giovedì, novembre 04, 2021

La morte del finalismo





La scienza indaga "come" l'embrione determini il successivo effetto, mettiamo il feto. Non indaga per quale fine lo determini, ovvero del perché lo determini. In altre parole, la scienza si occupa della vita, di come essa si determini, e non di quale sia il fine della vita: la scienza si occupa di determinismo, non di finalismo. La morte della conoscenza è pensare che sia già stato tutto compreso, e già elaborate tutte le regole per giungere alla comprensione delle cose. Ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, non è che una piccola parte della realtà, e la metodologia che ci siamo dati è un'inquadratura "di comodo" per poterci dare un certo ordine. Francamente è più preciso dimostrare qualcosa con linguaggio logico della matematica che letterario. Dimostrare l'esistenza ma non comprenderla. Lui comprende Noi ma noi siamo troppo piccoli non in volume, peso o altro. Noi siamo piccoli in Sapienza. A me interessa l'uomo. La conoscenza scientifica di Galileo riguarda principalmente qualcosa che accadeva. La Terra ruotava attorno al Sole. La scoperta di Galileo ha dato la felicità all'uomo? Oggi ho letto che in Italia circa 10mila ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno avuto un figlio. La scienza si pre-occupa di queste madri-bambine? La conoscenza riguarda il reale, cioè il fine ultimo delle cose. Puoi osservare un campo di grano, una vigna, un uliveto e si capisce che il significato ultimo di queste cose è permettere all'uomo di nutrirsi. Tutta la natura ha questo significato. Perché? E' una casualità, oppure il mondo è al servizio dell'uomo. Il nesso è tra la natura e l'uomo. Cosa rende possibile di andare oltre quello che ci appare? Ciò che non è ancora stato toccato o accertato direttamente nei sensi vitali è nell'esistere nel suo essere più proprio, nella sua essenza. Questo è già un 'inizio molto profondo di ciò che continua a variare troppo nella scienza e anche metafisica".


25 commenti:

  1. Immagine:

    Edvard Munch: The dance of life.

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  2. Thank you Gus for visiting my blog. Have a nice day.

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    1. Ciao Caroline.
      Determinismo e finalismo è argomento di filosofia pura.
      Io seguo Kant che considera il finalismo come bisogno della nostra mente.

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    2. La dottrina del determinismo vede un uomo che conosce tutto del motore della sua automobile, ma ignora il finalismo del mezzo di trasporto che non è in grado di guidare.

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    3. Oppure lo scienziato che conosce benissimo come si sviluppa la vita, dalla nascita alla morte, ma non conosce per quale scopo noi viviamo.

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  3. Ci sono delle risposte che la scienza non può darci, o forse ancora non è in grado di farlo, e su queste risposte interviene la fede. La scienza non conosce il perchè, la fede ti aiuta a cercare di comprendere il perchè, anche se i dubbi restano. La fede è un fatto personale, non ha una valenza universale e ciò che afferma non è dimostrabile, però senza fede, senza una spinta spirituale, afferrare il senso della vita diventa davvero difficile.

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    1. Ciao Caterina.
      La scienza è tanto orgogliosa che non riesce a confessare che molte cose non si possono spiegare.
      La fede sa che la vita ha uno scopo finale. E' una domanda alla quale noi possiamo dire sì, oppure no.

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  4. a me interessa la vita più che l'uomo. il grano probabilmente ci sarebbe anche senza l'uomo o senza che se ne nutrisse.
    interessante la definizione di conoscenza come "cornice". posso preferire un quadro ma la pinacoteca è ampia. e anche le possibilità di percorrerla sono numerose. e "domani" penserò a quel che è diventato "oggi". nel frattempo ho vissuto.
    buon giorno

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    1. Vivi anche per i pesci che sono nei mari, la frutta negli alberi, il grano nelle campagne. Il mondo è strutturato per soddisfare il nutrimento dell'uomo. A me sembra un progetto di un'Intelligenza e non una casualità.

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    2. a me pare un'opportunità. ma non escludo il progetto.
      però in ogni caso ringrazio. ciao

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  5. Ciao Gus! Buon venerdì! Anche in Russia a volte le ragazze di 14-17 anni danno alla luce bambini.

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    1. Non è qualcosa di positivo.
      Ciao Irina.

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  6. Credo che la notizia preoccupante che hai letto non possa trovate nella scienza una risposta i una soluzione ma siano più aree della sociologia e fi una filosofia attenta al mondo moderno a poter provare in questi ardui intento. Sempre che non si rivolga a Crepet o a quei soloni che si vedono in tv.

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  7. La scienza si occupa del determinismo, mentre filosofia, sociologia, Sanità, Scuola e Governo dovrebbero interessarsi al finalismo.

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  8. Vero ... poi ci ho rimuginato su ed ho pensato da profano quale sonon materia che gorde una sinergia tra determinismo e finalismo potrebbe essere utile in quanto comprendere quale sia la conseguenza immediata di in comportamento potrebbe aiutare a comprendere o al limite ad interrogarsi meglio sul perché si sia agito in in certo modo e quindi aiutare sociologia la filosofia ecc... ad arrivare col finalismo a potervprovste a dare una risposta più efficace. Perdona se questo mio.commento ti risultasse superficiale in quanto non ho msi fatto letture approfondite a tal riguardo.

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    1. Hai compreso perfettamente e questo non mi stupisce. Ti ringrazio.

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  9. Quando dici "Lui comprende", cosa intendi?

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  10. Penso che a molti una problematica determinismo-finalismo interessi di meno di un'indagine del fallimento amoroso tra Ambra Angioini e Massimiliano Allegri.

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  11. Quoto Caterina! Un saluto e auguro a tutti un sereno divenire

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  12. Caterina è una blogger stupenda. Commenta puntualmente i post che scrivono gli amici dei blog che segue.
    Grazie per il saluto.

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    1. Ecco un esempio di finalismo: commentare puntualmente i blog.
      Tornando a noi, credo che la scienza non si arroghi di sapere tutto, ma ci lavora. E immagino ci siano realtà probabilmente pazzesche che lascerebbero basiti anche i più irriducibili finalisti.

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    2. Il determinismo porta a credere che esiste solo quello che si può provare e per questo nega il trascendente. In ogni caso non contrasterò mai la scienza.
      Il mio finalismo è in questo brano dei vangeli:

      In quel tempo, 13 Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». 14 Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15 Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

      Lo scopo della vita è rispondere alla stessa domanda che Cristo rivolge a noi.
      Ciò non stravolge il mio modo di vivere, ma cerco di assecondare il mio *Sì* che il mio *io* ha scelto liberamente.
      Questo post parla di morte del finalismo, cioè rifiuto del Mistero.

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    3. Credo che tu sia troppo radicale. Il mistero esiste. E non ci piove. La scienza continua solo a cercare prove. Finché non ne trova non può negare quello che non sa. Semplicemente non lo sa. Come noi del resto che ci affidiamo alla fede e al Mistero, pur senza sapere nulla, e facendo le prove di quelli che rimarranno basiti un giorno, quando magari tutto sarà diverso da come ce lo siamo disegnati per secoli, pur ammettendo candidamente di credere al Mistero.

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    4. Ogni volta che guardo il cielo stellato, non posso non pensare che, se esiste un così perfetto orologio, non sia esistito un orologiaio.
      Voltaire (pseudonimo di François-Marie Arouet (1964 - 1778).

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    5. Ecco.. perfettamente in linea sul fatto che esista un orologiaio. Un po' meno quando si pretende di sapere esattamente chi sia. 😁

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