mercoledì 21 dicembre 2016

Se non lo provi non esiste




In crisi non è la società della tecnica , ma le forme della tradizione occidentale, che da tale civiltà sono portate al tramonto. Non solo la creazione di nuove tecnologie distrugge le tecnologie obsolete, ma la civiltà della tecnica, nel suo insieme, distrugge le forme tradizionali nelle quali si è via via presentata la " tecnica" occidentale : la religione, la morale, la politica, l'arte, la filosofia. Esse sono distrutte non nel senso che sono bandite, ma nel senso che vien negata la loro pretesa di guidare l'umanità, e questa negazione non consiste in un semplice atto teorico ma nella maggior " potenza" della razionalità scientifico-tecnologica rispetto a qualunque altra forma di razionalità. La crisi dei " valori tradizionali" è la loro impotenza rispetto alla potenza tecnologica.
Ogni critica che nella "nostra" cultura viene rivolta alla civiltà della tecnica si fonda su quello stesso atteggiamento di cui tale civiltà è la più rigorosa realizzazione. Questo atteggiamento- che compare insieme all'uomo- consiste nella persuasione di essere padroni delle proprie azioni e di essere in grado di padroneggiare, mediante l'agire le cose del mondo.
L'Oriente ha coltivato soprattutto la capacità di divenire padroni del mondo interiore, soprattutto del mondo esteriore l'Occidente. Anche i filosofi che , come Heidegger ( in cui riecheggiano alcune forme tipiche della saggezza orientale) , mettono in questione il rapporto mezzo-fine , contestano il modo in cui tale rapporto viene realizzato , non questo rapporto come tale.
L'antica arte di fabbricare una brocca è anche per Heidegger profondamente diversa da una moderna centrale idroelettrica. Eppure, nonostante ogni indubbia diversità l'antico e il nuovo modo di fabbricare le cose hanno in comune l'essenziale e il decisivo: la persuasione ( la fede) che l'uomo è capace di dominare il mondo, cioè di trasformarlo conformemente ai propri progetti.
E' così "naturale" , questa persuasione, che in genere non si vuol perdere tempo attorno a essa. La sostanza di tale persuasione rimane immutata anche quando si rileva che gli autentici attori storici non sono gli individui, ma i gruppi, gli apparati, le istituzioni, le strutture. ( si tratta della versione attuale del concetto tradizionale che l'autentico attore della storia sia il divino) è così naturale, quella persuasione, appunto perché in essa consiste la "natura" dell'uomo. La civiltà della tecnica è il pieno dispiegamento della "natura" dell'uomo.



25 commenti:

  1. Immagine:


    Stanley Kubrick, fotógrafo.

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  2. La questione suprema incomincia a questo punto.
    Nel suo pieno dispiegamento la natura dell'uomo vuol sentir parlare soprattutto di" problemi concreti" e di soluzioni che indichino " che cosa dobbiamo fare" . Si infastidisce se le si parla della possibilità che l'uomo sia un errore ( che è affermazione del tutto diversa dalla banale sentenza che l'uomo erra). Si infastidisce ancora di più, se le si dice che l'affermazione " l'uomo è un errore" ha un senso radicalmente diverso da quello che essa possiede in certi settori della "nostra cultura" . Per Nietzsche, ad es., l'uomo è un errore e deve trasformarsi in "superuomo". Ma il superuomo di Nietzsche ha i tratti essenziali della civiltà della tecnica. nel superuomo nietzschiano la persuasione di essere il dominatore del mondo raggiunge il culmine.
    Si tratta invece, pensando che l'uomo è un errore , di scorgere nel "super-uomo" - ossia in ciò che sta oltre l'uomo- il tramonto della persuasione di essere i padroni delle cose. Se si segue questo ordine di pensieri, ci si incammina lungo la via dove appare il senso autentico, ma profondamente nascosto, della " crisi" della civiltà della tecnica- il senso autentico del " limite" dello sviluppo. Lungo questa via, si dovrà indugiare a lungo su ciò che la cultura attuale dà come scontato : di essersi ormai definitivamente lasciata alle spalle il vecchio sogno della " verità".

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  3. Ci stiamo distruggendo. Questo è fuor di dubbio. Stiamo perdendo di vista la logica e l'essenzialità. Vogliamo non tutto, ma direttamente troppo. Non abbiamo il senso della misura. Moriremo schiacciati in un vagone di metro. Da veri idioti. Mentre lassù si sganasciano...

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    1. Il problema è proprio l'idiozia.
      Un Padre soffre (Lassù)

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  4. It can't rain forever...always be happy.
    Il ne peux pas pleuvoir toujours...sois toujours heureux.
    No puede llover por siempre... siempre seas feliz.

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  5. "Non può piovere per sempre": è un aforisma di Jim Morrison o di Brandon Lee? Probabilmente del secondo. Probabilmente non l'ha mai detto nessuno e voi, per anni, ve lo siete segnato sulla Smemoranda cambiando l'autore a piacimento.

    Il Corvo?

