lunedì 12 ottobre 2015

La parola ci spiega il Fare e l'Essere

 
 
 



 

Dal libro della Sapienza  (7,7-11)
 
Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
 
 
Forma breve (Mc 10, 17-27):
 
Dal Vangelo secondo Marco
 
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
 
 
Due Passi della parola importantissimi.
Leggendo il Vangelo si nota che Cristo al giovane ricco nomina diversi Comandamenti, ma non tutti. Si
tratta dei comandamenti del “Fare”.

Non vengono nominati i Comandamenti dell'Essere (Non avrai altro Dio fuori di me, Ama il prossimo tuo come te stesso, Non nominare il nome di Dio invano, Ricordati di santificare le feste, Non desiderare la donna d'altri, Non desiderare la roba d'altri)
Nel Libro della Sapienza si parla della Prudenza e della Sapienza. Virtù che rappresentano “ L’Essere”, cioè
quello che noi siamo.
 
Il significato biblico di sapienza dà risalto al sano giudizio, basato su conoscenza e intendimento; è la capacità di usare con successo la conoscenza e l’intendimento per risolvere problemi, evitare o prevenire pericoli, raggiungere certi obiettivi o dare consigli ad altri su come farlo. È il contrario di stupidità, stoltezza e pazzia, alle quali è spesso contrapposta.
 
Secondo Tommaso d'Aquino, fra queste quattro virtù (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza), il primato spetta alla prudenza, in quanto rappresenta la retta norma di tutte le azioni. Ciò significa che un atto umano, per essere compiuto secondo la perfezione cristiana, non basta che sia in se stesso buono, se non è anche equilibrato.


15 commenti:

  1. Se io dedicandomi agli altri nel volontariato, e per far questo trascurassi la mia famiglia, non è certamente una cosa equilibrata, pur essendo un azione buona in sè.
    Ciao August, buon pomeriggio.
    Dani

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    1. Prudenza e Sapienza dell'Essere.
      Hai centrato il problema.
      Grazie.
      Ciao Dani.

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  2. Pensavo al Papa che l'altro ieri diceva: "Preferite lasciare questa piazza con la gioia o la mondanità nel cuore?"
    Francesco è rimasto. In quella piazza triste e spoglia.

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    1. Ho proposto la Liturgia della Parola della messa di domenica scorsa. Praticamente c'è tutto il messaggio di Cristo. Il parroco si è impegnato, io ho attaccato i concetti del Fare e dell'Essere. I fedeli erano distratti, i concetti erano complessi, e non hanno capito. Succede nelle piazze, nel posto di lavoro, a scuola e nella famiglia.

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  3. Diciamo cmq che la sapienza si acquista con la vecchiaia.... voglio essere ottimista..dico quasi sempre....
    Ti ci vedi un giovane ad essere saggio? Specialmente nel mondo di oggi? Uhm uhm ho qualche dubbio... sono pessimista su questo
    Dolce notte Gus

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    1. "Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza".
      Come vedi è Grazia di Dio.
      Ciao Anna.

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    2. Se bastasse solo la preghiera, saremmo tutti circondati dalla Grazia di Dio ma dobbiamo essere obbiettivi, essa non basta, ci vuole anche la nostra volontà, ma tanta volontà per cambiare per migliorarsi per diventare sapienti. Se non c'è la nostra volontà non si va lontani, caro amico. Cerchiamo di non illuderci. Ciao Gus

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    3. Pregare per avere la Prudenza è già un inizio di Sapienza. Teresa di Calcutta prima di andare ad aiutare i malandati pregava cinque ore al mattino e fuori era scuro.
      Il cristiano è un uomo che vive la memoria, la percezione della presenza di Cristo, in tutto quello che fa.
      Il cristiano è un uomo che riconosce la sua dipendenza da Cristo nell’istante, e vive l’istante come offerta a Lui perché lo trasformi. Questo è ciò che si chiama preghiera. La preghiera non è allora un’azione tra le altre, ma lo spazio, l’orizzonte totale e la dimensione ultima di ogni azione e per questo Cristo diceva: “Bisogna pregare sempre”.
      La preghiera è coscienza della presenza di Cristo, cioè memoria e coincide con la prospettiva stessa di ogni espressione umana, così come il senso religioso non è un aspetto della ragione, ma l'orizzonte stesso e la dimensione ultima della ragione.



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    4. E io cosa ho detto? Io non studio nè teologia e nè religione e neanche ho intenzione di farlo ma sono sempre stata convinta che insieme alla preghiera ci voglia anche la volontà di fare nel mondo reale di oggi senza mettere i manifesti ma nel silenzio assoluto.
      PS hai mai pensato di fare il tuo ragionamento a un padre di famiglia disoccupato, nonostante Renzi metta i manifesti di una ripresa economica? (provocazione neh la mia)
      Buona giornata a stasera

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    5. Non ho scritto che non bisogna Fare.
      Buona giornata Anna.

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    6. Ah così va meglio... è più corretto il tuo dire. ^___*
      Ciao Gus

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  4. Ciao Gus! Ecco le due sorelle: Marta e Maria. E io chi sono? Sono nel fare quando ti rispondo cercando di spiegarti il mio pensiero battendo sui tasti del pc. Sono Essere quando? Forse quando cerco di scoprire nel mio prossimo quello che lo addolora o lo rallegra e vi partecipo? Domani sono a Milano dalla mia mamma a donarle un po' di chiacchiere, un po' di passeggio nei lunghi corridoi.....e tante carezze sulle sue mani stanche e ora magre. Cosa sono essere o fare? Sono tutte e due contemporaneamente.......forse. Nell'augurio di una serena e lunga notte mi faccio accarezzare sulla guancia dal tuo maglione......ce l'hai o fa ancora caldo? Abbracci

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    1. Senza l'Essere tutto il nostro Fare diventa inutile. Praticamente come il ricco che lascia con la tristezza nel cuore Gesù.
      Ciao Lucia.

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  5. Oggi è Santa Teresa di Gesù o Teresa d'Avila: maestra di orazione. Orazione, non è preghiera ma perdersi nella contemplazione di Qualcuno che ci chiede se lo amiamo con sincerità. La preghiera non sono parole perdute nell'aria davanti a un tabernacolo contenente il Corpo di Cristo. Allora contemplazione è un silenzio orante è «Senti, io non lo so come, ma Ti voglio bene!».
    Lui è Colui che mi prende la mano tirandomi a se chiudendo gli occhi sul mio ieri che nemmeno io voglio ricordare e insegnandomi a Essere nel Fare. "Mi ami tu?" Mio Signore che mi conosci dall'alba dei tempi mi chiedi se Ti amo, come hai fatto con Pietro, io che......."Sì, io Ti amo" e domani sbaglierò ancora e ancora e ancora, ma sempre Ti dirò che Ti amo, che sei nel mio cuore. Sempre.

    Il cielo sta nuovamente preparando un nuovo temporale. Io sono al caldo della mia casa. Sono una persona che ringrazia per questo privilegio. E Amerò di più chi al freddo, bagnato, penserà a Cristo senza bestemmiare la vita ingrata.
    Buonanotte mio caro amico tanto profondo nei pensieri e nei post. Abbraccio sincero.

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    1. Attenta! Pietro ha risposto:

      VANGELO DI GIOVANNI: C. 21,15-19:
      PIETRO E GESU'



      Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simone Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro? Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che io ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene! Gli disse: “Pasci le mie pecore”.

      Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”.

      E gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore”. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo disse: “Seguimi”.

      Pietro vuole bene perché solo Dio ama.

      Ciao Lucia.

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