sabato 28 febbraio 2015

Oggi è il ventotto febbraio











Quel giorno soffiava un’aria di tramontana e i suoi capelli erano mossi dal vento.
Il giorno dopo non c'era più il vento e non avevo davanti quel volto, eppure era presente, e dopo una settimana quella presenza era presenza ancora, e dopo un mese era presenza ancora.
Anche se fossero passati mille anni senza rivederla, la mia vita sarebbe stata stracciata dal desiderio di ritrovare quel viso con i capelli negli occhi. L’ho vista di nuovo. E mi ha guardato con un amore e con uno sguardo che io su di me non ero capace di avere.

23 commenti:

  1. Amore,amore, assai lungi volasti, ma non dal petto mio
    Al garzoncello il core
    di vergine speranza e di desio.
    balzò nel petto
    allor che il guardo tuo
    incontrò il mio.
    Ho cercato di dare un senso nuovo alla poesia di Leopardi.......Un povero tentativo per pensarti sorridente. Buonaserata Gus.

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    1. Oggi ho provato grande sofferenza. Il passare degli anni non aiuta, anzi fa l'effetto contrario.
      Ciao Lucia.

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    2. ...Lui m'assicura che fatica e dolore non sono senza una speranza....Buonanotte Gus.

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    3. La morte è un evento inevitabile e il dispiace per una grande perdita è umanamente accettabile. La speranza riguarda il giusto compimento del nostro Destino.
      Grazie.
      Dormi serena.

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  2. Si percepisce ancora tanto amore dalle tue parole.
    Da lettrice dovrei serbare come monito il tuo post, spesso si danno troppe cose e persone per scontate.

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    1. Solo attraverso il dolore mantieni viva una persona che è morta.
      L'alternativa è la dimenticanza.
      Ciao Pippa.

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    2. per ALTRImenti TU Gv 16, 16-20 e 22-23

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    3. Non sono triste. Per quello che accade dopo la morte io non posso sapere niente. Il 28 febbraio è un giorno che è successo qualcosa e io rivivo attimo dopo attimo quel qualcosa.

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    4. Non dovREI più rispONDErti se ultERRORmente mi rISPOndi cOSI'.
      Ma ONORANDO la MIA BEVUTA di cervello ... MENe faccio un altro sorso MISTO alla TUA ANIMA.
      Se valessero i PRIMI GIORNI nel GIUdiZIO all'ora SAREMO FRITTI.
      SONO GLI ULTIMI che ci SALVANO.
      O cambi REGISTRO o io CHIUDO il LIBRO.
      Lo sai che io trasGREDISCO i diGIU'ni, i DOgmi e le abLUZIONI ... pagando anche le conSEGUENZE terrene e CELESTI, ma con TE sono disPOSTo a GIOCARMI il TUO ultimo spicciolo.

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    5. "Verrà a giudicare i vivi e i morti"
      I vivi sono quelli ricolmi di grazia divina, i morti sono quelli privi della vita divina a causa del peccato mortale.

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    6. Questa non l'avevo mai sentita, interessante interpretazione.

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    7. Il duplice giudizio: "particolare" e "generale".
      Il primo avviene subito dopo la morte.
      E' materia complessa.
      Grazie Singer Frapp.
      Ciao.

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    8. I. Il giudizio particolare

      1021 La morte pone fine alla vita dell'uomo come tempo aperto all'accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. 605 Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell'incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l'immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro 606 e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone 607 così come altri testi del Nuovo Testamento 608 parlano di una sorte ultima dell'anima 609 che può essere diversa per le une e per le altre.

      1022 Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, 610 o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, 611 oppure si dannerà immediatamente per sempre. 612


      « Alla sera della vita, saremo giudicati sull'amore ». 613


      http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a12_it.htm

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  3. "Stai bestemmiando lo Spirito Santo"
    E' una tua affermazione.
    Io in buona fede non posso farlo perché ho la fede.
    Può accadere che commetta un errore che per te è cos' grave da rappresentare quella bestemmia.
    Allora l'amico spiega l'errore e non lascia l'accaduto in sospeso.

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    1. Sono d'accordo...o magari non lo spiega apposta perche' per ignoranza ci si salva, o perche' magari non si e' pronti per capire.