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  6. Innanzitutto la frase è di Brandon Lee e il Corvo non lo ha fatto certo felice visto che ci è morto.
    Passo solo per un salutino e per augurarti un pò in anticipo buon Natale. Il 27 ricupero tutti i post che pubblichi. Abbraccio

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  7. Bene.
    Abbraccio.Buon Natale.

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  8. Ogni tanto passo e guardo l'immagine di Stanley Kubrick e mi convinco dell'estrema eccezionalità di quell'uomo.
    La sera come tisana guardo per 9/10 minuti 2.001: Odissea nello spazio.

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  9. Ciao Gus, amo Stanley Kubrick, ho tutti i suoi film, hai visto Barry Lyndom? Trovo eccezzionale, come film, come scenografia, immagini, fotografia e la trama.
    Buona tisana Gus e abbracci/bacio.

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  10. Riesce a fare tutto in modo diverso e creativo.
    Stanley Kubrick è un amore condiviso tra te e me.
    Bacio Fiorella.

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  11. Ma è proprio il Padre che ha concesso all'uomo il libero arbitrio, ben sapendo cosa sarebbe successo. Come lo spieghi?
    Si chiama evoluzione,fin da quando l'uomo ha scoperto il fuoco, o la ruota.

    Concordo sul fatto che l'unanità sia sulla strada dell'autodistruzione : la tecnologia sta esplodendo fra le mani dell'uomo e nessuno può fermarla.
    Cristiana

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  12. Dio avrà un on/off. Lui dà il libero arbitrio a Eva e Adamo. Sceglie off e aspetta. Lui non sa volutamente cosa faranno i due. Mi sembra logico perché se lo sapesse sarebbe una farsa. L'evoluzione ha imboccato la strada dell'autodistruzione. Concordo.
    Ciao Cri.

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  13. Alle vostre parole e affermazione sull'autodistruzione ,io non mi adeguo, io posseggo la speranza. e nessuno potrà togliermela.!
    Dio non si è incarnato invano!
    Chi siete voi per togliere la speranza? Tu August?
    Dani

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    1. Dani, le mie parole hanno più speranza di quelle del Papa.

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  14. Sembri una canna al vento!
    La mia certezza nessuno, dico nessuno me la toglierà.
    Saluti.
    Dani

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    1. Nessuno può avere certezza. Nessuno sa cosa accadrà dopo la sua morte. Quelli di Sodoma e Gomorra avevano certezze?

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  15. Io ho la certezza che il Signore è misericordioso, e il male non prevarrà! E' stato forse inchiodato alla croce invano?

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    1. Anche io ho grande speranza sulla Misericordia di Dio e che perdonerà chi si pente. Il Male è molto attivo. Tante guerre, tanti morti per fame, i bambini africani, la grande miseria e il fanatismo religioso. Berlino, Francia, i cristiani che vengono ammazzati.
      Ciao.

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  16. Propose loro ancora questa parabola per mostrare che dovevano pregare sempre e non stancarsi: «In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: ‘Rendimi giustizia sul mio avversario’.
    Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: ‘Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno, pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa’».
    Il Signore disse: «Ascoltate quel che dice il giudice ingiusto. Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti? Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?»

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    1. Lo vedi, Dani, il dubbio è di Gesù e risale a duemila anni fa. Non essere presuntuosa, non credere di essere torre che non crolla al soffiar del vento.

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  17. Non è presunzione la mia, ma fede.

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    1. Gesù è venuto per perdonare i nostri peccati e abbattere la religione maligna di Caifa. Attraverso l'atto penitenziale vengono rimessi i peccati, ma sono tanti che non conoscono Gesù e mettono in dubbio la sua esistenza. Che ne sarà di questi nostri fratelli?
      Per sperare occorre aver ricevuto una grande grazia, la grande grazia della certezza nel presente: pochi hanno certezza nel presente, tutti hanno certezza nel presente quando non ci pensano; se ci pensano non hanno nessuna certezza. A cosa pensano? Ai soldi, alla carriera politica,alla moglie dell'amico, al marito dell'amica. Le ragazzine escono di casa con la pillola del giorno dopo e le mamme lo sanno. Più in la invece di fidanzarsi e poi sposarsi, cosa fanno? Convivono, oggi con uno e domani con un altro. Tu che hai speranza puoi immaginare un cambiamento quando le parrocchie sono piene di anziani e non di giovani? Mancano anche i preti che vengono dall'Africa. Le vocazioni sono pochissime nei paesi sviluppati. Lo sai, no?

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  18. Tu non conosci la mia vita, se non per quello che scrivo qui. Non sono teologa, non sono studiosa di testi sacri, ciò che io sono è per aver vissuto sulla mia pelle, la sofferenza grande, la solitudine, mai quella interiore, che mi ha sostenuta,e mi ha lasciato la gioia che per "natura" io avevo. Non mi sono mai commiserata, ne ho imprecato, ho sempre ringraziato il Signore perché mi lasciava la speranza per iniziare il nuovo giorno! Per accudire i miei figli.

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  19. Lo so, Dani. Il fatto è che tu sei così, ma io parlo in generale, anche guardando gli altri e quello che succede in questo mondo. I Vangeli li conosci e sai della porta stretta e di quella larga, del giudizio finale quando finirà il mondo.

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