venerdì 22 ottobre 2021

Comprendere la realtà


 

Oggi, come notò Pascal, “nessuno sa più restare solo chiuso nella propria stanza”. Per momenti meditativi che rielaborino fantasie, percezioni, impressioni, ecc. Per revisionare la propria visione del mondo da cui discende il nostro gioire e soffrire che ci rendono vitali, per conoscere i propri modi conoscitivo-emozionali , per ridefinire e affinare quelli comunicativo-relazionali strumento essenziale della vita. Domina un parlare automatico e prevedibile e le questioni serie sono tabù. Non svendiamoci con tediosi affabulatori privi di humour e lievità e ci siano care le persone con cui è possibile sintonizzarci anche per un fugace incontro. Si teme il giudizio o di ammettere la nostra fragilità e il bisogno dell’altro. Una condivisione di emozioni e sentimenti pur avventurosa sarebbe vincente per una consapevolezza non elusa con evasioni e disimpegno. La prerogativa e il dovere della forma umana è farsi domande altrimenti diventa una vita di animali che mangiano, dormono, si difendono, si accoppiano, si ammalano e muoiono con la sola differenza che gli animali lo fanno per strada e l'uomo in lussuosi appartamenti. Quando l'assurdo si fa norma e specchio della realtà che ti circonda, è difficile mantenersi integri. Si fa, certo, se si pensa, se si sente, ma si avverte una profondissima e immensa solitudine. La vera libertà qui, nel mondo virtuale non esiste, perché questo contesto non ci appartiene, ci è estraneo perché  qui tutto è perituro, anche il ricordo, anche i pensieri, anche la mente (corpo, mente, intelligenza sono vestiti che indossiamo solo per un po’, poi si cambiano). Il nostro libero arbitrio in definitiva si riduce a due semplici scelte: amico o nemico. Il resto sono due rotaie che ti sei costruito, due rotaie che dove viaggi pensando di guidare. Si dovrebbe capire che innanzi tutto si esce dal regno del polveroso dell'assurdo se ciascuno di noi riprende su di sé il mestiere di vivere, il mestiere duro di essere un uomo, quella ricerca del vero senza la quale l'uomo è condannato a una parvenza di incidenza, a una vita spezzata, una vita che non ha senso. In questi giorni molti di noi stanno analizzando il pianeta Blog. Purtroppo gli utenti sono uno , dieci, cento, mille persone. Mi potrebbe pure andare bene se le dieci, cento, mille persone rimanessero sempre e comunque genuine, sincere e disinteressate. Poi che uno si impegni o meno a “dialogare” o al contrario preferisca tergiversare dipende molto dall’età, dalle esperienze, dalla cultura, dagli interessi, dalle motivazioni che lo hanno spinto ad aprire un blog. Ma l'aspetto più brutto nel mondo dei blog è che le persone, a volta, finiscono per disprezzarsi per liti nate da banalità, oppure per pareri diversi. E gli amici corrono a schierarsi in favore dell'uno o dell'altro non per valutazione, ma quasi per un senso di appartenenza a una certa bandiera. E come bambini capricciosi e vendicativi si rompe per sempre un dialogo che era iniziato bene e termina in malo modo. 


27 commenti:

  1. Immagine:

    Possible ricerca correlata: opere di Dostoevskij.

    RispondiElimina
  2. Questo periodico pescare dal passato è segno di stanchezza, o semplice omaggio al rielaborare pascaliano? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chi disse Tertium non datur?
      L'espressione entra nella formulazione del principio logico del terzo escluso che afferma che due proposizioni formanti una coppia antifatica (p e ¬p) devono avere valore di verità opposto, ovvero non esiste una terza possibilità (Tertium non datur). Esso si trova già formulato nella Metafisica di Aristotele😒

      Elimina
    2. Franco, la gente non indifferente rappresenta una minoranza esigua.

      Elimina
  3. Vero questo può succedere ma accade quando non si dissente dall'opinione ma si attacca la persona.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comunque non avverto troppo scissioni o barricate. proprio con Daniele sussiste profonda stima e rispetto, nonostante si sia in contrasto con tanta attualità, ad esempio. Ciò significa che il tifo puro e semplice, l'ipocrisia e la cattiveria, non riguardano tutto il mondo, ma solo la gente povera di spirito.

      Elimina
    2. Io ripropongo sempre gli stessi argomenti.
      Puoi vedere che le mie etichette sono pochissime.

      Elimina
  4. Daniele, la risposta è in fondo. Pascal è un punto di riferimento.

    RispondiElimina
  5. In fondo ciò che accade nei Blog sono le medesime dinamiche che accadono nella vita, sono necessario accoglienza, punti fermi, perdono e chiarezza dopodiché chi lo desidera resta e chi no se ne andrà. Ciao Gus. Buona fine di settimane.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il blog è un parlare non con la voce, ma con la scrittura. Una lettera, direi.

      Elimina
  6. Dovremmo tutti fare nostro il pensiero di Evelyn Beatrice Hall, erroneamente attibuito a Voltaire, che afferma: " I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it”. Ognuno dovrebbe essere consapevole di non avere verità assolute e che il confronto dovrebbe servire ad arricchirci, ad aprirci l'uno all'altro, e invece spesso si finsce col rompere i rapporti. Dice bene, Sinforosa, quello che accade sul blog è quel che succede nella vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un qualcosa di così complicato, tanto che la frase è passata alla storia.
      Sì, dice bene Sinforosa.
      Ciao Caterina.

      Elimina
    2. Saggia Sinforosa, chi vuole rimane, gli altri scorrono via, nell'oblio che plasmano..

      Elimina
  7. Buon weekend Gus!

    RispondiElimina
  8. Ti saluta Cecilia... 😜

    RispondiElimina
  9. @Gus: non la vedo così nera come blogger. Parola di una che ha all'attivo 13 anni di blog, il 30 novembre prossimo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ognuno di noi fa esperienze diverse.
      Ciao Maria.

      Elimina
  10. Dietro ogni blog c'è un persona, quindi è lo specchio della vita reale. Anche se uno ha pareri diversi, bisogna avere rispetto, il confronto arricchisce tutti.
    Sereno giorno Gus.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dialogo sincero, con il rispetto per gli altri, è la cosa migliore.
      Ciao Vincenzo.

      Elimina
  11. Il blog dovrebbe arricchire..un post questo dovrebbe sia quando lo sfogli che quando lo scrivi..sai Gus io penso che le pagine di un blog dovrebbero essere distaccate dalla realtà e quindi non assorbirne neanche le dinamiche..certo dipende da ciò che uno scrive..per me è il diario sul comodino che sfoga una gioia oppure un dolore..lo stesso diario che una volta tracciava lacrime con inchiostro e che gelosamente era protetto da chiave e lucchetto..e poi il blog è quella pila di libri sull'altro comodino che sfogli ogni volta che senti il bisogno di qualcosa.. questo dovrebbe essere..un "dare avere"..uno scambio perfetto senza intralci e lontano da dinamiche stressanti..un qualcosa che quando scrivi o leggi ti arricchisce e non ti stressa perché già la vita reale di suo è stressante..
    Buongiorno Gus buona domenica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In generale l'uomo ha bisogno di essere gratificato. Questa necessità sia nella vita che nel virtuale avviene con modalità differenti. Quelli che scrivono sono pochi. Gli altri sono pecorelle che seguono il loro padrone.
      Buona domenica Gesualda.

      Elimina