venerdì 30 ottobre 2015

A me piaceva Edith Piaf





 Dove va' l'emozione di un cielo con una così grande e lucente luna? E dove vanno a finire le ombre dei passi che lei illumina? Forse se ne vanno. Ma dove vanno? Bella la tua luna! Grande Luna! Mi sovvien Leopardi!


19 commenti:

  1. Bello questo modo di raccontarti. Questa malinconia che descrivi attraverso le mancanze della quotidianità.
    Quella quotidianità che fa parte della vita di ognuno di noi, dove in fondo ci rifugiamo, quando ci sentiamo più fragili, e la solitudine diventa insostenibile. Ma nel silenzio ci si ritrova, si ritrova quella dimensione dove puoi accarezzare i tuoi pensieri, i pensieri che diventano presenze, presenze così importanti da arrivare a scaldare il cuore. E’ la vita che scorre, domani la luna lascerà il posto all’alba,ed un altro giorno nascerà.
    Buona notte August, un abbraccio forse ti farà sentire meno solo.
    Dani

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  2. Sapessi quante volte ho provato quella sensazione, guardandomi allo specchio, fino a chiedermi a voce alta "Chi sei?" e temere di non uscirne più.
    Ho sempre pensato che ciò significasse il bisogno di fare una sorta di bilancio della vita, di capire cosa potesse essere rivisto e magari corretto.
    Cri

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    1. A me non capita spesso, ma quando succede il fatto è di grande intensità. Terribile.
      Ciao Cri.

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  3. Ciao Gus! La sera, come la notte, quando l'insonnia ci prende, è foriera di melanconia. Che non è tristezza, ma poesia. Come il tuo racconto che mi ha portato a rileggere Petrarca:

    Forse perché della fatal quïete
    Tu sei l'imago a me sì cara vieni
    O sera! E quando ti corteggian liete
    Le nubi estive e i zeffiri sereni,

    E quando dal nevoso aere inquïete
    Tenebre e lunghe all'universo meni
    Sempre scendi invocata, e le secrete
    Vie del mio cor soavemente tieni.

    La sera è sempre desiderata, perché essa ispira i più intimi pensieri, le più segrete aspirazioni, i ricordi più belli o semplicemente i ricordi verso l'inizio della nostra attesa della vera luce. Abbraccio fantastico. Lucy

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    1. Bello Petrarca e io l'avevo dimenticato.
      Bello anche il tuo abbraccio.

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  4. Certo che sei tu quello Gus.. non quello che si chiede chi sei allo specchio, ma quello che si perde in una bottiglia di detersivo abbandonata sul davanzale del bagno. Il Gus che conosce il quotidiano, che lo vive e lo respira, che ama Edith Piaf e che va a braccetto con l'inferno degli altri, perché sarà sempre e comunque un po' meno inferno del suo.
    Buona domenica Gus.. la mia sarà un inferno se può farti piacere.. e la dimensione te la saprò spiegare forse solo domani

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  5. Sai il tuo post mi hanno fatto venire in mente due poesie, una di Palazzeschi, scrittore che io amo in modo particolare (Il codice di Perelà dimostra la sua grandezza)
    Chi sono?
    Son forse un poeta?
    No, certo.
    Non scrive che una parola, ben strana,
    la penna dell’anima mia:
    “follia”.
    Son dunque un pittore?
    Neanche.
    Non ha che un colore
    la tavolozza dell’anima mia:
    “malinconia”.
    Un musico, allora?
    Nemmeno.
    Non c’è che una nota
    nella tastiera dell’anima mia:
    “nostalgia”.
    Son dunque... che cosa?
    Io metto una lente
    davanti al mio cuore
    per farlo vedere alla gente.
    Chi sono?
    Il saltimbanco dell’anima mia.

    l'altra di Battaglia

    C'è il silenzio del cielo prima del temporale,
    delle foreste prima che si levi il vento,
    del mare calmo della sera, di quelli che si amano,
    della nostra anima,
    poi c'è il silenzio che chiede soltanto
    di essere ascoltato.
    (Un cuore pulito)

    Non essere inquieto caro amico, trovo che il chiedersi "Chi sono" sia la dimostrazione della tua sensibilità e delle tua bontà d'animo.
    Buona domenica Gus con un abbraccio

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    1. Anna, ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento.
      Buona domenica.
      Abbraccio.

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    2. Dovere per me aiutare un amico, per quel che posso data la virtualità.
      Buon proseguimento di giornata :D

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  6. Sei ti Gus...sei tu...
    Abbraccio!

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  7. Ciao Gus, scusa se e' da un po' che non ti commento, ma leggo sempre i tuoi scritti. Hai scritto un bellissimo pezzo di vita.
    Sai Gus, mi ha fatto pensare...tu che senti "l'usignolo" che anch'io adoro, e ti soffermi davanti allo specchio e non ti riconosci.
    A me ha fatto pensare, e invece nel tuo scritto, io, guardo una vecchia foto, io, i miei affetti, un giorno qualunque, magari mentre si e' in campagna a raccogliere nocciole, mentre si ride, si scherza e si suda...
    E vedo, poco per volta, che un viso poco per volta sbiadisce, piano pian, fino a che non si vede più...uno per volta, inesorabilmente, quei visi svaniscono mentre ho la fotografia in mano...
    E mi accorgo che sono sola, loro non ci sono più, ma "l'usignolo" canta, e canta "Rien de rien"... Si, anch'io, non rimpiango niente.
    Ciao Gus.

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    1. Bellissimo.
      Quello che hai scritto è poesia.
      Ciao Fiorella.

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  8. Io non conosco molto P.P.P.e non sono mai andata a vedere i suoi films: quei volti così duri anche se maledettamente veri, mi impressionavano. In ogni fatto o immagine c'è una parte di bene e una parte di male.

    Ha perso il Pescara.....certo se giocate contro il Novara........
    La juve ha pareggiato?
    Dai ti mando un sorriso in una carezza e ovviamente restituisco, con gli interessi, il bacio. Ciao Agù.

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    1. "In una strada deserta c’era un bar deserto, con la televisione accesa. Entrammo seguiti da un giovanotto che chiedeva stravolto: “Ma è vero? È vero?”. E la padrona del bar chiese: “Vero cosa?”. E il giovanotto rispose: “Di Pasolini. Pasolini ammazzato”. E la padrona del bar gridò: “Pasolini Pier Paolo? Gesù! Gesummaria! Ammazzato! Gesù! Sarà una cosa politica!”. Poi sullo schermo della televisione apparve Giuseppe Vannucchi (conduttore del telegiornale Rai, ndr) e dette la notizia ufficiale. Apparvero anche i due popolani che avevano scoperto il tuo corpo. Dissero che da lontano non sembravi nemmeno un corpo, tanto eri massacrato. Sembravi un mucchio di immondizia e solo dopo che t’ebbero guardato da vicino si accorsero che non eri immondizia, eri un uomo. Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta?”
      Oriana Fallaci.
      Non c'era nebbia a Novara, si era ficcata nella mente del nostro allenatore che inspiegabilmente ha schierato 5/6 riserve. Il rammarico non è per la vittoria del Novara, ma per la soddisfazione del suo allenatore, il tremebondo Baroni.
      La Juve al 95% arriva agli ottavi.
      Ciao Lucia.

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  9. Non commento commentando che grazie a Oriana Fallaci e a te, conosco un po' di più
    di quell'amore torturato. Buonanotte Gus.

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