giovedì 19 febbraio 2015

Gorgia è un grande tecnico della parola






Gorgia, filosofo dei filosofi, fu il primo a sapere che non si deve credere nemmeno a ciò che si vede. Ed espone i tre capisaldi che orienteranno lo spirito che deve animare la filosofia, fino ai nostri giorni. Il cui scopo è infatti imparare a vedere dietro le apparenze, e chiedersi cosa è come si può conoscere, spiegare e comunicare. Spesso dimentichiamo che la psicologia è figlia della filosofia, di cui conserva alcuni concetti base, ma i termini non vi corrispondono molto. Escluderei comunque le capziosità sofistiche.
I postulati sono: nulla esiste; se qualcosa esiste non è comprensibile all'uomo; se pure è comprensibile, è certo incomunicabile e inspiegabile agli altri. Includerei nell'ultimo postulato anche l’inspiegabilità per quelli che non vogliono capire, se non ciò che fa loro comodo e che corrisponde alla loro visione della vita. Sono più numerosi di quanto si creda. A tanti secoli di distanza, Severino oggi afferma che, se le certezze appartengono alla mente, mentre la verità è appannaggio di uno stato che appartiene alle cose.
Ma prima di affermare che nulla esiste si dovrebbe dare una definizione dell'esistenza.
Ammesso che essa sia il modo d'essere di ciò che è reale, in opposizione a ciò che è ideale o fantastico, poiché noi viviamo nell'immaginario delle nostre certezze, l'esistenza stessa è un'illusione. Malgrado tutto, poiché è la nostra illusione, essa esiste insieme a noi, nel nostro sogno.
Quindi il sogno esiste, quello che non esiste è il reale.
D'altra parte, siamo strutturati, come specie, per comunicare e i neuroni specchio fanno in modo che i nostri comportamenti si adeguino a quelli degli altri, cioè alle illusioni altrui.



6 commenti:

  1. Ho appena sognato di leggere uno che crede di aver scritto un post...

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    1. I sofisti hanno una dialettica inattaccabile ma non dicono il vero.
      Poi ci sono i neuroni a specchio del Prof. Rizzolati.
      Per un fatto di empatia quando una scimmia mangia una banana, l'altra prima guarda, poi si immedesima e comincia a sentire il sapore della banana come se stesse mangiandola. Rizzolati ha anche individuato la zona della corteccia cerebrale di un macaco dove si trovano questi recettori incredibili. Dovrebbe averli anche l'uomo e così succede che i nostri comportamenti si adeguano a quelli degli altri, cioè alle illusioni altrui e insieme sogniamo qualcosa che non esiste.
      Ho letto un commento di un altro e credo di averlo scritto io.

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    2. Un po' come noi: vorremmo sentire il sapore di Dio e finiamo per sfornare anche ricette su come cucinarlo... ;)

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    3. Purtroppo ne dovremo render conto :(

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    4. Non cambiando la ricetta!
      In questo la GIUSTIZIA divina ne esce indenne!
      Io avrei scritto ... come MANgiarLO e non ... come cucinarlo.
      Ma anche questo è un GuiUSTO da rispettare.

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  2. Migliore ipotesi per l'immagine: majestic casual.

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