martedì 8 marzo 2016

Questa è la festa delle donne

 









Non si smentisce oggi il fenomeno della violenza sulle donne, anzi il numero di casi di violenza si presenta del tutto allarmante; i dati diffusi dal Telefono Rosa segnalano 124 femminicidi nel 2012 e 128 nel 2013 e indicano come autori il marito nel 48% dei casi, l’ex partner nel 23% o il convivente nel 12%. Queste cifre non sembrano appartenere ad una società moderna ed evoluta, infatti nella nostra società la relazione tra uomo e donna appare bloccata soprattutto a causa di una inadeguata evoluzione culturale del genere maschile.
Gli esseri umani sono stati protagonisti di notevoli cambiamenti, alcuni anche incisivi sul piano dei comportamenti e dell’educazione in generale. Questi cambiamenti, però, oltre che influire sul grado di civiltà e andare a costruire un determinato sistema di valori, si sono arrestati dinnanzi ad alcuni pregiudizi e stereotipi, relativi in particolare ai ruoli di donne e uomini, all’immagine del femminile e del maschile, alla visione del potere da parte dell’umanità maschile, peraltro ancora largamente condivisa da una società connivente con il peggiore maschilismo. Il permanere di questo immaginario ha reso complesso il problema della violenza contro il genere femminile. Il maschio, ancora oggi, si sente autorizzato ad affermare la propria superiorità con atti di dominio che recano il segno di una vera e propria revanche maschile contro la libertà delle donne.
Su queste tematiche e sulla complessità della problematica, l’OGEPO – Osservatorio interdipartimentale per la diffusione degli Studi di Genere e la cultura delle Pari Opportunità dell’Università degli studi di Salerno – ha promosso un ciclo di lezioni seminariali in un arco di tempo piuttosto lungo, dal 13 novembre 2013 al 18 dicembre 2013, a ridosso del 25 Novembre (data che l’ONU ha dichiarato Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne). Il seminario, denominato La violenza spiegata ha coinvolto esperte/i, studiose/i e soprattutto studenti e studentesse uniti nel comune interesse all’argomento. Si sono svolte lezioni con una chiave di lettura interdisciplinare: dall’arte alla musica, alla storia, all’antropologia, alla sociologia, alla filosofia, alla psicologia. Ciò ha consentito di declinare il tema della violenza sulle donne all’interno dei vari percorsi disciplinari e di integrarlo nei programmi curricolari.





4 commenti:

  1. Ieri, giornata della donna. ho visto un programma di sptoria che parlava appunto della nostra emancipazione, vergognosamente lenta , a cominciare dal diritto di voto - Giolitti l'aveva escluso per esempio- alla pena carceraria per adulterio, al diritto di famiglia....
    Gli uomini hanno sempre osteggiato le donne, eppure se li senti parlare delle loro madri sembra che le stimino e le amino spassionatamente. Evidentemente non riescono a conciliare la figura della madre con quella della donna.
    Ciao Gus.
    Cri

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    1. Per non parlare del delitto d'onore.
      Ciao Cri.

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  2. Come ti scrissi su Google+ io sono convinta che ci debba essere una sinergia tra famiglia e scuola per dare vita ad un'educazione giusta e duratura. Se una di queste due componenti viene a mancare nel suo apporto, avviene il fallimento e ciò che tu hai descritto nel tuo post.
    Buon pomeriggio caro amico

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    1. Il problema principale è la famiglia. Se tu esci con cappotto e cappello non sentirai freddo. Nella famiglia a volte non c'è armonia o emergono contraddizione tra quello che un genitore dice e come si comporta nella realtà.
      La Scuola, se la famiglia non educa, può fare pochissimo.

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