lunedì 30 gennaio 2017

La pubblicità è un imbroglio





La pubblicità, se ne avessi il potere, la proibirei.
E' una quasi scienza che usa la suggestione psicologica per finalità condizionanti e manipolatorie.
Credo che, da un punto di vista etico, sia assolutamente illecita, perché più che informare l'utente, il cittadino sui prodotti e sulle loro proprietà e caratteristiche, tende a condizionarne i comportamenti favorendo i produttori/venditori.
Se poi riflettiamo che oltre alla funzione sostanzialmente induttivo-manipolatoria essa ha effetti più che concreti sulle vendite di un prodotto e sul suo costo (una vera tassa privata) pagata da chi acquista: pagare per farsi convincere ad acquistare oggetti di cui si potrebbe benissimo fare a meno, illudendosi di essere un po' più felici, è il colmo della manipolazione
psicologica, ma questo è il tipo di "libertà" che non pochi intendono difendere: è una libertà di alcuni (pochi) contro altri (molti).
La pubblicità spadroneggia anche nei farmaci con effetti catastrofici.
Dopo la messa al bando del Vioxx e di tutti i farmaci a base dello stesso tipo di molecole, i cosiddetti Cox2, gli studiosi hanno messo sotto accusa altre due famiglie di medicinali: quelli a base di ibuprofen, come il Moment e il Buscofen, e quelli che contengono il diclofenac, come il Voltaren. Le due sostanze, infatti, aumentano le percentuali di rischio per l’infarto. La notizia è stata diffusa dal quotidiano britannico The Guardian, dopo che sull’autorevole rivista British Medical Journal è stata pubblicata una ricerca dell’ Università di Nottingham sui rischi legati agli antidolorifici. Le autrici dello studio epidemiologico, Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland, hanno identificato 9.218 pazienti in Inghilterra, Galles e Scozia, tra i 25 e i 100 anni, che hanno già sofferto di un primo infarto e li hanno tenuti sotto osservazione. Nelle valutazioni finali, naturalmente, sono stati considerati i fattori come l’età, le malattie cardiovascolari diagnosticate, il fumo e il consumo di altri farmaci, come l’ Aspirina che riduce il rischio di un attacco di cuore. Il risultato è stato che con il consumo di ibuprofen il rischio infarto cresce del 24 per cento, mentre con l’assunzione di diclofenac aumenta addirittura del 55 per cento. Per quanti hanno curato il dolore con il rofecoxib, il principio attivo del Vioxx, il rischio infarto è salito del 32 per cento, contro il 21 per cento in più di un altro Cox2, il celecobix contenuto nel Celebrex. In Gran Bretagna l’attenzione si è tutta concentrata sull’ibuprofen, da sempre considerato uno dei farmaci più sicuri del mercato e usatissimo come sostituto del Vioxx. Secondo le ricercatrici, ogni 1.005 persone ultra sessantacinquenni che assumono ibuprofen, uno subirà un infarto. E per capire l’impatto dei numeri, è bene considerare che solo oltremanica i pazienti che soffrono di artrite e sono quindi potenziali consumatori di antidolorifici, sono circa 9 milioni.
L’astratto pubblicitario è la condanna della nostra dignità umana.
La pubblicità è ciò che elude il tuo nesso con l'infinito e tende a identificare il concreto con un formaggino che si compra, con lo shampoo per i capelli, con la pancia che fa male, col gelato che ti piace, e tutto questo è così ironicamente concreto da finire nel marcio del cestino.
L’evoluzione dell'uomo è misurata dal pantalone con la vita bassa, dallo stivaletto appropriato, dall'orologio reclamizzato e perfino dall'assorbente giusto. Tutto rigorosamente alla moda. Tutto parecchio assurdo.
Assecondiamo la realizzazione imposta del bisogno artificioso.




21 commenti:

  1. Tutti i farmaci non steroidi per le infiammazioni, se assunti spesso danneggiano seriamente i reni fino a trascinare il consumatore all'emodialisi. E' capitato negli Stati Uniti agli atleti di pallacanestro che per non sentire i dolore negli scontri durante un incontro prendevano un di queste medicine e non dico il nome per evitare anche la mia pubblicità.
    E gli alcolici, le medicine da banco, i film con il protagonista che fuma tantissimo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah il cortisone mi ha salvato a vita. Ma lo pagherò per sempre. Ha gravissimi effetti collaterali.

