giovedì 1 marzo 2018

Le cose che restano







Daul Kim è una modella sudcoreana che inizia  una folgorante carriera nel 2006 posando per l’edizione sudcoreana di Vogue. Da lì l’ascesa e le sfilate per le più grandi firme, da Chanel a Dries Van Note, passando per Alexander McQueen. E ancora una campagna per la catena di abbigliamento britannica Topshop.
Giovedì, un amico l’ha trovata impiccata nel suo appartamento del X arrondissement di Parigi.
Per me il suicidio ha qualcosa di misterioso.
Aveva un blog. (iliketoforkmyself.blogspot.com). Ha lasciato scritto come ultimo post: “Dì buongiorno all'eternità”.
Misterioso perché è un percorso univoco e assolutamente personale, e pertanto incomprensibile. Credo che anche se il suicida lascia uno scritto, resta sempre il motivo vero che l'ha portato a quel gesto. A mio parere la rinuncia alla vita si compie in un attimo ma è frutto di un percorso lungo e doloroso, il motivo vero non è mai solo l'ultimo. Resta lo sgomento di chi resta e non ha saputo o potuto capire. Il senso d'impotenza per quanto siamo vicini e lontani allo stesso tempo.
Non si sta parlando di sfortuna ma di un atto estremo.
Il suicidio è solo la sintesi di un percorso che parte da lontano e che giunge a compimento laddove nella vita non si ha avuto la forza necessaria per trovare ancore. Impedimenti all'abbandono.
Quello che c'era scritto nel suo blog evidenzia il suo non amore per se stessa, il malevolo dualismo protratto fino a quel che si è compiuto.
Daul era per me un'estranea, eppure mi ha causato una sofferenza identica a quella subita per Tino e Francesco. Non so nemmeno il perché della mia sofferenza per Daul. Forse il suo volto, forse lo sguardo di chi soffre pur vivendo in un mondo apparentemente dorato.



38 commenti:

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  2. Mi spiace molto, povera ragazza.
    Penso anche io che il suicidio sia un qualcosa di totalmente incomprensibile per chi resta. Forse le avvisaglie c'erano e nessuno le ha comprese. Oppure erano così ben sommerse che nessuno ne ha mai avuto sentore.
    Certamente l'epilogo è stato il frutto di un percorso lungo e doloroso. Che riposi in pace, ora.

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    1. Forse è un percorso già scritto.
      Ciao Dama.

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  3. Ho corretto dai refusi.

    Non bisogna mai giudicare le apparenze. Il mondo della moda è squallido, cattivo ed effimero.
    un giorno qua e uno là.
    Di hotel in hotel.
    I piaceri della vita negati apparte il dissolutismo che vi regna sovrano.
    È un brutto mondo quello della moda.
    Questo è un mio pensiero, ovviamente.

    La tua fascinazione al dolore di Dual è provocata da un dolore tuo ormai cronico.
    La comprendi perché sai come ci si può senrire, la comprendi talmente tanto che diventi quasi lei.
    Questo è l'unico sentimento (il dolore vivo) che ti è permesso di avere. È una scelta quasi obbligata all'oblio del nulla dentro te.
    Come un cembalo rimbombante che si sperde nel silenzio del suo eco.
    Questo è il mio parere per come mi arrivi.
    Dico questo, perché a me succede questo.

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  4. Perché il mondo della moda che dovrebbe essere poesia, bellezza e gioia di vivere diventa un carcere dove si aspetta la chiamata per l'iniezione letale?

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    1. Perché neppure la bellezza è vera se deve essere stereotipata , Stilata e dettata da per lo più da gente che odia le donne e rendono gli uomini narcisi dandy da scendiletto. Non c'è naturalezza in tutti cio oltre il grande show dei media e del businesses.


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    2. Il fatto è che il soggetto della moda è l'abito, mentre chi lo indossa, la donna, è solo l'oggetto.
      Oggetto manipolato e umiliato.
      Ricordo che Zapatero aveva proibito le sfilate di moda. Questo significa essere di sinistra.

