giovedì 19 gennaio 2017

L'altra riva ovvero più in là






Maestrale

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là"!

Dal Vangelo secondo Marco 4,35-41

In quel giorno, verso sera, Gesù disse ai
suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”.
E lasciata la folla, lo presero con sé,
così com’era, nella barca. C’erano anche
 altre barche con lui.
Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento
 e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.
Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro,
non t’importa che moriamo?”. Destatosi,
sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”.
Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
Poi disse loro: “Perché siete così paurosi?
Non avete ancora fede?”.
E furono presi da grande timore e
si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, a
 quale anche il vento e il mare obbediscono?”.


17 commenti:

  1. C'è qualcosa di straordinario in Montale. Il suo "più in là" somiglia troppo al "passiamo all'altra riva" di Gesù.

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  2. L’altra riva è ciò per cui quei discepoli erano fatti: essi appartenevano a qualcosa d'altro, non al miracolo dei pani moltiplicati, appartenevano a qualcosa di più profondo, da cui erano sorti anche i pani.
    L'altra riva è ciò per cui siamo fatti, è la Presenza cui apparteniamo. Verso dove andare dunque? Verso qualcosa cui apparteniamo. Non apparteniamo a quel che siamo, tant'è vero che da quel che siamo, scaturisce il terrore della morte e l'umiliazione per il male. Il nostro sguardo cerca un Volto nella notte. Il nostro sguardo cerca un Volto in quell'ombra che preme sulla faccia di tutto e di tutti, cerca il destino e la consistenza delle cose, l'altra riva.

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  3. C'è un'altra riva in ciascuno di noi. Di incredibile serenità e quiete e bonaccia. Chissà perché c'attira la vita incasinata invece...

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  4. L'altra riva proposta da Dio rappresenta il nuovo che ,a causa della nostra fragilità , ci mette la paura di perdere quello che abbiamo. La fede, invece, deve essere sempre in cammino per farci crescere affrontando le realtà della vita e comprendere il disegno divino. Dobbiamo avere la certezza che il Signore sarà sempre pronto ad aiutarci, come avviene nel brano del vangelo quando placa la tempesta, cioè il nostro disagio. Qualcuno ha la forza e riesce a camminare nell'acqua e quando per la paura inconscia sta per affondare interviene la mano di Dio per salvarlo. Ci attira la vita incasinata perché la strada larga ( i nostri egoismi) viene preferita a quella piena di sacrifici che conduce alla porta stretta ( il ritorno al Padre).

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  5. Vero quello che dici Gus caro, c'è una profonda simmetria in quello che dice il Vangelo a proposito di questo passo e la poesia di Montale..
    Pensiamo poco e male all' altra riva, che potrebbe essere al contrario un nostro porto sicuro.
    Buon pranzo amico mio e un forte abbraccio

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  6. La madre insegna al piccolo a camminare. Per ottenere progressi deve lasciarlo, e il bambino cade, la madre lo rialza e seguita nel suo lavoro. Il padre porta al mare il bambino e lo fa galleggiare mantenendolo a galla con una mano sulla schiena. Un po' alla volta non mette più la mano, il bambino annaspa e il padre l'aiuta fino a quando sarà capace di nuotare. L'altra riva ha questo significato. Andare avanti nella fede contando sull'aiuto di Dio.
    Ciao Nella.

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  7. Buontutto: è tardi o è presto. Domani commenterò. Tutto molto bello. Bacio

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  8. Ho capito:

    "demain, demain, je serai sage"

    Bacio.

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  9. E' un aneddoto che ho già commentato, penso proprio da te.Ma non c'era la poesia di Ungaretti, forse.
    Potremmo gridare, proprio in questi giorni, ma mio Dio non t'importa di me, di noi? E ascoltando il Suo silenzio sentirei rispondere:
    "Tu mi importi al punto che ti ho contato i capelli sulla testa e tutta la paura che porti nel cuore. Sono qui. Non ti accorgi che sono argine e confine alla tua paura. Sono qui nel riflesso più profondo delle tue lacrime, sono la mano forte che stringe la tua, inizio d'approdo sicuro.
    Ma non è lo stesso approdo di Montale. Bacio Gus. Lo so, forse, che non hai paura. Io prego sempre per chi Lui sa. Lui conosce i cuori. Ancora Bacio.

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  10. Giussani parla di un punto di fuga, qualcosa che sfonda l'oggetto che afferriamo, per cui non lo prendiamo mai a sufficienza e per cui c'è sempre come un'intollerabile ingiustizia, che cerchiamo di celare a noi stessi, distraendoci.
    La tristezza che si prova nel rapporto non compiuto con la persona che si ama di più, perché io non sono capace, perché lei non è capace, questa coscienza della propria incompiutezza è la caratteristica più umana della vita.
    E il sospiro d'infinito si presenta sempre quando insorge il bisogno di qualcosa di finito.

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  11. Ungaretti è un poeta religioso perché si muove sempre verso l'assoluto. La sua poesia cerca un contatto con Dio.
    Bacio Lucia.

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  12. Grazie Gus.Montale, preziosissimo poeta da me mai approfondito.Inizierò riprendendo il libro di Giuss. "Le mie letture" in cui si parla anche di Montale.
    Buonanotte e Bacio

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  13. Giussani non è molto tenero su Montale in questa poesia:


    Forse un mattino andando in un'aria di vetro (Eugenio Montale)

         
    Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
    arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
    il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
    di me, con un terrore di ubriaco.

    Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
    alberi case colli per l'inganno consueto.
    Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
    tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


    Bacio Lucia.

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  14. Buonadomenica nel Signore. Bacio

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  15. “…tutte le immagini portano scritto “più il là! “ Riflettendo su questa frase,riscontro che ogni cosa che contemplo, è un segno che mi rimanda altrove. Quindi andare più in là, all’altra riva, è comunque la ricerca di un completamento,l’attesa di un bene per sempre.
    La ricerca, di un qualcosa che debbo impegnarmi a trovare.
    Grazie August, il mio cielo qui a Novara è terso, azzurrissimo, ma ci sono persone che soffrono terribilmente accanto alla tua città, prego affinchè si salvino più vite possibile. A Novara oggi è la festa del nostro patrono e fondatore della diocesi san Gaudenzio, chissà che tra loro patroni e santi possano dare una mano, a questa vicenda così dolorosa. E ci metto pure tutti quei ragazzi ungheresi, così coinvolti in un'altra tragedia. Pensa acqua e fuoco.
    Un abbraccio di conforto.
    Dani

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  16. Grazie Dani.
    Una morte orribile.
    Ciao.

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