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    2. O per non condannarvi sVELANDO l'ERRORE.
      Potrei pur FARLO come uno scambio di ANIME.
      S.Kolbe o S.D'acquisto scambiarono il corpo ma non l'ANIMA.
      Anche questo scambio di ANIMA no posso RIvelarlo.
      Per questo PRO-VOCO per farvi arRIVA-RE da SOLI.

      Gv 12,40

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    3. Lo poteva fare solo Gesù.
      Nemmeno un papa sa parlare in parabole.

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    4. Gesù, prima di TUTTO, è un uomo con conoscenze umane più o meno come una persona normale e molti Papi lo superano in questo. In qualcosa, però, è insuperabile e per questo E' DIO. In UMANITA'. Quel suo modo di incarnarsi in ogni persona umana lo PORTA a riconoscerlo ancora adESSO in chi ha ricevuto le CHIAVI del SUO REGNO.

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  4. Ti abbraccio Gus, ciao.

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  5. Poi c'E' la BESTEmMIA anche contro il Figlio che non poteva salvare l'ANIMA come faceva con i corpi. Per questo raccontava PARA-BOLE.
    Non è l'IGNORANZA che SALVA ma la semplicità di ANIMO. C'è chi arRIVA anche senza conoscere le SCRITTURE. QUESTI SONO i più PREZIOSI.

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    1. Da un lato, dunque, le parabole sono un vero insegnamento; esse parlano di Dio, della sua opera, delle conseguenze per la vita degli uomini, della risposta che Dio si attende; dall’altro, le parabole sono un atto di cortesia, di rispetto della libertà degli uomini, di condiscendenza, quasi di tenerezza. Gesù è un vero maestro anche per questo. Egli conosce il cuore degli uomini e perciò non ha fretta, sa adeguarsi al passo dell’ascoltatore, accetta anche che questi faccia fatica a capire, attende che si ricreda e che riveda alcune posizioni. Intanto si ingegna di offrire un insegnamento che per lo meno susciti degli interrogativi, che faccia breccia in cuori induriti e che dia un orientamento sicuro ai cuori incerti e smarriti; un insegnamento, insomma, che permetta di compiere un primo passo e disponga a un cammino successivo. I ritmi della conoscenza che proviene dalla fede sono lenti.

      Per questo la rivelazione va anche nascosta, velata. La libertà dell’uomo non è in grado di reggere tutto il peso della rivelazione di Dio. Così le parabole sgorgano dal cuore di Gesù sotto la spinta incalzante dell’urgenza dell’evangelo; esse sono spontanee, non artificiali, nascono dalla vita stessa. Le parabole sono, in questa prospettiva, uno dei frutti più belli del mistero dell’incarnazione, la frontiera cui il linguaggio viene spinto dal Figlio di Dio, affinché risulti adatto a comunicare il mistero del Regno nel rispetto della concreta situazione dell’uomo.

      Carlo Maria Martini

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    2. Per questo è meglio non A.T.triBUIre la PADROnanza di uno scritto se poi lo si condivide in tutto. AMEN o ché lo si fa per lasciargli tutta la responsabilità. Per questo, quel modo di FARSI DIO, che faceva innervosire i Farisei e gli Scribi e non so quanto i Sadducei (sai perché?), faceva di quell'uomo di nome Gesù una pietra d'inciampo per gli ipocriti che IN VERITA' non riconoscerebbero il MESSIA ... MAI. Nemmeno in quel MODO come lo A.T.TEndEVAno. Un po' come Erode e Saul. Poi fai come credi.

      Ritornando allo scritto del SOLITO geSUITA, che impedì l'elezione dell'A.T.tuale BERgoglio, S.O.S.tiene un sottile giansenismo che li porta a sentirsi CIECHI e SORDI per non VOLERE dIO stesso.
      Gesù SOFFRIVA per il loro ritardo nel CHIEDE aiuto.
      E' TUTTO QUI.
      biSOGNA saper CHIEDERE e non cercando di rubare il REGNO.
      Il Vestito nunziale lo si riconosce Ec COME! (Mt 22,11-14).
      Un GIORNO in TEMPO a nostra disPOSIZIONE finisce.
      Poi lo sa Dio come riUTILIZZA la PULA con il FUOCO.
      Devo pure insegnarti la RACCOLTA differenziata del CIELO, oltre al RACCOLTO DEI anGELI?

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