venerdì 6 febbraio 2015

L'uomo e la sua morale

 
 
 
 
 
 
 
La Critica della ragion pratica risponde all'interrogativo sulle possibilità della conoscenza e ne stabilisce l'ambito. Ma l'uomo non solo conosce, ma anche agisce, ed è sul suo comportamento che si rende necessaria un'altra sfera di indagine filosofica che stabilisca delle norme di comportamento: questa è la critica della ragion pratica (CRP). Ne deriva che il sapere filosofico kantiano si articola attorno a due punti fondamentali: il fatto della scienza e quello della morale. Le dottrine etiche tradizionali stabilivano il fondamento delle norme etiche sulla conoscenza, sulla volontà di Dio, sul sentimento, ecc.; in Kant, invece, la norma morale è frutto della decisione immediata dell'uomo. La morale, infatti, nonostante derivi dalla conoscenza, nasce dalla condizione dell'uomo che produce le norme di comportamento al di fuori della causalità deterministica del mondo sensibile. Non si tratta quindi di ragione empirica, condizionata dai fenomeni, ma di ragione incondizionata, che nell’assoluta libertà stabilisce le norme di comportamento. L'uomo è concepito come soggetto morale che agisce con libera volontà. La ragione pratica riesce anche a dare consistenza a quelle idee trascendentali che la ragione teoretica riconosceva solo come apparenze problematiche.
La ragione è qui detta "pratica" perché non riguarda più la mera conoscenza ma l'azione o, almeno, la conoscenza per l'azione, cioè i principi a priori della vita morale.


27 commenti:

  1. Grazie per aver condiviso questo contenuto con me.
    In generale ho letto più critiche alle critiche di Kant piuttosto che Kant stesso...che inizialmente mi aveva affascinata ma che poi ho capito essere abbastanza limitato.
    Magari scriverò qualcosa di più preciso in merito quando avrò tempo.

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    1. E' un piacere condividere con te. Aspetto il Kant secondo Frapp.
      Ciao.

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  2. 0212 TP.jpg
    frontespizio di un'edizione inglese del 1898

    Autore
    Immanuel Kant

    1ª ed. originale
    1788

    Genere
    saggio

    Sottogenere
    filosofia

    Lingua originale
    tedesco

    « Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me[1] »
    (Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant)

    La Critica della ragion pratica (in originale Kritik der praktischen Vernunft) è uno scritto filosofico del pensatore tedesco Immanuel Kant. L'opera, pubblicata nel 1788, è la seconda per ordine cronologico delle tre celebri Critiche di Kant, di cui fanno parte anche la Critica della ragion pura (1781) e la Critica del Giudizio (1790).

    Nella Ragion pratica, il filosofo conduce l'analisi critica della ragione nel caso in cui essa sia indirizzata all'azione ed al comportamento, alla pratica per l'appunto. Lo scritto è affine ad altre due opere kantiane, la Fondazione della metafisica dei costumi (1785) e La metafisica dei costumi (1797): in questi tre scritti, Kant espone sostanzialmente la sua concezione della morale.

    Come nella Ragion pura il filosofo si proponeva di mostrare non cosa l'uomo conosce, ma "come" conosce, ovvero evidenziare i "meccanismi" della conoscenza umana, allo stesso modo ora si pone di fronte al problema della morale: egli non vuole definire quali precetti etici debbano essere seguiti dall'uomo, bensì "come" quest'ultimo debba comportarsi per compiere un'azione autenticamente morale, e quindi in cosa consiste realmente la morale. La sua in definitiva è una morale formale: Kant, infatti, illustra la forma della morale, ma non il suo contenuto (le norme morali).

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  3. Ma sarà vero che è la donna più bella del mondo?

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    1. La più bella chi è?
      Ciao Frapp.

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    2. La DONNA che ti fa vivere anche DOPO la MORTE.
      L'ANIMA

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  4. I filosofi sono come i poeti che se la KANTiiano e sela SUOnano sempre.

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  5. A me dicevano: " Non mi fare il filosofo" e non era un complimento.

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    1. AMEn piace filosofeggiare e ho sentito pure dire che la filosofia è una scienza nobile proprio perché serve a ben poco.
      E' paragonabile ad un coito mentale.
      Ben ALTRO è l'ESTASI dell'ANIMA.
      L'ESSERE proFETA non vuol dire questo, come in campo spirituale è il TEOlogo.
      Raccontare un incontro con qualcuno che non è di questo mondo e TUTTA un altra cosa.
      C'è poco da convincere.
      O si crede o non si crede.
      Se si vuole cercare DIO traMITE le scritture, non biSOGNA credere in quel che è scritto ma con l'aiuto dello SPIRITO SANTO .. VIVERE quello che REAL-MENTE E' a.C.CADUTO.

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    2. Coito, ergo sum.
      La Filosofia è l'ancella della teologia ma non è i grado di darti la fede e nemmeno di farti vivere quello che è accaduto.

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    3. apPUNTO!
      Le cose terrene asOMIGLIANO a quelle CELESTI, ma CHI ha COSCIUTO la MATRICE, l'ARCHEtipo, comPRENDE perché ESsISTaNNO.