      Elimina
    2. Lo so. Per questo usano gli anti infiammatori non steroidi. Il cortisone azzera quello naturale che si trova nelle ghiandole surrenali. Purtroppo se hai una crisi asmatica e il viso diventa nero, o bentelan o la morte. Il mio blog è moderato, ma è aperto anche agli anonimi.

      Elimina
    3. e allora VAFFANCULO

      Elimina
  2. Migliore ipotesi per questa immagine: 52 indians among 61 indicted by us.

    RispondiElimina
  3. E' l'anima del commercio.
    Io sono un grande fan della pubblicità e dei suoi meccanismi... non ci trovo nulla di male, dopotutto è una tecnica usata da chiunque (e anche in modi poco ortodossi, vedi la Santa Madre Chiesa :p)

    Moz-

    RispondiElimina
  4. "E' l'anima del commercio". Vedi come ti hanno lavato il cervello. La pubblicità serve a farti consumare continuamente anche tante cose inutili che il Potere confeziona. Per non inquinare l'atmosfera, i mari, l'ambiente in genere sarebbe necessario produrre di meno, ma meglio. Non parlarmi di tecnica. Imbrogliano spudoratamente. Certo, la Chiesa, fa pubblicità per l'otto per mille. Uno schifo.

    RispondiElimina
  5. Tutto è pubblicità. Anche ogni immagine è propaganda. Anche i blog. Facciamo pubblicità anche senza inserirla. Siamo noi stessi pubblicità. Di noi. Anche chiusi in casa. Facciamo pubblicità. Sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so. Io in TV la faccio scorrere con i pulsanti del fermo immagine. Beviti un amaro lucano.

      Elimina
    2. Tu hai pure la pubblicità nel nome: guspensiero.blogspot ahahahah

      Elimina
    3. Ennò! Quello è l'URL, il mio blog si chiama il blog di gus.
      Contro il logorio della vita moderna beviti un cynar a base di carciofo.

      Elimina
  6. La pubblicità ormai è la cosa più interessante in tv , per chi continua a guardare la tv. La odio . e soprattutto quella con bambini che ora son dappertutto anche in cose che non li dovrebbero riguardare....
    Grazie Immo ! oooops... volevo dire Grazie Gus !

    RispondiElimina
  7. I bambini sono diretti ai pedofili. Anche loro consumano.
    Maledetti!

    RispondiElimina
  8. Articolo davvero interessante. La pubblicità è ovunque e come dice bene Franco, anche noi siamo soggetto di pubblicità, malgrado noi.
    Buona serata Gus.
    sinforosa

    RispondiElimina
  9. Grazie sinforosa.
    Appena accendo il pc compare:

    PREZZO RIBASSATO: Surface Pro 4 256 GB/Intel Core i5 ora a soli 1.379€ anziché 1.499€, in più fino al 31/01 la Cover Type (155€) è GRATIS. Acquista ora

    RispondiElimina
  10. Sì tutto è pubblicità! Certo che con Carosello ti ricordavi i gingol, la frase del pulcino nero, e soprattutto il disegno dei colori...ricordi la matita e la gomma che si facevano i dispetti? Una scriveva e l'altra cancellava....ma non ricordo quale fosse lo sponsor!!!
    8% e se non lo dicessero come faremmo a devolvere???? Buonanotte e bacissimo.

    RispondiElimina
  11. Un ufficio a portata di mano: utilizza la Dock per collegare lo smartphone a schermo, tastiera e mouse. Acquista Acer Jade Primo, con dock inclusa, a 250€

    RispondiElimina
  12. Ma Gus, piu' ne parli di pubblicita', piu' gliene fai!
    Tanti baci Perugina... ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per comprendere una realtà bisogna viverla.
      Altro che baci perugina, sono topi di fogna, zoccole, soriche unte.

      Elimina

la paranoia è un disturbo della personalità