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  5. Il collegamento tra i livelli di serotonina nel cervello e la depressione è una leggenda. Lo afferma lo psichiatra britannico David Healy in un controverso editoriale pubblicato la settimana scorsa sul journal medico BMJ.
    Healy, professore di psichiatria alla unità psichiatrica Hergest nel Galles del Nord, afferma che i bassi livelli di serotonina non hanno nulla a che fare con la depressione. Dice che dal 1980 molte persone hanno ricevuto delle prescrizioni superflue di farmaci SSRI (selective serotonin reuptake inhibitor, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), come il Prozac, grazie al "marketing" delle Big Pharma. Le SSRI sono considerate degli ottimi metodi per aiutare chi soffre di depressione, e sono anche considerate più sicure dei più vecchi antidepressivi triciclici. Healy ha scritto che il gruppo di farmaci SSRI è entrato in voga a fine anni '80, nonostante siano stati oggetto di discussione negli anni '60. La nuova ondata di popolarità, ha detto, era dovuta alle sempre crescenti preoccupazioni sulla dipendenza da tranquillanti—come Valium o Xanax—a inizio anni '80.Ho provato a contattare il Royal College of Psychiatrists, e anche se nessuno ha commentato la questione, mi hanno inviato una dichiarazione che era stata preparata in risposta all'editoriale di Healy. Nella dichiarazione il professore Sr Simon Wessely, Presidente del Royal College of Psychiatrists, ha detto: "Che gli antidepressivi siano utili per il trattamento della depressione, assieme ai trattamenti psicologici, è un fatto assodato. Come ci riescano invece no—la maggior parte dei ricercatori ha superato ormai da tempo il vecchio modello riguardante la serotonina. Cosa più importante, i farmaci più recente—le SSRI, sono più sicure in caso di overdose rispetto ai vecchi triciclici."

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  6. Il suicidio è un terribile atto di coraggio e una terribile sconfitta per le persone che erano attorno al suicida e non sono riusciti a dargli una mano. E' vero, il suicidio è il punto di non rottura di un percorso doloroso, un percorso doloroso da cui si può uscire solo con le proprie forze. Ma gli altri hanno la possibilità di evitare che l'uscita da quel percorso sia la morte.

    Sul suicidio ci sono due bellissime canzoni italiane.

    La famosissima 'Preghiera in Gennaio' di Faber:
    "Dio di misericordia
    Il tuo bel Paradiso
    Lo hai fatto soprattutto
    Per chi non ha sorriso
    Per quelli che han vissuto
    Con la coscienza pura
    L'inferno esiste solo
    Per chi ne ha paura".

    Ma anche una bellissima canzone di Vecchione, Tommy, la vera storia di un amico dentista che si è suicidato, in una notte di neve, tanto più che Vecchioni non riuscì ad arrivare a casa sua per aiutarlo, dopo la telefonata in cui Tommy annunciava il suo suicidio.

    Vecchioni scrive uno dei versi più belli, poetici, tristi e dolci che abbia mai sentito:

    "Fa che sia una notte breve.
    Fa che l'inverno gli sia lieve
    quando poi sarà il momento
    digli che io c'ero e non ho fatto in tempo"

    Ma ci sono altri passaggi notevoli:

    "Se l'hai messo vicino
    a un assassino
    toglilo di lì Signore"

    "Dagli un attimo di madre
    contro i tuoi regolamenti
    fallo, tanto chi ti vede
    toglilo dai miei che ne ho già avuti tanti".

    Questa canzone la ascoltavo da piccolo e me l'immaginavo come la canzone dedicata a un bimbo che si era soffocato giocando con una corda (sai, allora mia madre era sempre molto attenta a prevenire pericoli, come il giocare con i sacchetti di carta).

    Invece era una canzone su un suicida. Ogni volta che l'ascolto ho la pelle d'oca e una lacrima mi scende dagli occhi.

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    1. Il suicidio è una rottura dalla banalità della paura della morte. E' l'unica risposta a qualcosa che ti sta distruggendo.
      Ho trovato nella rete le 10 canzon più significative sul suicidio.



      1. STAN, di Eminem

      2. LET ME IN, dei R.E.M.

      3. LOCAL BOY IN THE PHOTOGRAPH, degli Sterephonics

      4. BACK TO BLACK, di Amy Winehouse

      5. ROCK 'N' ROLL SUICIDE, di David Bowie

      6. JEREMY, dei Pearl Jam

      7. LITHIUM, dei Nirvana

      8. FADE TO BLACK, dei Metallica

      9. TODAY, degli Smashing Pumpkins

      10. EXIT MUSIC (FOR A FILM) dei Radiohead

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    2. Riccardo grazie per aver citato la canzone di Vecchioni e la sua storia. Vado subito a cercarla, mi ha commosso il modo in cui l'hai percepita tu.

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    3. @Gus: conosco diverse di quelle canzoni che sono citate (in particolare Stan di Eminem, ma lì il suicidio era l'atto di un pazzo).

      @Dama: mi fa molto piacere, quel disco di Vecchioni è uno dei dischi della mia infanzia (già). Penso che quel verso "quando poi sarà il momento
      digli che io c'ero e non ho fatto in tempo" sia un capolavoro, la disperazione di chi non si dà pace per aver lasciato da solo l'amico, ma soprattutto di averlo fatto morire sapendo che in quel momento lui era da solo.

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    4. Quindi nella canzone di Stan la colpa è di Basaglia!