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    4. Le cose terrene sono un dono di Dio e nella sua Gloria vanno vissute. Nell'egoismo si scivola nel regno del Male.

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    5. Gesù è venuto a dividere. Cosa? CHI?
      osa vuol dire IO HO VINTO il mondo?
      pre FERISCO andare a prePARARE un POSTo che leggere PAROLE VUOTE.

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    6. «E in quel giorno non mi chiederete cosa alcuna: in verità, in verità io ve lo dico: qualunque cosa domandiate al Padre, ve l’accorderà nel mio nome. Fino a questo momento non avete domandato cosa alcuna nel mio nome: domandate e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.
      Vi ho detto queste cose in parabole, ma si avanza l'ora in cui non vi parlerò più in parabole, ma vi parlerò apertamente del Padre. In quel giorno voi chiederete nel mio nome, e non vi dico che solleciterò per voi il Padre, giacchè il Padre ama voi perché voi avete amato me e avete creduto che io venni da Dio. Venni dal Padre e sono sceso nel mondo: adesso lascio il mondo e vado verso il Padre».
      Gli dissero i suoi discepoli: «Ecco, ora tu parli apertamente e non usi alcuna parabola, ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi; per questo crediamo che venisti da Dio».
      Gesù rispose loro: «Adesso credete? Ecco l'ora si avanza, anzi è gia venuta in cui sarete dispersi, ciascuno per proprio conto e lascerete me solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose, perché abbiate la pace in me. Nel mondo sarete oppressi; ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!»

      Il Mondo è la Morte.

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    7. Concettualmente sono pronto. So che Dio mi aiuterà non lasciandomi solo.

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    8. Il Papa prega per averne una più simile a quella di Gesù.
      Tu sai cosa si deve sentire UNO per dire: "TUTTO E' COMPIUTO?".

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  6. Non conosco i pensieri dei filosofi di cui parli sulla morale. Posso dirti il mio: mi rendo conto che ogni giorno il progresso tecnico progredisce, l'uomo, solo l'uomo affascinato da questo progresso, non riconosce nessun progresso di ordine morale. E le persone che dovrebbero insegnarci cosa ci attende, non ci sono.
    La disgregazione delle famiglie, la degradazione dei costumi, la corruzione dei politici....potrei continuare ma temo che dobbiamo rivolgerci al nostro mondo interiore e alla piccola minoranza di persone che hanno saputo conservare i veri valori che i nostri padri ci hanno trasmesso. Dovremmo fare come il pilota che pur nella notte conserva la direzione originaria della nave: guarda all'essenza e l'assapora.
    Infine penso che la strada che ci aiuta a rispettare l'onore e l'integrità della persona sia quella di promuovere lo spirito, che deve superare la materia, e promuovere l'amore.
    Ci siamo accorti dell'ondata di permissività che sta dilagando? Ma come siamo arrivati a questo punto?
    A voi che amate trascorrere le serate in dialoghi "in libertà" sentitevi liberi di rispondere: cosa insegnerò ai miei nipoti? a Elena che a 15 anni attraversa un momento di dubbio? Buonanotte Vi leggerò domani.

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    1. Dove sta il tuo tesoro, lì è il tuo cuore.
      L'uomo sta scegliendo i godimenti effimeri del mondo e si allontana da Dio.
      Cosa fare?
      Testimoniare vivendo l'Accaduto che anche su questo mondo la felicità è un centuplo più grande dei piaceri di questa Terra.
      Buona notte.

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  7. Potrei dirti, lì dove è il tuo cuore, sta il tuo tesoro. Sai perché i supermercati non donano ai bisognosi i cibi in scadenza? Perché per legge gli costa meno eliminarli. Il cane che si morde la coda, fino a che arriverà a mangiarsi tutto da se...

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    1. L'economia persegue esclusivamente il guadagno. Non ha una morale e nemmeno uno straccio di Etica.

      “Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” Mt6,21

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  8. Caro Franco....no. non sei nel vero. Nella mia Parrocchia lavora alacremente l'associazione che raccoglie cibo per le famiglie disagiate, molto disagiate (io ho partecipato nei primi anni...ora c'è Elena e anche Ada) quelli con la pettorina gialla per intenderci. Davide (il responsabile) durante la settimana viene chiamato dai supermercati per ulteriori rifornimenti......Quest'anno la raccolta è stata molto fruttuosa.
    Informati! Magari su Tracce.it

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    1. Forse Franco si riferisce alle Associazioni umanitarie che vorrebbero che fossero i Centri commerciali a portare in diversi luoghi i prodotti in scadenza.

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  9. Questa di cui parlo è "la colletta alimentare" e poi c'è anche la "Colletta farmaceutica"
    I prodotti in scadenza hanno ancora qualche giorno di validità. Dopo di che sono pericolosi. Dove vorrebbero portarli? In Africa? Ma non sta già abbastanza male quelle povere persone? Quei prodotti vanno gettati in discarica! Ciao Gus!

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