venerdì 9 marzo 2018

Tornare a camminare bene





Tempo fa Giorgio Napolitano in occasione della Festa della Repubblica disse che In Italia c'è il rischio di una "regressione civile".
Parole durissime quelle pronunciate dall' allora Presidente della Repubblica.
Anche i toni erano preoccupati. Alludeva a fatti di cronaca dalla questione dell'immigrazione.  Violenza e insofferenza forte verso "legittime decisioni dello Stato democratico".
Di fronte a tutto questo, Napolitano lanciò un appello: rifondare l'Italia come avvenne nel 1946 quando nacque la Repubblica e il Paese riuscì a ripartire dopo la guerra con "un forte impegno e slancio comune".
Anche io vedo una " regressione civile"  non è latente, ma effettiva, ma di altra natura.
Dopo di che i limiti da superare sono sempre quelli degli altri, che siamo così bravi ad individuare secondo il nostro metro di giudizio, le nostre sensazioni, la nostra esperienza.
IL primo limite è quello del linguaggio, che descrive, rappresenta, raffigura, circoscrive.
E uscire dai limiti del proprio linguaggio temo sia una missione impossibile: il mio linguaggio, come il tuo linguaggio e quello di chiunque altro, mi rappresenta, è il mio senso, il mio mondo, il mio sguardo su cose e persone.
Ma il linguaggio è un mezzo imperfetto.
E la comunicazione conseguente è limitata in sé e arriva all'altro filtrata dal suo linguaggio, dalla sua esperienza, dal suo mondo.
Quando poi abbiamo a disposizione solo il linguaggio verbale scritto, senza scomodare citazioni, la limitazione è ancora più forte. In ogni messaggio di tipo verbale non solo vengono veicolati una molteplicità di significati, ma il processo di decodifica non è meccanico, ma si realizza attraverso un processo interpretativo in cui entrano in gioco numerosissimi fattori, il contesto, la conoscenza, l'emotività, l'attenzione.


25 commenti:

  1. Io ho cercato sempre di aderire alle regole anche se scomode.
    Ciò non significa rinunciare al diritto di criticarle.

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  2. Come sarebbe il "linguaggio verbale scritto"???
    Personalmente il "In ogni messaggio di tipo verbale non solo vengono veicolati una molteplicità di significati, ma il processo di decodifica non è meccanico, ma si realizza attraverso un processo interpretativo in cui entrano in gioco numerosissimi fattori, il contesto, la conoscenza, l'emotività, l'attenzione." lo direi più riferito al messaggio scritto che non a quello verbale.
    Abbraccio siempre Gus

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  3. Il messaggio scritto sono le parole a bocca chiusa.
    Abbraccio Farfalla.

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  4. Giorgio Napolitano [...] disse che In Italia c'è il rischio di una "regressione civile".

    Traduzione: "c'è il rischio di una regressione eterocomunista" ovvero di una regressione verso forme “meno comuniste”.
    Quel pessimo presidente dimentica che le forme di organizzazione delle comunità statuali non sono ridotte alla sola unione di repubbliche sovietiche comuniste e che le forme altre non sono affatto incivili come quel fanatico settario invasato darebbe a capire.

    > Parole durissime quelle pronunciate dall' allora Presidente della Repubblica.
    Parole durissime pronunciate da uno stolto.

    > alludeva a fatti di cronaca dalla questione dell'immigrazione.

    Infatti la barbarie in cui cattolici e sinistranti hanno precipitato questo paese con iniezioni coercitive stabilite contro le genti, di milioni di alloctoni, spesso delinquenti in grande, piccolo e medio, addirittura con mnumerosi reati commessi nei tratti di mare utilizzati per invadere l'Italia, nei centri di “accoglienza coerciticamente imposta agli autoctoni”, a spese degli autoctoni, col dileggio della loro insofferenza per la violenza subita sono l'inciviltà nella quale questi sfascisti rossastri hanno precipitato il paese.
    E' sufficiente confrontare ampie zone delle città di questo paese, diciamo nel 2003 e nel 2018 per vedere come la barbarie sia diventata violenza diffusa, degrado, criminalità a livello che intere classi di cittadini italiani, come donne, anziani, bambini ne sono eslcusi se non vogliono rischiare l'incolumità della propria vita.
    Il kompagno Napolitano usa quelle parole l'inciviltà perché ha la coda di paglia.
    Già, l'inciviltà.