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    5. Sì, è un fan di Eminem che manda lettere al suo idolo, ma questi non gli risponde. Arrivato a un certo punto dà di matto e si getta nel vuoto con l'auto dopo aver legato e chiuso nel bagaglio la moglie incinta. Canzone famosa perché ha 'sdoganato' in Italia la cantante Dido, che cantava questo pezzo con il rapper.

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    6. A me me piace o' rap

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  7. Non saprei cosa dire.
    Perché è un argomento che forse resta personalissimo. Ognuno ha il suo motivo, più forte del dolore che provoca agli altri. Probabilmente può essere anche un eccesso d'amore verso se stessi.

    Moz-

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    1. « La speranza è una trappola, è una brutta parola, non si deve dire. La speranza è una trappola inventata dai padroni, di quelli che ti dicono "State buoni, state zitti, pregate che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell'aldilà, perciò adesso state buoni, tornate a casa." [...] Mai avere la speranza, la speranza è una trappola, è una cosa infame inventata da chi comanda. »


      Monicelli.

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    2. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


      Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
      questa morte che ci accompagna
      dal mattino alla sera, insonne,
      sorda, come un vecchio rimorso
      o un vizio assurdo. I tuoi occhi
      saranno una vana parola,
      un grido taciuto, un silenzio.
      Così li vedi ogni mattina
      quando su te sola ti pieghi
      nello specchio. O cara speranza,
      quel giorno sapremo anche noi
      che sei la vita e sei il nulla.
      Per tutti la morte ha uno sguardo.
      Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
      Sarà come smettere un vizio,
      come vedere nello specchio
      riemergere un viso morto,
      come ascoltare un labbro chiuso.
      Scenderemo nel gorgo muti.

      Cesare Pavese.

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    3. Monicelli si è suicidato a 95 anni, probabilmente era ormai poco lucido oppure non coraggioso di attendere ancora un po’. Doveva invece ritenersi fortuna di vivere ancora fino a quell’età. Altro che non avere speranza! Conosco uomini e donne colme di speranza, anche ammalati gravi, o privi di ogni bene materiale. Questo è coraggio e non vigliaccheria.
      «Quando il cielo è tutto nuvoloso, è una benedizione chi sa parlare del sole. Ecco, il vero cristiano è così: non lamentoso e arrabbiato.(Papa Francesco)
      Bisogna dare testimonianza di aspetti positivi
      nella vita.
      Buon fine settimana!
      Dani

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    4. Monicelli era lucido e ha scritto il suo pensiero sulla Speranza.
      L'argomento di questo post è il suicidio.
      Ho spiegato che può dipendere anche dalla mancanza di Speranza.
      Ciao.

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    5. Mi spiace August, ma dissento sul tuo nuovo modo di pensare, non mi trovo in sintonia con i tuoi esempi. Per cui sei tu il primo che( dà giudizi). E’ più facile proporre questi argomenti e riflessioni così popolari.
      Se è per avere tanti commenti …hai centrato. A me non interessano il numero di commenti. Io scrivo ciò che provo, le mie emozioni e ciò in cui credo fermamente. E anche se non commentano io sono sempre dello stesso parere, perché sono convinta di ciò che scrivo. Non sono una banderuola, con doppia personalità.
      Ti saluto
      Dani

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    6. Ognuno vive la propria fede secondo cuore e ragione.
      Che sono cattolico lo comprendono tutti e nel rispetto delle scelte degli altri non mi azzardo a criticare e pontificare. Il mio è sempre un giudizio di valore, nel senso che con certe azioni l'uomo fa e si fa del male, ma la persona è sacra.
      Quando si entra nella complessa struttura del peccato bisogna procedere con i piedi di piombo.
      Non ti senti offensiva quando scrivi: "Non sono una banderuola, con doppia personalità", oppure "A me non interessano il numero dei commenti" Tu fai tanto per la tua parrocchia, ti rispetto ma sbagli a scrivere certe cose ( giudizio di valore).

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  8. Se una persona arriva a suicidarsi è perché il dolore che prova non è più sopportabile. Bisognerebbe intervenire prima, senza sentirsi a disagio, in vergogna o peggio ancora in colpa se poi si ha bisogno di antidepressivi e di specialisti. Oggigiorno la depressione può essere curata. Mi spiace tantissimo per la bella e infelice Dual. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Filosoficamente c'è una grande confusione.
      Platone condanna il suicidio come atto di illecita defezione dagli obblighi della vita terrena, gli stoici (tra cui Seneca) lo esaltano come estrema testimonianza della raggiunta indifferenza per le cose del mondo e quindi di saggezza.
      Presso i Romani il suicidio era visto come un esempio di onore e gloria.
      La risposta al dolore del mondo non può, secondo Schopenhauer, consistere nel suicidio: anziché essere una liberazione dalla volontà di vivere ne costituirebbe, infatti, la sua più forte affermazione. Il suicida non nega la vita ma è soltanto “malcontento delle condizioni che gli sono toccate”.
      In fondo l'indagare complica ciò che è semplice. Escludendo chi è affetto da follia, il suicidio è una reazione a un dolore ritenuto insopportabile.
      Ci sono anche i suicidi di protesta.
      Il 18 novembre 1978, esattamente trent’anni fa, 912 persone, seguaci della congregazione religiosa del «Tempio del Popolo», si suicidarono in massa nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro, secondo gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones.

