venerdì 6 gennaio 2017

L'importanza della tradizione




Tradizione significa non poter mai vivere al di là
della coscienza riducendola ad un apparato
anonimo come la legge o lo stato.
L'irriducibilità della coscienza è minacciata
dai mezzi di comunicazione di massa e dalla
generale computerizzazione della società.
E' molto facile per noi riuscire a immaginare
istituzioni organizzate così perfettamente
da imporre come legittima ogni loro azione.
Basta disporre di una efficiente organizzazione
per legittimare qualunque cosa.
Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci
minaccia:
gli stati programmano i cittadini, le industrie,
i consumatori, le case editrici e i lettori.
Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che
lo stato produce.
Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento
dei giovani e il cinismo degli adulti.
E nell'astenia generale l'alternativa qual è?
Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte,
senza genialità e senza spazio
e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte
per il flusso umano.
Ricorda Luigi Giussani che può sembrare un paradosso,
ma occorre per costruire davvero la società nuova,
innanzitutto prendere sul serio la vecchia,
cioè la propria tradizione, ma prendere sul serio
la tradizione significa impegnarsi nella ricerca
dei valori e abbandonare quello che valore non è,
per poterne scoprire la corrispondenza con ciò che
si è e potersi liberare da ciò che poteva corrispondere
alla situazione solo di altri tempi, e non quella dei nostri.
Fedeltà e libertà sono le due condizioni senza le quali
non c'è il il senso della storia, perché la storia
è una permanenza che si mobilita in versioni sempre nuove.


30 commenti:

  1. Tradizione e progressismo, due lati che devono intrecciarsi e convivere per una società migliore.

    Moz-

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    1. Miki, il problema è che a volte si scambia per "nuovo" solo il diverso in maniera gattopardesca.
      Ciao.

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  2. Impegnarsi nella ricerca dei veri valori e tralasciare ciò che valore non è. Questo è un punto di forza che può salvare i giovani dalla deriva.
    Buon pomeriggio

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    1. La deriva è lo scetticismo che nei più sensitivi diventa bufera dispersiva o tempesta che svuota ogni capacità di slancio (Giussani: il rischio educativo).
      Ciao Cettina.

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  3. Ciao Gus, sono piuttosto d'accordo con il mio nipotone Moz, tradizione e progressismo dovrebbero intrecciarsi, ma troppe volte la tradizione e' troppo radicata e il progressismo troppo "troppo", non so se mi spiego. Bisognerebbe, ma come ho sempre sostenuto, e' un'utopia, che i ragazzi venissero educati, ma educati, non dico solo nel senso verso la Fede, ma iniziando ad essere educati nella vita, verso chi ci circonda.
    Penso, che se un ragazzo che venga educato dai genitori in modo "giusto", che siano credenti o no, saranno ragazzi che sapranno scegliere con la loro testa senza influenze "esterne" più o meno deleterie.
    Ciao Gus, bacio.

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  4. Perché sei andata nel blog di Battaglia per dirgli che lo avevi nominato?
    Non esiste al mondo nessuno che sappia resistere alle influenze esterne.
    L'educazione consiste nel preparare un figlio affinché riesca a comprendere la realtà.
    La realtà è tutto quello che ti avvolge dal Cosmo al topo di fogna che vive nei liquami del putridume.
    Educare è difficile proprio per il fatto che i genitori pensano che i figli sceglieranno con la loro testa.
    E' una menzogna.
    La menzogna è la connotazione più diseducativa della nostra società.
    C'è una grande crisi di educatori.
    Bacio.

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    1. Ma sono andata da tutti, per farci quattro risate insieme e nullapiu', Gus, non pensavo di aver fatto torto a nessuno, volevo solo condividere insieme una cosa "matta" con tutti voi, che mi seguite e nulla piu' infatti e' tutto sotto alla luce del sole. Non mi nascondo, e non faccio sotterfugi, cose private restano private, cose da condividere, scherzando e ironizzando su una cosa cosi scherzosa volevo che tutti ne facessero parte, tutto li.
      Niente di piu' niente di meno, ho cercato di dare un sorriso, magari a chi ora passa momenti "scuri" e mi ha fatto piacere anche a me cercare di staccare un momento, dai miei vado dove devo andare e dove non vorrei andare, con tutti voi, cosi, ho informato tutti, cercando di riunire come in una famiglia chi, mi segue e a chi mi vuol bene.
      Bacio Gus.

