venerdì 1 ottobre 2021

Il pianto

 



Quando ero piccolo non mi piacevano le favole solite; mi annoiavo e me ne andavo via, lasciando il narratore, chiunque fosse, con un palmo di naso.
Mi piacevano, invece, le favole paurose, quelle che mi spaventavano.
I racconti gotici, per intenderci. Una, in particolare, sicuramente inventata, se non ricordo male, raccontava in mille maniere diverse sempre lo stesso accadimento: una bambina povera, moriva, ma poiché era bellissima, diventava una stella.
Di solito me la indicavano pure nel cielo, se era possibile farlo.
Quando, dopo le mie petulanti insistenze nel sentirlo, il racconto, che pure conoscevo, si avvicinava all’epilogo, mi mettevo a piangere e mi scagliavo, con tutta la mia rabbiosa debolezza contro chi raccontava, dimentico delle mie insistenti richieste, imputandogli la colpa del mio pianto.
Ricordo che piangevo con le lacrime copiose.
Crescendo smisi di piangere. E, da allora, non ho pianto più. Mi manca il pianto, i singhiozzi, ma ormai è tardi per i rimpianti.
Che grande debolezza non piangere! Piange Achille, piange Ettore, piange Ulisse.
Forse farete fatica a crederci ma finché cadranno lacrime di commozione o compassione il mondo continuerà a girare. Sembra strano ma al pianto non si può comandare e la cosa peggiore è che i miei occhi lacrimano per il freddo o altro, ma non per un pianto, magari di commozione o di compassione.
Ma sono sicuro che da qualche parte c'è chi piange amaramente.
Ora che mi ricordo non ho mai pianto per rimorso.
Anche Gesù pianse nel vedere Lazzaro "sepolto" e vedendo Gerusalemme "tradita".
Anche Pietro pianse dopo aver rinnegato per tre volte Cristo.


39 commenti:

  1. Immagine:

    Dipinto di Gustav Klimt:

    *Lacrime d'oro*

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  2. Peccato tu non riesca più a piangere se non per il freddo o per le cipolle appena tagliate. Ti neghi un gran bello sfogo. Dovresti risalire a questa tua inibizione. Ma già che ne parli, è buona cosa.
    Ti auguro un bel pianto liberatorio o consolatorio o anche di rabbia. Chi pensa che le lacrime non siano da uomini non ha capito granché della vita..

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  3. Il mio post è un inno al pianto e quindi è da escludere l'ipotesi che le lacrime non siano da uomini.
    Non ho niente da liberare e nemmeno consolare. Quello che posso dirti che già qualche lacrima mi procura dolore di testa.

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  4. Io riesco, mi commuovo, piango di fronte al dolore ed a volte perfino lacrime di gioia. Ora la cosa non è costante ma se ne avverto l'urgenza ed il bisogno ci riesco ancora.

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    1. La solitudine mi ha procurato qualcosa molto vicina all'indifferenza. Nel senso che quello che accade non mi stupisce.

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    2. Di fronte a un'esperienza, un momento della nostra vita e altro ci sono reazioni somiglianti. E' normale, non ci sono motivi per preoccuparsi.
      Sono i fatti della vita che cambiano i nostri comportamenti.
      Quando è morta mia moglie, dal malore all'altra vita erano le quattro del mattino. Massaggio al cuore, respirazione bocca a bocca, ambulanza, telefonate ai nostri figli, la sua morte, l'arrivo dei ragazzi spauriti e stanchi, le pompe funebri, la burocrazia, la tomba, carte su carte, senza un attimo di tregua, essì, il pianto diventa un lusso.
      E dopo, ora, domani il pianto resta un lusso.

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    3. Non è un lusso, è un diritto soprattutto per quello che hai passato tu.

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    4. Bene, bene Daniele. La speranza è che le tue lacrime siano sempre di gioia, ma so che è impossibile.

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  5. Anch'io non piango più a singhiozzi. Il pianto esprime dolore ma ha anche una capacità liberatoria. Quando si è adulti, spesso, ci si sente piangere dentro e si ha la sensazione che la nostra anima sia quasi soffocata.

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    1. Un concetto che potrebbe adattarsi anche a me.

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  6. E penso che il 5 ottobre mi sono sposato e il 27 ottobre sono nato.
    Come ho tolto dal calendario il mese di settembre e l'ingresso di ottobre ho avuto un sussulto. Sarà un surrogato del pianto?

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  7. Per la nostra società il pianto è simbolo di debolezza, questa idea si scaglia soprattutto su voi uomini che venite educati a trattenere le emozioni. Io, al contrario, credo che il pianto sia un simbolo di forza perchè il pianto non solo è liberatorio ma anche rinforzante. Dopo un pianto di sfogo non ci sente solo più liberi, più leggeri, ma anche più forti, perchè nel pianto esce fuori tutto quello che non va, le lacrime lavano l'anima dalle nostre sofferenze.

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    1. Caterina, ti assicuro che non considero il pianto come debolezza.
      Quando è morta Bruna i miei figli si sono aggrappati al padre
      e il mio ruolo non mi permetteva altri comportamenti.

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  8. E pensare che i bambini piangono per ogni cosa ed è così bello riuscire a dare sfogo alle emozioni. Noi adulti, purtroppo, perdiamo questa capacità, dovremmo lavorarci su e riappropriarci anche del pianto, necessario, liberatorio. Ciao Gus, buon ottobre e buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Forse si atrofizza la ghiandola lacrimale.

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  9. Se guardiamo un altro aspetto del discorso, piangere fa bene alla salute, non ricordo il motivo, sembrerebbe che la natura ci abbia regalato le lacrime per stare meglio.
    Ciao Gus.