    > Violenza e insofferenza forte verso "legittime decisioni dello Stato democratico".

    Ancora una falsità: stato democratico NON significa stato comunista o stato mondialista. Stato democratico significa stato in cui il potere è esercitato dal popolo (demos). Il popolo, quasi sempre, ha avuto pensieri, tendenze e volontà politiche incompatibili con le castalie comunistoidi , svovietiche che hanno tentato di parassitarlo.
    In genere uno stato democratico è non comunista.

    Il linguaggio, le parole, hanno significati precisi che NON sono quelli artefatti, sofisticati, adulterati che certe ortodossie martellano da mane a sera nelle teste dei catechizzandi.

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  5. A me Napolitano non stava per niente simpatico.
    Ho usato una sua espressione per introdurre la mia,
    cioè "regressione civile".

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    1. La regressione civile è quanto realizzato in questi ultimi lustri.
      La regressione (ad esempio la presa d'atto che le migrazioni di massa sono PROBLEMI, forme belliche a intensità inizialmente dissimulata e le azioni politiche che ne consseguono) rispetto ad una regressione civile sono un avanzamento civile.

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  6. Io invece sono d'accordo con Napolitano. Ma per riformare l'Italia ci vorrebbero davvero delle mani sante e possibilmente non favorevoli alle lobbies.

    Ad esempio servirebbe una vera riforma della giustizia, una miglior applicazione delle leggi, l'eliminazione di leggi desuete.

    Dal punto di vista economico lascio la parola ad altri, vista la mia ignoranza in materia.

    Poi sì, ci vorrebbe più senso civico, umanità e rispetto da parte della cittadinanza. Ma sarebbero traguardi più facili da conseguire con uno Stato che cambia finalmente (attenzione, cambiare non significa diventare perfetto).

    Ma gli italiani, che vogliono cambiare tutto perché non cambi niente, cosa direbbero?

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    1. In Napolitano ho visto molto qualunquismo e attaccamento alla sua poltrona presidenziale.
      Riki, Napolitano era un uomo di spicco del PCI e mi sarei aspettato un comportamento democratico.
      La chiamata di Monti del 2011 fu un vero golpe e un asservimento alle Banche.

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    2. > un uomo di spicco del PCI e mi sarei aspettato un comportamento democratico

      QUelli del PCI sono di una parte e, molto spesso, non hanno tollerato persone con visioni diverse fino a sopprimerle fisicamente (rogo di Primavalle, eccidi rossi in Emilia, strage di Porzius, fatti di Empoli, ostracismo e violenze ai profughi istriani e dalmati, strage di Schio, lista_lunga_come_la_fame eccetera eccetera).

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    3. Non c'è stato scempio di leggi peggiore di quello eseguito con ideologica pervicacia dai sinistranti scafisti, No Borders, accogliamolituttisenzaseesenzamaacasatua, etc. etc. con un colossale impianto di falsi di ogni tipo smontati uno ad uno.

      Le leggi sinistre vanno bene, le leggi che piacciono a noi, tutto il resto è roba nazifascioleghista ed è bene violarla.
      Beh, non male come legalità.
      Sì, quella biancorossa.
      No grazie.

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    4. Sì, d'accordo con Napolitano sulla regressione civile, non mi esprimo sulle sue scelte da Presidente della Repubblica ;).Una regressione civile che non è di destra o di sinistra (ma cos'è la destra, cos'è la sinistra, cantava il profetico Gaber), ma è una regressione dell'italiano, dell'uomo.

      Sulle leggi io ho parlato a ragion veduta di applicazione, perché non ci sono solo le responsabilità del legislatore, ma anche di chi la legge la applica :)

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  7. "Il linguaggio è un mezzo imperfetto"... soprattutto quando chi legge o ascolta non presta attenzione alle parole lette o ascoltate e va dritto con i suoi pregiudizi o pensieri; è così che si creano gli equivoci.
    sinforosa

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    1. Permettimi Gus di fare i complimenti a Sinforosa. Un commento che oso dire favoloso con cui mi trovo più che concorde. Grazie.

