lunedì 19 aprile 2021

Una grande luce

 


C'è un brano del suo "Les contemplations" intitolato l'Eremita (Victor Hugo). L'eremita che si alza al mattino presto e, alla luce di una candela, inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente come nel suo cuore si fa luce appena inizia a meditare. Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro posto, cioè il loro significato. La dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà Nella percezione della realtà determinata dal "cuore" sorge un iniziale giudizio, quindi un uomo vede se e quanto la realtà in cui si imbatte gli corrisponde e lo soddisfa. Nella percezione determinata dal cuore il punto o il luogo dove l'io non è più l'oggetto o la determinazione particolare che lo fa reagire, non è il potere, ma una realtà dentro di sé, come strumento di paragone nell'impatto con ogni realtà, che assicura la sua unità nell'incontro e nel confronto con tutto.
Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme.
Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente.
Ogni numero è zero di fronte all'infinito.
L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo.
Ho conosciuto un buddista che incarnava nel modo più classico l'esoterismo proprio della setta. Di lui conservo un ricordo che ancora mi commuove. Quando ci siamo salutati mi ha abbracciato, ma senza poter dire nulla. Nessun contenuto che la sua dedizione a qualcosa di ultimo che avevamo in comune. Io ho letto il vecchio testamento ma non trovato un'attrazione particolare. Un libro non è una Presenza. Per me la fede non è un insieme di regole, dogmi, precetti. La fede è un modo di vivere che corrisponde alle esigenze del mio io. Quindi un fatto molto razionale. Quando scrivo "modo di vivere" parlo di una particolare tensione verso una meta. La fede compiuta si ha quando Cristo manifesta la sua azione servendosi di un uomo.



27 commenti:

  1. La fede cristiana è semplicemente una persona da incontrare, amare e seguire, nonostante le nostre piccolezze e fragilità. È la mano tesa di un Risorto per farci vivere, già da ora, in un paradiso che conosceremo appieno in quel Paradiso promesso. Siamo assolutamente liberi di vivere in questa speranza o meno, Lui, come una madre, non potrà che amarci ugualmente, sempre e comunque.
    sinforosa

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    1. Giusto, il paradiso comincia dalla Terra.

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  2. Ho sempre pensato che la fede come modo di vivere non fosse un "fatto" razionale poiché è generata dal cuore e non dalla mente..
    Buona notte gus

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  3. La fede è un modello di vita che il cuore pretende e che la ragione spiega e accetta le motivazioni.

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  4. La base razionale forte è che l'Universo è intelligente oltre i confini dell'umana comprensione. Anche la flora è magnifica e l'uomo attraverso i suoi organi è un meccanismo assolutamente non casuale.
    Quindi questo Mistero viene chiamato Dio, colui che ha creato. Si è fatto uomo e le pergamene parlano di eventi straordinari compiuti da Cristo e riportati sui vangeli scritti pochi anni dopo la morte e la resurrezione del Figlio dell'uomo.
    Ci sono altre religioni, ma l'unica dove Dio scende sulla Terra è il cristianesimo.

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  5. Hai ragione, la fede è un modo di vivere! Come ti capisco! Ciao Gus! Buon martedi!

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    1. La via stretta comporta anche sacrifici e molti vogliono la libertà senza confini. E' un deragliamento che diventa peccato.

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  6. In un discorso tenuto a Berlino Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. L'emozione è sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

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  7. Mi batto da sempre per il "ciò che non possiamo cogliere" ed al quale invece ogni ansimo della nostra religione vuole per forza dare significato, spiegazione e luce. Forse perché il buio di quell'inesplicabile che citi nel post fa paura. Non conosciamo le sue creazioni, ma almeno dobbiamo sapere tutto del suo Creatore. Grande debolezza questa, ma comprensibile. Siamo uomini.

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  8. Bisogna essere equilibrati per restare sereni e non scivolare nel bigottismo, o peggio nel fondamentalismo.
    Non siamo in grado di spiegare cosa ci circonda. Certamente un'Intelligenza che chiamiamo dio, mentre sarebbe più corretto definire *Mistero*. Ci sono i Comandamenti e Cristo che ci indicano un percorso di vita. A questo punto dobbiamo fermarci e non andare oltre l'amore per il prossimo. La simbologia dell'Eterno, cioè del dopo la morte, non va indagata per evitare di affondare nelle sabbie mobili dell'idiozia.

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  9. Le esigenze di un uomo pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza e l'intelligenza per realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno, cosa molto diversa dall’ideale che rappresenta l’oggetto di perfezione per cui il cuore dell’uomo è fatto.
    Il mondo è pieno di uomini che sognano.
    La fede è ragionevole perché dà l'unica risposta logica che possa spiegare la meraviglia perfetta e intelligente che ci circonda: Dio.