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    1. Le lacrime psichiche, quelle che tutti conosciamo, in risposta alle forti emozioni come rabbia, felicità, stress, tristezza o anche dolore fisico. È stato studiato, infatti, che le lacrime psichiche contengono un analgesico naturale chiamato leucine enkephalin, probabilmente parte della ragione che ci fa sentire meglio dopo un gran pianto.

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  10. Riuscire a piangere aiuta, la sofferenza non si ferma dentro ma trova sfogo nelle lacrime. Però non è sempre facile farlo, soprattutto quando si è adulti.
    Bellissimo dipinto! Klimt mi piace molto.
    Ciao, Stefania

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  11. L'Art Nouveau. Il simbolismo di Klimt ha qualcosa che ti entra dentro. Non smetterei mai di guardarlo.
    Ognuno di noi ha incontrato nel suo percorso di vita la sofferenza. Il mio approccio al dolore è molto razionale. Se hai persone care vicino, nel mio caso i figli, puoi aiutarli allontanando la disperazione.
    Il pianto diventa un lusso.
    Ciao Stefania.

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  12. Meccanismo fisiologico del pianto:
    E' una conseguenza diretta dell'aumentata produzione di adrenalina che accompagna i forti stress e che determina anche aumento della frequenza e forza di contrazione cardiaca, sudorazione, midriasi (allargamento della pupilla), aumento della frequenza respiratoria.
    Nel caso mio sono certo che non aumenta l'adrenalina.
    Io non blocco il processo fisiologico perché non si sviluppa. Non so niente degli altri che non piangono e non
    conosco i motivi. Poi non tutti affrontano le situazioni nello stesso modo, cioè piangendo, ci sono anche coloro che di piangere proprio non sono capaci, trovano però altri modi per liberare le proprie emozioni.

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  14. Ho fatto leggere questa tua mail ai medici di Milano... Sembravano leggermente scossi, non per me.
    "Io penso che tra i medici la loro Regina imponga la superficialità" .

    Troppi errori.

    Un bacio.

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  15. Da bambino adoravo anche i racconti di paura! Gli uomini piangono raramente. Probabilmente hanno paura di mostrare la loro debolezza. Non c'è niente di male a piangere.

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    1. Il pianto non è programmato. E' l'esternazione di un'emozione.
      Non ho scritto che sia una cosa sbagliata, come non è debolezza il non piangere.
      Ciao Irina.

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  16. Io sono una fontanella...lo sono sempre stata e a volte mi arrabbio perché sento questa ipersensibilità come un grande difetto. Ma anche non riuscire a piangere penso non sia bello. Sei un uomo pragmatico e realistico e per me sei di ammirare...del resto le lacrime non sempre sono sinonimo di bontà d'animo e sensibilità. Dicono che anche i coccodrilli piangono dopo aver divorato le loro prede, ma questo perché forse non digeriscono bene! Ciao Gus.

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    1. Ciao Vivì.
      Se piango io significa che sta finendo il mondo.

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  17. Spesso il pianto può essere anche liberatorio.
    Saluti a presto.

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    1. La speranza è che dopo un pianto uno si senta meglio.
      Ciao Vincenzo.

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  18. Ancora una volta a piangere sono i *bovini*.

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  19. Io mi commuovo per nulla. Devo trattenermi e fa male trattenere il magone. Mi commuovo per la bellezza e per la sofferenza, non ho tregua. Credo di essere l'altra faccia della tua medaglia. Ciao Gus!

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  20. A me basta uno sguardo d'affetto per farmi sentire bene. Anche io mi commuovo appena sfiorato dal calore umano. La sofferenza da tempo è diventata la mia compagna di viaggio.

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  21. un violino che suona una dolce melodia. Rivedere Assisi sono i miei momenti magici. Mi commuovo, l'anima vola in cielo ma non piango. Qualche notte quando il silenzio si fa fa poesia ecco che arrivano le lacrime ma silenziose...nessuno deve sapere. Ciao Gus caro. Bacio.

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  22. Capisco perfettamente questa tua mancanza di pianto . A me è successa per un certo periodo, poi ho ricominciato a lacrimare , non più come prima ma a volte piango per cose non importanti questo l'ho notato, ma per cose piccole. Gli unici che mi fanno piangere veramente sono i miei animali. Non posso farci nulla..Ti stringo forte Gus e ti capisco!

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    1. Ciao Nella.
      Diciamo che io non ho pianto mai, ovvero da bambino probabilmente mi capitava, ma non lo ricordo. Non è un problema per me.
      Come ho detto a Ninin: "A me basta uno sguardo d'affetto per farmi sentire bene. Anche io mi commuovo appena sfiorato dal calore umano. La sofferenza da tempo è diventata la mia compagna di viaggio".

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  23. Piango ancora copiosamente e singhiozzando. Come se in certe occasioni tenessi ancora quella bimba per mano con la differenza che ora mi prendo cura io di quei singhiozzi preziosi.
    Ciao Gus

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    1. Ciao Elisa.
      I fatti della vita non sempre sono gioiosi.

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  24. Quando piango tanto (molto spesso, a dirla tutta) si gonfia una vena accanto all'occhio sinistro, e il colore del mio sguardo cambia: diventa specchiato e butta fuori quel poco di verde che normalmente nemmeno si vede. A me questo fa il pianto: rigonfia e permette di tirare fuori ciò che nascondo. È molto faticoso.

    Buon anniversario Gus. Ti sorrido.

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    1. Grazie.
      Una bella giornata. Il resto, se capita, vorrei raccontartelo.
      Ciao.

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