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    2. Una sintesi perfetta della regressione nella comunicazione.
      Da cosa dipende. Per me dalla tendenza a esprimersi mediante simboli. Insomma, la generazione XD e emoticons.

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    3. Forse la generazione di oggi avrà letto Jung. Buon fine settimana Gus

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    4. Abbraccio Farfalla.

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  8. Il ruolo fondamentale svolto dalla comunicazione non verbale nel processo comunicativo è ormai ampiamente condiviso e dimostrato, per quanto non si possa parlare ancora di un sistema teorico consolidato. Attraverso il linguaggio non verbale avviene una trasmissione d’informazioni tramite strumenti d’interazione diversi da quelli previsti dal linguaggio verbale, parlato o scritto, e che queste informazioni si rivelano particolarmente rilevanti della decodifica del messaggio da parte del destinatario e/o ricevente. La comunicazione verbale e la comunicazione non verbale sono pertanto riconosciute dipendenti e interagenti nell’ambito di uno stesso processo comunicativo.
    Secondo Lowen (1958) l’individuo parla più chiaramente con il movimento, con la postura, con l’atteggiamento mimico e prossemico che con le parole, esprimendosi in un linguaggio che anticipa e trascende l’espressione verbale.
    A proposito della comunicazione di stati emotivi e di atteggiamenti (amicizia, disponibilità, affidabilità, propensione, ecc. e relativi contrari), le ricerche hanno evidenziato che la comunicazione non verbale risulta più efficace e significativa della comunicazione verbale. Gli studi di Argyle et Al. (1970) hanno dimostrato che gli indici non verbali influenzano ad un livello particolarmente significativo i giudizi di atteggiamenti come l’inferiorità/superiorità, l’amicizia/ostilità, molto di più degli indici verbali.

    Nel linguaggio non verbale giocano un ruolo importante: il volto (la mimica), lo sguardo, la postura, l’orientamento spaziale, la distanza interpersonale, il contatto corporeo, i movimenti del corpo, la gestualità, la voce, gli elementi paralinguistici, l’aspetto esteriore.



    http://www.psicologiadellavoro.org/?q=content/teorie-e-modelli-del-counseling-la-comunicazione-non-verbale

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  9. Come riporta Bauman nel suo Paura liquida, quando il vicino diventa immediatamente raggiungibile con un clic, egli in realtà sprofonda in una distanza incolmabile.
    Possiamo quindi parlare di una nuova “solitudine da social network”, fatta di “condivisioni” pubbliche ed “amicizie” virtuali, che risultano, da sole, profondamente insignificanti.
    Non è difficile cogliere un nesso fra questo contesto e quei tragici suicidi, prevalentemente giovanili, compiuti improvvisamente, inaspettatamente, da individui descritti da tutti i conoscenti come “tranquilli e normali”, magari apparentemente integrati e circondati da amicizie virtuali, ma in realtà profondamente soli e bisognosi di vero calore umano, ascolto, comprensione.

    Quali potranno essere le conseguenze sociali a lungo termine di rapporti umani resi sempre più epidermici dai mutamenti del linguaggio e da frequentazioni virtuali, è qualcosa che solo il tempo potrà mostrare; non è, tuttavia, difficile intuire che porteranno ad una società, paradossalmente, più individualista e più socializzata al tempo stesso, fatta di vite pubbliche e persone che sanno tutto di tutti, ma in realtà non conoscono né chi le circonda né sé stesse, e si trovano, per questo, fondamentalmente da sole.


    https://diariodallapocalisse.wordpress.com/tag/linguaggio-mediatico/

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  10. Il linguaggio è imperfetto. Pensiamo tutti di saper parlare, scrivere, comunicare. In realtà pochi ci ascoltano e noi stessi vediamo senza osservare.

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    1. Tu scrivi in un modo delizioso.

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  11. Sai qual è la regressione civile? Quando Bertone, invece di abbandonare il suo attico stramiliardario, dice che è stato il Papa ad autorizzarglielo.

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  12. Solo un saluto, Buona domenica nel Signore!
    Dani

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