domenica 9 agosto 2015

L'Amore più grande

 
 
 

 
 
 
 
Descrivendo la situazione umana attuale, dice André Malraux: "Non c'è un ideale
 
al quale possiamo sacrificarci, perché di tutti noi conosciamo le menzogne. Noi,
 
che non sappiamo che cosa sia la verità". E' la più terribile definizione del
 
cinismo che identifica l'atteggiamento dell'uomo d'oggi, e poiché non sa il nome
 
della verità, tutto gli sembra menzogna, anche l'aspirazione ultima e costitutiva
 
del cuore, anche l'esigenza profonda di certezza, anche la passione per la
 
giustizia. Ognuno pretende avere così la propria morale, ma questa è la più
 
grande e triste menzogna. Che l'uomo abbia la sua morale significa infatti che
 
ognuno è dominato dalla morale dello stato, del potere, cioè dalla morale dei
 
valori comuni, stabiliti da coloro che hanno i mezzi per farlo. Così, per una
 
pressione osmotica irresistibile, tutti coloro che pretendono di avere una loro
 
morale finiscono sotto il dominio della morale del Potere. La moralità vera è
 
quella che nasce dall'Eucarestia, cioè dal Dio non più anonimo, ma presente, cui
 
apparteniamo. E' impossibile all'uomo perdonare: l'uomo può dimenticare, può
 
ovviare, ma non perdonare. Perdonare significa infatti far rinascere da capo.
 
L'eucarestia è la memoria di un uomo che muore al nostro posto, che ci grazia,
 
che ci fa diventare colmi di essere, come se non avessimo fatto nulla di male.
 


34 commenti:

  1. Lasciare solo l’uomo che ha ricevuto offese , vuol dire per Dio sia che l’uomo perdoni o no è uguale. Ma non è così, è impossibile che Dio dopo aver detto all’uomo che se non perdonerà non sarà perdonato, lo lasci solo a raccogliere le forze che gli occorrono per riuscire a perdonare le offese ricevute, quando dico offese intendo anche ingiustizie gravi, e violenze. Tutto questo significa che quando nella preghiera di Gesù, l’uomo chiede di perdonare i propri debiti,come egli perdona quelli dei propri debitori, è necessario che l’uomo creda che Dio vuole che egli abbia la forza di perdonare.
    Esiste una gioia misteriosa nel perdonare, io ne ho fatta esperienza, inoltre credo che è difficile dimenticare e non, perdonare, la memoria è meccanica non puoi condurla tu
    Buon pranzo!
    Dani

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    1. Credo il perdono, come concezione limitata e limitante, figlio di una misericordia umana, terrena, minore. La grandezza è non aver nulla da perdonare. Trattasi infatti di Amore celeste. No roba da uomini.
      Grazie Dani per il tuo pregevole commento.

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    2. Esiste un solo perdono. Quella persona che ti ha fatto del male è come se non lo avesse fatto. Tu hai la stessa affettività verso quell'umano che è identica a quella che precede il misfatto.
      Dio si è fatto uomo e nella Croce ha tolto i nostri peccati per accoglierci nel Regno dei Cieli e vivere in eterno.
      Un uomo non può fare queste cose. Per questo il suo perdono è un'altra cosa. E' un perdono monco.

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    3. Si. Il top è non aver nulla da perdonare. Amore celeste. Non ci riguarda..
      A me ancora meno...

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    4. Sì. Un punto di arrivo, ma la strada è giusta.

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  2. Meraviglioso inutile, o tu che contieni il nulla da capire

    Vita un colmo di scena
    Già accaduto
    Mai saputo, imparato, artificiale
    Il finale banale