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    2. Bene. Io sono così. Faccio domande non per sapere ma per spingerti alla riflessione. Non devi rispondere a me ma a te stessa.
      Bacio.

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    3. Ha fatto benissimo ad avvisarmi perché io sono distratto e lento e magari il post lo vedevo una settimana dopo quando la befana era già di nuovo sotto naftalina.. ;)

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    4. Lo so che sei distratto. Io avverto sempre Google.
      Cosa farà Google?
      Niente, penso.

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  5. Ah, dimenticavo, e non l'ho fatto per avere commenti in piu, perché tu sai bene che in alcuni miei post, non ci sono commenti o pochissimi, ed alcune volte manco rispondo...
    Perciò, Gus, non ho fatto quello che ho fatto per una cosa che neanche mi passa per la mente.
    A me interessa il mio diario aperto a tutti, quello che scrivo e' la mia VERA vita, e la mia VERA essenza, scherzosa, ironica, malinconica, incazzata, depressa e altro.
    Tutti possono scrivere, il mio diario non e' moderato, basta che nessuno sia scortese con me o con i miei commentatori.

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    1. Scusami. Non avevo letto che già avevi risposto alla domanda.
      Bacio.

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    2. Vedi, basta capirsi, senza troppe pippe mentali e senza fare di una cosa palese una montagna senza riuscire a scalarla.
      Un bacio Gus, e grazie di tutto e di essere sincero e di farmi presente le tue perplessità, te ne rendo merito.

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    3. Mi domando, perché non mi faccio una pippa non mentale?
      Ciao Fiorella.

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    4. Urka! Gus...ma....queste cose son cose....ehmmmm intime tue.
      Me che arrossisco ^_^

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    5. Non è cosa intima. Non ho mai avuto questo problema. Pensavo che in ogni caso erano preferibili a quelle mentali. Ma cos'è una pippa mentale?
      Bacio.

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    6. Boh, non ne ho....forse e' quando non hai materia prima per quagliare, allora il cervello si fa tanti perché e percome, cioè, se tu non hai una persona COn cui confrontarti apertamente, di quella persona che conosci solo apparentemente pensi e ripensi senza veramente andare al sodo della situazione...oi, sarò sconclusionata, ma mi sembra cosi.
      E poi mica sono un uomo io eh!

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    7. La pippa è un'azione reale e non è né un perché e nemmeno un per come e non riguarda solo il maschio ma anche la femmina. Prima che me lo spieghi io vado a dormire.
      Bacio.

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  6. io trovo che, spesse volte, l'Italia abbia visto nella tradizione, lo spauracchio ideale e perfetto per reprimere la sua vera natura.
    nel senso che, facendo aderire il concetto di tradizionale, con quello di retrogrado, ha fatto passare la tradizione come qualcosa di sbagliato a priori.
    io sono invece dell'idea che vada tenuta in grossa considerazione, sebbene non si debba MAI avere paura di cambiamenti e futuro.

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  7. DiGiamo che il tuo commento per me è perfetto. Ho simpatia per te e potrei anche sbagliare. Succede per il fatto che parliamo poco. con relazioni ravvicinate non mi succede più.
    Ciao.

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  8. In questo blog c'è una ressa!!!Sto via un giorno e non riesco a rientrare!!!! Evviva le tradizioni come i dialetti....non buttiamo via niente tutto ci appartiene come la vita fatta di momenti irripetibili e che debbono continuare! Bacio Gus e abbraccio caldo caldo. Per te? e...anche per me!!!

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    1. Grazie per il caldo. A Pescara nevica e la massima è -2
      Bacio.

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  9. Il progresso alla luce del discernimento, e dei valori che davvero vanno salvaguardati. E basta una base di etica comune per sapere cosa andrebbe salvaguardato e cosa no. Anche due che bisticciano su un blog di un altro è poco educativo, tanto per dire...

