lunedì 2 gennaio 2017

L'intelligenza creativa




Il culmine dell’intelligenza umana consiste
  nello sfondare, proiettandosi verso
 l’infinito mistero, anche gli spazi ristretti
 nei quali spesso l’uomo è costretto a vivere.
 Solo così la ragione “culmina nel sospiro
 e nel presentimento che l’infinito si riveli”.
Nel sospiro e nel presentimento che
il mistero si riveli, l’intelligenza umana
valica il proprio limite. Il sospiro è un
 modo di sentire le cose piene di attesa,
di desiderio e di commozione.
Ma il sospiro non può che essere
un desiderio velato di malinconia.
Il sospiro è trafitto da “gemiti inesprimibili”.
Il presentimento è la facoltà positiva e
  liberamente impegnata di percepire
che la realtà è un insieme di segni
che rimandano ad altro; talvolta siamo
in grado di scioglierli,  ma spesso
non ci è dato di farlo. Non per questo
 la ragione viene a soffrirne,
purché si adatti a riconoscere che
oltre la realtà “c’è altro”,
di cui la realtà è il segno visibile.

4 commenti:

  1. Io credo che l'intelligenza si fermi dove non può. Ad esempio guardando il cielo e cercando di capire tra quei gorghi di stelle e buio dove si possa mai andare a finire. Ecco, lì l'intelligenza si ferma. Almeno per ora. Oltre quel limite noi ci andiamo col cuore, con la fede, con la speranza... sospiri, percezioni e presentimenti sono di altra sostanza, siamo su "un altro campo di gioco, e pure giocando un altro sport" (cit)
    Certamente c'è altro, per carità, solo uno sciocco potrebbe negarlo.
    Ma in base a cosa rinunciamo, vagando per le stelle e quel buio profondo, a figurarci altri mondi e altre costellazioni? In base a cosa, se non all'intelligenza?

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  2. Franco, dici: "Certamente c'è altro, per carità, solo uno sciocco potrebbe negarlo", la ragione percepisce il Mistero e il cuore spera che si manifesti. Si chiama brama di infinito.

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  3. Ben ti sta maleducato.

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    1. Non commentare. E' inutile perché elimino.

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