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  10. La fede ha una partenza fuori di noi: è un fatto, è una oggettività che sfida la soggettività dell'uomo. Niente di astratto, nessuna deduzione, nessuna proiezione. Già dall'origine è l'incontro con qualcosa fuori dell'uomo. Un incontro che suscita una speranza. Per questo la fede è un gesto umano e deve nascere in modo umano, perché non sarebbe umano se nascesse senza ragione, sarebbe irragionevole, cioè non umano. All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona. La fede è il massimo del razionale perché tu decidi di vivere secondo le esigenze del tuo io. Ti accorgi che il cammino che ti offre Cristo è quello che tu stavi cercando. Tutto l'io è calamitato da Lui.

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  11. Credo che la fede debba essere qualcosa di intimo, profondo, personale. Accettare dogmi e regole scritte o dettate da chissà chi, non mi ha mai convinto.

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    1. Da una parte ci sono i Comandamenti e i Vangeli e dall'altra la Chiesa che ha commesso molti errori, ma non può essere eliminata perché trasmette il cristianesimo. Senza la Chiesa, dopo 10/20 anni la gente non saprebbe nemmeno chi è Cristo.
      Io ho già scritto che la fede è la base di un modo di vivere. Il fatto che la Chiesa dica che la Madonna, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo o che il Papa è infallibile, a me interessa poco.

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  12. Cristo è importante.
    C'è una storia sulla sua nascita. Crederci o non crederci?
    Se uno non ci crede Cristo è un folle vagabondo, un incantatore di serpenti. Quindi è inutile parlare di Chiesa e dogmi.
    Chi ci crede ragiona in modo diverso.
    Cristo è Dio che si incarna nel corpo di una ragazza di circa 14 anni, di nome Maria.
    Perché Dio si incarna? Per accollarsi tutti i peccati dell'uomo partendo da quello commesso da Eva e Adamo.
    Ragioniamo. Dio può scegliere una ragazza che si porta addosso il peccato originale. Sarebbe ridicolo.
    Da qui nascono i dogmi. La creatura speciale, Maria era senza peccato originale (primo dogma). Maria è la madre di Dio. Maria va in paradiso in anima e corpo (secondo dogma).

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    1. Con la fede un uomo accetta la dipendenza, cioè essere al servizio di un altro.
      Questo è il sacrificio più grande che si può chiedere a un uomo.

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    2. Chi lo accetta non può seguitare a sbagliare perché è l'Altro che lo ha preso per mano in eterno e sa come guidarlo.

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  13. Non è il dogma che condanna la Chiesa. E' grave la sua cecità. Quello che ha fatto subire a Galileo Galilei è la prova che la Chiesa non ha compreso il Vecchio testamento che parla per simboli e all'uomo di quei tempi non può dire che è la Terra che gira attorno al sole. Non può dire che quello che si vede è solo un'illusione. Nessuno sarebbe stato in grado di capirlo.

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  14. Io cerco di vivere con un senso religioso ma non di religione. Sinceramente sono cristiana, ma non accetto i dogmi della Chiesa. La fede che si basa sul dogma spegne la ragione. Il dogma ti costringe ad accettare le cose senza analizzarle, senza scrutarle.Ho letto i testi buddisti e sono rimasta affascinata dal loro concetto di fede. Più che l'aspetto religioso, del buddismo mi piace l'aspetto filosofico. Per me la fede è un fatto personale, è un percorso interiore che dovrebbe puntare alla conoscenza di noi stessi e a cercare la scintilla divina che è dentro ogni uomo.

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    1. Il buddhismo ha una precisa identità spirituale, caratterizzata da un atteggiamento agnostico. Ciò non toglie la bontà di questa filosofia.
      I dogmi principali nella Chiesa sono compresi nel Credo degli Apostoli. Non mi sembra che ci siano cose complicate. Conoscere noi stessi è un percorso di vita fatto di situazioni reali vissute che ci rivelano cosa siamo veramente.
      C'è una sequela che si snoda in questi passaggi.
      Credere in Dio significa amare dio, amare dio significa osservare i suoi comandamenti.
      Il rispetto verso il prossimo ci viene spiegato con la parabola del samaritano.

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  15. Ho letto il tuo post, ma soprattutto mi hanno ancora più colpito i tuoi commenti, le tue risposte e quello che ne ho ricavato è, cosa che avevo già peraltro capito e lo dico credimi senza piaggeria, che tu sei un uomo dalla profonda luce interiore, equilibrato, contro ogni forma di fanatico bigottismo, ma guidato dalla fede.

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    1. E' un cammino fatto con onestà che apre la mente e il cuore cercando di far conoscere quello che accomuna la gente e quello che crea confusioni e litigi. Ci cono molte persone, anche nella rete, che si muovono verso la direzione giusta.

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  16. Sono sicuro che in rete ci siano anche persone che meritano e non solo caos e volgarità

    PS: magari sono in errore, ma non è la mia lanterna quella nella foto che hai postato?

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  17. Il web dice che si tratta di un faro. Dove è situata la tua lanterna e cos'è?

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    1. Sì, è proprio il faro portuale di Genova, bellissima città.
      Google dà l'immagine ma non specifica di cosa si tratta.

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    2. Beh grazi, hai involontariamente, ma forse il tuo subconscio lo voleva fare, fatto un piccolo cadeau al sottoscritto :-))). Bella immagine. PS: ti ho risposto da me.

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    3. Certo. E' il subconscio!

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