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  10. Non sono due che bisticciano, ma un utente che rompe le palle.
    E lo fa nel tuo blog perché lo permetti.

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    1. Mi hai cazziato quando ho messo la moderazione, l'ho tolta.
      Oltretutto all'utente che rompe mi sembra che tu conceda sempre qualche chances di ravvedimento (come è anche giusto che sia).
      Ora io cancellerò tutto ciò che non è pertinente. Puoi anche non pubblicare questa specifica se vuoi ;)

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    2. Riguardo alla moderazione non ti ho cazziato, del resto era un mio suggerimento. Mi dispiaceva vederti castrato.
      Riguardo al pertinente dovresti controllare il post incriminato, c'è un'altra perla.
      Una storia sciocca che non sai risolvere. Ho già scritto che sei l'unico utente che nel suo blog ospita intrusi che non rispondono all'argomento che proponi ma straparlano di me.
      Ho trovato la soluzione e azzerato il problema. Non vengo, non vedo, vinco.

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  11. Le tradizioni altro non sono che le usanze, le consuetudini, i comportamenti, le leggende, i proverbi.Possono essere definite "fonti di insegnamento e guida", sono le radici di un popolo,
    saggezza ed esperienza provenienti da un passato veramente vissuto. In una società, costantemente in evoluzione, con rapidi cambiamenti, le tradizioni fanno da guida, e memoria di ciò che ognuno ha vissuto. Togliere le tradizioni rimarrebbe un vuoto nella nostra vita. Senza peraltro chiudere gli occhi e guardare il futuro per migliorarlo.
    Buongiorno August.
    Dani

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    1. Giusto. La tradizione è parte della memoria di una collettività.
      Grazie.
      Ciao.

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  12. Tradizione progresso due valori che si scontrano tra di loro invece di unirsi e collaborare.
    Spesso spauracchio uno dell'altro o repressione a seconda degli interessi personali a danno sempre e comunque della libertà personale.
    Il senso della programmazione esiste e questo ci livella inesorabilmente, l'individualità viene molto spesso repressa a danno
    della libertà personale.
    Un forte abbraccio Gus!

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  13. Disse una volta il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel: "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Osservo le vie, le persone, le chiese, i bar, le osterie, le ormai fatiscenti sezioni di partito... Ma dopo l'osservazione, appunto, viene il ragionamento, il giudizio, la sintesi. Carrel (in Riflessioni sulla condotta della vita): "Nello snervante comodo della vita moderna la massima delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata...La maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo della personalità...La frontiera del bene e del male è svanita, la divisione regna ovunque". ( Giussani) "Ognuno di noi nasce da una tradizione. La natura ci butta dentro la dinamica dell'esistenza armandoci di uno strumento complesso per affrontare l'ambiente. Ogni uomo fronteggia la realtà circostante dotato per natura di elementi che si ritrova addosso come dati, offerti. La tradizione è quella complessa dote di cui la natura dunque arma la nostra persona. Non perché abbiamo a fossilizzarci in essa, ma perchè abbiamo a sviluppare - fino anche a mutare e profondamente - quello stesso che ci è dato. Ma per mutare quello che ci è stato dato dobbiamo inizialmente agire "con" quello che ci è stato dato, dobbiamo usarlo. E' in forza dei valori e della ricchezza che ho ricevuto che io posso diventare a mia volta creativo, capace di sviluppare quello che io mi trovo tra le mani, e addirittura è in forza dei valori e della ricchezza che mi è stata data che io posso anche cambiarne radicalmente il significato e l'impostazione. Noi diciamo che la tradizione è come l'ipotesi di lavoro con cui la natura ci mette nel grande cantiere della vita e della storia. Solo usando questa ipotesi di lavoro noi possiamo incominciare, non ad annaspare, ma a intervenire con delle ragioni, con dei progetti, con delle immagini critiche sull'ambiente, e perciò su quel fattore estremamente interessante dell'ambiente che siamo noi stessi".

    Ricambio l'abbraccio carissima Nella.

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