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    2. Contributo degli amici di Google+

      https://plus.google.com/+GusOOrsini/posts/eeB1LLn22Te

      Mario Guglielmino, Anna Piediscalzi, Feancesco Attilio, Lino Quattrone,Hubert, Patty e Francesco Grieco.

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  9. Hai mostrato con questo post tutta la tua profonda sensibilità.

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  10. Ma Cristo non disse: "Non giudicare se non vuoi essere giudicato". Mi sembra che si fa esattamente il contrario di ciò che disse Cristo. Alla faccia dell'essere cristiano!
    Concordo con Sinforosa, è necessario intervenire prima sia da parte del malato che del psicoterapeuta perchè la depressione può essere curata a qualsiasi età. Abbraccio Gus

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    1. Il giudizio sull'uomo spetta a Dio che conosce tutta la vita dell'essere umano, mentre noi applichiamo la legge senza un minimo di cuore dimenticando che Dio è Amore e con il perdono salva l'uomo. E' successo con l'adultera che non rappresenta solo un episodio isolato. E' un insegnamento.
      Abbraccio Farfalla.

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    2. Ed è proprio con il cuore, con l'amore, che si ridà speranza e si possono evitare gesti estremi.
      Ma qui si ricade sempre nei soliti discorsi di cui si parla sempre. Il nostro "IO" prevale sempre su tutto e su tutti. L'individualismo della civiltà moderna fa le sue vittime. Purtroppo. Buon proseguimento di giornata

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    3. Nell'impegno per comprendere un fenomeno bisogna andare in compagnia dell'onestà intellettuale.
      Cioè essere capaci di riconoscere le ragioni delle posizioni a cui ci si contrappone anche se non sono le nostre.

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    4. Il suicidio. Assenza della speranza. Del valore della vita. Forse troppo dolore. Troppo di tutto specialmente di solitudine.
      Grazie Gus. Ho letto tutto e ho ascoltato le varie melodie. Bacio.

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    5. Per me il suicidio è sbagliato.

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  11. Ad occhi chiusi invocavo il sonno che non è arrivato ed eccomi qui a terminare il commento sul suicidio.
    Mi spiace per quella povera modella di cui hai accennato e delle tante ragazzine che per la cattiveria delle persone non hanno pace nelle loro vite che risolvono tragicamente.
    "Ti prego, non arrenderti al buio che le cose divora, ora sei nella notte ma il giorno verrà, ancora"
    Se acquisisci fede acquisisci la bellezza del vivere. Camminiamo guardando avanti, sperando appunto nel giorno che nasce portatore di luce. Buonanotte a te che dormi che i sogni siano azzurri e sentiti abbracciato. Lucia
    (sono attrezzata: mi sono arricchita di una carrozzina e di un deambulatore....vedi che ricchezza? Gli occhiali scuri li avevo già.....ora i miei nipoti monelli si divertono a spingersi uno con l'altro....!)

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    1. Dice Luigi Giussani che per la nostra mentalità cristiana la democrazia è convivenza, è riconoscere che la mia vita implica l'esistenza dell'altro, e lo strumento di questa convivenza è il dialogo. Ma il dialogo è proposta all'altro di quello che io vedo e attenzione a quello che l'altro vive, per una stima della sua umanità, e per un amore a lui che non implica affatto un dubbio di me, che non implica affatto il compromesso in ciò che io sono.
      E' questa l'apertura fatta propria dalla coscienza cristiana, che parte dalla affermata unità dell'umana natura, al di là di ogni ideologia, e che proclama come legge dei rapporti l'affermazione della persona, e quindi l'affermazione innanzitutto della sua libertà.
      La democrazia, perciò, non può essere fondata su una quantità ideologica comune, ma sulla carità, cioè sull'amore dell'uomo, adeguatamente motivato dal suo rapporto con Dio.

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  12. Pace all'anima sua.
    La vita non è Walt-Disney e può essere anche solo un poco dura, così poco dura ma insostenibilmente dura che i deboli non reggono.

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    1. Non confondere sensibilità con debolezza.

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    2. Se basta un soffio d'aria per frangere il calice.esso non è sensibile, è fragile.
      Aboliamo i refoli d'aria?!

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    3. La ragazza era ridotta uno scheletro, Denutrita e scacciata dal fidanzato. Non ha retto alla sofferenza grande. In pratica era come malata di cancro.

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