciò essere sottolineato con forza che l’assolutezza del cristianesimo non è affare del sapere, ma della fede.
      Ecco il giudizio di valore.

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    17. Esaminiamo le opere di Pasolini. Aver isolato in questa appendice il tema religioso, non è una operazione inutile, tenendo conto che lui era uno spirito autenticamente religioso, seppur non confessionale e dichiaratamente ateo, e ha combattuto tutta la vita contro la dissacrazione del mondo.

      Credente sino all'età di quattordici anni, poi smette tutta una volta di avere fede nel Dio persona e di partecipare ai riti religiosi. Del resto, la sua famiglia non era particolarmente religiosa: suo padre Carlo era un credente convenzionale, la madre viveva una sorta di religiosità naturale di origini contadine.

      La figura di sacerdote che ispira alcuni suoi scritti giovanili, è quella di un uomo coraggioso perché lotta dalla parte dei poveri, eppure debole interiormente, come è umano che sia, in quanto c'è sempre il conflitto tra carne e spirito, che ogni divieto esterno, sociale, rende ancora più traumatico. Sono le norme sessuofobiche di diritto canonico a creare i presupposti di una psicologia ipocrita in molti sacerdoti

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  23. Caro Gus! Grazie a te! Mi hai aiutato con Google Analytics.

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  24. Quindi, non lo scarichi?
    Ciao Irina.

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  25. Invecchiando, ho meno amici veri a causa del mio domicilio lavorativo separato.
    La tua discussione è interessante, Gus

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  26. La scorsa notte ho sognato che ero a casa tua. Avevi una stanza da letto stranissa. Letto con copriletto lilla e viola e gli scaffali e i davanzali pieni di peluche bellissimi. Fuori c'era il sole. Era tutto finito e la gente andava in giro senza mascherina.
    Ah i peluche a forma di drago erano i più belli.

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    1. Io dormo con una sola copertina di vello di lana.
      Niente draghi. Copriletto chiaro con disegni.
      Il sole viene e se ne va. Purtroppo la mascherine imperversano.
      Un abbraccio Elisa.

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