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    1. Pensare il nulla è precisamente ciò che, secondo la tradizione metafisica, non va fatto. Non va fatto perché non è possibile farlo. Pensare il nulla è cadere in contraddizione, è pensare qualche cosa, quindi attribuire l'essere a qualche cosa che non è. Nella misura in cui io dico che il nulla non è o che il non essere non è, già entro in contraddizione perché attribuisco qualche cosa, sia pure il non essere, a qualche cosa che assolutamente non è, non essere stesso. Ed ora l'idea profonda, l'idea che sta nel cuore del pensiero di Parmenide, il vero padre della metafisica: tu non penserai il nulla. Questo interdetto, questa proibizione di pensare il nulla, la ritroviamo, via via, in tutta la storia della filosofia. La ritroviamo in Platone, il quale compie - come lui stesso dice nel Sofista - un parricidio, perché cerca di pensare il nulla, introduce il nulla nel discorso filosofico. Ma il parricidio, come Platone stesso dimostra, si risolve in un grande elogio, in un trionfo del padre, in un grande elogio di Parmenide, perché in realtà Platone dimostra l'impossibilità di pensare il nulla in quanto nulla. Il nulla può esser pensato soltanto come finzione, solo per analogia, serve per spiegare ciò che altrimenti non potremmo spiegare, cioè la molteplicità, quindi, in definitiva, il divenire. Ma, assolta questa funzione - una specie di finzione - assolta questa funzione, del nulla non ne è più nulla. Ma del nulla non ne è più nulla nella scienza, che davvero è l'erede di questa tradizione metafisica. E la scienza pensa ciò che è, con i suoi strumenti agisce su ciò che è, sperimenta ciò che è, ma lasciando ciò che non è fuori del campo della sperimentazione possibile. Di nuovo si dice: i buchi neri, oppure i numeri razionali, sono finzioni platoniche, sono di nuovo elementi introdotti nel discorso, che però non hanno nessun peso ontologico, nessuna realtà ontologica. Là dove invece esiste una vera e propria ontologia del nulla, ma esiste come trasgressione dell'interdetto parmenideo. Questa ontologia del nulla la possiamo ricostruire. Ci sono tracce nella storia della filosofia. E siccome il nulla è il grande rimosso della storia della filosofia occidentale, è chiaro che l'ontologia del nulla non può essere cercata che negli episodi marginali di questa storia della filosofia. Ha lasciato soltanto delle tracce, non è stata elaborata una vera e propria ontologia del nulla o meontologia. Ma le tracce sono rivelative, sono importanti e ci mettono, ci fanno incontrare autori - che magari non interpreteremmo in questa chiave, ma che in questa chiave vanno interpretati - come Plotino, il quale sostiene che il nulla è al di là dell'essere, anzi ne è il fondamento, il non essere è il fondamento dell'essere e dunque converte l'essere nella libertà. Troveremo questa stessa idea nei mistici, che arrivano a identificare Dio con il nulla e troveremo quest'idea nei romantici, i quali cercheranno di elaborare una vera e propria ontologia della libertà, cioè una concezione dell'essere come libertà piuttosto che come necessità, su base estetica. Perché su base estetica? Perché appunto l'arte, è quella che ci rende sperimentabile il paradosso dei paradossi, il paradosso per cui l'essere, la verità dell'essere è, ma è sempre altra da sé. Le opere d'arte di che cosa parlano, se non della verità dell'essere? Ma questa verità dell'essere che cosa é, se non sempre altra da sé. E' addirittura contraddittoria rispetto a se stessa.


      Sergio Givone

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    2. Sacra bestemmia
      Che il mite se la adopri la sua rabbia, tolleranza non tiene e le utopie son rifiuto di sé come se un dio
      Che la voglia, la voglia di rivolta: la sovversione amica e della sorte
      Sassi e sangue sian rossi d'una luce che non tenga mai ombra: non avvinghi, non scivoli di colpa
      Suicida, il Caino ognuno ha dentro
      Spietatezza gigante, mai utopia: un delirio impazzito uccida il sé
      Serve una prova sola, ed è il suo sempre

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    3. "Sacra bestemmia" è un ossimoro e io non commento questa figura retorica figura retorica che consiste nell'accostare parole che esprimono concetti opposti.
      Un bacio.

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  3. Ogni religione ha la propria verità assiomatica. Come affermare chi la racchiude veramente!?!
    Non è difficile distinguere il bene dal male e attenercisi senza bisogno di teorie basate solo sul credere incondizionatamente.
    Cristiana

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    1. Accorgendosi dell'esistenza di molte religioni l'uomo per essere sicuro della verità della propria scelta dovrebbe studiare tutte le religioni, paragonarle tra di loro e scegliere. E' la posizione del razionalismo moderno. Una pretesa che non è un ideale , ma un'utopia. Infatti un lavoro di questo tipo è praticamente irrealizzabile. Non basterebbe una vita intera. L'ideale è un cammino dell'uomo che a ogni passo vede qualcosa di esso realizzarsi. L'utopia è fuori dalla natura. Un sogno sovrapposto per sfuggire o forzare la realtà.
      L'utopia è sempre violenza. Assumere il dovere di conoscere tutte le religioni altro non è che un'astrattezza irrazionale. Il consiglio di vivere la religione della propria tradizione rimane l'indicazione fondamentale senza pretese.
      Può essere che un incontro nella vita faccia balenare la presenza di una emozione più adeguata alla propria ragione maturata. Allora uno potrà cambiare, convertirsi, anche se la conversione altro non è che la scoperta più autentica di ciò cui si aderiva prima.

      Ciao Cris.

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  4. E meno male che non abbiamo la verità! Già ora che siamo limitati, pensiamo di essere dei grandi uomini... pensa tu, se avessimo la verità, crederemmo di essere piccoli dii.
    Riguardo al perdono, preferisco sorvolare sull'argomento perchè io, piccola donna, perdono solo chi mi dimostra di essere pentito/a e di voler realmente cambiare.
    Non sono molto cristiana ma sinceramente mi sta bene così. Cristo mi perdonerà lo stesso, d'altronde Lui è infinitamente buono
    Dolce notte a te Gus

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    1. Non preoccuparti. Siamo tutti nella tua stessa posizione. La Salvezza è nelle mani della Misericordia di Dio.

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    2. La Salvezza è nelle mani della Misericordia di Dio.
      La mia più grande consolazione, caro amico.
      Buon pomeriggio Gus

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    3. Sono le migliori Mani.
      Buona serata.
      Ciao Anna.

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    4. Sai oggi pensavo al perdono...
      Secondo te è più facile darlo o chiederlo?
      A mio parere è più facile darlo... più difficile chiederlo
      O sbaglio?
      Buona giornata Gus

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    5. Perdonare un altro dipende da te, essere perdonati non sei parte attiva nella problematica.
      Ciao Anna.

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    6. Grazie Gus grazie di tutto
      Dolce notte

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  5. In questo post è tutto interessante- del perdono ne ho già discusso con te. Sto pensando che dovremmo ricorrere alla saggezza. Riscoprire la voglia del sapere con la gioia di un bambino. Dobbiamo mettere nelle nostre parole una passione nuova, la passione dell'anima amante dell'Amore Divino.
    Oggi sono scomparsi il rispetto, il pudore, la misura, la semplicità.
    Non ricordo più dove ho letto: "la vita è difficile per l'anima nobile, che è sola." poi continuava, ma non ricordo.
    La vita è difficile per chi è solo e confuso e non è capace di scegliere la strada del domani perchè nessuno si prende la briga di indicargliela. Uomo sii un "Buon samaritano, fermati ad indicare la strada a chi si è perso , non tirare diritto! Dona una visione ottimista anche a me!
    Ciao Gus parlando mi sono persa? Buonanotte a te che sei paziente!

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    1. Stranamente la Salvezza è per il samaritano che non era un cristiano.

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  6. Urka, Gus, io non soo propriamente una buona cristiana...cioè, io perdono, si, una, due volte, alla terza, non c'è perdono, per me la persona che mi ha fatto un'offesa ha chiuso.
    Non parliamo poi per cose, gravi...meglio che non mi pronunci.
    Il mio Qualcuno, vedrà e provvederà di conseguenza.
    Ciao Gus.

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    1. Quello che scrivi è sempre dolce. Questo è il Qualcuno che penserà a te.

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    2. Sai Gus, pensavo, che da una "piccola incomprensione" possa nascere una bella e vera amicizia virtuale, come la nostra, basata sul reciproco rispetto e amichevole scambio di opinioni e idee.
      Uhmmmm....mi sa, che quel Qualcuno, ha messo la sua mano :-), comunque il senso, e che se si mette un po' di buon senso, e rispetto, tutto puo' succedere.
      Ciao Gus.

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    3. Siamo noi ad aver ascoltato il Qualcuno.
      Grazie Fiorella.
      Ciao.

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    4. Posso associarmi con voi e Qualcuno?
      Buongiorno tutto il giorno :D

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    5. Con grande piacere.
      Ciao Anna.

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  7. Perdonare è un percorso da compiere nel profondo della nostra anima
    È una vera e propria “re-visione” della propria vita. Una nuova visione.
    Quando si ha dentro di sé astio, rancore, è come avere una ferita aperta che sanguina in continuazione.
    Quindi il perdonare può anche essere terapeutico, permettere a quella ferita di rimarginarsi
    Perdonare è anche fidarsi, è scommettere su un diverso futuro relazionale.
    Mi viene in mente la parabola del Padre misericordioso, l’abbraccio perdonante che dona gratuitamente il perdono, che il figlio non ha nemmeno il tempo di chiedere.
    August questo è un post che fa riflettere molto, perché tutti abbiamo bisogno di perdonare e di essere perdonati.
    Un abbraccio e buona giornata!
    Dani

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    1. Un'analisi del perdono elaborata con il cuore e la ragione.
      Sì, tutti abbiamo bisogno di perdonare per essere anche noi perdonati.
      Un abbraccio.
      Ciao Dani.

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  8. Passo per augurarti semplicemente un buon Ferragosto a te e a chi ami. Abbraccio forte forte

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  9. Grazie Anna.
    Buon Ferragosto.

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  10. Il giorno sta lentamente terminando. Non aspetto le stelle: le nuvole pesanti di pioggia le stanno nascondendo., Domani una nuova domenica da trascorrere al meglio. Sulla parete dove appoggia la scrivania, ci sono tante fotografie dei miei figli e dei miei nipoti. Tutti sorridenti e stupendi. Alzo gli occhi per pensare e li guardo. Ora il loro sorriso e la loro gioia, che io conosco bene, la invio a te : un regalo di felicità. Buona nuova domenica d'agosto!

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  11. Colui che non riesce a perdonare distrugge il ponte sul quale egli stesso deve passare; perché ogni uomo ha bisogno di essere perdonato.
    George Herber.
    Grazie August, la malinconia che a volte provo, non è tristezza perché è dolce, è un ricordare cose liete, che ancora profumano.
    Oggi il sole ci ha regalato, il suo tepore, e non più l'ardore dei giorni appena trascorsi, nel cielo le nuvole sembrano panna, sensazione piacevole.
    Serena sera sarà, lo auguro anche a te!
    Dani

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